{"id":22121,"date":"2015-08-26T10:22:32","date_gmt":"2015-08-26T08:22:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121"},"modified":"2025-03-04T15:06:53","modified_gmt":"2025-03-04T14:06:53","slug":"ventimiglia-in-ogni-citta-la-solidarieta-senza-confini-e-gia-opposizione-alla-guerra-futura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/08\/ventimiglia-in-ogni-citta-la-solidarieta-senza-confini-e-gia-opposizione-alla-guerra-futura\/","title":{"rendered":"#Ventimiglia in ogni citt\u00e0! La solidariet\u00e0 senza confini \u00e8 gi\u00e0 opposizione alla guerra futura"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_22141\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21962\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22141\" class=\"wp-image-22141 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-COPERTINA_600px.jpg\" alt=\"Manifestazione alla frontiera italo-francese di Ventimiglia. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22141\" class=\"wp-caption-text\">Manifestazione alla frontiera italo-francese di Ventimiglia. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>[Dopo <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21962\">il racconto del primo mese al presidio di Ventimiglia<\/a>, ecco un testo collettivo che aggiorna sulla situazione al confine con la Francia, allarga la prospettiva all&#8217;Europa intera ed evidenzia il rapporto tra le ondate di \u00abemergenze profughi\u00bb e le nuove guerre che l&#8217;Occidente, Italia compresa, sta preparando. Su <em>Giap<\/em> ci occuperemo presto, in modo pi\u00f9 approfondito, di una delle situazioni narrate qui sotto, quella romana del Baobab. Pi\u00f9 avanti parleremo anche di quel che accade a Lampedusa, <em>oltre e contro<\/em> le descrizioni allarmistiche o pelose che vanno forte sui media mainstream. Buona lettura.]<\/p>\n<p>Testo scritto da <b>plv,<\/b> in collaborazione con <b>Martina Bernabai,<\/b> <b>pannychisviii<\/b>, <b>Rosa M.<\/b>\u00a0 <b>Valerio Muscella <\/b> e altre <b>losche individualit\u00e0<\/b> che hanno preferito non essere citate.<br \/>\nFoto di <a href=\"http:\/\/www.michelelapini.net\"><b>Michele Lapini<\/b>,<\/a> <a href=\"http:\/\/www.valeriomuscella.com\/\"><b>Valerio Muscella<\/b><\/a>, <b>Jos\u00e9 Palaz\u00f3n<\/b> e <strong><a href=\"http:\/\/francescopistilli.photoshelter.com\/\">Francesco Pistilli<\/a><\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMolti crimini sono migliori di questa legalit\u00e0.\u00bb<br \/>\nLuca Rastello, <i>I buoni<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#1\"><b>1. Resistenza<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2\"><b>2. Ventimiglia in ogni citt\u00e0<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2b\"><b>&gt; Melilla<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2c\"><b>&gt; Lesvos<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2d\"><b>&gt; Passaggio tra i Balcani<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2e\"><b>&gt; Ungheria<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2f\"><b>&gt; Calais<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2g\"><b>&gt; Lampedusa<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2h\"><b>&gt; Parigi<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2i\"><b>&gt; Roma<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#2l\"><b>&gt; Bologna<\/b><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=22121#3\"><b>3. Guerra. E le sue retoriche<\/b><\/a><\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a><!--more--><\/p>\n<h3><b>1. Resistenza<\/b><\/h3>\n<p>Nell&#8217;ultimo mese la situazione a Ventimiglia \u00e8 rimasta stabile pur nella sua estrema difficolt\u00e0. Il presidio sugli scogli \u00e8 sempre di pi\u00f9 un punto di riferimento, dove chi ha intrapreso il viaggio verso il Nord Europa pu\u00f2 rifiatare e avere informazioni che altrove \u00e8 difficile ottenere. Per questo in diverse giornate si sono allestiti workshop con avvocati in grado di rispondere alle domande sulla richiesta d&#8217;asilo in Italia e in altri paesi, diritti, norme internazionali. Durante alcuni di questi incontri diversi migranti si sono poi presentati agli avvocati italiani con un foglio in mano, senza sapere di cosa si trattasse:<br \/>\n&#8211; \u00c8 la tua richiesta d&#8217;asilo in Italia.<br \/>\n&#8211; Ma io non ho mai fatto una richiesta d&#8217;asilo in Italia.<br \/>\nDi fatto, alcuni dei migranti hanno scoperto di aver firmato un foglio ci cui non conoscevano il reale contenuto.<\/p>\n<p>Ma i problemi con la legge non sono finiti qui: altri momenti sono stati dedicati alla comunicazione con i migranti nel centro della Croce Rossa vicino alla stazione, a cui \u00e8 stato letteralmente impedito di partecipare ad un&#8217;assemblea avvenuta <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5Z8HOHqaU4E\">l&#8217;8 agosto<\/a>. Come abbiamo scritto nel precedente post, ai migranti in stazione \u00e8 concesso fare tutto, meno che capire qualcosa su quello che sta avvenendo. L&#8217;assemblea ha mandato sulle furie il sindaco Enrico Ioculano (PD) e la leghista Sonia Viale, vicepresidente della regione Liguria: il primo ha dichiarato che \u00abl&#8217;amministrazione \u00e8 vicina a chi \u00e8 in difficolt\u00e0, cio\u00e8 ai migranti, non agli attivisti che sono &#8220;in vacanza&#8221; (al presidio)\u00bb la seconda ha definito i No Borders dei figli di pap\u00e0. Una delle attivit\u00e0 principali a cui si dedicano i No Borders durante la loro vacanza \u00e8 quella di intervenire con azioni di disturbo nelle tante operazioni discrezionali da parte della polizia francese, puntualmente segnalate dall&#8217;Associazione Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione. L&#8217;ASGI ha infatti pubblicamente sollevato, diritto alla mano, la questione del <a href=\"http:\/\/www.asgi.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Documento-Ventimiglia.pdf\">l&#8217;illegalit\u00e0 delle attivit\u00e0 della polizia contro i migranti<\/a>, sia per quel che riguarda la parte francese che quella italiana. Tuttavia, al di l\u00e0 del finto battibecco tra Italia e Francia nei primi giorni del presidio, nessun membro della politica italiana ha sollevato la questione con i colleghi francesi presentando mozioni, documenti, rilasciando dichiarazioni, insomma, quelle attivit\u00e0 che un politico dovrebbe fare quando \u00e8 realmente interessato ad un problema.<\/p>\n<div id=\"attachment_22157\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22157\" class=\"wp-image-22157 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_1_600px.jpg\" alt=\"FOTO_1_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22157\" class=\"wp-caption-text\">Un migrante studia inglese al Presidio Permanente &#8220;No Borders&#8221; di Ventimiglia &#8211; Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 in questo vuoto che, nella notte tra il 9 e il 10 agosto, il presidio \u00e8 stato avvisato della presenza di 100 migranti nella parte francese della frontiera, <a href=\"http:\/\/www.nicematin.com\/menton\/videos-une-centaine-de-migrants-interpelles-alors-quils-passaient-la-frontiere-a-menton.2305867.html\">rinchiusi nei container<\/a>. Nel corso della notte una ventina di persone del presidio si \u00e8 spostata sul luogo per dar vita ad una protesta di fronte alla stazione della polizia francese, con i migranti a gridare da dietro le transenne e gli attivisti No Border a bloccare la strada. La protesta si \u00e8 conclusa con l&#8217;intervento della polizia francese da una parte e quella italiana dall&#8217;altra, mai cos\u00ec d&#8217;accordo fra loro. Tutti gli attivisti hanno cos\u00ec passato la notte in questura: identificazioni e denunce per l&#8217;occupazione del presidio sugli scogli a cui si aggiungono 6 fogli di via. I migranti invece sono stati rimandati in Italia al centro della Croce Rossa da parte della quale, a quanto pare, mai si avr\u00e0 alcun comunicato di sdegno in merito alla situazione.