{"id":24814,"date":"2016-04-29T10:00:27","date_gmt":"2016-04-29T08:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24814"},"modified":"2016-05-04T20:15:54","modified_gmt":"2016-05-04T18:15:54","slug":"chi-racconta-agli-studenti-che-le-foibe-sono-come-la-shoah-cinque-domande-al-presidente-della-regione-toscana-enrico-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/04\/chi-racconta-agli-studenti-che-le-foibe-sono-come-la-shoah-cinque-domande-al-presidente-della-regione-toscana-enrico-rossi\/","title":{"rendered":"Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 5 domande al presidente della Toscana Enrico Rossi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_24825\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24825\" class=\"wp-image-24825 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/96-giorgia-meloni-giovanni-donzelli-paolo-marcheschi-1.jpg\" alt=\"Accanto a Giorgia Meloni, con gli occhiali neri, Giovanni Donzelli, consigliere di Fratelli d'Italia al Consiglio Regionale Toscano.\" width=\"650\" height=\"520\" \/><p id=\"caption-attachment-24825\" class=\"wp-caption-text\">Il tizio\u00a0con gli occhiali neri accanto a Giorgia Meloni \u00e8 <strong>Giovanni Donzelli<\/strong>, rappresentante\u00a0di Fratelli d&#8217;Italia al Consiglio Regionale Toscano. Questa storia comincia da una sua brillante pensata.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> (*)<\/p>\n<p>Il 10 febbraio 2016 il consigliere <strong>Giovanni Donzelli<\/strong>, eletto tra le fila di \u00abFratelli d\u2019Italia\u00bb, ha presentato presso il Consiglio Regionale toscano <a href=\"http:\/\/www.consiglio.regione.toscana.it\/upload\/crt\/fascicolo\/moz221.pdf\">una mozione<\/a> in cui si affermava:<\/p>\n<p><em>\u00abNell\u2019ambito delle iniziative del Giorno della Memoria, dedicato al ricordo delle vittime dello sterminio nazista, la Regione Toscana promuove la partecipazione al \u201cTreno della Memoria\u201d, un viaggio di studio di cinque giorni ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau;<\/em><br \/>\n<em> La Regione Toscana non risulta promuovere attivit\u00e0 similari anche per il ricordo delle vittime degli esuli istriani, fiumani e dalmati;<!--more-->La foiba di Basovizza \u00e8 un inghiottitoio che si trova in localit\u00e0 Basovizza, nel comune di Trieste, nella zona nord-est dell\u2019altopiano del Carso dove furono gettati numerosi italiani trucidati dai partigiani jugoslavi, e che nel 1992 il presidente delle Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro ha dichiarato monumento nazionale;<\/em><br \/>\n<em> Risulta importante superare storiche contrapposizioni che ancora oggi non permettono una responsabile presa d\u2019atto della storia e impediscono la creazione di una memoria nazionale comune e condivisa;<\/em><br \/>\n<em> Tutto ci\u00f2 premesso,<\/em><br \/>\n<em> SI IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE<\/em><br \/>\n<em> Promuovere l\u2019inserimento del Monumento Nazionale e della Foiba di Basovizza all\u2019interno dell\u2019itinerario del Treno della Memoria per la motivazione sopra riportata;<\/em><br \/>\n<em> Rinominare l\u2019iniziativa \u201cTreno della Memoria\u201d in \u201cTreno della Memoria e del Ricordo\u201d\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Treno della Memoria <em>e<\/em> del Ricordo. Foibe e Shoah sullo stesso piano. Che titolazione deliziosamente bipartisan, che ardita vetta del post-ideologico, che dolce naufragio nel quieto mare della \u00abmemoria nazionale comune e condivisa\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la memoria\u2026 \u00e8 cos\u00ec comodo parlare di memoria. Le memorie sono labili, variabili; sono tutte egualmente basate su filtri, rimozioni, sentimenti, punti di vista. E quindi passato qualche decennio, quando non si sente pi\u00f9 nell\u2019aria l\u2019odore della polvere da sparo, quando i corpi dei caduti, e spesso anche quelli dei testimoni, giacciono nei cimiteri, quando le lacrime si sono asciugate, le si pu\u00f2 pure condividere. Perch\u00e9 no?<\/p>\n<h4><b>1. No, non \u00e8 tutto \u00abcome la Shoah!\u00bb<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_24817\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24817\" class=\"size-full wp-image-24817\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/donzgiovanni.jpg\" alt=\"Il consigliere regionale toscano Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia)\" width=\"300\" height=\"379\" \/><p id=\"caption-attachment-24817\" class=\"wp-caption-text\">Donzelli senza gli occhiali neri.<\/p><\/div>\n<p>Il problema \u00e8 la storia. Eh s\u00ec, la perfida, cinica e fredda storia, basata sui numeri, sui fatti, sui documenti, e soprattutto su un impertinente <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24496\">\u00abmetodo critico\u00bb<\/a>, come lo chiamava lo storico e partigiano <b>Marc Bloch<\/b>.<\/p>\n<p>E cosa ci dice la perfida, cinica e fredda storia se la interroghiamo sulla parificazione tra Shoah e foibe?<\/p>\n<p>Beh, la storia, con i suoi freddi e per nulla bipartisan numeri, ci dice che le vittime della Shoah furono 6 milioni:\u00a0uomini e donne, bambine e bambini, persone anziane, persone malate, di tante provenienze, uccise solo perch\u00e9 ritenute \u00abdi razza inferiore\u00bb;\u00a0ovvero, nella maggior parte dei casi, persone che non avevano fatto nulla che potesse renderle \u00abil nemico\u00bb per i nazifascisti, se non essere nate.<\/p>\n<p>E le foibe? In realt\u00e0 con questo termine si intendono le cavit\u00e0 carsiche nelle quali nel corso della seconda guerra mondiale e subito dopo vennero gettati un gran numero di cadaveri, non solo quelli di persone giustiziate, ma anche quelli di caduti in combattimento, a qualunque schieramento appartenessero (cfr. J. Pirjevec, <i>Foibe, una storia d\u2019Italia<\/i>, Einaudi, Torino 2009).<\/p>\n<p>La parola \u00e8 entrata nel linguaggio comune italiano per indicare le uccisioni commesse nel Litorale adriatico dai partigiani jugoslavi. In realt\u00e0 occorre distinguere tra le \u00abfoibe istriane\u00bb \u2013 ovvero le uccisioni di centinaia di fascisti, o pi\u00f9 in generale di appartenenti alla borghesia locale (circa 500 persone), perpetrate nel corso della sollevazione popolare istriana successiva all\u20198 settembre 1943 \u2013 e i pi\u00f9 numerosi infoibamenti successivi alla fine della guerra nella primavera del 1945.