{"id":26555,"date":"2016-12-20T12:20:19","date_gmt":"2016-12-20T11:20:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=26555"},"modified":"2016-12-21T11:08:25","modified_gmt":"2016-12-21T10:08:25","slug":"contro-la-politica-della-paura-rovesciare-passando-da-sotto-wm1viaggionotav","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/contro-la-politica-della-paura-rovesciare-passando-da-sotto-wm1viaggionotav\/","title":{"rendered":"Contro la politica della paura, \u00abrovesciare passando da sotto\u00bb! #WM1ViaggioNoTav"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_27068\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicoletta.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27068\" class=\"wp-image-27068\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicoletta.png\" width=\"650\" height=\"491\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27068\" class=\"wp-caption-text\">Nicoletta Dosio e la sua tartaruga. Prendersi il proprio tempo.<\/p><\/div>\n<p>a cura di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\u00abFuori dagli Stati maggiori dei partiti come dai cervelli dei Clausewitz radicali, pu\u00f2 nascere una nuova intelligenza sociale, attraverso l&#8217;elaborazione spontanea e brancolante di una strategia sovversiva che eviti le vecchie trappole [&#8230;] Se la sovversione aggira, &#8220;passa sotto&#8221; la violenza dello stato, non \u00e8 soltanto per necessit\u00e0 tattica. \u00c8 perch\u00e9 \u00e8 innanzitutto, fin dai primi balbettii, il contrario di una guerra nella quale il nemico, l\u2019altro, non esiste. L\u2019arma principale della sovversione \u00e8 la <em>trasformazione sociale<\/em>. Trasformazione che si rivolge tanto a coloro che la mettono in atto quanto a quelli con i quali essi si confrontano. Perch\u00e9 \u00e8 immediatamente affermazione di un rapporto sociale diverso dal rapporto capitalista.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_27064\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27064\" class=\"size-full wp-image-27064\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Serge.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"337\" \/><p id=\"caption-attachment-27064\" class=\"wp-caption-text\">Serge Quadruppani<\/p><\/div>\n<p>Cos\u00ec scrive\u00a0<strong>Serge Quadruppani<\/strong> nel suo <em>La politica della paura<\/em> (Lantana, Roma 2013).<br \/>\nCon l&#8217;espressione che d\u00e0 il titolo al\u00a0libro, il nostro compagno d&#8217;Oltralpe descrive l&#8217;uso strumentale dell&#8217;emergenza-terrorismo, la costruzione di sempre nuovi\u00a0\u00abnemici pubblici\u00bb, lo spaccio all&#8217;ingrosso e al dettaglio di un immaginario\u00a0<em>securitario<\/em>\u00a0sempre pi\u00f9 pervasivo, il tutto allo scopo di normare, sorvegliare e controllare meglio la nostra societ\u00e0.<br \/>\nUna societ\u00e0 mai cos\u00ec <em>sondata<\/em>, interrogata, misurata, scansionata, eppure\u00a0mai cos\u00ec <em>incomprensibile<\/em>\u00a0ai poteri costituiti, mai cos\u00ec <em>misteriosa<\/em> e incline a divenire <em>riottosa<\/em>,\u00a0<em>ingovernabile<\/em>.<\/p>\n<p>La paura\u00a0di cui scrive\u00a0Serge, infatti, non \u00e8 solo\u00a0quella\u00a0che viene iniettata nei governati &#8211; paura di attentati, paura del \u00abdegrado\u00bb, degli zingari, dei migranti, dell&#8217;\u00abinvasione\u00bb, di questo o quel complotto&#8230; &#8211; ma anche quella\u00a0che hanno in corpo i governanti, sempre pi\u00f9 ritirati nelle loro\u00a0cerchie, a frequentarsi tra simili, &#8220;scollati&#8221; dal mondo, estranei alla realt\u00e0 e dunque privi di ogni immaginazione.<br \/>\nLo stiamo vedendo nella parabola del renzismo. I governanti sono autoreferenziali, e quindi pavidi di fronte alle contraddizioni, ai conflitti. Perch\u00e9 nei\u00a0conflitti, anche quelli pi\u00f9 modesti, l&#8217;Uno autoreferente \u00e8 costretto a diventare (almeno) Due.<!--more--><\/p>\n<p>Nel suo libro, Serge scrive che l&#8217;unica alternativa alla politica della paura \u00e8 la sovversione. Quando ogni discorso \u00e8 schiacciato sulla falsa alternativa tra\u00a0terrorismo fanatico e potere tecnocratico, bisogna <em>rovesciare passando da sotto.<\/em>\u00a0Questo, come ricorda Serge, il significato di \u00absovvertire\u00bb.<\/p>\n<p>Cinque\u00a0anni dopo l&#8217;uscita de <em>La politique de la peur<\/em>, nella Francia dell&#8217;<em>\u00c9tat d&#8217;urgence<\/em> post-Bataclan, della paranoia islamofoba che generava carognate\u00a0come la legge \u00abanti-burkini\u00bb e di una \u00absicurezza\u00bb funzionale non a\u00a0combattere Daesh ma\u00a0ad imporre la\u00a0macelleria sociale neoliberista, un gigantesco movimento radicale \u00e8 \u00abpassato da sotto\u00bb, aggirando le false dicotomie, e ha rovesciato le priorit\u00e0, cambiando l&#8217;agenda per mesi.<\/p>\n<div id=\"attachment_27071\" style=\"width: 670px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27071\" class=\"size-full wp-image-27071\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/pugno_Le_Havre.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"660\" \/><p id=\"caption-attachment-27071\" class=\"wp-caption-text\">Giugno 2016. Il pugno chiuso realizzato dallo street artist JR al porto di Le Havre, su una quindicina di container accostati e impilati.<\/p><\/div>\n<p>A partire dal marzo 2016 e fin dentro l&#8217;estate, le mobilitazioni\u00a0contro la <em>Loi Travail<\/em>\u00a0&#8211; cugina di primo grado del nostro Jobs Act &#8211; hanno spazzato via la politica della paura. Nessuno parlava pi\u00f9 dell&#8217;emergenza-terrorismo. La contraddizione primaria aveva riguadagnato il proscenio. Il conflitto vero, quello tra sfruttatori e sfruttati, oscurava quelli falsi, come\u00a0\u00abOccidente vs. Islam\u00bb, \u00abDegrado vs. Decoro\u00bb, \u00abEuropeismo vs. populismi\u00bb et cetera.<\/p>\n<p>Un movimento sovversivo opera\u00a0una <em>radic<\/em>alizzazione fedele\u00a0all&#8217;etimologia del termine, poich\u00e9 <em>va alla radice<\/em> delle disuguaglianze e dell&#8217;esclusione, ne attacca le basi strutturali.<br \/>\nMentre la <em>lotta di classe\u00a0dall&#8217;alto<\/em> viene combattuta incessantemente, 24 h su 24, quella dal basso \u00e8 diventata un concetto\u00a0tab\u00f9, \u00e8 indicibile, anzi, impensabile.\u00a0L&#8217;ideologia dominante deve\u00a0sempre\u00a0<em>far pensare ad altro<\/em>, spostare il discorso su contrapposizioni secondarie. Ma quando si torna a praticare quella lotta e a <em>dirla<\/em>, essa fornisce agli esclusi, ai discriminati, ai precarizzati\u00a0l&#8217;unica alternativa alle \u00abradicalizzazioni\u00bb farlocche, che hanno mille appariscenze ma, di riffa o di raffa, sono sempre fasciste.<\/p>\n<p>Anche il jihadismo \u00e8 un fascismo. Un fascismo costruito su un sostrato culturale islamico che, come tutti i fascismi, promette una\u00a0falsa rivoluzione.