<\/p>\n<p>Un episodio simile si \u00e8 ripetuto la sera del 23 agosto, con 55 migranti bloccati alla frontiera per molte ore e rimandati dopo molte ore al centro di Ventimiglia. Identica la dinamica delle operazioni e la coordinazione tra le forze dell&#8217;ordine, con la differenza che questa volta la polizia francese ha usato la forza: un&#8217;attivista francese \u00e8 stata colpita al costato da una manganellata della polizia francese, mentre per un ragazzo \u00e8 scattato il processo per direttissima con l&#8217;accusa oltraggio a pubblico ufficiale.<\/p>\n<p>Vale la pena <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gUep5rXnxyo\">vedere qui<\/a>, il video che racconta della notte del 9 agosto e al contempo restituisce in pieno lo spirito di chi per due mesi ha letteralmente <a href=\"http:\/\/www.zic.it\/ventimiglia-respingimenti-e-fogli-di-via\">ballato alla frontiera<\/a>.<\/p>\n<p>Rimane sempre elevata la discrezionalit\u00e0 delle operazioni della polizia, su tutt&#8217;e due i fronti. Sfruttando la sospensione di Schengen, prevista dal trattato di Chambery, la polizia francese ha continuato per due mesi con i <a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/immigration-et-diversite\/article\/2015\/08\/12\/a-vintimille-guerre-d-usure-entre-migrants-et-policiers_4722047_1654200.html\">blocchi alla frontiera<\/a>: 1548 le persone bloccate nella prima settimana di luglio, il picco pi\u00f9 alto fino ad ora, sebbene i numeri siano rimasti alti durante tutta l&#8217;estate (835 della prima settimana di agosto). Bisogna tener conto che il destino di alcuni dei migranti respinti dalla Francia \u00e8 stato un ulteriore viaggio, <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/index.php\/blog\/migranti\/item\/15255-ventimiglia-andata-e-ritorno\">imposto con la forza<\/a>, al CARA di Bari. Di respingimento in respingimento, dunque, chi viaggia viene spedito sempre pi\u00f9 lontano dalla sua meta, che per molti equivale all&#8217;Inghilterra o alla Svezia.<\/p>\n<p>Il presidio ha comunque tenuto e continua a tenere botta nonostante il trappolone dell&#8217;estate. Non \u00e8 poco: fino ad ora si \u00e8 riusciti a reggere ed era tutt&#8217;altro che scontato, lontano dai centri abitati e tagliato fuori dalle linee di comunicazione. Con l&#8217;autunno alle porte, si tratta di un precedente importante: Ventimiglia non \u00e8 infatti solo un comune al confine con la Francia, ma anche l&#8217;esempio di una resistenza di fronte ad un attacco di proporzioni globali che ha ricadute su tutti i territori e non solo nei luoghi che rappresentano le frontiera dell&#8217;Europa. Per questo vale la pena dire <b>\u00abVentimiglia in ogni citt\u00e0\u00bb<\/b> .<\/p>\n<p>Ci sono vari strumenti utili a questo scopo che consentono di passare all&#8217;azione e dunque di impegnarsi in prima persona. Il primo \u00e8 il portale <a href=\"https:\/\/www.w2eu.info\">Welcome to Europe<\/a> dove i migranti possono trovare indicazioni su dove \u00e8 possibile reperire, all&#8217;interno dei diversi paesi, un gruppo di supporto in grado di dare informazioni legali. Il portale \u00e8 piuttosto basico, ma rende bene l&#8217;idea del tipo di aiuto che \u00e8 possibile fornire.<\/p>\n<p>Un secondo strumento \u00e8 quello di Alarm phone, dedicato maggiormente ai viaggi via mare. Si tratta di un numero a cui pu\u00f2 chiamare chi si trova su un barcone, in modo tale che chi riceve la chiamata segnali l&#8217;imbarcazione alla guardia costiera e cos\u00ec mettere pressione affinch\u00e9 vi sia un intervento tempestivo. L&#8217;idea \u00e8 nata all&#8217;interno di un progetto molto pi\u00f9 ampio, chiamato <a href=\"http:\/\/watchthemed.net\/index.php\/page\/index\/9)\">&#8220;Watch the med&#8221;<\/a>: sul sito viene fornito un ottimo vademecum su come segnalare e documentare violazioni da parte delle autorit\u00e0 in tema di migrazioni.<\/p>\n<p>Ci sono infine date di mobilitazione collettiva. Per il giorno 3 ottobre da Lampedusa viene la proposta di un&#8217;iniziativa comune a tutta Europa, per ricordare la strage del 3 ottobre del 2013 quando a largo della costa siciliana morirono, accertate, 155 persone. Lo stesso giorno infatti cadono gli 80 anni dall&#8217;invasione fascista in Etiopia. Quest&#8217;ultima, come ha scritto Wu Ming <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21614\">presentando il progetto \u00abResistenze in Cirenaica\u00bb<\/a>,<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00e8 un perfetto esempio di \u201critorno del rimosso\u201d che viene soffocato.\u00a0Quasi tutte le vittime erano in fuga dalla dittatura eritrea (<a href=\"http:\/\/www.giovaniemissione.it\/pub\/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=724\">che l\u2019Italia sostiene<\/a>) o dal sanguinoso caos somalo (per il quale<a href=\"http:\/\/www.agoravox.it\/Somalia-disordini-attuali-e.html\"> l\u2019Italia ha enormi responsabilit\u00e0<\/a>), cio\u00e8 da due ex-colonie italiane; per arrivare in Italia, erano passate dalla Libia, altra ex-colonia italiana precipitata nel caos <a href=\"http:\/\/www.libertaegiustizia.it\/2015\/02\/15\/lo-storico-del-boca-non-perdonero-mai-napolitano-per-avere-avallato-quella-guerra\/\">anche per responsabilit\u00e0 italiane<\/a>.<br \/>\nEbbene, sfidiamo chiunque a trovare, nelle centinaia di articoli usciti all\u2019indomani della tragedia, le informazioni che abbiamo appena dato.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Fare i conti con i flussi migratori di oggi significa anche fare i conti con la coscienza sporca dell&#8217;occidente. Avere presente <a href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2015\/07\/la-mappa-delleuropa-colonialista\/\">la mappa dell&#8217;Europa colonialista<\/a> \u00e8 sempre utile.<br \/>\n<a name=\"2\"><\/a><\/p>\n<h3><b>2. Ventimiglia in ogni citt\u00e0<\/b><\/h3>\n<p>Ventimiglia, Calais, Kos, Mediterraneo, Ungheria, ma anche Parigi, la <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gxdF3ajQzho\">Catalunya<\/a>, Milano, luoghi lontani dalla frontiera ma che diventano frontiera essi stessi. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che quello della migrazione \u00e8 stato il tema centrale dell&#8217;ultimo mese, non solo in Italia ma anche in tutta Europa. Ed \u00e8 possibile unire i punti per vedere il disegno che ne veniva fuori.<\/p>\n<p>I resoconti che seguono parlano di militarizzazione, di nervi scoperti, di situazioni allarmanti, ma anche di resistenza. Sebbene possano essere differenti tra loro, tutti questi casi ci parlano di una situazione che \u00e8 comune.<br \/>\n<a name=\"2b\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Melilla<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22156\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22156\" class=\"wp-image-22156 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-2.jpg\" alt=\"FOTO 2\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22156\" class=\"wp-caption-text\">La &#8220;valla&#8221; e il campo da golf di Melilla hanno un elemento in comune: sono entrambi finanziati con fondi di Spagna e Unione Europea. Foto di Jos\u00e9 Palaz\u00f3n.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22155\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22155\" class=\"wp-image-22155 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_3_600px.jpg\" alt=\"FOTO_3_600px\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22155\" class=\"wp-caption-text\">Un tentativo di salto delle recinzioni. Foto di Jos\u00e9 Palaz\u00f3n. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Ceuta e Melilla sono due luoghi simbolo di un esproprio dal momento che il Marocco non riconosce la sovranit\u00e0 spagnola delle due <i>enclave<\/i> . Si tratta di avamposti della frontiera europea, circondati da recinzioni (la &#8221; <i>valla<\/i> &#8220;) che impediscono il passaggio dei migranti in territorio spagnolo. Giusto per chiarire la natura di questi avamposti, Melilla \u00e8 una delle citt\u00e0 in cui ancora resiste intatta una statua di Franco e dove una delle vie centrali porta il nome di &#8220;Avenida de la Legi\u00f3n&#8221;. Pochi mesi fa la stampa internazionale ha acceso i riflettori su quanto avviene in questi luoghi, anche a causa di <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/109091397\">questo video<\/a> che mostra le violente operazioni della Guardia Civil spagnola durante uno dei tentativi di salto del <i>valla<\/i> . A questo tipo di violenza si aggiungono le &#8220;devoluciones en caliente&#8221; operate dalla stessa Guardia Civil che, dopo il salto della <i>valla<\/i> , rimanda di peso i migranti in territorio marocchino. Si tratta di una pratica illegale a cui le forze dell&#8217;ordine spagnole fanno costantemente ricorso.<\/p>\n<p>La polizia effettua operazioni altrettanto violente anche all&#8217;interno del territorio di Melilla: il 27 maggio Osama, un ragazzo poco pi\u00f9 che adolescente, \u00e8 morto cadendo dalla scogliera durante una retata della polizia. Per farsi un&#8217;idea di come non si tratti di un caso isolato e della retorica razzista che lo ha accompagnato \u00e8 consigliata una lettura di <a href=\"http:\/\/www.eldiario.es\/desalambre\/Muerte-chico-Melilla-desgraciado-suceso_0_392660971.html\">questo articolo<\/a>. Nell&#8217;articolo si fa riferimento al fatto che non si sapeva se Osama fosse o meno maggiorenne. Si tratta di un elemento importante, dal momento che i minorenni, in teoria godrebbero di una protezione legislativa speciale, tuttavia proprio la situazione di Melilla \u00e8 pesantissima anche da questo punto di vista. <a href=\"http:\/\/info.nodo50.org\/Alrededor-de-60-ninos-habitan-las.html\">Circa 60 bambini<\/a> vivono infatti nelle strade di Melilla senza alcun tipo di supporto e sono costantemente oggetto di retate e di maltrattamenti.<\/p>\n<p>Da qui \u00e8 possibile trovare un barcone, cos\u00ec come da Ceuta, ma ultimamente l&#8217;apparato repressivo \u00e8 cos\u00ec pesante che Tanger \u00e8 diventata un nuovo punto di partenza. <b> <\/b> Tuttavia nella citt\u00e0 marocchina la situazione \u00e8 a dir poco tesa, anche perch\u00e9 qui sono affluiti i migranti <a href=\"http:\/\/www.elmundo.es\/internacional\/2015\/02\/10\/54da201c268e3e0f718b45a0.html\">sgomberati dal Gurug\u00f9<\/a>, il monte in cui si radunavano i migranti prima di tentare il salto della <i>valla<\/i> . Contro i migranti provenienti dall&#8217;Africa subshariana si \u00e8 scatenata una retorica violentissima (&#8220;i neri non rispettano le donne&#8221;, &#8220;i neri non rispettano il Ramadan&#8221;, ecc.) che ha comportato anche manifestazioni di protesta degli stessi marocchini. L&#8217;1 luglio questa situazione \u00e8 sfociata in un <a href=\"http:\/\/www.eldiario.es\/desalambre\/Violento-tangerino-Boukhalef-expulsiones-personas_0_404560430.html\">violento sgombero<\/a> del quartiere di Bohkhalef, che ha causato la morte di un ragazzo di 29 anni. Oltre allo sgombero sono stati effettuati degli sfratti da appartamenti dove i migranti avevano regolare contratto. I migranti vivono ora nei boschi, poco lontano dal quartiere in cui abitavano, nell&#8217;attesa di organizzare dei gruppi per tentare la traversata verso la Spagna. Gi\u00e0, perch\u00e9 a Tanger si assiste ad un fenomeno originale per cui molti dei gommoni che partono sono in realt\u00e0 auto-organizzati, senza quindi la mediazione di scafisti. Non risulta che questo &#8220;dettaglio&#8221; interessi i governi europei, cos\u00ec preoccupati dalla lotta alle mafie o al commercio degli esseri umani.<br \/>\n<a name=\"2c\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Lesvos<\/b><\/h4>\n<p>La notizia dell&#8217;11 agosto \u00e8 stata quella di scontri e tensione nell&#8217;isola di Kos, a cui accedono molti migranti dalla Siria, nel tentativo di accedere alla Grecia e poi continuare il viaggio verso l&#8217;Europa. I numeri parlano di circa 7000 migranti per un&#8217;isola di trentamila persone. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xjVny9V1hsU\">Nei filmati \u00e8 possibile vedere le operazioni della polizia greca<\/a> di fronte alle proteste: schiaffi, minacce, spintoni (anche da parte di un poliziotto munito di coltello), gas urticante che hanno portato all&#8217;estremo una tensione gi\u00e0 al limite a causa del caldo e dei numeri. Per avere le idee pi\u00f9 chiare su quanto avvenuto a Kos suggeriamo <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/le-isole-dei-rifugiati\/\">i bei reportage di <b>Francesca Coin<\/b><\/a> e <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/lhotel-di-kos-solidarity\/\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 l&#8217;unico caso, un&#8217;altra isola particolarmente sotto pressione \u00e8 infatti quella di Lesvos. \u00c8 qui che ha sede il centro di Kara Tepe, che versa in una condizione definita \u00ab<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/Humanitarian-crisis-on-the-Greek-island-of-Lesvos.html#.VcC5cTB_Oko\">scioccante e inimmaginabile<\/a>\u00bb, con pi\u00f9 di tremila persone prive di accesso ad acqua e sanitari. Il collettivo Musaferat ha inoltre segnalato come la tensione sia alta anche a causa della poca chiarezza e l&#8217;efficacia solo temporanea delle misure messe in campo dal governo. Questo genera continue proteste, ma anche litigi, a volte molto violenti, fra i migranti stessi.<\/p>\n<p>Tuttavia esiste una solidariet\u00e0 attiva che produce risultati incredibili. E&#8217; il caso del centro autogestito di Pipka (di cui recentemente <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/solidarieta\/immigrazione\/2015\/07\/02\/news\/grecia_integrazione-118149981\/\">si \u00e8 parlato anche in Italia<\/a>, nato grazie all&#8217;aiuto di attivisti e volontari, in un periodo in cui non vi erano strutture in grado di supportare l&#8217;immigrazione. Abas, uno dei migranti arrivato al centro, racconta cos\u00ec la sua esperienza: \u00aberavamo delusi dall&#8217;Europa prima di arrivare a PIKPA dal momento che avevamo passato giorni durissimi. A PIKPA potevamo riposarci. Abbiamo ricevuto vestiti, cibo, un posto per dormire, supporto medico\u2026 e onore\u00bb. Vale la pena leggere anche <a href=\"htttp:\/\/lesvos.w2eu.net\/2015\/04\/11\/thoughts-and-thanks-from-the-distance-refugees-who-lived-in-pikpa-talk-about-the-importance-of-an-open-welcoming-space\/#more-578\">qui<\/a>) che riguardano i tre anni di vita del centro.<\/p>\n<p>Non manca chi dice che l&#8217;immigrazione danneggia l&#8217;immagine del turismo, un bel problema viste le condizioni economiche in cui versa la Grecia. Tuttavia a queste accuse si pu\u00f2 rispondere con <a href=\"http:\/\/atenecalling.org\/ogni-volta-che-mi-imbatto-in-dimostrazioni-di-umanita-rinasco\/\">le parole dello scrittore Yorgos Tirikos-Ikas <\/a>, da tempo impegnato a PIKPA e a diffondere attraverso i suoi racconti le storie della vita al centro: \u00abHo parlato con dei turisti che venivano da Kalimno e mi hanno detto che la cosa pi\u00f9 bella che hanno visto sull\u2019isola \u00e8 la solidariet\u00e0 di certe persone verso i rifugiati! Questa \u00e8 la migliore pubblicit\u00e0!\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 anche per chi vuole dare la sua solidariet\u00e0 la situazione non \u00e8 facile. Esiste infatti una legge che punisce severamente chi offre un passaggio ai migranti all&#8217;interno del territorio di Lesvos, come accade piuttosto spesso con chi vuole fornire un primo aiuto immediato: chi \u00e8 appena sbarcato e ha intenzione di recarsi immediatamente al centro di identificazione a Mitilini pu\u00f2 infatti dover percorrere anche 80 chilometri dal luogo dello sbarco. Per questo motivo il <a href=\"http:\/\/www.valigiablu.it\/in-grecia-alcuni-cittadini-rischiando-la-galera-si-attivano-per-aiutare-i-migranti\/\">15 giugno<\/a> \u00e8 stata organizzata una protesta con una carovana di 41 auto che trasportavano i migranti verso Mitilene. Obiettivo pienamente raggiunto senza alcun fermo o arresto.