<\/p>\n<p>Ma diamo la parola al testo \u00abRelazioni italo-slovene 1880-1956\u00bb, la relazione approvata all\u2019unanimit\u00e0 il 27 giugno 2000 dalla Commissione storico-culturale italo-slovena, costituitasi nel 1993 sotto l\u2019egida dei ministeri degli esteri dei due paesi e formata da storici italiani e sloveni (<a href=\"http:\/\/www.kozina.com\/premik\/indexita_porocilo.htm\">consultabile qui<\/a>).<\/p>\n<p>Dopo aver liberato il Litorale adriatico dai nazifascisti, l\u2019Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo mise in atto (sottolineatura nostra)<\/p>\n<blockquote><p>\u00abun\u2019ondata di violenza che trov\u00f2 espressione nell\u2019arresto di molte migliaia di persone \u2013 in larga maggioranza italiane, ma anche slovene contrarie al progetto politico comunista jugoslavo \u2013 , parte delle quali vennero a pi\u00f9 riprese rilasciate; in <span style=\"text-decoration: underline;\">centinaia di esecuzioni sommarie immediate \u2013 le cui vittime vennero in genere gettate nelle \u201cfoibe\u201d<\/span> \u2013; nella deportazione di un gran numero di militari e civili, parte dei quali per\u00ec di stenti o venne liquidata nel corso dei trasferimenti, nelle carceri e nei campi di prigionia (fra i quali va ricordato quello di Borovnica), creati in diverse zone della Jugoslavia.<br \/>\nTali avvenimenti si verificarono in un clima di resa dei conti per la violenza fascista e di guerra ed appaiono in larga misura il frutto di un progetto politico preordinato, in cui confluivano diverse spinte: l\u2019impegno ad eliminare soggetti e strutture ricollegabili (anche al di l\u00e0 delle responsabilit\u00e0 personali) al fascismo, alla dominazione nazista, al collaborazionismo ed allo stato italiano, assieme ad un disegno di epurazione preventiva di oppositori reali, potenziali o presunti tali, in funzione dell\u2019avvento del regime comunista, e dell\u2019annessione della Venezia Giulia al nuovo Stato jugoslavo.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque i morti nelle foibe sono <em>centinaia<\/em>, non milioni. Furono in tutto alcune migliaia le vittime della repressione messa in atto dal regime jugoslavo se si comprendono in questa cifra anche coloro che morirono di stenti e malattie nei campi di prigionia (esperienza del resto comune: i prigionieri di guerra morivano anche nei campi americani, inglesi, francesi).<\/p>\n<p class=\"p4\">Dacch\u00e9 siamo in zuccherosi tempi post-ideologici, facciamo pure come hanno fatto nel loro libro <i>Foibe<\/i> <b>Raoul Pupo<\/b> e <b>Roberto Spazzali<\/b>: mettiamo tutti sullo stesso piano, gli infoibati veri e propri e chi mor\u00ec di stenti. Secondo Pupo &#8211; le cui cifre riteniamo notevolmente approssimate all\u2019eccesso &#8211; si tratta di circa 4-5000 \u00abscomparsi\u00bb. Prendiamo queste cifre perch\u00e9 sono le pi\u00f9 alte tra quelle che \u00e8 possibile prendere in considerazione senza entrare nel campo della pura e semplice fantascienza.<\/p>\n<p class=\"p4\">Se si volesse insistere con questo accostamento, la fredda e cinica storia ci suggerirebbe coi suoi numeri un macabro esercizio di matematica elementare e di \u00abmemoria condivisa\u00bb. Se la Shoah e le foibe sono sullo stesso piano e nella Shoah sono morti 6 milioni di persone mentre le vittime della repressione jugoslava sono al massimo 5000, quante vittime della Shoah servono perch\u00e9 la loro memoria valga quanto quella di un \u201cinfoibato\u201d?<\/p>\n<p class=\"p4\">Il ritornello \u00abtutti i morti sono uguali\u00bb si trasforma, quando si tralasciano le dimensioni e il contesto dei fenomeni, in \u00ab alcuni morti sono pi\u00f9 uguali degli altri\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p4\">L\u2019equivalenza tra foibe e Shoah tanto cara ai neofascisti e ai loro complici \u00abdemocratici\u00bb nasce dall\u2019affermazione che le truppe jugoslave avrebbero ucciso delle persone \u00abin quanto italiane\u00bb, esattamente come i nazisti avevano ucciso delle persone \u00abin quanto ebree\u00bb. Ma si tratta di un ritornello propagandistico, senza alcuna valenza storiografica. L\u2019Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo &#8211; compresi i non pochi partigiani italiani in esso inquadrati &#8211; arrest\u00f2 e in diversi casi uccise persone \u00abcontrarie al progetto politico comunista jugoslavo\u00bb,\u00a0qualunque fosse la loro appartenenza nazionale.<\/p>\n<p class=\"p4\">Naturalmente nessuno intende giustificare queste uccisioni, in molti casi assolutamente sommarie, ma \u00e8 doveroso ricordare che i bambini infoibati esistono solo nell&#8217;immaginazione malsana dei propagandisti di destra e che la larghissima maggioranza dei casi interess\u00f2 appartenenti agli eserciti nazifascisti o loro collaboratori. Recentemente anche il <i>Corriere della Sera<\/i> si \u00e8 accorto che ben 300 \u00abmartiri delle foibe\u00bb decorati dalla Repubblica Italiana dopo l\u2019istituzione del \u00abGiorno del Ricordo\u00bb nel 2004 erano in realt\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/15_marzo_19\/foibe-criminali-guerra-fascisti-300-combattenti-rsi-medaglie-ricevute-il-giorno-ricordo-49b164a6-ce59-11e4-b573-56a67cdde4d3.shtml\">combattenti nelle formazioni repubblichine e collaborazioniste<\/a>, alcuni dei quali si erano anche macchiati di efferati crimini di guerra.<\/p>\n<p class=\"p4\">Vale qui la pena di ricordare non solo le angherie e le persecuzioni messe in atto dai fascisti contro il movimento operaio e le popolazioni croate e slovene nei vent\u2019anni del loro regime, ma anche la sanguinaria occupazione della Jugoslavia dopo il 1941 e la collaborazione con i nazisti dopo l\u20198 settembre 1943, quando di fatto il Litorale adriatico venne incorporato nel Terzo Reich. A Trieste fu attivo l\u2019unico lager presente sul suolo italiano dotato di forno crematorio, quello della Risiera di San Sabba, dove morirono 5000 persone. Allo sterminio della locale comunit\u00e0 ebraica contribuirono inoltre non poco le delazioni di tanti \u00abbravi triestini\u00bb (cfr. S. Levis Sullam, <i>I carnefici italiani<\/i>, Feltrinelli, Milano 2015).<\/p>\n<p class=\"p4\">Fu l\u2019arrivo a Trieste dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo a mettere fine a tutto questo. L&#8217;EPLJ sostenne la parte decisiva dei combattimenti che portarono alla liberazione di Trieste.<\/p>\n<p class=\"p4\">Certo, la liberazione coincise, come si \u00e8 detto, con l\u2019inizio di una resa dei conti contro i fascisti e i collaborazionisti finalizzata a preparare l\u2019ingresso di Trieste e dell\u2019intero Litorale nella neonata Jugoslavia socialista.