{"id":24468,"date":"2016-03-24T10:35:00","date_gmt":"2016-03-24T09:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24468"},"modified":"2016-11-25T21:36:47","modified_gmt":"2016-11-25T20:36:47","slug":"luniverso-incantatorio-delle-narrazioni-veleni-e-antidoti-di-mariano-tomatis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/03\/luniverso-incantatorio-delle-narrazioni-veleni-e-antidoti-di-mariano-tomatis\/","title":{"rendered":"L&#8217;universo incantatorio delle narrazioni: veleni e antidoti &#8211; di Mariano Tomatis"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IIRq8nJ2k0w\" width=\"650\" height=\"488\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\n[Il 19 marzo scorso, un sabato mattina,\u00a0<strong>Enrico Manera<\/strong>, <strong>Mariano Tomatis<\/strong> e <strong>Wu Ming 1<\/strong> erano\u00a0nell&#8217;aula magna del liceo Gioberti di Torino, invitati dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.unioneculturale.org\/\">Unione Culturale<\/a> e dagli studenti della 5a G vincitori del\u00a0Premio Antonicelli 2015\/2016.<br \/>\nSi tratta un <span class=\"il\">premio<\/span> per le scuole finanziato dalla regione Piemonte e intitolato a <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Antonicelli#Biografia\">Franco Antonicelli<\/a><\/strong>, figura-chiave dell&#8217;antifascismo torinese e non solo. Il <span class=\"il\">premio<\/span> consiste nel sostegno organizzativo ed economico alla classe vincitrice per la realizzazione di un ciclo di incontri rivolto ai compagni di scuola. Il tema degli incontri al Gioberti \u00e8 \u00abLa potente signora. La parola tra manipolazione ed emancipazione\u00bb. Quello del 19\/03 era il primo appuntamento.<br \/>\nOggi pubblichiamo l&#8217;intervento di Mariano. Qui sopra c&#8217;\u00e8 il video con la presentazione, 30\u00a0minuti di 100% pura <em><a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/wonder.php\">wonder injection<\/a><\/em>, e qui sotto il testo completo<i>.\u00a0<\/i>Nei prossimi giorni pubblicheremo anche l&#8217;intervento di Enrico.<br \/>\nRingraziamo le studentesse e gli studenti\u00a0Cecilia d&#8217;Urso, Riccardo Mora,\u00a0Michelle Girin,\u00a0Giovanni Morlino,\u00a0Sorina Pasat,\u00a0Mia Vujovic, e la professoressa Marinella Fioretta. Grazie anche a Diego Guzzi, Leonard Mazzone e Manfredo Montagnana dell&#8217;Unione culturale. Buona visione\/lettura.]<!--more--><\/p>\n<p>di <strong>Mariano Tomatis<\/strong><\/p>\n<p>La medicina ha a disposizione molti strumenti per misurare come stiamo. Quando il termometro supera i 37, abbiamo la febbre. Lo sfigmomanometro valuta la pressione sanguigna mentre lo stetoscopio rileva i nostri suoni interni. Per contro, nessuno strumento del genere pu\u00f2 indovinare che oggi \u00e8 una giornata sfigata o che siamo un po\u2019 tristi. Lo strumento pi\u00f9 sofisticato per accedere ai nostri stati emotivi \u00e8 ancora la parola. Per farsi un\u2019idea di come stiamo, amici e psicologi ci chiedono di raccontarci. Le parole che scegliamo per ricostruire la nostra vita rivelano chi siamo e portano a galla i nodi che ci impediscono di funzionare bene.<\/p>\n<p>Secondo lo psicologo <strong>Michael White<\/strong> \u2013 padre della cosiddetta \u201cterapia narrativa\u201d \u2013 analizzare un paziente significa studiare e interagire con le sue storie. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Michael White, La terapia come narrazione. Proposte cliniche, Astrolabio Ubaldini, Roma 1992.\">1]<\/abbr>\u00a0 Pensiamo a qualcuno che si rivolge a uno psicologo alla fine di un rapporto di coppia. Raccontando la vicenda, in che posizione colloca il suo personaggio? Si descrive come la vittima? Si attribuisce i sensi di colpa del carnefice? O vive il tutto con la freddezza di uno che passa di l\u00ec per caso? Quale ruolo ha il destino nella storia che racconta? O quanto sente, al contrario, di avere il controllo della situazione? Insomma, le parole sono lo strumento privilegiato per accedere alla nostra anima. Ma non basta. Ci sono parole che possono guarire.<\/p>\n<p>Secondo White, l\u2019obiettivo di una terapia psicologica \u00e8 di curare le storie con cui i pazienti si raccontano. Uno psicologo non pu\u00f2 cambiare il passato, ma pu\u00f2 aiutare il paziente a ripercorrerlo con uno sguardo diverso. Per farlo deve usare parole in grado di ispirare creativamente una lettura alternativa di quello che \u00e8 successo. Noi stiamo meglio quando abbiamo trovato espressioni pi\u00f9 serene, elaborate e consapevoli per raccontare la stessa storia che ci aveva portati a chiedere aiuto.