<br \/>\n<a name=\"2d\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Passaggio tra i Balcani<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22154\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-4.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22154\" class=\"wp-image-22154 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-4.png\" alt=\"FOTO 4\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22154\" class=\"wp-caption-text\">Un migrante pachistano attraversa un campo di girasoli per raggiungere il confine tra Grecia e Macedonia. Evizoni, 18 luglio 2015. Foto di Valerio Muscella.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22153\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22153\" class=\"wp-image-22153 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_5_600px.png\" alt=\"FOTO_5_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22153\" class=\"wp-caption-text\">Migranti e polizia sulla ferrovia al confine tra Grecia e Macedonia, 18 lug 2015. Foto di Valerio Muscella. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Le rotte proseguono spesso verso i Balcani e in particolare attraverso Macedonia e Serbia, lungo un percorso noto come il &#8220;cammino delle formiche&#8221;. Il tratto da percorrere diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 pericoloso di quanto lo \u00e8 stato durante l&#8217;estate, visto quanto sta avvenendo negli ultimi giorni con la chiusura della frontiera macedone e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wslTyUXxRE4\">il conseguente invio dell&#8217;esercito a chiudere il confine con la Grecia<\/a>.<\/p>\n<p>I treni che attraversano Macedonia e Serbia sono normalmente gonfi di migranti, stipati in vagoni sigillati. Entrambi i paesi forniscono dei permessi di libera circolazione validi per 72 ore, il tempo concesso dal governo alle persone per fare una traversata e uscire dal paese. Il viaggio pu\u00f2 essere fatto a piedi, in treno o sfruttando l&#8217;aiuto dei passeur: ovviamente a nessuno interessa in che modo i migranti si spostino, l&#8217;importante \u00e8 che siano fuori entro il limite massimo, altrimenti il rischio \u00e8 la galera. Per ottenere il permesso \u00e8 necessario stare in coda anche per giorni, tanto che esistono casi di persone che si mettono in fila due volte per poter rivendere il permesso.<\/p>\n<p>Nei campi la situazione \u00e8 drammatica: \u00e8 il caso del campo di Pre\u0161evo, uno dei luoghi in cui \u00e8 possibile ottenere il famoso foglio di circolazione. Anche in questo caso si segnalano atteggiamenti violenti da parte della polizia locale che durante la notte interviene spesso con intimidazioni, svegliando le persone e obbligandole a spostare le tende senza alcuna motivazione.<\/p>\n<p>L&#8217;arrivo al confine con l&#8217;Ungheria non \u00e8 per nulla facile. \u00c8 infatti frequente la presenza di \u00abmafia gangs\u00bb che assaltano i migranti a sassate. Il razzismo non \u00e8 l&#8217;unica causa: chi viaggia per cos\u00ec tanti chilometri sa che avr\u00e0 bisogno di soldi per pagare i trasporti, molti di loro non sono quindi dei &#8220;poveri migranti&#8221;, ma persone che in effetti i soldi li hanno e sono disposti a spenderli per arrivare a destinazione.<\/p>\n<p>Il viaggio tra Macedonia e Serbia \u00e8 quindi un autentico incubo, anche perch\u00e9 le detenzioni sono numerose e rientrano nella logica di un gioco di rimpiattino che coinvolge ben quattro nazioni differenti: i migranti che riescono a percorrere questa tratta possono arrivare in Ungheria, ma da l\u00ec respinti in Serbia dove possono essere arrestati o rimandati addirittura in Macedonia, dove tenteranno di nuovo il viaggio. Un limbo costruito dalle nazioni, da cui solo i &#8220;traghettatori&#8221; possono salvarti, a costo,ovviamente, di una lauta somma. Ma d&#8217;altra parte, quali sono le alternative?<br \/>\n<a name=\"2e\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Ungheria<\/b><\/h4>\n<p>Tappa obbligata per chi arriva dalla Grecia e vuole raggiungere la Germania o la Svezia. Nel corso dell&#8217;estate si \u00e8 molto parlato della decisione del premier conservatore Viktorb Orb\u00e1n di innalzare un muro lungo il confine con la Serbia al fine di bloccare l&#8217;afflusso di migranti nel paese. Una decisione simile \u00e8 stata presa anche <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2015\/04\/06\/world\/europe\/bulgaria-puts-up-a-new-wall-but-this-one-keeps-people-out.html?_r=0\">dal governo bulgaro<\/a> per bloccare i flussi in arrivo dalla Turchia. La maggior parte dei migranti che qui arrivano sono siriani, in fuga dalla morsa ISIS\/Assad, e afghani. A questi si aggiunge un elevatissimo numero di kosovari.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che l&#8217;Ungheria \u00e8 uno dei paesi che accoglie il maggior numero di richieste d&#8217;asilo, <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2015\/07\/09\/fortezza-ungherese\">quasi il doppio rispetto all&#8217;Italia<\/a>. Eppure ci sono diverse affinit\u00e0 tra Ungheria e Italia, sia in merito ai punti politici cruciali che alle retoriche che circolano.<\/p>\n<p>La proposta di costruire un muro \u00e8 arrivata dopo un lungo braccio di ferro con l&#8217;Unione Europea rispetto al regolamento di Dublino secondo cui un migrante \u00e8 costretto a fermarsi nel primo paese in cui viene identificato. Questo \u00e8 un punto interessante, dal momento che questo \u00e8 uno dei blocchi che ha creato il caso &#8220;Ventimiglia&#8221; e che di fatto blocca le rotte dei migranti nei paesi situati ai confini esterni dell&#8217;Unione Europea. \u00c8 per questo motivo che il 23 giugno l&#8217;Ungheria ha deciso di sospendere l&#8217;accordo di Dublino in modo da consentire ai migranti entrati nel paese di procedere nel loro viaggio. A questa decisione ha fatto seguito il voto del 6 luglio con cui il parlamento ungherese ha deliberato a favore dell&#8217;inasprimento delle norme sul diritto d&#8217;asilo. Riguardo alla linea del governo Orb\u00e1n ha <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/video\/2015\/jul\/30\/europe-for-europeans-hungarian-pm-viktor-orban-video\">chiarito senza mezzi termini<\/a> che bloccare i flussi migratori significa bloccare il terrorismo, e ha aggiunto che \u00abvorremmo riservare l&#8217;Europa agli europei\u00bb, e allo stesso tempo costruire \u00abUngheria ungherese\u00bb.<br \/>\n<a name=\"2f\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Calais<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22152\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22152\" class=\"wp-image-22152 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_6_600px.jpg\" alt=\"FOTO_6_600px\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22152\" class=\"wp-caption-text\">Durante la manifestazione contro il nuovo accordo preso da Theresa May e Bernard Cazenueve. Foto di Valerio Muscella. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22151\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22151\" class=\"wp-image-22151 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_7_600px.jpg\" alt=\"FOTO_7_600px\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22151\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei bar notturni della jungle, Foto di Valerio Muscella. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>\u00abWelcome to Eurotunnel\u00bb e \u00abBienvenue a Eurotunnel\u00bb sono le due scritte che accolgono chi si appresta a passare al di sotto della Manica. I cartelli contrastano con una <a href=\"https:\/\/calaismigrantsolidarity.wordpress.com\/deaths-at-the-calais-border\/\">lista di morti<\/a> lunghissima e in costante aggiornamento: colpiti dalle auto o da un tir, caduti dal treno o uccisi durante aggressioni. La situazione all&#8217;ingresso dell&#8217;Eurotunnel \u00e8 diventata esplosiva da quando il governo inglese ha speso 15 milioni di sterline per rinforzare la sicurezza del porto. All&#8217;Eurotunnel si tenta cos\u00ec di passare saltando su un treno in corsa, infilandosi dentro un camion o sotto un autobus e sperando di arrivare vivi dall&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>Secondo le recenti dichiarazioni di David Cameron sono in arrivo altri <a href=\"http:\/\/www.independent.co.uk\/news\/uk\/home-news\/britain-to-spend-7m-on-security-in-calais-after-2000-migrants-storm-eurotunnel-10422721.html\">7 milioni di sterline<\/a> per rinforzare la sicurezza del passaggio, come richiesto dalla stessa societ\u00e0 Eurotunnel. Il finanziamento \u00e8 giustificato sui giornali con il riferimento ad un assalto di 2000 migranti alla struttura, avvenuto lo scorso 28 luglio. <a href=\"https:\/\/passeursdhospitalites.wordpress.com\/2015\/07\/28\/ces-2000-baleines-qui-ont-bouche-le-tunnel-de-calais\/\">Come informa il gruppo Passeurs d&#8217;Hospitalit\u00e9s<\/a>, i numeri sono ben diversi e nella realt\u00e0 2000 era il numero totale delle persone che in quei giorni erano accampate a Calais. Il giro di soldi \u00e8 comunque destinato a continuare, dal momento che \u00e8 notizia della settimana scorsa che la Gran Bretagna finanzier\u00e0, con 3,5 milioni di sterline, un centro di accoglienza sul territorio francese. In altre parole Calais \u00e8, e si appresta sempre di pi\u00f9 ad essere la Melilla inglese.<\/p>\n<p>Sia chiaro: le proteste da parte dei migranti ci sono e nell&#8217;ultimo mese sono diventate costanti. L&#8217;ultima di queste \u00e8 stata gioved\u00ec scorso quando, durante la visita di Bernarde Cazeneuve e Theresa May (rispettivamente ministri dell&#8217;interno di Gran Bretagna e Francia), una manifestazione di migranti e solidali ha sfilato per il centro per poi bloccare l&#8217;autostrada che porta all&#8217;Eurotunnel. Il corteo \u00e8 stato successivamente caricato e disperso dalla polizia francese con l&#8217;uso di gas lacrimogeni.<\/p>\n<p>La vita nei pressi del Tunnel \u00e8 durissima: nei tre accampamenti, definiti le &#8220;Jungles&#8221;, le condizioni igieniche sono assolutamente precarie e il freddo \u00e8 intensissimo anche nei mesi estivi. Le giungle (una di queste contiene pi\u00f9 di 1500 persone) sono una risposta alla legge che da aprile rende praticamente impossibile fare uno squat senza essere sgomberato subito dopo. Al loro interno ci sono baracche attrezzate a bar, addirittura discoteche, strutture spesso allestite da rifugiati o persone gi\u00e0 in possesso di documenti. E poi le case, piccole baracche autocostruite, fatte in legno e con materiale di recupero. Alcuni gruppi sono riusciti ad allestire addirittura una cucina comune. L&#8217;alternativa per il cibo \u00e8 il campo di Selam, dove sono presenti anche le docce e gli attacchi per i cellulari, ma il problema \u00e8 che per tutti questi servizi l&#8217;accesso \u00e8 regolato tramite ticket: visto che i numeri sono altissimi si passano quindi le giornate in fila, in attesa di un biglietto che dica qual \u00e8 il turno di ciascuno. La vita delle giungle cambia verso sera, quando si vedono gruppi di persone infagottate partire per recarsi all&#8217;imbocco dell&#8217;Eurotunnel, a circa tre ore a piedi da l\u00ec.<\/p>\n<p>Molti tornano il giorno dopo con stampelle e ossa fratturate. E si moltiplicano i racconti che narrano i tentativi della sera prima: raccontati come una sorta di gioco a nascondino in cui ci si nasconde dalla polizia in attesa del momento buono in cui si scatta a correre, fino a che non ti viene puntato un faro in faccia che ti costringe a tornare indietro. \u00abTry again\u00bb \u00e8 uno degli avvisi gridati dalla polizia francese a chi viene sorpreso.<\/p>\n<p>Viste le ingenti misure di sicurezza, Calais \u00e8 destinata a cambiare radicalmente nei prossimi mesi. Per questo motivo nell&#8217;incontro di gioved\u00ec scorso Theresa May ha dichiarato che il prossimo passo \u00e8 quello di stringere accordi con Belgio e Olanda, per il timore che il flusso di migranti possa spostarsi sui porti di questi paesi. Avamposti inglesi in territorio europeo, dunque, anche se <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/uk-news\/2015\/jul\/30\/calais-migrants-make-further-attempts-to-cross-channel-into-britain\">per Cameron<\/a> la questione \u00e8 assolutamente chiara: \u00abl&#8217;origine dei problemi sono i migranti che passano il Mediterraneo\u00bb e per questo motivo \u00e8 necessario \u00abprovare a stabilizzare quei paesi da cui arrivano\u00bb.<br \/>\n<a name=\"2g\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Lampedusa<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22150\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22150\" class=\"wp-image-22150 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_8_600px.jpg\" alt=\"FOTO_8_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22150\" class=\"wp-caption-text\">Il cimitero di barche davanti al Porto di Lampedusa sorvegliato dall&#8217;Esercito Italiano (2011). Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22149\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22149\" class=\"wp-image-22149 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_9_600px.jpg\" alt=\"FOTO_9_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22149\" class=\"wp-caption-text\">Il trasferimento di migranti da Lampedusa verso la Sicilia (2011). Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Il luogo dove tutte le contraddizioni vengono alla luce. Un&#8217;isola bellissima, un posto di pescatori, una potenziale attrazione per turisti, il cui nome \u00e8 noto per\u00f2 solo per le &#8220;emergenze sbarchi&#8221; che fanno salire la tensione nella popolazione e a cui si risponde con la militarizzazione del territorio. C&#8217;\u00e8 infatti un legame sinistro che unisce le tragedie avvenute a largo di Lampedusa e l&#8217;accelerazione delle politiche di militarizzazione dell&#8217;isola: ogni barcone affondato \u00e8 accompagnato da un&#8217;ulteriore rafforzamento di Frontex, tanto che alcuni sospettano che il naufragio del 3 ottobre 2013 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_iSRHDtFy9Q\">sia stato addirittura provocato<\/a>. Resta certo il fatto che le ricostruzioni immediate dell&#8217;evento, proposte su tutti i media, sono prive di un dettaglio abbastanza importante: i resoconti dei sopravvissuti.<\/p>\n<p>A differenza di molti altri luoghi, Lampedusa \u00e8 spesso al centro dell&#8217;attenzione mediatica, ma attraverso spettacolarizzazione dei naufragi diventa propedeutica ad una richiesta maggiore sicurezza da parte delle istituzioni, come se questa possa essere una soluzione. Che tipo di sicurezza \u00e8 quella che rende un&#8217;isola invivibile?<\/p>\n<p>\u00abL\u2019isola delle Pelagie \u00e8 stata segretamente convertita in uno degli avamposti militari e strategici pi\u00f9 moderni e aggressivi\u00bb, scrive sul suo blog <strong>Antonio Mazzeo<\/strong>, autore del libro <i>I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina. <\/i> In <a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.it\/2015\/05\/lampedusa-un-avamposto-di-guerra-nel.html\">questo post<\/a> Mazzeo passa in rassegna la strumentazione e le forze militari chiamate a intervenire sul territorio, come la 9^ Brigata Aerea <i>Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance &#8211; Electronic Warfare<\/i> (ISTAR-EW) che, come spiegato sulle pagine del Ministero della Difesa, ha il compito di \u00abfornire il supporto operativo di guerra elettronica attraverso attivit\u00e0 tecniche ed addestrative finalizzate a migliorare l\u2019autoprotezione degli aeromobili e ad assicurare una tempestiva risposta alle evoluzioni della minaccia presente in uno scenario operativo\u00bb.<\/p>\n<p>Guerra elettronica? Minaccia? Una linea <i>mesmerica<\/i> sembra infatti legare Lampedusa a Niscemi, dal momento che, come nel caso dei <b>No Muos<\/b> , nell&#8217;ultimo periodo \u00e8 in corso una battaglia contro l&#8217;installazione di potenti radar il cui impatto ambientale e sulle persone \u00e8 tutt&#8217;altro che chiaro, anzi, <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/attualita\/2014\/07\/16\/news\/lampedusa-onde-radar-1.173363\">come sottolineato da <b>Piero Messina,<\/b><\/a> \u00abil programma \u00e8 sottoposto a secretazione\u00bb.