{"id":24102,"date":"2016-03-03T00:00:52","date_gmt":"2016-03-02T23:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=24102"},"modified":"2016-03-06T23:49:09","modified_gmt":"2016-03-06T22:49:09","slug":"viaggio-nelle-nuove-foibe-prima-puntata-chi-sogna-una-foiba-in-maremma-di-alberto-prunetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2016\/03\/viaggio-nelle-nuove-foibe-prima-puntata-chi-sogna-una-foiba-in-maremma-di-alberto-prunetti\/","title":{"rendered":"Viaggio nelle nuove #foibe, prima puntata. Chi sogna una foiba in #Maremma?  &#8211; di Alberto Prunetti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_24139\" style=\"width: 541px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24139\" class=\"wp-image-24139 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/2_9_1_manifesti_2-3.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"760\" \/><p id=\"caption-attachment-24139\" class=\"wp-caption-text\">\u00abCittadini.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Questo post del Prunetti\u00a0inaugura una miniserie in tre puntate a cura del gruppo di lavoro\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?tag=nicoletta-bourbaki\">Nicoletta Bourbaki<\/a><\/strong>: <i>Viaggio nelle nuove foibe<\/i>.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi, in giro per l&#8217;Italia, vari soggetti si sono sbracciati\u00a0&#8211;\u00a0<em>Ehi! Giornalistaaaa!\u00a0Qui! Proprio qui!<\/em>\u00a0&#8211;\u00a0per attirare l&#8217;attenzione\u00a0su un insieme di foibe di cui nessuno aveva mai sentito parlare prima&#8230; a parte mio cuggino, che conosceva uno che aveva una sorella che aveva\u00a0origliato una discussione in cui si diceva\u00a0che dei partigiani avevano sparato a degli italiani&#8230;<br \/>\n&#8211; &#8220;Italiani&#8221; come? Italiani e basta? O fascisti?<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9, non sono italiani i fascisti????<\/p>\n<p>Alcune di queste foibe\u00a0hanno una curiosa caratteristica: sono mobili, tendono a viaggiare.\u00a0Un giorno ne avvistano una a Panzana\u00a0di San Frottolo, il giorno dopo \u00e8\u00a0gi\u00e0 a Bufalizza, 40 km. pi\u00f9 a nord, e in diversi\u00a0la inseguono,\u00a0come <strong>Wile E. Coyote<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/bFNx7YFwFfI\" target=\"_blank\">quando\u00a0Beep Beep gli ruba la buca<\/a>,\u00a0e se la contendono,\u00a0con un approccio\u00a0che definiremmo &#8220;da Pro Loco&#8221;: &#8211;\u00a0Una foiba anche nel nostro comune!<\/p>\n<p>E i numeri, santo dio, i numeri&#8230;<br \/>\n&#8211; A Fandoniara c&#8217;\u00e8 una foiba con dentro 800 morti!<br \/>\n&#8211; Urca! Hai delle prove?<br \/>\n&#8211; Non c&#8217;\u00e8 bisogno, lo sanno tutti che da queste parti i partigiani&#8230;<br \/>\n&#8211; Scusa, ma\u00a0di quale foiba parli?<br \/>\n&#8211; La buca\u00a0tra Fandoniara e Villa Bubbola!<br \/>\n&#8211;\u00a0Quella? Ma che stai dicendo, \u00e8 una grotta dove sar\u00e0 sceso un migliaio di speleologi&#8230;<br \/>\n&#8211; Negazionista! Vergognati! Giornalistaaaaa!\u00a0Qui c&#8217;\u00e8 uno che nega le foibe!<\/p>\n<p>Chi sono questi nuovi avvistatori di foibe? Sedetevi, ch\u00e9 la risposta vi sbalordir\u00e0.<br \/>\nVi siete seduti?<!--more--><\/p>\n<p>Sono fascisti.<\/p>\n<p>&#8211; Nooooooo&#8230;.<br \/>\nPazzesco, eh?\u00a0Ma non ci sono solo loro, purtroppo. Come vedremo nella prossima puntata, in alcuni casi c&#8217;\u00e8 anche il Partito della nazione, con una parte di\u00a0sinistra\u00a0allo sbando che si presta al servizietto antipartigiano,\u00a0e\u00a0soggetti ambigui\u00a0in (cattivo) odore di &#8220;rossobrunismo&#8221;.<\/p>\n<p>Il ruolo pi\u00f9 putrido, in ogni caso, se lo \u00e8 preso la stampa locale.<\/p>\n<p>Ma poi, anche esistessero, chi ci sarebbe dentro queste &#8220;foibe&#8221; di cui nessuno s&#8217;era mai accorto?<br \/>\nAnche questa risposta vi sbalordir\u00e0, sedetevi ch\u00e9&#8230; Come? Ah, avete gi\u00e0 capito? Ok.<\/p>\n<p>Le prossime puntate non faranno solo debunking degli ultimi casi, ma risaliranno ad alcuni precedenti del passato prossimo, gettando luce sulla genesi di questo dispositivo e di queste campagne d&#8217;allarme.<\/p>\n<p>Ora, non resta che lasciare la parola al Prunetti, con la grottesca vicenda della &#8220;foiba di Roccastrada&#8221;. Buona lettura. [<strong>WM<\/strong>]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">_<\/p>\n<p>di <strong>Alberto Prunetti <\/strong>*<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn seguito allo scoppiar dell\u2019uragano fascista ho sentito prepotente il bisogno di riprendere in mano la penna e richiamare la musa, onde sfogare il mio sdegno contro la pi\u00f9 grossa delle infamie [\u2026], con modesti versi destinati a quella parte del popolo la quale, sebben vittima delle pi\u00f9 bestiali e inaudite vessazioni e torture, non si \u00e8 lasciata travolgere dalla marea delle Camicie Nere [\u2026]\u00bb<br \/>\nAntonio Gamberi, <i>Battaglie antifasciste<\/i>, 1926 [Nota: a Gamberi \u00e8 intestata la biblioteca municipale di Roccastrada].<\/p><\/blockquote>\n<p>Non \u00e8 un uragano, \u00e8 una bolla d\u2019acqua, ma \u00e8 meglio aprire subito l\u2019ombrello e ripararsi.\u00a0Non vorrei che l\u2019influenza diventasse perniciosa e che il contagio virale di foibe immaginarie si estendesse a ogni ricorrenza di calendario. Fermiamolo subito a Roccastrada, provincia di Grosseto, e speriamo nella forza degli anticorpi e nell\u2019omeopatia del nostro lavoro di smontaggio.