<br \/>\nNe sono sicuro: la grande mobilitazione dei mesi scorsi, coi suoi \u00ab<em>cort\u00e8ges de t\u00eate<\/em>\u00bb, le sue pratiche radicali, il suo riallineare il conflitto lungo la giusta faglia, ha\u00a0agito\u00a0contro il terrorismo molto pi\u00f9 di qualunque politica securitaria.<\/p>\n<p>In quel movimento sovversivo, Serge si \u00e8 buttato anima e corpo, ne ha scritto e continua a scriverne e trarne indicazioni. Un suo saggio apparir\u00e0 sul prossimo <em>Le Monde diplomatique<\/em>, in uno speciale sulle \u00ab<em>nouvelles radicalit\u00e9s<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_27079\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/fantomas.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27079\" class=\"wp-image-27079\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/fantomas.jpg\" width=\"650\" height=\"434\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27079\" class=\"wp-caption-text\">Nantes, 15 settembre 2016. \u00abCredevi che fosse Fantom\u00e0s, ma \u00e8 la lotta di class!\u00bb<\/p><\/div>\n<p>La giornata di ieri &#8211; con l&#8217;assassinio dell&#8217;ambasciatore russo in Turchia e la strage compiuta nel quartiere berlinese di Charlottenburg &#8211; fa presagire una nuova fase di intruppamento delle coscienze. Stavo preparando per <em>Giap<\/em>\u00a0questo nuovo speciale su <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>, e subito mi \u00e8 tornato in mente <em>La politica della paura<\/em>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo capitolo, Serge parla proprio della Val di Susa, e scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abTutti quelli che, durante due giorni o per\u00a0anni, hanno avuto l\u2019occasione di mescolarsi a questa lotta, hanno scoperto che esiste in quei luoghi quello che la post-sinistra, da tempo, ha rinunciato a trovare: una moltitudine di individui e di gruppi di ogni et\u00e0, dagli svariati ruoli sociali che, associandosi, ha definitivamente <em>vinto la paura<\/em>.<br \/>\nQuesta moltitudine, unita da un\u2019utopia concreta, in altri tempi, prima che il termine non fosse sfigurato dai regimi militaristi, fascisti, colonialisti o stalinisti, si poteva chiamare senza ambiguit\u00e0 <em>un popolo<\/em>. Nella Val di Susa, non solo si capisce, ma si pu\u00f2 <em>sentire<\/em> la possibilit\u00e0 di una associazione di uomini uguali e fraterni. Di fronte ai disastri planetari annunciati, \u00e8 da questo genere di magia che dovrebbero partire tutti coloro che si lanceranno nell\u2019avventura, molto antica e molto nuova, d\u2019immaginare, e di edificare immaginando, un mondo liberato\u00a0dalla dominazione e dallo sfruttamento.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Per capire cosa, in Val di Susa, abbia permesso di <em>vincere la paura<\/em>\u00a0e disinnescare ogni tentativo di imporre la politica della paura, ho lavorato pi\u00f9 di tre anni. Come Serge, penso\u00a0che lo sguardo a quanto\u00a0accade in valle possa aiutarci in molti frangenti.<\/p>\n<p>\u25a0 Dall&#8217;ultimo speciale su <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> sono successe tante cose, piccole e grandi, dentro e intorno al libro e alla lotta che il libro racconta.<br \/>\nAvvolto dal\u00a0silenzio dei media <em>mainstream<\/em> nazionali, o al massimo da resoconti frammentari e superficiali, il tribunale di Torino continua a macinare processi ai No Tav.<br \/>\nUno, relativo a una vicenda che fece scalpore, si \u00e8\u00a0concluso con due piene assoluzioni. Tutto \u00e8 bene quel che finisce bene? In parte s\u00ec. Peccato solo che gli assolti, in questi anni, siano stati coperti di merda a mezzo stampa ed esposti ai trattamenti pece-e-piume del <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/appunti-sul-social-fascismo-la-condivisione-delle-idee-senza-parole\/\">\u00abfascismo <em>social<\/em>\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>\u25a0 Nella primavera 2013, per iniziativa soprattutto del senatore del PD <strong>Stefano Esposito<\/strong>, era partita l&#8217;ennesima\u00a0campagna politico-mediatica sui No Tav \u00abnemici dei lavoratori del cantiere di Chiomonte\u00bb. Cantiere che, lo ricordiamo,\u00a0impiega\u00a0ben pochi operai ma moltissimi membri delle forze dell&#8217;ordine.<br \/>\nNel giugno di quell&#8217;anno, quattro No Tav subirono le perquisizioni delle loro case e il sequestro di alcuni loro beni. Erano accusati di un reato particolarmente infamante: lo stalking, art. 612 bis del codice penale. La presunta vittima era un operaio del cantiere, che in alcune interviste ai giornali aveva raccontato di minacce e pedinamenti. Il decreto di perquisizione, firmato dai PM <strong>Andrea Padalino<\/strong> e <strong>Antonio Rinaudo<\/strong>, diceva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abtutti gli episodi di cui [l&#8217;operaio] \u00e8 stato fatto oggetto sono da ricondurre ad un\u2019unitaria regia da individuare nell\u2019ambito di soggetti che si riconoscono nella lotta alla realizzazione della suddetta linea ferroviaria, in particolare in tutti quelli che si identificano nell\u2019ala violenta del movimento notav.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli accusati, per\u00f2, non avevano mai visto l&#8217;accusatore. Il movimento aveva parlato subito di una \u00abbufala\u00bb e di calunnia, nonch\u00e9\u00a0<a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/intervista-a-lele-rizzo-lo-stalker-del-tav\/\">denunciato l&#8217;uso politico di\u00a0un reato<\/a> introdotto nel codice penale\u00a0per impedire\u00a0la violenza maschile\u00a0sulle donne.<br \/>\nDopo un primo rinvio a giudizio per \u00abviolenza privata\u00bb, il reato era stato cambiato in \u00abminaccia aggravata\u00bb.<br \/>\nGioved\u00ec scorso, 15 dicembre, gli imputati sono stati assolti con formula piena. \u00abIl fatto non sussiste\u00bb. <a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/la-messa-in-scena-non-regge-per-la-vicenda-del-povero-operaio-tav-notav-assolti\/\">Come ha fatto notare notav.info<\/a>, la bufala non stava in piedi dall&#8217;inizio ma<\/p>\n<blockquote><p>\u00abci \u00e8 costata molto in termini di tempo e fastidio:<br \/>\n&#8211; 5 perquisizioni;<br \/>\n&#8211; sequestro di telefoni, tablet e computer;<br \/>\n&#8211; intercettazioni telefoniche personali;<br \/>\n&#8211; subire il <a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/perquisiti-4-notav-per-stalking\/\">reato infamante di stalking<\/a>;<br \/>\n&#8211; svariate udienze in tribunale;<br \/>\n&#8211; campagna mediatica;<br \/>\n&#8211; un <a href=\"http:\/\/www.mauriziolupi.it\/ministro-lupi-incontra-operaio-cantiere-tav-chiomonte\/#.WFMYD6LhDok\">ministro al cantiere a portare solidariet\u00e0<\/a>;<br \/>\n&#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/il-min-cancellieri-legittime-le-perquisizioni-ai-consulenti-notav\/\">un ministro scomodarsi in un questione time: &#8220;le perquisizioni sono legittime<\/a>&#8220;.