{"id":21531,"date":"2015-05-29T23:38:56","date_gmt":"2015-05-29T21:38:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21531"},"modified":"2015-10-06T10:06:26","modified_gmt":"2015-10-06T08:06:26","slug":"cose-accaduto-a-gorizia-il-23-maggio-guerra-fascismi-confini-sdoganamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/05\/cose-accaduto-a-gorizia-il-23-maggio-guerra-fascismi-confini-sdoganamenti\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 accaduto a #Gorizia il 23 maggio? Guerra, fascismi, confini, sdoganamenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21536\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/antifa2.jpg\" alt=\"antifa2\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Tuco<\/strong> aka <strong>Martino Prizzi<\/strong><\/p>\n<p>Il 23 maggio 2015 a Gorizia \u00e8 successo qualcosa.<\/p>\n<p>Al \u201cParco della Rimembranza\u201d, su un palco di legno, c&#8217;era un tizio che si chiama <strong>Simone Di Stefano<\/strong> \u2013 mai visto prima da queste parti -, che parlava di sangue e terra. Sangue italiano e terra italiana. Al suo fianco c&#8217;era l&#8217;assessora <strong>Silvana Romano<\/strong>, di Forza Italia. Davanti a lui un migliaio di sonnambuli che sventolavano tartarughe e tricolori. Di Stefano diceva che bisogna essere pronti a morire per l&#8217;Italia, come i fanti del 1915, perch\u00e9 l&#8217;Italia sta precipitando nell&#8217;abisso per colpa dei traditori e dei nemici della Nazione. <!--more--><\/p>\n<p>L&#8217;assessora al suo fianco applaudiva compostamente. I sonnambuli pure. Erano arrivati da tutte le regioni e avevano attraversato in corteo un dedalo di strade secondarie deserte, per celebrare l&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia e per ribadire la sacralit\u00e0 dei confini della Nazione, disegnati col sangue. Ispirandosi alla leggenda della fondazione di Roma, avevano raccolto in uno scudo manciate di terra portate appositamente da tutte &#8211; quasi tutte &#8211; le province d&#8217;Italia.<\/p>\n<div id=\"attachment_21532\" style=\"width: 568px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=10639\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21532\" class=\"size-full wp-image-21532\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/distefano.jpg\" alt=\"Il capoccia di Casapau Simone Di Stefano. Curiosit\u00e0: suo padre \u00e8 &quot;l'ingegnere&quot; (le virgolette qui sono d'obbligo) di cui ci siamo occupati nell'inchiesta sui due mar\u00f2. Clicca sulla foto per approfondire... anzi, sprofondare.\" width=\"558\" height=\"307\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21532\" class=\"wp-caption-text\">Il capoccia di Casapau Simone Di Stefano (a destra) e l&#8217;assessora Romano (a destra pure lei). \u00a0Curiosit\u00e0: il\u00a0padre di Di Stefano \u00e8 &#8220;l&#8217;ingegnere&#8221; &#8211; le virgolette qui sono d&#8217;obbligo &#8211; di cui ci siamo occupati nell&#8217;inchiesta sui due mar\u00f2. Clicca sulla foto per approfondire.<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;unione di <em>terra<\/em> e <em>sangue<\/em> pu\u00f2 solo far venire il <em>tetano<\/em>.