<\/p>\n<p><strong>Alain de Botton<\/strong> lo sintetizza bene scrivendo che<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abLa differenza tra speranza e disperazione si riduce all\u2019abilit\u00e0 di elaborare storie diverse a partire dagli stessi fatti.\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"@alaindebotton, 8.1.2013.\">2]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ma che la parola sia uno strumento potente lo sappiamo sin dalla notte dei tempi. Nell\u2019Antico Testamento il mondo viene creato attraverso le parole.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abDio disse: &#8220;Sia la luce!&#8221; e la luce fu.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il Vangelo di Giovanni \u00e8 ancora pi\u00f9 radicale. Secondo l\u2019Evangelista<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abIn principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Oggi l\u2019informatica ci offre la metafora perfetta per capire cosa intendesse Giovanni. Chi studia un linguaggio di programmazione sa quanto sia importante usare le parole giuste per creare e arredare i mondi virtuali dei videogiochi. Dio cre\u00f2 il cielo e la terra, mentre in <em>Mario Bros<\/em> fu\u00a0<strong>Shigeru Miyamoto<\/strong> a creare il cielo e la terra. Magari i <em>dej\u00e0-vu<\/em> sono davvero dei bachi nel software della realt\u00e0, come suggeriva il film <em>Matrix<\/em>. E quando <strong>Aladino<\/strong> dice \u00abApriti sesamo!\u00bb, che cosa sta facendo se non usare una password?<\/p>\n<p>Ma restiamo al libro del <em>Genesi<\/em>, perch\u00e9 l\u00ec troviamo il primissimo esempio di uso persuasivo delle parole. \u00c8 un serpente a parlare, e da secoli i teologi si interrogano sulla diabolica efficacia delle parole che ha usato per convincere Eva a mangiare il frutto proibito. Ovviamente oggi lavorerebbe come consulente di <em>marketing<\/em> della Apple perch\u00e9 la sua capacit\u00e0 di vendere il prodotto \u00e8 straordinaria. Su una cosa siamo tutti d\u2019accordo: quelle parole funzionarono perch\u00e9 convinsero Adamo ed Eva a disobbedire a Dio. Ma fu un bene o fu un male? Se dovessimo fare un sondaggio, ci divideremmo tra chi legge in chiave positiva la ribellione al Potere Supremo e chi, invece, la considera un malanno. Fu \u201cmanipolazione\u201d o \u201cemancipazione\u201d? \u2013 per usare le espressioni scelte per questo ciclo di incontri.<\/p>\n<p>Non a caso la locandina di questo evento presenta <strong>Biancaneve<\/strong> che sta per accettare la mela avvelenata dalla strega. \u00c8 anch\u2019esso un frutto ambivalente, perch\u00e9 \u2013 non so se lo sapete \u2013 la strega usa un trucco da prestigiatore per fregare la ragazza. Met\u00e0 della mela non \u00e8 avvelenata, dunque la strega pu\u00f2 addentarla sul lato sano e nasconderne la natura letale. Biancaneve la mangia dal lato sbagliato e sappiamo cosa le succede.<\/p>\n<p>Se ci pensiamo bene, \u00e8 la stessa cosa che accade con le mele moderne, gli <em>smartphone<\/em>: per venderli bisogna celebrarne la met\u00e0 performante, seducente, <em>cool<\/em>. Le pubblicit\u00e0 devono nascondere la met\u00e0 avvelenata di questi oggetti, fatta di manodopera sottopagata, suicidi nelle fabbriche e condizioni di lavoro infernali. Il nostro pianeta \u00e8 letteralmente sommerso da parole che raccontano la prima met\u00e0, mentre la parte avvelenata praticamente non ha voce. E quando leggo lo slogan di lancio dell\u2019Iphone 6 \u2013 \u201c\u00c8 cambiata solo una cosa. Tutto.\u201d \u2013 mi sembra di sentire i lavoratori che lo assemblano alla Foxconn, che replicano \u00abEh, magari. Per noi non \u00e8 cambiato un c***o.\u00bb Parole sotto i riflettori che nascondono parole in ombra.<\/p>\n<p>La prima indagine scientifica sul potere della parola risale alla Parigi del 1784. In quell\u2019anno una commissione studia i presunti poteri paranormali di un medico tedesco, <strong>Franz Anton Mesmer<\/strong>. Il verbo \u201cmesmerizzare\u201d lo dobbiamo a lui: oggi diciamo che qualcosa ci ha \u201cmesmerizzato\u201d per dire che ci ha colpiti e sedotti. Mesmer \u00e8 convinto di poter curare i malati con la sola imposizione delle mani. Come nella moderna pranoterapia, crede di proiettare dalle dita un fluido magnetico, in grado di sciogliere i nodi che impediscono al fluido vitale di scorrere liberamente nel corpo dei malati. La commissione scopre che il fluido non esiste ma deve ammettere che l\u2019azione del medico ha una certa efficacia. Oggi conosciamo l\u2019effetto placebo e sappiamo che la convinzione di venire curati ha effetti concreti sull\u2019organismo. All\u2019epoca la commissione ne intuisce l\u2019esistenza attraverso un test molto ingegnoso. Uno dei commissari mette le mani a una certa distanza dal petto di un soggetto e costui sente una sensazione di calore. Spostando le mani lungo il corpo, l\u2019impressione di caldo le segue. Poi il soggetto viene bendato, e questa volta le varie azioni gli vengono solo descritte. \u00abHai le mani vicino alle spalle, cosa senti? Ora le sto imponendo sui fianchi, cosa senti?