<br \/>\n&#8211; la fatica dei giornalisti a copiare a incollare i comunicati della questura.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>\u25a0 Sulla scia\u00a0di <em><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/11\/nonunadimeno\/\">Non una di meno<\/a>\u00a0<\/em>e nei giorni di<em> <a href=\"https:\/\/nonunadimeno.wordpress.com\/2016\/12\/17\/non-una-di-meno-tutte-con-claudia\/\">Noi stiamo con Claudia <\/a>\u00a0<\/em>(nonch\u00e9 avendo menzionato\u00a0Esposito), gi\u00e0 che ci siamo ricordiamo un&#8217;altra storia, un&#8217;altra assoluzione.<\/p>\n<p>Il\u00a018 dicembre 2014\u00a0<a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/marta-assolta\/#.WFb7d1TCmaU.twitter\">\u00e8 stata assolta<\/a> <strong>Marta Camposano<\/strong>, protagonista suo malgrado di una storia che infiamm\u00f2 la tarda estate del 2013.<br \/>\nFermata in una notte di luglio dalle forze dell&#8217;ordine che presidiavano il cantiere, al suo rilascio Marta, il volto tumefatto, aveva riferito di pesanti molestie sessuali e di violenze fisiche e psicologiche. Dopo che una manganellata a freddo le aveva squarciato le labbra, una donna\u00a0in divisa le aveva detto: \u00abCon quella bocca adesso non la fai pi\u00f9 la puttana\u00bb. Agenti le avevano toccato il seno e i genitali. Immediatamente Esposito le aveva dato della bugiarda:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-27056\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Esposito_contro_Marta.jpg\" alt=\"\" width=\"461\" height=\"314\" \/><\/p>\n<p>Posizione che ribad\u00ec anche in alcune interviste.<br \/>\nMarta fece denuncia contro ignoti per le violenze subite, e querel\u00f2 Esposito per diffamazione. Part\u00ec anche una campagna di solidariet\u00e0 a livello nazionale: \u00abSe non con Marta, quando?\u00bb Dirigenti PD furono contestati in tutta Italia, ma nessuno di essi prese le distanze da Esposito. Marta\u00a0fu rinviata a giudizio per\u00a0\u00abresistenza e violenza a pubblico ufficiale aggravata\u00bb. Poi l&#8217;assoluzione, il primo punto fermo.<br \/>\nDue anni dopo, la\u00a0querela a Esposito per diffamazione ancora attende.<\/p>\n<p>\u25a0 Torniamo al presente.<br \/>\nUn altro processo ha prodotto\u00a0una condanna &#8220;di Pirro&#8221;, quella a <strong>Nicoletta Dosio<\/strong> per \u00abevasione\u00bb (ne parlo sotto).<br \/>\nInfine, un dibattimento si concluder\u00e0 a gennaio. Proprio ieri\u00a0il PM Rinaudo\u00a0ha <a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/la-crociata-della-procura-prende-di-mira-vattimo-e-i-notav\/\">chiesto dieci mesi\u00a0di reclusione per il filosofo <strong>Gianni Vattimo<\/strong><\/a>. Una richiesta sproporzionata, basata su\u00a0un\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fattoide\">fattoide<\/a> di nessuna importanza, per il quale non si sarebbe mai dovuta avviare la macchina di un processo penale.<br \/>\nLa vicenda, \u00a0a ben vedere, appare ancor pi\u00f9 grave di quella che ha riguardato <strong>Erri De Luca<\/strong>. Se De Luca aveva \u00abistigato al sabotaggio\u00bb, Vattimo ha soltanto detto che <strong>Luca Abb\u00e0<\/strong> e <strong>Nicoletta Dosio<\/strong> erano suoi consulenti. Cosa che, di fatto, erano e sono tuttora.<br \/>\nSolidariet\u00e0 a Vattimo, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>.<\/p>\n<p>Sono storie importanti, in <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>\u00a0ne ho raccontato genesi e sviluppi.\u00a0In particolare, il caso di Nicoletta \u00e8 rilevantissimo e potenzialmente <em>fondativo<\/em>. Ci vuole un surplus di riflessione. Prover\u00f2 a stimolarla\u00a0in questo speciale.<\/p>\n<div id=\"attachment_27054\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27054\" class=\"wp-image-27054\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-19-alle-20.15.49.png\" width=\"250\" height=\"245\" \/><p id=\"caption-attachment-27054\" class=\"wp-caption-text\">Il vicepresidente del PD torinese Raffaele Bianco. Foto presa dal suo profilo Instagram.<\/p><\/div>\n<p>\u25a0 Ma prima una notizia buffa.\u00a0Si \u00e8 scoperto che il vicepresidente del PD torinese <strong>Raffaele Bianco<\/strong> \u00e8 pagato dal\u00a0governo per <a href=\"http:\/\/www.autistici.org\/spintadalbass\/?p=8267\">monitorare il dibattito sul Tav e le attivit\u00e0 No Tav sui social network<\/a>.<\/p>\n<p>Si spiega forse cos\u00ec la regolare comparsata di Bianco &#8211; spesso nel ruolo di \u00abspalla\u00bb\u00a0di Esposito<strong>\u00a0<\/strong>&#8211; ogni volta che qualcuno mette in dubbio le magnifiche sorti del progetto, del \u00abcronoprogramma\u00bb, degli accordi, dei finanziamenti.<\/p>\n<p>Di Esposito e Bianco avevamo gi\u00e0 segnalato, alcune settimane fa, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/11\/speciale-wm1viaggionotav-maxiprocesso-e-altro\/\">le reazioni<\/a>\u00a0all&#8217;uscita di <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>. Sembra riconducibile a lui anche una\u00a0frecciata\u00a0moscia\u00a0sulla pagina Facebook \u00abTAV s\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27036\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Bianco_su_WM1ViaggioNoTav.jpg\" width=\"650\" height=\"685\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u25a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-27075\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Nicoletta_D.jpeg\" alt=\"Nicoletta Dosio\" width=\"293\" height=\"172\" \/>A quanto ne so, l&#8217;evasione dagli arresti domiciliari, praticata in pubblico e rivendicata come forma di\u00a0disobbedienza civile, non ha precedenti nella storia dei movimenti italiani.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per questo che la Procura e il Tribunale di Torino, dopo svariati mesi di campagna \u00abIo sto con chi resiste\u00bb, non sanno come comportarsi\u00a0e danno l&#8217;impressione di contemplare, attoniti, un clamoroso scacco matto.<\/p>\n<p>Intanto la &#8220;scacchista&#8221;, 71 anni, ex-insegnante di liceo in pensione, ha una vita sociale pi\u00f9 intensa che mai. Circondata di affetto e &#8220;scortata&#8221;\u00a0da solidali, partecipa a iniziative in valle e nel resto d&#8217;Italia, va a cortei e assemblee, ha anche introdotto la presentazione di <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> al Polivalente di Bussoleno.<\/p>\n<p>Di solito, se rifiuti gli arresti domiciliari, ti arrestano e ti portano in carcere. Ma nel caso di Nicoletta sarebbe un autogol. E cos\u00ec, \u00e8 stata pi\u00f9 volte fermata e portata in questura, e ogni volta la stessa scena: grattate di capo, conciliaboli tra funzionari, telefonate imbarazzate, infine&#8230; \u00abSignora, la riportiamo a casa\u00bb.