<\/p>\n<p>Il 23 maggio 1915 l&#8217;Italia dichiar\u00f2 guerra all&#8217;Austria &#8211; cui era legata da una trentennale alleanza difensiva -, dopo aver contrattato con Francia, Inghilterra e Russia, e ottenenuto in cambio dell&#8217;intervento non solo Trento e Trieste, ma anche la Dalmazia, l&#8217;Albania, la provincia turca di Antalya, e non meglio precisate \u201ccompensazioni coloniali\u201d. L&#8217;intervento dell&#8217;Italia nella prima guerra mondiale non fu la quarta guerra d&#8217;indipendenza, ma imperialismo dispiegato, come proclam\u00f2 senza ipocrisie <strong>Ruggero Timeus<\/strong>. L&#8217;intervento fu preparato da una campagna propagandistica martellante e pervasiva, cui diedero il loro contributo attivo la quasi totalit\u00e0 degli intellettuali italiani, primo tra tutti D&#8217;Annunzio. La propaganda guerrafondaia era incentrata sul concetto che un sacrificio umano di dimensioni colossali fosse necessario per costruire la Nazione. Per questo motivo i soldati italiani furono mandati deliberatamente al macello, per conquistare poche centinaia di metri di terra. E quando la propaganda non fu pi\u00f9 sufficiente a stimolare l&#8217; \u201deroismo dei nostri fanti\u201d, cio\u00e8 quasi subito, allora <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20814\">entr\u00f2 in scena il plotone d&#8217;esecuzione<\/a>. Furono migliaia le fucilazioni per diserzione e \u201ccodardia di fronte al nemico\u201d.<\/p>\n<p>Gorizia nel 1915 era una citt\u00e0 di 30.000 abitanti, dei quali poco meno della met\u00e0 erano italiani (includendo i cittadini di madrelingua friulana), 11.000 erano sloveni, 3.000 erano tedeschi, 2000 di altre nazionalit\u00e0. Considerando invece la citt\u00e0 con la sua \u201cprovincia\u201d, gli italiani non arrivavano al 35%, ed erano concentrati, oltre che a Gorizia stessa, nelle cittadine di Cervignano, Monfalcone e Gradisca. Tutta la zona a nord e a est di Gorizia era abitata compattamente da sloveni. I goriziani abili alle armi combatterono nelle fila dell&#8217;esercito austroungarico. Per loro la guerra era cominciata gi\u00e0 nel 1914, in Montenegro contro i serbi, e in Galizia contro i Russi. Dopo l&#8217;attacco dell&#8217;Italia, nel maggio 1915, gli sloveni furono in gran parte spostati sul fronte dell&#8217;Isonzo: nonostante molti di loro aspirassero all&#8217;autodeterminazione rispetto all&#8217;Impero, il fatto di combattere a difesa della propria citt\u00e0 e dei propri villaggi contro un esercito invasore costituiva una forte motivazione per rimanere leali all&#8217;esercito austroungarico. Se nella vulgata italiana Gorizia \u00e8 diventata il simbolo delle terre da \u201credimere\u201d, cio\u00e8 da conquistare, nella memoria reale di chi a Gorizia ci viveva, soprattutto gli sloveni, Gorizia \u00e8 diventata invece il simbolo delle terre da difendere contro l&#8217;invasore italiano.<\/p>\n<div id=\"attachment_21542\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21542\" class=\"wp-image-21542 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/gorizia1918_2.jpg\" alt=\"Gorizia 1918\" width=\"600\" height=\"411\" \/><p id=\"caption-attachment-21542\" class=\"wp-caption-text\">Gorizia 1918<\/p><\/div>\n<p>Gorizia fu l&#8217;unica citt\u00e0 conquistata con le armi dall&#8217;esercito italiano. La conquista della citt\u00e0 cost\u00f2 la vita, in una settimana, a 30.000 soldati, tra italiani e austroungarici. L&#8217; 8 agosto 1916 i fanti italiani entrarono in una citt\u00e0 ridotta in macerie, abbandonata dalla quasi totalit\u00e0 dei suoi abitanti. Di 30.000 ne erano rimasti 3.000. Di questi, alcune centinaia, soprattutto sloveni, furono immediatamente internati in Sardegna. Gorizia, o ci\u00f2 che ne restava, fu riconquistata dagli austroungarici nell&#8217;ottobre 1917, in seguito alla battaglia di Caporetto. Pass\u00f2 infine all&#8217;Italia dopo il collasso dell&#8217;Impero e l&#8217;armistizio nel novembre 1918. Ci\u00f2 che sub\u00ec Gorizia durante e dopo la prima guerra mondiale fu un <em>urbicidio<\/em>, paragonabile