\u00bb Non c\u2019\u00e8 nessuna imposizione delle mani, eppure le sole parole provocano le stesse sensazioni. La commissione conclude che non \u00e8 il fluido di Mesmer ad agire sui malati ma le sue parole, che stimolano l\u2019immaginazione e provocano vere e proprie reazioni fisiche. La moderna psicoterapia e l\u2019ipnosi affondano le proprie radici in questa scoperta sensazionale.<\/p>\n<p>Da sempre poeti e cantastorie sono consapevoli del potere che hanno le parole di stimolare \u2013 in chi ascolta \u2013 sensazioni di compassione, vendetta, tenerezza, rabbia, confusione, terrore\u2026 A lungo l\u2019indagine di queste possibilit\u00e0 \u00e8 stata di carattere pratico: sono stati elaborati miti e leggende, scritti romanzi e composte canzoni. Solo negli ultimi due secoli psicologi e neuroscienziati hanno iniziato a studiare gli effetti del linguaggio in maniera pi\u00f9 rigorosa e quantitativa. Le scoperte che sono state fatte sono estremamente affascinanti.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scoperto che le parole possono modificare la percezione. Nel 1968 <strong>Paul R. Wilson<\/strong> si presenta all\u2019Universit\u00e0 del Queensland con un collega, chiedendo agli studenti: \u00abSecondo voi, quanto \u00e8 alto questo signore?\u00bb Fa la stessa domanda a tre classi diverse, con una sola differenza. Alla prima classe dice che si tratta di un laureando; alla seconda, che \u00e8 un assegnista di ricerca; alla terza, che \u00e8 un professore a tempo pieno. Ogni studente misura con lo sguardo l\u2019altezza dell\u2019uomo e Wilson raccoglie le varie stime; scoprendo che le diverse classi hanno visto altezze diverse: man mano che la carica sale, aumenta anche l\u2019altezza che gli viene attribuita. L\u2019uomo \u00e8 sempre lo stesso, ma chi crede di trovarsi davanti a un professore lo vede pi\u00f9 alto di chi crede che si tratti di uno studente. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Paul R. Wilson, \u201cPerceptual distortion of height as a function of ascribed academic status\u201d in The Journal of Social Psychology, febbraio 1968; 74(1): 97-102.\">3]<\/abbr><\/p>\n<p>Si \u00e8 scoperto che le parole possono modificare i ricordi. Nel 1975 <strong>Elizabeth Loftus<\/strong> fa vedere ad alcuni soggetti le fotografie di un incidente stradale. A met\u00e0 di loro viene chiesto di stimare a quale velocit\u00e0 andassero le auto quando si sono \u201ctoccate\u201d, all\u2019altra met\u00e0 quanto andassero veloci quando si sono \u201cscontrate\u201d. Tutti vedono lo stesso set di immagini, ma i due verbi hanno influenzato in modo diverso l\u2019immaginazione: chi ha sentito la parola \u201ctoccate\u201d stima una velocit\u00e0 pi\u00f9 bassa rispetto a chi ha sentito la parola \u201cscontrate\u201d. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Elizabeth F. Loftus e John C. Palmer, \u201cReconstruction of Automobile Destruction: An Example of the Interaction Between Language and Memory\u201d in Journal of Verbal Learning and Verbal Behaviour, 1974, 13, 585-589.\">4]<\/abbr><\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 subdola \u00e8 che quelle parole sono nascoste in una domanda e quindi passano quasi inosservate a chi le ascolta. \u00c8 per questo che in tribunale, durante gli interrogatori, non basta registrare le risposte ma bisogna tener traccia anche delle domande: le parole scelte, infatti, possono manipolare i ricordi di un testimone in favore o contro l\u2019imputato. Noi maghi usiamo lo stesso meccanismo per cancellare \u2013 dal ricordo degli spettatori \u2013 ogni indizio del trucco usato; il nostro lavoro consiste nel lasciare l\u2019impressione di aver assistito a qualcosa di totalmente inspiegabile.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto che rende interessanti le parole, a noi illusionisti, \u00e8 il loro potenziale sorprendente. Le parole possono stupire. Ve ne faccio qualche esempio.