<\/p>\n<p>Di recente, il procuratore capo <strong>Armando Spataro<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/il-procuratore-spataro-spiega-perche-nicoletta-e-ancora-libera-e-non-va-arrestata-documentazione\/\">ha tentato di tagliare il nodo con la spada<\/a>, richiedendo la revoca della misura cautelare.\u00a0Invito a leggere, alla pagina\u00a0appena linkata, le motivazioni di Spataro. La prima met\u00e0 dell&#8217;istanza consiste in una disamina dell&#8217;effetto boomerang delle misure cautelari richieste l&#8217;estate scorsa.<\/p>\n<p>Ma il\u00a0GIP <strong>Alessandra Pfiffner<\/strong> ha rigettato l&#8217;istanza. Spataro ha fatto appello contro la decisione. La nuova udienza si sta tenendo mentre scrivo. Quanto a Nicoletta, <a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/nicoletta-domattina-calzero-gli-scarponi-e-andro-in-clarea-non-in-tribunale\/\">si \u00e8 messa gli scarponi<\/a> e\u00a0sta passeggiando in Val Clarea.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> una <a href=\"https:\/\/twitter.com\/NicolettaDosio\">@NicolettaDosio<\/a> stamane ancora disubbidiente e sorridente in Clarea <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/notav?src=hash\">#notav<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/GL7mWogwRK\">pic.twitter.com\/GL7mWogwRK<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Davide Gastaldo (@davidegastaldo) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/davidegastaldo\/status\/811182246103252992\">20 dicembre 2016<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<\/div>\n<p>Nel frattempo, \u00e8 stata <a href=\"http:\/\/www.notav.info\/post\/nicoletta-condannata-a-8-mesi-per-evasione\/\">condannata per evasione a 8 mesi di reclusione<\/a>&#8230; ed \u00e8 stata rimandata a casa!<\/p>\n<p>Nicoletta Dosio e chi sostiene la sua \u00abevasione\u00bb stanno scrivendo una nuova pagina nella storia della disobbedienza civile in Italia.<br \/>\nEppure, di\u00a0questa partita importantissima che si gioca all&#8217;apice di 25 anni di lotta No Tav, i media nazionali non stanno raccontando nulla.<br \/>\nUn disinteresse che per certe testate non \u00e8 disinteressato: non dicono nulla perch\u00e9 quel che sta facendo Nicoletta &#8211; e il fatto che lo stia facendo lei &#8211; disattiva in partenza il frame dei \u00abviolenti\u00bb. Anzi, la\u00a0disobbedienza di Nicoletta \u00e8 talmente coerente con la tradizione di radicalit\u00e0 dei <em>veri<\/em> nonviolenti, da mettere in crisi i detrattori.<\/p>\n<div id=\"attachment_27095\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/capitini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27095\" class=\"size-full wp-image-27095\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/capitini.jpg\" alt=\"Aldo Capitini\" width=\"300\" height=\"296\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-27095\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Capitini<\/p><\/div>\n<p>I detrattori dei No Tav\u00a0&#8211;\u00a0e in genere dei movimenti &#8211; hanno sempre usato un concetto astratto e neutralizzato di \u00abnonviolenza\u00bb come arma di ricatto morale.<br \/>\nLa\u00a0\u00abnonviolenza\u00bb predicata dagli espositi e dai ferrentini ha poco a che vedere con la nonviolenza, che ha una storia sconosciuta a chi usa il vocabolo come feticcio\u00a0e nulla pi\u00f9.<\/p>\n<p>A riprova di ci\u00f2,\u00a0si sono\u00a0spesso etichettate come &#8220;violente&#8221; pratiche che vengono direttamente dal repertorio nonviolento: gli <em>escraches<\/em> davanti agli alberghi che ospitano le forze dell&#8217;ordine\u00a0in valle sono descritti da <strong>Gene Sharp<\/strong> nel suo monumentale <em>Politica dell&#8217;azione nonviolenta <\/em>(1985); i sabotaggi che hanno fatto gridare al \u00abterrorismo\u00bb sono inclusi nell&#8217;arsenale nonviolento\u00a0da <strong>Aldo Capitini<\/strong> in persona, nel suo <em>Le tecniche della nonviolenza<\/em> (1967).<\/p>\n<p>\u00c8 singolare che\u00a0sul caso di Nicoletta, un&#8217;ultrasettantenne\u00a0che disobbedisce col sorriso, persino Esposito, che ha chiesto la galera per i No Tav molte volte\u00a0riguardo a ogni sorta di comportamenti, abbia\u00a0taciuto e continui a tacere. Come mai\u00a0non invoca il carcere per Nicoletta, che <em>tecnicamente<\/em> se lo merita?<\/p>\n<p>Quel che sta avvenendo in valle, se raccontato davvero, manderebbe in pezzi il racconto mainstream sulla lotta No Tav.<br \/>\nPerci\u00f2 si fa di tutto per mettere la &#8220;sordina&#8221; a questa storia.<br \/>\nNostro dovere \u00e8 farla conoscere, e risuonare forte.<\/p>\n<p>\u25a0 <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/12\/la-sconfitta-di-renzi-le-vittorie-notav-e-una-reticensione-di-gian-carlo-caselli-wm1viaggionotav\/\">Nello scorso speciale su <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em><\/a>, abbiamo riportato la recensione apparsa su \u00abIl Fatto Quotidiano\u00bb del 4 dicembre a firma del meteorologo e clmatologo <strong>Luca\u00a0Mercalli<\/strong>. Si trattava per\u00f2 di una versione ridotta, risultato di tagli redazionali. Luca ci ha mandato la versione integrale, che merita di essere letta. Eccola. Il titolo \u00e8 nostro.<\/p>\n<div id=\"attachment_27119\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27119\" class=\"wp-image-27119 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/mercalli-1.jpg\" alt=\"Luca Mercalli\" width=\"300\" height=\"295\" \/><p id=\"caption-attachment-27119\" class=\"wp-caption-text\">Luca Mercalli<\/p><\/div>\n<h4 class=\"p1\"><strong>Come fanno a dormire i s\u00ec Tav?<\/strong><\/h4>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Non \u00e8 affatto breve il viaggio che promette questo libro, sia perch\u00e9 si tratta di un volume di oltre 600 pagine, note escluse, sia perch\u00e9 analizza 25 anni di frustrazione di una comunit\u00e0 che non \u00e8 soltanto della Val di Susa ma del mondo: quella vessata dalle grandi opere inutili e dannose. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Wu Ming 1 mi ha dedicato una copia definendola una \u00abricognizione\u00bb, e a questo corrisponde questa narrazione di fatti tutti veri, tutti documentati. E&#8217; una lunga cronaca che emerge inattesa da un territorio alpino fino a vent&#8217;anni fa conosciuto a stento per gli sport invernali dell&#8217;alta valle, Sestriere, Bardonecchia, zone peraltro non interessate dal progetto di Nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione (il TAV, per chi \u00e8 del posto, \u00e8 giustamente al maschile, e non la TAV come la chiama il resto del Paese). Qui affiora invece la sezione medio bassa della Val di Susa, quella che si apre su Torino, misto di natura meravigliosa ad alta quota, abbandono delle borgate montane, industrializzazione e villettizzazione del fondovalle, pendolarismo, spaesamento culturale, lotte operaie e battaglie partigiane, pervasive infrastrutture di trasporto (un \u00abcorridoio\u00bb, come viene spregiativamente definito dai teorici dei traffici), grandi appetiti facinorosi e piccole meschinit\u00e0. Un bel crogiolo sociale che ha creato ibridazioni sorprendenti, da tempo latenti, poi esplose con l&#8217;imposizione da parte del potere economico torinese, a partire dal 1991, di un progettone-panettone che gi\u00e0 allora appariva cos\u00ec indispensabile e strategico che non \u00e8 ancora fatto e tutti vivono bene lo stesso. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Wu Ming dalla piatta Bologna ha esplorato per tre anni boschi martoriati dai reticolati bellici, cantieri difesi da militari armati, e pres\u00ecdi di resistenza civile bollati della peggior etichetta terroristica. Riassumere i dettagli in poco spazio non \u00e8 possibile, quindi sintetizzo due cose. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La prima, semplicemente di metodo: come residente di valle, come componente del gruppo di tecnici<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>contro il Tav Torino Lione, come militante NoTav dal 1998, confermo che dati e e fonti sono affidabili e verificate. Una vera ricognizione! <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La seconda: la lettura mi lascia soprattutto il senso di una storia di uomini e donne, persone \u201cnormali\u201d, pensionati, professionisti, docenti, amministratori, studenti. Cittadini, insomma, che di fronte all&#8217;ennesimo assalto alla terra (non solo alla loro piccola terra, questo sarebbe Nimby, ma alla Terra in generale, perch\u00e9 hanno studiato e capito che questo modello di sviluppo \u00e8 insostenibile), si sono uniti, hanno tirato fuori coraggio, hanno rischiato sulla propria pelle e pagato un prezzo repressivo e giudiziario sproporzionato. Non hanno ancora sconfitto \u201cl&#8217;Entit\u00e0\u201d, la mostruosa megamacchina che promette magnifiche sorti e progressive che ormai fanno sorridere anche gli ingegneri, ma hanno acceso una fiaccola di consapevolezza ben pi\u00f9 importante di quella effimera torcia olimpica transitata <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>vigliaccamente per la valle nel 2006 (dettagli nel libro). <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il racconto colpisce per l&#8217;intollerabile sospensione della democrazia che si vive in questa contrada: pestaggi, arresti, processi, pene<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>esemplari che non sono applicate in altri contesti ben pi\u00f9 bisognosi di giudizi severi. E pure giornalisti che tramano per depistare le indagini con figuracce esemplari. Molte gaffes della milizia fanno sorridere: imputati identificati sommariamente che al momento di una baruffa, di un blocco stradale erano altrove e hanno potuto dimostrarlo con un biglietto aereo! Molti altri che invece sono finiti nell&#8217;ingranaggio trituratore della \u201cfuria giudiziaria\u201d anche per una sola parola, il caso di <strong>Erri De Luca<\/strong> su tutti, o del carabiniere pecorella, trascurabile rumore di fondo della storia che non avrebbe dovuto passare alla storia. Invece Wu Ming alla fine chiarisce il vero nocciolo della questione, che \u00e8 in parte un grande affare di poteri tecno-cementizi sui quali si insinua l&#8217;ombra della truffa, come dimostrato dai meno risonanti processi a ditte locali pro-Tav in odore di malavita, dall&#8217;altro \u00e8 la sfida dello Stato ai cittadini: lo stesso procuratore <strong>Marcello Maddalena<\/strong> ha dichiarato che \u00abrealizzare la Torino-Lione, giusta o sbagliata, utile o inutile che fosse, era per lo Stato una questione di principio\u00bb. E il<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em>deus ex machina<\/em> <strong>Mario Virano<\/strong> concede da parte di Telt, la societ\u00e0 costruttrice, il \u201criconoscimento del dissenso e della piena legittimit\u00e0 purch\u00e9 espresso nella legalit\u00e0\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ecco qui la chiave di volta di 25 anni di protesta: chi costruisce la superferrovia d\u00e0 per scontato che le sue ragioni siano inattaccabili, e dice alla gente, protestate<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pure, ma io vado avanti lo stesso perch\u00e9 lo Stato mi autorizza. I cittadini protestano ma non ottengono l&#8217;analisi seria e imparziale dei dati tecnico-scientifici che da pi\u00f9 parti sconfessano i criteri di utilit\u00e0 e redditivit\u00e0 della grande opera e la loro frustrazione \u00e8 pi\u00f9 che comprensibile. La giustizia assume che l&#8217;opera possa anche essere sbagliata o inutile, ma indaga solo sui lanci di pietre, mai su quel punto, che \u00e8 invece quello fondamentale per una saggia gestione del patrimonio territoriale e finanziario dello Stato. Se lo facesse, i numeri parlerebbero chiaro e tutto il castello cadrebbe, la lotta terminerebbe con il trionfo della razionalit\u00e0 e del buon senso, ovvero l&#8217;impiego ottimale della linea storica sottoutilizzata e la visione di un nuovo paradigma economico non basato sulla crescita continua dei consumi e dei transiti ma sul loro contenimento, come auspica la stessa Unione Europea con l&#8217;introduzione dell&#8217;economia circolare. Questo sarebbe un bel favore della giustizia allo Stato, la vera questione di principio, non la sconfitta dei cittadini avveduti che per disobbedienza civile talora hanno scagliato pietre e fuochi d&#8217;artificio contro i lacrimogeni. Per frustrazione. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Mi chiedo come fanno a dormire gli uomini S\u00ecTav, difesi s\u00ec dalle truppe militari e dai tribunali, ma sotto l&#8217;influsso pernicioso del disprezzo di decine di migliaia di persone, che vogliono solo veder trionfare la verit\u00e0 e un progetto di sviluppo del territorio pi\u00f9 sobrio e proficuo del gigantismo penetrativo celodurista della <em>Tunnel Boring Machine<\/em>. La fresa lunga 255 metri, pesante 380 tonnellate, dotata di 47 lame rotanti che ingoiano 2,2 Megawatt \u00e8 stata chiamata \u00abGea\u00bb senza conoscere la mitologia di questa dea primordiale e tenebrosa delle potenze terrestri. Porta male. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Ho letto questo libro su treni regionali, in particolare da Bergamo a Mantova mentre un guasto a Cremona provocava lunghi ritardi. Mentre le pagine di Wu Ming favoleggiavano di supertunnel alpini che porteranno lavoro e progresso, sui cessi murati della piccola stazione semiabbandonata di Castellucchio, che nel 1874 erano per\u00f2 aperti, leggevo una squallida scritta di un writer, una citazione forse di Gandhi: \u00abFino a quando il potere dell&#8217;amore non superer\u00e0 l&#8217;amore per il potere il mondo non conoscer\u00e0 pace\u00bb. I valsusini tentano di costruire un nuovo amore per questa terra martoriata, a cominciare da quella sotto i loro piedi. La ricognizione di Wu Ming 1 consegna alla storia questo tentativo di sconfiggere \u201cl&#8217;Entit\u00e0\u201d che non sappiamo se avr\u00e0 successo.