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che dall&#8217;abisso delle contraddizioni non si esce senza abbattere lo stereotipo dell&#8217;isola-fortezza. Come si legge nelle pagine del <a href=\"https:\/\/askavusa.wordpress.com\/2015\/04\/23\/lampedusa-centro-del-mediterraneo\">collettivo Askavusa<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abquello che vedete nei TG, che leggete in molti libri, in molte mostre e spettacoli teatrali che ormai proliferano su Lampedusa, non sono altro che rappresentazioni basate su stereotipi funzionali alle scelte politiche ed economiche dei paesi \u201coccidentali\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Pi\u00f9 la situazione di Lampedusa sar\u00e0 considerata un&#8217;emergenza, pi\u00f9 l&#8217;isola diventer\u00e0 una base militare atta ad attaccare. Alcuni stanno lavorando per fare in modo che in molti vadano sull&#8217;isola e possano conoscerla al di l\u00e0 dei titoli dei giornali. Una buona occasione sar\u00e0 tra il 23 e il 26 settembre con la settima edizione del LampedusaInFestival (<a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/portom-spazio-di-lotta-memoria-e-storie-di-mare\/?after_update=True\">qui il link per finanziare questo e gli altri progetti presenti sull&#8217;isola<\/a>. Le date sono state scelte con cura, dato che si tratta di uno dei pochi periodi in cui \u00e8 possibile trovare voli diretti da Roma e da Milano.<br \/>\n<a name=\"2h\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Parigi<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22147\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_11_600px.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22147\" class=\"wp-image-22147 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_11_600px.jpg\" alt=\"FOTO_11_600px\" width=\"600\" height=\"395\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22147\" class=\"wp-caption-text\">Migranti sudanesi nel cortile esterno della scuola occupata Jean Quarr\u00e9 di Parigi. L&#8217;edificio \u00e8 rimasto abbandonato per 4 anni e il 31 luglio \u00e8 stato occupato da circa 200 migranti sgomberati qualche settimana prima dal campo auto-organizzato di La Chapelle, 10 ago 2015. Fotografie di Valerio Muscella.<br \/><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_10_600px.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-22148\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_10_600px.jpg\" alt=\"FOTO_10_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><\/p><\/div>\n<p>Molti dei migranti passati da Ventimiglia sono poi arrivati a Parigi. Si tratta di una tappa per molti obbligata, non solo perch\u00e9 qui ci sono parenti, amici, comunit\u00e0 pronte a dare sostegno, ma anche per continuare il viaggio e arrivare al porto di Calais. \u00c8 cos\u00ec che il 18 luglio proprio a Parigi \u00e8 stata convocata una manifestazione <a href=\"https:\/\/paris-luttes.info\/assez-samedi-manif-avec-les-3459\">in solidariet\u00e0 con la lotta di Ventimiglia<\/a> che ha contato un migliaio di partecipanti.<\/p>\n<p>La situazione parigina era tesa da tempo, anche per la presenza di due campi occupati dai migranti in prossimit\u00e0 delle stazioni della metro, uno ad Austerlitz e l&#8217;altro a La Chapelle. In questi campi da tempo non solo persone in transito, ma anche persone in attesa di risposte alla richiesta d&#8217;asilo. La Chapelle viene sgomberato il 2 giugno con tanto di ruspe intervenute a smantellare il campo, e decine di migranti inviati ai centri di accoglienza. Un attivista italiano <a href=\"http:\/\/www.zic.it\/parigi-la-lotta-dei-rifugiati-della-chapelle\/\">ha raccontato le fasi concitate dello sgombero<\/a> e dei giorni successivi, mettendo in evidenza la poca chiarezza delle autorit\u00e0 nel fornire spiegazioni in merito a possibili soluzioni alternative.<\/p>\n<p>Durante tutta l\u2019estate si susseguono manifestazioni e occupazioni, con una repressione durissima fatta di ulteriori sgomberi (alla fine di luglio se ne conteranno una decina, compresa quello dello storico campo di rue Pajol) ed espulsioni. Queste continue operazioni di polizia hanno avuto anche l\u2019effetto di ricollocare continuamente i migranti sul territorio parigino, nel tentativo di rompere le reti di solidariet\u00e0. La situazione \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 drammatica, complice il blocco della frontiera a Calais, non \u00e8 un caso il 29 luglio arriva la notizia della <a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/societe\/article\/2015\/07\/29\/un-migrant-electrocute-gare-du-nord-a-paris_4703786_3224.html\">morte di un ragazzo di 16 anni egiziano, folgorato alla Gare du Nord nel tentativo di saltare sull\u2019Eurostar che lo avrebbe condotto in Inghilterra.<\/a><\/p>\n<p>Tuttavia l&#8217;ostinazione dei rifugiati produce dei risultati, come l&#8217;occupazione della scuola Jean-Quarr\u00e9, nel XIX arrondissement, avvenuta il 30 luglio, all&#8217;interno della quale intervengono numerosi attivisti. Abitanti del quartiere, ma non solo: a Parigi pi\u00f9 che in altri luoghi, infatti, \u00e8 meno forte la spaccatura tra chi \u00e8 arrivato oggi e chi arriva a dare la propria solidariet\u00e0. \u00c8 qui che entra in gioco l&#8217;esperienza di chi, in altri momenti storici, \u00e8 stato costretto ad emigrare in Francia. Una memoria trasmessa di generazione in generazione e che oggi pu\u00f2 assumere un ruolo determinante.<br \/>\n<a name=\"2i\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Roma<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22146\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22146\" class=\"wp-image-22146 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_12_600px.jpg\" alt=\"Migrants rest next to the Tiburtina train station in Rome on Sunday. Hundreds of migrants, many from Ethiopia, Somalia and Eritrea, arrived in recent months on boats from Libya. They were brought to Italy after being rescued at sea.\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22146\" class=\"wp-caption-text\">Migranti riposano vicino alla stazione Tiburtina. Centinaia di Migranti, molti da Etiopia, Somalia ed Eritrea, sono arrivati negli ultimi mesi dalla sui barconi dalla Libia. Sono stati trasportati in Italia dopo essere stati salvati in mare. Foto di Francesco Pistilli. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22145\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22145\" class=\"wp-image-22145 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_13_600px.jpg\" alt=\" \" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22145\" class=\"wp-caption-text\">Alla ricerca di un percorso sicuro. Foto di Francesco Pistilli. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Ultimamente l&#8217;Italia \u00e8 stato un luogo di progrom e di razzismo ormai sventolato con una certa disinvoltura. Ma forse a Roma, pi\u00f9 che in altri luoghi, \u00e8 del tutto evidente che la cosiddetta &#8220;emergenza migranti&#8221; in realt\u00e0 non esiste, ma viene effettivamente prodotta,<a href=\"http:\/\/download.repubblica.it\/pdf\/domenica\/2015\/10052015.pdf\"> magari con l&#8217;intento di imporre una stretta sulla citt\u00e0 a suon di retorica sul &#8220;decoro&#8221;<\/a>. In altro modo non si spiega la successione di eventi avvenuti di recente nella capitale, in particolare l&#8217;improvviso sgombero di Ponte Mammolo, un accampamento in piedi da nove anni, con circa 100 residenti e pi\u00f9 di 300 persone in transito. Nessun avviso, ma anche nessuna misura destinata all&#8217;accoglienza, cosa che ha portato molti migranti a sostare nella stazione di Roma Tiburtina. Per fronteggiare l&#8217;emergenza (appunto) \u00e8 stato riaperto il centro Baobab, precedentemente chiuso in quanto la gestione era stata colpita da Mafia Capitale. La struttura per\u00f2 \u00e8 in grado di raccogliere circa 200 persone a fronte delle 700 presenti nei pressi della Tiburtina a inizio giugno, quando la Germania aveva sospeso Shengen in occasione del G7, una sospensione che (vista l&#8217;ufficialit\u00e0 dell&#8217;evento) era ampiamente prevista nei confronti della quale non sono state prese contromisure. A Baobab e a Tiburtina accorrono i solidali di tutta Roma, ma anche la polizia che prima sgombera la stazione e poi interviene anche nei pressi del centro di accoglienza facendo fuggire i migranti che sostavano sul marciapiede, anche a causa delle condizioni in vui versava la struttura, ormai strapiena. Per non far torto a nessuno, pochi giorni dopo le forze dell&#8217;ordine sgomberano anche <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/ROMA\/CRONACA\/tiburtina_occupazione\/notizie\/1470701.shtml\">l&#8217;hotel occupato dai movimenti per l&#8217;abitare<\/a>, a due passi dalla stazione Tiburtina.