{"id":21962,"date":"2015-07-15T19:18:11","date_gmt":"2015-07-15T17:18:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21962"},"modified":"2020-06-17T17:44:20","modified_gmt":"2020-06-17T15:44:20","slug":"we-are-strong-if-you-are-here-un-mese-di-presidio-a-ventimiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/07\/we-are-strong-if-you-are-here-un-mese-di-presidio-a-ventimiglia\/","title":{"rendered":"\u00abWe Are Strong if You Are Here\u00bb: un mese di presidio a #Ventimiglia"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO1Copertina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO1Copertina_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>[Dalle scogliere sul confine nordorientale a quelle del confine nordoccidentale. Da Trieste a Ventimiglia, due storie di migrazione, fantasmi e razzismo. Ma in questo caso, anche di lotta e solidariet\u00e0. Buona lettura. <strong>WM<\/strong>]<\/p>\n<p>Testo di <strong>plv<\/strong>, foto di <strong>Michele Lapini<\/strong>.<\/p>\n<p>(Si ringraziano Diletta, Francesca, Gionna e Ste per la collaborazione.)<\/p>\n<p>Questo post era inizialmente pensato per &#8220;bucare&#8221; l&#8217;informazione: dopo la massiccia presenza di mass media a documentare la situazione, nessuno si era pi\u00f9 interessato a quanto stava avvenendo a Ventimiglia. Tuttavia, a un mese dall&#8217;inizio dal blocco della frontiera francese, i media sono tornati e gli articoli hanno cominciato a riapparire. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 quindi uno schermo da bucare, ma al pi\u00f9 una controstoria da ricostruire, anche se non \u00e8 facile: per quanto chi scrive possa impegnarsi, il colore della sua pelle rimane inesorabilmente bianco. Raccontare una controstoria pu\u00f2 quindi valere fino a un certo punto anche se ci si prover\u00e0 fino in fondo. Tuttavia, se un articolo ha senso, in questo momento, in questo blog, \u00e8 soprattutto perch\u00e9 si possa riflettere sul &#8220;che fare&#8221; in una situazione che \u00e8 del tutto fluida e in continua evoluzione. Se qualcuno quindi avesse idee, opinioni o altro, questa \u00e8 un&#8217;occasione buona per esprimersi. Se invece qualcuno volesse sbraitare a caso sull&#8217;emergenza immigrazione, lo faccia solo <a href=\"http:\/\/www.dolcevitaonline.it\/immigrazione-rifugiati-5-cose-da-sapere-prima-di-aprire-la-bocca\/\">dopo aver letto questo articolo<\/a>.<!--more--><\/p>\n<h3><b> <b>1. In direzione ostinata e contraria<\/b><br \/>\n<\/b><\/h3>\n<p>Il giorno 12 giugno un nutrito gruppo di migranti, provenienti prevalentemente dal Sudan ma anche dall&#8217;Eritrea, viene bloccato dalla gendarmeria francese mentre cerca di passare da Ventimiglia a Menton, ossia di oltrepassare la frontiera tra Italia e Francia. In realt\u00e0 diversi di loro hanno gi\u00e0 fatto dei tentativi nei giorni precedenti, ma sono stati puntualmente respinti e rispediti nel confine italiano. <a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/imperia\/2015\/06\/12\/ARdpSblE-ventimiglia_migranti_ingressi.shtml\"><u>Le prime immagini della protesta<\/u><\/a> mostrano i migranti di fronte al casello ripetere ossessivamente slogan che fanno riferimento ai diritti umani e alla loro volont\u00e0 di passare la frontiera. Un rito a cui nel primo periodo si assiste parecchie volte e che si ripete il 12 luglio, ad un mese dal primo blocco.<\/p>\n<p>Nei primi giorni di giugno la situazione \u00e8 tesa anche in altre zone d&#8217;Italia, in particolare nelle stazioni dei treni di Roma e Milano. Il motivo \u00e8 ufficialmente la temporanea sospensione di Shengen a causa del G7 in Germania avvenuto tra il 6 e l&#8217;8 giugno. Si tratta quindi di una situazione ampiamente prevedibile dato che l&#8217;evento era fissato da mesi, invece da sud a nord l&#8217;Italia si ritrova in un&#8217;emergenza che pi\u00f9 che essere improvvisa sembra essere studiata a tavolino, tanto pi\u00f9 che i numeri di quest&#8217;ondata non sono maggiori rispetto <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/2015\/07\/13\/ventimiglia-migranti-un-mese\"><u>al flusso abituale<\/u><\/a>. Un meccanismo che attiva la solita retorica dell&#8217;invasione quando invece il problema prioritario sembra piuttosto quello <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2014\/10\/07\/news\/migrantes_pi_partenze_che_arrivi-97541785\">dell&#8217;evasione<\/a>.<\/p>\n<p>I migranti rimangono bloccati sulla strada per qualche giorno, &#8220;uno scandalo&#8221;, &#8220;una ferita aperta nel cuore dell&#8217;Europa&#8221;, dichiarano i politici italiani scandalizzati dalla chiusura della Francia. Sul luogo del presidio viene mandata la polizia italiana per &#8220;risolvere&#8221; la situazione, vale a dire per sgomberare i migranti e mandarli in stazione dove sono state allestite delle sale con posti letto e si installa il presidio della Croce rossa, con un campo per ospitare le persone che non trovano posto dentro la stazione. Nessuno sa qual \u00e8 il destino dei migranti che vengono portati in stazione ed \u00e8 bene dire fin da subito che, ad oggi, non si sa qual \u00e8 il piano previsto per loro.