{"id":28186,"date":"2017-03-03T11:25:44","date_gmt":"2017-03-03T10:25:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=28186"},"modified":"2017-12-04T10:46:34","modified_gmt":"2017-12-04T09:46:34","slug":"il-passante-di-bologna-sesta-puntata-attenti-al-capitombolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/03\/il-passante-di-bologna-sesta-puntata-attenti-al-capitombolo\/","title":{"rendered":"Il Passante di #Bologna, sesta puntata. | Attenti al capi<i>tombolo<\/i>!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28215\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/il-tombolo.jpeg\" width=\"600\" height=\"402\" \/><\/p>\n<p>Domani, 4 marzo, <strong>Bologna<\/strong> vivr\u00e0 una giornata di iniziative diffuse, nel segno dell\u2019autogestione e della resistenza agli incubi urbanistici che la minacciano. Con l\u2019occasione, torniamo a parlare del <strong>Passante di Bologna<\/strong>. \u00c8 lo stesso carburante, infatti, ad alimentare la gentrificazione della zona centrale della citt\u00e0 e i progetti che ne soffocano le periferie. Come vedremo nel post, la differenza tra gli interventi infrastrutturali e quelli residenziali \u00e8 assai pi\u00f9 sfumata di quanto sembri a prima vista.<br \/>\nQuel carburante \u00e8 la speculazione immobiliare. &#8220;La dinamica \u00e8 lineare: riconverto zone centrali demolendo e ricostruendo, in pi\u00f9 costruisco in periferia su terreni vergini sotto l\u2019ombrello dell\u2019interesse pubblico&#8221;, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-svolta-della-bolognina-2-0-il-pd-realizza-il-programma-di-salvini\/\">come dice<\/a> <strong>Paola Bonora<\/strong>.<br \/>\nIl governo cittadino, assunte le esigenze di valorizzazione del capitale come sola bussola, cerca di nascondere la propria <a href=\"http:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/bologna\/notizie\/cronaca\/2017\/2-marzo-2017\/passante-mezzo-dubbi-arpae-ausl-anche-comune-prepara-osservazioni-2401330240508.shtml\">incapacit\u00e0 nel risolvere<\/a> una vera emergenza (l&#8217;aria mefitica e cancerogena) creandone una a tavolino: il degrado, di cui <strong>Xm24<\/strong> e la Bolognina sarebbero l&#8217;epicentro.<!--more--><br \/>\nDomani, <strong>4 marzo<\/strong>, l&#8217;altra citt\u00e0 d\u00e0 una risposta articolata: qui il programma della giornata di Autogestione\/Resistenza, che tra le iniziative vedr\u00e0 anche il ritorno di <strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/bologna-3-4-marzo-2017-ritorna-resistenze-in-cirenaica-il-colonialismo-italiano-di-ieri-limperialismo-italiano-di-oggi\/\">Resistenze in Cirenaica<\/a><\/strong> e un mercato Genuino Clandestino straordinario, dopo una settimana di <a href=\"http:\/\/www.campiaperti.org\/2017\/02\/24\/dal-27-febbraio-al-3-marzo-settimana-chiusura-dei-mercati-sciopero\/\">sciopero\/serrata<\/a> dei mercati contadini. Al mercato &#8211; e in piazza dell&#8217;Unit\u00e0 alla Bolognina &#8211; sar\u00e0 presente anche un banchetto dei comitati contro il Passante.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_4002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28214\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_4002.jpg\" width=\"650\" height=\"458\" \/><\/a><\/p>\n<p>di<strong> Wolf Bukowski <\/strong>e<strong> Wu Ming 2<\/strong><\/p>\n<p>Cinquant&#8217;anni fa, nel tempo prima dell&#8217;A14, solo due strade uscivano da Bologna per toccare le coste dell&#8217;Adriatico. La <strong>San Vitale<\/strong>, diretta a Ravenna, e la <strong>via Emilia<\/strong>, con arrivo a Rimini. In mezzo, correva una strada meno importante, conosciuta come <strong>Guelfa<\/strong>, perch\u00e9 invece di spingersi fino al mare si fermava a Castelguelfo, paese natale di Vanna Marchi e ultimo avamposto emiliano prima del confine con la Romagna.<br \/>\nL&#8217;antica via Guelfa si staccava dalla San Vitale circa un miglio fuori dall&#8217;omonima porta delle mura cittadine. A un primo incrocio attraversava Via Larga (oggi Viale Lenin), quindi incontrava via Bassa dei sassi (oggi Martelli) e la piccola frazione della <a href=\"http:\/\/sit.comune.bologna.it\/alfresco\/d\/d\/workspace\/SpacesStore\/64846811-5e5a-4279-ad84-fc3712a4881b\/17_scheda.pdf\"><strong>Croce del Biacco<\/strong><\/a>. Sul quadrivio, sorge tuttora la chiesa di San Giacomo Maggiore e a cento metri dal campanile si alza la barriera fonoassorbente dell&#8217;A14\/ Tangenziale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28191\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/bia20170113_153334.jpg\" width=\"600\" height=\"360\" \/><br \/>\n&#8211; L&#8217;hanno montata nel 2008 \u2013 ci spiega <strong>Chiara<\/strong>, indicando il muraglione grigioblu, a pochi passi dalle sue finestre. &#8211; Fu con i lavori per la terza corsia dinamica dell&#8217;autostrada. In questa zona hanno dovuto allargare la sede, si sono mangiati strisce di giardini privati, e per fare la nuova scarpata hanno abbattuto diversi alberi che noi frontisti avevamo piantato lungo il terrapieno.