<br \/>\nCerto, tra coloro che vennero uccisi dopo la liberazione a Trieste e in Istria non mancarono le vittime di vendette personali assolutamente innocenti, n\u00e9 coloro che si ritrovarono a pagare, in modo del tutto sproporzionato alle proprie colpe individuali, il fatto di aver terminato la guerra con la divisa sbagliata indosso.<br \/>\nNon mancarono neppure uccisioni di partigiani italiani anticomunisti.\u00a0Del resto, sebbene non venga\u00a0mai ricordato, c&#8217;erano stati partigiani comunisti uccisi da partigiani di estrazione cattolica e &#8220;badogliana&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p4\">Tutto ci\u00f2 va calato nel contesto del tempo. I comunisti jugoslavi imponevano con la violenza il loro regime? Certo, esattamente come facevano i monarchici greci sostenuti dagli angloamericani. Erano i prodromi della \u00abguerra fredda\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p4\">Vi \u00e8 per\u00f2 un\u2019altra costruzione narrativa da sfatare, quella del legame tra le foibe e la partenza dalla loro terra di pi\u00f9 di 200.000 dalmati, istriani e giuliani, la stragrande maggioranza della popolazione italofona di quelle terre, ma anche di decine di migliaia di sloveni e croati. \u00abScappavano perch\u00e9 se no li infoibavano, era una pulizia etnica\u00bb, ci dicono.<br \/>\nUna pulizia etnica un po\u2019 strana, vista la\u00a0lunga durata:\u00a0l\u2019esodo and\u00f2 avanti sino all\u2019inizio degli anni \u201960. Se fuggivano dalla morte certa, non avrebbero dovuto scappare in massa e in un tempo assai pi\u00f9 breve, come avevano fatto\u00a0i tedeschi davanti all\u2019avanzata dell\u2019Armata Rossa e alle vendette di polacchi e cechi?<br \/>\nAndrebbe poi conciliato con l&#8217;idea di \u00abpulizia etnica\u00bb il fatto che\u00a0in Jugoslavia rimasero decine di migliaia di italiani, si continuarono a pubblicare\u00a0giornali in italiano, c&#8217;erano radio e &#8211; pi\u00f9 tardi &#8211; tv che trasmettevano in italiano.<\/p>\n<div id=\"attachment_20336\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20327\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20336\" class=\"wp-image-20336 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/esodi.jpg\" alt=\"esodi\" width=\"600\" height=\"420\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20336\" class=\"wp-caption-text\">Sviluppo degli esodi secondo le rivelazioni statistiche dell&#8217;Opera Assistenza Profughi Giuliano-Dalmati. Grafico del 1958 tratto da: AA. VV., <em>Storia di un esodo<\/em>, IRSML, Trieste 1980, p. 572.<\/p><\/div>\n<p>Forse capiamo meglio l\u2019esodo se abbandoniamo l\u2019immaginario foibologico e lo caliamo nel contesto in cui avvenne: ovvero quello della creazione e del consolidamento del regime jugoslavo, un regime politicamente repressivo ed economicamente fragile. Ci fu chi scapp\u00f2 subito per paura di essere ammazzato (di solito chi era compromesso con il fascismo); ci fu chi se ne and\u00f2 perch\u00e9 vittima di persecuzioni e discriminazioni politiche o religiose, perch\u00e9 anticomunista o perch\u00e9 comunista ma nel \u00abmodo sbagliato\u00bb (dopo la rottura di Tito con Stalin nel 1948); ci fu chi se ne and\u00f2 perch\u00e9 gli avevano espropriato i beni immobili o perch\u00e9 vide messo sotto attacco dal nuovo regime il suo ruolo sociale (possidenti, sacerdoti, insegnanti\u2026) e chi lo segu\u00ec perch\u00e9 lo considerava un imprescindibile punto di riferimento; ci fu chi se ne and\u00f2 perch\u00e9restando dal lato sbagliato della frontiera avrebbe perso il proprio posto di lavoro a Trieste, e chi pens\u00f2 che avrebbe potuto trovare maggiori opportunit\u00e0 e benessere in Italia anzich\u00e9 in Jugoslavia.<\/p>\n<p>Insomma, anche allora come oggi era impossibile distinguere tra \u00abprofughi\u00bb e \u00abmigranti economici\u00bb e solo se abbandoniamo l\u2019immaginario horror e gli slogan sull\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb possiamo afferrare tutte le molteplici e complesse ragioni di un esodo lungo decenni. Per approfondire consigliamo: AA.VV. <i>Storia di un esodo, Istria 1945-1956<\/i>, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione, Trieste 1980<span class=\"s9\">.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span class=\"s9\">Sia chiaro che non ci importa nulla di fare la difesa d\u2019ufficio dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo n\u00e9 del &#8211; pi\u00f9 o meno \u00absedicente\u00bb, a seconda dei punti di vista &#8211; socialismo jugoslavo. Quello che ci preme \u00e8 ristabilire un semplice ordine di grandezza: 5.000 morti non sono 6 milioni e uccidere i propri nemici, in molti casi gente che fino al giorno prima ti ha sparato addosso (e magari ti ha pure bruciato casa o violentato la moglie), non \u00e8 lo stesso che infilare uomini, donne e bambini nelle camere a gas. <\/span><\/p>\n<p class=\"p4\">Mettere le due cose sullo stesso livello non \u00e8 la peggiore offesa, la peggiore banalizzazione che si possa fare della tragedia della Shoah? A questo punto infatti qualunque atto di violenza diventa \u00abcome la Shoah!\u00bb.<\/p>\n<h4 class=\"p4\"><b>2. Le amnesie della \u00abmemoria condivisa\u00bb<\/b><\/h4>\n<p>Ma in fondo perch\u00e9 scaldarci tanto? La mozione di Donzelli \u00e8 quella di un consigliere di minoranza, \u00e8 stata presentata nel consiglio regionale toscano. Pu\u00f2 la maggioranza di centrosinistra di tale nobile consesso tollerare un simile stravolgimento della storia? Tale offesa alla memoria della Shoah? No di certo!<\/p>\n<p class=\"p10\">E se magari qualche consigliere democratico dovesse esitare per ignoranza o opportunismo, c\u2019\u00e8 da star certi che interverrebbe lui. Lui, il vendicatore degli oppressi della \u00absinistra\u00bb PD. Lui, il Corbyn italiano. Lui, l\u2019impavido oppositore alle derive centriste e liberiste del renzismo. Lui, il governatore della Toscana, <strong>Enrico Rossi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p10\">E invece\u2026<\/p>\n<p class=\"p10\">E invece sul sito del consiglio regionale toscano si pu\u00f2 leggere\u00a0<a href=\"http:\/\/www.consiglio.regione.toscana.it\/ufficio-stampa\/comunicati\/comunicati_view.aspx?idc=0&amp;id=22395\">un comunicato stampa<\/a> datato 20 aprile 2016:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p12\">\u00abL\u2019aula ha detto s\u00ec con voto unanime, dopo l\u2019approvazione di diversi emendamenti presentati dal Pd, alla mozione del capogruppo FdI <b>Giovanni Donzelli <\/b>su iniziative della Regione per il Giorno del Ricordo. Nell\u2019atto si impegna la Giunta a \u201cpromuovere iniziative istituzionali tese a valorizzare il Giorno del Ricordo, compresa l\u2019organizzazione, con cadenza biennale, di un viaggio di studio per gli studenti toscani al Monumento Nazionale e della Foiba di Basovizza, dichiarata monumento nazionale nel 1992 dal presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro\u201d.