{"id":21504,"date":"2015-06-02T09:00:54","date_gmt":"2015-06-02T07:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21504"},"modified":"2017-12-09T11:07:27","modified_gmt":"2017-12-09T10:07:27","slug":"la-favola-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/06\/la-favola-della-scuola\/","title":{"rendered":"La favola della scuola. Gli insegnanti, gli studenti, le lotte (e il Partito della Nazione)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-21584 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/in-case-of-don-quijote1.jpg\" alt=\"Vietati i don Chisciotte\" width=\"565\" height=\"608\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Carmelo Palladino<\/strong> e <strong>Girolamo De Michele<\/strong>, feat. <strong>Mauro Presini<\/strong> e molti insegnanti e studenti e bidelli (*)<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abFischiate quanto volete, noi andiamo avanti.\u00bb<br \/>\n(Matteo Renzi agli insegnanti liguri, 25.05.2015)<br \/>\n<\/em><br \/>\n<em>\u00abMatteo, fermati: fermati prima che uno dei due, tu o la scuola pubblica, vada a sbattere.\u00bb<br \/>\n(l&#8217;insegnante Giovanni Cocchi a Matteo Renzi, 16.05.2015)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/mauropresini.wordpress.com\/2013\/09\/15\/lanima-nella-scuola\/\"><strong>1. C&#8217;era una volta&#8230;<\/strong><\/a><\/p>\n<p>C&#8217;era una volta una <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span>: tutti la conoscevano, tutti sapevano dove stava, tutti sapevano che lavoro faceva, tutti la rispettavano. Era una buona scuola!<br \/>\nUn brutto giorno per\u00f2 arrivarono degli esperti di sottrazioni e cominciarono a dire che bisognava risparmiare perch\u00e9 c&#8217;era la crisi.<br \/>\nDissero che nella parola <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span> c&#8217;erano troppe vocali e troppe consonanti e che bisognava semplificare ed essenzializzare.<br \/>\nCos\u00ec tolsero la <strong>C<\/strong> di &#8220;<strong>Capire<\/strong>&#8221; per regalarla a chi vendeva computer e software per le <strong>C<\/strong>lassi 2.0.<br \/>\nCon la sottrazione della <strong>C<\/strong>, la scuola stava diventando una <span style=\"color: #339966;\">SUOLA<\/span> e molti sentivano di poterla mettere sotto i piedi.<br \/>\nSubito dopo arrivarono anche i nostalgici del passato che le presero la <strong>U<\/strong> di &#8220;<strong>Uguaglianza<\/strong> <em>delle opportunit\u00e0<\/em>&#8221; perch\u00e9 alle elementari volevano reintrodurre il maestro <strong>U<\/strong>nico.<br \/>\nLa scuola ora si sentiva pi\u00f9 <span style=\"color: #993300;\">SOLA<\/span> e molti cominciavano a non capire bene a cosa potesse servire.<!--more--><br \/>\nDi l\u00ec a poco ne approfittarono pure i cosiddetti &#8220;tecnici&#8221; per sottrarle la <strong>A<\/strong> di &#8220;<strong>Accogliere<\/strong>&#8221; perch\u00e9 volevano formare dei docenti <strong>A<\/strong>utomatici che somministrassero test.<br \/>\nLa <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span>, che era diventata <span style=\"color: #339966;\">SUOLA<\/span> e poi <span style=\"color: #993300;\">SOLA<\/span>, venne progressivamente ridotta ad un <span style=\"color: #800080;\">SOL<\/span>.<br \/>\nFinalmente in diversi cominciarono ad accorgersi che tutte quelle sottrazioni non facevano bene a nessuno.<br \/>\nSi indignarono, si organizzarono, informarono, spiegarono, manifestarono.<br \/>\nRiuscirono faticosamente ad affiancare al <span style=\"color: #800080;\">SOL<\/span> il FA di fare.<br \/>\nFu cos\u00ec che nacque la prima <span style=\"color: #800080;\">SOL<\/span>FA.<br \/>\nSuonava cos\u00ec: &#8220;<em>Noi siamo speciali, ridateci le vocali<\/em>&#8220;.