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2011 <strong>Giuliano Ferrara<\/strong> organizza a Milano un evento a sostegno di <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>. Nel suo discorso fa riferimento al pensiero di un noto filosofo tedesco. Qualche giorno dopo, il sito satirico <em>spinoza.it<\/em> riporta la notizia in tre parole.<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abFerrara cita Kant.<br \/>\nI tre stadi dell\u2019evoluzione.\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"@milingopapa, 17.2.2011.\">5]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Quando arriva, la battuta provoca una risata. A un tecnico dello stupore come me interessa studiarne il meccanismo. Se ci fermiamo ad analizzarla ci accorgiamo che il gioco sfrutta la \u201cpolisemia\u201d, ovvero la possibilit\u00e0 \u2013 per una parola \u2013 di avere due significati distinti. Qui \u00e8 l\u2019oscillazione tra il verbo e la scimmia a creare l\u2019effetto sorpresa. Una volta che si \u00e8 ricostruito il meccanismo, viene voglia di riapplicarlo.<\/p>\n<p>L\u2019ha fatto qualche mese pi\u00f9 tardi il suo autore, che si firma <em>@milingopapa<\/em>. All\u2019epoca <strong>Angelino Alfano<\/strong> \u00e8 ancora tra i fedelissimi dell\u2019ex premier, e citando la notizia del giorno in tre parole,\u00a0<em>@milingopapa<\/em> scrive:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abBerlusconi candida Alfano.<br \/>\nQuale delle tre \u00e8 pi\u00f9 fastidiosa?\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"@milingopapa, 9.11.2011.\">6]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il gioco \u00e8 talmente ingegnoso che ve lo lascio come esercizio: ora che avete capito come funziona, potete provare a raccontare qualche notizia di attualit\u00e0 sfruttando l\u2019effetto sorpresa dovuto alla polisemia. Il punto \u00e8 che se alleni lo sguardo alla meraviglia ne trovi esempi nei luoghi pi\u00f9 impensati. Uno dei pi\u00f9 curiosi l\u2019ho trovato su un cartello nel parcheggio dell\u2019IKEA ed \u00e8 un esempio di polisemia che ha risvolti pratici inaspettati. Eccolo:<\/p>\n<div id=\"attachment_24637\" style=\"width: 1010px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24637\" class=\"wp-image-24637 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/001.jpg\" alt=\"001\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><p id=\"caption-attachment-24637\" class=\"wp-caption-text\">Lascia qui il carrello! Grazie. Lo troverai all&#8217;interno del negozio.<\/p><\/div>\n<p>Qui dovete immaginare due clienti. La prima ha parcheggiato e sta cercando un carrello per mettervi gli articoli che acquister\u00e0. La seconda \u00e8 appena uscita dal negozio, ha svuotato il carrello in macchina e non sa a chi restituirlo.<\/p>\n<p>La prima vede la fila di carrelli ed \u00e8 tentata di prenderne uno, ma la scritta la dissuade: lascialo qui, ne troverai uno all\u2019interno del negozio. Per lei \u201cLascia qui\u201d significa \u201cNon prenderlo ancora.\u201d<\/p>\n<p>La seconda non sa dove mettere il carrello e la stessa scritta le d\u00e0 istruzioni diverse: lascialo qui, grazie! Per lei \u201cLascia qui\u201d significa \u201cAggancialo agli altri e abbandonalo qui.\u201d<\/p>\n<p>Chi ha concepito questo cartello \u00e8 riuscito a ragionare a due livelli e sfruttare la polisemia in un modo molto ingegnoso. Le stesse parole danno istruzioni diverse a persone diverse. Eppure la polisemia non \u00e8 sfacciata: la frase non sembra ambigua, e ciascuna delle due clienti la sente rivolta a s\u00e9. Questa ambiguit\u00e0 \u00e8 molto sfruttata da noi maghi.<\/p>\n<p>Ne troviamo traccia dal 1784 \u2013 e se vi sembra di aver gi\u00e0 sentito questo anno, non vi sbagliate: \u00e8 lo stesso dell\u2019indagine sui poteri di Mesmer. Siamo di nuovo a Parigi e il mago italiano\u00a0<strong>Giuseppe Pinetti<\/strong> vende, dopo ogni spettacolo, un libretto che insegna dei giochi di prestigio. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"\u201cChapitre XV. D\u00e9terminer la pens\u00e9e de quelqu\u2019un, en l\u2019assurant que l\u2019on \u00e9crira d\u2019avance sur un papier ce que comportera le tas de cartes qu\u2019elle choisira sur les deux qu\u2019on aura plac\u00e9es sur la table\u201d in Giuseppe Pinetti, Amusemens physiques et diff\u00e9rentes exp\u00e9riences divertissantes, Hardouin, Paris 1784, pp. 39-41.