<br \/>\nAlcuni migranti vengono cos\u00ec portati via di peso mentre oppongono una resistenza passiva ma determinata (tanto che due di loro subiscono un fermo per &#8220;resistenza a pubblico ufficiale&#8221;). La polizia invece va ben oltre il limite: con una freddezza chirurgica le forze dell&#8217;ordine trascinano i ragazzi, mettondo loro le mani in faccia, impedendogli di urlare, spingendo i ragazzi <u>come fossero sacchi vuoti<\/u> da stivare in un magazzino:\u00a0 uno spettacolo osceno che sembra essere creato ad arte per essere visto da chi si aspetta una risposta decisa dal governo Renzi e da chi si nutre di razzismo.<br \/>\nDi fronte a questa situazione, molti ragazzi fuggono verso gli scogli <u>minacciano di buttarsi in mare<\/u> se la polizia insister\u00e0 nella sua operazione. Insieme a loro c&#8217;\u00e8 un piccolo gruppo di agricoltori della zona, accorsi sul luogo subito dopo aver sentito la notizia in radio: a un mese da questo fatto si pu\u00f2 dire che il loro aiuto immediato si \u00e8 rivelato determinante.<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO2_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Di fronte al mare di Ventimiglia. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Poco dopo un altro gruppo di solidali, a cui un blocco della polizia impedisce di arrivare in zona, arriva sul luogo e d\u00e0 vita a quello che sar\u00e0 (ed \u00e8 tuttora) il presidio permanente No Borders Ventimiglia. Viene lanciata una manifestazione e il 20 giugno una manifestazione pacifica di persone, provenienti da Ventimiglia e da altre zone d&#8217;Italia, sfila per le vie della citt\u00e0 al grido di &#8220;No borders&#8221;.<\/p>\n<p>Finita la manifestazione non \u00e8 cambiato nulla: i migranti sugli scogli sono ancora sugli scogli, gli attivisti del presidio rimangono al presidio, quelli accorsi da fuori tornano nelle loro rispettive citt\u00e0. I media interessati alla vicenda diminuiscono, scompaiono.<br \/>\nSar\u00e0 che a Bologna d&#8217;estate fa un caldo insopportabile. Sar\u00e0 che la sagra dell&#8217;intellettualit\u00e0 rappresentata da <a href=\"http:\/\/corrieredibologna.corriere.it\/bologna\/notizie\/cronaca\/2015\/19-giugno-2015\/sogno-dionigi-arriva-piazza-eco-cacciari-accendono-reunion-2301542328966.shtml\">Reunion<\/a> \u00e8 stata pi\u00f9 insopportabile del caldo. Sar\u00e0 che c&#8217;\u00e8 un sacco di gente che fa un lavoro da cui cerca solo un buon motivo per scappare. Sar\u00e0 che c&#8217;\u00e8 voglia di compromettersi. Fatto sta che un gruppo di persone che vive a Bologna prepara un&#8217;iniziativa in supporto al presidio di Ventimiglia. L&#8217;idea non viene da una delle realt\u00e0 storiche della citt\u00e0, bens\u00ec della<b> Rete Eat The Rich<\/b>, (<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21432\">di cui <em>Giap<\/em> ha gi\u00e0 trattato<\/a>), che col sostegno di CampiAperti promuove l&#8217;idea di una staffetta per Ventimiglia. \u00c8 cos\u00ec che da marted\u00ec 23 si parte per portare una cucina popolare e, nella precariet\u00e0 della situazione, cercare di fare comunit\u00e0 insieme ai migranti. Poco a poco l&#8217;iniziativa si allarga e coinvolge persone che vanno ben oltre il gruppo della mensa. Sul volantino si vede in controluce una staffetta partigiana<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/reteeattherich.noblogs.org\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO3VolantinoETR.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"424\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Chi vuole leggere i report di Eat the Rich pu\u00f2 farlo cliccando sull&#8217;immagine.<\/p><\/div>\n<p>Se il gruppo della staffetta bolognese \u00e8 estremamente nutrito, gli attivisti e le attiviste arrivano anche da altre citt\u00e0 della Liguria, da Milano, da Massa, da Torino, dalle Marche, dalla Sicilia. E dalla Francia. \u00c8 cos\u00ec che a Ventimiglia, lungo un braccio di mare di un centinaio di metri si inizia a parlare una manciata di lingue differenti.<\/p>\n<h3>2. 20miles<\/h3>\n<p>Forse non siamo nel centro di tutte le contraddizioni del mondo come <strong>Zerocalcare<\/strong> a Kobane, ma ci siamo vicini.<br \/>\nI migranti montano un accampamento a ridosso della frontiera a poche decine di metri da un resort di lusso con annesso un ristorante: nel men\u00f9 esposto all&#8217;esterno si legge che il prezzo per un antipasto pu\u00f2 arrivare a di 45 euro e un caff\u00e8 freddo alla nocciola 15.<\/p>\n<p>Le spiagge sono eccezionali, il mare \u00e8 cristallino e poco lontano \u00e8 possibile apprezzare una singolare spiaggetta che ha pi\u00f9 telecamere di sorveglianza che ombrelloni: \u00e8 una zona di turismo, tendenzialmente ricco, dove lo scompenso tra la bella vita di chi si reca in zona in villeggiatura e la povert\u00e0 totale dei migranti raggruppati sugli scogli pu\u00f2 effettivamente causare riso isterico.