{"id":27906,"date":"2017-02-21T08:30:03","date_gmt":"2017-02-21T07:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=27906"},"modified":"2025-11-06T11:27:30","modified_gmt":"2025-11-06T10:27:30","slug":"la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/","title":{"rendered":"La strategia del ratto. Manomissioni, fandonie e propaganda fascista su Wikipedia: il caso \u00abJose Antonio\u00bb. Prima parte"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27913\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27913\" class=\"wp-image-27913 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ratline.jpg\" width=\"630\" height=\"385\" \/><p id=\"caption-attachment-27913\" class=\"wp-caption-text\">\u00abLe <em>ratlines<\/em> non funzionano solo in uscita, consentono pure di rientrare nelle stive della nave, a rosicchiarne subdolamente le scorte&#8230;\u00bb<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> *<\/p>\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prima parte<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#Intro\"><strong>1. Introduzione<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#livella\"><strong>2. La livella della violenza<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#sarzana\"><strong> 2a. I fatti di Sarzana<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#puecher\"><strong> 2b. Giancarlo Puecher Passavalli<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#adamirossi\"><strong> 2c. Enrico Adami Rossi, l\u2019incensamento<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#cavillo\"><strong>3. Negare sempre! ovvero: la mossa del cavillo<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#muerte\"><strong>4. Viva la muerte!<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#brasillach\"><strong> 4a. Robert Brasillach<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#solaro\"><strong> 4b. Giuseppe Solaro<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-jose-antonio-su-wikipedia\/#calamandrei\"><strong> 4c. Piero Calamandrei<\/strong><\/a><!--more--><br \/>\n<a name=\"Intro\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>1. Introduzione<\/b><\/h4>\n<p>Quando la nave affonda i ratti fuggono, di solito lungo le\u00a0<i>ratlines<\/i>, ovvero le corde che tengono insieme le sartie a formare le caratteristiche scalette sugli alberi dei velieri. Nel 1945 le\u00a0<i>ratlines<\/i>\u00a0si estesero cos\u00ec tanto da attraversare l&#8217;Atlantico, collegando la nave in fiamme della vecchia Europa con la capace scialuppa sudamericana, rendendosi invisibili grazie ai benevoli guardiani dello status quo. Alti ecclesiastici, addetti al controspionaggio, autorit\u00e0 militari e civili tracciarono quelle linee con l&#8217;inchiostro simpatico attraverso l&#8217;oceano, ma soprattutto attraverso le coscienze e la giustizia dell&#8217;Europa appena liberata. Furono cos\u00ec garantiti percorsi protetti per la fuga di molti criminali nazifascisti e collaborazionisti \u2013 i topi di fogna insomma \u2013, gen\u00eca sempre utile al potere.<\/p>\n<p>Le <em>ratlines<\/em> non funzionano solo in uscita, consentono pure di rientrare nelle stive della nave, a rosicchiarne subdolamente le scorte, impestandole di germi e tossine&#8230;<\/p>\n<p>Alla voce\u00a0<a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ratline\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i><u>Ratline<\/u><\/i><\/a>\u00a0su it.wiki (la versione nella lingua italiana di Wikipedia) leggiamo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl termine di lingua inglese ratline [\u2026], indicherebbe, nel mondo anglosassone, l\u2019ultimo rifugio sicuro dei ratti durante un naufragio prima di essere inghiottiti dalle acque. Partendo da questa supposizione, i servizi segreti americani utilizzarono il termine ratline per riferirsi ad un sistema di vie di fuga dall\u2019Europa ideato per nazisti e fascisti alla fine della seconda guerra mondiale. Esse si dirigevano verso il Sudamerica (in particolare Argentina, Paraguay, Brasile, Uruguay, Cile e Bolivia). In altri casi i fuggiaschi si diressero verso gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Canada e il Medio Oriente. Le fughe principalmente erano organizzate dalla Germania alla Spagna per poi passare in Argentina; e la seconda dalla Germania a Roma, poi Genova ed infine il Sudamerica.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Trentadue mesi fa, l\u2019incipit della voce era leggermente diverso. Vi si parlava di\u00a0<i>criminali<\/i>\u00a0che riuscirono a scappare. Poi, il 5 maggio 2014, dalla voce passa l\u2019utente di Wikipedia che si firma <strong>Jose Antonio<\/strong>. Ed ecco che i\u00a0<i>criminali<\/i>\u00a0<a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ratline&amp;diff=prev&amp;oldid=65781035\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>diventano<\/u><\/a>, pi\u00f9 asetticamente,\u00a0<i>fuggiaschi<\/i>.<\/p>\n<p>Una modifica lieve, quasi impercettibile. Fra tutti i liquami di cui parleremo in questo articolo, si tratta\u00a0forse del caso pi\u00f9 ridicolo, ma \u00e8 proprio la sua irrilevanza a rendere la modifica subliminale e a farla filtrare ai controlli. Un dettaglio insignificante, che per\u00f2 illumina un certo modo di agire e un certo percorso. In un certo senso, anche nei meandri di Wikipedia esistono, per chi le conosce bene e le sa utilizzare, <i>ratlines<\/i>\u00a0attraverso cui qualcuno corre impunito, infettando i contenuti dell\u2019Enciclopedia libera.<\/p>\n<p>Chi ha posto attenzione, anche occasionalmente o di sfuggita, a come la storia italiana del Novecento venga trattata su Wikipedia, non pu\u00f2 non essersi imbattuto nell\u2019alacre attivismo dell\u2019utente che si firma \u00abJose Antonio\u00bb. L\u2019elenco dei suoi contributi \u00e8 impressionante: anche restringendo il campo alle sole voci che ha creato, quindi escludendo i suoi numerosissimi interventi in voci gi\u00e0 esistenti,\u00a0<a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?limit=500&amp;title=Speciale%3AContributi&amp;contribs=user&amp;target=Jose+Antonio&amp;namespace=0&amp;tagfilter=&amp;newOnly=1&amp;year=2015&amp;month=-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>ecco cosa si ottiene<\/u><\/a>.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 in pratica voce relativa a fascismo o fascisti dove non sia passato Jose Antonio, e non si contano gli schizzi di fango che ha lasciato\u00a0nelle voci dedicate all\u2019antifascismo e agli antifascisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_27974\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27974\" class=\"wp-image-27974 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/JA-01.jpg\" alt=\"Jos\u00e9 Antonio Primo de Rivera\" width=\"300\" height=\"424\" \/><p id=\"caption-attachment-27974\" class=\"wp-caption-text\">Jos\u00e9 Antonio Primo de Rivera in una vignetta\u00a0d&#8217;epoca. Non abbiamo usato\u00a0il termine \u00abcaricatura\u00bb perch\u00e9 il disegno mostra il personaggio e il contesto in cui ag\u00ec\u00a0senza particolari distorsioni (se non il naso pi\u00f9 pronunciato).<\/p><\/div>\n<p>Un indizio non da poco sulla passione di questo utente per il nostalgicume fascista, e sulla sua avversione alla resistenza al nazifascismo, sta gi\u00e0 nella scelta del nickname: \u00abJose Antonio\u00bb \u00e8 infatti un chiaro richiamo a <strong>Jos\u00e9 Antonio Primo de Rivera<\/strong>, fondatore e capo della Falange Espa\u00f1ola. Formazione che si autodefiniva\u00a0<i>nazionalsindacalista<\/i>, il suo obiettivo era la costituzione di uno stato di ispirazione fascista in Spagna, totalitario e fondato sul corporativismo. Nelle voci presenti su it.wiki relative alla Falange Espa\u00f1ola sono molti gli\u00a0<i>edit<\/i>\u00a0di Jose Antonio; in questo post verranno presi in considerazione solo dopo aver dato conto di altri casi in cui le sue modifiche hanno inquinato l\u2019Enciclopedia libera.\u00a0Al centro della scena merita di essere portato per gradi.<\/p>\n<p>Jose Antonio, naturalmente, non agisce \u00abin solitaria\u00bb. Sono diversi gli utenti con cui interagisce nel costruire, modificare e \u2013 soprattutto \u2013 presidiare un cluster di voci \u201csensibili\u201d. Nel concentrarci su di lui, come gi\u00e0\u00a0<a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/11\/wikipedia-e-la-storia-deturpata-il-caso-presbite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>ci concentrammo su <strong>Presbite<\/strong><\/u><\/a>, non vogliamo fare dell\u2019eccezionalismo o personalizzare il problema del revisionismo storico e\u00a0del negazionismo sui crimini di guerra italiani &#8211; quando non della vera e propria propaganda fascista &#8211; su Wikipedia.<\/p>\n<p>Lasciamo pure che Jose Antonio\u00a0<a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Discussioni_utente%3AIl_palazzo&amp;type=revision&amp;diff=71231304&amp;oldid=71229840\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u>si lamenti<\/u><\/a>, come ha gi\u00e0 fatto in passato, del \u00abdossieraggio stile Brigate Rosse\u00bb. Quello che fa Nicoletta Bourbaki sin dall\u2019inizio della sua inchiesta \u00e8 mostrare le strategie, le tattiche, le retoriche di un certo modo di fare revisionismo storico. Parafrasando <strong>Michel Foucault<\/strong>, potremmo dire che per noi il problema non \u00e8 di descrivere Jose Antonio, n\u00e9 di presentare ci\u00f2 che egli ha detto o voluto dire: cerchiamo semplicemente di scoprire le <em>tecniche<\/em> con le\u00a0quali egli (non gi\u00e0\u00a0<i>egli solo<\/i>, e neppure egli\u00a0<i>da solo<\/i>) ha vandalizzato un certo numero di voci wikipediane.<br \/>\n<a name=\"livella\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>2. La livella della violenza<\/b><\/h4>\n<p>L\u2019utente Jose Antonio con i suoi <i>edit<\/i> palesa chiaramente la sua visione dello scontro che, tra il 1919 e il 1945, contrappose gli antifascisti ai fascisti. Una narrazione, la sua, in cui le violenze dei secondi vengono sempre rappresentate, quando proprio non si possono sottacere, come reazione a scopo di autodifesa o di giustificata rappresaglia. Hanno sempre <i>gi\u00e0 cominciato<\/i> i \u00abrossi\u00bb; i bravi patrioti in camicia nera o si difendono, o reagiscono spinti dall\u2019indignazione e da giusta ira di fronte alle intollerabili violenze dei bolscevichi. E se non sono esclusivamente i rossi a contrapporsi armi in pugno ai nazifascisti, nelle pagine di it.wiki si pu\u00f2 lavorare facendo in modo che la responsabilit\u00e0 delle violenze nazifasciste, anche quando colpiscono la popolazione o personaggi non etichettabili come \u00abcomunisti\u00bb, vadano imputate alle scelte della precisa parte politica che anim\u00f2, oltre a esserne stata la parte quantitativamente pi\u00f9 consistente, la resistenza.