<br \/>\nSeguiamo Chiara e il marito attraverso il cortile sul retro di casa. Scavalchiamo la rete che lo separa dal lotto autostradale. Saltiamo una canaletta di scolo e ci inerpichiamo su una scala da imbianchini, appoggiata sull&#8217;erba scoscesa, per conquistare il muro di sostegno dei pannelli antirumore. Alla base, piccole aiuole fai da te, proteggono virgulti di rose e di alloro.<br \/>\n&#8211; In questi otto anni \u2013 continua la nostra guida &#8211; abbiamo rimesso gi\u00f9 siepi, alberi, arbusti. Ci siamo presi cura della scarpata e del fosso, perch\u00e9 non diventassero delle discariche. Ora, con il <strong>Passante<\/strong>, allargheranno di nuovo, abbatteranno di nuovo, e al posto della barriera metteranno una copertura aperta, una specie di mezza galleria, alta come i lampioni, col risultato che anche gli ultimi alberi moriranno per mancanza di luce.<\/p>\n<div id=\"attachment_28188\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28188\" class=\"wp-image-28188\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-17.50.14-1.png\" width=\"600\" height=\"240\" \/><p id=\"caption-attachment-28188\" class=\"wp-caption-text\">La barriera fonica aperta della Croce del Biacco e, in verde, la barriera attuale.<\/p><\/div>\n<p>La <strong><i>copertura fonica aperta<\/i><\/strong> della Croce del Biacco \u00e8 una delle <a href=\"http:\/\/www.passantedibologna.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Verbale-finale-e-allegati-del-16.12.2016.pdf\/#11\">modifiche pi\u00f9 vistose<\/a> introdotte nel progetto del Passante di Bologna dopo il cosiddetto <i>confronto pubblico<\/i>. Chi vuole dimostrare che quel percorso ha funzionato, la cita spesso come esempio virtuoso. Vedi? Grazie al dialogo, si poteva <i>davvero<\/i> migliorare l&#8217;opera. Poco importa se si tratta di un dettaglio, che consente di dormire sonni tranquilli mentre si respira un aria pi\u00f9 nociva. Alcuni abitanti della frazione ne parlano con orgoglio, non tanto per le sue caratteristiche tecniche, ma perch\u00e9 l&#8217;hanno strappata al Comune. Evvai! Altri si limitano a considerarla un caso emblematico del famoso adagio <i>bulgnais<\/i>: \u201cPiot\u00f2st che gnint, l \u00e9 m\u00e9i piot\u00f2st\u201d, tanto vale accontentarsi.<br \/>\nEppure, la storia di via Guelfa dovrebbe ricordare a tutti che le promesse migliorative intorno alle Grandi Opere si risolvono spesso in fregature.<br \/>\nIl 1\u00b0 settembre 1861 si inaugur\u00f2 la tratta Bologna \u2013 Forl\u00ec della <strong>Strada Ferrata Romana Pio Centrale<\/strong>, diretta fino ad Ancona. I binari attraversavano la strada San Vitale e poi la Guelfa, appena trecento metri pi\u00f9 a sudest. Ma mentre sulla prima, data la sua importanza, funzionava un passaggio a livello, l&#8217;altra non lo aveva, nonostante le suppliche di chi abitava alla Croce del Biacco e l&#8217;impegno solenne della societ\u00e0 ferroviaria. Si studi\u00f2 anche una modifica al tracciato della via, per farla iniziare pi\u00f9 avanti, senza incrociare le rotaie, ma alla fine non se ne fece nulla. Gli addetti alla strada ferrata, per impedire il passaggio sui binari, alzarono una barriera di sassi, e poich\u00e9 i carrettieri li rimuovevano, ci aggiunsero una buca spaccaruote.<br \/>\nAncora oggi, l&#8217;antica strada muore prima della ferrovia, in un moncherino ribattezzato via del Parco. Quindi riprende, oltre la massicciata, con il vecchio nome. Sfocia in un vialone a quattro corsie e continua dall&#8217;altra parte, anonima, travestita da pista ciclopedonale. All&#8217;altezza del passaggio sotto la Tangenziale, diventa via Rivani, dove sorge la <strong>sede del PD bolognese<\/strong>. Qui \u00e8 andata in scena la riconciliazione tra il sindaco Merola, i suoi fedeli e la fronda ribelle che ha sollevato dubbi sul Passante in consiglio comunale. L&#8217;edificio affaccia sulla boscaglia in abbandono ai margini dell&#8217;autostrada, ma grazie alla sua trasformazione in <i>smart green infrastructure, <\/i>il luogo dovrebbe diventare un salottino ecologico. Eppure, chiss\u00e0 perch\u00e9, il Partito ha deciso di traslocare, e i suoi alti papaveri non potranno godersi da vicino i lavori di allargamento dell&#8217;A14.<br \/>\nDovr\u00e0 invece sorbirseli chi, come Chiara, abita in <strong>via degli Stradelli Guelfi<\/strong>, cio\u00e8 l&#8217;ultimo spezzone di Via Guelfa prima del comune di San Lazzaro di S\u00e0vena.<br \/>\nChiara si \u00e8 trasferita qui da un&#8217;altra citt\u00e0, ma il marito \u00e8 nato alla Croce del Biacco, nei primi anni Sessanta.<\/p>\n<div id=\"attachment_28197\" style=\"width: 1410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-22.24.57.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28197\" class=\"wp-image-28197 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-22.24.57.png\" width=\"1400\" height=\"691\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28197\" class=\"wp-caption-text\">In bianco e nero: foto aerea IGM 1954. A: Via Guelfa, B. Croce del Biacco, C: Ferrovia Bo &#8211; An, D: San Vitale.