<br \/>\nSubito dopo inventarono la seconda: &#8220;<strong>Non siamo tolleranti, rivogliamo le consonanti<\/strong>&#8220;.<br \/>\nQuando sembrava che la <span style=\"color: #800080;\">SOL<\/span>FA facesse il suo effetto, in pieno giorno si present\u00f2 un malfattore che, davanti a tutti, rub\u00f2 la <strong>L<\/strong> di <strong>Legalit\u00e0<\/strong> perch\u00e9 voleva averne una tutta sua.<br \/>\nFu una grossa delusione perch\u00e9 rest\u00f2 solo la sillaba <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span> e ormai in pochi rispettavano quel poco che rimaneva della <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span>&#8230;<\/p>\n<p><strong>2. &#8230;e forse c&#8217;\u00e8 ancora<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi definisce la scuola &#8220;la Russia di ogni governo&#8221; e si stupisce che ogni qualvolta si provi a mettere le mani sulla scuola c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;ondata di protesta e di indignazione da parte di insegnanti e studenti: perch\u00e9 finge di ignorare che l&#8217;opposizione \u00e8 costante perch\u00e9 ogni volta si propone \u2013 con abito nuovo \u2013 la medesima riforma. Il progetto della cosiddetta &#8220;buona scuola&#8221;, infatti, intende dare &#8220;piena attuazione&#8221; alla legge sull&#8217;autonomia scolastica varata nel marzo del lontano 1997 e citata da tutti i precedenti disegni di legge, siano essi stati approvati o meno: se Giannini e il fu sottosegretario Reggi erano stati espliciti sul tema [note]\u00abL&#8217;autonomia prevista dalla legge Berlinguer, va attuata fino in fondo, dandole le gambe e le risorse per poter correre. Se lo facessimo avremmo realizzato la pi\u00f9 grande riforma che questo paese attende nella scuola\u00bb (Reggi, 28\/06\/2014, <a href=\"http:\/\/www.ilsussidiario.net\/News\/Educazione\/2014\/6\/28\/SCUOLA-Reggi-sottosegretario-non-puo-piu-essere-un-ammortizzatore-sociale\/print\/510840\/\">qui<\/a>).[\/note], \u00e8 l&#8217;art. 1 del DDL approvato il 20 maggio scorso alla Camera che lo attesta definitivamente [note]\u00abLa presente legge d\u00e0 piena attuazione all&#8217;autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all&#8217;articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria\u00bb: DDL 2994 del 27 marzo 2015, art. 1.[\/note]. Chi si \u00e8 opposto prima e continua a farlo ora, si oppone di fatto al medesimo progetto: quello che ha come parola chiave l&#8217;autonomia. O meglio, per ridare il significato corretto alle parole: l&#8217;aziendalizzazione della scuola pubblica, che con la legge 59\/1997 investe sia il piano lessicale (il preside \u00e8 diventato <em>dirigente<\/em>, lo studente <em>utente<\/em>, gli obiettivi educativi <em>offerta formativa<\/em>) sia quello pratico (le istituzioni scolastiche, cui \u00e8 stata conferita personalit\u00e0 giuridica, possono accettare donazioni da privati, stipulare convenzioni con soggetti esterni, partecipare a consorzi per acquisire beni e servizi). Del resto, con la privatizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici (dlgs 29\/1993) l&#8217;insegnante era gi\u00e0 stato equiparato al produttore generico che riceve dalla societ\u00e0 uno scontrino da cui risulta la quantit\u00e0 di lavoro prestato, e sulla base del quale ritirer\u00e0 dal fondo sociale una equivalente quantit\u00e0 di mezzi di consumo: l&#8217;essenza del contratto di diritto privato non \u00e8 il fine del lavoro da compiere (insegnare, educare, formare, istruire: cose cos\u00ec), ma il mutuo scambio (<em>do ut des<\/em>) tra ore lavorative e salario.