{"id":22562,"date":"2015-10-13T20:30:10","date_gmt":"2015-10-13T18:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562"},"modified":"2025-11-06T11:31:55","modified_gmt":"2025-11-06T10:31:55","slug":"i-45-cavalieri-di-wikipedia-da-chi-e-cosa-e-libera-lenciclopedia-libera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/10\/i-45-cavalieri-di-wikipedia-da-chi-e-cosa-e-libera-lenciclopedia-libera\/","title":{"rendered":"I \u00ab45 cavalieri\u00bb di Wikipedia. Da chi e cosa \u00e8 libera l&#8217;enciclopedia libera?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22612\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cavallo-di-Bastoni1.jpg\" alt=\"cavallo-di-Bastoni\" width=\"581\" height=\"1098\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile usare Wikipedia a scuola, in modo critico e utile? Quali sono le trappole da evitare? Pu\u00f2 aiutarci a capirlo la voce \u00abStoria del Trentino\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>di<b> Tommaso Baldo<\/b> (*)<br \/>\ncon la collaborazione del gruppo<b> Nicoletta Bourbaki <\/b>(*)<\/p>\n<h5><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#more-22562\"><strong>0. Premessa<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#1\"><b>1. La voce <em>Storia del Trentino<\/em> su it.wiki sino al 26.9.2015<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#2\"><strong>2. Le modifiche del 26.9.2015 alla voce <em>Storia del Trentino<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#2b\"><b>2b. La citazione di Monzali sulla &#8220;snazionalizzazione&#8221; degli italiani d\u2019Austria<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#2c\"><b>2c. Prendere per buono un testo irredentista del 1914 <\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#2d\"><b>2d. La \u00abquestione nazionale trentina\u00bb<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#2e\"><b>2e. Sempre colpa dell\u2019Austria<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#3\"><strong>3. Alcune &#8220;trappole&#8221; ricorrenti su Wikipedia<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#3b\"><strong>3b. La fonte c&#8217;\u00e8 ma&#8230;<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#3c\"><strong>3c. Attenzione a certe &#8220;dimenticanze&#8221;<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#3d\"><strong>3d. Una narrazione conservatrice<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22562#4\"><strong>4. L&#8217;\u00abEnciclopedia libera\u00bb va presa sul serio<\/strong><\/a><br \/>\n<!--more--><\/h5>\n<h4><strong>Premessa<\/strong><\/h4>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22566\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Marc_Bloch.jpg\" alt=\"Marc Bloch\" width=\"150\" height=\"192\" \/>\u00abIn tutti i casi in cui non si tratti dei liberi giochi della fantasia, un\u2019affermazione non ha il diritto di presentarsi se non a condizione di poter essere verificata; per uno storico, se usa un documento, indicarne il pi\u00f9 brevemente possibile la collocazione, cio\u00e8 il modo di ritrovarlo, non equivale ad altro che a sottomettersi ad una regola universale di probit\u00e0. Avvelenata dai dogmi e dai miti, la nostra opinione, anche la meno nemica dei \u201clumi\u201d, ha perduto persino il gusto del controllo. Il giorno in cui noi, avendo prima avuto cura di non disgustarla con una vana pedanteria, saremo riusciti a persuaderla a misurare il valore di una conoscenza dalla sua premura di offrirsi in anticipo alla confutazione, le forze della ragione riporteranno una delle loro pi\u00f9 significative vittorie\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa citazione di <strong>Marc Bloch<\/strong>, tratta dal libro <em>Apologia della storia, o mestiere di storico<\/em>, il testo che egli scrisse in clandestinit\u00e0 prima di cadere sotto il piombo di un plotone d\u2019esecuzione nazista, contiene un\u2019indicazione \u00abdi metodo\u00bb oggi quanto mai utile: solo le informazioni verificabili perch\u00e9 accompagnate dalla fonte da cui sono tratte meritano di essere prese in considerazione. La fonte pu\u00f2 poi dimostrarsi completamente inattendibile o parziale. Insegnare a valutare l\u2019attendibilit\u00e0 delle fonti, a cominciare da quelle con cui quotidianamente si viene in contatto, dovrebbe essere uno degli obiettivi fondamentali di ogni percorso scolastico superiore, sia esso professionale, tecnico o liceale.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 si tratti ancora purtroppo di eccezioni non mancano gli sforzi in questa direzione da parte di insegnanti, bibliotecari, archivisti ed operatori museali che si trovano a progettare lezioni e attivit\u00e0 didattiche che hanno come scopo la trasmissione di questa competenza fondamentale. Porsi il problema di insegnare un approccio critico nei confronti delle fonti con cui quotidianamente si viene in contatto porta inevitabilmente a sollevare un argomento spinoso: Wikipedia. Come valutare la fonte pi\u00f9 usata dagli studenti e probabilmente dall\u2019intera popolazione?<br \/>\nIn <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2012\/05\/08\/cultura\/libri\/tutti-sono-storici-ma-chi-e-tacito-xwEE0ACi9CYAwy2FjFXHrN\/pagina.html\">un suo articolo di tre anni fa<\/a> lo storico <strong>Giovanni De Luna<\/strong> esprimeva una certa preoccupazione riguardo alla fruizione di Wikipedia da parte del grande pubblico e soprattutto degli studenti:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22570\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/de_luna01g.jpeg\" alt=\"Giovanni De Luna\" width=\"150\" height=\"186\" \/>\u00abL&#8217;analisi (elaborata da Barbara Montesi) dei due siti pi\u00f9 frequentati dagli studenti (Wikipedia e Cronologia) delinea una situazione preoccupante. In Wikipedia si dissolve uno dei requisiti essenziali della ricerca storica: la verificabilit\u00e0 del dato attraverso la certezza dell&#8217;identit\u00e0 del suo autore. Nel web, infatti, tutti possono scrivere di storia, accreditarsi come storici: genealogisti e antiquari, cultori delle memorie familiari e storici locali, professionisti e dilettanti; si dissolvono le tradizionali gerarchie accademiche, nasce una nuova comunit\u00e0 enormemente allargata fuori dall&#8217;universit\u00e0, dalle riviste, dalle fondazioni e dalle altre istituzioni che erano stati da sempre i \u00abluoghi\u00bb esclusivi della ricerca\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque, secondo De Luna \u00abl\u2019enciclopedia libera\u00bb \u00e8 inaffidabile perch\u00e9 non ha un autore ben definito. Dunque si dovrebbe insegnare a scuola che Wikpedia \u00e8 inaffidabile? Non \u00e8 cos\u00ec semplice, lo stesso De Luna ha auspicato <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2014\/12\/18\/cultura\/storia-e-web-anche-i-siti-hanno-bisogno-di-buoni-libri-SEd61d01lJ6NdyhgZ9bmQL\/pagina.html\">in un altro suo scritto<\/a> la possibilit\u00e0 di un\u2019interazione costruttiva tra le forme \u00abtradizionali\u00bb di trasmissione delle conoscenze e la rete.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPure, ci sar\u00e0 sempre bisogno di buoni libri e di ricerche rigorose. Qualsiasi navigazione in rete ha bisogno di questi \u00abtimoni\u00bb per essere efficace. A quei libri e a quelle ricerche si chieder\u00e0 di \u00abcertificare\u00bb i siti frequentati dagli studenti, di smascherare le rappresentazioni del passato pi\u00f9 fasulle, di fornire un ancoraggio per chi rischia di smarrirsi nel mondo piatto e uniforme del web\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma come fare? Basta dire \u00abprendete per buono solo ci\u00f2 che su Wikipedia \u00e8 accompagnato da una fonte\u00bb? E quale fonte? Pu\u00f2 essere interessante prendere in esame una precisa voce dell\u2019 \u00abEnciclopedia libera\u00bb e cercare di seguirne le trasformazioni pi\u00f9 recenti. In particolare ho deciso di prendere il capitolo \u00abStoria contemporanea\u00bb in \u00abStoria del Trentino\u00bb. Ho scelto questo argomento per un motivo molto semplice, lavoro come addetto ai servizi didattici in un museo che si occupa proprio della storia trentina nel XIX e XX secolo e mi \u00e8 pertanto facile avere accesso alle fonti scritte inerenti l\u2019argomento.<br \/>\n<a name=\"1\"><\/a><\/p>\n<h4><b>1. La voce <em>Storia del Trentino<\/em> su it.wiki sino al 26.9.2015<\/b><\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22601\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/trento.jpg\" alt=\"Trento\" width=\"600\" height=\"302\" \/><\/p>\n<p>Il capitolo \u00abEt\u00e0 contemporanea\u00bb della voce \u00abStoria del Trentino\u00bb su it.Wiki comincia con la frase:<br \/>\n\u00abNel corso del XVII e del XVIII secolo il principato vide ridursi ulteriormente la sua autonomia a favore della Contea del Tirolo, mentre emergeva come centro culturale la citt\u00e0 di Rovereto\u00bb.<br \/>\nIl capitolo precedente \u00abEt\u00e0 moderna\u00bb termina parlando della decisione della chiesa cattolica di trasferire a Trento il proprio concilio nel 1542.<br \/>\nSino al 26 settembre 2015 il primo paragrafo, \u00abXVIII secolo e la parentesi napoleonica\u00bb conteneva 227 parole e ripercorreva in modo stringato, senza indicare alcuna fonte, gli avvenimenti dal XVII secolo al 1815. Seguiva il paragrafo \u00abXIX secolo, fino alla prima guerra mondiale\u00bb, formato da ben 1.100 parole.