<\/p>\n<p>Questa strategia, che chiameremo la \u00ablivella della violenza\u00bb, cancella aggressori e aggrediti, ne fa due variabili e permette di definire questi ruoli \u2013 o almeno di sfumarli \u2013 a piacimento, allargando o restringendo a seconda della convenienza il campo della contestualizzazione dei fatti di volta in volta presi in considerazione.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia di questa strategia, tra l\u2019altro, poggia in parte su una certa retorica (e storiografia) resistenziale, secondo la quale i partigiani, come gli eroi della nota canzone, \u00absono tutti giovani e belli\u00bb. Gioco facile, per i revisionisti <i>\u00e0 la<\/i> Jose Antonio, rimarcare ogni volta che ne capiti l\u2019occasione che i partigiani i fascisti e i nazisti <i>li ammazzavano<\/i>, combattendo la loro guerra fino in fondo. Una pratica mutuata dai <i>ma\u00eetre \u00e0 penser<\/i> del \u00absenso comune post-antifascista\u00bb (cfr. Sergio Luzzatto, <i>La crisi dell\u2019antifascismo<\/i>, Einaudi, Torino 2004): i Pansa e i Vespa. I volumi di questi ultimi stanno accanto alla\u00a0tastiera del pc dei wikirevisionisti e rappresentano le fonti spendibili nell\u2019Enciclopedia libera, niente pi\u00f9 che \u00abpezze d\u2019appoggio\u00bb dietro cui si celano, come vedremo, fonti pescate direttamente dall\u2019acquitrino della memorialistica repubblichina e del revisionismo impresentabile che ha come nume tutelare <strong>Ernst Nolte<\/strong>.<\/p>\n<p>La differenza essenziale che la livella della violenza offusca \u00e8 bene ribadirla qui \u2013 niente di nuovo, si badi \u2013 una volta ancora: partigiani e partigiane le armi le impugnarono per non dovervi poi pi\u00f9 far ricorso e non, come i fascisti, per costruire una societ\u00e0 fondata sul culto della guerra e della violenza. L\u2019apologia e l\u2019esaltazione della violenza erano insite nel fascismo, fin dalla fase dello squadrismo. Il numero delle vittime della violenza squadrista nel periodo che va dalla fine del 1920 a tutto il 1921 \u2013 la fase in cui all\u2019originario nucleo interventista subentr\u00f2 nelle \u00absquadre\u00bb delle camicie nere una nuova generazione di giovani decisamente pi\u00f9 inclini al ricorso alla violenza \u2013 certificano questo assunto; stando ai dati riportati nel volume di <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong>\u00a0<i>Squadristi.\u00a0<\/i><i>Protagonisti e tecniche della violenza fascista, 1919-1922<\/i>, (Mondadori, Milano 2003), solo fra i socialisti, non considerando quindi le vittime degli squadristi che non erano collocabili in un\u2019area politica precisa, nel 1920 ci furono 172 vittime e 578 feriti, nel 1921 41 morti e 123 feriti.<\/p>\n<p>I meri numeri possono ingenerare fraintendimenti, i morti dalla parte fascista non mancarono, la differenza \u00e8 per\u00f2 sostanziale ed emerge in maniera chiara dalle parole di <strong>Roberto Farinacci<\/strong> nel suo <i>Storia della rivoluzione fascista<\/i> (1937), che individuava nella rappresaglia il tratto distintivo dello squadrismo e cos\u00ec ne descrive lo schema di funzionamento: \u00abUccisione proditoria di un fascista, rappresaglia dei fascisti, funerali solenni del caduto, conflitto durante i funerali, nuove rappresaglie.\u00bb<\/p>\n<p>Rimarcare i singoli episodi di violenza imputabili agli antifascisti e ai partigiani, farne elemento cardine della narrazione di quella che fu al contempo guerra di liberazione, guerra civile e guerra di classe, a nulla serve se non a mistificare la complessit\u00e0 e reintrodurre l\u2019argomento capzioso, gi\u00e0 messo alla berlina da <strong>Claudio Pavone<\/strong>, di una minoranza di fascisti militanti a cui si oppose solo una minoranza di partigiani combattenti, due fazioni che combattevano sulla testa del buono e inerme popolo italiano: tutti colpevoli, nessun colpevole.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la raccontano i Jose Antonio, epigoni del revisionismo tipico dei fascisti impenitenti alla Giorgio Pisan\u00f2: relativizzando i crimini fascisti e assolutizzando le presunte colpe della guerra di resistenza, dando particolare rilevanza al dispositivo della rappresaglia, inquadrato forzatamente nell\u2019ottica dell\u2019irresponsabilit\u00e0 da parte dei resistenti nei confronti della popolazione. Un caso da manuale di questa pratica \u00e8 analizzato nel post <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098\"><i>Un paese di \u201cmandolinisti\u201d. Wikipedia, i falsi storici su via Rasella e il giustificazionismo sulle Fosse Ardeatine<\/i><\/a><\/u>.<\/p>\n<p>Relativizzare e confondere il contesto, spesso ricorrendo all\u2019uso di libri pubblicati da nostalgici repubblichini ed editi da sconosciute case editrici, \u00e8 la tattica attraverso cui mettere all\u2019opera la strategia della livella della violenza.<\/p>\n<p>Su questa linea d\u2019azione, per stare all\u2019inizio del 2017, Jose Antonio ha apportato alcune modifiche alla voce <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Resistenza_vicentina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Resistenza vicentina<\/a><\/u>\u00a0inserendo in bibliografia (e utilizzando come fonte) il libro <i>600 giorni di storia della Repubblica Sociale Italiana a Vicenza<\/i>, edito dalla prestigiosa tipografia Grafiche DIPRO di tale\u00a0<strong>Fabrizio Scabio<\/strong>, che dal <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.associazionedecimaflottigliamas.it\/distintivo-d-onore.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> 2014 si fregia<\/a><\/u>\u00a0del distintivo d\u2019onore della X\u00a0Mas e ha presentato il suo libro nel <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/permalink.php?id=184117851693895&amp;story_fbid=658750447563964\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> febbraio 2015<\/a><\/u>\u00a0presso la sede di Forza Nuova Vicenza. Jose Antonio ha usato lo stesso libro per il\u00a0suo massiccio intervento nella voce <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ubaldo_degli_Uberti&amp;type=revision&amp;diff=84065964&amp;oldid=82630475\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Ubaldo degli Uberti<\/a><\/u>, in questo caso per implementare la \u00absottoenciclopedia repubblichina\u00bb in it.wiki.<\/p>\n<div id=\"attachment_27935\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27935\" class=\"wp-image-27935\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Scabio_a_FN_Vicenza.jpg\" alt=\"Scabio a FN Vicenza\" width=\"650\" height=\"366\" \/><p id=\"caption-attachment-27935\" class=\"wp-caption-text\">25 febbraio 2015, Scabio presenta il suo libro nella tricoloruta e non affollatissima sede di Forza Nuova Vicenza.<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 bene a questo punto riportare nel dettaglio alcuni esempi degli interventi di Jose Antonio e del suo ricorso alla livella della violenza. Presentiamo quindi l\u2019analisi di tre voci: la prima si riferisce al periodo dello squadrismo ed \u00e8 quella intitolata <i>Fatti di Sarzana<\/i>, mentre la seconda e la terza sono dedicate\u00a0a <i>Giancarlo Puecher Passavalli<\/i> ed <em>Enrico Adami Rossi<\/em>, dunque\u00a0a fatti risalenti al periodo resistenziale.<br \/>\n<a name=\"sarzana\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>1a. I fatti di Sarzana<\/b><\/h4>\n<p>La cittadina di Sarzana si trov\u00f2 nell\u2019estate del 1921 a essere l\u2019unico centro della Lunigiana amministrato dai socialisti, mentre le rappresaglie \u00abantisovversive\u00bb degli squadristi, irraggiandosi da Massa e Carrara, investivano le campagne e i centri minori.<\/p>\n<p>Una prima spedizione da parte degli squadristi colp\u00ec Sarzana nel mese di giugno, a met\u00e0 luglio ne segu\u00ec una seconda che incontr\u00f2 la pronta reazione della popolazione e l\u2019arresto di Renato Ricci, ex-legionario fiumano e leader del fascismo apuano, e di una decina di suoi camerati. Questa fu l\u2019occasione per far convergere sulla cittadina, il 20 luglio, una colonna di circa cinquecento squadristi &#8211; guidati dal futuro assassino di Matteotti <strong>Amerigo Dumini<\/strong> &#8211; con lo scopo di liberare gli arrestati e prendere definitivamente il controllo della stessa Sarzana. Ne segu\u00ec un fronteggiamento tra una parte degli squadristi e i carabinieri, finch\u00e9 un primo colpo d\u2019arma da fuoco diede il via a un duro scontro che vide il coinvolgimento della popolazione e degli Arditi del popolo, inizialmente all\u2019interno del centro cittadino, per poi estendersi alla campagna circostante.<\/p>\n<p>Se le rappresaglie fasciste \u2013 a detta del fascistissimo Farinacci \u2013 furono \u00abla caratteristica predominante dell\u2019azione squadrista\u00bb, l\u2019episodio di Sarzana rappresent\u00f2 quasi un unicum. Per questa ragione lo scontro sulla narrazione di quell\u2019episodio non si placa e si pu\u00f2 trovare condensato nell\u2019evoluzione della voce su it.wiki dedicata a quei fatti.<\/p>\n<p>Nella voce <u><i><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fatti_di_Sarzana\">I fatti di Sarzana<\/a><\/i><\/u>\u00a0sono registrati innumerevoli <i>edit<\/i> di Jose Antonio, a partire dal 24 ottobre 2009. La voce si riferisce agli scontri tra squadristi e carabinieri del regio esercito avvenuti nell\u2019estate del 1921, quando i primi tentarono l\u2019assalto al carcere della citt\u00e0 nel tentativo di liberare dei camerati ivi imprigionati, a cui seguirono scontri con gli Arditi del popolo e con la popolazione, in particolare con contadini nei dintorni di Sarzana.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il colpo d\u2019occhio fra la <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=26374374\"><u>versione della voce prima degli <\/u> <u><i>edit<\/i><\/u> <\/a> di Jose Antonio e l\u2019<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fatti_di_Sarzana\">attuale<\/a><\/u>\u00a0\u00e8 illuminante. Il paragrafo introduttivo sul contesto storico dei fatti subisce un completo ribaltamento: se prima del passaggio di Jose Antonio erano riportate le difficolt\u00e0 fasciste a radicarsi nella Lunigiana, in particolare a Sarzana, e ci si soffermava sulle violenze da parte di questi per prendere il controllo della zona, oggi il focus \u00e8 incentrato sulla diffusa presenza socialista e anarchica, a suggerire che le azioni fasciste fossero giustificate e necessarie per normalizzare una situazione di sovversivismo diffuso.