<br \/>\nLe finalit\u00e0 educative si sono di fatto trasformate in finalit\u00e0 di mercato. Il privato che investe nell&#8217;Istruzione pubblica non lo fa certo per scopi filantropici ma, come il suo ruolo richiede, per motivi di lucro e\/o pubblicitari (basti pensare ai <a href=\"http:\/\/www.insiemeperlascuola.it\/insieme2015\/ilprogetto.php#comeiscriversi\">buoni scuola Conad<\/a>, dove la catena di supermercati dona beni agli istituti i cui componenti abbiano fatto la spesa presso i propri punti vendita). La banca che sponsorizza la digitalizzazione delle aule non insegna ai ragazzi a essere innovativi, ma suggerisce loro dove andare a firmare il primo debito. E quell&#8217;industriale che finanzia nuove attrezzature, vorr\u00e0 in cambio una competenza forgiata <em>ad hoc<\/em>, privando cos\u00ec i futuri lavoratori di una compagine di conoscenze pi\u00f9 ampie che potrebbe servire loro per aumentare la propria professionalit\u00e0. Lo studente viene trattato come consumatore persino nel luogo in cui dovrebbe formarsi come cittadino, apprendere il sapere critico, svilupparsi appieno come persona. Piegare l&#8217;istruzione alle esigenze di mercato non significa dunque essere innovatori, ma reazionari, vuol dire dimenticare i diritti del Novecento per ritornare ai privilegi dell&#8217;Ottocento. Ecco perch\u00e9 del DDL n. 2994 (n. 1934 al Senato) non \u00e8 possibile chiedere semplici modifiche, ma va preteso il ritiro: il suo problema \u00e8 l&#8217;impianto complessivo, non i singoli provvedimenti.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 dimostrazione uno tra i punti al centro del dibattito mediatico di questi giorni, vale a dire la figura del cosiddetto dirigente-sindaco \u2013 perch\u00e9, come dice Renzi, <em>autonomia non significa autogestione<\/em> [note]Sar\u00e0 bene ricordare che, col passaggio dal &#8220;preside&#8221; al dirigente&#8221; e la riforma della dirigenza attuata con la legge-Brunetta, il dirigente scolastico ha gi\u00e0 ora un potere semi-assoluto: nomina, senza consultare i docenti il vicepreside, i collaboratori e lo staff (cio\u00e8 l\u2019intero governo della struttura); presiede il Collegio Docenti ed \u00e8 membro del Consiglio d\u2019Istituto, con amplissimi poteri <em>de facto<\/em> di indirizzarli e condizionarli; \u00e8 responsabile dell&#8217;assegnazione delle cattedre e della distribuzione dell&#8217;orario, con la possibilit\u00e0 di attuare un <em>mobbing di fatto<\/em> nei confronti dei docenti indocili \u2013 fra i quali le RSU, cio\u00e8 l&#8217;unico organo di controllo effettivo del proprio potere.[\/note]: o meglio, dal momento che a differenza del sindaco non \u00e8 eletto dagli insegnanti (come accade, ad esempio, in Germania), ma nominato dall&#8217;alto (come ai tempi del fascismo), il dirigente-podest\u00e0. Che avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di <em>individuare<\/em> (come ai tempi del fascismo [note]Regio Decreto 1051\/1923 (&#8220;Riforma Gentile&#8221;), art. 27.[\/note]) all&#8217;interno di un albo territoriale gli insegnanti a cui assegnare incarichi triennali, eventualmente riconfermabili.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-21516 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/art.