<br \/>\nSe il primo paragrafo era uno scorrevole riassuntino assai conciso, il secondo (in cui si introduceva la tematica dello scontro tra diverse nazionalit\u00e0) si rivelava una lettura interessante. Le sottolineature sono mie:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, seguendo le dottrine di Metternich, la vita politica e sociale fu caratterizzata dal conservatorismo, dal controllo rigido ma corretto della polizia sulla stampa e sui movimenti politici. L&#8217;assolutismo asburgico <u>avvi\u00f2 una politica snazionalizzatrice a danno della minoranza etnica italiana c<\/u>he il 19-20 marzo 1848 port\u00f2 <u>alla sommossa di Trento<\/u> , in chiave autonomistica e antitirolese, <u>collegata alle contemporanee sommosse nei centri di Milano e di Padova<\/u> , anch&#8217;essi sotto occupazione austriaca. Le autorit\u00e0 asburgiche dichiararono lo stato d&#8217;assedio\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque si accusavano &#8211; senza indicare alcuna fonte &#8211; le autorit\u00e0 austriache di aver condotto in Trentino una \u00abpolitica snazionalizzatrice\u00bb nella prima met\u00e0 del XIX secolo. Chi aveva scritto questo brano evidentemente ignorava che gli archivi di biblioteche, musei e comuni trentini contengono un gran numero di proclami delle autorit\u00e0 imperiali, di libri scolastici e di documenti ufficiali dell\u2019amministrazione austriaca, redatti tutti in italiano. Infatti bench\u00e9 il Trentino facesse parte dal 1815 della provincia del Tirolo con capoluogo Innsbruck e fosse considerato un territorio appartenente alla Confederazione Germanica, la lingua in uso negli uffici pubblici, nei tribunali e nell\u2019insegnamento rimaneva quella della stragrande maggioranza della popolazione locale, cio\u00e8 l\u2019italiano<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Quanto poi alla pretesa \u00absommossa di Trento\u00bb (collegata a niente meno che alle cinque giornate di Milano!), \u00e8 bene ricordare che ci\u00f2 che accadde nel capoluogo Trentino il 19 marzo 1848 fu sostanzialmente una dimostrazione per festeggiare l\u2019annuncio della concessione della costituzione da parte dell\u2019imperatore Ferdinando I. Nel corso della manifestazione comparve qualche tricolore e venne stesa, firmata dai consiglieri comunali e letta al popolo una \u00absupplica\u00bb all\u2019imperatore in cui si chiedeva il distacco del Trentino dal Tirolo di lingua tedesca e la sua unione con il Lombardo-Veneto (che era sempre Austria).<\/p>\n<p>Secondo quanto scritto da <strong>Maria Garbari<\/strong> nella <em>Storia del Trentino<\/em>, edita da Il Mulino tra il 2000 ed il 2006:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL\u2019iniziativa assunta dal Comune di Trento sotto la spinta dei cittadini, enfatizzata in senso nazionale da una parte della storiografia, va per\u00f2 collocata nel preciso contesto che la vide sorgere e quindi interpretata per quello che realmente voleva significare. All\u2019atto della stesura della supplica non si era avuta notizia nel Trentino dei moti scoppiati il 17 a Venezia ed il 18 a Milano; la richiesta di aggregazione non conteneva pertanto alcuna compiacenza per gli eventi rivoluzionari, n\u00e9 la larvata speranza di entrare a far parte di un territorio che si intendeva staccare dalla sovranit\u00e0 asburgica, ma solo la volont\u00e0 di unirsi alle provincie connazionali , fermo restando il rapporto con Vienna. Lo stesso commissario governativo Giuseppe de Bertolini, incaricato di indagare sui fatti di Trento, nel suo rapporto alle autorit\u00e0 superiori escludeva la connivenza con gli insorti del Lombardo-Veneto e quindi la finalit\u00e0 implicita di alterare i confini dello stato\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>. .<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque si trattava di rivendicare un\u2019italianit\u00e0 linguistica e culturale, non la volont\u00e0 di entrare a far parte di uno stato italiano o comunque di rendersi indipendenti dal potere imperiale. Essere italiani per lingua e cultura non significava affatto voler diventare cittadini di uno stato italiano, n\u00e9 essere visti come \u00abstranieri\u00bb dai propri concittadini di altra lingua e cultura. L\u2019idea che i popoli debbano formare entit\u00e0 statuali culturalmente, linguisticamente ed etnicamente omogenee non \u00e8 una legge \u00abnaturale\u00bb ma una costruzione ideologica sorta nel corso del XIX secolo ed affermatasi (nel modo pi\u00f9 sanguinoso possibile) nel XX.<\/p>\n<p>Dimostrazioni simili a quelle di Trento si ebbero anche a Rovereto, Riva, Ala, Arco e in altri centri, ma nessuna di esse si pu\u00f2 definire \u00absommossa\u00bb. L\u2019unico atto \u00absovversivo\u00bb fu quello di alcuni popolani di Trento che distrussero le garitte dei gabellieri poste alle porte della citt\u00e0, un atto diretto contro una forma di oppressione sociale ed economica, non certo nazionale. Cos\u00ec come per nulla \u00abpatriottica\u00bb fu la rabbia dei contadini che il giorno successivo calarono in citt\u00e0 per assaltare il palazzo dell\u2019annona dove erano custodite le scorte alimentari e vennero convinti a desistere soprattutto dalle parole del Vescovo Tschiderer.<\/p>\n<p>Da notare che, mentre tutto questo accadeva, la citt\u00e0 non era presidiata dalle truppe imperiali, che ne assunsero il controllo solo nei giorni seguenti. Vi era naturalmente da parte delle autorit\u00e0 austriache il timore di atti ostili nei loro confronti ma non avvennero mai. Nell\u2019aprile 1848 fu imposto a Trento lo stato d\u2019assedio e si procedette per breve tempo all\u2019arresto di quei membri della classe dirigente considerati dei possibili sovversivi. Tanto bast\u00f2 per spingere il podest\u00e0 ed il consiglio comunale a ribadire la propria fedelt\u00e0 all\u2019imperatore mentre la popolazione rimase tranquilla e non rispose agli inviti all\u2019insurrezione che venivano dai patrioti lombardi penetrati nelle valli del Trentino occidentale. Ventuno di questi ultimi vennero fucilati nel castello del Buonconsiglio il 15 aprile 1848 dopo esser stati catturati nel corso di una breve battaglia presso Castel Toblino<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Naturalmente gli eventi del 1848 segnarono una svolta importantissima anche in Trentino, portando alla nascita di un movimento liberale e filo-italiano. Vi fu la prima richiesta di autonomia dal Tirolo tedesco, una richiesta che i rappresentanti dei trentini presentarono senza successo all\u2019assemblea costituente germanica di Francoforte e all\u2019assemblea costituente austriaca di Vienna.<br \/>\nMa l\u2019azione dei \u00abpatrioti\u00bb trentini c\u2019entra poco con termini come \u00absommossa\u00bb e \u00absnazionalizzazione\u00bb, anzi i liberali trentini appaiono influenzati tanto dai fermenti progressisti e democratici del mondo tedesco e della capitale austriaca quanto da quelli del Lombardo-Veneto<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Vi fu una minoranza di trentini che combatt\u00e9 contro l\u2019Austria, ma a parte le brevi parentesi di alcuni episodi minori del 1848 e della spedizione garibaldina del 1866, questo avvenne sempre fuori dal Trentino. Furono infatti 3-400 i trentini fuoriusciti nei vicini stati italiani per partecipare alle campagne per l\u2019indipendenza italiana<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>. Secondo i dati raccolti nel 1910 da <strong>Ottone Brentari<\/strong> furono 15 i trentini tra i Mille e 192 quelli arruolati nell\u2019esercito meridionale; 93 quelli che vestirono la divisa dei bersaglieri di Vignola nell\u2019esercito piemontese nel 1859-1860<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a>. Altre centinaia di trentini combatterono invece nell\u2019esercito imperiale e non manc\u00f2 tra loro chi lo fece con profonda convinzione, come ad esempio il <i>kaiserjaeger<\/i> <strong>Antonio Ognibeni<\/strong> di Levico, che ci ha lasciato un interessante libro di memorie (ovviamente scritto in italiano), traboccante di conservatorismo e di devozione a Sua Imperial Regia Maest\u00e0 Apostolica. Interessante notare come Ognibeni scrivesse di aver combattuto contro \u00abla rivoluzione\u00bb. Evidentemente la sua lettura dello scontro in atto era in primo luogo ideologica e non nazionale (lo stesso avrebbero potuto dire in molti, anche sull\u2019altro lato della barricata) <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Ma andiamo avanti con la lettura. Dopo aver parlato brevemente delle rivendicazioni autonomistiche trentine e dei fatti connessi alle guerre d\u2019indipendenza la voce di it.Wiki passava a trattare degli avvenimenti successivi in modo molto particolareggiato. Le sottolineature sono mie:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn seguito alla sconfitta austriaca e alla conseguente perdita del Veneto e del Friuli, la repressione austriaca si aggrav\u00f2. Nel Consiglio della Corona del 12 novembre 1866, l&#8217;imperatore Francesco Giuseppe <u>ordin\u00f2 di cancellare l&#8217;italianit\u00e0 della Dalmazia, della Venezia Giulia e del Trentino<\/u> (chiamato nell&#8217;amministrazione asburgica <i>S\u00fcdtirol<\/i> ovvero \u201cTirolo meridionale\u201d), poich\u00e9 egli era convinto che gli Italiani suoi sudditi fossero solitamente d&#8217;idee irredentiste. Scrive in proposito lo storico Luciano Monzali: &#8220;I verbali del Consiglio dei ministri asburgico della fine del 1866 mostrano l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;ostilit\u00e0 antiitaliana dell&#8217;imperatore e la natura delle sue direttive politiche a questo riguardo. Francesco Giuseppe si convert\u00ec pienamente all&#8217;idea della generale infedelt\u00e0 dell&#8217;elemento italiano e italofono verso la dinastia asburgica: in sede di Consiglio dei ministri, il 12 novembre 1866, egli diede l&#8217;ordine tassativo di &#8220;<u>opporsi in modo risolutivo all&#8217;influsso dell&#8217;elemento italiano ancora presente in alcuni Kronlander e di mirare alla germanizzazione o slavizzazione, a seconda delle circostanze, delle zone in questione con tutte le energie e senza alcun riguardo [&#8230;] in Tirolo meridionale, Dalmazia e Litorale adriatico&#8221;<\/u> . Tutte le autorit\u00e0 centrali ebbero l&#8217;ordine di procedere sistematicamente in questo senso&#8221;.