<br \/>\nIl consigliere <b>Simone Bezzini <\/b>ha espresso il voto favorevole del Pd, in seguito ad una serie di emendamenti. Tra questi, l\u2019inserimento di un richiamo al titolo primo dello Statuto toscano, sui cui principi la Regione fonda la propria azione, e alla necessit\u00e0 di individuare un programma di iniziative compreso un viaggio\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Al clima di \u00abconcordia nazionale\u00bb non si \u00e8 sottratta neppure la sedicente (si, stavolta ci sta tutto) \u00abestrema sinistra\u00bb:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p14\">\u00abVoto favorevole anche da <b>Paolo Sarti <\/b>(S\u00ec-Toscana a sinistra) con un se: \u201cMi sembra \u2013 ha detto il consigliere \u2013 che non ci sia l\u2019intento di mettere insieme tutta la Memoria, come sarebbe giusto\u201d\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div id=\"attachment_24828\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24828\" class=\"size-full wp-image-24828\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/paolosarti.jpg\" alt=\"Il consigliere di SI-Toscana a Sinistra Paolo Sarti. Anche lui ha votato per il Treno del Ricordo.\" width=\"300\" height=\"225\" \/><p id=\"caption-attachment-24828\" class=\"wp-caption-text\">Il consigliere di SI-Toscana a Sinistra Paolo Sarti. Anche lui ha votato per il Treno del Ricordo.<\/p><\/div>\n<p>Gi\u00e0 il comunicato stampa ufficiale e lo streaming della seduta del consiglio consentivano di farsi un&#8217;idea in merito ai contenuti. Poi abbiamo letto\u00a0il testo approvato <a href=\"http:\/\/www.perunaltracitta.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/deliberafoibetoscana.pdf\">nella sua versione integrale<\/a>.\u00a0L\u2019equazione Shoah-foibe appare stemperata rispetto a quanto scritto nella mozione di Donzelli: non vi sar\u00e0 pi\u00f9 un un unico treno \u00abdella Memoria e del Ricordo\u00bb, ma due treni separati, di cui uno partir\u00e0\u00a0con cadenza biennale e porter\u00e0 gli studenti toscani \u00a0a Trieste per visitare la Foiba di Basovizza.<\/p>\n<p>Tuttavia, rimane intatta l\u2019originaria impostazione nazional-vittimista e da memoria condivisa. Naturalmente il programma del viaggio d\u2019istruzione \u00e8 ancora tutto da definire, ma intanto si stabilisce che la sua meta sar\u00e0 la Foiba di Basovizza,\u00a0e\u00a0il\u00a0capoverso su Basovizza \u00e8 rimasto identico a quello proposto da Donzelli:\u00a0le vittime sono generici\u00a0\u00abitaliani\u00bb, i carnefici sono\u00a0\u00abpartigiani jugoslavi\u00bb. La logica di fondo \u00e8 chiaramente enunciata: \u00abconsiderato che\u00bb si va ad Auschwitz e Birkenau, bisogna andare\u00a0anche a Basovizza.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 solo l\u00e0? Ricordiamo che a Trieste c\u2019\u00e8 anche la Risiera di San Sabba, l\u2019unico lager presente sul suolo italiano dotato di forno crematorio. Non merita di essere visitata anche quella? Temiamo rimanga da sperare solo\u00a0nella sensibilit\u00e0 degli insegnanti che accompagneranno i ragazzi o in chi organizzer\u00e0 il programma del viaggio, perch\u00e9 purtroppo per quanto riguarda la comunicazione mainstream e la politica ormai nessuno pare ricordarsi che Trieste \u00e8 la citt\u00e0 che ospita l&#8217;unico\u00a0lager con forno crematorio entro i confini italiani. Ormai nell\u2019immaginario collettivo quando si parla di \u00abluoghi della memoria\u00bb a Trieste siamo persino oltre la parificazione tra foibe e Shoah: siamo alle foibe che <em>cancellano<\/em> la Shoah.<\/p>\n<div id=\"attachment_24847\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24847\" class=\"size-full wp-image-24847\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/risiera.jpg\" alt=\"Trieste, la Risiera di San Sabba.\" width=\"650\" height=\"263\" \/><p id=\"caption-attachment-24847\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, la Risiera di San Sabba.<\/p><\/div>\n<p>Ma che cos\u2019\u00e8 questa foiba di Basovizza? <a href=\"http:\/\/www.foibadibasovizza.it\/\">Sul sito del monumento<\/a> possiamo leggere:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa cosiddetta &#8220;Foiba di Basovizza&#8221; \u00e8 in origine un pozzo minerario: esso divenne per\u00f2 nel maggio del 1945 un luogo di esecuzioni sommarie per prigionieri, militari, poliziotti e civili, da parte dei partigiani comunisti di Tito, dapprima destinati ai campi d\u2019internamento allestiti in Slovenia e successivamente giustiziati a Basovizza\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/joze-pirjevec\/foibe\/978880619804\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-24859\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/foibepirjevec-1.jpg\" alt=\"foibepirjevec\" width=\"250\" height=\"390\" \/><\/a>Non \u00e8 questo il luogo in cui approfondire la storia della foiba-non foiba di Basovizza, ma \u00e8 il caso di ricordare che l\u2019affermazione secondo la quale quel luogo fu teatro di esecuzioni di massa \u00e8 nettamente contestata da autorevoli studi e ricerche, tra i quali il documentatissimo testo dello storico\u00a0<strong>Jo\u017ee\u00a0Pirjevec<\/strong>, <i>Foibe, una storia d\u2019Italia<\/i>, che abbiamo menzionato prima.<\/p>\n<p>Di certo di l\u00ec, e nessuno pu\u00f2 dimostrare il contrario, non sono mai state estratte le 1000 o 2000 salme che si pretende vi siano state fatte precipitare.