{"id":27010,"date":"2016-12-13T15:26:46","date_gmt":"2016-12-13T14:26:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=27010"},"modified":"2019-12-06T23:37:42","modified_gmt":"2019-12-06T22:37:42","slug":"appunti-sul-social-fascismo-la-condivisione-delle-idee-senza-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/appunti-sul-social-fascismo-la-condivisione-delle-idee-senza-parole\/","title":{"rendered":"Appunti sul <em>Social<\/em>-fascismo. La condivisione delle \u00abidee senza parole\u00bb"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27014\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/letteraria\/nuova-rivista-letteraria-n-4-nuova-serie-novembre-2016\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27014\" class=\"wp-image-27014 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/NRL4_copertina.jpg\" width=\"300\" height=\"420\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27014\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;articolo che proponiamo \u00e8 tratto dall&#8217;ultimo numero di <em>Nuova Rivista Letteraria<\/em>, semestrale di letteratura sociale fondato da <strong>Stefano Tassinari<\/strong> e pubblicato dalle Edizioni Alegre. Il n.4 della nuova serie \u00e8 \u00a0interamente dedicato al linguaggio, alle ideologie che lo informano, alle sue potenzialit\u00e0 inesplorate, ai suoi usi (anche) politici. Tra gli autori, oltre ai redattori &#8220;storici&#8221; e ad Alberto Prunetti, ci sono\u00a0<strong>Giuliano Santoro<\/strong>, <strong>Girolamo De Michele<\/strong>, <strong>Selene Pascarella<\/strong>, <strong>Claudio Dionesalvi<\/strong>, <strong>Wolf Bukowski<\/strong>&#8230; Clicca sulla copertina per leggere l&#8217;indice e, se ti va, abbonarti. Due numeri all&#8217;anno costano 15 euro (20 se richiedi\u00a0la spedizione via corriere).<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Alberto Prunetti <\/strong>*<\/p>\n<h4><b>0. Ieri: la lingua del duce<\/b><\/h4>\n<p>Le retorica teatrale di Mussolini \u0336\u00a0perentoria, decisionale, volontaristica, carica di iperboli e di allitterazioni \u00a0\u0336 non doveva convincere ma sedurre: era magia fonetica priva di semantica. Il suo lessico era povero di elementi tecnici ma carico di velleit\u00e0 nominaliste che attingevano ora dal registro spiritualista (\u00abidea\u00bb, \u00abfede\u00bb, \u00abmartirio\u00bb, \u00abcomunione\u00bb, \u00abcredere\u00bb), ora da quello militarista (\u00abcombattere\u00bb, \u00abbattaglia\u00bb), come dal volontarismo dell\u2019azione (\u00abaudacia\u00bb, \u00abdinamico\u00bb, \u00abformidabile\u00bb, \u00abosare\u00bb\u2026). Quanto alla sua ironia, era una sarabanda fonetica che irrideva la vittime e strizzava l\u2019occhio al carnefice: suffissi e postfissi, meta e \u2013iolo, \u00abultrascemo\u00bb e \u00abpanciafichista\u00bb, \u00abpartitante\u00bb e \u00abschedaiolo\u00bb. Le maiuscole abbondano, come le equazioni farneticanti: \u00abFascismo uguale Combattimento, uguale Vittoria\u00bb, con l\u2019enfasi militarista e guerrafondaia. Dopo l\u2019autarchia linguistica, sono guardati con sospetto i forestierismi: \u00abtassellato\u00bb per \u00abparquet\u00bb, \u00abarlecchino\u00bb per \u00abcocktail\u00bb, \u00abscialle da viaggio\u00bb per \u00abplaid\u00bb. Un repertorio indigesto che include la deformazione del nome del nemico; la posa pseudo-dotta satura di latinismi dannunziani, che alimentano l\u2019immagine littoria e imperiale del regime; la confusione ideologica, con la capacit\u00e0 di arruffare dalla semantica di ogni campo ideologico, con l\u2019occupazione strategica e lo svuotamento del campo semantico della sinistra, con la parola \u00abrivoluzione\u00bb che viene adottata per privarla di senso. Ecco la \u00abrivoluzione fascista\u00bb, ovvero una reazione borghese antirivoluzionaria. Ecco