<br \/>\nIn risposta alle restrizioni asburgiche nel <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1896\"> 1896 <\/a> venne inaugurato un <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Monumento_a_Dante_(Trento)\"> monumento a Dante Alighieri <\/a> a Trento [\u2026]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui finalmente compariva una nota, anzi due; nel brano in questione si citavano infatti due testi:<u><\/u><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22594\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/perplexed_picard.gif\" alt=\"Uhm...\" width=\"200\" height=\"150\" \/>\u00ab8. <span lang=\"de-DE\"><i>Die Protokolle des \u00d6sterreichischen Ministerrates 1848\/1867. V Abteilung: Die Ministerien Rainer und Mensdorff. VI Abteilung: Das Ministerium Belcredi<\/i> <span lang=\"de-DE\">, Wien, \u00d6sterreichischer Bundesverlag f\u00fcr Unterricht, Wissenschaft und Kunst 1971; la citazione compare alla Sezione VI, vol. 2, seduta del 12 novembre 1866, p. 297. Il testo originale in lingua tedesca, posto all&#8217;interno del paragrafo &#8221; <i>Ma\u00dfregeln gegen das italienische Element in einigen Kronl\u00e4ndern<\/i> &#8221; (&#8220;<i>Misure contro l&#8217;elemento italiano in alcuni territori della Corona<\/i> &#8220;), recita: &#8220;Se. <span lang=\"de-DE\">Majest\u00e4t sprach den bestimmten Befehl aus, da\u00df auf die entschiedenste Art dem Einflusse des in einigen Kronl\u00e4ndern noch vorhandenen italienischen Elementes entgegengetreten und durch geeignete Besetzung der Stellen von politischen, Gerichtsbeamten, Lehrern sowie durch den Einflu\u00df der Presse <span lang=\"de-DE\"><i>in S\u00fcdtirol, Dalmatien und dem K\u00fcstenlande auf die Germanisierung oder Slawisierung<\/i> <span lang=\"de-DE\">der betreffenden Landesteile je nach Umst\u00e4nden mit aller Energie und ohne alle R\u00fccksicht hingearbeitet werde. Se. Majest\u00e4t legt es allen Zentralstellen als strenge Pflicht auf, in diesem Sinne planm\u00e4\u00dfig vorzugehen&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><u><a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_del_Trentino\"><br \/>\n<\/a><\/u>9. Luciano Monzali, &#8220;<i>Italiani di Dalmazia<\/i>&#8220;, Firenze 2004, p. 69.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi, soprattutto quando ci sono le note!\u00bb mi rispondono spesso gli studenti quando domando loro se Wikipedia sia affidabile. Ma basta mettere i riferimenti bibliografici per sancire la seriet\u00e0 di una ricostruzione storica? Non direi, e questo brano ne \u00e8 un\u2019esempio: si salta dal 1866 al 1896, come se in quei trent\u2019anni in Trentino e nell\u2019Impero non fosse accaduto nulla e soprattutto come se nel 1867 lo stesso imperatore non avesse firmato <a href=\"http:\/\/www.dircost.unito.it\/cs\/docs\/AUSTRIA%201867-II.htm\">la costituzione austriaca<\/a> (cio\u00e8 della parte Cisletana dell\u2019Impero) in cui all\u2019articolo 19 era scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abTutte le nazionalit\u00e0 dell&#8217;Impero godono di pari diritti, e ogni nazionalit\u00e0 ha il diritto inviolabile a preservare e promuovere la propria nazionalit\u00e0 e la propria la lingua.<br \/>\nLa parit\u00e0 di diritti di tutte le lingue attuali nelle scuole, nell&#8217;amministrazione e nella vita pubblica \u00e8 riconosciuta dallo Stato.<br \/>\nNelle provincie in cui vivono diverse nazionalit\u00e0, le istituzioni educative pubbliche devono essere impostate in modo tale che, senza che vi sia la costrizione di apprendere una seconda lingua, ogni nazionalit\u00e0 riceva le risorse necessarie per l&#8217;istruzione nella propria lingua\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Occorre a questo punto notare come la voce \u00abStoria del Trentino\u00bb di it.Wiki dedicava ben 182 parole (gli avvenimenti dall\u2019inizio del XVIII secolo al 1815 erano stati liquidati in 227) per esporre quanto <strong>Francesco Giuseppe<\/strong> afferm\u00f2 in una riunione di consiglio dei ministri nel 1866. Mentre non ne usava neppure una per illustrare il nuovo assetto istituzionale dell\u2019Impero (da Impero d\u2019Austria ad Impero Austroungarico) o per dar conto dell\u2019esistenza di un testo costituzionale che dava ai sudditi della parte austriaca dello stesso (di cui il Trentino faceva parte) il diritto di usare la propria lingua a scuola e nella pubblica amministrazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_22588\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22588\" class=\"wp-image-22588 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/cucire.jpg\" alt=\"Fu la propaganda a cucire insieme Trentino, Istria e Dalmazia\" width=\"400\" height=\"550\" \/><p id=\"caption-attachment-22588\" class=\"wp-caption-text\">Dove non vi fu rigetto, rimasero comunque cicatrici.<\/p><\/div>\n<p>Naturalmente questo articolo costituzionale non risolse il problema delle contese nazionali in ambito scolastico e culturale, che anzi si fecero sempre pi\u00f9 feroci nei decenni a cavallo tra XIX e XX secolo. Non voglio certo descrivere l\u2019Impero Austroungarico come un esempio di tolleranza e pacifica convivenza tra i popoli, il suo fallimento \u00e8 sotto gli occhi di tutti e non pu\u00f2 certo essere considerato unicamente frutto della sconfitta militare. Ma tacere riguardo alla costituzione del 1867 e dedicare ampio spazio ad una semplice riunione di consiglio dei ministri nel 1866 significa non avere alcun interesse alla ricostruzione storica bens\u00ec porsi unicamente l\u2019obiettivo di cercare \u00abprove\u00bb atte a sostenere una narrazione vittimista e nazionalista che vuole gli italiani \u00abvittime innocenti\u00bb di un\u2019oscura cospirazione snazionalizzatrice.<\/p>\n<div id=\"attachment_22572\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22572\" class=\"wp-image-22572 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gatterer.jpg\" alt=\"Claus Gatterer\" width=\"200\" height=\"186\" \/><p id=\"caption-attachment-22572\" class=\"wp-caption-text\">Claus Gatterer<\/p><\/div>\n<p>Senza dubbio non mancarono, a cavallo tra XIX e XX secolo, attacchi verbali e scritti all\u2019italianit\u00e0 culturale dei trentini da parte di esponenti politici, di amministratori e di studiosi afferenti al nazionalismo pangermanista. La voce di it.Wiki d\u00e0 conto con precisione di questi attacchi citando un libro <i>Italiani maledetti, maledetti austriaci. L\u2019inimicizia ereditaria<\/i>, di <strong>Claus Gatterer<\/strong>, storico e giornalista sudtirolese di salda impostazione democratica e antifascista che certo non pu\u00f2 essere tacciato di sciovinismo. Gatterer sarebbe bene citarlo per\u00f2 anche quando parla del nazionalismo italiano che sub\u00ec sulla sua pelle, non solo di quello pangermanista.<\/p>\n<p>Quelli nei pangermanisti tirolesi contro i trentini erano attacchi e polemiche condotti da avversari politici e culturali, un fenomeno tipico degli ultimi decenni dell\u2019Impero Austroungarico. Non vi era nessuna reale minaccia ai diritti \u00abnazionali\u00bb degli italiani d\u2019Austria da parte dello stato, vi erano piuttosto degli scontri sempre pi\u00f9 duri tra le diverse \u00abnazionalit\u00e0\u00bb dell\u2019Impero che le autorit\u00e0 statali faticavano sempre pi\u00f9 a controllare.<\/p>\n<p>Nel 1896 le autorit\u00e0 imperiali consentirono la costruzione dinnanzi alla stazione ferroviaria di un monumento a Dante Alighieri che voleva rappresentare l\u2019italianit\u00e0 culturale e linguistica dei trentini, in risposta al monumento a Walther von der Vogelweide realizzato dai tirolesi a Bolzano. L\u2019effige del poeta, con il braccio rivolto verso nord nel gesto di sancire una frontiera tra la lingua italiana e quella tedesca costituiva un potente simbolo identario per i trentini, ma anche una prova tangibile del sostanziale rispetto del\u2019articolo 19 della costituzione austriaca da parte delle autorit\u00e0 imperiali. I diritti dei trentini apparivano ben tutelati anche in ambito scolastico dove i libri di testo si rifacevano ai coevi testi in uso nel confinante Regno d\u2019Italia <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22595 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Monumento_Dante_Trento.jpg\" alt=\"Trento. Monumento a Dante\" width=\"600\" height=\"612\" \/><\/p>\n<p>Inoltre la tutela della propria lingua e cultura era praticata in modo diverso da ciascuna delle diverse forze politiche trentine. Ad esempio i cattolici del Partito popolare, che nelle elezioni a suffragio universale maschile del 1907 e 1911 riuscirono a far eleggere ben 7 dei loro candidati sui 9 spettanti ai trentini, si dichiaravano fautori (al pari degli altri partiti trentini) dell\u2019autonomia dal Tirolo tedesco e dell\u2019 \u00abintegrit\u00e0 nazionale del Trentino\u00bb. Ma affermavano di perseguire una \u00abcoscienza nazionale positiva\u00bb, cio\u00e8 di voler difendere i diritti dei trentini senza assumere atteggiamenti \u00absovversivi\u00bb. Come disse un loro giovane esponente, <strong>Alcide De Gasperi<\/strong>, nel 1907:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNoi non siamo dei ribelli, dei rivoluzionari, non facciamo dell\u2019irredentismo politico, ma vogliamo l\u2019attuazione di quanto sta scritto nella legge. L\u2019imperatore inaugurando col suo discorso del trono la sessione parlamentare, disse di voler morire colla coscienza d\u2019aver lasciato intatto ad ogni popolo il proprio possesso nazionale. Ed anche noi non vogliamo altro!