<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO4Menu.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Foto rubata da un attivista del presidio.<\/p><\/div>\n<p>Nonostante le lamentele di alcuni la zona in realt\u00e0 \u00e8 separata dalla citt\u00e0, tanto che paradossalmente il centro abitato pi\u00f9 vicino \u00e8 Menton, la cittadina francese immediatamente al di l\u00e0 del confine. Il problema \u00e8 che a Menton ci vai solo se sei bianco. Sarebbe meglio dire che &#8220;ci vai solo se sei europeo&#8221;, ma alla prova dei fatti se sei un viso pallido nessuno ti chiede alcun documento.<\/p>\n<p>Nel corso di un mese le persone del presidio sono riuscite a risolvere alcune difficolt\u00e0 che le istituzioni si sono ben guardate da affrontare: grazie ad un pannello solare i ragazzi sugli scogli riescono a caricare i loro cellulari, il bene pi\u00f9 prezioso che portano con s\u00e9, l&#8217;unico mezzo per restare in contatto con i propri familiari. Sono state montate delle docce e dopo alcune settimane \u00e8 stato installato un water perfettamente funzionante. Dagli abitanti di Ventimiglia e dagli attivisti che passano dal presidio arrivano vestiti e cibo. In molti chiedono cosa possono portare per aiutare il presidio: teli, materassini e cellulari.<\/p>\n<p>La situazione evolve, \u00e8 in continuo cambiamento: a detta di tutti una mattina al presidio equivale a 5 giorni, per stress, sbalzi d&#8217;umore, per il numero di input da immagazzinare e rielaborare. Sin dal primo giorno si \u00e8 adottata una politica di appoggio totale alle rivendicazioni dei migranti: non saranno gli europei a imporre loro una linea, una proposta politica o anche solo delle parole d&#8217;ordine, saranno loro stessi a decidere e ci si metter\u00e0 a loro disposizione. Un approccio che per\u00f2 nel corso del tempo mostra la sua problematicit\u00e0: se in un primo momento il gruppo dei migranti \u00e8 unito nel condurre una lotta politica sull&#8217;abolizione delle frontiere, poco a poco l&#8217;unit\u00e0 si frammenta e &#8220;mettersi a disposizione della lotta dei migranti&#8221; diventa sempre pi\u00f9 complicato e costringe ad improvvisare, tanto pi\u00f9 che man mano che i giorni passano diventa sempre pi\u00f9 evidente che l&#8217;unica azione delle istituzioni \u00e8 quella di fare da blocco all&#8217;arrivo di nuovi migranti sugli scogli. Inoltre il sindaco di Ventimiglia, <strong>Enrico Ioculano<\/strong> (quota PD), ha recentemente emanato un&#8217;ordinanza contro chi, &#8220;per mero spirito di solidariet\u00e0&#8221;, si dedica alla &#8220;somministrazione&#8221; di cibo &#8220;a favore dei medesimi profughi&#8221;.<\/p>\n<p>Nel frattempo anche la situazione globale muta.<br \/>\nLo scandalo giornalistico dei primi giorni si assopisce anche in virt\u00f9 della promessa che negli ultimi anni \u00e8 ricorsa diverse volte: &#8220;tutto sar\u00e0 risolto al Vertice UE&#8221;, che \u00e8 previsto per il 25 e il 26 giugno. Nel frattempo il Sindaco di Menton decide comunque che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsecoloxix.it\/p\/imperia\/2015\/06\/13\/ARIiKMmE-ventimiglia_bloccato_confine.shtml\"><u>la frontiera rester\u00e0 chiusa<\/u><\/a>, bypassando ogni eventuale decisione dei suoi superiori. Va detto, anche per avere un&#8217;idea delle difficolt\u00e0 a cui i migranti vanno incontro, che il sud della Francia \u00e8 una delle zone in cui il Front National ottiene pi\u00f9 consensi.<\/p>\n<p>Il giorno 26 giugno avviene l&#8217;attentato di Sousse e nelle prime ore si pensa che <strong>Yassin Salhi<\/strong>, il mitomane che ha assassinato il suo datore di lavoro vicino a Lione, appartenga ad una cellula dell&#8217;ISIS. Una situazione molto complessa, insomma, resa ancora pi\u00f9 pesante dal fatto che in quegli stessi giorni l&#8217;Unione Europea \u00e8 impegnata a fare la voce grossa con la Grecia del governo Syriza, che poche ore dopo il vertice annuncia il referendum. Il clima della discussione al Vertice UE sul tema migrazione \u00e8 perfettamente riassunto in una frase contenuta <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2015\/06\/26\/news\/vertice_ue_sui_migranti-117716562\/\"><u>in un articolo apparso su Repubblica\u00a0<\/u><\/a> dove si legge: \u00abA causa della discussione sulla Grecia il dossier sull&#8217;immigrazione slitta di un paio d&#8217;ore e viene affrontato dai leader a cena\u00bb.<\/p>\n<p>Tra antipasto e dessert (\u00e8 lo stesso articolo a ripercorrere la discussione seguendo il succedersi delle portate) un dibattito sembra effettivamente avere luogo, ma il risultato \u00e8 un semplice rinvio a dopo l&#8217;estate per la redistribuzione dei migranti negli stati del territorio Europeo che si svilupper\u00e0 nell&#8217;arco di due anni. Renzi \u00e8 deluso, ma accetta l&#8217;accordo finale: nei giorni precedenti ha paventato un Piano B, sebbene non sia dato sapere quale fosse.