<\/p>\n<p>Fin dalla prima serie di <i>edit<\/i> firmati da Jose Antonio nella voce si evidenzia il suo obiettivo, in particolar modo, tra i tanti (vedere <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;type=revision&amp;diff=29616108&amp;oldid=29466548\">qui<\/a><\/u>\u00a0e\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;type=revision&amp;diff=30411755&amp;oldid=30172852\">qui<\/a><\/u>), con la modifica dei titoli di due sezioni della voce: \u00abFascisti uccisi a Sarzana\u00bb viene <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=29466548\">modificato<\/a><\/u>\u00a0in \u00abI caduti di Sarzana\u00bb, mentre \u00abI contadini di Sarzana si ribellano ai fascisti\u00bb in \u00abLa strage nei campi\u00bb (<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=29592549\">qui<\/a><\/u>). A questi si aggiunge <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=prev&amp;oldid=29616071\">una modifica<\/a><\/u>\u00a0altrettanto significativa nel corpo della voce: da resistenza armata all\u2019ascesa del fascismo l\u2019episodio viene derubricato a scontro armato tra fascisti e militari del regio esercito, braccio armato del potere liberale.<\/p>\n<p>Una narrazione della vicenda, questa di Jose Antonio, che nulla ha di nuovo, se gi\u00e0 con la presa del potere il fascismo, come scrive sempre Mimmo Franzinelli,<\/p>\n<blockquote><p>\u00abfece di Sarzana il luogo della memoria dolente e vittimistica dello squadrismo, simboleggiante l\u2019eroismo patriottico contrapposto alla barbarie rossa. [\u2026] Trasfigurata dalla cronaca alla mitologia, con un disinvolto rovesciamento della realt\u00e0, la cittadina ligure simboleggi\u00f2 la redenzione nazionale nei tempi oscuri del dominio bolscevico e dell\u2019infido regime liberale. Gli aggressori furono tramutati in vittime sacrificali, offertisi in olocausto per la costruzione della nuova Italia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Se si segue la cronologia degli <i>edit<\/i> di Jose Antonio nella voce dal 2010 in avanti, non ve n\u2019\u00e8 uno che non sia facilmente inquadrabile nel tentativo di rivitalizzare questo mito originario del fascismo, cos\u00ec ben descritto in poche frasi da Franzinelli.<\/p>\n<p>A rinforzo, nella cronologia della voce, altri utenti come <strong>Barbicone<\/strong> e <strong>Bramfab<\/strong>, attivi in altre voci, come quella <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Squadrismo\"><i>Squadrismo<\/i><\/a><\/u>, che risentono della medesima impostazione sulle origini del fascismo. Sono utenti che, come Jose Antonio, dovrebbero conoscere il testo di Franzinelli, dato che sovente lo utilizzano come fonte, anche se in modo completamente strumentale al loro POV (nel lessico wikipediano <i>point-of-view<\/i>, il proprio punto di vista) ed estrapolando in maniera scorretta informazioni senza tener minimamente conto dell\u2019inquadramento generale dello squadrismo che \u00e8 uno dei meriti pi\u00f9 importanti del volume di Franzinelli. In pratica, si cita Franzinelli per rivestire di oggettivit\u00e0 affermazioni che sono espressione diretta del pi\u00f9 bieco revisionismo di marca neofascista.<\/p>\n<p>Nella voce <i>Fatti di Sarzana<\/i> si trovano diversi esempi in cui il testo <i>Squadristi<\/i> \u00e8 volutamente travisato da Jose Antonio. In una <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=30203884\">modifica del 18 febbraio 2010<\/a><\/u>\u00a0Jose Antonio scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLungo il percorso avvennero degli scontri nel corso dei quali gli squadristi uccisero un contadino. Due giovani squadristi spezzini, Amedeo Maiani e Augusto Bisagno, staccatisi dalla colonna per cercare rinforzi dopo essere stati presi prigionieri, furono mutilati e uccisi. I corpi furono buttati in un dirupo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La fonte \u00e8 citata da Jose Antonio, in nota, testualmente come segue: \u00abMimmo Franzinelli, \u2018\u2018Squadristi\u2019\u2019, Oscar Mondadori, Cles (Tn), 2009, pag. 122.\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_27907\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27907\" class=\"size-full wp-image-27907\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Franzinelli.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"339\" \/><p id=\"caption-attachment-27907\" class=\"wp-caption-text\">Lo storico Mimmo Franzinelli. Il suo libro <em>Squadristi<\/em> \u00e8 oggetto di manipolazioni e vere e proprie falsificazioni da parte di Jose Antonio e altri utenti di Wikipedia.<\/p><\/div>\n<p>Ma alla pagina indicata nella nota gli scontri non sono citati.\u00a0Lo storico scrive invece di una \u00abmarcia d\u2019avvicinamento\u00bb degli squadristi su Sarzana, durante la quale questi \u00abuccisero a fucilate nei pressi di Ameglia un contadino intento al lavoro campestre\u00bb, particolare che Jose Antonio ha evitato di riportare. Sull\u2019episodio dei \u00abdue giovani squadristi spezzini\u00bb, Franzinelli precisa che erano stati inviati a cercare rinforzi dopo che i fascisti furono obbligati alla difensiva dalla pronta reazione della popolazione alla scorribanda delle camicie nere, riportando s\u00ec che una volta catturati furono effettivamente \u00abpercossi sanguinosamente, mutilati e infine gettati in un burrone del monte Rocchetta\u00bb, per poi, alla frase seguente, aggiungere che \u00abL\u2019episodio costituisce il tipico <i>crimine di folla<\/i>, reazione esacerbata e crudele di comunit\u00e0 locali la cui esistenza veniva sconvolta dal passaggio di gruppi armati\u00bb.<\/p>\n<p>In due <i>edit<\/i> distinti (<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=30213296\">qui<\/a><\/u>\u00a0e\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=prev&amp;oldid=41470600\">qui<\/a><\/u>), la parafrasi di Jose Antonio del testo di Franzinelli muta un \u00abasseragliati\u00bb in \u00abassediati\u00bb; ci si riferisce nel passaggio alla ritirata degli squadristi dopo lo scontro con i carabinieri dell\u2019esercito regio, a cui seguirono quelli con la popolazione e con gli Arditi del popolo. Una sfumatura, ma non innocente: se infatti con <em>asserragliare<\/em> si indica, dal dizionario Treccani, il \u00abchiudere, barricare per impedire l\u2019accesso\u00bb, l\u2019essere assediati indica il venire circondati ed essere sotto attacco.<\/p>\n<p>La sfumatura qui ribalta i fatti: gli squadristi in fuga su un treno speciale messogli a disposizione dalle autorit\u00e0, mentre sparavano dai vagoni, divengono bersagli costretti all\u2019autodifesa, quasi degli agnelli. In sintonia con questi <i>edit<\/i> anche un\u2019altra modifica che vale la pena citare: la colonna fascista se prima del suo arrivo nella cronologia degli <i>edit<\/i> della voce \u00abimperversava\u00bb nelle campagne di Sarzana, dopo il suo passaggio muta in un neutrale \u00absi muoveva\u00bb.<\/p>\n<p>Una rappresentazione degli squadristi che Jose Antonio ripropone modifica dopo modifica, arrivando ai toni comico-grotteschi di <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=43728772\"><u>questo <\/u> <u><i>edit<\/i><\/u><\/a>: \u00abSpaventati dagli spari alcuni fascisti fuggirono dalla stazione cercando rifugio nelle campagne ma qui alcuni furono catturati dai contadini e dagli arditi del popolo\u00bb.<\/p>\n<p>Non stupisce, anche perch\u00e9 nella riscrittura della voce Jose Antonio, come gi\u00e0 visto, per prima cosa aveva modificato i titoli di alcune sezioni che compongono la voce, dando un inquadramento della vicenda aderente a quello che diedero subito dopo i fatti i comandanti delle camicie nere toscane e liguri, una versione che Franzinelli definisce inverosimile e che sintetizza con queste parole: \u00abuna pacifica manifestazione politica stroncata nel sangue da un capitano dei carabinieri accordatosi con i caporioni sovversivi\u00bb.<\/p>\n<p>Per perseguire il suo obiettivo Jose Antonio arriva a citare articoli dell&#8217;epoca di\u00a0quotidiani come <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=43727097\">Il Tirreno<\/a><\/u>\u00a0e\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=29592654\">Il Secolo XIX<\/a><\/u>, oppure la versione <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=43696079\">fornita da uno squadrista<\/a><\/u>\u00a0per dar credibilit\u00e0 alle sue modifiche. Interessante anche che Jose Antonio si sia avvalso di documenti provenienti dall\u2019archivio della polizia: soprassedendo sull\u2019espresso <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Niente_ricerche_originali\">divieto a utilizzare \u00abricerche original<\/a>i\u00bb<\/u>\u00a0nelle voci di Wikipedia, verrebbe da pensare che l\u2019utente non lavori da solo e che altri, pi\u00f9 usi alle ricerche d\u2019archivio, gli abbiano fornito i riferimenti a questi documenti.<\/p>\n<p>Si potrebbe procedere ancora a lungo riportando altri interventi sui fatti di Sarzana\u00a0da parte di Jose Antonio, ma prima di chiudere gli va riconosciuto il demerito di essere stato lui ad <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=43728722\">avere inserito<\/a><\/u>\u00a0nella voce la versione che vuole che lo scontro tra squadristi e carabinieri prese avvio dopo un primo colpo d\u2019arma da fuoco giunto da \u00absovversivi\u00bb nascosti alle spalle degli squadristi. Una versione (anche) questa che inizi\u00f2 a circolare negli anni successivi alla presa del potere fascista, quando ogni anno a Sarzana si tenevano celebrazione per i \u00abfascisti caduti\u00bb negli scontri, tramutando gli aggressori in vittime sacrificali: \u00abL\u2019imbarazzante quesito su chi \u2013 tra fascisti e carabinieri \u2013 esplose il primo colpo fu risolto brillantemente, attribuendone la responsabilit\u00e0 ai sovversivi celati tra gli alberi\u00bb (M. Franzinelli). Questo tentativo di addossare a spari provenienti da anonimi e non visibili facinorosi l\u2019avvio degli scontri a Sarzana, viene <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=43728722\">introdotto nella voce<\/a><\/u>\u00a0da Jose Antonio, che\u00a0come fonte usa il libro <i>Il tricolore insanguinato<\/i>, scritto da Riccardo Borrini ed edito da <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ibs.it\/editore\/grafica+ma.ro.\/grafica+ma.ro..html\"><i>Grafica Ma.ro.<\/i><\/a><\/u>, specializzata in caccia, pesca e nostalgicume fascista.