<\/p>\n<p>A Roccastrada dicono che c\u2019\u00e8 una foiba.<br \/>\nMa bisognerebbe capire chi lo dice e perch\u00e9 lo dice.<br \/>\nE soprattutto, senza riferimenti storici e documentali, \u00e8 un si dice.<br \/>\nSi dice anche che la foiba sia solo un pozzo.<br \/>\nSi dice poi, e vale come quel che si dice, che un fantasma agiti le catene la notte del 24 luglio in una cripta nei pressi di Roccastrada.<br \/>\nSi dice che un lupo si specchi\u00f2 in fondo a un pozzo e pens\u00f2 di esservi caduto dentro. Povero locco.<br \/>\nSi dice.<br \/>\nA Follonica si dice che un fascista fu tirato a un maiale.<br \/>\nMa il maiale non lo diger\u00ec e lo ricac\u00f2 intero.<br \/>\nSi dice.<\/p>\n<p>Non si dice troppo spesso invece, perch\u00e9 non \u00e8 bello, che a Roccastrada c&#8217;era un campo di concentramento fascista per gli ebrei.<\/p>\n<p>Vediamo allora questa storia piena di \u201csi dice\u201d, di \u201cfoibe maremmane\u201d, di maiali e di lupi.<br \/>\nPoi vedremo come fin\u00ec la storia del lupo nel pozzo.<\/p>\n<p>I \u201csi dice\u201d sfumano, i fatti documentati restano. Anche i lager.<\/p>\n<h4><strong>1. Boia d&#8217;una Maremma infoibatrice!<\/strong><\/h4>\n<p>Il 10 febbraio scopro sul quotidiano La Nazione, nella cronaca di Grosseto, un evento sorprendente: una foiba \u00e8 scesa sotto la Linea Gotica, a Roccastrada, in Maremma!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24111 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Nazione-10-febbraio-volantinaggio-lista.jpg\" alt=\"La foiba di Roccastrada dove \u00e8 sepolto il giornalismo.\" width=\"650\" height=\"430\" \/><\/p>\n<p>La Nazione ha solo ripreso alla lettera, senza alcuna verifica, un comunicato stampa di una minuscola lista civica di minoranza, \u201cInsieme per Roccastrada\u201d, che nel giorno del ricordo segnala l\u2019incredibile notizia di una foiba in Maremma, nella zona di Aratrice. In questa foiba non ci starebbero dentro dei santi ma, tutti assieme, \u00absoldati tedeschi\u00bb (leggasi: nazisti), militi della guardia nazionale repubblicana (leggasi:\u00a0criminali repubblichini) e membri non meglio specificati delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Non si capisce da dove arrivino queste informazioni e non vengono forniti\u00a0n\u00e9 nomi n\u00e9 documenti. Tutti per\u00f2 sarebbero stati \u00abassassinati a sangue freddo da partigiani comunisti\u00bb. <em>A sangue freddo<\/em>, su questo non hanno esitazioni, quelli della lista civica.<\/p>\n<p>A dire il vero, una notizia simile <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160302134214\/http:\/\/ricerca.gelocal.it\/iltirreno\/archivio\/iltirreno\/2008\/03\/19\/LG6PO_LG603.html\">avevano provata a lanciarla nel 2008<\/a> alcuni campioni di Alleanza Nazionale. Nell\u2019occasione parlavano addirittura di \u00abuna sessantina di persone\u00bb \u00abuomini e donne gettate vive\u00bb nella foiba. Un fatto enorme, che dovrebbe creare scalpore e che invece non sembra andare oltre i \u201csi dice\u201d e le dietrologie destroidi locali. Stavolta poi, questo 10 febbraio, i dettagli sono meno truci e pi\u00f9 generici.<\/p>\n<p>La notizia mi pare sospetta. Innanzitutto bisognerebbe verificare dove si trova questa \u201cfoiba maremmana\u201d. Contatto, tramite un\u2019amica che fa da intermediaria, un esperto speleologo grossetano e lui non ne sa niente. \u00abPozzo sprofondatoio\u00bb nei pressi di Aratrice? Mai sentito. Foibe ad Aratrice?\u00a0Mai sentite. E credo si sia infilato in parecchie caverne. Ci sono grotte, anche di matrice carsica, nella zona che va verso Prata, per\u00f2 ci si riparano i cinghiali e si contano sulle dita di una mano. Dice che ha letto di una cisterna di Roccastrada, si parlava di una storia di morti durante la guerra. Ma i\u00a0luoghi non tornano: la cisterna, che non sarebbe un sito naturale ma un manufatto umano, starebbe a Roccastrada. Ad Aratrice di grotte non ce ne sarebbero proprio, a suo dire. E il \u00abPozzo sprofondatoio\u00bb di cui parlano quelli della Lista di Roccastrada? Lo speleologo mi suggerisce di verificare su un sito della Federazione Speleologica Toscana che censisce tutte le grotte, gli antri e i pertugi della regione, naturali o artificiali che siano. Procedo.<\/p>\n<p>Tra le grotte naturali, carsiche o meno, <a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/programmi_php\/catasto\/menu.php\">il catasto speleologico<\/a>\u00a0fornisce come output per il comune di Roccastrada solo cinque risultati:<br \/>\n&#8211;\u00a0Grotta del Rio delle Vene;<br \/>\n&#8211; Grotta La Tomba;<br \/>\n&#8211; Buca del Belagaio;<br \/>\n&#8211; Buca delle Venelle;<br \/>\n&#8211; Grotta di Tisignone.<br \/>\nNessuna di queste \u00e8 nella zona di Aratrice. Che una leggenda, di quelle che si raccontano ai bambini, sia nata attorno al leggendario toponimo di \u201cLa Tomba\u201d? La grotta, che \u00e8 in Val di Farma, \u00e8 stata esplorata dall\u2019unit\u00e0 speleologica di Sarteano (SI). Niente fascisti morti l\u00ec dentro. Qualche folletto, ma non rompeva le scatole a nessuno. I nomi rimangono, le leggende crescono.