<\/p>\n<p>Chi farebbe da guida in quel luogo agli studenti toscani? Sempre secondo il sito<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p17\">\u00abIl Circolo della Lega Nazionale organizza, per le scuole in gita scolastica a Trieste (ma anche per chiunque, associazioni, agenzie di viaggio o altri, ne facesse richiesta), una visita accompagnata alla Foiba di Basovizza, Monumento nazionale\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"p18\">Dunque la visita alla foiba-non foiba sar\u00e0 accompagnata non da operatori didattici di un museo o di un\u2019istituzione culturale, ma dai membri di un&#8217;associazione che come afferma il suo sito \u00abvive e lavora nella difesa dell\u2019italianit\u00e0 di Trieste e di tutta la Venezia Giulia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"p18\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/CdGSqHoW0AAAA8J.jpg\" alt=\"\" width=\"650\" height=\"440\" \/><\/p>\n<p class=\"p18\">In realt\u00e0 la Lega Nazionale, fondata nel 1891, \u00e8 una specie di dinosauro ancora in vita, un rimasuglio dei tempi dell\u2019agitazione irredentista contro l\u2019Austria-Ungheria che trov\u00f2 nuove ragioni di esistenza nella lotta contro slavi e comunisti. Oggi che non ci sono pi\u00f9 Cecco Beppe e il Maresciallo Tito a minacciare \u00abl\u2019italianit\u00e0\u00bb di Trieste <a href=\"http:\/\/www.leganazionale.it\/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;id=53&amp;itemid=193\">il loro nemico \u00e8 \u00a0\u00abil bilinguismo\u00bb<\/a>, ovvero la possibilit\u00e0 esecranda che in una citt\u00e0 abitata anche da popolazione slovena si possa leggere sui cartelli la scritta \u00abTrst\u00bb accanto a \u00abTrieste\u00bb e che a una parte degli assunti negli uffici pubblici venga richiesta la conoscenza sia dell\u2019italiano che dello sloveno.<\/p>\n<p class=\"p18\">Per chi non lo sapesse \u00e8 il caso infatti di ricordare che a Trieste e in buona parte della Venezia Giulia abita, e da pi\u00f9 di un millennio, una importante porzione di popolazione di lingua slovena. La Lega Nazionale si batte in sostanza perch\u00e9 a queste persone non vengano riconosciuti gli stessi diritti che \u00a0 dal 1972 sono garantiti alla popolazione germanofona dell\u2019Alto Adige\/S\u00fcdtirol, perch\u00e9 continuino a gravare su di loro gli ultimi rimasugli delle pratiche discriminatorie del fascismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_24815\" style=\"width: 347px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24815\" class=\"wp-image-24815 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/4dibasovizza.jpg\" alt=\"I quattro antifascisti fucilati a Basovizza il...\" width=\"337\" height=\"491\" \/><p id=\"caption-attachment-24815\" class=\"wp-caption-text\">I quattro antifascisti fucilati a Basovizza il 6 settembre 1930: Ferdo Bidovec, Fran Maru\u0161i\u010d, Alojz Valen\u010di\u010d e Zvonimir Milo\u0161.<\/p><\/div>\n<p class=\"p18\">Le posizioni della Lega Nazionale hanno certo il loro peso nel determinare quale sia la narrazione della storia messa in campo dai soci dell\u2019associazione per le scolaresche che visitano la foiba-non foiba di Basovizza. Notiamo ad esempio che il sito del monumento nazionale non spreca una sola parola per ricordare che non molto lontano da l\u00ec vennero uccise anche alcune vittime del regime fascista. Il 6 settembre 1930 infatti vennero fucilati a Basovizza <a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2012\/09\/martiri-di-basovizza-6-settembre-1930\/\">quattro giovani antifascisti sloveni<\/a>: <strong>Ferdo Bidovec<\/strong>, <strong>Fran Maru\u0161i\u010d<\/strong>, <strong>Alojz Valen\u010di\u010d<\/strong> e <strong>Zvonimir Milo\u0161<\/strong>.<br \/>\nQuanti di coloro che hanno votato la mozione di Donzelli, sia pur stemperata da qualche emendamento, nel consiglio regionale toscano sanno del loro sacrificio?<br \/>\nQuanti sanno di quello che\u00a0doveva subire la loro gente sotto il fascismo? Delle violenze, delle umiliazioni, delle decine e decine di migliaia di persone di lingua tedesca, slovena e croata che durante il regime fascista scelsero di andarsene dalla loro terra perch\u00e9 vivervi era per loro diventato impossibile? Del fatto che tra il 1918 e met\u00e0 degli anni \u201820 <i>tutte <\/i>le scuole slovene, croate e tedesche della Venezia Giulia vennero chiuse? Che a circa mezzo milione di persone venne imposto di italianizzare il nome o il cognome? Quanti sanno di <strong>Lojze Bratu\u017e<\/strong>,\u00a0ammazzato dai fascisti facendogli bere olio da motore perch\u00e9 colpevole di dirigere un coro di chiesa che cantava in sloveno? (cfr. Piero Purini, <em><a href=\"http:\/\/www.ecommerce.kappavu.it\/storia\/metamorfosi-etniche.html\">Metamorfosi etniche: i cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria : 1914-1975<\/a><\/em>,\u00a0Udine: Kappa Vu, 2014).<\/p>\n<div id=\"attachment_16184\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16184\" class=\"size-full wp-image-16184\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Bratuz.jpg\" alt=\"Bratuz\" width=\"498\" height=\"590\" \/><p id=\"caption-attachment-16184\" class=\"wp-caption-text\">Lojze Bratu\u017e, italianizzato in Luigi Bertossi. Morto a Gorizia nel 1937 a soli trentaquattro anni. Una squadra fascista lo sequestr\u00f2 e gli fece bere a forza olio da motore. Il giorno della sua morte, gli amici si radunarono di fronte all&#8217;ospedale e cantarono una canzone slovena (gesto proibito dal fascismo), poi fuggirono per non subire violenze a loro volta.<\/p><\/div>\n<p>Quanti sanno che un milione di Jugoslavi su 15 milioni morirono a causa dell\u2019aggressione e dell\u2019occupazione nazifascista del loro paese?<br \/>\nQuanti sanno delle fucilazioni sommarie commesse dal Regio Esercito in Slovenia?<br \/>\nQuanti sanno del campo di concentramento italiano di Gonars, in Friuli, o di quello dell\u2019isola di Arbe\/Rab? Quest\u2019ultimo era destinato ai familiari dei resistenti jugoslavi, tra cui molti bambini. Vi morirono 1400 internati su circa 10.000, una mortalit\u00e0 pi\u00f9 alta di quella di Buchenwald in un campo di concentramento gestito da \u00abitaliani brava gente\u00bb (si veda per approfondire Carlo Spartaco Capogreco, <i>I campi del duce.<\/i> Torino: Einaudi, 2006).<\/p>\n<p>Evidentemente nessuno sa nulla di tutto questo, altrimenti non avrebbero votato la mozione proposta da Donzelli, che con spocchia e retorica ha affermato<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"p14\">\u00abSarebbe bello come punto di arrivo \u2013 ha detto Donzelli \u2013 trovare una memoria condivisa e un sistema per non dividere gli eccidi. Mi accontento di un primo passo, accolgo gli emendamenti del Pd e li ho firmati con l\u2019obiettivo, che \u00e8 prioritario, di consentire alle scuole un viaggio per ripercorrere quello che \u00e8 successo agli italiani in quei territori\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00abAgli italiani di quei territori\u00bb\u2026 E le altre popolazioni che abitavano negli stessi posti?<br \/>\nBeh, si fottano loro e i loro morti, tanto son <em>s\u2019ciavi<\/em>, mica italiani.