<\/p><\/div>\n<p>Del tempo prima dell&#8217;A14 non ha memorie, ma ricorda bene un evento spartiacque per la piccola borgata, a met\u00e0 degli anni Ottanta, quando vennero costruiti pi\u00f9 di mille alloggi di edilizia popolare. E in particolare la <strong>Piazza dei Colori<\/strong>, un complesso residenziale calato sulla campagna come un soprammobile fuori misura. Un quartiere metafisico, senza contatti con la realt\u00e0, dove <strong>Stefano Benni<\/strong> gir\u00f2 una scena di apocalisse urbanistica, nel film <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/28795847\"><i>Musica per vecchi animali <\/i><\/a>(minuto &#8217;49). Solo nel &#8217;93 arriv\u00f2 il centro socio-ricreativo, che ora sta di fronte alla chiesa, in un capannone, ma allora doveva accontentarsi di due negozi. La vera proposta per la vita sociale della zona fu la realizzazione del <strong>Centro Nova<\/strong>, <a href=\"http:\/\/e-duesse.it\/News\/Distribuzione\/Coop-Adriatica-ampliato-l-Ipercoop-Centro-Nova-Bo\">l&#8217;ipermercato Coop pi\u00f9 grande di Bologna<\/a>, inaugurato nel 1995.<br \/>\nIn quell&#8217;occasione vennero tracciate tre nuove rotonde, una delle quali assai misteriosa, per gli automobilisti ignari dei piani del Comune. Appartiene alla categoria delle rotonde rococ\u00f2, che abbiamo gi\u00e0 visto nella <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/01\/il-passante-di-bologna-quarta-puntata-assedio-e-resistenza-sotto-la14\/\">quarta puntata dell&#8217;inchiesta<\/a>, all&#8217;altro capo della Tangenziale. Una di quelle rotonde con solo due strade ad alimentarle, inutilmente pi\u00f9 complicate di una semplice curva.<\/p>\n<div id=\"attachment_28198\" style=\"width: 1410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-22.28.15.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28198\" class=\"wp-image-28198 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-22.28.15.png\" width=\"1400\" height=\"728\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28198\" class=\"wp-caption-text\">In B&amp;N: Foto Aerea 1994. L: Tangenziale\/A14, I: Piazza dei Colori, G: Rotonda rococ\u00f2, H: Centro Nova.<\/p><\/div>\n<p>Oggi l&#8217;enigma circolare \u00e8 ancora l\u00ec, immutato, con i suoi centoventi metri di diametro. La sua forma sibillina compare anche nelle carte del Passante di Bologna, alla voce \u201copere di adduzione\u201d. Si tratta della classica mossa della \u201cquantit\u00e0 maggiorata\u201d, altrimenti detta \u201cdel 3&#215;2\u201d. Ricordate le parole di <strong>Irene Priolo<\/strong>, assessora alla mobilit\u00e0, quando dichiar\u00f2 che \u201cgrazie al Passante, abbiamo portato a casa opere che i cittadini aspettavano da pi\u00f9 di trent&#8217;anni\u201d? Ebbene, tra queste opere in regalo c&#8217;\u00e8 il terzo lotto della <strong>Lungosavena<\/strong>, un tratto di strada lungo due chilometri, a due corsie per senso di marcia, con spartitraffico centrale e dune di mitigazione. Unico tassello mancante di un&#8217;asse di scorrimento che da Loiano, sull&#8217;Appennino, porta fino a Granarolo, nella Grande pianura. Non solo \u201ci cittadini\u201d, ma anche l&#8217;arcana rotonda intitolata a <strong>Giovanni Sabadino degli Arienti<\/strong>, aspetta da ventidue anni, come una Penelope d&#8217;asfalto, l&#8217;arrivo della nuova carreggiata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-28199\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/stralcio-planimetrico-Lungosavena.jpg\" width=\"600\" height=\"424\" \/><\/p>\n<p>La quale, tutto d&#8217;un tratto, diventa un&#8217;opera indispensabilissima, gi\u00e0 prevista nel Piano regolatore del 1985. Come abbiamo potuto trascurarla per tanto tempo? Serve a collegare la tangenziale con \u201cvari poli generatori e attrattori di traffico\u201d, come il Centro Nova, la sede del QN \u2013 Resto del Carlino, le marmellate residenziali di Villanova e Castenaso, le zona industriali Roveri e C\u00e0 dell&#8217;Orbo, nonch\u00e9 l&#8217;insediamento polifunzionale CAAB. Come dite? Il Centro Agro Alimentare di Bologna nel frattempo \u00e8 fallito? Niente paura, al suo posto c&#8217;\u00e8 <strong>FICO,<\/strong> la fabbrica eatalyana contadina di <strong>Oscar Natale Farinetti<\/strong>, e per portare milioni di consumatori a vedere la campagna dentro un centro commerciale, ci vuole una strada che cancelli la campagna fuori di l\u00ec. Due piccioni con una fava: asfaltare la concorrenza, facilitare l&#8217;accesso.<br \/>\nIl successo assicurato della fabbrica contadina, produce intanto strane valutazioni. Sul sito del Movimento 5 Stelle di <strong>Castenaso<\/strong>, si pu\u00f2 leggere <a href=\"http:\/\/www.castenaso5stelle.it\/ambiente-e-territorio\/questione-lotto-2-bis-lettera-aperta-sindaco-sermenghi\/\">una lettera del \u201cComitato per Villanova\u201d<\/a>, che da tempo si batte per completare la Lungosavena, convinto che l&#8217;arteria toglier\u00e0 traffico alla frazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_32407\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/share.mapbbcode.org\/zvipf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32407\" class=\"wp-image-32407\" src=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Lungosavena.png\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"397\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-32407\" class=\"wp-caption-text\">Qui puoi vedere tutti i luoghi citati nel pezzo. Clicca l&#8217;immagine per visualizzare la mappa ingrandita.