\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"2\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>2. Le modifiche del 26.9.2015 alla voce <em>Storia del Trentino<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>Nel marzo 2015 registrandomi come utente *7sette11 su Wikipedia sono intervenuto nella sezione \u00abStoria\u00bb della voce \u00abTrentino-Alto Adige\u00bb. Siccome la voce presentava a mio avviso delle criticit\u00e0 &#8211; le stesse che poi ho riscontrato in \u00abStoria del Trentino\u00bb &#8211; sono intervenuto nelle parti che andavano dagli inizi del XIX secolo alla seconda guerra mondiale. Avrei voluto proseguire il lavoro su it.wiki ma purtroppo a causa di impegni lavorativi ed altro non ho pi\u00f9 avuto tempo. Ho continuato comunque a cercare materiali per intervenire sulle voci inerenti la storia del Trentino e dell\u2019Alto Adige per un duplice scopo: fare un\u2019analisi critica delle voci stesse utile ad una riflessione sul ruolo dell\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb come fonte ed in seguito intervenire per modificarle.<\/p>\n<p>\u00c8 stata per me una a sorpresa accorgermi la sera del 26 settembre 2015 che l\u2019utente Patavium era intervenuto su \u00abStoria del Trentino\u00bb trasferendovi molti dei contributi che avevo scritto nella sezione storia della voce \u00abTrentino-Alto Adige\u00bb (dopo averlo correttamente annunciato con il dovuto anticipo).<br \/>\nPer valutare la portata dei cambiamenti intercorsi si pu\u00f2 leggere <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_del_Trentino&amp;diff=75397700&amp;oldid=75395362\">qui<\/a> per quanto riguarda il XIX secolo, <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_del_Trentino&amp;diff=75399021&amp;oldid=75398593\"> qui<\/a> per quanto riguarda gli inizi del XX secolo, <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_del_Trentino&amp;diff=75399271&amp;oldid=75399092\">qui<\/a> e <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_del_Trentino&amp;diff=75399293&amp;oldid=75399278\">qui<\/a> per quanto riguarda la grande guerra e i danni da essa arrecati, e infine <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_del_Trentino&amp;diff=75399398&amp;oldid=75399293\">qui<\/a> per quanto riguarda il fascismo.<\/p>\n<p>Naturalmente ora la voce non \u00e8 perfetta. Patavium come \u00e8 corretta prassi su Wikipedia non ha cancellato le parti della precedente versione che presentano le proprie fonti. Il risultato \u00e8 una voce con una narrazione a tratti contraddittoria e con alcuni punti da chiarire.<br \/>\n<a name=\"2b\"><\/a><br \/>\n<b>2b. La citazione di Monzali sulla \u00absnazionalizzazione\u00bb degli italiani d\u2019Austria<\/b><\/p>\n<div id=\"attachment_22575\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22575\" class=\"wp-image-22575 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/monzali.jpg\" alt=\"Luciano Monzali\" width=\"200\" height=\"204\" \/><p id=\"caption-attachment-22575\" class=\"wp-caption-text\">Luciano Monzali<\/p><\/div>\n<p>L\u2019affermazione di <strong>Luciano Monzali<\/strong> &#8211; contenuta nel libro <i>Italiani di Dalmazia, dal Risorgimento alla Grande guerra<\/i>, Firenze, Le Lettere, 2004 &#8211; secondo cui \u00abFrancesco Giuseppe si convert\u00ec pienamente all&#8217;idea della generale infedelt\u00e0 dell&#8217;elemento italiano e italofono verso la dinastia asburgica\u00bb non \u00e8 affatto accettata da tutti gli storici. Nessuno dei testi sulla storia locale curati da studiosi ed istituzioni trentine dedica una sola riga alla cosa. Non ne parlano i 6 volumi di <i>Storia del Trentino<\/i> edita da Il Mulino tra il 2000 ed il 2006, cos\u00ec come non ne parla il volume I, \u00abPolitica e istituzioni\u00bb della <em>Storia regionale del Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol nel XX secolo<\/em> edito nel 2008 dalla Fondazione Museo storico del Trentino.<br \/>\nNe parla <strong>Angelo Ara<\/strong> nel libro <a><i>Fra nazione e Impero. Trieste, gli Asburgo e la Mitteleuropa<\/i><\/a>, ma in modo molto diverso da Monzali:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon l\u2019irredentismo, ma la difesa nazionale, diversamente intesa nei territori trentini e adriatici e praticata in modo differente dalle varie forze politico-ideologiche, rappresenta il filo conduttore comune nell\u2019atteggiamento degli italiani d\u2019Austria dopo il 1866. Il 12 novembre 1866, sotto l\u2019influsso emotivo della guerra combattuta in quell\u2019anno e della perdita del Veneto, nel corso di una celebre seduta del consiglio dei ministri l\u2019imperatore Francesco Giuseppe sembra deciso ad attuare una politica di germanizzazione e snazionalizzazione delle provincie italiane, ma questo proposito rimane solo allo stadio di minaccia. Gli austro-italiani vedono mantenuto, anzi meglio garantito dalla legge costituzionale sui diritti fondamentali dei cittadini del dicembre 1867, quel pieno riconoscimento dei loro diritti linguistici e scolastici, che gi\u00e0 in et\u00e0 precostituzionale derivava loro dallo status culturale e sociale tradizionalmente attribuito ad una nazione che anche gli stessi tedeschi considerano sempre accanto a loro l\u2019unica altra <i>Kulturnation<\/i>della monarchia\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Credo che, se si vuole inserire la citazione di Monzali, occorra per correttezza riportare anche quella di Ara, cosa che del resto a mio parere renderebbe quel passaggio della voce meno contraddittorio di quanto lo sia ora.<br \/>\n<a name=\"2c\"><\/a><br \/>\n<b>2c. Prendere per buono un testo irredentista del 1914 <\/b><\/p>\n<p>Riguardo alla situazione in Trentino agli inizi del XX secolo nella voce possiamo leggere:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNel contempo la repressione politica si faceva sempre pi\u00f9 forte in Trentino, con la formazione nel 1907 di una polizia militare direttamente dipendente dal Ministero della Guerra di Vienna, che aveva estesi poteri sull&#8217;intera societ\u00e0 e poteva scavalcare ogni autorit\u00e0 civile, inclusa la magistratura. Essa oper\u00f2 con arresti arbitrari, incarcerazioni prolungate, espulsioni. Inoltre, le autorit\u00e0 asburgiche favorirono la formazioni di associazioni segrete dedite allo spionaggio ed alla delazione contro gli italiani.<br \/>\n[\u2026] L&#8217;economia trentina fu fortemente danneggiata dalle misure prese dalle autorit\u00e0 imperiali di spezzare i legami culturali ed economici che legavano il Trentino alle regioni italiane limitrofe. Il risultato fu che i commerci, il movimento fisico delle persone, l&#8217;insediamento d&#8217;imprese ecc. furono ostacolati o talora impediti. Si misero limiti allo stesso allaccio di linee telefoniche ed alla creazione di canali e condotte d&#8217;acqua che unissero il Trentino alle regioni italiane circostanti. Si giunse al punto da frapporre ostacoli al tradizionale ed antichissimo spostamento di pastori ed allevatori fra pianura e montagna, perch\u00e9 attraversava la frontiera militare austriaca. Tutto questo contribu\u00ec ad aggravare la crisi economica nel Trentino asburgico\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La fonte citata \u00e8 il libro di <b>Virginio Gayda<\/b> <i>L&#8217;Italia oltreconfine (le provincie italiane d&#8217;Austria)<\/i>, pubblicato a Torino nel 1914. Si tratta di una descrizione a tinte molto forti che del resto contrasta con quanto afferma la voce stessa riguardo la ripresa dell\u2019agricoltura (dopo la grande crisi di fine XIX secolo) e lo sviluppo del turismo in Trentino agli inizi del Novecento.<\/p>\n<p>D\u2019altronde quello di Gayda \u00e8 un libro scritto nel 1914, in piena agitazione interventista, da un giornalista nazionalista e interventista, che sar\u00e0 in seguito una delle pi\u00f9 importanti penne al servizio del regime fascista. In questa sua veste &#8211; si legge <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/virginio-gayda_(Dizionario-Biografico)\"> sulla voce che gli dedica il Dizionario biografico Treccani <\/a> &#8211; Gayda esalter\u00e0 anche le leggi razziali, anzi le anticiper\u00e0, visto che gi\u00e0 nel 1935 defin\u00ec sul \u00abGiornale d\u2019Italia\u00bb l\u2019ebraismo \u00abuna di quelle oscure forze che, colla massoneria e col bolscevismo russo, congiurano all&#8217;estero ai danni dell&#8217;Italia\u00bb.<br \/>\nOra, questa sua frase \u00e8 da considerarsi un esempio di propaganda antisemita o una disamina oggettiva del rapporto tra ebrei ed Italia fascista? La stessa domanda si pu\u00f2 porre riguardo a quanto scriveva nel 1914 sul Trentino: descrizione di una situazione o propaganda interventista? Nessuno credo avr\u00e0 problemi a riconoscere che si tratta della seconda opzione e quindi a considerarla non come una fonte secondaria che riporta uno studio storico, ma come un documento storico che riporta un punto di vista frutto del suo tempo. Andrebbe pertanto indicato che il brano di Gayda \u00e8 un esempio di come gli interventisti del 1914 vedevano la realt\u00e0 trentina, non certo una trattazione storica.