\">7]<\/abbr>\u00a0 Uno coinvolge due mazzetti di carte e un biglietto su cui il mago ha scritto qualcosa. Dopo aver scelto liberamente un mazzetto, lo spettatore apre il biglietto e scopre che la sua scelta era stata prevista correttamente.<\/p>\n<p>Il trucco sfrutta la polisemia: il mago ha scritto la parola \u201csette\u201d ed entrambi i mazzetti hanno a che fare con quel numero. Un mazzetto \u00e8 composto da sette carte e l\u2019altro da tre: se lo spettatore sceglie il primo, il numero \u201csette\u201d descrive correttamente il numero di carte da cui esso \u00e8 composto. Se invece lo spettatore sceglie il secondo, il mago sfrutta l\u2019ambiguit\u00e0 della parola attribuendole un significato diverso: le tre carte sono altrettanti 7, mentre le sette carte sono figure sparse (re, regine e fanti); invece di contarle una per una, l\u2019illusionista si limita a sventagliarle e far notare che lo spettatore ha scelto \u201ci sette\u201d e non le figure.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe farvi toccare con mano un esempio pi\u00f9 subdolo di uso manipolatorio delle parole. Immaginate che il giornale di domani riporti questa notizia:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abPsicocineta al Gioberti. Con la forza del pensiero fa uscire testa o croce a richiesta. 100% di successi. Duecento testimoni lo confermano.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Pochi di voi sarebbero disposti a crederci, ma tra qualche istante cambierete idea. Tra di voi, infatti, si nasconde una persona dotata di poteri psicocinetici, in grado di influenzare il lancio di una moneta. Io ho sviluppato un metodo infallibile per trovarla. Alzatevi tutti in piedi. Sto per lanciare una moneta. Divider\u00f2 l\u2019aula in due settori: voi a destra cercherete di spingerla affinch\u00e9 cada sulla testa; voi a sinistra la spingerete perch\u00e9 esca \u201ccroce\u201d. La lancio\u2026 \u00e8 caduta sulla croce. Lo psicocineta si nasconde tra di voi a sinistra. Voi a destra sedetevi. Senza accorgervene, state partecipando al pi\u00f9 grande \u201cIndovina chi?\u201d del mondo. Mi rivolgo a voi che siete rimasti in piedi: quelli davanti spingano perch\u00e9 la moneta cada sulla testa, quelli dietro spingano croce.<\/p>\n<p><em>[Otto successivi lanci selezionano una sola persona che ha spinto correttamente tutte le volte.]<\/em><\/p>\n<p>Tu che sei rimasta in piedi, come ti chiami? Te lo chiedo per avvertire i giornali. Che domani titoleranno come avevo annunciato. Tutto vero. Peccato che al lettore comune manchi un pezzo per interpretare correttamente il titolo. Se facessimo un semplice <em>fact checking<\/em> della notizia, ognuna delle frasi \u00e8 vera. Eppure il loro accostamento produce un effetto chiaramente manipolatorio, buono per una puntata di <em>Kazzenger<\/em>. \u00c8 necessaria la giusta cornice per farsi un\u2019idea corretta di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto qui questa mattina.<\/p>\n<p>Un gioco del genere pu\u00f2 essere sfruttato per mettere a punto un\u2019ingegnosa truffa finanziaria. Fatevi un indirizzario con un migliaio di email. A 500 persone scrivete un\u2019email in cui vi presentate dicendo:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abMi chiamo cos\u00ec e cos\u00e0, lavoro come consulente finanziario e ho sviluppato un metodo infallibile per prevedere l\u2019andamento della borsa. Domani le azioni Unicredit saliranno.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Alle altre 500 persone, mandate la stessa email scrivendo che le azioni scenderanno. Il giorno dopo verificate se le Unicredit sono salite o scese. Dimenticatevi dei 500 con cui avete sbagliato e mandate una seconda email alla met\u00e0 giusta. A 250 dite che l\u2019indomani Unicredit salir\u00e0, agli altri 250 che scender\u00e0. Giorno dopo giorno, abbandonate quelli con cui vi siete sbagliati e continuate a scrivere a quelli con cui vi \u00e8 andata bene. Il quinto giorno avrete selezionato 30 persone che per cinque giorni consecutivi hanno ricevuto da voi previsioni corrette. \u00c8 ora di passare all\u2019incasso. Mandate a costoro un\u2019ultima email:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">Nei giorni scorsi ti ho dato ampia prova delle mie doti previsionali. Con un curriculum del 100% di successi, e per la modica somma di 1000 euro, posso condividere con te le mie prossime visioni. Clicca qui per pagarmi via PayPal.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E poi sparite.