<\/p>\n<p>Tutto questo avviene in una citt\u00e0 in cui \u00e8 scoppiata la bolla di Mafia Capitale, che ha investito quasi interamente il settore dell&#8217;accoglienza romana. Tuttavia se ormai \u00e8 evidente che sulla testa dei migranti vi sia un giro clamoroso di speculazione (\u00abd&#8217;altra parte il sistema funzionava cos\u00ec\u00bb, vocifera chi lavora nel settore), poco si \u00e8 detto sulle condizioni salariali e lavorative degli operatori delle cooperative. L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.dinamopress.it\/news\/fuori-mafia-e-profitto-dal-sistema-di-accoglienza\">Assemblea Lavorator* dell&#8217;Accoglienza<\/a> ha dichiarato che \u00e8 impossibile pensare di cambiare il mondo dell&#8217;accoglienza senza ragionare su come migliorare la vita di chi ci lavora. Questo non vale solo per le cooperative coinvolte nell&#8217;inchiesta, ma anche per tutte le altre. Alcune di queste a seguito di Mafia Capitale hanno inviato ai lavoratori una mail avvisando di possibili ritardi o mancati pagamenti. Scrivono gli operatori: \u00abla colpa sarebbe delle verifiche amministrative disposte dal Comune. Questo atto \u00e8 molto grave perch\u00e9 getta fango sull&#8217;operazione della magistratura e si rif\u00e0 all&#8217;inchiesta per giustificare le gravi mancanze di cui sono responsabili le cooperative\u00bb. Come se non bastasse lo stesso ruolo dei lavoratori diventa parecchio ambiguo nel momento in cui vengono loro chieste mansioni non previste dal contratto, come ad esempio <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/laltra-faccia-di-mafia-capitale-gli-operatori-sociali-senza-stipendio\/\">il ruolo di sorveglianza e di controllo<\/a>. L&#8217;impressione \u00e8 che la bolla sull&#8217;accoglienza riservi ancora parecchie sorprese. Per fortuna, come nel caso di Roma, qualcuno si sta organizzando.<br \/>\n<a name=\"2l\"><\/a><\/p>\n<h4><b>Bologna<\/b><\/h4>\n<div id=\"attachment_22144\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22144\" class=\"wp-image-22144 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_14_600px.jpg\" alt=\"FOTO_14_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22144\" class=\"wp-caption-text\">La situazione in Via Mattei tra l&#8217; hub e il centro citt\u00e0, distante un&#8217;ora a piedi dal centro. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_22143\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22143\" class=\"wp-image-22143 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_15_600px.jpg\" alt=\"FOTO_15_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22143\" class=\"wp-caption-text\">Lancio delle lanterne durante un&#8217;iniziativa all&#8217;Ex-Telecom, occupata dagli inquilini resistenti di Social Log. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Succede nel torrido luglio bolognese nell&#8217;ex CIE di Via Mattei, diventato da un anno un <i>hub center<\/i>, ossia uno dei punti dove i migranti vengono mandati per essere identificati tramite la registrazione delle impronte digitali. Tale operazione segna la fine di molti viaggi, dal momento che, secondo gli accordi di Dublino, una volta registrati in un paese non \u00e8 possibile fare richiesta di asilo altrove. Proprio la funzione del centro fa s\u00ec che la presenza di migranti sia molto alta e destinata ad aumentare con gli sbarchi in arrivo in questa stagione. La struttura \u00e8 attrezzata per ospitare 200 persone, ma a met\u00e0 luglio si \u00e8 riempita improvvisamente. \u00c8 stata immediatamente allertata la Croce Rossa e sono state allestite tende all&#8217;interno di una recinzione all&#8217;interno della quale non \u00e8 possibile entrare. Tutto sotto controllo ci si appresta a dire, la situazione rimarr\u00e0 cos\u00ec solo per 48 ore, ma per risolvere il problema dodici famiglie sono state trasferite nel Lazio. Ad oggi le tende sono ancora l\u00ec, in attesa della gente che certamente arriver\u00e0 nel prossimo mese.<\/p>\n<p>A Ferragosto il sindaco Merola <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2015\/08\/15\/merolaprofughi-non-ce-piu-postoBologna01.html?ref=search\">ha espresso la sua opinione in merito<\/a>: \u00abla citt\u00e0 \u00e8 al limite, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto\u00bb. A preoccupare il sindaco non \u00e8 solo l&#8217; <i>hub<\/i>, ma anche le diverse occupazioni di case avvenute nel corso dell&#8217;anno, caratterizzate da una forte presenza migrante. Una su tutte \u00e8 quella di <b>Social Log<\/b> al cui interno vivono pi\u00f9 di 200 persone, tra cui anche bambini nati da pochi mesi.<\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 avvenuto qualcosa che \u00e8 passato inosservato: il 20 luglio, a Sasso Marconi, poco lontano da Bologna, un corteo di 85 migranti alloggiati nel centro di Villa Angeli <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=F7_h_R6-YfY&amp;feature=youtu.be\">ha marciato verso il comune<\/a> per chiedere migliori condizioni di vita. Sulla questione si sono lanciati subito rappresentati della Lega e dalle pagine dei simpatizzanti si segnala un immediato allontanamento di 4 persone dalle strutture di alloggio a seguito del corteo. Si tratta certo di un episodio minore rispetto a fatti pi\u00f9 clamorosi avvenuti nel corso dell&#8217;estate, in fondo \u00e8 avvenuto in un piccolo comune del bolognese, senza destare eccessivo scalpore. Tuttavia \u00e8 un segnale di come funzionano le cose, in una regione che si fa vanto della sua accoglienza, senza che per\u00f2 su questo tema avvenga mai una verifica. L&#8217;accoglienza \u00e8 un sorta di santuario, che non pu\u00f2 essere toccato, di cui non si deve parlare e le cui modalit\u00e0 non possono essere messe in discussione. Eppure proprio in Emilia sembra trattarsi di un nervo scoperto, se \u00e8 vero che, come i 4 ragazzi allontanati hanno imparato sulla loro pelle, quando le forme della &#8220;accoglienza&#8221; vengono messe in discussione, anche in forma pacifica, si fa largo la strada della punizione.<br \/>\n<a name=\"3\"><\/a><\/p>\n<h3><b>3. Guerra. E le sue retoriche<\/b><\/h3>\n<p>\u00c8 inutile parlare di numeri. O, per meglio dire, sarebbe utile se si volesse parlare veramente di immigrazione, ma non \u00e8 quello che sta avvenendo. Lo &#8220;sciame di migranti&#8221; che secondo Cameron sta aggredendo l&#8217;Inghilterra \u00e8 poca cosa, se paragonato a quanto avviene in altri paesi e, allo stesso tempo, i flussi migratori che investono l&#8217;Europa sono comunque minori rispetto a quanto avviene in altre parti del mondo. Ma i numeri sono spesso utilizzati per sostenere allarmi di &#8220;emergenza&#8221;, &#8220;crisi&#8221; che sono usati pi\u00f9 come scuse che come modi per definire la realt\u00e0. Al di l\u00e0 dei dati \u00e8 quindi utile prestare attenzione alle retoriche.