<br \/>\n<a name=\"2d\"><\/a><br \/>\n<b>2d. La \u00abquestione nazionale trentina\u00bb<\/b><\/p>\n<p>Il paragrafo cos\u00ec intitolato cerca di esplorare la complicata identit\u00e0 \u00abnazionale\u00bb dei trentini a cavallo tra la fine del XIX secolo e la grande guerra. Il brano in s\u00e9 \u00e8 abbastanza equilibrato anche se si mettono insieme testimonianze provenienti da contesti storici differenti, cio\u00e8 lontani tra loro alcuni decenni. Ad esempio per descrivere quale fosse la considerazione di cui godevano i trentini presso le autorit\u00e0 austriache si presenta una citazione di Radetzky (generale austriaco) risalente a met\u00e0 XIX secolo, subito seguita da un\u2019altra citazione di von Spiegelfeld (luogotenente del Tirolo) del 1912. Si tratta di frasi pronunciate in contesti del tutto diversi che trovo discutibile accostare in questo modo perch\u00e9 suggeriscono l\u2019idea di una eterna e immutabile contrapposizione tra trentini (italiani) e autorit\u00e0 imperiali, mentre in realt\u00e0 la questione \u00e8 assai pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>Inoltre in un paragrafo tutto dedicato alla \u00abquestione nazionale\u00bb (tema dominante in buona parte della voce) penso sarebbe bene far notare come all\u2019interno del multietnico Impero degli Asburgo i confini tra i diversi popoli e le diverse \u00abappartenenze\u00bb erano assai meno netti di quanto avrebbero voluto i nazionalisti fautori del \u00abgermanesimo\u00bb o dell\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb e come buona parte dei trentini non ascoltasse molto n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri, ponendosi invece problemi assai pi\u00f9 concreti. Erano infatti centinaia le famiglie di Trento che iscrivevano i figli alla scuola tedesca, non perch\u00e9 si sentissero \u00abtedeschi\u00bb, ma per dar loro modo di apprendere una lingua ritenuta utile per trovare lavoro in Austria e in Germania, dove le industrie davano la possibilit\u00e0 di impiego stabile e salari pi\u00f9 alti<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere interessante anche riportare una citazione dello storico <strong>Diego Leoni<\/strong> che secondo me esprime al meglio la natura del trauma che lo scoppio della grande guerra costitu\u00ec per la societ\u00e0 trentina.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPrima del 1914 uomini e donne potevano scegliere un tipo di identificazione collettiva non allo stesso modo di un paio di scarpe, cio\u00e8 con la consapevolezza che se ne pu\u00f2 calzare un paio per volta, e dunque era possibile che un trentino fosse figlio di una madre \u201caustriacante\u201d e di un padre \u201cfiloitaliano\u201d, che fosse cattolico e membro della Lega dei contadini, oppositore politico e fedele all\u2019imperatore, che avesse studiato a Vienna e insegnasse in Italia, dopo, questo meticciato non fu pi\u00f9 possibile e le diverse fedelt\u00e0 vennero in conflitto\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"2e\"><\/a><br \/>\n<b>2e. Sempre colpa dell\u2019Austria<\/b><\/p>\n<p>Nel paragrafo \u00abDal secondo dopoguerra ad oggi\u00bb vi \u00e8 un\u2019affermazione assai discutibile:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abFino alla met\u00e0 degli anni cinquanta la Democrazia Cristiana trentina e la S\u00fcdtiroler Volkspartei (SVP), il partito di riferimento della popolazione di lingua tedesca in Alto Adige, collaborarono proficuamente nella gestione dell&#8217;ente regionale. <u>Tuttavia nel 1955 si ricostitu\u00ec la Repubblica Austriaca, che, liberatasi del controllo degli Alleati, sostenne una politica rivendicazionista per quanto riguarda la questione altoatesina. La SVP, alla cui guida si erano imposti i fautori di una politica intransigente nei confronti della popolazione e delle istituzioni italiane in Alto Adige, scelse allora una linea di scontro nei riguardi dell&#8217;istituto regionale<\/u> . Le rivendicazioni sudtirolesi culminarono nel terrorismo del <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comitato_per_la_liberazione_del_Sudtirolo\"> Comitato per la liberazione del Sudtirolo <\/a> , le cui azioni sconfinarono anche in Trentino\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque il motivo del riesplodere del conflitto etnico in Alto Adige nella seconda met\u00e0 degli anni \u201950 sarebbe da imputarsi unicamente alla politica \u00abrivendicazionista\u00bb della Repubblica austriaca ed all\u2019intransigenza della nuova dirigenza SVP. Questa interpretazione \u00e8 largamente dominante su it.wiki, la ritroviamo infatti fortemente presente nella voce \u00abStoria dell\u2019Alto Adige\u00bb soprattutto nel paragrafo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_dell%27Alto_Adige#L.27affermarsi_dell.27estremismo_etnico\">\u00abL\u2019affermarsi dell\u2019estremismo etnico\u00bb<\/a>; nonch\u00e9 nella sezione \u00abStoria\u00bb della voce \u00abTrentino-Alto Adige\u00bb e nel paragrafo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trentino-Alto_Adige#Italia_repubblicana_e_autonomia\">\u00abItalia repubblicana e autonomia\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 di una narrazione assai parziale della storia altoatesina\/sudtirolese. Senza dubbio la politica dello stato austriaco e il cambio della dirigenza SVP ebbero un ruolo nell\u2019acuirsi dello scontro etnico e nella crisi dell\u2019Ente regionale. Ma tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 far dimenticare le pesantissime e decisive responsabilit\u00e0 dello stato italiano, che di fatto per anni ignor\u00f2 molti punti dell\u2019accordo di Parigi del 1946 tra il primo ministro italiano Alcide De Gasperi e il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber, nonch\u00e9 dello statuto d\u2019Autonomia regionale del 1948.<\/p>\n<p>Lo storico tedesco <b>Rolf Steininger<\/b>, uno dei massimi esperti della questione sudtirolese a livello europeo, ha cos\u00ec descritto le vessazioni subite dai sudtirolesi nei primi anni \u201950.<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22576\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/steininger.jpg\" alt=\"Rolf Steininger\" width=\"150\" height=\"231\" \/>\u00abNel marzo 1952 fu emanata una legge che escludeva i reduci sudtirolesi dal collocamento privilegiato applicato dal 1948 rispetto a posti di livello di servizi inferiori, ad esempio portalettere in paesini senza ufficio postale, a favore degli immigrati italiani. Dal luglio 1952, in Sudtirolo tutte le comunicazioni ufficiali interne dovettero essere in lingua italiana, anche tra il personale tedesco (ad esempio tra gli ispettori e i direttori scolastici). Per combattere il gruppo sudtirolese, alle elezioni parlamentari del 7 luglio 1953 i neofascisti (Movimento sociale italiano) con l\u2019approvazione della Democrazia cristiana proposero come candidato al senato di tutti gli italiani in Sudtirolo un comunista. Il progetto fall\u00ec per il rifiuto del comunista! Nell\u2019aprile 1954 il governo italiano rinvi\u00f2 una legge della Giunta provinciale sugli asili d\u2019infanzia perch\u00e9, bench\u00e9 costituzionale, contraddiceva le relative leggi statali (fasciste, non ancora conformate alla Costituzione); contemporaneamente respinse una legge provinciale perch\u00e9, bench\u00e9 conforme alla relativa legge statale, ritenuta anticostituzionale. Il 20 giugno 1954, 5.000 invalidi di guerra sudtirolesi (tra i quali dodici non vedenti assoluti e 300 mutilati, tra cui anche il futuro presidente della Provincia <strong>Silvius Magnago<\/strong>) marciarono in silenzio attraverso Bolzano per protestare contro l\u2019esclusione della legge sulle pensioni promessa da anni. Alcuni dei partecipanti furono arrestati.<br \/>\nDall\u2019autunno 1953 in 37 Comuni sudtirolesi vennero applicate nuovamente le leggi speciali fasciste relative all\u2019obbligo di autorizzazione militare in caso di passaggio di propriet\u00e0, leggi che erano state sospese dal 1947. Il 10 febbraio 1955 le autorit\u00e0 giudiziarie della Provincia di Bolzano trasmisero una circolare del ministro della giustizia italiano secondo la quale, riferendosi all\u2019ordinanza fascista del 9 luglio 1939, era vietato dare nomi stranieri, cio\u00e8 tedeschi, ai figli di cittadini italiani. Con la legge del 31 marzo 1955 furono riattivate e finanziate con 5 miliardi di lire le facolt\u00e0 di esproprio dell\u2019&#8221;Ente per le Tre Venezie&#8221; creato in epoca fascista per la &#8220;conquista del territorio&#8221; in Sudtirolo. Gi\u00e0 nello stesso mese fu sequestrato il grande complesso fondiario di Brennerbad a Bolzano, sulla base di un decreto di esproprio del 9 aprile 1939 che non era mai stato eseguito. Nell\u2019aprile del 1955, il governo italiano stanzi\u00f2 2 miliardi di lire (dei quali 1,8 per la citt\u00e0 di Bolzano) per l\u2019edilizia popolare. Il 23 maggio 1955 vennero condannati rispettivamente a 12 e 16 mesi di detenzione due giovani sudtirolesi perch\u00e9 avevano proclamato in una scritta su un fienile il diritto di autodeterminazione anche per il Sudtirolo!\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli stanziamenti per l\u2019edilizia popolare erano considerati pericolosissimi per i sudtirolesi perch\u00e9 utilizzati per costruire case destinati agli immigrati provenienti dal resto d\u2019Italia impiegati presso la zona industriale di Bolzano. Di fatto l\u2019azione messa in atto dallo stato italiano era la stessa gi\u00e0 tentata durante il fascismo: trasformare i sudtirolesi in una minoranza sulla propria terra favorendo il trasferimento di popolazione italiana in Alto Adige, in modo da ottenere alla lunga \u00abl\u2019italianizzazione\u00bb del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22603\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/luis_amplatz.jpg\" alt=\"Luis Amplatz\" width=\"480\" height=\"258\" \/><\/p>\n<p>Mi sembra inoltre assai discutibile la frase che compare sulla voce di it.Wiki: \u00abLe rivendicazioni sudtirolesi culminarono nel terrorismo del Comitato per la liberazione del Sudtirolo\u00bb. Le rivendicazioni sudtirolesi culminarono in realt\u00e0 in una massaccia mobilitazione popolare guidata dall\u2019SVP, a cui parteciparono decine di migliaia di persone, coinvolte in una mobilitazione assolutamente pacifica.