<\/p><\/div>\n<p><strong>Villanova<\/strong> \u00e8 attraversata dalla ferrovia Bologna \u2013 Portomaggiore, che fa parte del Servizio Ferroviario Metropolitano. Aveva una sua stazione attiva, <a href=\"http:\/\/www.sfmbo.it\/\/Engine\/RAServePG.php\/P\/27291SFM0600\/T\/Da-domenica-13-settembre-2015-nuove-corse-per-la-fermata-Ca-DellOrbo-e-chiusura-della-fermata-di-Villanova\">ma \u00e8 stata soppressa nel 2015<\/a>, \u201cconsiderata la situazione di scarso utilizzo\u201d e la vicinanza di un&#8217;altra fermata, C\u00e0 dell&#8217;Orbo. Viene da pensare che una ferrovia gi\u00e0 in esercizio, ancora largamente sottoutilizzata, potrebbe offrire una soluzione pi\u00f9 semplice ai problemi dei villanoviani, rispetto a una grande strada ancora da costruire. Invece il Comitato, per avere meno traffico, chiede a sindaci e assessori il completamento della Lungosavena, e paradossalmente invoca il traffico di FICO per sperare di convincerli.<br \/>\nGi\u00e0 sappiamo che una nuova strada produce nuovo traffico, come dimostra quello che i matematici chiamano <strong>paradosso di Braess<\/strong>, i trasportologi congettura di Lewis-Mogridge e gli economisti paradosso di Downs-Thomson &#8211; ne abbiamo parlato nella <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/wolf-bukowski\/2016\/12\/03\/passante-bologna-autostrada\">prima puntata<\/a><span style=\"color: #000000;\"> di questa inchiesta.<br \/>\nUna nuova strada diretta a un parco tematico da <i>6 milioni di visitatori all&#8217;anno, pi\u00f9 di 100.000 studenti coinvolti nelle attivit\u00e0, 40 luoghi ristoro tra ristoranti, trattorie, osterie, chioschi, luoghi di degustazione e bar, 9.000 metri quadrati di vendita al dettaglio, un centro congressi modulabile da 50 a 1.000 persone, 30 eventi e 50 corsi al giorno<\/i> (fonte: FICO Eataly World) &#8211; beh, qui non c&#8217;\u00e8 neppure bisogno di calcoli complessi per capire che il traffico aumenter\u00e0.<br \/>\nMa non \u00e8 questo il peggior regalo del terzo lotto della Lungosavena. Il suo principale problema \u00e8 da sempre di natura economica. Anche il secondo lotto, subito a Nord, \u00e8 stato fermo due anni per il fallimento della ditta appaltatrice, ma alla fine i soldi si sono trovati, <a href=\"http:\/\/www.ilrestodelcarlino.it\/cronaca\/lungosavena-finita-granarolo-1.2341363\">e a giugno 2016 l&#8217;hanno completato<\/a>. Il prezzo in realt\u00e0 dobbiamo ancora pagarlo, visto che dei quasi <\/span><a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/lavoripubblici\/servizi\/123:7016\/7271\/\">12 milioni di spesa<\/a><span style=\"color: #000000;\">, il comune ha fatto ricorso al credito per pi\u00f9 della met\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\">Ma il terzo lotto ha complicazioni in pi\u00f9: deve passare oltre la San Vitale (che qui si chiama <a href=\"http:\/\/www.zic.it\/speciale-via-mattei-la-storia-di-lager-etnico-di-unita-nazionale-foto\/\"><strong>via Mattei<\/strong><\/a>) e la ferrovia per Portomaggiore. Che le scavalchi o che ci passi sotto, non \u00e8 comunque un intervento da poco. I costi lievitano, e cosa fa il comune per affrontarli? Cosa si inventa, nel corso degli anni, il municipio <\/span><a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/relazioniinternazionali\/notizie\/159:37842\/\">candidato al titolo<\/a><span style=\"color: #000000;\"> di <\/span><span style=\"color: #000000;\"><i>European Green Capital 2019<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">? Beh, la solita vecchia storia: trasforma terreni agricoli in edificabili. Cio\u00e8 ripropone, sul sempre pi\u00f9 misero stock di terreni liberi, lo stesso meccanismo del boom edilizio <\/span><span style=\"color: #000000;\">iniziato negli<\/span><span style=\"color: #000000;\"> anni Cinquanta.<br \/>\nIn un <\/span><a href=\"http:\/\/www.archiviocederna.it\/pdf\/articoli\/1494\/1494_10_001.pdf\">articolo del 1981<\/a><span style=\"color: #000000;\"><strong> Antonio Cederna<\/strong> fa l&#8217;elenco delle citt\u00e0 che <\/span><span style=\"color: #000000;\">allora<\/span><span style=\"color: #000000;\"> hanno provocato al proprio territorio guasti &#8220;colossali, grazie anche a piani regolatori megalomani&#8221;: Milano, Roma, Napoli, Venezia e Torino. Sembra quasi parlare di oggi, ma con alcune differenze che saltano all&#8217;occhio:<\/span><\/p>\n<blockquote><p>Dovunque, nelle grandi citt\u00e0 come nelle minori, si attua uno stillicidio di demolizioni-ricostruzioni casa per casa che rischia di far cadere i centri storici come castelli di carte, tre milioni di stanze residenziali vengono buttate via negli anni sessanta per sostituirle con gli usi terziari e direzionali [&#8230;]; somme enormi devono poi essere spese per la costruzione di nuovi ghetti in periferia, distruggendo terreno agricolo, aggravando pendolarismo, disagio di traffico, gigantismo urbano. Un processo nefasto, contro il quale reagir\u00e0 Bologna alla fine degli anni sessanta avviando una politica di risanamento conservativo (i fondi pubblici dell&#8217;edilizia economica e popolare usati per il restauro a fini residenziali del centro storico), verso la quale si orientano anche altre amministrazioni (e sar\u00e0 il miglior contributo italiano alla cultura urbanistica).