<\/p>\n<p>Ad oggi la voce appare irrimediabilmente inquinata dalla narrazione tossica fin qui descritta, in futuro potrebbe pure peggiorare se Jose Antonio, cosa che gli \u00e8 frequente fare, torner\u00e0 per tentare di finire il suo lavoro: scorporare la voce e crearne una <i>ad hoc<\/i> dal titolo <i>Eccidio di Sarzana<\/i>, cos\u00ec come fece il <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=64897509\">21 marzo 2014<\/a><\/u>, adducendo la laconica spiegazione \u00abNome pi\u00f9 usato ed attinente ai fatti\u00bb, per poi passare immediatamente a <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Fatti_di_Sarzana&amp;diff=next&amp;oldid=64897671\">riscrivere<\/a><\/u>\u00a0le righe della sinossi che presenta la voce, a sancire il raggiungimento del totale ribaltamento nell\u2019interpretazione dei fatti. La pi\u00f9 estranea ai fatti, ma certamente la versione pi\u00f9 diffusa tra e dai fascisti, da quasi un secolo.<br \/>\nIn quel caso il tentativo di Jose Antonio fu fermato da alcuni utenti che <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Fatti_di_Sarzana#Fatti_di_Sarzana_o_eccidio\">intervennero nella\u00a0pagina di discussione<\/a>.<br \/>\n<a name=\"puecher\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>1b. Giancarlo Puecher Passavalli<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_27910\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27910\" class=\"size-full wp-image-27910\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/foto-PUECHER.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"384\" \/><p id=\"caption-attachment-27910\" class=\"wp-caption-text\">Giancarlo Puecher Passavalli. Fucilato dai fascisti a vent&#8217;anni dopo un processo-farsa diretto da Sallusti nonno, denigrato\u00a0decenni dopo da Sallusti nipote. La\u00a0voce che gli dedica\u00a0Wikipedia usa Sallusti Jr. come fonte, sminuisce\u00a0il caduto e la sua scelta, sfuma le responsabilit\u00e0 dei suoi assassini. Il tutto grazie a Jose Antonio.<\/p><\/div>\n<p>Giancarlo Puecher Passavalli fu la prima medaglia d\u2019oro al valor militare della resistenza in Lombardia, fucilato dalle milizie repubblichine il 21 dicembre 1943. Di famiglia borghese e di stretta osservanza cattolica, nel luglio 1943 si arruola nell\u2019aeronautica, ma dopo l\u20198 settembre con lo sfacelo dell\u2019esercito e l\u2019occupazione nazista dell\u2019Italia inizia convintamente a organizzare nella zona tra Lambrugo ed Erba un primo nucleo di partigiani, per poi continuare nelle aree limitrofe la sua azione. La sua casa, dove vive con il padre Giorgio, notaio, diviene un luogo d\u2019incontro e organizzazione della resistenza al nazifascismo nella provincia di Como.<\/p>\n<p>Se si consulta la voce dedicatagli su it.wiki e si passa in rassegna la cronologia degli <i>edit<\/i>, subito si nota una lunga serie di interventi di Jose Antonio nella voce, pi\u00f9 di sessanta\u00a0<i>edit<\/i> tra il 10 e il 20 giugno 2010.<\/p>\n<p>Per dar conto dell\u2019evoluzione nel tempo di questa voce dell\u2019Enciclopedia libera, il punto d\u2019ingresso qui scelto risale ad alcuni mesi dopo l\u2019intervento massiccio di Jose Antonio, precisamente al 14 novembre dello stesso anno. In quella giornata compare infatti sul quotidiano <i>Il Fatto<\/i> un\u2019intervista di Luca Telese ad <strong>Alessandro Sallusti<\/strong>, pubblicata col titolo <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20161129104850\/http:\/www.lucatelese.it\/?p=3130\"><i>I topi scappano. Per il dopo c\u2019\u00e8 solo Marina<\/i><\/a><\/u>. L\u2019intervista verte su temi di stretta attualit\u00e0 della politica istituzionale; la Marina citata nel titolo, infatti, \u00e8 la figlia di Silvio Berlusconi e tanto basta. A un certo punto Sallusti regala a Telese uno di quegli aneddoti che fanno gola a chi \u00e8 interessato principalmente alla visibilit\u00e0 di un pezzo, tanto da pubblicare poi senza nessuna verifica quanto gli viene raccontato. Una \u00abstoria di famiglia\u00bb che Sallusti presenta come una confidenza: \u00abVedi, ti devo raccontare una storia della mia vita che nessuno conosce, nemmeno Giampaolo Pansa, neanche Vittorio Feltri\u00bb. La storia \u00e8 quella di <strong>Biagio Sallusti<\/strong>, nonno dell\u2019intervistato, tenente colonnello dell\u2019esercito repubblichino, che il 20 dicembre 1943 fu incaricato dal prefetto di Como a presiedere il tribunale militare straordinario che condann\u00f2 a morte Giancarlo Puecher Passavalli. Nelle parole di Sallusti la vicenda viene raccontata cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[\u2026] scoprivo che dopo quattro vigliacchi rifiuti dei suoi superiori di grado, perch\u00e9 la Repubblica di Sal\u00f2 era ormai alla fine e i partigiani alle porte, mio nonno aveva accettato di dirigere il tribunale che doveva giudicare Aldo Pucher, partigiano accusato per l\u2019omicidio del federale Aldo Resega. Mio nonno salv\u00f2 gli altri sei imputati, ma fu fucilato per quell\u2019unica esecuzione.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_27928\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27928\" class=\"wp-image-27928 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Alessandro_Sallusti.jpg\" alt=\"Alessandro Sallusti\" width=\"250\" height=\"295\" \/><p id=\"caption-attachment-27928\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Sallusti<\/p><\/div>\n<p>In sessanta parole, Sallusti infila una serie di affermazioni prive di fondamento, oltre che pesantemente denigratorie della figura di Giancarlo Puecher Passavalli. Innanzitutto storpia il nome di quest\u2019ultimo in \u00abAldo Pucher\u00bb; gli addossa l\u2019accusa dell\u2019omicidio di Aldo Resega (\u00abcapo del fascismo milanese\u00bb, dal giugno 1943, passato poi al servizio della repubblica fantoccio di Sal\u00f2), avvenuto da parte gappista a Milano il 18 dicembre 1943, quando Puecher Passavalli era in stato di arresto gi\u00e0 dal 12 novembre 1943; va da s\u00e9, infine, che, nel dicembre del 1943, la Repubblica di Sal\u00f2\u00a0era agli esordi e lontana dalla sua fine, e la resistenza al nazifascismo ancora in fase embrionale.<\/p>\n<p>Una settimana dopo la pubblicazione di quell&#8217;intervista, la nipote di Puecher Passavalli, <strong>Orsola Puecher<\/strong>\u00a0pubblica sul blog Nazione Indiana un post per ribattere alle falsit\u00e0 storiche pronunciate da Sallusti nei confronti del nonno, definendole \u00abun vero e proprio vulnus alla sua memoria e alla sua figura luminosa\u00bb. Il post porta come titolo una frase estrapolata dalla lettera-testamento di Giancarlo Puecher Passavalli,\u00a0<u><i><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.nazioneindiana.com\/2010\/11\/21\/l-amavo-troppo-la-mia-patria-non-la-tradite\/\">L\u2019amavo troppo la mia patria non la tradite.<\/a>..<\/i><\/u>\u00a0Qui di seguito ne riportiamo un estratto, offrendo a Orsola, una volta ancora, la possibilit\u00e0 di \u00abristabilire la verit\u00e0\u00bb, e a lettori e lettrici di questo post di conoscere le reali circostanze che portarono alla fucilazione di Puecher Passavalli:<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Giancarlo Puecher<\/strong>, punto di riferimento di un gruppo di giovani che in Brianza si stavano organizzando in una formazione partigiana ancora<em> in nuce<\/em>, e che si era<em> macchiata <\/em>fino allora solo di qualche sabotaggio e sequestro di mezzi e benzina, fu fermato per caso, in bicicletta con il compagno Fucci, da una pattuglia di militi della Repubblica Sociale Italiana a Lezza la notte del 12 novembre del 1943, ad un posto di blocco dei numerosi istituiti insieme al coprifuoco, in seguito al fatto che quella stessa sera erano stati uccisi il centurione della milizia e cassiere del Banco Ambrosiano di Erba, Ugo Pontiggia, e un suo amico, Angelo Pozzoli.<br \/>\nPuecher e Fucci, ignari di tutto e che, forse, se fossero stati a conoscenza dell\u2019omicidio, avrebbero avuto maggiore prudenza, si stavano recando a una riunione clandestina. Avevano un tubo di gelatina e alcuni manifestini antifascisti, di cui per\u00f2 riuscirono, nel buio, a disfarsi. Fucci estrasse la pistola e tent\u00f2 di sparare, ma l\u2019arma si incepp\u00f2. Uno dei miliziani lo colp\u00ec ferendolo al ventre. Fu portato in ospedale e rimase in prigione fino alla fine della guerra. Giancarlo fu fermato, interrogato, picchiato e poi arrestato.<br \/>\nIl federale di Milano Aldo Resega, che Sallusti, senza storpiarne il nome, nomina, fu ucciso il 18 dicembre 1943, mentre Giancarlo Puecher era gi\u00e0 in prigione e da pi\u00f9 di un mese.<br \/>\n<em>Giancarlo Puecher non fu accusato n\u00e9 processato per alcun omicidio. <\/em><br \/>\nQuando il 20 dicembre fu ucciso in un agguato anche lo squadrista di Erba Germano Frigerio, i fascisti decisero di mettere in atto una rappresaglia, con modalit\u00e0 tristemente consuete, che prevedeva la fucilazione di trenta antifascisti, dieci per ogni fascista ucciso ad Erba, cio\u00e8 Ugo Pontiggia, Angelo Pozzoli e Germano Frigerio.<br \/>\nNelle carceri di Como non trovarono un numero tale di prigionieri e li ridussero a sei, fra cui Giancarlo Puecher. I fascisti imbastirono un processo farsa, istituendo un Tribunale Speciale, presieduto da Biagio Sallusti, e con irregolarit\u00e0 processuali inconcepibili oggi, ma di regola ai tempi, Puecher fu l\u2019unico condannato a morte, mediante fucilazione, non per omicidio, ma per<em> aver promosso, organizzato e comandato una banda armata di sbandati dell\u2019ex esercito allo scopo di sovvertire le istituzioni dello stato<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019intervista di Telese a Sallusti arriva come fonte nella voce it.wiki di Giancarlo Puecher Passavalli il <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=38346404\">14 novembre 2010<\/a><\/u>, per opera di Jose Antonio. A dispetto\u00a0dell\u2019arditezza nell\u2019uso delle fonti che caratterizza l\u2019utente, in questo caso Jose Antonio deve limitarsi, viste le abnormit\u00e0 della dichiarazione di Sallusti, a utilizzare l\u2019intervista per riportare nella voce che Biagio Sallusti \u00abridusse il numero dei morituri che fu fissato alla fine ad uno solo, Giancarlo Puecher\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto, pur con la vasta bibliografia oggi disponibile sul caso Puecher Passavalli, anche di recente produzione (si veda, ad esempio: Giuseppe Deiana, <em>Nel nome del figlio. La famiglia Puecher nella Resistenza<\/em>, Mursia, Milano 2013; Samuele Tieghi, <i>\u201cIl fascicolo Puecher\u201d<\/i>, in <em>Storia in Lombardia<\/em>, n. 1-2, 2012), \u00e8 importante incrociare questa affermazione con quanto riportato in un articolo del dicembre 1983, pubblicato su <i>Storia Illustrata<\/i> e firmato da Giacomo de Antonellis, dal titolo <i>Puecher. Prima Medaglia d\u2019oro della Lombardia<\/i>.