<\/p>\n<p>Provo a vedere se una cisterna o un pozzo sprofondatoio \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.speleotoscana.it\/index.php\/commissioni\/cavita-artificiali\/cavita-artificiali-a-catasto.html\">censito tra le cavit\u00e0 artificiali nel comune di Roccastrada<\/a>, ma non trovo\u00a0risultati di alcun tipo. Niente.<\/p>\n<h4><strong>2. Un &#8220;telefono senza fili&#8221; fascista<\/strong><\/h4>\n<p>Probabilmente a questo punto sulla collocazione della foiba leggendaria dovremo essere edotti da Insieme per Roccastrada, che ne sa pi\u00f9 dei geologi e degli speleologi del posto. Bisognerebbe che ce la indicassero questa foiba, per fare un po\u2019 di speleologia militante e vedere cosa c\u2019\u00e8 dentro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-24110\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Nazione-10-febbraio-foto-falsificata.jpg\" alt=\"La solita falsa foto di foibe\" width=\"250\" height=\"931\" \/>Ma torniamo ai giornali. I sospetti che si stia facendo un\u2019operazione grossolana si accavallano. Dopo il rilancio della notizia della foiba maremmana a pagina 15 della cronaca di Grosseto, continuo a sfogliare e a pagina 19 trovo l\u2019ennesima \u00abfoto sulle foibe\u00bb, a corredo di un evento dell\u2019ISGREC &#8211; Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell&#8217;Et\u00e0 Contemporanea &#8211; di Grosseto. Solo che <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20649\">la foto \u00e8 quella con la didascalia falsa, gi\u00e0 decostruita<\/a> diverse volte, l&#8217;ultima da <strong>Piero Purini<\/strong> con il\u00a0collettivo Nicoletta Bourbaki.\u00a0Si chiama in causa \u00abl\u2019esodo di istriano-dalmati e giuliani\u00bb, evocando\u00a0 storie di italiani in fuga dalla Jugoslavia, ma la foto in realt\u00e0 ci mostra soldati dell\u2019esercito regio italiano che fucilano inermi civili sloveni. La verit\u00e0 storica \u00e8 lontana da queste pagine e un mio sollecito a La Nazione via twitter per ottenere una correzione o una smentita cade nel vuoto.<\/p>\n<p>Poi arriva un articolo sul Tirreno con <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160212082047\/http:\/\/iltirreno.gelocal.it\/grosseto\/cronaca\/2016\/02\/10\/news\/appello-alla-memoria-per-capire-la-storia-1.12936123\">un intervento della direttrice dell&#8217;ISGREC<\/a>. L\u2019evento sembra sfumare. In realt\u00e0, sembra si parli di vecchie voci di paese, di un \u201csi dice\u201d sulla base di lontani ricordi. Si parla di un pozzo, e la direttrice dell\u2019Istituto gi\u00e0 sgonfia le dimensioni carsiche della vicenda. A voler essere generosi con la creduloneria, si pu\u00f2 pensare che qualche nonno fascista l\u2019abbia raccontato a qualcuno e poi \u00e8 arrivato alle orecchie di qualcun altro che nel giorno del ricordo ha allestito qualche volantino e una messa di suffragio. Un telefono senza fili fascista?<\/p>\n<p>Andiamo avanti. La vicenda merita di essere inquadrata meglio nel contesto storico della resistenza maremmana e delle ignobili azioni del fascismo nella zona di Roccastrada. Raccontiamola con un approccio partigiano. Di parte. Noi non crediamo alle memorie condivise.<\/p>\n<p>Quindi ragioniamo su questi si dice e vediamo cosa c\u2019\u00e8 dietro. Diamo un contesto storico al fascismo a Roccastrada. Leghiamo quel pozzo a quel che \u00e8 successo prima in quella zona, per evitare che qualcuno provi a cucinarsi la storia secondo i propri gusti. Che vedremo non sono proprio neutrali. N\u00e9 digeribili. Neanche per i maiali.<\/p>\n<h4><strong>3. Il terrore fascista in Maremma<\/strong><\/h4>\n<p>Partiamo da Roccastrada, provincia di Grosseto, Maremma mineraria.<\/p>\n<p>La zona non \u00e8 carsica. \u00abAratrice\u00bb. Dove l\u2019aratro affonda e rovescia zolle di coltivi, mica rocce carsiche. Quel piano tra Roccastrada e Civitella Paganico, segnato dal verde dei seminativi e da una nuova installazione di pannelli solari che fa male allo sguardo, \u00e8 ben lontano dalla zona del confine orientale. E le poche grotte di queste parti finora interessavano agli appassionati di speleologia, pi\u00f9 che ai nostalgici del ventennio.<\/p>\n<p>Qui non si registrano, documenti alla mano, eccidi di fascisti. Lotta partigiana, dura s\u00ec, con morti e feriti. E anche qui, si ricorda che i fascisti son morti con una palla davanti, i partigiani spesso con le carni torturate a sangue dopo duri tormenti. Oppure con un colpo di mitraglia alla nuca, come \u00e8 toccato a 83 minatori di Niccioleta. Il terrore fascista ha colpito\u00a0donne che allattavano, come la staffetta Norma Parenti, a Massa Marittima, accoltellata al seno dai fascisti. E\u00a0altre donne, parenti di partigiane, messe al muro, minacciate di morte al fine di estorcere informazioni sui mariti alla macchia.<\/p>\n<p>Tanti poi nelle Colline Metallifere sono stati braccati, manganellati e costretti all\u2019esilio, senza mai poter tornare, come il poeta di Roccastrada <strong>Antonio Gamberi<\/strong>, che fu lasciato a terra nel sangue due volte in paese e a cui, con giuste ragioni, \u00e8 intestata la biblioteca comunale del piccolo municipio grossetano. Uno che definiva i fascisti \u00abvolgari megalomani, degenerati strani\u00bb, \u00abspostati, sicari di mestiere\u00bb. \u00abagenti d\u2019affarismo \/che formano l\u2019armata del fascismo\u00bb (cit. in A. Gamberi, <i>Battaglie antifasciste<\/i>).