-27.jpg\" alt=\"art. 27\" width=\"640\" height=\"441\" \/><\/p>\n<p>La cosiddetta &#8220;chiamata diretta&#8221;, conferendo maggiori poteri al dirigente scolastico, rappresenta un vero stravolgimento sia del sistema di reclutamento, sia di quello afferente la libert\u00e0 d&#8217;insegnamento e non solo: non a caso, considerando gli evidenti rischi di favoritismi e discriminazioni cui si presta, ha suscitato un certo scalpore anche tra i non esperti del mondo della scuola. Stefano Rodot\u00e0, ad esempio:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSi riproduce la logica della centralizzazione del potere con questa creazione di una figura nuova del preside come &#8220;governante della scuola&#8221;. Ma la scuola \u00e8 un corpo, nel quale ci sono gli insegnanti, ci sono gli studenti&#8230; Io ho fatto il professore per tanti anni, non ho mai pensato di avere del potere: il preside della mia facolt\u00e0 si doveva confrontare con tutti. Ma questa non \u00e8 solo una regola di democrazia, \u00e8 una regola di funzionalit\u00e0: io penso che l&#8217;accentramento di potere nella scuola aumenter\u00e0 i conflitti, aumenter\u00e0 la difficolt\u00e0 di gestire la scuola\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ek06_Ni1Z24\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p>E ancora: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/de-mauro-%E2%80%9Cla-buona-scuola-da-bocciare-e-non-chiamatela-riforma%E2%80%A6%E2%80%9D\/\">Tullio De Mauro<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.centroriformastato.it\/riforma-della-scuola-e-ideologia\/\">Carlo Galli<\/a>, e <a href=\"http:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2015\/05\/24\/news\/la_mamma_degli_asili_nido_lascia_il_pd_non_e_piu_il_mio_partito_-115130867\/?ref=HREC1-14\">Adriana Lodi<\/a>, la &#8220;mamma&#8221; bolognese degli asili nido. Si ha la netta impressione \u2013 e la cosa non stupisce \u2013 che il &#8220;partito del fare&#8221; stia attuando una secessione dal pensiero, dalla riflessione, dalla critica, dalla capacit\u00e0 di giudizio. Che i neuroni-specchio del Partito della Nazione si stiano scindendo: il neurone unico da un lato, gli specchi dall&#8217;altro.<br \/>\nCi\u00f2 che stupisce, invece, \u00e8 che persino la posizione critica assunta dalla minoranza interna al PD si concentri sul tema dell&#8217;autoritarismo, visto che esso \u00e8 pienamente in linea con la scuola dell&#8217;autonomia che quel partito (nelle sue diverse versioni) di propone da anni. A pensar male non si sbaglia, diceva qualcuno: lo dimostra la parabola di Mila Spicola, l&#8217;ex-barricadera che ora, passata dalla parte comoda della barricata ed entrata nella segreteria di Faraone al ministero, si produce in tripli carpiati e risibili slittamenti linguistici in difesa dell&#8217;indifendibile connubio fra la bont\u00e0 della riforma e l&#8217;intatta purezza della di lei coscienza \u2013 ad esempio, sostenendo che non di &#8220;chiamata diretta&#8221; ma di &#8220;assegnazione&#8221; o &#8220;scelta confermata&#8221; di deve parlare [note]Si vedano le discussioni su pagine fb aperte <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/prof.paolo.latella\/posts\/10206471249522269\">qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mila.spicola\/posts\/10206049283816259\">qui<\/a>.[\/note]. Viene il sospetto che i Fassina del caso utilizzino il punto pi\u00f9 mediaticamente spendibile per governare la protesta (nel PD ci sono anche i buoni), per fare emendare il DDL (vedete che noi serviamo) e alla fine fare passare comunque il testo di legge (le due anime si ricompattano e sono felici), la cui aberrazione non risiede affatto tutta l\u00ec.<\/p>\n<p>Al dirigente-podest\u00e0 si collega il tema delle assunzioni: il messaggio dominante \u00e8 che, affinch\u00e9 esse siano possibili, \u00e8 necessario attuare l'&#8221;organico funzionale&#8221; o &#8220;organico dell&#8217;autonomia&#8221;.