<\/p>\n<p>La ragione di questa scelta \u00e8 presto detta: parte degli <i>edit<\/i> di Jose Antonio del giugno 2010, citati sopra, riporta come fonte questo articolo di de Antonellis (a partire da <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=32765435\"><u>questo <\/u> <u><i>edit<\/i><\/u><\/a>). Analizzare la corrispondenza tra quanto riportato nell\u2019articolo e quanto riportato in voce da Jose Antonio ci permette di riportare il focus sul suo operato nella voce in it.wiki.<br \/>\nEbbene, cosa riporta de Antonellis sul conto di Biagio Sallusti nel processo in cui Puecher Passavalli venne condannato a morte?<\/p>\n<p>\u00abA presiedere il tribunale militare straordinario il prefetto metteva il comandante del Distretto, tenente colonnello Biagio Sallusti; altri sei militari completavano i ranghi. [\u2026] Il difensore d\u2019ufficio, Gian Franco Beltramini, allibiva: non si conoscevano le accuse contestate, non esisteva flagranza di reato, non competeva giudicare a una corte militare. [\u2026] L\u2019avvocato Beltramini rilevava l\u2019assurdit\u00e0 umana e giuridica del processo riuscendo a concordare con il presidente Sallusti un estremo contatto con il prefetto Scassellati. Ultimo compromesso. Niente pena capitale per gli imputati, salvo per uno [Puecher Passavalli <i>N.d.r.<\/i>]\u00bb (pag. 64).<\/p>\n<p>Non poteva essere stato diversamente per un processo-farsa imbastito al solo scopo di dare una parvenza di legalit\u00e0 a un\u2019azione di rappresaglia. Tuttavia, Jose Antonio non ha resistito a perseguire il suo intento: umanizzare un repubblichino, offrirne l\u2019immagine di uomo dotato di cristiana <i>pietas<\/i>. Un uso inverso della livella della violenza, dato che qui il tentativo \u00e8 quello di offrire una personalit\u00e0 speculare, nel campo avverso, a quella di Puecher Passavalli. Addirittura arrivando a suggerire tra le righe che lo stesso Puecher Passavalli, per la sua personalit\u00e0 e formazione, fu vittima inconsapevole della sua scelta di aderire alla lotta nazifascista: un idealista, incapace di comprendere che stava facendo il gioco dei comunisti. Versione che Jose Antonio <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=prev&amp;oldid=32803167\">inserisce nella voce<\/a><\/u> riportando le parole di Mario Noseda, maggiore della Guardia nazionale repubblichina a capo di azioni antipartigiane, pescate da\u00a0<i>Storia della guerra civile in Italia<\/i>, opera di riferimento del repubblichino e revisionista Pisan\u00f2.<\/p>\n<p>Poco importa che Biagio Sallusti sia stato fedele servitore del duce e dei nazisti fino agli ultimi giorni del \u2013 mancato \u2013 <i>Ridotto della Valtellina<\/i>. Diversamente, Jose Antonio si \u00e8 ben guardato dal riportare nella voce la totale infondatezza delle accuse rivolte ai prigionieri passati per il processo, cosa che invece de Antonellis sottolinea, definendole \u00abstupefacenti\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[\u2026] al Giudici, per esempio, si rimproverava di aver esposto un ritratto di Matteotti nel lontano 1924; al Grossi addirittura di aver dato ospitalit\u00e0 ad alcuni squadristi dopo il capovolgimento del 25 luglio; per il Cereda non si riusciva a imbastire una qualsiasi imputazione, se non quella generica di antifascismo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma questo \u00e8 solo il tentativo definitivo di riscrivere la voce da parte di Jose Antonio, che in precedenza aveva lavorato via via allargando la parte dedicata a quella che diventer\u00e0, <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=32804378\">per sua iniziativa<\/a><\/u>, una sezione propria della voce: <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giancarlo_Puecher_Passavalli#L.27omicidio_di_Ugo_Pontiggia_e_di_Angelo_Pozzoli\"><i>L\u2019omicidio di Ugo Pontiggia e di Angelo Pozzoli<\/i><\/a><\/u>. \u00c8 in questa parte degli interventi di Jose Antonio che la livella della violenza viene messa in opera, a suggerire che la cattura del tutto casuale di Giancarlo Puecher Passavalli e Franco Fucci fu una conseguenza diretta delle azioni partigiane a danno dei nazifascisti. Si spinge addirittura a <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=32804537\">riportare<\/a><\/u>\u00a0la descrizione dell\u2019aggressione subita da parte di Pontiggia, nientepopodimeno che dalle parole pronunciate da quest\u2019ultimo in punto di morte (sic!) e <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=32806586\">tratte da una testimonianza<\/a><\/u>\u00a0riportata, ancora, nell\u2019opera di Pisan\u00f2.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di recente, nel novembre 2015, Jose Antonio scopre che i figli di Ugo Pontiggia sono personaggi noti. Almeno, abbastanza noti da risultare enciclopedici per it.wiki. Cos\u00ec, alla foto di Pontiggia che <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=32804840\">aveva gi\u00e0 inserito<\/a><\/u>\u00a0nella voce, si affretter\u00e0 ad annotare nella didascalia l\u2019identit\u00e0 dei figli (<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=prev&amp;oldid=76445684\">qui<\/a><\/u>\u00a0e\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=76445684\">qui<\/a><\/u>), subito dopo <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giancarlo_Puecher_Passavalli&amp;diff=next&amp;oldid=76444852\">aver aggiunto<\/a><\/u>\u00a0un nuovo collegamento: un articoletto da <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/cos-i-partigiani-ammazzarono-pap-dei-fratelli-pontiggia-925049.html\">il Giornale<\/a><\/u>, dalle finalit\u00e0 strumentali almeno quanto quelle del Nostro.<\/p>\n<p>Oggi \u2013 ahinoi \u2013 la voce \u00e8 ancora profondamente inquinata da questo lungo lavorio di Jose Antonio che, senza vergogna e non trovando argine, ha reso la pagina di un giustiziato per rappresaglia dai nazifascisti valida esclusivamente come esempio dell\u2019uso spregiudicato di quella che abbiamo battezzato \u00ablivella della violenza\u00bb. Imparare a riconoscerla all\u2019opera sar\u00e0 un piccolissimo riconoscimento alla figura di Giancarlo Puecher Passavalli, in attesa che la voce venga riscritta.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><a style=\"color: #ffffff;\" name=\"adamirossi\"><\/a>&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>1c. Enrico Adami Rossi e i martiri di Vicchio<\/b><\/h4>\n<p>Seguendo i rimandi di voce in voce, di <i>edit<\/i> in <i>edit<\/i>, l\u2019attivit\u00e0 di Jose Antonio nell\u2019Enciclopedia libera riserva sempre sorprese. \u00c8 cos\u00ec che, novelli \u00abpr\u00ecncipi di Serendippo\u00bb, dalla voce dedicata a <strong>Nuto Revelli<\/strong> \u2013 di cui parleremo pi\u00f9 avanti \u2013 e seguendo le tracce della famosissima canzone partigiana <i>La badoglieide <\/i>da lui scritta, siamo arrivati alla voce Enrico Adami Rossi.<\/p>\n<p>Per presentare Adami Rossi vale la pena citare il passaggio che gli \u00e8 dedicato proprio ne <i>La badoglieide<\/i>:<\/p>\n<p><i>Era tuo quell\u2019Adami Rossi<\/i><br \/>\n<i>che a Torino sparava ai borghesi;<\/i><br \/>\n<i>se durava ancora due mesi<\/i><br \/>\n<i>tutti quanti facevi ammazzar.<\/i><\/p>\n<div align=\"center\">\n<div style=\"position: relative; height: 0; padding-bottom: 75.0%;\"><iframe loading=\"lazy\" style=\"position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KzyWpxIEIG0?ecver=2\" width=\"480\" height=\"360\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nNella voce si fa appena accenno alla canzone, in riferimento al verso appena citato. A proposito, facciamo\u00a0notare un\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=next&amp;oldid=47261870\"><i>edit<\/i><\/a><\/u>\u00a0di Jose Antonio in cui, con sprezzo del ridicolo, i bersagli polemici della canzone vengono ridotti al solo Badoglio, espungendo \u00abBenito Mussolini, il Re Vittorio Emanuele III\u00bb. Poco danno, in confronto a quanto emerge se si analizza il resto della voce.<\/p>\n<p>Enrico Adami Rossi fu un generale di corpo d\u2019armata dell\u2019esercito, dal 5 luglio 1943 comandante della difesa territoriale di Torino. Nei 45 giorni di governo Badoglio fece sparare pi\u00f9 volte sugli operai torinesi (nella canzone\u00abborghesi\u00bb\u00a0\u00e8 usato\u00a0nel senso di <em>civili<\/em>), mettendo in atto una durissima repressione in ottemperanza a quanto disposto nella circolare Badoglio-Roatta sul mantenimento dell\u2019ordine pubblico.<br \/>\nIl 10 settembre 1943 Adami Rossi ordin\u00f2 ai propri reparti la deposizione delle armi e la consegna in caserma e, il giorno successivo, la Wehrmacht entr\u00f2 in citt\u00e0. Adami Rossi si consegn\u00f2 quindi ai tedeschi, ader\u00ec poi alla RSI e, dall&#8217;11 novembre, venne nominato comandante della difesa territoriale di Firenze, dove insedi\u00f2 un tribunale militare speciale presieduto dal generale Raffaello Berti.<\/p>\n<p>Fu questo tribunale a condannare alla fucilazione i cosiddetti \u00abmartiri del Campo di Marte\u00bb, quattro renitenti e un militare rifugiatisi a Vicchio del Mugello e catturati da un reparto della GNR fiorentina coadiuvato da una pattuglia della Ettore Muti e da alcune unit\u00e0 tedesche.<\/p>\n<div id=\"attachment_27917\" style=\"width: 646px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27917\" class=\"size-full wp-image-27917\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/martiridelcampodimarte.jpg\" alt=\"\" width=\"636\" height=\"178\" \/><p id=\"caption-attachment-27917\" class=\"wp-caption-text\">I cinque martiri del Campo di Marte, fucilati per non aver risposto al\u00a0bando di leva della Repubblica di Sal\u00f2. Si chiamavano\u00a0Leandro Corona, Ottorino Quiti, Antonio Raddi, Adriano Santoni e Guido Targetti. Il pi\u00f9 vecchio\u00a0aveva ventidue anni.<\/p><\/div>\n<p>Nella voce Adami Rossi su it.wiki tutti questi fatti, pi\u00f9 o meno, sono presenti, o almeno lo sono stati per certi periodi. Numerosi gli <i>edit<\/i> del Nostro che, come sappiamo, ha un debole per le biografie di personaggi in odore d\u2019orbace.<\/p>\n<p>Sulla vicenda fiorentina di Campo di Marte, nella voce <em>Enrico Adami Rossi<\/em>, Jose Antonio torna pi\u00f9 volte dal 2011 al 2014. <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=next&amp;oldid=38458555\">Inizialmente<\/a><\/u>\u00a0per segnalare che la fucilazione dei cinque avvenne per rappresaglia in seguito \u00aball\u2019uccisione del colonnello Gino Gobbi\u00bb. Costui era un\u00a0\u00abcollaboratore dei tedeschi nell\u2019opera di persecuzione contro i militari che non si presentano alle armi ed alacre organizzatore del costituendo esercito repubblicano\u00bb, per citare il\u00a0volantino dei GAP fiorentini in cui veniva rivendicato l\u2019assassinio.