<\/p>\n<h4><b>3. Una modesta proposta<\/b><\/h4>\n<p>Qualcuno star\u00e0 gi\u00e0 pensando \u00abeccoli qui i soliti komunisti&#8230; sempre pronti a censurare il ricordo delle vittime delle foibe e dell\u2019esodo\u00bb. Al contrario, noi\u00a0pensiamo che la storia del confine orientale vada raccontata a tutti perch\u00e9 \u00e8 la storia di una realt\u00e0 locale meticcia, abitata da popolazioni con lingua e cultura diversa che si erano mescolate e avevano convissuto per secoli finch\u00e9 l\u2019affermarsi dei nazionalismi e delle \u00absacre frontiere\u00bb non distrusse la loro vita.<\/p>\n<p>Ma appunto ci piacerebbe che venisse raccontata la storia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che qui, a forza di giorni della memoria e del ricordo, stiamo allevando una generazione che in realt\u00e0 non sa pi\u00f9 nulla di storia?<br \/>\nNon credete che a forza di sentire solo le varie \u00abmemorie\u00bb, siano quella dell\u2019ANPI o quella della Lega Nazionale, i ragazzi si stiano facendo\u00a0l\u2019idea che in fondo il passato \u00e8 inconoscibile perch\u00e9 tanto \u00abognuno te lo racconta come pare a lui\u00bb?<br \/>\nNon \u00e8 forse venuto il momento di educare, oltre che alla memoria, alla lettura critica delle fonti, al vaglio dei documenti storici?<br \/>\nE non pensate sia il caso di farlo fare a chi ha maturato titoli di studio e competenze professionali adeguate, anzich\u00e9 a volontari scelti sulla base dell\u2019affiliazione ideologica a questa o a quella associazione?<\/p>\n<p>Lo sappiamo bene che anche chi lavora nelle istituzioni culturali \u00ab\u00e8 di parte\u00bb, siamo i primi a dire che il conflitto \u00e8 ovunque. Ma un conto \u00e8 un conflitto sul terreno razionale della storia, luogo ideale dove il confronto e lo scontro portano ad una maturazione e ad un accumularsi di competenze; altra cosa \u00e8 il conflitto sul terreno per forza di cose puramente sentimentale della memoria dove tutto si riduce all\u2019accettare o rifiutare un senso di appartenenza.<\/p>\n<p>Non crediamo che vi sia bisogno di allevare i credenti di qualche tipo di \u00abreligione laica\u00bb, sia essa patriottica, costituzionale o putacaso anche rivoluzionaria. C\u2019\u00e8 bisogno piuttosto di diffondere un abitudine all\u2019analisi critica e razionale, alla capacit\u00e0 di cogliere la complessit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p>Per questo segnaliamo tutta la pericolosit\u00e0 di un pellegrinaggio pattriottico-vittimistico sulla foiba-non foiba di Basovizza mentre sarebbe assai utile un vero viaggio di istruzione sul confine orientale.<\/p>\n<p>Non occorre inventarsi nulla, esistono gi\u00e0 percorsi didattici progettati da istituzioni culturali che trattano il tema. \u00a0Ad esempio ci permettiamo di suggerire la lettura dell\u2019interessante libretto \u00abUn percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste\u00bb, edito nel 2006 dall\u2019Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia e <a href=\"http:\/\/www.irsml.eu\/images\/libripdf\/percorsi2008.pdf\">liberamente scaricabile qui<\/a>.<\/p>\n<p>Questo testo, che a differenza del sito della foiba-non foiba \u00e8 sia in italiano che in sloveno, propone un percorso attraverso una serie di luoghi la cui storia viene brevemente descritta. Questi luoghi delle violenze del Novecento sono afferenti alle diverse memorie e alle diverse storie: vi \u00e8 compreso quello in cui aveva sede il giornale \u00abIl Piccolo\u00bb, devastato da una folla inferocita allo scoppio della guerra con l\u2019Italia nel 1915; quello in cui sorgeva il \u00abNarodni Dom\u00bb, la sede dell\u2019associazionismo politico e culturale croato e sloveno dato alle fiamme dai fascisti; il cippo per gli antifascisti fucilati a Basovizza; la Sinagoga; via Ghega, dove i nazifascisti impiccarono decine di partigiani; la risiera di San Sabba; i villaggi sloveni di Caresana e Malchina, che subirono prima lo squadrismo fascista e poi fucilazioni, deportazioni e incendi ad opera dei nazisti e dei loro collaboratori locali; la foiba di Basovizza; Via Imbriani, dove le truppe jugoslave spararono su una manifestazione che rivendicava l\u2019appartenenza di Trieste all\u2019Italia, anche se il numero delle vittime \u00e8 controverso; il \u00abCentro Raccolta Profughi\u00bb di Padriciano, e infine Piazza Sant\u2019Antonio e Piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia, dove nel 1953 i nazionalisti italiani si scontrarono con la polizia del Governo Militare Alleato (GMA) riportando alcuni caduti.<\/p>\n<div id=\"attachment_24850\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24850\" class=\"wp-image-24850\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/51-impiccati-via-ghega-trieste.jpg\" alt=\"23 aprile 1944. La tromba delle scale di Palazzo Rittmeyer, via Ghega, Trieste, coi 51 ostaggi impiccati dai nazifascisti.\" width=\"650\" height=\"455\" \/><p id=\"caption-attachment-24850\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, 23 aprile 1944. La tromba delle scale di Palazzo Rittmeyer, via Ghega, coi 51 ostaggi impiccati dai nazifascisti.<\/p><\/div>\n<p>Il libretto \u00e8 una summa di contributi di diversi storici: Angelo Visentin, Anna Maria Vinci, Raoul Pupo, Tristano Matta, Silvia Bon, Marina Rossi e Aleksej Kalc.<\/p>\n<p>Naturalmente non condividiamo affatto molte delle cose che sono scritte in alcuni di questi contributi, che reputiamo condizionate da una visione orientata a sottolineare le motivazioni politico-nazionali dei fenomeni e spesso troppo succube delle narrazioni del nazionalismo italiano (come quando Raoul Pupo racconta le vicende Foiba di Basovizza).\u00a0Il nostro dissenso rispetto a molte delle posizioni e delle chiavi interpretative egemoni all\u2019interno dell\u2019Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=23737\">\u00e8 del resto notorio e assai netto<\/a>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che questo testo suggerisca se non altro un approccio alla storia di Trieste pi\u00f9 sensato rispetto alla pura mitologia nazionalista o sostanzialmente neofascista della Lega Nazionale, che &#8211; \u00e8 bene ricordarlo &#8211; \u00e8 guidata da gente che in questi termini si esprime su antifascismo e resistenza:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-lang=\"it\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"it\">Urizio, il &#8220;cercatore&#8221; di foibe della <a href=\"https:\/\/twitter.com\/LegaNazionale\">@LegaNazionale<\/a> di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Gorizia?src=hash\">#Gorizia<\/a>, si \u00e8 ormai dichiarato.