<br \/>\nGli attentati furono opera di pi\u00f9 o meno ristretti gruppi estremisti in polemica con l\u2019SVP perch\u00e9 intenzionati ad ottenere l\u2019indipendenza e non una semplice autonomia. Inizialmente, dal 1956 sino al 1961, si tratt\u00f2 di azioni volte a colpire i simboli della passata dominazione fascista o i tralicci dell\u2019alta tensione e chi li metteva in atto cercava di evitare che potessero costare la vita a qualcuno. Dal 1961 si apr\u00ec la sanguinosa stagione del vero e proprio terrorismo, con alcune decine di morti, soprattutto tra militari, poliziotti e carabinieri. Queste azioni terroristiche furono opera di gruppi sempre pi\u00f9 ristretti (tra cui ben presto diventarono decisivi i neonazisti austriaci e tedeschi), rapidamente isolati e sconfitti dalle trattative che portarono al secondo statuto d\u2019Autonomia del 1972. Tra le vittime di quella stagione vi furono anche due indipendentisti morti in carcere e l\u2019attentatore <strong>Luis Amplatz<\/strong>, ucciso nel 1964 da un infiltrato dei servizi segreti italiani in un fienile in val Passiria<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a>.<br \/>\n<a name=\"3\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>3. Alcune &#8220;trappole&#8221; ricorrenti su Wikipedia<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019analisi della voce \u00abStoria del Trentino\u00bb su it.Wiki offre lo spunto per alcune riflessioni utili ad inquadrare alcuni processi caratteristici dell\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb.<\/p>\n<p>Innanzitutto appare evidente come si confermi quanto osservato da Giovanni De Luna: \u00abin Wikipedia si dissolve uno dei requisiti essenziali della ricerca storica: la verificabilit\u00e0 del dato attraverso la certezza dell&#8217;identit\u00e0 del suo autore\u00bb. Per quanto un utente possa intervenire massicciamente su di una voce, per quanto la corredi di fonti inserendo pi\u00f9 note possibili, per quanto le sue fonti possano resistere ad ogni contestazione\u2026 insomma per quanto si possa fare nessuno sar\u00e0 mai \u00abl\u2019autore\u00bb di una voce nel senso tradizionale del termine perch\u00e9 le voci sono modificabili sempre e da tutti. Contribuendo ad una voce io non potr\u00f2 rimuovere quanto gi\u00e0 presente se dotato di fonti, anche se giudico quelle fonti assai discutibili o usate in modo errato (o meglio non potr\u00f2 farlo se non dopo aver avuto il consenso degli amministratori).<\/p>\n<p>Dopo che io ho contribuito al testo di una voce altri utenti potranno a loro volta intervenire sino a rendere il mio contributo una parte risibile nel complesso della voce. Il risultato \u00e8 che le diverse parti di una voce, come accade appunto in \u00abStoria del Trentino\u00bb, possono presentare dei passaggi contraddittori.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere naturalmente anche l\u2019opposto, ovvero che una voce non subisca modifiche per diversi mesi. Se presenta informazioni lacunose, prive di fonti, parziali o errate, a disposizione degli utenti rester\u00e0 a lungo una voce ben al di sotto di un livello minimo di decenza.<\/p>\n<p>Pertanto Wikipedia non potr\u00e0 mai essere considerata una fonte attendibile quanto lo \u00e8 una normale enciclopedia, non sar\u00e0 mai opportuno citarla nella bibliografia di una tesi, di un libro o anche solo di una ricerca scolastica, perch\u00e9 il suo \u00abmarchio\u00bb di per s\u00e9 non garantisce alcuna affidabilit\u00e0. Questo non significa naturalmente che non la si possa consultare per avere una prima infarinatura su di un argomento o per una prima ricerca di fonti sullo stesso. E soprattutto non significa che l\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb non vada presa sul serio. Chi se ne disinteressa limitandosi a dire \u00abtanto non \u00e8 affidabile\u00bb dimentica il piccolo particolare che la stragrande maggioranza delle persone in cerca di informazioni sugli argomenti pi\u00f9 svariati si rivolge a Wikipedia e non ai testi o ai siti prodotti dalle istituzioni culturali. Occorre invece, nei limiti delle proprie possibilit\u00e0, contribuire sia al miglioramento delle voci sia ad una loro fruizione consapevole.<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio infatti che non basta intervenire sui testi di it.wiki per evitare un uso distorto degli stessi, occorre agire su chi di quei testi fruisce cercando di far s\u00ec che possa farlo in modo consapevole e non in modo passivo. L\u2019uso passivo di Wikipedia avviene quando prendiamo acriticamente per buono ci\u00f2 che \u00e8 scritto nelle sue voci, quando cio\u00e8 utilizziamo Wikipedia come se fosse un manuale scolastico o una \u00abnormale\u00bb enciclopedia e non per quello che \u00e8: un <i>work in pogress <\/i> permanente su cui posso trovare notizie e stimoli interessanti, ma anche inesattezze, menzogne o narrazioni tendenziose che non sarebbero mai accettate su nessun sito o testo di valore accademico o educativo.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> con il suo lavoro ha senza dubbio contribuito a mettere in luce e ad aprire un dibattito pubblico sui processi che sono alla base del funzionamento di Wikipedia. Occorre per\u00f2 iniziare ad affrontare l\u2019argomento anche dal punto di vista didattico. Occorre cio\u00e8 che chi si occupa di didattica della storia &#8211; scuole, universit\u00e0 e musei &#8211; inizi a porsi il problema di insegnare agli studenti come fruire di Wikipedia in modo attivo e consapevole. A mio parere il modo migliore per farlo \u00e8 proprio prendere una voce di it.Wiki ed analizzarla, come ho cercato di fare io con \u00abStoria del Trentino\u00bb.<br \/>\nPotrebbe essere interessante svolgere in classe una vera e propria \u00abcaccia all\u2019errore\u00bb sul testo di una voce, lasciando prima lavorare autonomamente gli alunni e poi riflettendo con loro su quanto riscontrato. In tal modo si finirebbe per riflettere non solo sull\u2019 \u00abEnciclopedia libera\u00bb ma anche sui meccanismi della divulgazione storica in generale. Ovviamente si tratta di un lavoro che dovr\u00e0 essere prima svolto dal docente e poi riproposto agli alunni. Potrebbe svolgersi chiedendo dapprima ai ragazzi una riflessione critica su di una voce specifica, per poi \u00abguidarli\u00bb alla scoperta delle criticit\u00e0 in essa contenute. Il passaggio successivo potrebbe essere lo svolgimento di una ricerca in classe sui cataloghi bibliografici on line in modo da individuare i testi su cui lavorare per verificare le affermazioni di Wikipedia o per avere altri punti di vista ed interpretazioni non presenti nella voce presa in esame.<\/p>\n<p>Si tratterebbe senza dubbio di un\u2019attivit\u00e0 lunga e complessa, ma che consentirebbe di trasmettere e sviluppare buona parte delle conoscenze, competenze ed abilit\u00e0 previste dai programmi scolastici. L\u2019analisi dei documenti e delle diverse interpretazioni, nonch\u00e9 in generale l\u2019approccio laboratoriale all\u2019insegnamento della storia sono ormai componenti essenziali delle attivit\u00e0 in classe (almeno laddove lo svolgimento dell\u2019\u00abora di storia\u00bb ha raggiunto un livello minimo di decenza), perch\u00e9 non provare ad applicarli su di uno strumento cui i ragazzi si rivolgono quotidianamente come Wikipedia?<\/p>\n<p>Biblioteche e musei potrebbero collaborare a queste attivit\u00e0, soprattutto nello svolgimento di ricerche bibliografiche o documentarie. A chi volesse tentare un simile esercizio consiglio di prestare attenzione ad alcune problematiche che ho riscontrato nelle diverse versioni della voce \u00abStoria del Trentino\u00bb:<br \/>\n<a name=\"3b\"><\/a><br \/>\n<b>3b. La fonte c\u2019\u00e8 ma\u2026<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 facile far osservare come le parti di una voce prive di fonte non siano affidabili, ma a volte la presenza di una nota nasconde insidie da non sottovalutare. Ad esempio, come abbiamo visto, su Wikipedia si possono trovare indicati come fonte testi propagandistici frutto del periodo storico di cui si parla, come ad esempio quello di Gayda, che vengono utilizzati come se fossero narrazioni storiche. In altre voci di it.Wiki mi \u00e8 capitato di veder citati testi indubbiamente assai diffusi ma che nessun ricercatore impiegato in ambito accademico o museale utilizzerebbe mai in un proprio saggio; quali ad esempio libri bassamente divulgativi (ad esempio quelli di <strong>Bruno Vespa<\/strong> o di altri giornalisti) oppure articoli di quotidiani e riviste che affrontano in maniera generica temi su cui esistono saggi ben pi\u00f9 approfonditi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22609\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/indro.jpg\" alt=\"Indro Montanelli\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/p>\n<p>Senza contare che la citazione riportata in una voce pu\u00f2 anche essere una bufala, come nel caso del libro inesistente <em>Assassini nella storia<\/em> <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=17162\">raccontato qui<\/a>, oppure che sia modificata o \u00abtagliata-e-cucita\u00bb per farle dire ci\u00f2 che voleva colui che l\u2019ha inserita. Esempi di uso \u00abdisinvolto\u00bb e parziale delle fonti su Wikipedia sono gi\u00e0 stati analizzati da Nicoletta Bourbaki <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#gilas\">qui<\/a> (<strong>Arrigo Petacco<\/strong> e <strong>Indro Montanelli<\/strong> usati come pezze d&#8217;appoggio per un doppio falso storico sulle foibe) e <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#basaglia\">qui<\/a> (uno strafalcione di Bruno Vespa usato per falsificare la biografia di <strong>Franco Basaglia<\/strong>). Altre volte ancora si \u00e8 scelto di dare a ricostruzioni nettamente propagandistiche lo stesso peso che si d\u00e0 a testi storiografici. \u00c8 il caso ad esempio delle citazioni del pubblicista neofascista <strong>Giorgio Pisan\u00f2<\/strong> il cui ruolo nella voce sull\u2019attacco partigiano di Via Rasella <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098\">\u00e8 stato analizzato qui<\/a>.