<\/p>\n<p>Successivamente Jose Antonio apporta una\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=next&amp;oldid=47261078\">modifica<\/a><\/u>\u00a0sempre in riferimento ai cinque assassinati, che nella versione della voce erano indicati come \u00abpartigiani\u00bb e vengono invece indicati \u2013 correttamente \u2013 come \u00abrenitenti alla leva\u00bb. Dopo alcuni minuti da quest\u2019ultimo <i>edit<\/i>, Jose Antonio <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=prev&amp;oldid=47261870\">interviene<\/a><\/u>\u00a0nuovamente e inserisce il collegamento alla voce <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Martiri_del_Campo_di_Marte\">Martiri del Campo di Marte<\/a><\/u>\u00a0(voce di it.wiki in cui \u00e8 registrata l\u2019attivit\u00e0 di Jose Antonio alla redazione con interventi gi\u00e0 nel 2010), e termina questa serie di <i>edit<\/i> ravvicinati con un <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=prev&amp;oldid=47263671\">riordino\/riscrittura <\/a><\/u> della voce in cui integra informazioni su Adami Rossi, sorvolando sull\u2019accusa rivolta a quest\u2019ultimo di aver <i>de facto<\/i> consegnato Torino ai nazisti.<\/p>\n<p>Nel settembre 2014 la nuova mossa,\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Enrico_Adami_Rossi&amp;diff=prev&amp;oldid=67971271\">un edit <\/a><\/u> in cui Jose Antonio in un sol colpo cancella il link alla voce <em>Martiri del Campo di Marte<\/em> e fa dei renitenti fucilati \u00abcinque comunisti che erano detenuti nelle carceri\u00bb, annullando le sue stesse modifiche precedenti.<\/p>\n<p>Va ricordato che la struttura di Wikipedia \u00e8 quella di un ipertesto: intervenire selezionando accuratamente quali collegamenti ad altre voci inserire oppure, come nel caso appena presentato, cancellarne uno presente \u00e8 un modo d\u2019indirizzare verso un determinato percorso di lettura e di approfondimento; altro che ricerca del <i>punto di vista neutrale<\/i>, pilastro di Wikipedia. E infatti la stessa comunit\u00e0 di it.wiki non lo limita al solo contenuto testuale di una voce, ma\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Punto_di_vista_neutrale\">precisa<\/a><\/u>\u00a0che \u00absi applica anche alla loro struttura, alle immagini, ai link esterni, alle categorie e a ogni altro elemento che coinvolga la voce stessa.\u00bb<\/p>\n<p>Nel particolare, ritornando a Jose Antonio, questo caso \u00e8 buon esempio di come il Nostro non perda occasione per inserire incisi giustificazionisti quando si tratta di commentare qualche nefandezza compiuta dai repubblichini, minimizzando la barbarie della pratica di rappresaglia a cui fecero ampio ricorso nazisti e fascisti, riducendo la resistenza a uno scontro tra fascisti e comunisti, dove i secondi in virt\u00f9 della loro appartenenza politica sono di per s\u00e9 colpevoli.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi Jose Antonio si muove sulla linea che demarca il lecito e l\u2019illecito per la comunit\u00e0 wikipediana: da utente di lunga data conosce bene l\u2019ambiente di it.wiki, capitalizza il suo altissimo numero di <i>edit<\/i> in una riconosciuta rispettabilit\u00e0 (dietro cui si cela la necessit\u00e0 da parte del progetto it.wiki di espandersi e quindi di \u201ctutelare\u201d gli utenti pi\u00f9 produttivi) che gli garantisce un maggior argine di manovra rispetto a utenti meno attivi, sa valutare tempi e interlocutori con cui si trova a dibattere, regolando su questo la sua linea di condotta. Ma, come vedremo, a forza di lasciare schizzi di fango impunitamente si pu\u00f2 perdere il senso della misura&#8230;<br \/>\n<a name=\"cavillo\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>3. Negare sempre! ovvero: la mossa del cavillo<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-27930\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/rodolfo-graziani-2.jpg\" alt=\"Rodolfo Graziani\" width=\"300\" height=\"250\" \/>Una strategia tipica di Jose Antonio e di quelli come lui \u00e8 schiacciare, con fare da azzeccagarbugli, la verit\u00e0 storica sulla verit\u00e0 giudiziaria: l\u2019Italia non ha avuto criminali di guerra n\u00e9 ha commesso crimini di guerra perch\u00e9 non ci sono stati i processi, niente sentenze di condanna. Basta guardare come si muove nelle voci sui crimini di guerra e in particolare come difende la reputazione di <strong>Rodolfo Graziani<\/strong>, per Jose Antonio \u00abassolto dall\u2019accusa di crimini di guerra e una accusa non fa un crimine, se sbaglio portare sentenza\u00bb.<\/p>\n<p>Gli risponde l&#8217;utente <strong>Stonewall<\/strong>: \u00abL\u2019aspetto legalistico su accuse, difese, sentenze, contraccuse ecc\u2026 a mio parere non ha alcun rilievo, le sentenze e i processi non sono la verit\u00e0, al contrario a volte sono l\u2019opposto e sono opportunamente modulate secondo la convenienza del momento. Storicamente (e giustamente) Graziani viene considerato artefice di guerre repressive e di metodi criminali in Libia e Etiopia\u00bb.<\/p>\n<p>Al che Jose Antonio replica: \u00abQuindi la sentenza di un tribunale italiano del dopoguerra, se scagiona uno che ti \u00e8 antipatico, diventa secondaria rispetto il tuo POV?\u00bb<\/p>\n<p>Stonewall: \u00abNon \u00e8 il mio POV \u00e8 il POV della storiografia mondiale prevalente [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>Tra gli altri, interviene\u00a0anche l&#8217;utente\u00a0<strong>Franzitsku<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuindi Adolf Hitler, mai condannato per i crimini di guerra commessi, automaticamente non sarebbe un criminale di guerra? Se questo \u00e8 il ragionamento perdonatemi ma mi pare ridicolo, oltre che offensivo per l\u2019intelligenza. Posto che le guerre coloniali hanno avuto per tutti i paesi europei degli aspetti estremamente violenti, e che si, Graziani, come del resto Badoglio, utilizzarono il gas su ordine esplicito del governo, non considerare il suddetto, come del resto i generali Roatta, Pirzio Biroli, e altri loro sottoposti come criminali di guerra \u00e8 storicamente falso, oltre che molto di parte. E sappiamo di che parte si tratta\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La grottesca discussione si pu\u00f2 leggere\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Rodolfo_Graziani#Sezione_sui_processi\">qui<\/a><\/u>.<br \/>\n<a name=\"muerte\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>4. Viva la muerte!<\/b><\/h4>\n<p>In un suo celebre <a href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/articles\/1995\/06\/22\/ur-fascism\/\">vademecum sull&#8217;ur-fascismo<\/a>,\u00a0<strong>Umberto Eco<\/strong> ha scritto che esiste \u00abuna componente dalla quale \u00e8 riconoscibile il fascismo allo stato puro, dovunque si manifesti [\u2026]: ed \u00e8 il culto della morte\u00bb<span style=\"font-size: 13.3333px;\">.<\/span><b>\u00a0<\/b>Per questa sua conclusione Eco \u00e8 naturalmente debitore di <strong>Furio Jesi<\/strong>, in particolare dell\u2019analisi della mistica fascista della morte contenuta in <i>Cultura di destra<\/i>. Quella \u00abmitologia funeraria egemonica, totalizzante\u00bb che si espresse, durante la guerra civile spagnola, nel \u00abViva la muerte!\u00bb del generale <strong>Jos\u00e9 Mill\u00e1n-Astray y Terreros<\/strong>, cos\u00ec come nella mistica del sacrificio umano dei legionari romeni inviati in Spagna da Codreanu in rappresentanza della Guardia di ferro. Quella \u00abmitologia dell\u2019uccidere e dell\u2019essere uccisi come procedura di accelerazione dell\u2019avvento e della fondazione\u00bb del nuovo Reich, che, tramite l\u2019esoterismo di <strong>Julius Evola<\/strong> e del suo allievo <strong>Adriano Romualdi<\/strong>, nutr\u00ec di s\u00e9 l\u2019ideologia del neofascismo stragista nel dopoguerra italiano.<\/p>\n<p>Fin qui l\u2019analisi di Jesi. Bisogna ammettere che, nella galleria di figure legate al fascismo di cui si \u00e8 occupato Jose Antonio su Wikipedia, non si trovano molte tracce di una tale \u00abreligione della morte\u00bb, almeno non nella sua forma pi\u00f9 radicale. Siamo pi\u00f9 vicini a quella comune \u00abretorica militaresca\u00bb, pure menzionata da Jesi, consistente nell\u2019\u00abapologia dell\u2019eroico morir soldato\u00bb, che non \u00e8 solo fascista, anche se il fascismo italiano ne fece largo uso.<\/p>\n<p>Una retorica che comunque Jose Antonio utilizza a scopo giustificatorio, per umanizzare i \u00abmartiri\u00bb del fascismo e suscitare la simpatia del lettore mediante il racconto, ricco di elementi patetici, del loro comportamento \u00aberoico\u00bb davanti al plotone d\u2019esecuzione.<br \/>\nCome se morire gridando \u00abViva l\u2019Italia!\u00bb o \u00abVive la France!\u00bb potesse riscattare una vita di nefandezze.<br \/>\n<a name=\"brasillach\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><strong>4a. Robert Brasillach<\/strong><\/h4>\n<div id=\"attachment_27924\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27924\" class=\"size-full wp-image-27924\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/robert_brasillach.jpg\" alt=\"Robert Brasillach\" width=\"340\" height=\"251\" \/><p id=\"caption-attachment-27924\" class=\"wp-caption-text\"><em>\u00dcbermensch <\/em>mancato:<em>\u00a0<\/em>Brasillach \u00e8 il primo a sinistra.<\/p><\/div>\n<p>In questo senso \u00e8 significativa la voce dedicata all\u2019intellettuale collaborazionista <strong>Robert Brasillach<\/strong> che, durante l\u2019occupazione, pubblicava sul suo giornale nomi e indirizzi degli ebrei ridotti in clandestinit\u00e0, in modo che le SS potessero pi\u00f9 agevolmente rastrellarli e deportarli. Processato e giustiziato nel dopoguerra, la versione attuale della voce racconta la sua morte come segue:<\/p>\n<p>\u00abAll\u2019alba del 6 febbraio Brasillach fu fucilato al forte di Montrouge. Un attimo prima di cadere a Forte di Montrouge sotto i colpi del plotone d\u2019esecuzione aveva appena gridato \u201cVive la France!\u201d. Venne sepolto nel cimitero di Charonne, nel XX arrondissement di Parigi\u00bb.<\/p>\n<p>Fino al settembre 2014, per\u00f2, il finale era pi\u00f9 esteso:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abUn attimo prima di cadere a Forte di Montrouge sotto i colpi del plotone d\u2019esecuzione aveva appena gridato \u201cVive la France!