la pretesa di andare oltre le vecchie ideologie, \u00abl\u2019essere n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb, che \u00e8 il metodo pi\u00f9 furbo per far transitare a destra concetti della sinistra, privando quest\u2019ultima di forze e di consenso. Con uno sforzo risibile la lingua si sforza di maschilizzarsi. \u00c8 una lingua alla ricerca della virilit\u00e0, proposito che la trasforma pateticamente in lingua morta, piena di forme logore e fatiscenti. Con la decadenza del progetto fascista e la fase cruenta dell\u2019infame Repubblica sociale, l\u2019effetto perlocutivo \u00e8 spinto all\u2019estremo nel tentativo di \u00abrimettere in riga\u00bb e disciplinare in maniera paternalista gli italiani, trasformandoli in soldatini, trattandoli come bambini impertinenti, comunicando al tempo stesso l\u2019immagine di un potere politico che non vuole rappresentarsi allo sbando: un potere risolutivo, imperativo, decisionale, esecutivo. In realt\u00e0 un potere fantoccio dei nazisti.<!--more--><\/p>\n<h4><b>1. Oggi:\u00a0il \u201csocial\u201d-fascismo<\/b><\/h4>\n<p>Avendo tempo e stomaco, sarebbe un buon esercizio analitico seguire le condotte del nuovo fascismo su Facebook, dove si incanala il senso comune destroide. Un\u2019impresa gi\u00e0 tentata da <strong>Leonardo Bianchi<\/strong>, che per <em>Vice<\/em> ha seguito la comunicazione di alcuni \u00abpersonaggi pubblici\u00bb che non si affacciano da Palazzo Venezia ma da balconi digitali oggi molto trafficati. Alcuni di loro non sono letteralmente fascisti, sono solo personaggi in cerca di celebrit\u00e0 e di pulpiti digitali, che rincorrono un senso comune sempre pi\u00f9 spostato a destra. <a href=\"http:\/\/www.vice.com\/it\/read\/fede-rossi-webstar-gentista-intervista\">Scrive Bianchi<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl trend del gentismo su Facebook ha ormai messo radici cos\u00ec profonde che al suo interno si possono individuare dei veri e propri sottogeneri: ci sono l&#8217;esterofilia bifolca di Lambrenedetto XVI, il nazionalismo autarchico e sgrammaticato di Simone Carabella, ed esempi decisamente pi\u00f9 misticheggianti come quello di Davide &#8220;Il Vikingo&#8221; Fabbri. All&#8217;interno di questo mercato c&#8217;era per\u00f2 una nicchia di pubblico non ancora del tutto coperta\u2014quella dei millennial che parlano astiosi di &#8220;cagne&#8221; e hanno come proprio mantra la frase &#8220;non sono razzista ma&#8221;. Nicchia che da qualche tempo sta riempiendo una &#8220;Facebook star&#8221; romagnola che fa delle varie declinazioni del testosterone e della voce pressapochista di provincia un vero e proprio copione\u201d.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Si agitano cos\u00ec come insetti, avvinghiati alla ragnatela elettronica, migliaia di aspiranti opinion leader locali che cercano, tra una palestra e un lavoro interinale, di esporsi come vedettes spettacolari sbavando odio contro gli immigrati e promuovendo vulgate \u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb che mescolano sentimenti anti-casta, odio contro gli stranieri, islamofobia, \u00abpadroni a casa nostra\u00bb, \u00abprima gli italiani\u00bb, \u00abnon c\u2019\u00e8 posto negli asili\u00bb, \u00abse vado io in Marocco mi ammazzano e allora perch\u00e9 dobbiamo rispettarli noi\u00bb, \u00abQuando c\u2019era Lui\u00bb, \u00abQuando c\u2019era Oriana\u00bb, \u00abDanno i soldi ai migranti che c\u2019hanno tutti l\u2019ultimo telefonino di moda\u00bb\u2026 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Di queste aspiranti icone dei social <em>gentisti<\/em>, quelli che non sono esplicitamente fascisti si nutrono comunque in quel trogolo, dove sono miscelati pastoni e retoriche un tempo considerate altamente tossiche, oggi sdoganate e somministrate