<\/span><\/p>\n<p>\u25a0 <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> \u00e8 stato recensito\u00a0su \u00abL&#8217;Espresso\u00bb di domenica 11 dicembre dal giornalista investigativo <strong>Giovanni Tizian<\/strong>, tra i\u00a0pi\u00f9 grandi esperti italiani di mafie e degli effetti corruttivi delle <em>grandi opere<\/em>.\u00a0Riproponiamo qui le sue parole.<\/p>\n<div id=\"attachment_27062\" style=\"width: 484px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27062\" class=\"size-full wp-image-27062\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Tizian.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"270\" \/><p id=\"caption-attachment-27062\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Tizian<\/p><\/div>\n<h4><strong>Entit\u00e0 nemica<\/strong><\/h4>\n<p><strong>In un monumentale reportage 25 anni di battaglie No Tav<\/strong><\/p>\n<p>Una storia che parte da lontano. Che intreccia tessuti di lotta partigiana e frammenti di battaglie civili del passato alla resistenza No Tav di oggi, sempre sui monti, sempre con le &#8220;scarpe rotte&#8221;, contro l&#8217;\u00abEntit\u00e0\u00bb che vuole imporre la grande opera per antonomasia. <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> (Einaudi Stile Libero) accompagna il lettore attraverso 25 anni di battaglie contro il Tav in Val di Susa. Lotta di una comunit\u00e0 in cui la sua stessa storia \u00e8 il primo ingrediente della resistenza alle occupazioni militari. Tra i sentieri che conducono al presidio della Val Clarea &#8211; dove c&#8217;\u00e8 il cantiere ipermilitarizzato di Chiomonte, a pochi chilometri da Susa &#8211; i grandi vecchi hanno combattuto i nazifascisti. Oggi, ci sono le barricate dei figli e dei nipoti contro la talpa meccanica che sta divorando il Moncenisio. Da questo libro una cosa \u00e8 certa, piaccia o meno, l&#8217;anima del movimento emerge senza filtri. Un movimento \u00abdel quale si erano azzardate molte letture, indovinandone quasi nessuna\u00bb. La critica \u00e8 rivolta ai media, appiattiti sui bollettini di &#8220;guerra&#8221; diffusi da procura e forze dell&#8217;ordine. Un romanzo-reportage quello di Wu Ming 1, che parte dalla lotta partigiana ma si snoda lungo decine di altre battaglie. Come le manifestazioni pacifiste contro gli &#8220;Euromissili&#8221; di Comiso, alle quali hanno preso parte molti esponenti oggi contro la nuova &#8220;Entit\u00e0&#8221;. Tutto sommato non cos\u00ec diversa dalle precedenti.<\/p>\n<p>\u25a0 Su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.labalenabianca.com\/2016\/12\/19\/otto-libri-per-natale-i-consigli-della-balena\/\">La Balena Bianca<\/a>, rivista di cultura militante,\u00a0<strong>Alessandra Scotto di Santolo <\/strong>consiglia <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> come regalo di Natale:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-27126\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Scotto_di_Santolo.jpg\" alt=\"Alessandra Scotto di Santolo\" width=\"200\" height=\"200\" \/>Se del movimento No Tav conoscete solo quello che negli ultimi venticinque\u00a0anni avete letto sui quotidiani e sentito al telegiornale, leggere l\u2019ultima inchiesta di Wu Ming 1 vi mostrer\u00e0 il vero mondo della lotta valsusina. Raccogliendo tre anni di interviste, programmi radio, discorsi, ritagli di giornale, volantini che invitano a partecipare alla lotta e a donare fondi per l\u2019acquisto del primo camper contro le trivellazioni, Wu Ming 1 trasforma un controverso argomento di cronaca in parere schierato e al contempo \u201coggettivo\u201d, grazie a un linguaggio versatile e pluralistilistico che supera ogni aspettativa. E se alla fine del libro pensate ancora di unirvi alla schiera nemica, leggerlo vi avr\u00e0 se non altro regalato un senso di comunit\u00e0 e di partecipazione senza pari. <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em> e che non \u00e8 ancora terminato. [<strong>ASdS<\/strong>]<\/p>\n<p>\u25a0 S<span class=\"s1\">ul numero di dicembre di <i>Jaromil<\/i>, periodico redatto da un gruppo di studentesse e studenti (attuali ed ex) dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia, l&#8217;avvocato <strong>Luca Casarotti<\/strong> &#8211; lettore di prova e\u00a0consulente legale durante\u00a0la stesura &#8211; ha raccontato il \u00abmaking of\u00bb del libro come l&#8217;ha vissuto dalla sua particolare posizione.<\/span><\/p>\n<h4><strong>Una nuova idea di concorso<\/strong><\/h4>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-26112\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/WM1ViaggioNoTav_featured.png\" alt=\"Un viaggio che non promettiamo breve\" width=\"300\" height=\"328\" \/>Ammesso che l\u2019imparzialit\u00e0 esista, devo subito confessare che in questa mia recensione \u00e8 assente. Il motivo \u00e8 presto detto: nei ringraziamenti alla fine del volume che ne \u00e8 l\u2019oggetto, l\u2019autore mi dichiara suo complice, per aver \u00abletto e riletto il testo con l\u2019occhio del giurista, correggendo errori e suggerendo le migliori formulazioni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Da giugno a settembre dell\u2019anno che si sta per concludere, ho fatto da lettore di prova dell\u2019ultimo libro di Wu Ming 1, <i>Un viaggio che non promettiamo breve. Venticinque anni di lotte No Tav<\/i>, uscito per Einaudi Stile Libero Big lo scorso 31 ottobre. Ricevevo le porzioni del testo che WM1 andava man mano scrivendo e ne saggiavo la tenuta dal punto di vista giuridico. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La storia narrata dal libro interessa il diritto per tanti motivi. Anzitutto perch\u00e9 vi compaiono persone reali, con nomi e cognomi e ruoli di primo piano nella vicenda delle tratte ferroviarie ad alta velocit\u00e0 in Italia, e in quella di chi ad esse si oppone: sindaci e assessori, presidenti di regione e consiglieri, primi ministri e titolari di dicasteri, giudici e pubblici ministeri. L\u2019operato di ciascuno \u00e8 analizzato e passato al vaglio della critica. Ho gi\u00e0 scritto, anche su queste pagine, che la storia giudiziaria remota e recente non solo italiana conosce un uso politico del reato di diffamazione, il cui nome viene spesso agitato da chi ha pi\u00f9 potere del suo contraddittore per ridurre quest\u2019ultimo al silenzio,nel timore di condanne penali e risarcimenti troppo onerosi. Detto per inciso, io ritengo che il reato di diffamazione non debba essere abolito: la libert\u00e0 di manifestazione del pensiero ha dei limiti, intesi a tutelare chi \u00e8 in posizione di debolezza, non di forza. Ma il forte ha molti pi\u00f9 strumenti e modi del debole per diffamare, distruggere reputazioni, sconvolgere vite. Il problema dell\u2019uso politico della diffamazione non si argina togliendo tutele, ma svelando il meccanismo ricattatorio che vi sta alla base, affinando continuamente l\u2019esercizio del pensiero critico ed il linguaggio con cui lo si esprime.