\u201d. Uomo di pensiero e di brucianti passioni, poeta e romanziere, aveva dato intima adesione al fascismo non tanto per la sua ideologia quanto per la poesia e il giovanile lirismo che in esso aveva trovato; e mai, nemmeno sul punto di essere condannato a morte soltanto per la sua idea, rinneg\u00f2 quel che aveva creduto e quel che aveva amato. Dalle lettere scritte durante la prigionia, si evince come Brasillach auspicasse una possibile riconciliazione franco-tedesca, in chiave europeista e anti-americana\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il panegirico sulle \u00abbrucianti passioni\u00bb\u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Robert_Brasillach&amp;diff=prev&amp;oldid=32033479\">fu inserito l\u201911 maggio 2010<\/a><\/u>\u00a0da un anonimo.<br \/>\nTotalmente privo di fonti e smaccatamente di parte, questo saggio di prosa lirica \u00e8 rimasto indisturbato in voce per pi\u00f9 di quattro anni.<\/p>\n<p>In compenso, l\u2019infame dichiarazione di Brasillach che nel 1942 invocava la necessit\u00e0 di \u00absepararsi dagli ebrei e non tenere i bambini\u00bb viene pudicamente espunta nel maggio 2014, e <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Robert_Brasillach&amp;diff=next&amp;oldid=65965585\">sostituita<\/a><\/u>\u00a0con un\u2019altra citazione (forse, agli occhi di Jose Antonio, meno compromettente) in cui lo scrittore propugna la soluzione del \u00abproblema ebraico\u00bb al fine di \u00absalvaguardare la razza francese\u00bb.<\/p>\n<p>Di fronte alla situazione francamente assurda di questa voce, l\u201911 luglio 2014 un utente che ha agito nello spirito di Nicoletta Bourbaki ha compiuto un gesto di disobbedienza civile, <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Robert_Brasillach&amp;diff=prev&amp;oldid=66972414\">sostituendo<\/a><\/u>\u00a0il \u00abVive la France!\u00bb del fascista morente con un pi\u00f9 adatto \u00abVive la trance!\u00bb.<br \/>\n<a name=\"solaro\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>4b. Giuseppe Solaro<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_27943\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27943\" class=\"wp-image-27943\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/solaro.jpg\" width=\"250\" height=\"376\" \/><p id=\"caption-attachment-27943\" class=\"wp-caption-text\">Solaro su un manifestino nazional-socialista.<\/p><\/div>\n<p>Come vedremo, quando la morte del gerarca di turno non appare abbastanza eroica si pu\u00f2 comunque intervenire per renderla tale. In questo senso \u00e8 significativa la voce dedicata al federale fascista Giuseppe Solaro.<\/p>\n<p>Diciamo subito che si tratta di una voce apologetica, per diverse ragioni.<br \/>\nLa pi\u00f9 evidente \u00e8 la totale decontestualizzazione del personaggio che si accompagna alla neutralizzazione di ogni sua responsabilit\u00e0 personale e politica. Basti vedere l\u2019uso neutro e quasi felpato dei verbi e la ricerca della notizia biografica pura e semplice presa ora di qua e ora di l\u00e0 a seconda di dove fa pi\u00f9 comodo.<\/p>\n<p>Un esempio fra i tanti, partendo dal libro\u00a0<i>Gli altri. Fascismo repubblicano e comunit\u00e0 nel Torinese, 1943-1945<\/i>\u00a0(Franco Angeli, Milano 2014) dello storico <strong>Nicola Adduci<\/strong>, che nella voce in questione \u00e8 citato del tutto a sproposito<span style=\"font-size: 13.3333px;\">.<\/span>\u00a0Quando Solaro vuole bloccare un rastrellamento dei suoi camerati a Borgone di Susa, la cosa viene ricordata (p. 124); quando invece ordina di prendere 100 ostaggi a Torre Pellice e portarli a Torino (p. 165) la cosa <em>non<\/em> viene ricordata.<\/p>\n<p>Altri esempi si potrebbero fare anche per questioni come il cecchinaggio, dove si sposa una tesi assolutoria basata non su fonti e dati di fatto, ma sul desiderio di riabilitazione dell\u2019immagine dell\u2019interessato.<\/p>\n<p>A parte il libro di Adduci, citato strumentalmente perch\u00e9 antifascista, le altre fonti sono del giro celebrativo e nostalgico che ruota intorno ai reduci e ad alcuni familiari dei militi della RSI.<\/p>\n<p>La cattura di Solaro e il processo sono raccontati con un caratteristico <i>mix<\/i> di innocentismo, vittimismo e sentimentalismo lacrimevole:<\/p>\n<p>\u00abPreso prigioniero fu riconosciuto e sottoposto ad un primo interrogatorio in cui secondo il dirigente comunista Osvaldo Negarville, in una testimonianza resa il 3 settembre 1946 in un processo contro l\u2019ex federale Mario Pavia, Solaro nel tentativo di salvarsi avrebbe sostenuto di essere un elemento moderato se non comunista anch\u2019esso e sempre secondo Negarville addossando la responsabilit\u00e0 dei franchi tiratori proprio al nuovo federale Pavia. Le affermazioni di Negarville furono ampiamente smentite dagli altri testimoni e respinte dallo stesso Pavia, nel corso dello stesso processo che lo vedeva imputato, il quale dichiar\u00f2 di non credere alle affermazioni fatte \u201cdubito che il Solaro avesse fatto il mio nome in tale circostanza, come voi mi avete detto poich\u00e9 ritengo il Solaro uomo onesto e leale\u201d.<br \/>\nLa mattina del 29 segu\u00ec un sommario processo che termin\u00f2 poco dopo con sentenza d\u2019impiccagione. Il dibattimento non fu reso noto dato che non fu stilato nessun verbale.<br \/>\nSapendo di dover morire Solaro scrisse l\u2019ultima lettera alla moglie:<br \/>\n&#8220;Cara Tina, prima di morire ti esprimo tutto il mio amore e la mia devozione. Sono stato onesto tutta la vita e onesto muoio per un\u2019idea. Che essa aiuti l\u2019Italia sulla via della Redenzione e della costruzione. Ricordami e amami, come io ho sempre amato l\u2019Italia. Cara Tina, viva l\u2019Italia libera, viva il Duce! Tuo Peppino.&#8221;<br \/>\nIl mattino seguente fu portato in processione per le vie cittadine dai partigiani per essere poi condotto in via Vinzaglio dove nove mesi prima erano stati impiccati quattro partigiani in rappresaglia al ferimento di un ufficiale della RSI. A Solaro non poteva essere attribuita alcuna responsabilit\u00e0 circa i quattro partigiani che erano stati impiccati dato che l\u2019ordine era stato dato direttamente dai tedeschi ed eseguito dalla GNR.<br \/>\nSolaro fu impiccato una prima volta ad un albero, ma il ramo si spezz\u00f2 e lui, ormai in stato di semi-incoscienza, venne impiccato per una seconda volta. Il cadavere fu nuovamente portato in processione per le vie ed infine gettato nel fiume Po dal Ponte Isabella.\u00bb<\/p>\n<p>A proposito della rappresaglia fascista (i nove partigiani impiccati in via Vinzaglio) viene citato in nota, con evidente compiacimento, il relativo comunicato della RSI. Fra le fonti della voce troviamo l\u2019onnipresente Giampaolo Pansa, Nicola Adduci (utilizzato per\u00f2 nel modo che abbiamo visto) e il libro (?) di Fabrizio Vincenti, <i>Giuseppe Solaro, il fascista che sfid\u00f2 la Fiat e Wall Street<\/i>, Ciclostile, Carrara, maggio 2014.<\/p>\n<p>Un\u2019altra fonte sulla morte di Solaro invece manca, perch\u00e9 \u00e8 stata censurata. Parliamo della modifica\u00a0(anonima) del <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giuseppe_Solaro&amp;diff=prev&amp;oldid=4232471\">14 agosto 2006<\/a><\/u>, in cui\u00a0viene introdotto un testo di <strong>Giorgio Amendola<\/strong>, secondo il quale Solaro mor\u00ec da vigliacco, cercando di salvarsi rinnegando la propria appartenenza al fascismo e addossando ad altri gerarchi le proprie responsabilit\u00e0:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDopo l\u2019armistizio di Cassibile ader\u00ec alla Repubblica Sociale Italiana e fu segretario provinciale del Partito Fascista Repubblicano a Torino dal 1943 al 1945, anno in cui mor\u00ec impiccato: alla sua vicenda \u00e8 dedicato il saggio <em>Come ha saputo morire Solaro<\/em> (1997) che ne celebra il particolare coraggio di fronte alla morte. Contro questa ricostruzione, si pone in maniera assai decisa il ricordo di Giorgio Amendola, dirigente del PCI e comandante partigiano (vedi nel suo libro di memorie <em>Lettere a Milano<\/em>, Editori, Riuniti, Roma, 1973, pp. 572-573).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il pamphlet neofascista <i>Come ha saputo morire Solaro <\/i>(Edizioni La Legione, Milano 1997) figura tuttora tra le fonti citate in voce. Il libro di Amendola, invece, <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giuseppe_Solaro&amp;diff=prev&amp;oldid=35587354\">sparisce<\/a><\/u>\u00a0il 10 ottobre 2010.<\/p>\n<p>Responsabile della <i>desaparici\u00f3n<\/i> di Amendola \u00e8 il gi\u00e0 menzionato <strong>Barbicone<\/strong>, un utente legato a Casa Pound (come si legge in questa <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Discussione:Squadrismo&amp;diff=prev&amp;oldid=34304866\">discussione<\/a><\/u>, dove l\u2019interessato non \u00e8 mai intervenuto per smentire), oggi inattivo. Barbicone ha lavorato alla voce da agosto a novembre 2010. Il primo intervento di Jose Antonio, del 30 novembre 2010, ha luogo su una voce gi\u00e0 gravemente compromessa in senso giustificazionista. Dal maggio 2013 fino all\u2019agosto 2014 Jose Antonio si afferma come principale contributore della voce.<\/p>\n<p>Sia chiaro: a noi interessa ben poco stabilire se Solaro sia morto \u00abda eroe\u00bb, come vorrebbero i suoi camerati, oppure da vigliacco come ricorda\u00a0Amendola. Per avere un\u2019idea precisa di chi sia stato Giuseppe Solaro ci basta e avanza sapere ci\u00f2 che egli fece nel corso della sua attivit\u00e0 di gerarca fascista e repubblichino. Resta per\u00f2 il fatto che il libro di Amendola \u00e8 una fonte storiografica. Le regole di Wikipedia prescriverebbero, se non altro, di menzionarla, assieme alle altre fonti autorevoli che eventualmente la contraddicano. Qui invece Amendola \u00e8 stato puramente e semplicemente censurato. Cosa tanto pi\u00f9 grave, in quanto la storia del Solaro pusillanime che sarebbe morto implorando \u00ab<i>Non fatemi del male. Io sono sempre stato socialista\u00bb<\/i>, \u00e8 menzionata anche da altre fonti autorevoli; per esempio da <strong>Claudio Pavone <\/strong>nel suo\u00a0<i>Una guerra civile. Saggio storico sulla moralit\u00e0 nella Resistenza <\/i>(Bollati Boringhieri, Torino 1991).<strong>\u00a0<\/strong>Su Wikipedia, invece, la versione evidentemente considerata sbagliata viene menzionata fugacemente, attribuendola al \u00abdirigente comunista Osvaldo Negarville\u00bb, e\u00a0subito viene data per \u00abampiamente smentita\u00bb.