a incauti consumatori\/utenti. Retoriche che danno corpo e alimentano il &#8220;social&#8221;-fascismo successivo alla mutazione antropologica degli italiani. Una mutazione che forse \u00e8 postumana, di una specie che ha perso ogni forma di capacit\u00e0 di provare empatia e solidariet\u00e0, trasformando individui con labbra al botulino e pettorali gonfiati in caricaturali freak farneticanti odio ombelicale. Ma il \u201csocial\u201d-fascismo di oggi rivela la propria filogenesi. Quando il Mascellone roteava le cornee e congiungeva le mani dietro la schiena dilatando la mascella, non era gi\u00e0 una caricatura dell\u2019umano?<\/p>\n<h4><b>2. Alcuni tratti distintivi della grammatica \u201csocial\u201d-fascista<\/b><\/h4>\n<p>La lingua militarista e imperativa del vecchio fascismo, piena di costruzioni enfatiche e burocratiche, si trasforma oggi in una lingua appiattita sul parlato, con una sintassi che predilige le coordinate (le subalterne sono troppo difficili da gestire e fanno \u00abintellettuale\u00bb), satura di un\u2019ironia che ferisce la vittima e scatena il riso cinico dell\u2019oppressore . La vecchia lingua imperativa, disciplinare e burocratica non si adattava alla modernit\u00e0. Quella nuova \u00e8 stata plasmata dalle nuove tecnologie user-friendly, dal fascismo del senso comune, dall\u2019analfabetismo funzionale. Vediamone alcuni tratti distintivi.<\/p>\n<p><strong>Maiuscolo. <\/strong>Le parole che cominciano in maiuscolo diventano un tutto maiuscolo. Le idee senza parole cercano il <em>caps-lock<\/em> per comunicare la loro granitica essenzialit\u00e0. Non sono parole polisemiche, cariche di connotazioni, oggetto di critica, di revisione, di dibattito, di contestualizzazione. Il neopopulismo digitale non accetta la pluralit\u00e0, usa i social moderni per condividere idee antiquate.<\/p>\n<p><strong>Eccessi di possessivi.<\/strong> A livello semantico, gli \u00abeccessi di culture\u00bb (vedi <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/marco-aime\/eccessi-di-culture\/978880616916\">gli studi di <strong>Marco Aime<\/strong><\/a>) poi si traducono grammaticalmente negli eccessi di possessivi, usati come marche identitarie con cui i fascisti social delimitano il loro territorio, come i cani col piscio: \u00abil nostro vino\u00bb, \u00abla nostra terra\u00bb, \u00able nostre tradizioni\u00bb, \u00abi nostri usi\u00bb e, ovviamente, \u00able nostre donne\u00bb. Usano i possessivi come manganelli, con cui mettono le mani sull\u2019esistente, appropriandosene.<\/p>\n<p><strong>Un topos diffuso: il buonismo.<\/strong>\u00a0<em>\u00ab<\/em><i>Credete che fanno venire una rabbia da spaccare .noi in cerca di lavoro e tasse e tasse ci stanno strangolando loro in panciolle tutto il giorno con il telefonino a urlare tutta la notte pieni d\u2019prove vestiti firmati .viaggiano gratis sui pullman e gratis negli asili e hanno anche la precedenza su di noi..e inoltre molti di loro tanto per arrotondare a quello che gi\u00e0 gli passiamo , le ritroviamo nei parcheggi e nelle spiagge a vendere .le donne poi vi lasci\u00f2 immaginare ..allora io dico che nazione \u00e8 diventata l\u2019Italia , che lascia morire i propri figli e aiuta i figli degli altri?\u00bb<\/i>\u00a0\u00c8 uno stralcio di un comunissimo sproloquio razzista su Facebook: \u00a0c\u2019\u00e8 tutto, il vittimismo, il maldipancismo, l\u2019inversione di vittima e carnefice, il maschilismo, il \u00abnoi\u00bb non meglio precisato\u2026.. e l\u2019italiano che il nostro italianissimo scrivente, che ne pretende la competenza dagli stranieri, non \u00e8 ovviamente in grado di gestire, inciampando in una semplice concordanza pronominale.