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Nel libro compaiono i potenti, dicevo: e non si fanno loro sconti. Bisognava che i giudizi fossero inattaccabili fattualmente e giuridicamente, e si presentassero come una parete liscia a chi vi avesse cercato l\u2019appiglio comodo della querela. L\u2019occhio (nel mio caso l\u2019orecchio, dal momento che a leggermi i libri \u00e8 la voce di un computer) d\u2019una persona che avesse qualche conoscenza del diritto serviva a questo. E serviva d\u2019aiuto a raccontare con precisione la mole di provvedimenti giudiziari di varia natura accumulatisi in venticinque anni di vita del movimento no tav: un movimento principalmente, ma non esclusivamente valsusino. Vanno letti, quei provvedimenti, ne vanno confrontate le motivazioni. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il 6 dicembre 2005 le forze dell\u2019ordine sgomberarono un presidio No Tav a Venaus: ci furono cariche, una trentina di presidianti riport\u00f2 ferite , vennero sporte denunce. Nel 2009, archiviando la notizia di reato, perch\u00e9 \u00abnon sono identificabili [gli agenti] che hanno individualmente inferto le lesioni ai danni dei manifestanti\u00bb, il GIP torinese scrive: \u00ab\u00c8 radicalmente non credibile che nessuno dei funzionari dichiaranti, tutti presenti sul terreno, abbia visto alcuno dei molti episodi lesivi certamente posti in essere da parte degli appartenenti alle forze dell\u2019ordine intervenuti\u00bb. Sono stati commessi &#8211; prosegue la motivazione &#8211; \u00abatti di violenza ingiustificata da parte di pubblici ufficiali nei confronti di pacifici cittadini\u00bb, costituenti \u00abreati di lesioni personali volontarie (talora concorrenti con il delitto di violenza privata)\u00bb: atti che denotano \u00abuno scarso livello di professionalit\u00e0, tecnica e\/o sotto il profilo della cultura democratica, del personale operante\u00bb. Il decreto d\u2019archiviazione d\u00e0 anche atto di \u00abuna non isolata percezione da parte degli osservatori di uno stato di alterazione psico-emotiva che non appare spiegabile in termini di naturale perturbamento durante un\u2019azione pur certamente impegnativa, in molti tra gli agenti operanti\u00bb: \u00absguardi alienati\u00bb \u00a0<\/span><span class=\"s1\">e \u00abnon pienamente coscienti\u00bb, \u00abocchi arrossati\u00bb, gli agenti sembravano \u00absotto l\u2019effetto di qualche sostanza\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Altro provvedimento, altro GIP dell\u2019ufficio torinese, anno 2012. Questa volta si tratta di un\u2019ordinanza di custodia cautelare. Gli indagati sono quarantuno manifestanti no tav, e l\u2019addebito \u00e8 di concorso in lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La sussistenza del concorso viene motivata cos\u00ec:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">\u00abLa riconducibilit\u00e0 dei fatti di lesione agli indagati \u00e8 certa: la partecipazione a simili, imponenti e violenti scontri implica necessariamente, e dimostra l\u2019esistenza, a monte, di una preventiva accettazione di sviluppi ed effetti lesivi dell\u2019altrui integrit\u00e0 fisica, quale conseguenza non solo altamente probabile ma, addirittura, pressoch\u00e9 inevitabile, della manifestazione stessa [\u2026]. Tanto premesso, \u00e8 superflua l\u2019individuazione dell\u2019oggetto specifico che ha raggiunto ogni singolo appartenente alle forze dell\u2019ordine rimasto ferito, come lo \u00e8 l\u2019individuazione del manifestante che l\u2019ha lanciato.\u00bb<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">I legali degli attivisti No Tav indagati e poi imputati hanno parlato in proposito di \u00abresponsabilit\u00e0 di contesto\u00bb e di \u00abuna nuova idea di concorso\u00bb. Sul tema, l\u2019Associazione Giuristi Democratici ha organizzato un convegno intitolato \u00abConflitto sociale, ordine pubblico, giurisdizione: il caso Tav e il concorso di persone nel reato\u00bb, che si \u00e8 tenuto a Torino il 2 dicembre 2013, e di cui l\u2019editore Giappichelli ha pubblicato gli atti l\u2019anno successivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Ma il diritto \u00e8 solo uno dei molti saperi tecnici che il movimento no tav ha imparato a padroneggiare. <i>Un viaggio che non promettiamo breve <\/i>racconta questa capacit\u00e0 e questa necessit\u00e0 di costante autoformazione degli attivisti: ingegneri, geologi, chimici, fisici, archeologi, meteorologi, sociologi, politologi, storici hanno messo le loro conoscenze a disposizione dei No Tav, scrivendo libri e tenendo conferenze nei luoghi interessati dal progetto di grande opera, facendo insomma militanza culturale. E gli attivisti si sono impadroniti di questi saperi, con il tempo e la pratica sono diventati esperti a loro volta, hanno segnalato le aporie strutturali del progetto, realizzando veri e propri studi di infattibilit\u00e0 dell\u2019opera. Alla faccia di chi dice, e lo si dice sovente nelle cronache sbrigative o interessate (interessate alla realizzazione della tratta AV, s\u2019intende), che i no tav sono \u00abquattro montagnini ignoranti\u00bb. Alla base di tutto, poi, c\u2019\u00e8 il sapere dei ferrovieri, che \u00e8 inscritto nel dna di tantissime famiglie valsusine: una delle tesi del libro<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00e8 infatti che il movimento No Tav sia \u00abil movimento operaio a cielo aperto\u00bb. Questo sapere multiforme e diffuso \u00e8 uno dei fattori che lo ha reso cos\u00ec forte e duraturo, insieme alla sua coesione interna, alla solidariet\u00e0 che attrae da altre parti d\u2019Italia e del mondo: come nel caso dei Mapuche, che in Patagonia si oppongono da decenni alla realizzazione, da parte dell\u2019Enel, di cinque dighe ed un gigantesco elettrodotto in luoghi protetti d\u2019interesse naturalistico e paesaggistico.