<br \/>\nFalso: i posti stabilizzati non saranno nemmeno sufficienti a coprire il fabbisogno del prossimo anno, ci sar\u00e0 senz&#8217;altro bisogno di ulteriori supplenze. Tra l&#8217;altro il tanto sbandierato (anche alla lavagna) ampliamento formativo \u00e8 vero solo in parte, perch\u00e9 non modifica il quadro orario ridotto nel 2008: non ripristina <em>ex lege<\/em> il maltolto, ma pone l&#8217;eventuale incremento didattico come atto volontario di ogni singola istituzione scolastica; non riduce il numero di alunni per classe <em>tout court<\/em>, ma d\u00e0 solo la facolt\u00e0 ai dirigenti di contravvenire \u2013 &#8220;nell\u2019ambito dell&#8217;organico dell&#8217;autonomia assegnato e delle risorse, anche logistiche, disponibili&#8221; (art. 9 c. 7), cio\u00e8 <em>senza aumentare le spese<\/em> \u2013 alla norma qualora si ritenga necessario; non rende le scuole punti di riferimento nel territorio perch\u00e9, ancora una volta, non aumenta il monte-ore settimanale.<br \/>\nE allora a cosa servono insegnanti non pi\u00f9 legati alle cattedre (il contratto nazionale, garanzia di uguali condizioni di lavoro per tutti, viene <em>ipso facto<\/em> stracciato [note]\u00abLe norme della presente legge sono inderogabili e le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge, sono inefficaci\u00bb, art. 23 c. 5.[\/note]) ma sempre disponibili a muoversi dove occorre?<br \/>\nA comandarli meglio, caro Cappuccetto Rosso: a gestirli come se la scuola, invece di un bene comune che deve educare equamente, fosse &#8220;cosa nostra&#8221;; a far s\u00ec che le relazioni all&#8217;interno dell&#8217;istituto siano sempre pi\u00f9 deboli, cos\u00ec i lupi saranno sempre pi\u00f9 lupi e quelli come te, mio Cappuccetto, sempre pi\u00f9 carne per i loro denti; a trasformare il mondo nel quale si attua o meno il diritto all&#8217;istruzione, al sapere, a una vita degna di essere vissuta in un ghetto popolato da piccoli, ingrigiti Shylock quotidiani che si guardano l&#8217;un l&#8217;altro chiedendosi \u00abnon avr\u00f2 per caso lavorato mezz&#8217;ora pi\u00f9 di un altro, non avr\u00f2 guadagnato un salario inferiore a un altro?\u00bb [note]Girolamo De Michele, <em><a href=\"http:\/\/www.euronomade.info\/?p=382#rf14-382\">Per farla finita con Shylock<\/a><\/em>.[\/note].<\/p>\n<p>Come sappiamo bene, il potere si comprende dal punto di vista di chi gli resiste. La resistenza al disegno autoritario esemplificato dai pieni poteri del dirigente-podest\u00e0 \u2013 grottesca proiezione in ambito scolastico del premierato d&#8217;investitura senza limiti parlamentari, del leader unico del Partito della Nazione senza opposizione \u2013 fa segno a un processo di centralizzazione del potere e di decostituzionalizzazione e privatizzazione dei diritti. Anche la motivazione un filino forcaiola del dirigente che se sbaglia va a casa \u2013 peccato che nel testo di legge non sia scritto, ma tant&#8217;\u00e8, <em>il nobile Renzi \u00e8 uomo d&#8217;onore&#8230;<\/em> \u2013 \u00e8 indicativa dei bassi istinti a cui si fa appello: l&#8217;importante \u00e8 che lo Schettino di turno (e ce ne sono, fra i dirigenti scolastici ben tutelati dai loro sindacati gialli, di schettini e schettine) vada in galera dopo il disastro cui ha portato la nave governando da solo e senza ascoltare alcuno, non che la nave sia preservata col concorso di tutti.