<\/p>\n<p>Insomma, tutta la vicenda sembra avere contorni poco precisi. E sembra proprio\u00a0una provocazione, in un luogo in cui i fascisti si sono macchiati di numerosi assassini e di crimini contro la popolazione civile.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 a Roccastrada i fascisti sono gli assassini e non le vittime, ricordiamolo. Ma \u00e8 proprio dove le loro magagne storiche sono pi\u00f9 gravi che hanno bisogno di intervenire per scompigliare le carte o alzare cortine di fumo.<\/p>\n<p>Vediamo allora pi\u00f9 da vicino\u00a0le deplorevoli azioni dei neri da queste parti. Diamo un contesto storico materiale e concreto alla Metafisica Foiba Volante di Roccastrada.<\/p>\n<h4><b>4. Il campo di concentramento fascista di Roccastrada<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_24105\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24105\" class=\"size-full wp-image-24105\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/s-l-sullam-i-carnefici-italiani1.jpg\" alt=\"I carnefici italiani, di Simon Levis Sullam\" width=\"300\" height=\"463\" \/><p id=\"caption-attachment-24105\" class=\"wp-caption-text\">Consigliatissimo.<\/p><\/div>\n<p>Non sappiamo dove sia la mitica foiba grossetana, per\u00f2 sappiamo &#8211; bench\u00e9\u00a0se ne parli poco, poco davvero, che \u00e8 una brutta storia &#8211; che nel comune di Roccastrada era attivo un lager fascista. Sappiamo per certo dov\u2019\u00e8, nessun dubbio di geoposizionamento: si trovava presso un vecchio seminario a Roccatederighi, una frazione di Roccastrada. Forse di questo evento, storicamente documentato, sarebbe interessante leggere un comunicato di Insieme per Roccastrada. Non un lager nazista:un lager <em>fascista<\/em>, voluto dal prefetto di Grosseto Ercolani con un atto del 28 novembre 1943. Filo spinato, ebrei radunati e italianissimi aguzzini. Come in un film di Spielberg, per\u00f2 dietro casa nostra. Ebrei maremmani, perlopi\u00f9 provenienti da Pitigliano.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio ancor pi\u00f9 inquietante. Il campo si trovava su un fondo di propriet\u00e0 ecclesiale: la chiesa cattolica non solo sapeva, ma cooperava per il vil denaro, tanto che le gerarchie ecclesiastiche chiesero alle nuove autorit\u00e0 italiane, a guerra finita, il saldo del canone di affitto concordato con i repubblichini. <i>Pacta sunt servanda.<\/i>\u00a0Cfr. Simon Levis Sullam, <em>I carnefici italiani. Scene dal genocidio degli ebrei<\/em>, 1943-1945, Milano, Feltrinelli, 2015, pp. 55-57. Quest\u2019evento, che non fa onore a nessuno, \u00e8 tenuto abbastanza nascosto. Meglio parlare dei lager dei cattivi tedeschi, dimenticandosi quelli dei bravi fascisti grossetani.<\/p>\n<h4><b>5. La strage di Roccastrada del 1921<\/b><\/h4>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro evento, cruentissimo, di cui vogliamo parlare.<br \/>\nL\u2019episodio \u00e8 quello della strage di Roccastrada del 1921.<br \/>\nLo riprendo dal mio <em>PCSP (Piccola Contro-Storia Popolare)<\/em>:<\/p>\n<p>\u00abIl 24 luglio 1921 gli squadristi arrivano con due camion, uno sottratto dal deposito Rama, l\u2019altro fornito da un agrario. Li guida il fascista Castellani. Saccheggiano il bar dell\u2019anarchico Bartoletti, si ubriacano di Marsala, poi se ne vanno. \u00c8 ormai buio quando, a pochi chilometri da Roccastrada, a qualcuno parte un colpo che lascia a terra lo squadrista Saletti. In seguito si ammetter\u00e0 che si trattava di colpo partito dalla mano malferma di uno squadrista ubriaco, o pi\u00f9 probabilmente di un regolamento di conti tra i fascisti. In ogni caso l\u2019episodio \u00e8 imbarazzante per i neri e per imputarlo ai sovversivi non c\u2019\u00e8 strategia migliore di simulare un agguato e far poi ritorno in paese per comminare una rappresaglia esemplare. Gli squadristi tornano a Roccastrada e sparano, in un\u2019orgia di sangue, a caso, per le strade. Quando se ne vanno rimangono esanimi i corpi di nove persone\u00a0[\u2026]\u00a0Anche l\u2019Avanti! riporta dettagli atroci: &#8220;Al calzolaio Tacconi \u2013 detto Grucci perch\u00e9 mutilato di guerra e privo di una gamba \u2013 fu bruciata la casa. Il Tacconi che si era rifugiato in cantina per sfuggire all\u2019incendio fu visto comparire sulla porta che ardeva. Gli furono allora sparati contro molti colpi di rivoltella, ma poich\u00e9 ci\u00f2 non bastava a ferirlo, fu sgozzato&#8221;.<br \/>\nSecondo una relazione dell\u2019amministrazione di Roccastrada, inviata invano in Parlamento, due uomini, padre e figlio, &#8220;furono trucidati davanti la povera madre, che dalle ore 9 alle ore 16 rimase impazzita ad asciugare automaticamente le ferite dei suoi cari&#8230; La poveretta narra che avendo rialzato il figlio mortalmente ferito, mentre se lo stringeva al seno questi apr\u00ec gli occhi e fu l\u2019ultimo sguardo, perch\u00e9 una belva avendo ci\u00f2 osservato tir\u00f2 ancora un colpo al capo del poveretto, facendo cadere nel grembo della madre atterrita sangue e materia cerebrale. Tutti i morti vennero finiti con orrende sgozzature e con molteplici fucilate, o lasciati languire al suolo per molte ore&#8221;.\u00bb (Alberto Prunetti, <i>PCSP, Piccola controstoria popolare<\/i>, Roma, Quinto Tipo Alegre, 2015, pp. 75-76.