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Ho accennato al fatto di aver ricevuto <i>Un viaggio che non promettiamo breve <\/i>a tranches, mano a mano che veniva scritto. A stesura in corso, quasi quotidianamente accadeva qualcosa in Valsusa e in altri luoghi interessati da progetti di tratte ferroviarie AV. Il libro di conseguenza si riplasmava. Procedere per tranches era inevitabile. Intanto sui tronconi gi\u00e0 scritti arrivavano i <i>feedback di chi come me faceva da lettore di prova. <\/i>E allora ecco che ciascuno di loro nel troncone successivo diventava un personaggio del libro, che interloquisce con l\u2019autore e porta nel testo la sua riflessione. E come il movimento no tav cresce su di un sapere multiforme, cos\u00ec il romanzo che ne racconta la biografia chiedeva d\u2019essere verificato ad una pluralit\u00e0 di sguardi. scrittori, editor, giornalisti, escursionisti, musicisti, cantastorie, illusionisti\u2026 Come me altre persone (da ciascuno secondo le proprie capacit\u00e0, a ciascuno secondo i propri bisogni) hanno contribuito a quest\u2019operazione peculiare di stesura partecipata. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Non \u00e8 per gusto del retroscena che scrivo del <i>making of<\/i>, ma perch\u00e9 da questa tecnica dipende il risultato, letterario e politico, che Wu Ming 1 ha conseguito: \u201cla nuova via al <i>feuilleton\u201d, <\/i>l\u2019ha definita lui stesso poco dopo la pubblicazione del libro. Qui, io credo, WM1 va oltre il gesto dell\u2019autore che racconta il testo nel suo farsi, mettendo il lettore a parte degli interrogativi che si pone, delle difficolt\u00e0 che incontra e delle soluzioni che adotta. Qui c\u2019\u00e8 un testo che si alimenta del suo stesso processo genetico, si nutre degli stimoli che provengono dai lettori e reagisce a questi come materia malleabile: ma lo fa a stesura in corso, non a processo terminato. Questo <i>modus operandi <\/i>\u00e8 stato messo a punto e affinato nel tempo su <i>Giap<\/i>, il blog di Wu Ming: attorno ai temi del revisionismo storico, delle forme vecchie e nuove di fascismo, persino dell\u2019escursionismo in montagna come pratica politica (Wu Ming 1 se n\u2019era occupato nel suo precedente libro <i>Point Lenana<\/i>, scritto con <strong>Roberto Santachiara<\/strong>), alcuni commentatori del blog, insieme agli stessi scrittori, hanno formato gruppi di lavoro, studio e inchiesta. Giap ospita sovente testi redatti collettivamente da questi gruppi: che hanno nomi come <a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/\"><strong>Alpinismo Molotov<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/BourbakiNicoletta\/?fref=nf\"><strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong><\/a> (in omaggio al collettivo di matematici francesi <i>Nicolas Bourbaki<\/i>), e che sono stati l\u2019incubatore di questo modo di fare letteratura: si pu\u00f2 dire, con <strong>Jacques Ranci\u00e8re<\/strong>, di questa <i>politica della letteratura<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\">\u25a0 Luca Casarotti, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/11\/ecceita-1913-2013-siamo-tutti-centanni-di-recherche-con-musiche-di-luca-casarotti\/\">come sa chi frequenta <em>Giap<\/em><\/a>, \u00e8 anche un pianista e compositore di formazione jazz. Lo scorso 16 dicembre, al Barrio Campagnola di Bergamo, abbiamo fatto la &#8220;prova aperta&#8221; di un nuovo progetto di reading\/concerto voce e piano, tratto da <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>. Si chiama <em>Cinque volte Turi Vaccaro<\/em>. Prossimamente, un post dedicato (nel filone di quello gi\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/11\/omnia-sunt-communia\/\">dedicato all&#8217;altro progetto, <em>Omnia Sunt Communia<\/em><\/a>, con <strong>Lello Voce<\/strong> e <strong>Frank Nemola<\/strong>).<\/p>\n<div id=\"attachment_27114\" style=\"width: 644px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27114\" class=\"size-full wp-image-27114\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/bhutanclan.jpg\" alt=\"\" width=\"634\" height=\"376\" \/><p id=\"caption-attachment-27114\" class=\"wp-caption-text\">Bhutan Clan<\/p><\/div>\n<p class=\"p3\">\u25a0 Un altro reading\/concerto, sempre tratto da <em>Un viaggio che non promettiamo breve<\/em>, \u00e8 quello che mi vede (mi sente) collaborare con\u00a0il\u00a0<strong>Bhutan Clan<\/strong>, la <em>resident band<\/em> del \u00abcollettivo di collettivi\u00bb <strong>Resistenze in Cirenaica<\/strong>. \u00c8 andato in scena per la prima volta, in una versione compact e tiratissima, l&#8217;11 novembre scorso, al Vag61 di Bologna. Tra i reading\u00a0menzionati in questo speciale, \u00e8\u00a0senz&#8217;altro quello\u00a0dalle sonorit\u00e0 pi\u00f9 dure: industrial, noise, metal, ma con strani influssi hillbilly e &#8220;hawaiiani&#8221;. Qui sotto,\u00a0la registrazione dell&#8217;evento, ascoltabile in streaming o scaricabile. Dura 38 minuti.<\/p>\n<p><strong>Wu Ming 1 &amp;\u00a0Bhutan Clan &#8211; Live al Vag61<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/WM1_Bhutan_Clan_live_at_Vag61_11112016.mp3\">Audio reading Vag61<\/a><\/p>\n<p>Mentre eravamo al Vag, a un\u00a0isolato di distanza anonimi hanno deturpato per la seconda volta un murale dedicato a <strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/10\/le-guerre-sbagliate-dellitalia-la-guerra-giusta-di-un-italiano\/\">Ilio Barontini<\/a><\/strong>, il comandante partigiano che d\u00e0 il nome a quella via.\u00a0Se la prima volta ci avevano versato sopra un barattolo di vernice grigia, la sera dell&#8217;11 novembre ci hanno scritto sopra \u00abSI TAV\u00bb. In seguito, l&#8217;opera \u00e8 stata sfregiata\u00a0coprendo con ghirigori le facce dei guerriglieri etiopi che accompagnano\u00a0il comandante \u00abPaulus\u00bb.<br \/>\nOgni volta, il murale \u00e8 stato prontamente restaurato dai suoi giovani realizzatori.<br \/>\nDue giorni fa il quarto attacco, e di nuovo la scritta \u00abSI TAV\u00bb.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\">S\u00ecTav e fascisti. Alla Cirenaica deturpato per la quarta volta il murale dedicato al partigiano e internazionalista Ilio Barontini. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Bologna?src=hash\">#Bologna<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/TCCG7v3CWN\">pic.twitter.com\/TCCG7v3CWN<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/810524291183898625\">18 dicembre 2016<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il dipinto torner\u00e0 com&#8217;era. Chi la dura la vince. I No Tav sono ancora qui dopo oltre venticinque anni, figuriamoci se qualcuno si fa scoraggiare da un coglionazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Grazie dell&#8217;attenzione, e al prossimo speciale.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"a cura di Wu Ming 1 \u00abFuori dagli Stati maggiori dei partiti come dai cervelli dei Clausewitz radicali, pu\u00f2 nascere una nuova intelligenza sociale, attraverso l&#8217;elaborazione spontanea e brancolante di una strategia sovversiva che eviti le vecchie trappole [&#8230;] Se la sovversione aggira, &#8220;passa sotto&#8221; la violenza dello stato, non \u00e8 soltanto per necessit\u00e0 tattica. 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