<\/p>\n<p>L\u2019economista <strong>Nassim Taleb<\/strong> ritiene che buona parte dei cosiddetti \u201cesperti\u201d in ambito finanziario siano stati selezionati da un meccanismo di questo tipo, e dunque non abbiano alcuna reale conoscenza dei meccanismi del mercato. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Nassim Nicholas Taleb, Giocati dal caso, Il Saggiatore, Milano 2008, p. 158.\">8]<\/abbr>\u00a0 Il fattore di cui sono dotati \u00e8 un grande Cu.L.O. \u2013 acronimo di cui non ricordo esattamente il significato.<\/p>\n<p>Vorrei chiudere sull\u2019attualit\u00e0. Da qualche giorno si parla di un intervento italiano in Libia ed \u00e8 interessante analizzare le parole che vengono usate. Che cosa intende il nostro governo quando dice che l\u2019Italia ha in programma una \u201cmissione di pace\u201d. Qui la parola velenosa \u00e8 \u201cpace\u201d. Ogni volta che qualcuno dice la parola \u201cpace\u201d, dobbiamo sempre chiederci: pace\u2026 per chi? Perch\u00e9 spesso, in occasioni come questa, la pace delle popolazioni locali non ci interessa minimamente: \u00e8 la pace per gli italiani che hanno interessi in quei luoghi, sono le nostre aziende che vogliono essere lasciate in pace. Visto che nel titolo di questo incontro si parla di veleno ma anche di antidoto, il miglior modo per disattivare la forza manipolatoria di quella parola \u00e8 studiare la storia. E io che sono un mago, naturalmente vi racconto la storia di un collega.<\/p>\n<p>Nel 1850, lui \u00e8 David Copperfield:<\/p>\n<div id=\"attachment_24474\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24474\" class=\"wp-image-24474 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/JERH.jpg\" alt=\"Robert-Houdin\" width=\"1024\" height=\"575\" \/><p id=\"caption-attachment-24474\" class=\"wp-caption-text\">Jean-Eug\u00e8ne Robert-Houdin (1805-1871)<\/p><\/div>\n<p>Il mago dei maghi. Si chiama <strong>Robert-Houdin<\/strong> e il generale Desvaux l\u2019ha definito \u201cl\u2019uomo che pi\u00f9 di tutti ha lavorato per la pace in Algeria.\u201d Torna l\u2019Africa, torna la parola magica \u201cpace\u201d. Che cosa vuol dire \u201clavorare per la pace\u201d? All\u2019epoca l\u2019Algeria non \u00e8 libera: \u00e8 stata sottomessa dalla Francia, che ne ha fatto una propria colonia. Le popolazioni locali cercano di ribellarsi al giogo, ma le repressioni francesi sono violentissime. A guidare la battaglia per la liberazione sono i Marabutti, leader religiosi musulmani a cui si attribuiscono doti soprannaturali. Per stroncarli, <strong>Napoleone III<\/strong> coinvolge David Copperfield. Manda Robert-Houdin in Algeria con lo scopo di dimostrare che la magia europea \u00e8 pi\u00f9 potente di quella africana.<\/p>\n<p>Sul suo diario, il mago francese scrive:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abQuesti falsi profeti sono meno magici di me; nonostante questo riescono a infiammare il fanatismo dei loro adepti usando trucchi magici, roba primitiva quanto gli spettatori cui vengono presentati. Dobbiamo dimostrare che noi siamo superiori in tutto, anche e soprattutto nella magia.\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Jean Eug\u00e8ne Robert-Houdin, Confidences d\u2019un prestidigitateur, Vol. 2, Libraire Nouvelle, Parigi 1859, p. 249.\">9]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il 28 ottobre 1856 l\u2019offensiva francese ha due fronti. Nella regione della Cabilia mira ad annientare i corpi degli algerini. Ad Algeri lo spettacolo di Robert-Houdin deve annientare il morale dei Marabutti. Guerra coloniale psicomagica. Ovviamente i musulmani, che non sono scemi, disertano il teatro. Sul suo diario, il mago se lo spiega cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">Si tratta di individui indolenti che preferiscono stendersi su un tappeto a fumare piuttosto che partecipare a uno spettacolo. [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Robert-Houdin 1859, p. 257.\">10]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Quando le milizie francesi si accorgono che il teatro \u00e8 vuoto, vi trascinano a forza sessanta capi musulmani. Invece delle tute arancio di Guantanamo fanno loro indossare dei mantelli rossi, simbolo della sottomissione ai francesi. Lo spettacolo della pace ha inizio e Robert-Houdin prende un cappello e tira fuori\u2026 un coniglio? Macch\u00e9, troppo tenero. Una colomba con un ramoscello d\u2019ulivo nel becco? No, una palla di cannone.