<\/p>\n<p>Insomma l\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb \u00e8 il luogo ideale per esercitare quello che Bloch chiamava \u00abil gusto del controllo\u00bb. Le note delle fonti non stanno l\u00ec per bellezza, ma per essere controllate, vagliate e se occorre confrontate con altre.<br \/>\n<a name=\"3c\"><\/a><br \/>\n<b>3c. Attenzione a certe &#8220;dimenticanze&#8221;&#8230;<\/b><\/p>\n<p>A volte per dare una ricostruzione parziale o falsata del passato non occorre mentire, basta dare risalto ad alcune cose e &#8220;dimenticarne&#8221; altre. Naturalmente qualunque narrazione storica si basa sul definire \u00abcosa \u00e8 pi\u00f9 importante\u00bb e cosa lo \u00e8 meno, a seconda del punto di vista di chi la compie. \u00c8 pertanto normalissimo che anche su it.Wiki vi siano voci frutto di determinati punti di vista (quelli prevalenti tra amministratori ed utenti che hanno contribuito a quelle voci). Vi \u00e8 per\u00f2 un limite di decenza, limite ampiamente superato dal testo della voce \u00abStoria del Trentino\u00bb precedente al 26 settembre 2015. Dare risalto a quanto affermato da Francesco Giuseppe in un consiglio dei ministri nel 1866 ed ignorare la costituzione da lui firmata l\u2019anno successivo significa scrivere non una ricostruzione storica ma un <i>pamphlet<\/i> propagandistico il cui unico scopo \u00e8 quello di dimostrare quanto gli italiani siano stati \u00abvittime\u00bb.<\/p>\n<p>Questa propensione al vittimismo nazionalista ritorna anche quando si parla dell\u2019acuirsi del conflitto etnico in Alto Adige\/S\u00fcdtirol facendone ricadere la responsabilit\u00e0 solo su austriaci e sudtirolesi, senza nominare le pesanti responsabilit\u00e0 dello stato italiano.<\/p>\n<p>L\u2019analisi di episodi come questo mostra come occorra sempre, soprattutto in presenza di narrazioni troppo nette e prive di sfumature, cercare altre fonti da confrontare con quanto letto. Altre fonti naturalmente non scelte a caso o in base al principio della <i>par condicio <\/i> politica, ma sulla base del loro valore culturale e scientifico, come ad esempio il testo di Angelo Ara, ovvero l\u2019opera di un docente e ricercatore di chiara fama autore di studi approfonditi sull\u2019argomento trattato.<br \/>\n<a name=\"3d\"><\/a><br \/>\n<strong>3d. Una narrazione conservatrice<\/strong><\/p>\n<p>La narrazione del passato messa in campo da Wikipedia \u00e8 una narrazione conservatrice e non pu\u00f2 non esserlo. Non si tratta di un conservatorismo politico-ideologico, ma storiografico. Il motivo di questo conservatorismo \u00e8 semplice. Le voci dell\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb sono il risultato di un dibattito tra gli utenti e gli amministratori che vi contribuiscono. Ora pur con il massimo rispetto per il loro lavoro, occorre notare che non si tratta in molti casi di professionisti impegnati nell\u2019ambito della ricerca e della divulgazione storica, ma di appassionati. Pertanto il dibattito si concentrer\u00e0 su argomenti che fanno riferimento ad una visione del passato consolidata nell\u2019opinione pubblica, non a ci\u00f2 di cui si dibatte tra gli storici. Si tratta di un\u2019impressione personale che per essere confermata avrebbe bisogno di un vero e proprio censimento e analisi delle voci ad argomento storico di it.Wiki, ma direi che le voci del\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb si possono considerare spesso frutto di una visione della storia che potremmo definire \u00abpre-annales\u00bb, ovvero una visione della storia che mette al primo posto gli aspetti politico-militari e diplomatici, anzich\u00e9 quelli legati alla storia economica, sociale, di genere, della mentalit\u00e0, della cultura e vita materiale.<\/p>\n<p>Se prendiamo il dibattito nella <a class=\"western\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Storia_del_Trentino\">\u00abDiscussione\u00bb<\/a> della voce \u00abStoria del Trentino\u00bb possiamo facilmente notare come esso sia incentrato quasi unicamente sull\u2019\u00abitalianit\u00e0\u00bb o sull\u2019\u00abaustriacantismo\u00bb dei trentini. Si tratta di un argomento presente anche nel dibattito politico trentino, ma assolutamente lontano da quella che \u00e8 la riflessione storiografica condotta in Trentino dagli anni \u201980 in poi da autori quali <strong>Diego Leoni<\/strong>, <strong>Fabrizio Rasera<\/strong> e <strong>Quinto Antonelli<\/strong> (quest\u2019ultimo riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale come uno dei massimi esperti di scritture popolari della grande guerra), tanto per citare solo alcuni nomi. Chi aprir\u00e0 i loro testi si render\u00e0 conto di come un dibattito unicamente incentrato sull\u2019appartenenza nazionale o \u00abetnica\u00bb (italiana o tirolese che sia), considerata per di pi\u00f9 come qualcosa di netto e monolitico anzich\u00e9 come qualcosa di variabile, meticcio e contraddittorio, sia sostanzialmente superato e prettamente ideologico; lontanissimo da ci\u00f2 che erano la vita quotidiana, la cultura popolare e la ricchezza delle singole vicende umane nel Trentino a cavallo tra XIX e XX secolo.<\/p>\n<p>Questo emerge anche nel paragrafo intitolato \u00abDal secondo dopoguerra ad oggi\u00bb in cui si parla diffusamente dei conflitti etnici nel confinante Alto Adige\/S\u00fcdtirol ma non si parla, se non di sfuggita, della grande trasformazione economica e sociale prodotta in Trentino dall\u2019industrializzazione e dal boom economico a partire dal\u2019inizio degli anni \u201960. Dopo aver dedicato un intero paragrafo alla \u00abquestione nazionale\u00bb non si accenna neppure ad aspetti della storia pi\u00f9 recente che influenzarono in modo determinante lo sviluppo della realt\u00e0 locale. Ad esempio la stagione del riformismo democristiano di <strong>Bruno Kessler<\/strong> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a>, l\u2019apertura dell\u2019Universit\u00e0 di Trento ed il suo movimento studentesco che fu uno dei pi\u00f9 importanti del \u201968 <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a> , le proteste operaie citate come esempio a livello nazionale per la loro combattivit\u00e0 (come quando gli operai della IGNIS, il 30 luglio 1970, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/trentinocorrierealpi.gelocal.it\/trento\/cronaca\/2012\/07\/28\/news\/trenta-luglio-1970-ecco-la-memoria-di-due-protagonisti-1.5470287\">accompagnarono in questura a calci i caporioni dei fascisti che li avevano aggrediti<\/a> <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22583\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Operai_Ignis_contro_i_fascisti.jpg\" alt=\"Operai Ignis contro i fascisti\" width=\"600\" height=\"387\" \/><\/p>\n<p>Wikipedia ha al proprio interno un \u00abdibattito storiografico\u00bb, ma non essendo un dibattito tra specialisti fatalmente esso si porr\u00e0 al livello dei mass media e dell\u2019opinione pubblica. Questo \u00e8 un aspetto con cui deve fare i conti chiunque voglia dare il proprio contributo alle voci dell\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb.<\/p>\n<p>Io stesso in questa analisi e nei miei interventi sulla voce \u00abTrentino-Alto Adige\u00bb non ho potuto fare a meno di concentrarmi in primo luogo su ci\u00f2 che costituisce il principale argomento presente nelle voci riguardanti la storia del Trentino e dell\u2019 Alto Adige\/S\u00fcdtirol, vale a dire la questione dell\u2019\u00abappartenenza nazionale\u00bb. \u00c8 inevitabile che si finisca di parlare in primo luogo degli argomenti che gi\u00e0 hanno un peso dominante nella narrazione che si intende correggere o integrare.<br \/>\n<a name=\"4\"><\/a><\/p>\n<h4><strong>4. L\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb va presa sul serio<\/strong><\/h4>\n<p>In conclusione si pu\u00f2 affermare che l\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb d\u00e0 modo a chiunque di esporre il proprio punto di vista, la propria narrazione, ma in realt\u00e0 a prendere la parola \u00e8 sempre e solo una minoranza (come \u00e8 sempre accaduto con qualunque mezzo di divulgazione). Si tratta per\u00f2 di una minoranza che non ha meriti culturali o di altro tipo, se non il fatto di aver dedicato tempo e fatica appunto a <i>prendersi<\/i> la parola. La maggioranza del pubblico fruisce solo passivamente delle voci di it.Wiki ed in tal modo si ritrova a \u00absubire\u00bb le narrazioni costruite dalla versione 2.0 dei \u00ab45 cavalieri ungari\u00bb di gramsciana memoria:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-22578\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Gramsci_1922.jpg\" alt=\"Antonio Gramsci\" width=\"150\" height=\"199\" \/>\u00abEttore Ciccotti, durante il governo Giolitti di prima del 1914, soleva spesso ricordare un episodio della guerra dei Trent\u2019Anni: pare che 45 cavalieri ungari si fossero stabiliti nelle Fiandre e, poich\u00e9 la popolazione era stata disarmata e demoralizzata dalla lunga guerra, siano riusciti per oltre sei mesi a tiranneggiare il paese. In realt\u00e0, in ogni occasione \u00e8 possibile che sorgano &#8220;45 cavalieri ungari&#8221;, l\u00e0 dove non esiste un sistema protettivo delle popolazioni inermi, disperse, costrette al lavoro per vivere e quindi non in grado, in ogni momento, di respingere gli assalti, le scorrerie, le depredazioni, i colpi di mano eseguiti con un certo spirito di sistema e con un minimo di previsione &#8220;strategica&#8221;. Eppure, a quasi tutti pare impossibile che una situazione come questa da &#8220;45 cavalieri ungari&#8221; possa mai verificarsi: e in questa &#8220;miscredenza&#8221; \u00e8 da vedere un documento di innocenza politica. Elementi di tale &#8220;miscredenza&#8221; sono specialmente una serie di &#8220;feticismi&#8221;, di idoli, primo fra tutti quello del &#8220;popolo&#8221; sempre fremente e generoso contro i tiranni e le oppressioni\u00bb <a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Con questa riflessione non ho inteso mettere Wikipedia sul banco degli accusati ma semplicemente far notare come si tratti di uno strumento diverso dalle enciclopedie \u00abtradizionali\u00bb, alle quali non pu\u00f2 essere paragonata. Non basta dire \u00abnon \u00e8 affidabile\u00bb, occorre piuttosto imparare come fruire con consapevolezza di questo strumento, occorre cogliere tutta la portata del cambiamento che esso introduce. Per farlo bisogna sia analizzare senza anatemi o mitizzazioni il funzionamento dell\u2019\u00abEnciclopedia libera\u00bb, sia rendersi conto che essa ed il web generale pongono delle sfide cui la scuola e tutti coloro che si occupano di formazione storica devono saper rispondere.