<\/p>\n<p><strong>Un altro topos: i \u201cradical-chic\u201d. <\/strong>Se provi a ribattere a queste pseudo argomentazioni (e non \u00e8 facile, perch\u00e9 si basano su <em>script<\/em> reazionari che non condividono la logica razionale, ma seguono associazioni di pensiero balzane ma ampiamente diffuse), sei ovviamente un \u00abintellettuale di merda\u00bb, un \u00abprofessorino che non sa nulla della vita vera\u00bb. Anzi, \u00abun radical-chic\u00bb. Anche se poi sei solo uno che cerca di darsi degli strumenti per interpretare la realt\u00e0 con un po\u2019 di impegno analitico. Inutile che lamenti la tua distanza \u00abdai poteri forti\u00bb e il tuo precario conto corrente, loro non hanno dubbi. Un tempo parlavano di \u00abculturame\u00bb. Un tempo, quando sentivano la parola cultura, prendevano la pistola.<\/p>\n<p><strong>Asserti falsi.<\/strong> Sempre pi\u00f9 spesso gli asserti \u201cfattuali\u201d condivisi dai social vengono da siti produttori di bufale, ovvero siti di informazione tarocca che parodiano altri siti famosi come il Fatto quotidiano o Repubblica.it; siti clone per occhi distratti che maneggiano compulsivamente gli schermi perch\u00e9 \u00abla gente deve sapere\u00bb e \u00abi giornali dicono solo bugie\u00bb. Queste pseudo testate diffondono notizie deliberatamente false per cavalcare il successo delle derive reazionarie facendo click-baiting e attraendo visitatori dai social. Spesso le loro bufale vengono viralizzate e poi, talvolta, riprese dalla stampa mainstrem. Che a quel punto dice davvero le bugie. Alcuni di questi siti che propagano bufale contro gli immigrati e agitano lo spettro del degrado urbano non hanno un foglio di stile che rimandi apertamente all\u2019iconografia fascista: nelle loro homepage non troverete caratteri gotici o gagliardetti romani. Apparentemente sembrano siti di cittadini indignati che non ne possono pi\u00f9, che sono stati \u00ababbandonati dalla casta dei politici\u00bb e si mascherano dietro la retorica del civismo e l\u2019ideologia del decoro. Per\u00f2 se si prova a seguire i nomi dei direttori responsabili e i link attivati con pi\u00f9 frequenza, non si tarda ad arrivare a etichette della fascio-sfera. Il nuovo fascista non pu\u00f2 andare in giro in orbace: per cercare consenso, deve mimetizzarsi da \u00abcittadino indignato\u00bb, da \u00abgente stanca dell\u2019arroganza\u00bb (dei politici, degli immigrati o degli intellettuali). Cos\u00ec il fascio uscito dalla porta dell\u2019antifascismo costituzionale entra dalla finestra del senso comune, dove fa molto pi\u00f9 danno: distrugge l\u2019attivismo di base, lo allontana da ideali di solidariet\u00e0 sociale e dentro ai \u00abcomitati di cittadini comuni stanchi del degrado\u00bb finisce irrimediabilmente per portare acqua al vecchio mulino nero del duce.<\/p>\n<h4><b>3. Il \u201csocial\u201d-fascismo \u00e8 una variante dell\u2019Ur-Fascismo profondo<\/b><\/h4>\n<p>Il moderno \u201csocial\u201d-fascismo, (dal camerata digitale all\u2019attitudine gentista, \u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb, che butta spazzatura sulle vittime del presente) \u00e8 una forma di Ur-Fascismo, un\u2019attualizzazione contemporanea di un fascismo profondo. Il concetto \u00e8 stato definito da <strong>Umberto Eco<\/strong> in un famoso articolo, \u00abL\u2019Ur-Fascismo (Il fascismo eterno)\u00bb, poi raccolto in <i>Cinque scritti morali<\/i> (Bompiani). Adesso colgo solo alcune delle sue suggestioni anteponendo una mia chiosa al corsivo virgolettato di Eco:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019ur fascismo ha come brodo di cultura le classi medie frustrate.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p>\u00abL&#8217;Ur-Fascismo scaturisce dalla frustrazione individuale o sociale. Il che spiega perch\u00e9 una delle caratteristiche tipiche dei fascismi storici \u00e8 stato l&#8217;appello alle classi medie frustrate, a disagio per qualche crisi economica o umiliazione politica, spaventate dalla pressione dei gruppi sociali subalterni.