<\/p>\n<p>La situazione evolve anche a Ventimiglia o perlomeno evolve sugli scogli: dopo la delusione dovuta al fallimento del Vertice UE, il gruppo che all&#8217;inizio era estremamente compatto e dava vita ad intense assemblee (\u00abnon ce ne andremo finch\u00e9 non elimineranno le frontiere\u00bb era una frase piuttosto ricorrente) inizia a sfaldarsi. In molti si allontanano in piccoli gruppi o da soli tentando di varcare la frontiera. Nelle sere, finite le assemblee tra europei e non-europei, alcuni ragazzi si allontanano zaino in spalla per non far ritorno. E tuttavia quello che inizialmente sembra un passo indietro rispetto alle iniziali rivendicazioni, indica la necessit\u00e0 di un cambiamento di strategia sia per i migranti che per gli attivisti, che si impegnano a recuperare informazioni, in particolar modo riguardo alle procedure per le richieste d&#8217;asilo.<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO5Stazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO5Stazione_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Alla stazione di Ventimiglia. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>C&#8217;\u00e8 solo un luogo dove non muta mai nulla: la stazione di Ventimiglia. Non \u00e8 un lager n\u00e9 una prigione e infatti chiunque pu\u00f2 andare e venire quando vuole (purch\u00e9 non si tratti di andare al presidio sugli scogli). Tuttavia alla stazione di Ventimiglia si \u00e8 effettivamente creato un luogo di controllo attraverso la creazione di un ambiente completamente asettico dove le persone sono assolutamente passive, in attesa che qualcuno decida per loro. Una situazione che, sottolineano alcuni operatori accorsi al presidio, \u00e8 simile a quella dei centri di seconda accoglienza. Chi riesce a entrare in stazione di Ventimiglia \u00e8 letteralmente assalito da gruppi di persone che chiedono informazioni. Un ragazzo ci dice che gli \u00e8 stata presa solo un&#8217;impronta digitale e chiede se questo sia sufficiente per fare richiesta d&#8217;asilo. Un altro dice che gli sono state prese le impronte a Ventimiglia e chiede se ora pu\u00f2 fare domanda di asilo in Francia (la risposta \u00e8 no). Riguardo ai diritti dei minori non viene fornita alcuna informazione. Qualcuno del presidio conosce l&#8217;amarico e per questo viene sommerso dagli etiopi presenti che fanno qualunque tipo di domanda.<\/p>\n<p>Certo, la maggior parte delle persone qui hanno un letto. Certo, sono nutrite e curate dalla Croce Rossa italiana. Certo, le condizioni di vita consentono la presenza anche di donne e bambini. Tuttavia le 200 persone che vivono l\u00ec sono costrette in una situazione di assoluta passivit\u00e0, tagliate fuori da ogni processo decisionale che li possa riguardare.<\/p>\n<p>Poche notizie di chi se n&#8217;\u00e8 andato. Molti sono costretti a tornare indietro a seguito dei controlli della gendarmeria francese. E non \u00e8 l&#8217;unico scandalo: in un container oltre confine ritroviamo una famiglia di siriani, che viaggiavano in un treno francese con regolare biglietto e regolare passaporto: tenuti l\u00ec dentro per ore vengono rilasciati e rimandati a Ventimiglia. Il biglietto \u00e8 requisito e con esso i soldi necessari per comprarne un altro. Stessa sorte per altri che restano rinchiusi anche per quattro ore, senza nessuna ragione apparente, prima di essere rilasciati.<\/p>\n<p>Tra quelli che se ne sono andati qualcuno fa ritorno a Ventimiglia, scegliendo proprio quella striscia di rocce come rifugio. E&#8217; cos\u00ec che si capisce che l&#8217;unica tappa accettabile per chi vuole ripartire ma non ha un luogo per rifiatare, per chi non vuole &#8220;tornare indietro&#8221; sono quegli scogli duri e sporchi a ridosso della frontiera, dove per la prima volta si ha la possibilit\u00e0 di esprimere ci\u00f2 che si pensa.<\/p>\n<h3><b>3. Can anybody translate?<\/b><\/h3>\n<p>E&#8217; la domanda classica che si fa nei momenti in cui ci si riunisce, quando non esiste una lingua comune e si parla allo stesso tempo italiano, inglese, francese, arabo e altri dialetti. Tutti gli interventi hanno bisogno di essere tradotti e non sempre ci si riesce. Nei momenti di chiacchiera molti parlano senza capire realmente, ma la storia del presidio \u00e8 anche una storia di relazioni oltre che di parole: si parla senza capire, eppure ci si intende. Pu\u00f2 sembrare un&#8217;uscita fricchettona, eppure \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>I primi giorni la lingua \u00e8 quella dei 184 africani che occupano gli scogli e che chiedono l&#8217;abolizione di tutte le frontiere. Poi le cose cambiano, si formano delle assemblee miste, complesse. Il gruppo del presidio \u00e8 molto eterogeneo, il gruppo dei migranti pure ed ha le sue dinamiche: a chi ci si riferisce per prendere