<\/p><\/blockquote>\n<p>Mantenendo la distruzione dei terreni agricoli, mettendo i <i>residence<\/i> per studenti ricchi e il turismo in luogo degli usi &#8220;terziari e direzionali&#8221;, individuando nella primissima periferia (come la Bolognina), e non pi\u00f9 nel centro storico ormai salottizzato, il fulcro dell&#8217;allontanamento dei ceti popolari &#8211; ecco che abbiamo il ritratto della Bologna di oggi. Esempio ancora, ma in negativo; come \u00e8 esemplare lo sbrodolamento cementizio previsto <i>a latere<\/i> della Lungosavena.<\/p>\n<div id=\"attachment_28198\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-03-alle-00.06.24.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28198\" class=\"aligncenter wp-image-28201\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-03-alle-00.06.24.png\" width=\"600\" height=\"337\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28198\" class=\"wp-caption-text\">In rosso: l&#8217;Ambito 147 &#8211; Citt\u00e0 del Savena. Dal PSC del Comune di Bologna.<\/p><\/div>\n<p>Il nuovo cemento su terreno agricolo della &#8220;<strong>Citt\u00e0 del Savena<\/strong>&#8221; non gode ancora della visibilit\u00e0 di altri interventi, come quello prevalentemente commerciale di <a href=\"http:\/\/www.ilmanifestobologna.it\/wp\/2015\/09\/bologna-lultima-idea-del-comune-per-la-periferia-un-nuovo-centro-commerciale\/\">via Larga<\/a><span style=\"color: #000000;\"> o quello residenziale di <\/span><a href=\"http:\/\/www.urbancenterbologna.it\/bologna\/progetti-rigenerazione\/scandellara-croce-biacco\/35-urbancenter\/progetto-scandellara\/1319-presentazione-del-progetto-scandellara\">Scandellara<\/a><span style=\"color: #000000;\">. Si chiama <strong>Ambito 147<\/strong> e si trova a meno di due chilometri dai grossi interventi appena citati. Coinvolge <\/span><a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/psc\/ambiti\/2503\/2476\/\">una superficie di 67 ettari<\/a><span style=\"color: #000000;\">, con 252mila metri quadrati per abitazioni e 160mila per parcheggi, giardinetti, strade e marciapiedi. L&#8217;amb\u00ecto \u00e0mbito avanza silenzioso nelle pieghe del Piano Strutturale Comunale del 2008 (Sindaco Cofferati, Assessore all&#8217;Urbanistica Merola):<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #000000;\"> Il nuovo insediamento \u00e8 una componente significativa delle trasformazioni che realizzeranno la Citt\u00e0 del Savena, una citt\u00e0-parco che, sul tracciato della nuova strada Lungo Savena, integrer\u00e0 gli insediamenti esistenti da riqualificare con le parti nuove. Il progetto dell\u2019Ambito San Vitale dovr\u00e0 contribuire a risolvere le criticit\u00e0 delle aree limitrofe, rompendo l\u2019isolamento del nucleo residenziale di Croce del Biacco, favorendo la riqualificazione degli insediamenti produttivi e direzionali che costituiscono il margine sud delle Roveri, stabilendo relazioni con i nuovi insediamenti realizzati o previsti a est del nuovo asse stradale dai Comuni confinanti. (<\/span><a href=\"http:\/\/www.comune.bologna.it\/psc\/quadro_normativo\/849\/1831\/\">http:\/\/www.comune.bologna.it\/psc\/quadro_normativo\/849\/1831\/<\/a><span style=\"color: #000000;\">)<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;intollerabile isolamento dei nuclei residenziali finalmente finir\u00e0: pi\u00f9 cemento, pi\u00f9 asfalto e infrastrutture, pi\u00f9 traffico, pi\u00f9 <i>joie de vivre<\/i>! Il tam-tam di quartiere, ci riferisce Chiara, prevede un certo ridimensionamento dei progetti della &#8220;Citt\u00e0 del Savena&#8221;. Gi\u00e0: ora che il costo del terzo lotto della Lungosavena \u00e8 stato accollato ad Autostrade come &#8220;opera di adduzione&#8221; dal Passante, l&#8217;esigenza di far cassa con gli oneri di urbanizzazione diventa meno stringente. Per\u00f2 una concessione edilizia su un terreno \u00e8 come una contaminazione radioattiva: una volta infilata in una delibera \u00e8 difficile sbarazzarsene prima di qualche era geologica. E poi a Bologna pi\u00f9 cemento equivale sempre a pi\u00f9 <i>green<\/i> &#8211; probabilmente \u00e8 questo uno dei punti chiave della candidatura come <strong>Capitale Verde d&#8217;Europa<\/strong>. Di conseguenza, nel capoluogo emiliano, se sei contro il cemento e le infrastrutture, sei contro gli alberi, i giardinetti e la qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<div id=\"attachment_28203\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28203\" class=\"wp-image-28203\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0065.