<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/25aprile?src=hash\">#25aprile<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Resistenza?src=hash\">#Resistenza<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/iHF2WYNdxl\">pic.twitter.com\/iHF2WYNdxl<\/a><br \/>\n\u2014 Alessandro Phocs (@bezker1) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/bezker1\/status\/723620469895733248\">22 aprile 2016<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><script src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" async=\"\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<\/div>\n<p>La divulgazione didattica inevitabilmente deve basarsi su quanto elaborato dalle istituzioni culturali di un territorio ed \u00e8 da questo che occorre partire, perch\u00e9 qualunque siano i suoi limiti e le sue parzialit\u00e0 \u00e8 sempre meglio della pura e semplice \u00abreligione della patria\u00bb trasmessa dai vecchi arnesi del nazionalismo.<\/p>\n<p>Insomma, potrebbe essere interessante per gli studenti toscani svolgere il percorso indicato in \u00abUn percorso tra le violenze del Novecento nella provincia di Trieste\u00bb, magari sotto la guida di personale dell\u2019Istituto \u00a0 regionale per la storia del movimento di liberazione. A patto naturalmente di fare un\u2019esperienza simile anche dall\u2019altra parte del confine. Poich\u00e9 infatti, gi\u00e0 che si sta parlando di un viaggio sul confine orientale perch\u00e9 non arrivare sino all\u2019isola di Rab per visitare il cimitero-sacrario che sorge dove vi era il lager italiano in cui morirono pi\u00f9 di 1.400 persone, in massima parte donne e bambini?<\/p>\n<p>Se non ci si volesse spingere sino a Rab si pu\u00f2 visitare il sacrario memoriale del campo di Gonars (Udine), dove <a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2005\/05\/25\/gonars-un-campo-di-concentrame\/\">morirono circa 500 internati su 7000<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24844\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/lettera_da_Gonars.jpeg\" alt=\"lettera_da_Gonars\" width=\"400\" height=\"587\" \/><\/p>\n<p>Per le scolaresche tedesche la visita ai campi di sterminio nazisti \u00e8 una tappa obbligata del proprio percorso formativo, perch\u00e9 le classi italiane non sono tenute a visitare i <a href=\"http:\/\/campifascisti.it\/\">campi di concentramento fascisti<\/a>?<\/p>\n<p>Inoltre potrebbe essere utile una visita ai musei sloveni o croati, ad esempio al museo della storia contemporanea di Lubiana, oppure con le istituzioni della minoranza slovena in Italia, quali la Biblioteca Nazionale Slovena di Trieste.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 infatti parlare della storia di una terra di confine senza confrontarsi con il punto di vista di tutti i popoli che quella terra la abitano da secoli?<\/p>\n<p>O si fa cos\u00ec, oppure si dimostra di condividere ancora le parole fatte incidere da Mussolini sul Monumento alla Vittoria di Bolzano: <span class=\"s14\">\u00abHIC PATRIAE FINES SISTE SIGNA <span class=\"s14\">HINC CETEROS EXCOLVIMVS LINGVA LEGIBVS ARTIBVS\u00bb . Qui sono i confini della patria, pianta le insegne! Di qui educammo gli altri alla lingua, alle leggi, alle arti. <\/span><\/span><\/p>\n<h4 class=\"p4\"><b>4. Alcune domande, signor Presidente\u2026<\/b><\/h4>\n<p class=\"p4\">Abbiamo spiegato perch\u00e9 riteniamo una offesa alla verit\u00e0 storica e alla memoria delle vittime del nazifascismo la mozione proposta da Donzelli al consiglio regionale toscano. Abbiamo spiegato come, nonostante gli emendamenti proposti dalla maggioranza, quanto\u00a0 votato dal consiglio mantenga purtroppo buona parte dell\u2019iniziale impronta nazionalista e revanscista. Abbiamo anche proposto una alternativa al pellegrinaggio patriottico-vittimistico che riteniamo pi\u00f9 equilibrata e formativa.<\/p>\n<div id=\"attachment_24816\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24816\" class=\"size-full wp-image-24816\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/enrico_rossi.jpg\" alt=\"Enrico Rossi\" width=\"650\" height=\"432\" \/><p id=\"caption-attachment-24816\" class=\"wp-caption-text\">Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.<\/p><\/div>\n<p>La nostra impressione \u00e8 che nonostante la distinzione tra i due treni, quello che porter\u00e0 gli studenti a visitare i campi di sterminio nazisti e quello che li porter\u00e0 sulla foiba di Basovizza, rimanga sempre, sottotraccia, l\u2019 equazione foibe = Shoah, una falsificazione della storia palese. Forse sarebbe opportuna una parola chiara ed un intervento su questo argomento da parte di chi ha la principale responsabilit\u00e0 di governo sulla regione toscana, il presidente <strong>Enrico Rossi<\/strong>. Non basta infatti non dire, abbozzare, rabberciare le cose con qualche emendamento, come ha fatto la maggioranza in consiglio regionale.<\/p>\n<p>Dacch\u00e9 si \u00e8 deciso di dedicare al ricordo delle foibe un\u2019iniziativa analoga a quella che si tiene per ricordare le vittime della Shoah vorremmo infatti chiedere al Presidente Rossi una posizione netta sul tema.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Presidente, pensa sia corretto ricordare le foibe e la Shoah allo stesso modo, mettendole sullo stesso piano? Non ritiene che questo significherebbe mettere in discussione uno dei principali pilastri valoriali della coscienza europea contemporanea? Se lo immagina un suo omologo tedesco paragonare il bombardamento di Dresda o gli stupri dell\u2019Armata Rossa ai campi di sterminio nazisti?<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi la necessit\u00e0 di entrare nel merito dell\u2019attivit\u00e0 formativa che si vorrebbe proporre agli studenti toscani.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> Si \u00e8 reso conto, Presidente, che portare le scolaresche a Trieste per visitare la foiba di Basovizza ignorando bellamente la Risiera e gli altri luoghi simbolo delle sofferenze delle popolazioni slovene e croate del confine orientale significa trasmettere una visione del passato vittimista e nazionalista? Le pare che si possa costruire un\u2019Europa della pace e della reciproca solidariet\u00e0 su una tale visione del passato?<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> \u00c8 davvero convinto di voler affidare i ragazzi e le ragazze della sua regione alla \u00abdidattica\u00bb della Lega Nazionale? A gente che non nasconde il proprio disprezzo per la resistenza e l\u2019antifascismo? Che fa della discriminazione dei propri concittadini di un diverso gruppo linguistico la propria bandiera?