<br \/>\nDopo anni di culto della personalit\u00e0, di leaderismo, di pseudo-decisionismo \u2013 giunti al culmine quando il 40% del 52% dei votanti (cio\u00e8 il 21% scarso dell&#8217;elettorato) \u00e8 stato spacciato per voto plebiscitario \u2013, dopo tanti anni si affaccia sulla scena politica un movimento di lotta che non vuole essere governato, perch\u00e9 si sente legittimato a governarsi da s\u00e9. E perch\u00e9 mai non dovrebbe poterlo fare? Sugli insegnanti \u00e8 stato scaricato da decenni l&#8217;intero peso della gestione senza mezzi e risorse adeguate della scuola di massa, e poi di tagli e costi dell&#8217;istruzione; gli insegnanti hanno dimostrato, in questi anni, di saper dire non solo i giusti NO, ma (con buona pace di chi, per malafede o ignoranza, parla di \u00abassenza di proposta costruttiva\u00bb[note]Il riferimento \u00e8 ad Alessandro D&#8217;Avenia, <em>Invalsi: nelle aule uno sberleffo che fa danni<\/em>, &#8220;La Stampa&#8221;, 13 maggio 2015, <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/05\/13\/cultura\/opinioni\/editoriali\/nelle-aule-uno-sberleffo-che-fa-danni-gapuKiAdJfPm4HnBvKYh3L\/pagina.html\">qui<\/a> (e a Mila Spicola che l&#8217;ha condiviso).[\/note], di articolare analisi critiche \u2013 ad esempio sulla valutazione, ad altezze teoriche rilevanti [note]Solo per limitarci a qualche contributo: Girolamo De Michele, <em>La scuola \u00e8 di tutti. Ripensarla, costruirla,<\/em> <em>difenderla<\/em> (minimum fax, 2010); Valeria Pinto, <em>Valutare e punire<\/em> (Cronopio, 2012); <em>I test Invalsi: contributi a una lettura critica<\/em>, a cura di Cesp-Cobas, 2013;\u00a0<em> Valutazione e meritocrazia nella scuola e nella societ\u00e0<\/em>, &#8220;gli asini&#8221; n. 18, 2013; <em>All&#8217;indice. Critica della cultura della valutazione<\/em>, &#8220;aut aut&#8221; n. 360, 2013; Carlo Salmaso,\u00a0<em>Merito &#8211; valutazione &#8211; competizione: le maglie di una catena da rifiutare<\/em>, in &#8220;ROARS&#8221; ottobre 2014, <a href=\"http:\/\/www.roars.it\/online\/merito-valutazione-competizione-le-maglie-di-una-catena-da-rifiutare\/\">qui<\/a>; id., <em>Cosa significa valutare? Contro <\/em>questi<em> test e <\/em>questa<em> valutazione<\/em>, in &#8220;vivalascuola&#8221; maggio 2015, <a href=\"https:\/\/lapoesiaelospirito.wordpress.com\/2015\/05\/04\/vivalascuola-196\/#1\">qui<\/a>; fra i convegni, si segnalano quelli del Cesp &#8220;Invalsi SI-NO&#8221;, Bologna, 20 aprile 2012, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC-n5oGQ2jHGJjKJm-8Rz2Sg\">qui<\/a>; e quello del Coordinamento delle scuola di Ferrara &#8220;La scuola \u00e8 di tutti&#8221; e del Cesp Bologna &#8220;Quale valutazione per quale scuola?&#8221;, Ferrara, 5 maggio 2013, <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oO7k1uv2dmQ\">qui<\/a>.[\/note] \u2013 e addirittura una proposta di <a href=\"http:\/\/lipscuola.it\/blog\/\">Legge di Iniziativa Popolare<\/a>: perch\u00e9 mai non dovrebbero co-gestire la scuola? Perch\u00e9 mai autonomia non dovrebbe essere sinonimo di autogestione?<br \/>\nLa protesta dei <em>governati resistenti<\/em> della scuola \u00e8 indice di un legittimo desiderio di non essere governati, o essere governati il meno possibile.<\/p>\n<p>Resta che per la prima volta dopo molti anni un movimento di protesta sociale ha avuto la capacit\u00e0 di mettere in discussione anche gli equilibri parlamentari: che, se non era il suo scopo principale, \u00e8 per\u00f2 segno della sua forza. Vada come vada, chi oggi si oppone moderatamente sar\u00e0 costretto a scegliere tra smettere di opporsi e rientrare nei ranghi (magari attraverso una poltrona governativa: scommettiamo che il nervosismo di Giannini deriva dai <em>rumors<\/em> che circolano nei corridoi?), e opporsi fino in fondo, arrivando alla rottura con la maggioranza.