<\/p>\n<p>Anche lo storico <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong> riporta particolari agghiaccianti sulle gesta fasciste a Roccastrada, in quel luglio del 1921. Cita lo stesso documento dell\u2019amministrazione comunale di Roccastrada:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAl povero Checcucci, il calzolaio storpio d\u2019ambo le gambe, dopo avergli crivellato il petto con sei rivoltellate, viene tirato un colpo di fucile nel mezzo del petto e il tiratore esclama: \u2018Ora la rosa \u00e8 fatta!.\u2019 Vennero incendiate quindici case quasi completamente, diversi mucchi di grano e pagliai.\u00bb (Cit. in Mimmo Franzinelli, <i>Squadristi<\/i>, Milano, Mondadori, 2003, p. 131).<\/p><\/blockquote>\n<h4><b>6. Breve elenco di eccidi fascisti in Maremma<\/b><\/h4>\n<p>In Maremma poi si ricorda a iosa una serie inquietante di massacri ed eccidi operati dai fascisti e dai loro complici nazisti a\u00a0danno delle popolazioni locali, che nella resistenza insorsero in massa contro la dittatura. L\u2019eccidio di Niccioleta (83 civili, minatori e padri di famiglia, assassinati da unit\u00e0 italiane delle SS allertate da fascisti del posto). I martiri di Istia e quelli di Massa Marittima, quelli di Campagnatico e quelli di Sorano, l\u2019eccidio di Marina di Grosseto e quelli di Manciano. E tanti altri ancora, morti nella lotta per la liberazione dalla bestia fascista.<\/p>\n<h4><b>7. Il vittimismo e l\u2019inversione di criminali e vittime<\/b><\/h4>\n<p>Quel che \u00e8 interessante, \u00e8 che gi\u00e0 a pochi mesi dall\u2019eccidio del 1921 i fascisti provarono a raccontarsi come vittime anzich\u00e9\u00a0come carnefici. Tornarono a Roccastrada, dove la popolazione era ancora scombussolata, portarono i loro neri gagliardetti e piansero la morte dello squadrista Ivo Saletti. Lo celebrarono poi anche a Grosseto. Fecero cos\u00ec di uno squadrista ubriaco un martire, trasformando in vittima il massacratore. Vittima dei rossi, dei comunisti, dei sovversivi. Ma baravano con la storia e la verit\u00e0 \u00e8 ormai scritta nelle pagine dei libri di storia:\u00a0il Saletti fu ucciso dal fuoco amico di un altro squadrista ubriaco.<\/p>\n<p>Bisognava per\u00f2 intorbidire le acque, barare, alzare una cortina di fumo per nascondere una magagna. Trasformare una strage fascista nella memoria di un martire fascista. Il cadavere del Saletti morto serv\u00ec a seppellire nell\u2019oblio le vere vittime, i dieci crivellati dal piombo delle camicie nere.<\/p>\n<p>Torniamo al presente: a che pro una commemorazione strumentale di presunti infoibati roccastradini in un luogo in cui, citando a rovescio\u00a0Cristicchi, anche le pietre raccontano gli\u00a0eccidi firmati dai fascisti?<\/p>\n<p>Smontiamo queste prassi prima che le foibe contagino anche il centro Italia, prima che ogni buca vuota diventi una foiba piena, prima che dai fossi spunti la falange di Himmler o il barboncino imbalsamato dello zio Hitler. Prima che ci chiedano di vergognarci della morte di assassini e torturatori, di dittatori e di criminali di guerra repubblichini. Prima che la Festa\u00a0del Buco Unto della vicina Civitella, pregevole manifestazione di gastronomia maremmana, sia surclassata dalla Sagra del Buco di Aratrice, della memoria popolare divoratrice.<\/p>\n<p>Ora, se fare il debunking di una panzana vuol dire alla lettera sgonfiarla, gi\u00e0 il fatto che una foiba sia un pozzo non \u00e8 male. Ma prima che qualcuno crei la pagina \u00abFoiba di Roccastrada\u00bb su Wikipedia linkando il comunicato di Insieme per Roccastrada, \u00e8 bene fare piazza pulita. Chi c\u2019era dentro a quel pozzo? Forse l\u2019acqua. Forse la luna.<\/p>\n<p>Attendiamo dichiarazioni dalla lista Insieme per Roccastrada, che possiede documenti che evidentemente gli storici non conoscono, sui nomi dei cadaveri dei collaborazionisti, dei nazisti e dei fascisti che sarebbero caduti nel pozzo. Cos\u00ec potremo verificare le circostanze delle loro morti e il loro curriculum. Potremo capire quanta gente hanno perseguitato, ammazzato o bastonato. Quanti ebrei hanno chiuso in un lager. Quanti ragazzini hanno condannato a morte. E intanto continuiamo, come Antonio Gamberi, a lottare per una memoria partigiana che, etimo alla base, non sar\u00e0 mai condivisa ma sar\u00e0 sempre di parte.<\/p>\n<h4><b>8. C&#8217;\u00e8 qualcuno che non tifa per Bube?<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-24106\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/bube.jpg\" alt=\"La ragazza di Bube\" width=\"300\" height=\"465\" \/>Ci furono fascisti uccisi dopo la fine della guerra? Il comunicato della lista civica parla di roccastradini \u00abuccisi dopo l\u20198 settembre\u00bb, assassinati \u00aba sangue freddo\u00bb dai partigiani, ma a me pare che la guerra sia finita nel \u201945, mentre a Roccastrada il fronte pass\u00f2 nel 1944 e l&#8217;8 settembre era addirittura quello del &#8217;43.<\/p>\n<p>Se si prendono i casi di fascisti morti dopo il \u201945, vedremo che in tutta Italia i regolamenti di conti furono limitati e ridicoli nel numero rispetto alle violenze fasciste, tanto che (\u00e8 storia) gran parte dei neri furono reintegrati nei loro ruoli burocratici. Un famoso\u00a0regolamento di conti lo racconta il partigiano Cassola ne <i>La ragazza di Bube.<\/i><\/p>\n<p>Tanti fascisti in Maremma scapparono nel \u201844 e poi tornarono dopo l&#8217;ignobile amnistia di Togliatti. Spesso anche prima. A quel punto pu\u00f2 darsi che qualcuno, esasperato nel\u00a0rivedere i criminali di ieri sorridenti per le strade, pens\u00f2 a distribuir loro\u00a0qualche schiaffo o qualche sputo in faccia. In genere i fascisti se la cavarono con poco. A qualcuno and\u00f2 peggio, ma furono pochi casi, circoscritti e assolutamente non proporzionali alla violenza dei fascisti.