le decisioni? A quelli che sono riconosciuti come leader? Forse, ma non funziona: lo stress \u00e8 molto anche per gli esponenti pi\u00f9 carismatici del gruppo, anche perch\u00e9 i loro nomi finiscono sui giornali e i vari reporter fanno a gara per sapere la loro storia. Inoltre, dopo il fallimento del Vertice Ue, il nervosismo \u00e8 alto. Si prova quindi con difficolt\u00e0 a parlare insieme, ad avere la pazienza di capire. Gli attivisti del presidio tentano di fornire informazioni certe e non contraddittorie. Solo che in alcuni casi questa operazione sembra particolarmente complessa e l&#8217;impressione \u00e8 quella che una qualsiasi opinione o presa di posizione avr\u00e0 un peso decisivo sulle vite delle persone che abbiamo davanti. Ci sono domande a cui \u00e8 difficile dare risposta:<br \/>\n\u00abSecondo voi ha senso che rimaniamo sugli scogli?\u00bb<br \/>\nOppure si \u00e8 costretti a dare informazioni che pesano come macigni:<br \/>\n\u00abAbbiamo deciso che rimarremo sugli scogli fino al Vertice dell&#8217;Unione Europea.\u00bb<br \/>\nIn realt\u00e0 il Vertice non ha dato risultati.<br \/>\nQualcuno vuole passare dal Brennero, ma gli spieghiamo di non farsi illusioni per quella che viene chiamata la\u00a0<a href=\"https:\/\/euobserver.com\/beyond-brussels\/128919\"><u>Lampedusa delle Alpi<\/u> <\/a><br \/>\n\u00abVogliamo arrivare a Londra, bisogna andare a Calais.\u00bb<br \/>\nSolo che Calais \u00e8 una delle frontiere <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_edkvsdzZt0\">pi\u00f9 violente d&#8217;Europa<\/a> e proprio nell&#8217;ultimo periodo \u00e8 stata luogo di numerosi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/video\/2015\/05\/13\/la-violenza-della-polizia-contro-i-migranti-a-calais\"><u>scontri con la polizia<\/u><\/a>.<br \/>\n\u00abConoscete sentieri?\u00bb<br \/>\nI percorsi per passare la frontiera sono noti a tutti e soprattutto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.liguriaoggi.it\/2015\/06\/17\/ventimiglia-trovati-migranti-morti-lungo-ferrovia-francese\/\"><u>sono pericolosissimi<\/u><\/a>. E&#8217; un&#8217;informazione che non li tocca: hanno attraversato il deserto, il Mediterraneo, sono stati imprigionati e picchiati in Libia (grazie agli\u00a0<a href=\"http:\/\/www.meltingpot.org\/Immigrazione-Amnesty-Tra-Italia-e-Libia-patto-segreto-per.html#VaTazKFpmPc%29\"><u>accordi italo-libici<\/u><\/a>, alcuni di loro sono stati pi\u00f9 volte minacciati di morte. La concezione di &#8220;pericolo&#8221; di un europeo medio \u00e8 necessariamente diversa. C&#8217;\u00e8 quindi una domanda che a pi\u00f9 riprese serpeggia nelle teste di chi rimane al presidio: siamo utili noi a questi ragazzi o gli stiamo semplicemente rendendo pi\u00f9 complicate le cose?<br \/>\n&#8211; We are strong\u00a0<a href=\"http:\/\/www.zic.it\/ventimiglia-dove-il-giorno-inizia-sempre-due-volte-foto\/)-\"><u>if you are here<\/u><\/a> &#8211; dicono alcuni dei migranti.<b><br \/>\n<\/b><\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO6Assemblea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO6Assemblea_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Una delle assemblee serali, sullo sfondo la citt\u00e0 di Menton. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Forse la polizia capisce la questione meglio di altri, tanto che agisce col preciso scopo di fiaccare le energie di chi resiste: uno degli ultimi giorni di giugno le forze dell&#8217;ordine impongono lo sgombero del marciapiede che costeggia gli scogli, dove ci sono alcuni gazebo e dove un piccolo numero migranti dorme la notte. Viene fatta spostare anche la tenda che era stata messa all&#8217;ombra per conservare meglio il cibo.<\/p>\n<p>Alcune cose per\u00f2 sono chiare: nessuno o quasi nessuno dei migranti vuole fermarsi in Francia, il che rende ancora pi\u00f9 assurda la questione, dato che il problema sembra essere proprio il fatto che la Francia non li vuole. Forse basterebbe poco, pochissimo per aiutarli a passare il confine, ma qualunque tentativo farebbe cadere nel reato di &#8220;favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina&#8221;:<br \/>\n&#8211; Una manifestazione, con decine e decine di auto che li portano dall&#8217;altra parte.<br \/>\n&#8211; No, meglio alla spicciolata.<br \/>\n&#8211; Proponiamoglielo.<br \/>\n&#8211; Non promettiamo cose a vanvera: prima chiediamo ad un avvocato.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il problema non \u00e8 giuridico ma politico: un&#8217;azione cos\u00ec potente di disobbedienza civile avrebbe bisogno di una rete potente in grado di dare supporto che al momento non \u00e8 ancora stata costruita.<\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 fare, quindi? La domanda rimane aperta e all&#8217;orizzonte non appaiono soluzioni facili. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che il presidio sta fornendo ai migranti la possibilit\u00e0 di esprimersi e partecipare attivamente ad un percorso collettivo. Per molti la cucina diventa un&#8217;occasione di socialit\u00e0, non si tratta solo di somministrare dei pasti ma, sempre di pi\u00f9, di cucinare insieme, decidere cosa mangiare, coinvolgere i produttori locali e quelli della rete di Genuino Clandestino, cercando di restituire ai migranti quel minimo di autonomia di cui sono stati privati. Addirittura a fine giugno si mette in piedi una festa in cui i ruoli sono rovesciati: sono loro a far da mangiare per noi europei e il risultato \u00e8 spettacolare: \u00abYou are welcome\u00bb ci dicono offrendoci un piatto di <i>chorba<\/i>.<br \/>\n&#8211; Good?<br \/>\n&#8211; Scotta un po&#8217;.<br \/>\nNell&#8217;ultimo periodo tra i migranti si sviluppa anche una consapevolezza tale che li porta a scrivere anche\u00a0<a href=\"https:\/\/collettivoharlock.wordpress.com\/2015\/07\/12\/presidio-noborders-ventimiglia-movimento-solidarieta-resistenza\/\"><u>il loro primo comunicato<\/u><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00abA tutti i migranti nel mondo che hanno attraversato i deserti, che hanno solcato i mari, che hanno rischiato le proprie vite, che stanno mettendo la loro vita in pericolo per arrivare in luoghi di pace, come l\u2019Europa ed altri continenti.<\/i><br \/>\n<i>Alziamoci e combattiamo per la nostra libert\u00e0, niente di pi\u00f9 niente di meno.<\/i><\/p>\n<p><i>Ai migranti a Ventimiglia, a Roma, Milano, Parigi, Calais: tiriamo fuori la nostra forza!\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>E cos\u00ec la vita di tutti i giorni passa nei continui alti e bassi, nel tentativo di dare una prospettiva ad un percorso complesso e al contempo nuovo per tutti. Si creano attivit\u00e0 da svolgere insieme: corsi di nuoto, corsi di lingua, pulizia degli scogli. Per i prossimi giorni c&#8217;\u00e8 la voglia di fare maggiore informazione in stazione. Nel frattempo alcuni ripassano i trattati internazionali, per capire come rispondere alle richieste di informazioni, per capire dove e come si possono fare le richieste d&#8217;asilo, chi le pu\u00f2 fare, quali sono i diritti che dovrebbero essere garantiti. Per capire se ci sono dei buchi legali e munirsi di altri strumenti per superare l&#8217;empasse della situazione politica.<\/p>\n<h3><b>4. Trattati (come bestie)<\/b><\/h3>\n<p>Fare ordine nella questione legale \u00e8 molto complesso e spesso sembra inutile. Tuttavia vale la pena per\u00f2 ritornarci un attimo, tanto pi\u00f9 che per i giorni 18 e 19 luglio sono previsti, sugli scogli di Ventimiglia, dei momenti di dialogo con dei legali proprio sull&#8217;aspetto giuridico della questione. Ci sono diversi articoli online che hanno trattato l&#8217;argomento, riflettendo sul caso di Ventimiglia. Uno dei migliori articoli <a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/capire-notizie\/migranti-l-accordo-di-chambery-da-ragione-a-parigi_43675174905.htm\">\u00e8 apparso su Lettera 43<\/a>.<\/p>\n<p>Sulla vicenda pesa tutta una serie di trattati e accordi che si incastrano tra loro.<br \/>\nIl primo \u00e8 quello di Schengen che comporta l&#8217;abolizione dei controlli sistematici sulle persone. Si tratta di una delle pietre fondanti dell&#8217;attuale Unione Europea sebbene oggi sembra scricchiolare pesantemente: si sospende e riattiva, si aggira o si ignora, si deroga nella pratica o attraverso altri regolamenti. E&#8217; cos\u00ec che Schengen diventa una sorta di accordo-zanzara che \u00e8 lecito spiaccicare sul muro alla prima occasione. L&#8217;ultima volta in occasione del G7 di inizio giugno, che comporta una sua sospensione fino al giorno 15 dello stesso mese.<\/p>\n<p>Per la regolamentazione delle persone proveniente da paesi terzi (extra-europei) si deve quindi fare riferimento al regolamento di Dublino dove si prevede che la richiesta d&#8217;asilo debba essere fatta nel paese dell&#8217;Unione Europa in cui la persona ha fatto ingresso. Questo fa s\u00ec che la maggior parte della pressione dei flussi migratori ricada sui paesi del Sud del continente e quindi, Attenzione!, non hanno tutti i torti i politici italiani quando dicono che l&#8217;Europa deve fare di pi\u00f9 e l&#8217;Italia &#8211; come anche la Grecia e la Spagna &#8211; non si pu\u00f2 sobbarcare completamente l&#8217;onere dell&#8217;accoglienza dei flussi migratori. Certo, negli interventi che sentiamo e che leggiamo c&#8217;\u00e8 un sottotesto di vittimismo, laddove non del vero e proprio razzismo. E ricordiamo che il nostro ruolo in Europa lo ha ben rappresentato Renzi nei giorni precedenti al referendum greco: quello dei leccapiedi.<\/p>\n<p>La situazione ha per\u00f2 un risolto pratico decisivo: a dispetto delle sparate a caso di Salvini, in stazione nessuno si rifiuta di dare le impronte digitali, semplicemente perch\u00e9 (ad eccezione di pochi casi) non gli vengono richieste, sebbene a causa degli accordi di Dublino la richiesta d&#8217;asilo dovrebbe essere fatta in Italia, cosa che le istituzioni italiane vogliono evitare il pi\u00f9 possibile. E&#8217; cos\u00ec che si crea quella situazione di stallo che dura da pi\u00f9 di un mese.