<br \/>\nE, per la prima volta, la strategia mediatica di Renzi ha fatto flop: la sua <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yEM1Xnx4Uvs\">lezione alla lavagna<\/a> \u00e8 stata un clamoroso doppio autogol degno di Comunardo Niccolai \u2013 che per\u00f2 aveva a sua discolpa un bellissimo nome, e al fianco un allenatore-filosofo e il compagno Gigi Riva. In primo luogo, come ha evidenziato nella sua analisi <a href=\"http:\/\/www.giovannacosenza.it\/\">Giovanna Cosenza<\/a>, Renzi ha sbagliato a usare la lavagna:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab1. Mettendosi alla lavagna, Renzi fa <em>come se fosse un insegnante<\/em>, si mette al posto degli insegnanti. Se io fossi una insegnante di scuola, penserei: come si permette? Oppure: mi sta prendendo in giro? Sta scimmiottando il mio lavoro?<br \/>\n2. Mettendosi alla lavagna, cio\u00e8 nella posizione del <em>maestro<\/em> o del <em>professore<\/em> di scuola, Renzi si mette up e colloca il suo uditorio \u2013 gli insegnanti \u2013 down. <em>Lui sopra, gli insegnanti sotto<\/em>, lui con pi\u00f9 autorit\u00e0 e autorevolezza, gli insegnanti con meno. In una situazione in cui \u2013 \u00e8 Renzi stesso a dirlo nel video \u2013 bisogna <em>restituire autorit\u00e0 e autorevolezza agli insegnanti<\/em>, bisogna tornare a quando le famiglie li collocavano allo stesso livello dei notabili del paese, trattarli invece come scolaretti non \u00e8 certo un bel modo per fare il primo passo nel lavoro di restituzione.<br \/>\n3. Mettendosi alla lavagna per dare una spiegazione, \u00e8 come se Renzi ribadisse \u2013 ancora! \u2013 il concetto che i vari rappresentanti del suo governo hanno ripetuto come un mantra nei giorni scorsi: gli insegnanti <em>non capiscono<\/em>, non hanno capito la riforma, non capiscono le buone intenzioni del governo, non capiscono Renzi. Non capiscono, punto. E allora io mi metto alla lavagna \u2013 implica Renzi \u2013 con la santa pazienza del maestro di fronte agli allievi pi\u00f9 zucconi, e glielo rispiego.<br \/>\n4. Usando una lavagna &#8220;all&#8217;antica&#8221; (non una LIM e nemmeno una lavagna a fogli mobili), Renzi \u2013 che da sempre si vuole innovatore, rottamatore, digitale e twittatore \u2013 implica che il suo uditorio sia <em>all&#8217;antica<\/em> e che lui vi si adatti. Doppiamente sbagliato: da un lato conferma nella <em>posizione r\u00e9tro<\/em> gli insegnanti che stentano a usare strumenti pi\u00f9 innovativi, dall&#8217;altro non riconosce gli insegnanti pi\u00f9 digitalizzati e connessi (che ci sono, eccome).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>In secondo luogo, ha dato modo agli insegnanti di rispondergli mettendosi al suo stesso livello: e la lavagna e le parole e le telecamere gli insegnanti (e anche gli studenti) hanno dimostrato di saperle usare bene:<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ryIM3G575j0\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jYNUa0Bhs0c\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/H7tzBfCQBhM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RW0_yuBOYoc\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p>Se il video di Giovanni Cocchi vi sembra troppo lungo (perch\u00e9 ci vogliono tempo e pazienza, per parlare di cose serie come il futuro di una generazione: non si pu\u00f2 sempre andar correndo da uno spot all&#8217;altro, come <a href=\"http:\/\/pdligure.it\/elezioni-regionali-2015\/1806-insieme-possiamo-farcela-perche-come-diceva-bruce-springsteen-qnoi-siamo-nati-per-correreq.html\">Raffaella Paita in Liguria<\/a>), ascoltate almeno le ultime parole (dal minuto 23:55):<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00abSe passa questo, la cosa inevitabile \u00e8 che ci saranno molte scuole private, poche scuole bellissime nei centri storici di alcune grandi citt\u00e0, molte scuole brutte e povere nelle periferie. E succeder\u00e0 quello che avevamo superato da decenni, quello che diceva don Milani: e cio\u00e8 che il figlio del dottore far\u00e0 il dottore, il figlio dell&#8217;operaio o dell&#8217;impiegato far\u00e0 l&#8217;operaio o l&#8217;impiegato. \u00c8 un salto all&#8217;indietro mostruoso\u00bb.