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<ul>\n<li>A queste classi medie fornisce un farmaco coagulante di identificazione. Il farmaco ha tra i propri ingredienti le teorie del complotto mentre la xenofobia ne \u00e8 il principio attivo. Il coagulante della marca <em>Blut und Boden<\/em>, sangue e suolo, ha per\u00f2 delle controindicazioni: garantisce le scalate nell\u2019agone politico ma rischia di formare nel corpo sociale degli emboli fascisti. Quanto alle teorie del complotto, ormai diffuse tra rossobruni e qualunquisti, vanno intese come puro fascismo, ancorate come sono a \u00abidee senza parole\u00bb, come scriveva <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/01\/il-piu-odiato-dai-fascisti-conversazione-su-furio-jesi\/\"><strong>Furio Jesi<\/strong><\/a>, ovvero a idee che non ammettono dibattito o replica, verso le quali bisogna solo abbassare lo sguardo, pieni di riverenza. Parole come \u00abItalianit\u00e0\u00bb, \u00abPatria\u00bb, \u00abTradizione\u00bb, del fascismo di ieri, o \u00abSovranit\u00e0\u00bb e \u00abGeopolitica\u00bb del nuovo fascismo, contro le quali non si deve osare di argomentare una critica. Parole che servono a chiudere la bocca agli \u00abavversari\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p>\u00abA coloro che sono privi di una qualunque identit\u00e0 sociale, l&#8217;Ur-Fascismo dice che il loro unico privilegio \u00e8 il pi\u00f9 comune di tutti, quello di essere nati nello stesso paese. \u00c8 questa l&#8217;origine del nazionalismo. Inoltre, gli unici che possono fornire una identit\u00e0 alla nazione sono i nemici. Cos\u00ec, alla radice della psicologia Ur-Fascista vi \u00e8 l&#8217;ossessione del complotto, possibilmente internazionale. I seguaci debbono sentirsi assediati. Il modo pi\u00f9 facile per far emergere un complotto \u00e8 quello di fare appello alla xenofobia.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<ul>\n<li>L\u2019ambito in cui si costruisce questo nuovo populismo non \u00e8 pi\u00f9 la piazza, dove si radunavano le masse del passato. \u00c8 un populismo che pu\u00f2 darsi appuntamento su internet.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote><p>\u00abPer avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo pi\u00f9 bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo Tv o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini pu\u00f2 venire presentata e accettata come la &#8220;voce del popolo&#8221;.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Infine, Eco si sofferma sulla neolingua ur-fascista, sostenendo che \u00abtutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico.\u00bb<\/p>\n<p>Ma oggi l\u2019impoverimento non riguarda solo i codici testuali, il repertorio lessicale o le forme della sintassi. Sono le strutture stesse della competenza grammaticale che stanno arrugginendo, corrose dalle tossine delle scorie degli pseudo-commenti ur-fascisti, che ripetono e viralizzano coll\u2019ossessione del maiuscoletto le idee senza parole. La lingua muore di demenza social-fascista.<\/p>\n<h4><b>4. Un\u2019altra variante di Ur-Fascismo: i rossobrunismi<\/b><\/h4>\n<p>Il rossobrunismo \u00e8 un\u2019altra variante di Ur-Fascismo. La formula rossobruna occupa un campo semantico trasversale ma \u00e8 di fatto una forma fascista. Un\u2019alternativa reazionaria alla strategia \u00abn\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra\u00bb che si realizza nella forma \u00abdi destra <em>e<\/em> di sinistra\u00bb. Qui le teorie del complotto sono pervasive e spinte in senso apparentemente anticapitalista. L\u2019anticapitalismo \u00e8 in realt\u00e0 coniugato come una forma di antiatlantismo\/antiamericanismo. Le formule avversative sono