<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Foto7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Foto7_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Manifestazione dei migranti e solidali davanti la frontiera italo-francese a Ventimiglia. 12 luglio 2015. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Esiste poi un altro accordo che riguarda i respingimenti: l&#8217;accordo bilaterale tra Francia e Italia, siglato a Chambery (1997) che rende effettivamente relativo Schengen, per le persone non dotate di passaporto europeo, e che prevede la &#8220;restituzione&#8221; dei migranti irregolari all&#8217;Italia. Sulla base di questo accordo, in effetti, la Francia sembra avere le carte in regola per attuare i respingimenti, ma \u00e8 da segnalare la mancanza di iniziativa del governo italiano per rivedere i trattati. Il punto, infatti, non risulta esser stato oggetto di discussione al Vertice UE di fine giugno.<\/p>\n<p>Ai regolamenti si aggiunge un articolo del codice di procedura penale francese che riguarda il controllo delle frontiere. <a href=\"http:\/\/www.legifrance.gouv.fr\/affichCodeArticle.do?idArticle=LEGIARTI000024413680&amp;cidTexte=LEGITEXT000006071154\">Nell&#8217;articolo 78-2<\/a>, dove si legge che<\/p>\n<blockquote><p>\u00abin una zona compresa tra la frontiera terrestre della Francia con gli Stati contraenti della convenzione firmata a Schengen il 19 giugno 1990 ed una linea tracciata a 20 km dalla stessa [&#8230;] l&#8217;identit\u00e0 di ogni persona possa anche essere controllata [&#8230;] al fine di verificare il rispetto degli obblighi di legge di detenere, portare ed esibire titoli e documenti\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tuttavia i controlli vengono fatti anche ben oltre la distanza dei 20 chilometri. Alcune delle persone rimandate in Italia hanno infatto dichiarato di essere state individuate a Marsiglia, a Cannes, o addirittura a Parigi!, e la stazione di Nizza dei treni \u00e8 costantemente posta sotto controllo.<br \/>\nIn un garbuglio cos\u00ec colmo di discrezionalit\u00e0 devono esserci delle zone grigie per forzare il diritto.<\/p>\n<h3><strong>5. We&#8217;re not going back<\/strong><\/h3>\n<p>Indietro non si torna da una situazione del genere, prima di tutto perch\u00e9 quella che nei primi giorni sembrava un&#8217;emergenza ora dura da pi\u00f9 di un mese. Inoltre non \u00e8 la prima volta che si verifica\u00a0<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/11_aprile_16\/immigrati-documenti-ventimiglia_4c330ff8-680b-11e0-af60-fa6008356b52.shtml\"><u>una situazione del genere<\/u><\/a> e ci\u00f2 fa pensare che, anche qualora questa situazione dovesse sbloccarsi (non si sa come), episodi simili possano ripetersi con estrema facilit\u00e0. Pi\u00f9 che essere di fronte a un&#8217;emergenza siamo di fronte a un dato di fatto: ci sono fenomeni di migrazione che non possono essere bloccati e che mettono in imbarazzo tutte le istituzioni, dal piccolo comune fino alle Unione Europea.<\/p>\n<p>In questo contesto lavorare sul &#8220;caso Ventimiglia&#8221;, cos\u00ec come su altre situazioni simili, vuol dire assumere uno sguardo transnazionale e questa, prima ancora che una prospettiva politica, \u00e8 una necessit\u00e0 maledettamente materiale: ignorare cosa succede nella nazione accanto siginifica agire quasi alla cieca.<\/p>\n<p>E tuttavia Ventimiglia non \u00e8 una bolla e non va considerata come tale, ma semmai \u00e8 il punto di ricaduta di una serie di tensioni che sono palpabili in tutte le citt\u00e0. Non \u00e8 un caso che il problema sia esploso quasi in contemporanea con situazioni analoghe a Roma e Milano. Il tutto mentre l&#8217;Europa vive uno stato di agitazione e conflitto istituzionale che potrebbe portare alla sua stessa dissoluzione.<\/p>\n<p>Eppure, per molti, Ventimiglia \u00e8 stata ed \u00e8 una bolla, un luogo staccato dal resto del mondo in cui entrare e non percepire pi\u00f9 gli input esterni, in cui concentrare le proprie riflessioni e la propria voglia di fare. Un luogo da cui \u00e8 difficile staccarsi anche quando si riesce a farlo materialmente. Un&#8217;occasione che permette di liberare energie ed idee.<\/p>\n<p>La strada \u00e8 lunga e nessuno sembra avere voglia di tornare indietro.<\/p>\n<h3><b>6. The Ballad of the Ancient Mariner<\/b><\/h3>\n<p>L&#8217;articolo sarebbe finito. Tutta la razionalit\u00e0 che c&#8217;\u00e8 in questa situazione \u00e8 stata dissolta nei paragrafi precedenti. Tuttavia manca la voce di chi \u00e8 protagonista di quegli scogli.