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Quello che diceva don Milani&#8230;<\/em> Il nobile Renzi <a href=\"http:\/\/www.ilsitodifirenze.it\/content\/209-il-sindaco-renzi-presenta-togliamo-il-disturbo-di-paola-mastrocola\">diceva invece<\/a>, elogiando Paola Mastrocola, che bisogna mettere in discussione modelli come don Milani e Gianni Rodari. <em>E<\/em> <em>il nobile Renzi \u00e8 uomo d&#8217;onore&#8230;<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-21521 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sally.jpg\" alt=\"sally\" width=\"188\" height=\"162\" \/><\/p>\n<p><strong>3. La morale della storia<\/strong><\/p>\n<p>Quando tutto sembrava perduto, ai diversi rimasti (o ai &#8220;rimasti diversi&#8221;, come gli piaceva farsi chiamare) venne un&#8217;idea: quella di mettere insieme quel poco che era restato.<br \/>\nOgnuno avrebbe dovuto mettere un po&#8217; del suo &#8220;<span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>&#8221; per tentare di ricostruire faticosamente la <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span>.<br \/>\n&#8220;\u00c8 un&#8217;idea <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>vversiva&#8221;, replic\u00f2 qualcuno; ma tutti gli altri accettarono ed iniziarono a condividere.<br \/>\n&#8220;<span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>ggetto&#8221;, disse uno.<br \/>\n&#8220;<span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>cializzare&#8221;, continu\u00f2 un altro.<br \/>\n&#8220;<span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>lidariet\u00e0&#8221;, aggiunse un terzo.<br \/>\n&#8220;<span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>rpresa, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>stenere, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>rgente, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>rridere, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>stanza, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>luzione, <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span>gno&#8221;, dissero in rapida successione i diversi rimasti.<br \/>\nDopo le parole vennero le idee e dopo le idee arriv\u00f2 anche la consapevolezza che per ricostruire sarebbe servito tempo.<br \/>\nPer\u00f2 la motivazione e l&#8217;energia non gli mancava di certo<br \/>\nFu proprio comprendendo che il mettere insieme pu\u00f2 diventare una moltiplicazione di saperi e di speranze, che i diversi rimasti iniziarono a riprendersi, ad una ad una, le vocali e le consonanti.<br \/>\nLe prime furono la <strong>U<\/strong> di <strong>Unire<\/strong> e la <strong>L<\/strong> di <strong>Linguaggi<\/strong>.<br \/>\nI diversi rimasti avevano messo insieme il <span style=\"color: #339966;\">SO<\/span> superstite, la <strong>U<\/strong> e la <strong>L<\/strong> ed avevano, lentamente e faticosamente, composto: <span style=\"color: #ff0000;\">SOUL<\/span> (<span style=\"color: #ff0000;\">anima<\/span>).<br \/>\nOra erano davvero sicuri che quella era la strada giusta per andare a\u2026 <span style=\"color: #ff0000;\">SCUOLA<\/span>.<\/p>\n<p>(*) Il contributo di Carmelo Palladino \u00e8 tratto da un testo (<em>La favola dell&#8217;autonomia<\/em>) di prossima pubblicazione, quello di Mauro Presini da <a href=\"https:\/\/mauropresini.wordpress.com\/2013\/09\/15\/lanima-nella-scuola\/\"><em>L&#8217;anima della scuola<\/em><\/a> (15 settembre 2013).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carmelo Palladino e Girolamo De Michele, feat. 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