<\/p>\n<p>Una prima constatazione \u00e8 che molte parole ci sono state letteralmente rubate. Al giorno d&#8217;oggi &#8220;muri&#8221; non risvegliano la nostra attenzione, come se muri e cortine non abbiano avuto un ruolo drammatico nella storia europea. Al contempo i &#8220;campi&#8221; descritti dai media sembrano soggiorni di piacere e pur essendo chiaro che \u00e8 &#8220;umanitaria&#8221; la missione di salvare una persone dal mare, dovrebbe essere umanitario anche favorire il suo viaggio e non tentare di impedirlo in tutti i modi. Per quel che riguarda la &#8220;accoglienza&#8221; \u00e8 evidente che si tratta di un ottimo principio se non lo si applica ad un sistema che da una parte relega le persone in un limbo di attesa e dall&#8217;altra produce immensi guadagni che non rispecchiano per nulla le condizioni di vita di chi abita i centri.<\/p>\n<p>&#8220;Riformare le norme del diritto d&#8217;asilo&#8221; \u00e8 una cosa che sta avvenendo gi\u00e0 nei singoli paesi e sembra essere i prossimo diktat di Merkel&amp;Co., ma \u00e8 facile che dietro a questa formula si nasconda un autentico \u00abgiro di vite sui permessi di soggiorno\u00bb (formula utilizzata in un post del blog di Beppe Grillo). Fare la differenza, come avviene per le procedure di richiesta d&#8217;asilo, tra i migranti che arrivano da zone di conflitto e quelli che invece vengono per &#8220;ragioni economiche&#8221; significa istituire un elemento discriminante fasullo, dal momento che i flussi migratori arrivano da paesi in cui la situazione \u00e8 spesso altamente problematica, anche a causa delle nazioni occidentali che sostengono governi e dittature a loro favorevoli. Infine dire &#8220;s\u00ec&#8221; ai richiedenti d&#8217;asilo e &#8220;no&#8221; all&#8217;immigrazione illegale (il governo inglese \u00e8 maestro di questa retorica) \u00e8 un controsenso evidente, dal momento che la maggior parte dei richiedenti asilo arrivano &#8220;clandestinamente&#8221; in Europa. Secondo questa logica bisognerebbe controllare fin dal principio dei viaggi, chi ha diritto all&#8217;asilo e chi no. Gi\u00e0, ma come? Forse spostando i confini un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 rispetto a dove sono ora e non solo facendo leva su governi amici.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un filone retorico su cui conviene soffermarsi: ogni volta che un barcone affonda nel Mediterraneo si parla di trovare gli scafisti, di un commercio di esseri umani che deve essere bloccato. \u00c8 una morale a doppio binario dato che nelle frontiere interne il fatto che esistano i <i>passeurs<\/i> \u00e8 piuttosto tollerato dal momento che, in fondo, un passeur ti leva il migrante dai maroni. Sia chiaro, il commercio di esseri umani frutta denaro e per di pi\u00f9 sono grandi affari a cui si aggiungono le violenze: un <i>passeur<\/i> non ti rilascia certo lo scontrino e pu\u00f2 permettersi di metterti su un barcone che quasi non sta a galla (succede spesso a chi parte dalla Libia) o di buttarti gi\u00f9 dall&#8217;auto e pestarti dopo averti rubato i soldi (\u00e8 successo a Ventimiglia). Quindi s\u00ec, come racconta <b>Emanuele Giacopetti<\/b> <a href=\"http:\/\/graphic-news.com\/stories\/la-bolla-di-ventimiglia\/\">nel suo bellissimo reportage<\/a>, molto spesso i passeurs sono dei traghettatori infernali, ma sono anche gli unici che rispondono all&#8217;esigenza di portare le persone in un posto migliore. Rispetto a questa esigenza Unione Europea e stati membri rispondono invece sollevando barriere, materiali, legali, diplomatiche, militari. A queste si aggiunge la condanna ad anni di galera che viene data a chi per solidariet\u00e0 accompagna i migranti oltre la frontiera (in Germania esiste addirittura <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kYszLc6iYTU\">una campagna<\/a> che invita a questo tipo di disobbedienza) e che viene considerato automaticamente un passeur. Bisogna quindi stare attenti a non ribaltare causa ed effetto: sono i confini e il loro inasprimento a generare il racket, non \u00e8 il racket a provocare il rafforzamento dei confini.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che sempre di pi\u00f9 il discorso contro gli scafisti e il &#8220;commercio di esseri umani&#8221; viene distorto fino a diventare una scusa: si deve fare la guerra contro gli scafisti, quindi bisogna intervenire con forza nei territori del sud del Mediterraneo o nell&#8217;Africa sub-sahariana. <a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=5462\">Come scrive <b>Martina Tazzioli<\/b><\/a>: \u00abci si prepara a fare la guerra per salvare i migranti dalla rete dei trafficanti\u00bb. La parola &#8220;guerra&#8221; torna ad affacciarsi all&#8217;orizzonte (quando mai si \u00e8 allontanata, in effetti). Non a caso vengono simulate delle prove di conflitto: dal 28 settembre al 6 novembre \u00e8 prevista la <a href=\"http:\/\/palermo.repubblica.it\/cronaca\/2015\/06\/04\/news\/la_nato_sbarca_in_sicilia_a_birgi_la_piu_grande_esercitazione_dalla_caduta_del_muro_di_berlino-116051361\">Trident Juncture 2015<\/a>, una mega-esercitazione militare (si parla di 25mila unit\u00e0 coinvolte) che si terr\u00e0 principalmente in Italia, Spagna e Portogallo. La firma \u00e8 della NATO che definisce questa operazione \u00abla pi\u00f9 grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino\u00bb.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/uknews\/immigration\/11778396\/Migrants-think-our-streets-are-paved-with-gold.html\">Nella lettera<\/a> che Theresa May e Bernard Cazeneuve hanno pubblicato lo scorso 1 agosto (e che reca il titolo da schiaffi: &#8220;I migranti pensano che le nostre strade sono lastricate d&#8217;oro&#8221;) si legge:<\/p>\n<blockquote><p>stiamo spingendo altri stati membri &#8211; e l&#8217;intera UE &#8211; ad andare alle radici del problema (&#8230;). Stiamo anche lavorando per fare in modo che le persone nel corno d&#8217;Africa capiscano la dura realt\u00e0 di un viaggio pericoloso al termine del quale saranno comunque rimandate a casa. Dobbiamo essere inflessibili prima di tutto nel perseguire gli spietati criminali che stanno incoraggiando persone vulnerabili a intraprendere questo viaggio.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come anche l&#8217;intervento di Juncker pubblicato questo luned\u00ec su Repubblica, la lettera rimanda a un summit a Valletta, che si terr\u00e0 l&#8217;11 e il 12 Novembre. Il summit prevede la presenza delle nazioni Europee e nazioni africane a discutere su 4 temi principali: lotta ai trafficanti, presenza nel Mediterraneo, prevenzione dei flussi migratori illegali (specialmente dalla Libia), rafforzamento delle forme di solidariet\u00e0 all&#8217;interno degli stati. Conviene segnarsi la data anche perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 la concreta possibilit\u00e0 che il prossimo autunno si debba tornare a ripetere ancora che le guerre non hanno nulla di umanitario. E questo vale per le guerre che gi\u00e0 si combattono nei paesi fuori dall&#8217;Europa, in frontiera e tutti i giorni nei nostri territori. E per le guerre che si stanno preparando.<\/p>\n<div id=\"attachment_22142\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO-16.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22142\" class=\"wp-image-22142 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/FOTO_16_600px.jpg\" alt=\"FOTO_16_600px\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22142\" class=\"wp-caption-text\">Manifestazione dei facchini a Bologna, 18 maggio 2015. Foto di Michele Lapini. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>*Alcune fotografie sono in bassa risoluzione a causa di difficolt\u00e0 tecniche, alcuni dei fotografi sono tutt&#8217;ora sul campo e non hanno avuto facile accesso a reti internet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Dopo il racconto del primo mese al presidio di Ventimiglia, ecco un testo collettivo che aggiorna sulla situazione al confine con la Francia, allarga la prospettiva all&#8217;Europa intera ed evidenzia il rapporto tra le ondate di \u00abemergenze profughi\u00bb e le nuove guerre che l&#8217;Occidente, Italia compresa, sta preparando. 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