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-28203\" class=\"wp-caption-text\">La prima tratta del Terzo Lotto della Lungosavena &#8211; 25 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p>E allora eccolo, questo terzo lotto. Dal punto in cui iniziamo a squadrarlo, presso la rotonda Sabadino degli Arienti, il suo percorso ci sembra un corridoio ecologico. Ma \u00e8 un abbaglio: a parte i campi che verranno sepolti sotto l&#8217;Ambito 147, il terreno verde che calpestiamo \u00e8 tale solo perch\u00e9 aspetta da decenni di diventare <i> proprio <\/i>il terzo lotto della Lungosavena. Ogni fazzoletto di terra non ancora messo a valore, in questa citt\u00e0, dovrebbe recare sovraimpresso un <i>caveat<\/i>: &#8220;questa non \u00e8 una piantata, questi che attraversi a fatica graffiandoti non sono i getti di giovani alberi, ma \u00e8 un&#8217;infrastruttura in divenire. Queste non sono lepri, n\u00e9 fagiani, \u00e8 <i>temporary wildlife<\/i> in attesa di riqualificazione&#8221;.<br \/>\nE li attraversiamo, giovani getti e piantate, e spaventiamo fagiani e lepri, mentre camminiamo verso la San Vitale, che qui si chiama via Mattei.<br \/>\nSullo schermo del GPS, cerchiamo la traccia della nuova strada, che abbiamo disegnato e caricato nell&#8217;apparecchio. Vorremmo calpestarla con precisione, ma non ci \u00e8 concesso. Lo studio di fattibilit\u00e0 del 2010 specifica che in questo primo tratto \u201cla strada attraversa terreni oggi agricoli e quindi [&#8230;] l\u2019asse di progetto potra\u0300 inserirsi con una certa flessibilita\u0300\u201d. Niente male, come studio del territorio. Siccome ci sono i campi, passare qua o l\u00e0 non fa troppa differenza. Tanto varrebbe asfaltare tutto.<br \/>\nRitroviamo la stessa logica anche in un altro studio, pi\u00f9 recente. Quello che riguarda l&#8217;impatto ambientale del Passante di Bologna, presentato in <strong>commissione consiliare<\/strong> il 23 febbraio scorso. Scorrendo il pdf, si sgrana un rosario di affermazioni come queste: \u201cLe aree di cantiere occupano aree agricole e quindi aree di scarso valore naturalistico\u201d, oppure &#8220;Stante la natura pianeggiante delle aree di intervento, l\u2019alterazione dello stato dei luoghi \u00e8 considerata minima\u201d<br \/>\nL&#8217;idea di fondo \u00e8 che una pianura coltivata come quella Padana, pu\u00f2 ospitare tutte le autostrade che si vogliono, tanto \u00e8 piatta, e poi come Natura non vale granch\u00e9. Chi cerca l&#8217;arcadia va nel Chianti, non nelle campagne intorno a Granarolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_28204\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28204\" class=\"wp-image-28204\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0076.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-28204\" class=\"wp-caption-text\">La prima tratta del Terzo Lotto della Lungosavena, nei pressi di via Mattei\/strada San Vitale. &#8211; 25 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p>Quale che sia il tracciato in mezzo ai campi, la Lungosavena incontra presto un passaggio obbligato, rappresentato proprio da via Mattei e dai binari della ferrovia suburbana. Tra la rete di un parcheggio e quella dell&#8217;<strong>Istituto Gualand<\/strong>i, troviamo una sterrata che ci permette di superare entrambi gli ostacoli. Anche il terzo lotto dovr\u00e0 superarli, e non gli baster\u00e0 fare attenzione alle auto e ai pochi treni in circolazione.<br \/>\nIncontriamo un anziano che coltiva l&#8217;orto, al margine di un ripostiglio che pare spuntato dalla terra, insieme a sedie di plastica, bancali di legno e due filari di vite maritata col gelso. Ci illustra con piacere le due ipotesi di attraversamento giunte al ballottaggio. Quella aerea, di cui indica immaginari piloni ergersi dritti sopra di noi, fino a reggere un cavalcavia maestoso, e quella ctonia, evocata da alcune scatole di polistirolo, adagiate nell&#8217;erba, piene di carotaggi numerati del suolo qui attorno.<br \/>\n&#8211; Hanno delle macchine per scavare nella terra, adesso, che fanno quasi quasi la galleria da sole!<br \/>\nTanto \u00e8 affascinato da queste meraviglie della tecnica, da dimenticarsi di dedicare un pensiero al suo orto che &#8211; in entrambi i casi &#8211; non esister\u00e0 pi\u00f9. O magari l&#8217;uomo, a settantasei anni, immagina che sar\u00e0 lui stesso a non esistere pi\u00f9, quando davvero inizieranno il viadotto o la galleria.<br \/>\n&#8211; A mio padre gli mandarono una lettera nel &#8217;76, per dirgli di tenersi pronto all&#8217;esproprio e ai cantieri. Quanti anni sono?<br \/>\nCi congediamo senza il coraggio di confidargli che l&#8217;ipotesi del tunnel pare tramontata, e l&#8217;appendice 6 (Opere di adduzione) del <i>dossier<\/i> Passante ci informa che:<\/p>\n<blockquote><p><i>nei pressi del parcheggio del \u201cResto del Carlino\u201d [&#8230;] inizia la rampa di accesso al viadotto denominato \u201cE. Mattei\u201d che premette lo scavalco della SP253 e della Ferrovia Bologna Portomaggiore (FBP). [&#8230;] In questo tratto, vista la geometria dello stretto corridoio disponibile, la nuova infrastruttura risulta prossima alle residenze poste sul lato occidentale mentre \u00e8 massimizzata la distanza dalla Villa dell\u2019Istituto Gualandi che rappresenta l\u2019immobile di maggior pregio dell\u2019area.