<\/p>\n<p>Il 10 marzo 2016 un utente anonimo si accorge che nella voce qualcosa non va e prova a <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giuseppe_Solaro&amp;type=revision&amp;diff=79433272&amp;oldid=79432996\">protestare<\/a><\/u>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon si pu\u00f2 usare come unica fonte un libro pubblicato dall\u2019Editore Chiaramonte che ancora nel 2010 \u00e8 stato condannato per diffamazione ai danni della Comunit\u00e0 Ebraica Torinese avendo pubblicato\u00a0<em>come ver<\/em>i I\u00a0Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Ma che fonti sono?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Tempo venti minuti e la sua modifica viene annullata. Da Jose Antonio.<\/p>\n<p><a name=\"calamandrei\"><\/a><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<h4><b>4c. Piero Calamandrei<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_27937\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27937\" class=\"wp-image-27937\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Piero_Calamandrei_2.jpg\" width=\"250\" height=\"273\" \/><p id=\"caption-attachment-27937\" class=\"wp-caption-text\">Piero Calamandrei<\/p><\/div>\n<p>Come si \u00e8 detto, la retorica mortuaria non \u00e8 stata affatto patrimonio esclusivo del fascismo. Osserva Sergio Luzzatto che, nell\u2019opera di Piero Calamandrei, la memoria della resistenza \u00e8 declinata \u00abcome una necrologia prima ancora che una mitologia\u00bb.<\/p>\n<p>Noi certamente non condividiamo quella concezione eroico-monumentale, marmorea e stilizzata della Resistenza, della quale Calamandrei \u00e8 stato fra i massimi artefici. Neppure condividiamo il suo legalismo che lo indusse, fra l\u2019altro, a collaborare col guardasigilli Grandi nel vano intento di attenuare la natura totalitaria della legislazione fascista.<br \/>\nCi\u00f2 non toglie che <i>Il fascismo come regime della menzogna, <\/i>pubblicato postumo da Laterza nel 2014, sia un testo di notevole forza.<i> <\/i>\u00c8 un vero peccato che il libro sia uscito con tanto ritardo. Al grande giurista bastano venti righe per minare alla base le cattedrali di carta poi costruite dagli epigoni di De Felice sulla distinzione speciosa tra \u00abfascismo-movimento\u00bb e \u00abfascismo-regime\u00bb:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCos\u00ec il brigantaggio organizzato che per vent\u2019anni [\u2026] \u00e8 periodicamente riapparso a insanguinare l\u2019Italia, non \u00e8 stato mai, come qualche pietoso interprete ha voluto far credere, un effetto di debolezza del potere centrale, incapace di tenere a freno le impazienze dei gregari; ma \u00e8 stato sempre una consapevole tattica di governo, voluta e manovrata dal centro. Per vent\u2019anni il fascismo ha avuto due maschere che venivano volta a volta manovrate dallo stesso istrione: il volto austero della legalit\u00e0, della augusta giustizia \u201cromana\u201d che veniva ostentato nelle cerimonie solenni delle aule e delle accademie, e il volto torvo e spavaldo dell\u2019illegalismo squadrista, che si teneva in riserva sotto il banco per rimetterlo fuori al momento buono, quando il regista giudicava che per tonificare lo spirito pubblico troppo incline alla comoda tranquillit\u00e0, fosse opportuno ricominciare a dargli qualche saggio esemplare di dinamismo di piazza.\u00bb (p. 44)<\/p><\/blockquote>\n<p>Si veda anche il modo in cui Calamandrei demolisce il falso mito del \u00abconsenso\u00bb al regime (pp. 61-3; 83). Non mancano tratti di arguzia, come la spiegazione \u00abesoterica\u00bb dell\u2019acronimo con cui si designava il partito fascista repubblichino: P.F.R. = Pochi Farabutti Rimasti (p. 63).<\/p>\n<p>S\u2019intende che un dispositivo antifascista brillante ed efficace come il volume postumo di Calamandrei non poteva rimanere senza risposta. Ecco allora che, alcuni mesi dopo la sua pubblicazione, il numero di febbraio-marzo 2015 della rivista\u00a0<i>Storia in rete<\/i>\u00a0contrappone alla macchina ammazza-fascisti di Calamandrei una sua piccola macchina spargicalunnie: una risposta <i>ad personam<\/i>\u00a0che tenta di screditare Calamandrei elencando minuziosamente i suoi compromessi col regime.<\/p>\n<p>Grazie alla \u201cquinta colonna\u201d Jose Antonio (si veda la serie di <i>edit<\/i> dell\u20198 marzo <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Piero_Calamandrei&amp;type=revision&amp;diff=71197378&amp;oldid=70374564\">qui<\/a><\/u>, <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Piero_Calamandrei&amp;offset=&amp;limit=500&amp;action=history\">qui<\/a><\/u>\u00a0e \u00a0<u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Piero_Calamandrei&amp;type=revision&amp;diff=71201573&amp;oldid=71200230\">qui<\/a><\/u>), l\u2019articolo di Alessandro Barbera <i>Luci e ombre su Calamandrei\u00a0<\/i>pu\u00f2 immediatamente bombardare Wikipedia col suo carico di pettegolezzi e d\u2019insinuazioni:<\/p>\n<p>\u00abNel corso del 1940 Grandi, nel frattempo diventato Presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni decise di privilegiare il rapporto con lo stesso Calamandrei che infatti convoc\u00f2 il 26 aprile 1940. In questa occasione, come lo stesso Calamandrei annot\u00f2 sul proprio diario, Grandi gli rifer\u00ec di un colloquio avuto con Mussolini in cui gli aveva detto che dei tre giuristi coinvolti nel progetto \u201cil pi\u00f9 fascista \u00e8 il non fascista Calamandrei\u201d, Calamandrei perplesso domand\u00f2 \u201cTutto sta a vedere che significato Lei d\u00e0 alla parola fascista\u201d, ma Grandi lo tranquillizz\u00f2 replicando \u201cIn senso buono\u201d allora Calamandrei rispose \u201cAllora me ne compiaccio\u201d. All\u2019inizio della seconda guerra mondiale Calamandrei fu richiamato al fronte ma ottenne una dispensa per intervento di Grandi che lo aveva incaricato nel frattempo di svolgere l\u2019ultima revisione del codice di procedura civile\u00bb.<\/p>\n<p>La manovra \u00e8 davvero eclatante, e l\u20198 marzo 2015 viene giustamente <u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Discussione:Piero_Calamandrei&amp;diff=next&amp;oldid=71200681\">denunciata in pagina di discussione<\/a><\/u>: \u00abIl problema \u00e8 che si prende una fonte evidentemente schierata e se ne trasferisce di peso il \u201cmessaggio\u201d su Wikipedia [\u2026]\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto in soccorso di Jose Antonio interviene l&#8217;utente <strong>Demiurgo<\/strong> il quale, rendendosi conto che <i>Storia in rete<\/i> \u00e8 una fonte del tutto indifendibile, molto abilmente svia il discorso, proponendo una pletora di altre fonti giornalistiche a proposito della \u00abquestione della collaborazione tra Calamandrei e il regime\u00bb e chiedendo la rimozione della citazione nell\u2019incipit della voce. Citazione che tuttavia ad oggi \u2013 non sappiamo per quanto \u2013 \u00e8 ancora al suo posto:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;]\u00a0\u00abmorti e vivi con lo stesso impegno<br \/>\npopolo serrato intorno al monumento<br \/>\nche si chiama<br \/>\nora e sempre<br \/>\nRESISTENZA.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"center\"><strong>\u2042<br \/>\n<\/strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/\">La seconda puntata \u00e8 qui<\/a>.<\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#diffamare\">5. Nazifascismo, Resistenza e dopoguerra: diffamare, diffamare, diffamare<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#basaglia\">5a. Franco Basaglia<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#revelli\">5b. Nuto Revelli<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#mila\">5c. Massimo Mila<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#annafrank\">5d. Anna Frank<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#limite\">6. Un limite strutturale del progetto Wikipedia<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#falange\">7. Prima di tutto, un nome: Jos\u00e9 Antonio Primo de Rivera<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#imitazioni\">Post Scriptum 1. Diffidate delle imitazioni!<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#presbite\">Post Scriptum 2. A proposito, che fine ha fatto Presbite?<\/a><\/b><\/p>\n<p><b><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-strategia-del-ratto-2a-parte\/#passatoepresente\">Post Scriptum 3. Sulle nostre inchieste,\u00a0dalla rivista storica \u00abPassato e Presente\u00bb<br \/>\n<\/a><\/b><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-28104\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Nicolette.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"217\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>*<\/strong>\u00a0<b>Nicoletta Bourbaki<\/b> \u00e8 un gruppo di lavoro sul revisionismo storiografico in rete e sulle false notizie a tema storico, nato nel 2012 durante una discussione su <i>Giap<\/i>, il blog di Wu Ming. Ne fanno parte storici, ricercatori di varie discipline, scrittori, attivisti e semplici appassionati di storia. Il nome allude al collettivo di matematici noto con lo pseudonimo collettivo \u00abNicolas Bourbaki\u00bb attivo in Francia dagli anni Trenta agli anni Ottanta del ventesimo secolo.<br \/>\nIl gruppo di lavoro ha all\u2019attivo diverse inchieste \u2013 <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/tag\/nicoletta-bourbaki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pubblicate su <i>Giap<\/i><\/a> \u2013 sulle manipolazioni neofasciste della Wikipedia in lingua italiana e sui falsi storici in tema di foibe.<br \/>\nPer l\u2019edizione on line della rivista <em>Internazionale<\/em>, in occasione del Giorno del Ricordo 2017, Nicoletta Bourbaki ha curato lo speciale <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2017\/02\/la-storia-intorno-alle-foibe-su-internazionale-uno-speciale-sul-giornodelricordo-a-cura-di-nicoletta-bourbaki\/\"><em>La storia intorno alle foibe<\/em><\/a>. Sul n.39 della rivista di studi storici <em>Zapruder<\/em>\u00a0(gennaio-aprile 2016), in collaborazione con <strong>Lorenzo Filipaz<\/strong>, ha pubblicato l\u2019articolo <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/31624293\/Wi-chi_Battaglie_per_il_sapere_in_rete_Zapruder_n._39_gen-apr_2016\"><em>Wi Chi? Battaglie per il sapere in rete<\/em><\/a>.<br \/>\nNicoletta Bourbaki <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/\">\u00e8 anche su Facebook<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Nicoletta Bourbaki * INDICE Prima parte 1. Introduzione 2. La livella della violenza 2a. I fatti di Sarzana 2b. Giancarlo Puecher Passavalli 2c. Enrico Adami Rossi, l\u2019incensamento 3. Negare sempre! ovvero: la mossa del cavillo 4. Viva la muerte! 4a. Robert Brasillach 4b. Giuseppe Solaro 4c. 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