a quello subito da Mostar in tempi pi\u00f9 recenti. Le devastazioni della guerra e la politica di italianizzazione violenta portata avanti dal fascismo distrussero irrimediabilmente il carattere multietnico e multiculturale della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-21535\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/antifa.jpg\" alt=\"23 maggio 2015, la manifestazione antifascista di Gorizia\" width=\"600\" height=\"450\" \/><\/p>\n<p>Per raccontare queste cose, mentre i fascisti del terzo millennio mescolavano terra e sangue nei loro alambicchi, noi abbiamo attraversato la citt\u00e0 in corteo. Abbiamo cantato <em>O Gorizia tu sei maledetta<\/em>, abbiamo portato in corteo 200 croci di legno su cui avevamo scritto nomi italiani, tedeschi e sloveni, nomi veri, presi dalle tombe del cimitero di Gorizia. Eravamo pi\u00f9 di mille: comunisti, anarchici, cristiani pacifisti, e tante persone senza una specifica militanza. Molti di noi erano goriziani, altri erano arrivati da Trieste, Udine, Lubiana, alcuni persino da Zagabria. Eravamo italiani, sloveni, friulani e croati. Tante voci, tante storie, tutte accomunate da una precisa scelta di campo politica: l&#8217;antifascismo. Ed esistenziale: la diserzione rispetto alle chiamate alle armi in nome della Nazione.<\/p>\n<p>Ma la citt\u00e0 non c&#8217;era. I negozi avevano le serrande abbassate, le strade erano deserte. La gente era barricata in casa, oppure ad ascoltare Saviano che parlava di legalit\u00e0 &#8211; l&#8217;evento mondano dell&#8217;anno in questa citt\u00e0 alla periferia di qualunque cosa. La citt\u00e0 era indifferente a noi, come era indifferente ai fascisti. Indifferenti anche il PD, la CGIL, l&#8217;ANPI e la politica ufficiale slovena. Tutt&#8217;altro che indifferente invece la destra italiana e la stampa locale in lingua italiana, che negli ultimi 15 giorni aveva condotto una campagna di terrorismo psicologico per convincere i cittadini che il nostro corteo avrebbe portato il Disordine. Mentre si era premurata di assicurare ai cittadini che i fascisti avrebbero sfilato in buon Ordine. Sventolando tricolori.<\/p>\n<div id=\"attachment_21534\" style=\"width: 608px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21534\" class=\"size-full wp-image-21534\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/morte.png\" alt=\"La morte.\" width=\"598\" height=\"343\" \/><p id=\"caption-attachment-21534\" class=\"wp-caption-text\">La morte.<\/p><\/div>\n<p>Trieste, 24 maggio 2015. Le celebrazioni ufficiali per il centenario dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nella prima guerra mondiale si concludono con l&#8217;arrivo della staffetta \u201cL&#8217;esercito marciava&#8230;\u201d e con un concerto della cantante Ivana Spagna in Piazza Unit\u00e0. 600 militari hanno portato il tricolore attraverso tutto lo stivale, partendo da Trapani, \u201c<em>con lo scopo di rappresentare il movimento di avvicinamento a Trieste dai punti pi\u00f9 lontani dell\u2019Italia\u201d. <\/em> L&#8217;ultimo tedoforo \u00e8 il Ministro della Difesa <strong>Roberta Pinotti<\/strong>. Nei giorni precedenti sulle Rive si sono svolte diverse esibizioni dimostrative di reparti scelti dell&#8217;esercito: lanci di paracadutisti, sbarchi di lagunari, fanfare di bersaglieri. Le locandine che pubblicizzano l&#8217;evento spiegano che il ruolo svolto dall&#8217;esercito nella prima guerra mondiale \u00e8 stato fondamentale nella costruzione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale italiana, e che le celebrazioni del centenario<\/p>\n<p>\u201c<em>intendono proseguire idealmente questo processo identitario (\u2026 ) nell\u2019attuale momento storico, dove la richiesta di identit\u00e0 valoriale e riconoscimento culturale sono fortemente sentiti dalla collettivit\u00e0\u201d. <\/em>La risonanza con gli slogan di Casa Pound \u00e8 evidente.