<\/p>\n<div id=\"attachment_24833\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/save\/https:\/\/picasaweb.google.com\/106555125929865869647\/GiornoDelRicordo2011FoibaDiBasovizza\" rel=\"attachment wp-att-24833\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24833\" class=\"size-full wp-image-24833\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/DSC_7645.jpg\" alt=\"Basovizza, 10 febbraio 2011: labaro della X Mas, formazione collaborazionista responsabile di rastrellamenti e stragi. La fotografia \u00e8 presa dal sito della Lega Nazionale di Trieste, dove \u00e8 inclusa in una galleria di immagini di quella giornata, senza alcuna presa di distanza n\u00e9 commento. \" width=\"640\" height=\"426\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-24833\" class=\"wp-caption-text\">Basovizza, 10 febbraio 2011.\u00a0Un labaro della X Mas, formazione collaborazionista responsabile di rastrellamenti e stragi. La fotografia \u00e8 presa dal sito della Lega Nazionale di Trieste, dove \u00e8 inclusa in una galleria di immagini di quella giornata, senza alcuna presa di distanza n\u00e9 commento. Del resto, come visto sopra, per alcuni dirigenti della LN quello della &#8220;Decima&#8221; fu \u00abun atto d&#8217;amore verso l&#8217;Italia\u00bb. Gli studenti toscani portati alla foiba di Basovizza dovranno udire simili cazzate? <strong>N.B.<\/strong> Delle attivit\u00e0 &#8220;foibologiche&#8221; della X Mas sul confine orientale durante e dopo la guerra si occuper\u00e0 presto un&#8217;inchiesta di Nicoletta Bourbaki.<\/p><\/div>\n<p><strong>4.<\/strong> Perch\u00e9 non stabilire invece che le classi toscane devono visitare quelli che sono i luoghi della sofferenza di tutte le popolazioni del confine orientale? E che devono farlo rapportandosi con le istituzioni museali e culturali di tutte le popolazioni dell\u2019area?<\/p>\n<p>In sostanza l\u2019organizzazione a scadenza biennale di un viaggio degli studenti toscani per ricordare \u00abfoibe ed esodo\u00bb pone una vera domanda di fondo, una domanda che implica una presa di posizione politica ed educativa:<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> Presidente, lei ritiene che si debba ricordare \u00abla tragedia degli italiani\u00bb del confine orientale oppure che si debbano conoscere e ricordare i lutti, le sofferenze e le persecuzioni subite da tutte le popolazioni di quei territori?<\/p>\n<p>Sia ben chiaro che la posta in gioco non \u00e8 una diatriba ideologica, un posizionarsi pi\u00f9 \u00aba sinistra\u00bb o pi\u00f9 \u00abal centro\u00bb. Qui la questione \u00e8 su cosa fondiamo la nostra appartenenza collettiva.<\/p>\n<p>La Lega Nazionale e gli altri fautori dell\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb vorrebbero fondarla su di una mitologica unit\u00e0 di lingua, sangue e suolo, su un\u2019idea di \u00abPatria\u00bb come valore assoluto in nome del quale tutto \u00e8 lecito; vorrebbero fondarla sulla chiusura identitaria, sul rifiuto della complessit\u00e0 e del meticciato.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 antifascista crede invece che la dimensione collettiva non possa fondarsi sull\u2019appartenenza territoriale, linguistica o etnica, bens\u00ec sull\u2019adesione a quei valori universali che, grazie all\u2019elaborazione politica dell\u2019antifascismo e l\u2019esperienza della resistenza, trovarono nella costituzione una formulazione adeguata alle culture e alle esperienze storiche dei diversi popoli che abitano entro i confini della Repubblica.<\/p>\n<p>Appartenere a un\u2019astrazione, a un dogma, a un\u2019identit\u00e0 totalitaria basata su di un privilegio etnico-tribale ereditato dal passato, oppure appartenere ad una collettivit\u00e0 reale, flessibile, meticcia ed inclusiva che trova la propria ragion d\u2019essere nella speranza di realizzare nel futuro una societ\u00e0 all\u2019altezza di una dimensione ideale.<\/p>\n<p>Tra chi sceglie una di queste due appartenenze non vi pu\u00f2 essere nulla in comune. Le scelte del presente, le speranze e le paure del futuro insieme alla memoria del passato sono tutte egualmente un terreno di conflitto tra due inconciliabili visioni del mondo e della persona umana.<\/p>\n<p>Per quanto si possa cercare di evitarlo ciascuno di noi \u00e8 chiamato a scegliere da che parte stare in questo conflitto e ad assumersi le responsabilit\u00e0 delle sue scelte.<\/p>\n<p>___<\/p>\n<p>* <strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?tag=nicoletta-bourbaki\">Nicoletta Bourbaki<\/a>\u00a0<\/strong>\u00e8 il nome\u00a0usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia e le manipolazioni storiche in rete, formatosi nel 2012 durante una discussione su <em>Giap<\/em>. Con questa scelta, il gruppo omaggia <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicolas_Bourbaki\">Nicolas Bourbaki<\/a>, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983.<br \/>\nIl prossimo post di Nicoletta Bourbaki sar\u00e0 la terza e ultima puntata del \u00abViaggio nelle nuove foibe\u00bb. Ricordiamo le puntate precedenti:<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24102\">1. Chi sogna una foiba in Maremma? Il caso Roccastrada &#8211; di Alberto Prunetti<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24159\">2. La foiba volante del Friuli orientale &#8211; di Nicoletta Bourbaki<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Nicoletta Bourbaki (*) Il 10 febbraio 2016 il consigliere Giovanni Donzelli, eletto tra le fila di \u00abFratelli d\u2019Italia\u00bb, ha presentato presso il Consiglio Regionale toscano una mozione in cui si affermava: \u00abNell\u2019ambito delle iniziative del Giorno della Memoria, dedicato al ricordo delle vittime dello sterminio nazista, la Regione Toscana promuove la partecipazione al \u201cTreno [&hellip;]","protected":false},"author":5356,"featured_media":25000,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1943],"tags":[2768,2198,2765,2035,2766,2769,2722,2719,2359,2767,2770],"class_list":["post-24814","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inchieste","tag-basovizza","tag-confine-orientale","tag-enrico-rossi","tag-foibe","tag-giovanni-donzelli","tag-gonars","tag-lega-nazionale","tag-luca-urizio","tag-nicoletta-bourbaki","tag-regione-toscana","tag-risiera-di-san-sabba"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 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