fondanti. Sul quadrato semiotico, contradditori e contrari sono valorizzati: \u00abil nemico del mio nemico \u00e8 il mio amico\u00bb. Tra le peculiarit\u00e0 dei rossobruni spiccano il primato della geopolitica, che permette di scavalcare la critica dell\u2019economia politica; il culto della tradizione, che rivaluta l\u2019iconografia sovietica; l\u2019antimperialismo d\u2019accatto forgiato con gli stampi campisti presi in prestito dalla nuova destra; l\u2019attitudine identitaria, che si riflette nella macchina mitologica dell\u2019uomo forte (un tempo Stalin o Mao, oggi Putin). \u00a0Il rossobrunismo come strategia politica \u00e8 un cavallo di troia. Temete i rossobruni anche quando portano doni.<\/p>\n<h4><b>5. Reazione digitale<\/b><\/h4>\n<p>Il fascismo social contemporaneo \u00e8 una trasformazione reazionaria di una sedicente rivoluzione digitale. Pertanto non si presenta in orbace ma adopra delle maschere accattivanti. \u00c8 l\u2019apologia di un gluteo femminile (\u00able nostre donne\u00bb, ovviamente) contro la hijab delle donne musulmane. Usa la liberazione sessuale, conquistata dalle femministe, contro le donne, come usa gli spazi che la democrazia gli concede con la speranza di sopprimerla.<\/p>\n<p>Il fascismo in realt\u00e0 \u00e8 una poltiglia indigesta di idee reazionarie che si mangia qualsiasi cosa, che usa la \u00abrivoluzione tecnologica\u00bb delle piattaforme social per la \u00abreazione semantica\u00bb del linguaggio: riportando il discorso politico alle idee senza parole di cui parlava Furio Jesi.<\/p>\n<p>Una caratteristica del nuovo fascismo \u00e8 la trasformazione della liberazione dei corpi o della critica del lavoro da pratiche sovversive in pratiche edonistiche e commerciali: turismo, vacanze, vita quotidiana e sessualit\u00e0 spettacolarizzate, comprate, vendute, trasformate in merce. In questi giorni ad esempio \u00e8 fascismo la rivendicazione del \u00abdiritto\u00bb delle \u00abnostre donne\u00bb di mettersi a nudo: un recupero autoritario e mercificato del diritto delle donne (sovversivo) al controllo sul proprio corpo, trasformato in un diritto dell\u2019edonismo patriarcale, ovvero dello sguardo maschile sul corpo delle donne. Ogni sedicente \u00abrivoluzione fascista\u00bb del contemporaneo, per quanto glamour, \u00e8 in realt\u00e0 reazione. Ovvero \u00e8 un attacco ai diritti o un recupero reazionario di pratiche sovversive.<\/p>\n<h4><b>6. Questioni di frame<\/b><\/h4>\n<p>\u00c8 utile considerare la riflessione del linguista cognitivo <strong>George Lakoff<\/strong> sul framing, la rete semantica che incornicia il nostro modo di pensare e di parlare. Chi aderisce al framing reazionario non prova empatia per gli esseri umani oppressi. Anzi. Sarebbe ingiusto dire che chi \u00e8 conservatore \u00e8 immorale. Ha una moralit\u00e0, ma \u00e8 una moralit\u00e0 che non conosce la solidariet\u00e0 e si nutre solo di obbedienza verso l\u2019autorit\u00e0 e il potere. L\u2019autorit\u00e0 implica la formazione di consenso top-down, dall\u2019alto verso il basso. Il potere chiede disciplina e obbedienza. L\u2019obbedienza si impone con la punizione. Nello sguardo del reazionario, \u00e8 la gerarchia a strutturare la societ\u00e0, non la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure i nostri giorni, pi\u00f9 fluidi, sono lontani dalle rigidit\u00e0 dei fascismi storici. Il fascismo contemporaneo \u00e8 in effetti una maschera, una configurazione di superficie attivata dal neoliberismo. Lo schema profondo pu\u00f2 adattarsi alle logiche pi\u00f9 liquide dei nostri tempi. Il frame si riconfigura allora sul mercato, che \u00e8 il duce liberale della modernit\u00e0. Il mercato \u00e8 il padre che impone una disciplina, premia chi lo rispetta e punisce chi si ribella. Se sei ricco, hai rispettato il padre, hai una posizione, sei eticamente una persona morale. Se sei povero, te la sei cercata, sei un indisciplinato, ti meriti di morire per strada, senza empatia. \u00c8 questa la struttura analitica profonda del fascismo social, un fascismo di abbronzati che si gonfiano in palestra, che non si vestono in orbace e in camicia nera, ma che spandono odio con gli smartphone, sperando di conquistarsi un po\u2019 di notoriet\u00e0. \u00c8 il micro fascismo degli aspiranti famosi, che fanno dell\u2019hate-speech un manganello digitale.