<\/p>\n<div id=\"attachment_21533\" style=\"width: 568px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21533\" class=\"size-full wp-image-21533\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/flop-trieste.jpg\" alt=\"Trieste. L'esercito marciava, ma no iera un cazzo de nisun.\" width=\"558\" height=\"398\" \/><p id=\"caption-attachment-21533\" class=\"wp-caption-text\">Trieste, 24 maggio. L&#8217;esercito marciava, ma no iera un cazzo de nisun.<\/p><\/div>\n<p>Ma anche a Trieste, anche per l&#8217;esercito italiano, la citt\u00e0 non c&#8217;\u00e8. La piazza \u00e8 vuota per tre quarti. Poche centinaia di passanti e di turisti curiosano tra i carri armati, nella \u201ccitt\u00e0 redenta cara al cuore di tutti gli italiani\u201d.<\/p>\n<p>Durante la prima guerra mondiale Trieste non conobbe le distruzioni di Gorizia. Nel dopoguerra condivise per\u00f2 con Gorizia la violenza del fascismo di confine e della sua politica di italianizzazione forzata. La citt\u00e0 perse la funzione strategica di porto dell&#8217;Impero, e la sua borghesia, scopertasi italianissima, vivacchi\u00f2 per un ventennio all&#8217;ombra del regime, per poi dannarsi l&#8217;anima al ritorno degli \u201caustriaci\u201d nel 1943. Tornata al centro della retorica nazionalista italiana nel secondo dopoguerra, la citt\u00e0 vive tuttora in uno stato di schizofrenia, tra rigurgiti nazionalpatriottici e nostalgie asburgiche irrancidite. Gli ultimi anni hanno visto l&#8217;emergere di <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?tag=movimento-trieste-libera\">un movimento neoindipendentista<\/a>\u00a0e la trasformazione in triestinissimi di molti italianissimi. Sotto il diverso velo identitario si vedono le stesse facce, si sentono gli stessi discorsi di sempre. Ma \u00e8 evidente che il tricolore non scalda pi\u00f9 i cuori.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe farsi prendere dall&#8217;ottimismo, potrebbe trarre la conclusione che tutta questa indifferenza dimostra che finalmente ci si \u00e8 liberati dal passato, da <em>quel<\/em> passato. Ma basta fare un giro nei bar, o nei social network che \u00e8 lo stesso, per rendersi conto che non \u00e8 cos\u00ec. Il passato \u00e8 ancora tutto l\u00ec, pesa come un macigno, con il suo carico di odio pronto a scatenarsi contro il primo bersaglio disponibile: i rom, i profughi africani, l&#8217;eterno nemico slavo&#8230; Se n&#8217;\u00e8 avuto un saggio <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21241\">in occasione del primo maggio<\/a>, quando la presenza nel corteo di una bandiera jugoslava con la stella rossa \u2013 a celebrazione del settantesimo anniversario della liberazione di Trieste, avvenuta appunto il primo maggio 1945 ad opera dell&#8217;esercito di liberazione jugoslavo &#8211; ha scatenato la reazione veemente della destra fascista, cui si \u00e8 diligentemente accodato il costituendo Partito della Nazione di Renzi. E&#8217; un odio vissuto privatamente, che <em>per ora<\/em> non riesce a coagularsi in un&#8217;identit\u00e0 collettiva. E&#8217; un odio sordo che monta nel vuoto di prospettive esistenziali generato dalla crisi economica e dalla disoccupazione di massa. In questo vuoto le parole di Di Stefano si confondono coi comunicati stampa dell&#8217;esercito italiano. Diventano parte della normalit\u00e0, assumono un ruolo quasi &#8220;istituzionale&#8221;. Su un sito di news abruzzese si legge: <em>&#8220;<\/em><em>Si sono svolte a Gorizia le celebrazioni per il centenario dell&#8217;entrata in guerra dell&#8217;Italia nel primo conflitto mondiale. Le celebrazioni hanno ospitato anche l&#8217;annuale manifestazione di CasaPound Italia che ha scelto proprio di intitolare il proprio evento ITALIA risorgi, combatti e vinci!