<\/p>\n<p>A Massa Marittima si racconta il caso di Tillone, uno squadrista che aveva fatto il prepotente per venti anni e non la pass\u00f2 liscia. Era probabilmente uno di quelli che uccisero il capolega Dani a Scarlino il 12 settembre del 1921. Ecco come avevano sistemato\u00a0il cadavere:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl suo cadavere viene lasciato appoggiato a un albero e i fascisti gli mettono un sigaro acceso in bocca. Quando la moglie torna indietro per supplicare notizie sul marito, gli squadristi le dicono ridendo: &#8220;Tranquilla, sar\u00e0 andato a farsi una fumata&#8221;.\u00bb (da Alberto Prunetti, <i>PCSP, Piccola contro storia popolare<\/i>, Roma, Alegre, 2015, p. 77).<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_24149\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24149\" class=\"size-full wp-image-24149\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/foto_norma.jpg\" alt=\"Norma Parenti, 1921 - 1944. Partigiana della 23a Brigata Garibaldi, medaglia d'oro della Resistenza. \" width=\"300\" height=\"254\" \/><p id=\"caption-attachment-24149\" class=\"wp-caption-text\">Norma Parenti, 1921 &#8211; 1944. Partigiana della 23a Brigata Garibaldi, medaglia d&#8217;oro della Resistenza.<\/p><\/div>\n<p>Quando Tillone torn\u00f2 a Massa Marittima, persuaso che la situazione fosse tranquilla, la popolazione lo linci\u00f2 in piazza. Era passato il fronte, ma la guerra non era ancora finita. Parteciparono al linciaggio anche le donne massetane, che si ricordavano di come i fascisti, a pochi giorni dalla fine dell&#8217;occupazione tedesca, avessero pugnalato, trafiggendole il seno, <strong>Norma Parenti<\/strong>, staffetta partigiana che ancora allattava.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca la morte di Tillone, inserita in un contesto bellico in cui il sangue era scorso\u00a0a fiumi, non scandalizz\u00f2 nessuno. Anche perch\u00e9 nessuno aveva dimenticato quello che i foibologi non raccontano:\u00a0la violenza criminale e omicida dei\u00a0fascisti, che tornavano ora a sorridere impuniti in faccia a quelli che avevano vilipeso, pestato e perseguitato per venti lunghi anni.<\/p>\n<p>Dir\u00f2 di pi\u00f9: l\u2019esodo c\u2019\u00e8 stato anche in Maremma, se proprio bisogna fare similitudini carsiche. Ci fu nel 1922. Il profilo libertario dei paesi maremmani fu cancellato dall&#8217;esilio: partirono nel 1922 centinaia e centinaia di antifascisti e la maggior parte rimase a vivere in Francia o in Argentina, alcuni morirono nella guerra civile spagnola o nei campi di sterminio tedeschi. Scappavano tutti dal fascismo. La Maremma del \u201845 non era quella del \u201821, alla conta mancarono in migliaia. Quest&#8217;esodo di fuoriusciti non ha mai pianto, non ha mai chiesto riconoscimento. Non ha mai fatto vittimismo. Erano antifascisti, le avevano prese e le ridettero. Vissero nel travagliato Novecento e non torturarono mai nessuno, n\u00e9 si presentavano in dieci per bastonarne uno. Lo stesso non si pu\u00f2 dire dei fascisti.<\/p>\n<h4><b>9. La foiba del maiale<\/b><\/h4>\n<p>Quella di Tillone non \u00e8 l\u2019unica storia maremmana di fascisti uccisi in maniera selvaggia.<br \/>\nQuest&#8217;altra\u00a0che vi racconto, iperbolica e improbabile, non la troverete negli archivi n\u00e9 in alcun\u00a0documento. \u00c8\u00a0una storia che raccontavano i vecchi quand&#8217;ero piccolo.<\/p>\n<p>Da me si dice che un fascista, un po&#8217; come Tillone, per venti anni avesse fatto il prepotente in un altro paese maremmano. Andava al bar e mandava a letto a bastonate i nemici del regime. Si disse anche che aveva violentato la moglie di un antifascista. Quando cadde il fascismo, scapp\u00f2 al nord. Poi torn\u00f2 con la faccia di chi l&#8217;aveva fatta franca. Un giorno scomparve davvero. Pare che lo avessero dato in pasto a un maiale. Ma il maiale, schifato, lo ricac\u00f2 intero senza degnarsi di digerirlo. Si chiedon lumi agli esperti foibologi su questo&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8230;RAGIONAMENTO<\/p>\n<p><em>pole il cul del vil maiale,<\/em><br \/>\n<em> equipararsi<\/em><br \/>\n<em> a una profonda foiba<\/em><br \/>\n<em> di nuova concezione<\/em><br \/>\n<em> e rapida escavazione<\/em><br \/>\n<em> nel lime orientale?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24113\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/maiale.jpg\" alt=\"maiale\" width=\"650\" height=\"488\" \/><\/p>\n<p>Certo, son storie truci, ma sono poche. E viaggiano sul sentito dire.<\/p>\n<p>In fondo al pozzo di Aratrice non so se ci siano ossa o sassi. Non so neanche se c\u2019\u00e8 il pozzo. Forse in fondo al pozzo c\u2019\u00e8 l\u2019acqua, forse c\u2019\u00e8 la luna. Io direi che in fondo al pozzo c\u2019\u00e8 il sogno di un piccolo gruppo di nostalgici. Avviso agli antifascisti di Roccastrada e Grosseto: l\u2019acqua di quel pozzo non \u00e8 potabile, compagni. Meglio starne lontani.<\/p>\n<h4><b>10. Come vogliamo guardarlo Almirante?