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Interessante il principio di ingiustizia ambientale, enunciato in maniera cristallina: il viadotto della Lungosavena passer\u00e0 a ridosso di un gruppo di vecchie case, per tenersi il pi\u00f9 lontano possibile da una villa di pregio. Che nel caso in questione ospita un istituto per sordomuti, ma il discorso non cambierebbe se ci abitasse il discendente di una nobile famiglia. Chi vive in una bettola, pu\u00f2 beccarsi un cavalcavia davanti alle finestre; chi sta nel villone con parco monumentale, pu\u00f2 godere di maggiore riguardo.<\/p>\n<div id=\"attachment_28205\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28205\" class=\"wp-image-28205\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0080.jpg\" width=\"600\" height=\"415\" \/><p id=\"caption-attachment-28205\" class=\"wp-caption-text\">Villa Marsigli (Istituto Gualandi) &#8211; 25 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p>Oltre la ferrovia, la traccia del terzo lotto lambisce i capannoni della <strong>Zona Industriale Roveri,<\/strong> che sembrano essersi arrestati, a formare una curva, come di fronte a una forza geomantica. Ma non \u00e8 il prato che attraversiamo ad aver bloccato il cemento, e nemmeno il desiderio di preservarlo, bens\u00ec la strana combinazione tra il piano per distruggerlo e la sua stessa sospensione di decennio in decennio.<br \/>\nDietro la cancellata di una fabbrica, come un animale da giardino zoologico, sopravvive una collinetta artificiale, rivestita d&#8217;alberi e d&#8217;erba, che doveva essere la conserva \u2013 cio\u00e8 la dispensa \u2013 di una delle ville signorili disseminate nella zona.<\/p>\n<div id=\"attachment_28206\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28206\" class=\"wp-image-28206\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0093.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-28206\" class=\"wp-caption-text\">La collina-conserva nei pressi della seconda tratta del Terzo Lotto della Lungosavena. &#8211; 25 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p>Lo studio di fattibilit\u00e0 ci informa, a questo punto, che la Lungosavena si trover\u00e0 di fronte altri <i>vincoli territoriali,<\/i> \u201c quali un macero e una tipica piantata bolognese\u201d. La costeggiamo, seguendo il fosso che la separa dal campo da calcio dell&#8217;<strong>Atletico Castenaso<\/strong>. Gli alberi che sorreggono la vite sono ormai piuttosto alti, su tre file, in un podere di un ettaro e mezzo. Che far\u00e0 la nuova strada per tutelare questo prezioso elemento del paesaggio? Semplice: ci passer\u00e0 in mezzo, tagliando i filari uno dopo l&#8217;altro. E il macero? Lo studio gli dedica una foto dall&#8217;alto e stabilisce che occorre preservarlo. La traccia sul GPS gli passa proprio accanto, cos\u00ec che dai torpedoni diretti al FICO, le bimbe delle classi precettate per la visita, potranno ammirarlo col naso schiacciato sui finestroni.<br \/>\nSempre che non decidano di trasformarlo in un&#8217;area di sosta, perch\u00e9 una volta costruita la strada, i suoi margini sono \u201csalvi\u201d solo in apparenza. Scrive ancora Cederna nell&#8217;articolo che abbiamo citato:<\/p>\n<blockquote><p>Sposando il culto futuristoide della velocit\u00e0 con l\u2019ignoranza della funzione del verde stradale, tra gli anni Cinquanta e Sessanta l\u2019ANAS seg\u00f2 lungo le strade statali 100-150.000 alberi allo scopo, diceva, di <i>adeguarle <\/i>alle esigenze del traffico, rubacchiando a spese delle piante mezzo metro ai lati della carreggiata.<\/p><\/blockquote>\n<p>Oggi gli alberi con una mano si abbattono (vedi alla Croce del Biacco) e con l&#8217;altra si piantano, in lunghi filari e fasce mitigatrici, perch\u00e9, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/il-passante-di-bologna-terza-puntata-pettinare-il-verde-dipingere-lazzurro-e-una-risposta-ad-avventura-urbana\/\">come dice <strong>Adreas Kipar<\/strong><\/a>, \u201cl&#8217;albero \u00e8 un architettura che piace sempre di pi\u00f9\u201d.<br \/>\nEppure, nonostante la retorica paesaggista, la logica di sterminio a bordo strada non \u00e8 diversa da quella dell&#8217;ANAS degli anni Cinquanta. Nello studio di impatto ambientale del Passante si legge che \u201c<span style=\"font-size: medium;\">&#8220;In considerazione della vocazione del territorio attraversato, gi\u00e0 da tempo destinato a corridoio infrastrutturale, e degli interventi di promozione ambientale, si ritiene di poter definire il relativo impatto di livello trascurabile\u201d<\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Quindi, se tra dieci anni volessero allargare la Lungosavena di altre quattro corsie, potrebbero usare lo stesso ragionamento per tombare il macero, piantando all&#8217;intorno qualche pioppo cipressino. Tanto era quella, la vocazione del territorio: ospitare una strada.