<\/p>\n<p>Seguono vari numeri che dimostrano la <em>grandeur<\/em> della Francia e per il clou dello spettacolo il mago chiama un musulmano sul palco e lo invita a sollevare una valigia. L\u2019uomo ci riesce facilmente. Poi, imponendo le mani, Robert-Houdin prosciuga lo spettatore da ogni forza e gli dice letteralmente:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abEd eccoti qua, pi\u00f9 debole di una femminuccia!\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Robert-Houdin 1859, p. 267.\">11]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il musulmano non sa che la base della valigia \u00e8 metallica e sotto il palco c\u2019\u00e8 una potente elettrocalamita. Una volta accesa, alzare la valigia \u00e8 impossibile. Ma il nostro portatore di pace \u00e8 stato ancora pi\u00f9 crudele, perch\u00e9 ha collegato alla valigia un generatore di corrente. Quello che succede lo possiamo leggere direttamente sul diario del mago, che scrive:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abQuell\u2019Ercole fino ad allora cos\u00ec potente e orgoglioso deve piegare la testa. A un mio segnale, una scossa elettrica prodotta da un apparecchio a induzione viene inviata dal fondo del palco al manico dello scrigno. Il musulmano inizia a contorcersi. [\u2026] Aggrappate allo scrigno, le braccia cercano di avvicinarsi al petto con un violento spasmo muscolare; le gambe si piegano e l\u2019uomo cade in ginocchio, reprimendo un urlo di dolore [\u2026] Prolungare troppo quello strazio sarebbe un atto di barbarie. A un secondo segnale il flusso di corrente si interrompe. Finalmente in grado di staccare le mani, l\u2019uomo le solleva sopra la testa: &#8220;Allah! Allah!&#8221;, urla terrorizzato, poi si avvolge tra le pieghe del mantello pieno di vergogna e si precipita in sala, uscendo dal teatro di corsa.\u00bb [<abbr class=\"foot-note\" title=\"Robert-Houdin 1859, pp. 268-269.\">12]<\/abbr><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La scena non pu\u00f2 non ricordarci quanto \u00e8 successo in Iraq nel 2003 ad Abu Ghraib, dove gli americani torturavano i musulmani con le scosse elettriche. Perch\u00e9 \u00e8 questo che succede quando noi occidentali \u201cportiamo la pace\u201d.<\/p>\n<p>La guerra psicomagica \u00e8 accaduta davvero, ma non dovete credermi sulla parola. Per la modica cifra di 2070 euro trovate il libro in cui Robert-Houdin la racconta in prima persona. Il prezzo non esattamente popolare mi fa tornare in mente tre parole, il cui effetto su di me \u00e8 stato devastante. Nell\u2019ottobre 2014 a Bologna, insieme ai <strong>Wu Ming<\/strong>, siamo andati a sentire\u00a0<strong>Robert Darnton<\/strong>, il direttore della biblioteca di Harvard, custode di oltre 15 milioni di libri. Tema dell\u2019incontro era l\u2019importanza dell\u2019accesso libero alla conoscenza. Darnton sta lavorando a un database per rendere disponibile pubblicamente un gigantesco patrimonio di volumi. Tra le varie slide ha proiettato una foto della facciata della biblioteca di Boston, sul cui frontone ci sono scritte tre parole.<\/p>\n<div id=\"attachment_24638\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24638\" class=\"size-full wp-image-24638\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/002.jpg\" alt=\"Free-to-all\" width=\"640\" height=\"360\" \/><p id=\"caption-attachment-24638\" class=\"wp-caption-text\">Free-to-all. Gratis per tutti.<\/p><\/div>\n<div class=\"container totale nopad centrato\"><\/div>\n<p>A proposito di parole che agiscono, a me \u00e8 preso un brivido. Sono tornato a Torino e mi sono detto: devo anch\u2019io mettere in piedi un database del genere dedicato ai libri di magia. Qua e l\u00e0 sulla Rete li devo scovare tutti, a uno a uno. Da allora \u2013 insieme all\u2019amico <strong>Mauro Ballesio<\/strong> \u2013 ne ho trovati pi\u00f9 di 1700, tutti a libero accesso e catalogati per autore, titolo, anno, tipologia, editore\u2026 Il progetto si chiama <em>Biblioteca Magica del Popolo<\/em>, \u00e8 nato grazie a quelle tre parole ed \u00e8 sul mio sito personale all\u2019indirizzo <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/biblioteca\"><em>www.marianotomatis.it\/biblioteca<\/em><\/a>. Naturalmente vi trovate anche i due volumi dei diari di Robert-Houdin [<abbr class=\"foot-note\" title=\"I due volumi delle Confidences d\u2019un prestidigitateur di Jean-Eug\u00e9ne Robert-Houdin sono qui: Vol. 1 | Vol. 2.\">13]<\/abbr>\u00a0, quindi scordatevi di pagare duemila euro: scaricateli sul cellulare e usateli per allenare il vostro francese.