<\/em><em>&#8221; <\/em><\/p>\n<p>Noi abbiamo provato a portare in questo vuoto parole e storie diverse, a riallacciare i fili di un racconto interrotto, a ricordare che dobbiamo restare umani. Ma \u00e8 successo qualcosa a Gorizia, il 23 maggio, qualcosa di brutto, e ci vorranno anni per capire cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-21538 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sonnambuli-1.jpg\" alt=\"Sonnambuli\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Per ora possiamo solo provare a mettere in evidenza alcuni elementi costitutivi del <em>frame<\/em> in cui si \u00e8 svolta questa giornata sghemba:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Lo sdoganamento ricevuto da Casa Pound dopo essersi agganciata al carrozzone Salvini. <span style=\"text-decoration: underline;\">Di questo prima o poi Renzi dovr\u00e0 pagare il prezzo politico<\/span>. La costruzione di \u201cSalvini\u201d fatta a tavolino dai grandi elettori di Renzi, dal suo punto di vista, \u00e8 stata un capolavoro: da un momento all&#8217;altro \u201cSalvini\u201d \u00e8 apparso nei giornali e nelle Tv &#8211; e non ne \u00e8 mai pi\u00f9 uscito &#8211; interpretando il ruolo di un Leader del centrodestra su misura per far vincere Renzi ancora per un po&#8217;. Ma a che prezzo lo stiamo vedendo.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> La data e il luogo. Scegliere Gorizia, citt\u00e0 periferica ma con un fortissimo valore simbolico dentro la retorica nazionalista italiana, ha fatto s\u00ec che tutto sommato Casa Pound potesse cavalcare l&#8217;onda del momento, sicuramente molto pi\u00f9 di noi antifascisti. In questi giorni abbiamo visto scorrere un fiume di retorica patriottica sulla grande guerra, sulla patria, sui nostri morti, su Gorizia, su Trieste italiana, ecc. In questo fiume troviamo dentro tutti, da Mattarella alla Pinotti che arriva di corsa in piazza Unit\u00e0, ai bambini che vanno a vedere i soldati sbarcare o atterrare. I media hanno fatto la loro parte e l&#8217;hanno fatta bene. Emotivamente non c&#8217;\u00e8 stata storia: da una parte \u201ci nostri morti\u201d e \u201cil prezzo pagato per essere italiani\u201d; dall&#8217;altra quelli che rischiavano di devastare Gorizia (dopo il primo maggio a Milano una sola scritta diventa devastazione).<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> L&#8217;appoggio della destra locale che si \u00e8 schierata apertamente con Casa Pound. Evidentemente non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;disdicevole&#8221;. Ci sono le polemiche, ma si pu\u00f2 comunque fare: culturalmente \u00e8 sdoganato.<\/p>\n<div id=\"attachment_21543\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21543\" class=\"size-full wp-image-21543\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sovranita-borghi-di-stefano.jpg\" alt=\"Simone Di Stefano e l'economista no-euro Claudio Borghi, responsabile delle politiche economiche della Lega di Salvini e candidato governatore alle elezioni regionali in Toscana. \" width=\"600\" height=\"400\" \/><p id=\"caption-attachment-21543\" class=\"wp-caption-text\">Di Stefano (el fiol de l&#8217;inzegner) e l&#8217;economista no-euro Claudio Borghi, responsabile delle politiche economiche della Lega di Salvini e candidato governatore alle elezioni regionali in Toscana.