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_28208\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28208\" class=\"wp-image-28208\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0106.jpg\" width=\"600\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-28208\" class=\"wp-caption-text\">Il macero a fianco della terza tratta del terzo lotto della Lungosavena. &#8211; 25 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">A voler fare le cose per bene, i futuri allargatori dovrebbero anche dichiarare che la Lungosavena, con quattro corsie in pi\u00f9, non sarebbe un ostacolo che taglia il territorio, ma un&#8217;infrastruttura verde che si lascia attraversare e cuce il paesaggio. E per rendere il concetto pi\u00f9 comprensibile, dovrebbero inventarsi un <span style=\"font-size: medium;\"><i>ideogramma di progetto, <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">come hanno fatto i tecnici del Passante di Bologna nello studio di impatto ambientale.<br \/>\n&#8211; Hanno scelto il <strong>tombolo<\/strong>.<br \/>\n&#8211; La tomba?<br \/>\n&#8211; Il tombolo. Hai presente quel cuscino, di forma cilindrica, con i fusi di legno appesi attorno, che si usa per intrecciare pizzi e merletti?<br \/>\n&#8211; Mi sa che l&#8217;ho visto, da qualche parte. Nelle Marche, possibile?<br \/>\n&#8211; Si usa un po&#8217; in tutt&#8217;Italia, ma la leggenda della sua origine viene da Bruges, in Belgio.<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_28209\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28209\" class=\"wp-image-28209\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Schermata-2017-03-02-alle-12.10.02.png\" width=\"600\" height=\"346\" \/><p id=\"caption-attachment-28209\" class=\"wp-caption-text\">Il tombolo , cos\u00ec come appare nella Studio di Impatto Ambientale del Passante di Bologna, presentato in commissione consiliare il 23 febbraio 2017<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mentre camminiamo nel letto asciutto dello<strong> Scolo Zenetta di Quarto<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.volturniaedizioni.com\/libro_tombolo.htm\">la favola fiamminga<\/a> ci tiene compagnia.<br \/>\n<i>Viveva a Bruges una fanciulla di nome Serena. Amava, riamata, un giovane artista povero quanto lei. Un giorno la mamma di Serena si ammal\u00f2 gravemente, tanto che la fanciulla, per ottenere la sua guarigione, offr\u00ec in voto alla Madonna la rinuncia al suo amore per il giovane artista.<br \/>\nMentre glielo comunicava, seduti all&#8217;ombra di un albero, dai rami cadde una tela di ragno. I due innamorati ne restarono incantati e lei pens\u00f2 di provare a rifarla col filo pi\u00f9 sottile del suo fuso. Portarono a casa il prezioso disegno e mentre Serena lo copiava, lui la aiutava a tener separati i fili legando un bastoncino di legno all&#8217;estremit\u00e0 di ognuno.<br \/>\nCos\u00ec nacque il merletto a tombolo, e piacque tanto che in breve tempo la fortuna arrise ai due giovani. Intanto la mamma della fanciulla era guarita,ma Serena doveva adempiere al suo voto: i due innamorati tornarono sotto lo stesso albero e mentre piangevano la propria separazione, un&#8217;altra ragnatela cadde dai rami: l&#8217;intreccio formava una scritta che liberava Serena dal voto.<\/i><br \/>\nOrmai siamo in vista della rotonda che chiude il secondo lotto. Saltiamo il fosso che delimita uno stradello agricolo ormai in abbandono, interrotto da un muretto <i>jersey <\/i>e dalle quattro nuove corsie di via dell&#8217;Industria. L&#8217;asfalto \u00e8 in disuso solo da un paio d&#8217;anni, ma gi\u00e0 si crepa, crescono piccoli arbusti, e una brigata di ailanti si affaccia sul ciglio, pronto a conquistarlo alla prima ritirata.<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_28211\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28211\" class=\"wp-image-28211\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/DSCF0111.jpg\" width=\"600\" height=\"366\" \/><p id=\"caption-attachment-28211\" class=\"wp-caption-text\">Il secondo lotto della Lungosavena, completato nel giugno 2016.<\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ripensiamo al destino di Serena e del suo <i>moroso<\/i> e concludiamo che anche noi, nel segno del tombolo, vorremmo dire al <strong>sindaco Merola<\/strong>, alla Regione e ad Autostrade: avete fatto voto di costruire il Passante? Ebbene, lasciate perdere, il voto \u00e8 sciolto, andate in pace.<br \/>\nA noi i merletti non piacciono, la Rivoluzione francese li mise fuori legge, ma chiss\u00e0, forse a scriverglielo nel pizzo ci sarebbe modo di fermarlo, questo grigio termidoro di calcestruzzo e tondini.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Domani, 4 marzo, Bologna vivr\u00e0 una giornata di iniziative diffuse, nel segno dell\u2019autogestione e della resistenza agli incubi urbanistici che la minacciano. Con l\u2019occasione, torniamo a parlare del Passante di Bologna. \u00c8 lo stesso carburante, infatti, ad alimentare la gentrificazione della zona centrale della citt\u00e0 e i progetti che ne soffocano le periferie. 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