<\/p>\n<p>Pochi di loro si travestono da fascisti \u201ctutti d\u2019un pezzo\u201d. La maggior parte sono bi-concettuali, ovvero attivano scenari progressisti e reazionari nello stesso tempo, o in campi diversi o addirittura nello stesso campo. Questa \u00e8 la ragione per cui nei moderni populismi, inclusi quelli <em>gentisti<\/em>, si sovrappongono nella retorica di un militante discorsi progressisti e discorsi apertamente fascisti. Il bi-concettuale pu\u00f2 dichiararsi progressista ma in realt\u00e0 fa riferimento a retoriche, metafore e sceneggiature conservatrici. Ad esempio, pu\u00f2 farsi le canne e odiare gli immigrati. Sognare di viaggiare in moto fino alla fine del mondo con una bandana in testa e pretendere muri alle frontiere e respingimenti per chi scappa dalla guerra. Sono finiti gli anni in cui i fasci avevano i Ray-Ban o la giacca e cravatta e i compagni l\u2019eskimo o i dread: adesso le forme del pensiero e del vestire, la semiotica dell\u2019abbigliamento e degli stili di vita \u00e8 diventata pi\u00f9 complessa. Solo scivola lentamente verso valori reazionari. Si pu\u00f2 ascoltare i Pink Floyd, mangiare a chilometro zero e, al tempo stesso, fregarsene della morte di un operaio straniero schiacciato durante un picchetto. Si d\u00e0 tutto e il contrario di tutto, perch\u00e9 negli ultimi tempi i modi di vestire, di parlare, di vivere e di pensare stanno slittando verso un bi-concettualismo virato alla reazione. Visioni libertarie e visioni autoritarie convivono nell\u2019immaginario delle persone, ma la bilancia pende pesantemente a destra. Sono anni di passioni tristi.<\/p>\n<p>Il \u201csocial\u201d-fascista usa il manganello digitale, per quanto sgrammaticato, per bastonare virtualmente i migranti (\u00abl\u2019immigrazione clandestina\u00bb), le donne che rifiutano gli stereotipi patriarcali (\u00abcagne\u00bb), gli adolescenti che scoprono di avere identit\u00e0 sessuali molteplici (\u00abfroci\u00bb). Il fascismo social \u00e8 cyber-bullismo. Nei commenti di Facebook i social-fascisti aggrediscono sistematicamente ogni forma di diversit\u00e0 che vada contro l\u2019idea di edonismo aggressivo, muscolare e predatorio alimentata dai media. Usano l\u2019ironia virtualmente, ma i loro commenti saturi d\u2019odio fanno cose con quelle parole. C\u2019\u00e8 chi viene respinto, chi si suicida, chi viene marginalizzato, chi viene pestato. Il fascismo se la prende sempre con chi non si pu\u00f2 difendere.<\/p>\n<p>Visitate alcuni dei profili dei populisti beceri di questi giorni. Troverete continui meme che stigmatizzano le vittime, che soffiano sulle braci sempre calde dell\u2019omofobia, che attizzano i carboni ardenti delle persecuzioni razziali e religiose, che si fanno beffe dell\u2019operaio travolto da un tir durante un picchetto, delle donne \u201cche se la sono andata a cercare\u201d, che magari subiscono lo slut-shaming, ovvero la criminalizzazione dei loro comportamenti sessuali quando non rispettano le aspettative di genere.