<\/b><\/h4>\n<p><b><\/b>Alla fine di tutte queste considerazioni, smontata la dimensione carsica della foiba, nell\u2019incapacit\u00e0 di trovarla sui catasti ufficiali e in attesa di documenti che forniscano a questa vicenda contorni meno pateticamente paradossali, rimane un dubbio: che legame hanno con l\u2019eredit\u00e0 e la memoria fascista i membri della lista civica Insieme per Roccastrada che ci raccontano questa favola del lupo nel pozzo?<br \/>\nCosa c\u2019entrano questi di Insieme per Roccastrada col fascismo?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 viene da chiedersi: sono ingenui e un po\u2019 provincialotti cultori di una storia locale complottistica, come quelli che credono ci sia un\u2019astronave di alieni sul tinaio medievale di Roselle e dicono anche di averne le prove ma poi non le fanno mai vedere a nessuno? O hanno piuttosto un legame affettivo e ideologico\u00a0col fascismo e coi nostalgici del ventennio?<\/p>\n<p>La risposta, sulla\u00a0loro pagina Facebook, si trova subito.\u00a0Col\u00e0 vedrete, tra listoni tricolori, la foto di un fascistissimo Almirante, un manifesto missino con la scritta \u00abNoi possiamo guardarti negli occhi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-24125 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/MSI-Roccastrada.png\" alt=\"Insieme per Almirante\" width=\"503\" height=\"511\" \/><\/p>\n<p>I nostalgici del duce lo guardino pure negli occhi senza disprezzo. Noi no, non possiamo guardarlo negli occhi senza essere sopraffatti da una sensazione sgradevole.<\/p>\n<p><b><\/b>Perch\u00e9 qui comincia un\u2019altra storia. Che vale la pena ricordare, perch\u00e9 se non storicizziamo, se non tessiamo fili e leghiamo eventi in un contesto, non capiamo la storia. Ci dicono di mettere una mano nel pozzo, ma che succede se invece di un agnello c\u2019\u00e8 un lupo e ce la stacca? Andiamo avanti col nostro racconto.<\/p>\n<p>Tanti anni fa, quando Almirante faceva comizi in Toscana, gli antifascisti, che nel dopoguerra non avevano ancora la sindrome da memoria condivisa, si presentavano s\u00ec ai convegni dei neri, ma con la bava alla bocca.<\/p>\n<p>La ragione di tanto odio va cercata nel fatto che, nel periodo in cui lavorava come funzionario del fascismo repubblichino, Almirante aveva firmato un proclama che condannava a morte migliaia di giovani ragazzi maremmani. Ragazzi che dopo l\u20198 settembre disertarono le fila del fascismo, si dettero alla macchia e in parte entrarono nella resistenza. Alcuni divennero partigiani, altri si nascosero nei fienili, nei boschi o nei solai. La maggior parte la scamp\u00f2, ma alcuni furono arrestati e in qualche caso fucilati. <a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/martiri_istia.htm\">Gli undici ragazzi fucilati a Istia d\u2019Ombrone<\/a> il 22 marzo 1944, ad esempio, furono uccisi proprio in adempimento di un ordine simile a quello firmato da Almirante. No, non erano partigiani armati. Erano ragazzini, alcuni erano esplicitamente pacifisti e odiavano le armi. Erano spaventati dalla guerra e dalla violenza del fascismo. Furono rastrellati. I nazisti li lasciarono stare. I fascisti li ammazzarono.<\/p>\n<div id=\"attachment_24146\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Martiri-dIstia-Vittime.jpg\" rel=\"attachment wp-att-24146\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-24146\" class=\"wp-image-24146\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Martiri-dIstia-Vittime.jpg\" alt=\"Gli undici fucilati d'Istia d'Ombrone.\" width=\"650\" height=\"504\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-24146\" class=\"wp-caption-text\">Gli undici fucilati d&#8217;Istia d&#8217;Ombrone.<\/p><\/div>\n<p>Chiss\u00e0 se quei ragazzi li guardarono negli occhi, i loro aguzzini\u00a0fascisti.<br \/>\nE con che sguardo guardare Almirante?<br \/>\nCon che sguardo rivolgersi ai cittadini di Roccastrada?<br \/>\nNessun problema di strabismo?<\/p>\n<p>Con la storia i fascisti non hanno un buon rapporto. Quel documento firmato da Almirante fu ritrovato proprio in Maremma, negli archivi di Massa Marittima, negli anni Settanta. Almirante neg\u00f2 che la firma in fondo a quel documento fosse sua. Il foglio con le condanne a morte venne affisso nel 1944 in tutti i comuni grossetani, anche a Roccastrada. Il numero di ragazzi che a Roccastrada disertarono dall\u2019esercito collaborazionista dei nazisti\u00a0era impressionante. Per dare un\u2019idea, a inizio del 1944, in provincia di Grosseto \u00absi presentarono alla chiamata di leva su un totale di 2176 solo 307 reclute\u00bb (Cfr. Nedo Bianchi, <i>Il tenente Gino e il soldato Giovanni<\/i>, Pisa, ETS, 2013, p. 15). I dati relativi a Roccastrada ci fanno sapere che all&#8217;inizio del \u201944 su 170 ragazzi chiamati alle armi per i fascisti di Sal\u00f2, solo 35 risposero alla triste consegna. L\u201980 percento dei ragazzi di Roccastrada rifiut\u00f2 la chiamata e si nascose oppure entr\u00f2 a ingrossare le fila dei partigiani.<\/p>\n<p>Questo significa che l\u201980 per cento della popolazione giovanile di quella classe di leva venne condannata a morte, almeno nominalmente. Esecuzioni che in gran parte non vennero eseguite perch\u00e9 la solidariet\u00e0 era altissima e i fascisti avrebbero dovuto sterminare quasi ogni famiglia, da quelle parti. La minaccia per\u00f2 incombeva, e anche le ritorsioni sui familiari dei renitenti e dei disertori.