<\/p>\n<div id=\"attachment_22598\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22598\" class=\"wp-image-22598 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ungar13.jpg\" alt=\"Cavalieri ungari\" width=\"600\" height=\"368\" \/><p id=\"caption-attachment-22598\" class=\"wp-caption-text\">Cavalieri ungari.<\/p><\/div>\n<p>* <strong>Tommaso Baldo<\/strong> lavora al <a href=\"http:\/\/www.museostorico.tn.it\/index.php\">Museo storico del Trentino<\/a> ed \u00e8 tra gli animatori del blog <a href=\"https:\/\/avanguardiedellastoria.wordpress.com\/\">Avanguardie della Storia<\/a>, che consigliamo vivamente. \u00c8 una fonte preziosa per chiunque si occupi di storia e didattica della storia. Sempre sull&#8217;argomento Wikipedia, segnaliamo le <a href=\"https:\/\/avanguardiedellastoria.wordpress.com\/2015\/10\/12\/indicazioni-utili-sulla-fonte-piu-usata-dagli-studenti\/\">\u00abFrequently Asked Questions su Wikipedia. Indicazioni utili sulla fonte pi\u00f9 usata dagli studenti\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>* <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?tag=nicoletta-bourbaki\"><strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong><\/a> \u00e8 il nome\u00a0usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia e le manipolazioni storiche in rete, formatosi nel 2012 durante una discussione su <em>Giap<\/em>. Con questa scelta, il gruppo omaggia <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicolas_Bourbaki\">Nicolas Bourbaki<\/a>, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983. Un saggio di Nicoletta Bourbaki verr\u00e0 pubblicato sul n.39 della rivista storiografica <a href=\"http:\/\/storieinmovimento.org\/\"><em>Zapruder<\/em><\/a>, in uscita a gennaio 2016.<\/p>\n<p>Di questi argomenti e altri collegati discuteranno <strong>Wu Ming 1<\/strong>, <strong>Tommaso Baldo<\/strong> e <strong>Quinto Antonelli<\/strong> alla presentazione di <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?cat=2462\"><em>Cent&#8217;anni a Nordest<\/em><\/a>, il 4 novembre (!), h.20:30, al c.s.o.a. Bruno di Trento. E il giorno prima a Bolzano, con <strong>Flavio Pintarelli<\/strong>, <strong>Luca Barbieri<\/strong> e altri. Sono le date conclusive del <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22004\">Ventre della Bestia Tour<\/a>.<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong> I commenti al post verranno attivati il <strong>20 ottobre<\/strong>, per consentire una lettura ragionata e \u2013 nel caso \u2013 interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<h5 id=\"sdfootnote1\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><sup>#<\/sup> Marc Bloch, <i>Apologia della storia, o mestiere di storico.<\/i> Torino, Einaudi. 1998: p.68-69.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote2\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><sup>#<\/sup> MARIA GARBARI. \u00abAspetti politico-istituzionali di una regione di frontiera\u00bb, da p. 13 a p 164. In <i>Storia del Trentino: vol. V: l\u2019et\u00e0 contemporanea 1803-1918<\/i>. Bologna: Il Mulino 2003. P. 36.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote3\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><sup>#<\/sup> Ivi. P. 44.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote4\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><sup>#<\/sup> Ibidem. Vedi anche: MARCO BELLABARBA<i>. Trento e Trieste, dalla rivoluzione alla nazione (1848-1867)<\/i>. Consultato il 28.9.2015 sul sito <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.academia.edu\/7594536\/Trento_e_Trieste_dalla_rivoluzione_alla_nazione_1848-1867\">http:\/\/www.academia.edu\/7594536\/Trento_e_Trieste_dalla_rivoluzione_alla_nazione_1848-1867<\/a><\/u> . P.21. Vedi Anche: AGOSTINO PERINI. <i>Statistica del Trentino. <\/i>Trento: Tipografia Perini, 1852. P. 188.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote5\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><sup>#<\/sup> NICOLETTA CAVALLETTI. <em class=\"western\">L&#8217;abate Giovanni a Prato attraverso i suoi scritti<\/em><em class=\"western\"><i>. Trento: Museo del Risorgimento, 1967.<\/i><\/em><\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote6\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a><sup>#<\/sup> MARIA GARBARI. \u00abAspetti politico-istituzionali di una regione di frontiera\u00bb, da p. 13 a p 164. In <i>Storia del Trentino: vol. V: l\u2019et\u00e0 contemporanea 1803-1918<\/i>. Bologna: Il Mulino 2003. P. 65.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote7\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a><sup>#<\/sup> OTTONE BRENTARI. I trentini nella spedizione in Sicilia 1860. Trento: Museo del Risorgimento, 1960. P. 12, 118-129.<\/h5>\n<h5 class=\"western\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><sup># <\/sup> ANTONIO OGNIBENI. <i>Viaggi vicende e disastri toccati ad Antonio Ognibeni di Levico, guastatore nell&#8217;I.R. Reggimento Cacciatori-Imperatore nella guerra d&#8217;Italia 1848-1849<\/i>. Trento: Seiser, 1862.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote9\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a><sup>#<\/sup> QUINTO ANTONELLI. <i>Cose dell\u2019altro mondo: come (non) si leggono le scritture popolari<\/i>. In \u00abArchivio Trentino\u00bb, 2012. N.2. (articolo da p. 227 a p. 248). P. 230.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote10\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a><sup>#<\/sup> ELENA TONEZZER. <i>Il corpo, il confine, la patria, Associazionismo sportivo in Trentino (1870-1914)<\/i>. Bologna: Il Mulino, 2011. P.63.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote11\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a><sup>#<\/sup> ANGELO ARA. <i>Fra nazione e Impero. Trieste, gli Asburgo e la Mitteleuropa<\/i>. Milano: Garzanti, 2009. P. 257.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote12\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a><sup>#<\/sup> QUINTO ANTONELLI. <i>Storia della scuola trentina, dall\u2019umanesimo al fascismo<\/i>. Trento: Il Margine, 2013. P.307.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote13\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a><sup>#<\/sup> DIEGO LEONI, <i>Il popolo scomparso<\/i>, in <i>Il popolo scomparso , i trentini nella prima guerra mondiale (1914 \u2013 1920)<\/i>, a cura di Quinto Antonelli e Diego Leoni, Comune di Rovereto, Museo Storico in Trento, Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Rovereto 2003, p.24<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote14\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a><sup>#<\/sup> ROLF STEININGER. <i>La questione sudtirolese. <\/i>In \u00abLa regione Trentino-Alto Adige\/S\u00fcdtirol nel XX secolo. Vol I. Politica e istituzioni\u00bb. Da pag 159 a pag. 202. A cura di Giuseppe Ferrandi e G\u00fcnther Pallaver. Museo storico in Trento: Trento, 2007. P. 173-174.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote15\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a><sup>#<\/sup> Ivi. P. 180-189.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote16\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a><sup>#<\/sup> GIANNI FAUSTINI. <i>Bruno Kessler<\/i>. Trento: Fondazione Museo storico del Trentino. 2012<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote17\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a><sup>#<\/sup> CONCETTO VECCHIO. <i>Vietato ubbidire<\/i>. Milano: Rizzoli. 2005.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote18\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a><sup>#<\/sup> SANDRO SCHMID. <i>1969, L\u2019autunno caldo trentino. <\/i>Trento: UCT, 2009. Vedi anche LUIGI SARDI e SANDRO SCHMID. <i>30 luglio 1970, storia della IGNIS e del neofascismo trentino. <\/i>Trento: TEMI. 2012.<\/h5>\n<h5 id=\"sdfootnote19\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a><sup> # <\/sup><i>Storia dei 45 cavalieri ungheresi<\/i> . Da ANTONIO GRAMSCI. <i>Passato e presente<\/i> . Roma: Editori Riuniti. 1996. P. 61.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 possibile usare Wikipedia a scuola, in modo critico e utile? Quali sono le trappole da evitare? Pu\u00f2 aiutarci a capirlo la voce \u00abStoria del Trentino\u00bb. di Tommaso Baldo (*) con la collaborazione del gruppo Nicoletta Bourbaki (*) 0. Premessa 1. La voce Storia del Trentino su it.wiki sino al 26.9.2015 2. 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