<\/p><\/div>\n<p><strong>4.<\/strong> Il defilarsi di Pd, Anpi, Cgil ecc.. A fronte di questa retorica emozionale, non hanno voluto schierarsi. L&#8217;antifascismo va bene se \u00e8 confinato nelle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, ma il 23 maggio paga sicuramente di pi\u00f9 non stare contro i &#8220;nostri morti&#8221;. Perch\u00e9 questo \u00e8 stato, &#8220;mediaticamente&#8221;, il 23 maggio: Casa Pound che andava a omaggiare i morti, i caduti, l&#8217;onore nazionale, il ricordo, l&#8217;Italia&#8230; E poi gli Altri &#8211; cio\u00e8 noi &#8211; che minacciavano sfracelli.<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong> L&#8217; indifferenza della politica ufficiale slovena. Mentre a livello di base, nel litorale sloveno, c&#8217;\u00e8 stata una mobilitazione spontanea che si \u00e8 concretizzata nella partecipazione al corteo transnazionale di Gorizia insieme agli antifascisti italiani, la politica ufficiale slovena si \u00e8 disinteressata della provocazione fascista, annunciata da settimane a ridosso del confine. L&#8217;unica presa di posizione ufficiale \u00e8 stata una tardiva nota di protesta del Capo di Stato sloveno il 22 maggio. La Slovenia \u2013 non diversamente dall&#8217;Italia &#8211; \u00e8 attraversata da una profonda lacerazione tra chi considera l&#8217;antifascismo principio fondante di una democrazia reale, e chi invece in nome della Nazione vuole riabilitare il collaborazionismo dei Domobranci. Come in Italia, la sinistra politica \u00e8 incapace di &#8211; o giudica inutile &#8211; opporsi a questa deriva.<\/p>\n<p><strong>6.<\/strong> La disarmante ignoranza di gran parte degli italiani su tutto ci\u00f2 che riguarda il \u201cconfine orientale\u201d. Fuori da queste borderlands, pochissimi hanno colto il senso profondo di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Gorizia: la saldatura tra la retorica ufficiale di Stato e quella dei fascisti del terzo millennio, emersa in modo esplicito nelle celebrazioni della grande guerra, vero mito fondativo dell&#8217;identit\u00e0 nazionale italiana. La saldatura si \u00e8 manifestata proprio in queste terre, dove le ferite causate da <em>quella<\/em> guerra non si sono mai rimarginate, n\u00e9 da una parte n\u00e9 dall&#8217;altra del confine. E&#8217; veramente sconfortante che persino testate vicine ai movimenti si siano interessate ai fatti del 23 maggio solo in relazione a una scaramuccia di confine, <a href=\"http:\/\/bora.la\/2015\/05\/27\/cancellata-la-scritta-tito-sul-monte-kokos-vicino-a-lokev\/\">la vicenda della scritta \u201cTITO\u201d sul monte Koko\u0161<\/a>. Una scaramuccia che probabilmente non ha nessun legame diretto con la manifestazione di Casapound e che rientra invece in una pluridecennale \u201cguerra delle pietre\u201d tutta locale sulle colline del carso.<\/p>\n<p><i>Ringrazio Maja, Luca, Andrea, Alessandro e Wu Ming 1 per il brainstorming da cui \u00e8 nato questo post.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nVA_7IIoIZk\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Tuco aka Martino Prizzi Il 23 maggio 2015 a Gorizia \u00e8 successo qualcosa. Al \u201cParco della Rimembranza\u201d, su un palco di legno, c&#8217;era un tizio che si chiama Simone Di Stefano \u2013 mai visto prima da queste parti -, che parlava di sangue e terra. Sangue italiano e terra italiana. 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