<\/p>\n<p>Per la cronaca, Almirante denunci\u00f2 per diffamazione <strong>Luciana Castellina<\/strong> e <strong>Carlo Ricchini<\/strong>, che avevano diffuso il documento su L\u2019Unit\u00e0 e lo avevano definito\u00a0un collaborazionista dei nazisti (un mero dato di fatto: la Repubblica di Sal\u00f2\u00a0era uno stato-fantoccio collaborazionista). Per il missino Almirante, che si satollava col termine \u00abonore\u00bb, quel documento era un falso. Ma perse la causa, la storia \u00e8 inflessibile: la firma era sua. <a href=\"http:\/\/www.grossetocontemporanea.it\/le-carte-del-processo-almirante-nel-fondo-carlo-ricchini\/\">Le carte del processo sono consultabili<\/a> presso l\u2019ISGREC di Grosseto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-24109\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/bandoalmirante1.jpg\" alt=\"bandoalmirante1\" width=\"450\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p>Sorprende allora ritrovare nella lista di Insieme per Roccastrada un manifesto di plauso a una persona che nel 1944 ha condannato a morte una fetta consistente della popolazione giovanile di Roccastrada. Qualcosa non quadra. O forse quadra fin troppo bene, se sono gli stessi che ci chiedono di ricordare presunti e non meglio identificati cripto-fascisti, repubblichini e collaborazionisti dei nazisti di quegli stessi anni con una salutare messa di suffragio in un giorno di febbraio in cui mi pare che si ricordi male, malissimo. E che si offenda la storia e la memoria dei morti di Roccastrada.<\/p>\n<p>Si dice che la notte del 24 luglio, in una cripta di una chiesa posta nel piano tra Ribolla e Roccastrada, si riesca a udire un rumore di catene che si agitano. I cani ululano e la luna si tinge di rosso. Sar\u00e0 il fantasma di chi condann\u00f2 a morte i giovani renitenti alla leva?<\/p>\n<p>Adesso i contorni della fantasmagorica foiba maremmana sono pi\u00f9 chiari. Qual \u00e8 il senso di questa operazione? Sostanzialmente, depistare le intelligenze, spostare le responsabilit\u00e0 storiche, sollevare una cortina di fumo, cancellare le colpe del fascismo dicendo: \u00abVedete, voi parlate degli eccidi di Niccioleta e di Roccastrada, ma i partigiani l\u2019han fatto anche loro\u00bb. E invece no. I partigiani hanno combattuto in guerra ma non torturavano i nemici n\u00e9 decimavano la popolazione civile, come hanno fatto le SS\u00a0italiane a Niccioleta. E non fucilavano i ragazzini che avevano giustamente paura della guerra.<\/p>\n<p>La piantino di\u00a0falsificare la storia. Le firme son firme e un pozzo non \u00e8 una foiba. E i fascisti uccisi dai partigiani non sono martiri.<\/p>\n<h4><b>11. Il maiale<\/b><\/h4>\n<p>Se in fondo al fantomatico e sempre pi\u00f9 evanescente pozzo dell\u2019Aratrice &#8211; o alla cisterna di Roccastrada, che sembra essere pi\u00f9 concreta &#8211; ci sono solo sassi e acqua, lasciamoli alla minerale inerzia della geologia o agli appassionati di speleologia.<\/p>\n<p>Se ci sono &#8211; ma pare improbabile &#8211; ossa di nazifascisti, sappiamo in quale contesto storico sono maturati i loro crimini. Trasformare i lupi neri nazifascisti in bianchi e immacolati agnellini &#8211; \u00abcittadini\u00bb, scrivono i fan di Almirante &#8211; \u00e8 un gioco pericoloso e non \u00e8 un bel servizio alla verit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>E poi non vorrei che a vedere certi zombie\u00a0a spasso per Roccastrada, qualcuno con la memoria buona decidesse di darli\u00a0in pasto al maiale.<\/p>\n<p>S\u2019intenda: lo dico per il maiale.<\/p>\n<h4><b>12. Il lupo<\/b><\/h4>\n<p>Un lupo nero guard\u00f2 in fondo al pozzo e vedette un altro lupo.<br \/>\nNon sapeva, povero strullo, che era la sua immagine che si rifletteva nell\u2019acqua.<br \/>\nUrlava: Al lupo, al lupo! C\u2019\u00e8 un lupo nel pozzo.<br \/>\nChi si avvicin\u00f2 a salvarlo, fin\u00ec divorato.<\/p>\n<blockquote><p><em>In un pozzo poco cupo<\/em><br \/>\n<em> Si specchiava un nero\u00a0lupo<\/em><br \/>\n<em> Che nel poco cupo pozzo<\/em><br \/>\n<em> And\u00f2 a sbattere di cozzo<\/em><br \/>\n<em> Dopo un colpo tonfo fioco<\/em><br \/>\n<em> Ricordava poco poco<\/em><br \/>\n<em> E voleva cancellare<\/em><br \/>\n<em> La sua storia criminale<\/em><br \/>\n<em> Ma rimase brutto e cupo<\/em><br \/>\n<em> Il feroce e nero\u00a0lupo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>*\u00a0<strong>Alberto Prunetti<\/strong> (Piombino, 1973) ha pubblicato\u00a0diversi libri, tra i quali\u00a0<em>Amianto<\/em><em>, una storia operaia <\/em>e<em> PCSP (Piccola Contro-Storia Popolare)<\/em>, entrambi <a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\">nel catalogo Alegre<\/a>. Traduttore e lavoratore culturale free lance, scrive su <em>Nuova Rivista\u00a0Letteraria<\/em>, <em>Giap<\/em>, <em>Carmilla<\/em>, <em>Il Manifesto<\/em>, <em>La Repubblica<\/em> edizione Firenze e altre testate.<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong> I commenti al post verranno attivati <strong>luned\u00ec 7 marzo<\/strong>, per consentire una lettura ragionata e \u2013 nel caso \u2013 interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questo post del Prunetti\u00a0inaugura una miniserie in tre puntate a cura del gruppo di lavoro\u00a0Nicoletta Bourbaki: Viaggio nelle nuove foibe. Negli ultimi tempi, in giro per l&#8217;Italia, vari soggetti si sono sbracciati\u00a0&#8211;\u00a0Ehi! Giornalistaaaa!\u00a0Qui! 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