<\/p>\n<p>Alcuni di loro sono stati intervistati dalle televisioni, un paio di minuti per catturare uno slogan e una storia che finisce in un qualche sito o direttamente nel mucchio. Anche con le migliori intenzioni \u00e8 difficile rendere speciali delle storie che in realt\u00e0 abbiamo gi\u00e0 sentito e letto decine di volte, simili a tante altre. Una ripetizione che rischia di anestetizzare. Eppure, vale la pena tentare lo stesso.<\/p>\n<div style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO8Striscione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/FOTO8Striscione_600px.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"399\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">12 luglio. Ci si prepara ad un&#8217;azione dimostrativa da fare di fronte alla frontiera. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Ce la raccontano cos\u00ec, sguardo fisso e nessuna emozione nella voce.<\/p>\n<p>Molti di loro vengono da zone di guerra, in particolare dal Darfur, regione del Sudan: \u00abI decided to come to Europe because war is in my country since 2003\u00bb. Non sono pochi quelli che parlano inglese, soprattutto nei primi giorni e a detta di alcune persone di Ventimiglia questo \u00e8 uno dei gruppi giunti in citt\u00e0 negli ultimi anni in cui il livello di cultura \u00e8 pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Alcuni sono stati in galera in Libia senza aver commesso alcun reato. Molti sono stati derubati, denudati e perquisiti, minacciati di morte da chi prometteva trasporto e protezione. I racconti sulla Libia contengono dei ritornelli, uno su tutti: \u00abthey kill you if you say something\u00bb. Costretti a vivere per strada decidono di imbarcarsi, ma la barca con cui si attraversa il Mediterraneo \u00e8 una trappola, un rottame riempito oltre ogni limite, ma una volta che si \u00e8 fatta la scelta non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro. \u00abStarted a fire in the boat. But the person that was driving was very good and fix it\u00bb. E poi l&#8217;arrivo di un elicottero. \u00abIf they late 5 minutes we&#8217;ll pass away\u00bb.<\/p>\n<p>In Italia tutto diventa confuso: forse nel racconto ci sono delle bugie, forse delle mezze verit\u00e0 o delle amnesie, alcuni passaggi saltano completamente. Di certo capiamo che chi arriva non ha alcuna nozione geografica dei luoghi che ha attraversato. Lampedusa? Sicilia? Un&#8217;altra isola? Forse Sicilia, in un CARA e poi in qualche modo fino a Milano e poi fino a Ventimiglia in quello che viene chiamato un &#8220;taxi&#8221;, che di certo non \u00e8 un taxi come lo intendiamo noi. A Ventimiglia si prova a passare la frontiera, una, due, tre volte ma si viene bloccati dalla polizia francese \u00abthey bring me to Italy and told me &#8220;this is Italy&#8221;\u00bb. Eppure nelle loro intenzioni non c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di rimanere in Francia, \u00abSimply we want to pass, France does not give asylum, it is not a problem\u00bb. La polizia italiana non \u00e8 migliore di quella francese, da qui la decisione di correre sugli scogli e la minaccia di suicidio: \u00abPolice force us to go. So the people started run to the sea. We decide to say &#8220;If you come, we die&#8221;\u00bb.<br \/>\nE&#8217; una delusione per chi aveva riposto le sue speranze nell&#8217;Europa \u00abthis is no different. Yes, no one kills you. But it&#8217;s the same\u00bb.<br \/>\nNella storia ci sono dei buchi, \u00e8 evidente, cose che non si possono raccontare e cose che non si vogliono raccontare.<br \/>\n&#8211; Vuoi aggiungere qualcosa?<br \/>\n&#8211; No, I just want to tell you part of my tragedy.<br \/>\nI vuoti rimangono, non solo per noi, ma anche per le famiglie che \u00e8 da molto che non ricevono notizie: \u00abI don&#8217;t want to call. If I phone I start crying\u00bb.<\/p>\n<p>Il racconto finisce. Forse siamo anestetizzati anche noi, nessuna commozione. Siamo perplessi e forse siamo diventati formali come quei reporter che arrivano con l\u2019intenzione di farsi raccontare una storia da infilare in un articolo e ripartono subito dopo. Ma la storia dell&#8217;ultimo mese \u00e8 anche una storia di relazioni, oltre che di parole:<br \/>\n&#8211; Cosa pensi della gente venuta al presidio?<br \/>\n&#8211; Hope to meet you again.<\/p>\n<p>______<\/p>\n<p>Per mantenersi aggiornati sul presidio consigliamo di seguire:<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Presidio-Permanente-NO-Borders-Ventimiglia\/782827925168723?fref=ts\"><u>Presidio permanente No Borders\u00a0<\/u> <\/a><\/strong><br \/>\n<strong> <a href=\"http:\/\/www.zic.it\/\"><u>ZIC<\/u><br \/>\n<\/a><a href=\"http:\/\/reteeattherich.noblogs.org\/\"><u>Rete Eat The Rich<\/u> <\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Dalle scogliere sul confine nordorientale a quelle del confine nordoccidentale. Da Trieste a Ventimiglia, due storie di migrazione, fantasmi e razzismo. Ma in questo caso, anche di lotta e solidariet\u00e0. Buona lettura. WM] Testo di plv, foto di Michele Lapini. 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