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 sempre chi obietta che un progetto del genere \u00e8 solo una goccia nel mare. Contro i nichilisti, capaci solo di smontare qualunque tentativo di resistenza alle leggi del mercato, io ho un antidoto. Non \u00e8 proprio una formula magica, ma con me funziona. \u00c8 un dialogo tratto da\u00a0<em>Q<\/em>, il romanzo pi\u00f9 noto dei Wu Ming. Ogni tanto lo rileggo, perch\u00e9 le sue parole mi aiutano a rimettere la barra al centro. Da una parte c\u2019\u00e8 Eloi, che cerca di proporre uno stile di vita alternativo a quello dei ricchi mercanti. Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 il protagonista, pi\u00f9 cinico e rassegnato, che commenta:<\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"citazione\">\u00abE tu vorresti convincere i mercanti gi\u00f9 al porto che \u00e8 meglio per il loro spirito dare tutto a voi altri\u2026?\u00bb<br \/>\nEloi risponde: \u00abNient\u2019affatto. Voglio convincerli che \u00e8 pi\u00f9 bella una vita libera dalla schiavit\u00f9 del denaro e delle merci.\u00bb<br \/>\n\u00abScordatelo. Te lo dice uno che i ricchi li ha combattuti per tutta la vita.\u00bb<br \/>\nEloi stringe gli occhi e alza il bicchiere.<br \/>\n\u00abNoi non vogliamo combatterli, sono troppo forti. Vogliamo sedurli.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<div class=\"container totale\">\n<p class=\"foot-note-text\">1. Michael White, <em>La terapia come narrazione. Proposte cliniche<\/em>, Astrolabio Ubaldini, Roma 1992.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">2. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/alaindebotton\/status\/288582042608885760\"><em>@alaindebotton<\/em>, 8.1.2013.<\/a><\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">3. Paul R. Wilson, <a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/5640254\">\u201cPerceptual distortion of height as a function of ascribed academic status\u201d<\/a> in <em>The Journal of Social Psychology<\/em>, febbraio 1968; 74(1): 97-102.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">4. Elizabeth F. Loftus e John C. Palmer, <a href=\"https:\/\/webfiles.uci.edu\/eloftus\/LoftusPalmer74.pdf\">\u201cReconstruction of Automobile Destruction: An Example of the Interaction Between Language and Memory\u201d<\/a> in <em>Journal of Verbal Learning and Verbal Behaviour<\/em>, 1974, 13, 585-589.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">5. <a href=\"http:\/\/alter.spinoza.it\/live\/2011\/02\/17\/16\/\"><em>@milingopapa<\/em>, 17.2.2011.<\/a><\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">6. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/spinozait\/status\/134316124211912704\"><em>@milingopapa<\/em>, 9.11.2011.<\/a><\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">7. \u201cChapitre XV. D\u00e9terminer la pens\u00e9e de quelqu\u2019un, en l\u2019assurant que l\u2019on \u00e9crira d\u2019avance sur un papier ce que comportera le tas de cartes qu\u2019elle choisira sur les deux qu\u2019on aura plac\u00e9es sur la table\u201d in <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/biblioteca\/index.php?code=PIN1784\">Giuseppe Pinetti, <em>Amusemens physiques et diff\u00e9rentes exp\u00e9riences divertissantes<\/em>, Hardouin, Paris 1784<\/a>, pp. 39-41.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">8. Nassim Nicholas Taleb, <em>Giocati dal caso<\/em>, Il Saggiatore, Milano 2008, p. 158.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">9. <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/biblioteca\/index.php?code=RO21859\">Jean Eug\u00e8ne Robert-Houdin, <em>Confidences d\u2019un prestidigitateur<\/em>, Vol. 2, Libraire Nouvelle, Parigi 1859, p. 249<\/a>.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">10. Robert-Houdin 1859, p. 257.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">11. Robert-Houdin 1859, p. 267.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">12. Robert-Houdin 1859, pp. 268-269.<\/p>\n<p class=\"foot-note-text\">13. I due volumi delle <em>Confidences d\u2019un prestidigitateur<\/em> di Jean-Eug\u00e8ne Robert-Houdin sono qui: <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/biblioteca\/index.php?code=RO11859\">Vol. 1<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/biblioteca\/index.php?code=RO21859\">Vol. 2<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8211; [Il 19 marzo scorso, un sabato mattina,\u00a0Enrico Manera, Mariano Tomatis e Wu Ming 1 erano\u00a0nell&#8217;aula magna del liceo Gioberti di Torino, invitati dall&#8217;Unione Culturale e dagli studenti della 5a G vincitori del\u00a0Premio Antonicelli 2015\/2016. 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