<\/p>\n<p>Tra un gattino e un altro, scompaiono dalle bacheche dei social la solidariet\u00e0, l\u2019empatia, la capacit\u00e0 di commuoversi per gli oppressi, sostituite dalla forca \u00abper quelli che in Cina mangiano i cani\u00bb, dallo spregio \u00abper i paesi musulmani in cui la pedofilia \u00e8 legale\u00bb, dalla scoperta dell\u2019ultimo complotto che accusa i cripto-poteri forti (e proscioglie il padronato e i ceti benestanti), dall\u2019elogio rossobruno a Putin. Seguono consigli per curarsi in omeopatia, un post sulle scie chimiche, un adesivo contro la casta dei professori del \u201868 e un consiglio antivaccinista contro il monopolio delle multinazionali del farmaco. Nessun vaccino contro le tossine che aggrediscono un pensiero critico in esponenziale metastasi, soffocato da tonnellate di spazzatura digitale. Nessun rimedio omeopatico per sostenere il sistema immunitario della critica radicale.<\/p>\n<p>Poche convinzioni ma ben radicate: la vittima la deve pagare, \u00e8 il meme che condividono sul loro profilo a ogni giro di hate-speech con cui chiosano i fatti di cronaca, sia l\u2019ennesimo attentato o uno sbarco di profughi o una rapina in villa. Inutile fare sociologia coi numeri, indicare tabelle, statistiche, comparare dati. Inutile il debunking e la statistica comparativa, inutile distinguere tra percezione del crimine e numero dei reati. Loro presidiano il commentarium come troll accaniti contro i \u00abbuonisti\u00bb. Come squadristi compiono raid virtuali alla ricerca di professori che propugnano fantomatiche \u00abteorie gender\u00bb. Sbraitano contro chi sta dal lato sbagliato del mercato, che \u00e8 il duce di questi fanatici del quattrino perlopi\u00f9 impoveriti, palestrati, gonfiati, depilati col laser, incattiviti, impauriti e incapaci di esprimersi in forma argomentata. Dicono che gli stranieri \u00abdevono sapere l\u2019italiano\u00bb, lingua che vituperano sistematicamente a ogni incrocio di commenti nei vomitatoi dei social, dove si riproduce e trionfa una comunicazione pecoreccia e ombelicale, tanto pi\u00f9 pervasiva tanto meno si riesce a fare esercizio di complessit\u00e0, a procurarsi degli strumenti per la comprensione analitica del presente. Ecco la generazione seconda del mutamento antropologico stigmatizzato da Pasolini, i figli di Adamo ed Eva che dopo aver mangiato la mela della societ\u00e0 mercantile hanno subito una mutazione dei corpi che ha risemantizzato l\u2019edonismo sovversivo (\u00abvogliamo tutto\u00bb) in un edonismo commerciale. Vogliono tutto quel che gli propinano, sognano di comprare tutto sulle piattaforme digitali, passano con la ruspa di un immaginario infetto su empatia, solidariet\u00e0 e diritti umani. E intanto il padrone della piattaforma ghigna: \u00e8 free, \u00e8 social, ma lo pagherete caro, lo pagherete tutto.<\/p>\n<h4><b>Alcuni testi di riferimento<\/b><\/h4>\n<p>G. Lakoff<i>, Pensiero politico e scienza della mente<\/i> (Bruno Mondadori, 2009);<br \/>\nG. Arduino, L. Lipperini, <i>Morti di fama<\/i> (Corbaccio, 2013);<br \/>\nE. Golino, <i>Parola di duce<\/i> (Rizzoli, 1994);<br \/>\nU. Eco, <i>Cinque scritti morali<\/i> (Bompiani, 1997);<br \/>\nF. Jesi, <i>Cultura di destra<\/i> (Garzanti, 1993),<br \/>\nM. Aime, <i>Eccessi di culture<\/i> (Einaudi, 2004).<\/p>\n<p><strong>* ALBERTO PRUNETTI<\/strong> (Piombino, 1973) ha pubblicato i libri\u00a0<em>Potassa<\/em>, <em>Il fioraio\u00a0<\/em><em>di Per\u00f3n,<\/em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/02\/conversazione-con-alberto-prunetti-autore-di-amianto-una-storia-operaia\/\"><em>Amianto.\u00a0Una storia operaia<\/em><\/a> e <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/11\/dopo-amianto-pcsp-il-nuovo-libro-di-alberto-prunetti-per-quintotipo-collana-diretta-da-wu-ming-1\/\"><em>PCSP. Piccola Contro-Storia Popolare<\/em><\/a>. Traduttore e lavoratore culturale free-lance, scrive su <em>Letteraria<\/em>, <em>Giap<\/em>, <em>Il manifesto\u00a0<\/em>e altre testate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Alberto Prunetti * 0. 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