{"id":21098,"date":"2015-05-05T01:18:00","date_gmt":"2015-05-04T23:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098"},"modified":"2025-11-06T11:32:18","modified_gmt":"2025-11-06T10:32:18","slug":"un-paese-di-mandolinisti-wikipedia-i-falsi-storici-su-via-rasella-e-il-giustificazionismo-sulle-fosse-ardeatine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/05\/un-paese-di-mandolinisti-wikipedia-i-falsi-storici-su-via-rasella-e-il-giustificazionismo-sulle-fosse-ardeatine\/","title":{"rendered":"Un paese di &#8220;mandolinisti&#8221;. Wikipedia, i falsi storici su via Rasella e il giustificazionismo sulle Fosse Ardeatine"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_21130\" style=\"width: 413px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21130\" class=\"size-full wp-image-21130\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/a1944v.jpg\" alt=\"\u00abQuest'ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito.\u00bb\" width=\"403\" height=\"549\" \/><p id=\"caption-attachment-21130\" class=\"wp-caption-text\">\u00abQuest&#8217;ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Salvatore Talia<\/strong><br \/>\nin collaborazione con <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>*<\/p>\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#0\">0. Preambolo<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#1\">1. Nascita di una voce dell&#8217;Enciclopedia Libera<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a style=\"line-height: 1.5;\" href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#2\">2. Attacco o attentato?<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#3\">3. Una citazione da Primo Levi<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#4\">4. \u201cWikipedia non prende posizione\u201d: definire \u201ccontroversie\u201d anche la propaganda fascista<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#5\">5. Intermezzo. Possono le dicerie senza fondamento trovare posto in un\u2019enciclopedia?<br \/>\n<\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#6\">6. Trucidare 335 prigionieri \u00e8 o no una rappresaglia efferata?<br \/>\n<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=21098#7\"><strong>7. Lo stato attuale della discussione<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a name=\"0\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>0. Preambolo<\/strong><\/h3>\n<div id=\"attachment_21151\" style=\"width: 258px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/renata-broggini\/passaggio-svizzera\/9788807490545\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21151\" class=\"size-full wp-image-21151\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/broggini1.jpg\" alt=\"\u00abSul livello morale di Montanelli rinvio al libro, molto documentato, di Renata Broggini: Passaggio in Svizzera.\u00bb (Carlo Ginzburg intervistato da Repubblica, 22\/10\/2013)\" width=\"248\" height=\"292\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21151\" class=\"wp-caption-text\">\u00abSul livello morale di Montanelli rinvio al libro, molto documentato, di Renata Broggini: <em>Passaggio in Svizzera<\/em>.\u00bb (Carlo Ginzburg intervistato da Repubblica, 22\/10\/2013)<\/p><\/div>\n<p>Il 25 novembre 1995, quattro giorni dopo il forzato ritorno in Italia del capitano <strong>Erich Priebke<\/strong>, apparve sul \u201cCorriere della Sera\u201d un intervento di <strong>Indro Montanelli<\/strong>, ove fra l\u2019altro era scritto:<br \/>\n\u00abUna cosa tuttavia ci sembra giusto chiedere al tribunale di Forte Boccea: che sul banco degl\u2019imputati vengano chiamati anche i responsabili \u2013 se tuttavia ce ne sono in circolazione \u2013 dell\u2019attentato in via Rasella che provoc\u00f2 l\u2019 orrenda rappresaglia delle Ardeatine. Non per processare anche loro: ci mancherebbe. Ma per risolvere, o almeno per impostare, due problemi che ci assillano da tempo. Il primo \u00e8 se sia ancora moralmente accettabile una legge di guerra che, in caso di attentato, legittima la rappresaglia \u2013 e nella spaventosa misura di dieci a uno \u2013 su degl\u2019innocenti. Il secondo \u00e8 se l\u2019autore o gli autori dell\u2019attentato abbiano il diritto di farne ricadere sugl\u2019innocenti il castigo. [\u2026] Ci permettiamo di suggerire un corollario al verdetto qualunque esso sia per essere: la condanna di tutti gl\u2019imputati \u2013 boia ed attentatori \u2013 a un piccolo silenzioso [\u2026] pellegrinaggio alla tomba di un oscuro carabiniere che, per risparmiare la rappresaglia sulla pelle di una diecina di ostaggi, si present\u00f2 ai tedeschi come colpevole di un attentato cui era del tutto estraneo\u00bb.<\/p>\n<p>Una rapida consultazione di Wikipedia avrebbe permesso al famoso giornalista di scoprire che:<!--more--><\/p>\n<p>1.\u00a0non \u00e8 mai esistita alcuna \u201clegge di guerra\u201d che legittimasse una rappresaglia nella misura di dieci a uno;<\/p>\n<p>2.\u00a0gli autori dell\u2019attentato di via Rasella non furono mai messi nelle condizioni di decidere se far ricadere il \u201ccastigo\u201d su degli innocenti;<\/p>\n<p>3.\u00a0il brigadiere <strong>Salvo D\u2019Acquisto<\/strong> non \u00absi present\u00f2 ai tedeschi\u00bb: fu arrestato insieme ad altri 22 ostaggi civili, assieme ai quali, al momento del suo eroico gesto autoaccusatorio, stava per essere fucilato per rappresaglia a seguito di un presunto attentato (in realt\u00e0 un\u2019esplosione accidentale).<\/p>\n<p>Nel 1995, purtroppo per Montanelli, non esisteva ancora Wikipedia. Il mai abbastanza rimpianto gazzettiere di Fucecchio mor\u00ec infatti quando la versione italiana dell\u2019Enciclopedia Libera muoveva ancora i primi passi. Chiss\u00e0 quante figuracce essa avrebbe potuto risparmiargli!<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>Oppure no?<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a><\/p>\n<h3><b>1. Nascita di una voce dell\u2019Enciclopedia Libera<\/b><\/h3>\n<p>La voce di Wikipedia <i>Attentato di via Rasella<\/i> viene creata il 25 luglio 2007.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Attentato_di_via_Rasella&amp;direction=prev&amp;oldid=10035577\">Totalmente priva di fonti e di bibliografia<\/a>, questa primissima versione della voce potrebbe intitolarsi <i>Breve compendio della vulgata antipartigiana su Via Rasella<\/i>. Prima di tutto, l\u2019azione dei GAP \u00e8 totalmente decontestualizzata. \u00abL\u2019antefatto\u00bb ha inizio il giorno stesso dell\u2019attentato, 23 marzo 1944, \u00ab25\u00b0 anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento\u00bb, allorch\u00e9 \u00abCarlo Borsani (cieco di guerra e medaglia d\u2019oro) celebra con un discorso l\u2019 evento\u00bb finch\u00e9 \u00abun forte boato interrompe la cerimonia\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 la descrizione di un attentato terroristico, <i>sic et simpliciter.<\/i><\/p>\n<p>Circostanze come la guerra mondiale, l\u20198 settembre, l\u2019occupazione nazista, il rastrellamento di parte della popolazione civile e il suo avviamento al lavoro forzato, la deportazione nei campi di sterminio di gran parte della popolazione ebraica, la stessa Resistenza, sono tutti elementi che non fanno parte del contesto. Si attribuiscono all\u2019azione partigiana sei vittime civili (furono solo due) e ad ogni buon conto si ha cura di precisare che fra esse c\u2019era \u00abun bambino di dieci anni\u00bb.<\/p>\n<p>La sezione significativamente intitolata <i>Chi furono i mandanti<\/i> \u00e8 piuttosto confusa. Chi decise l\u2019attentato? L\u2019intero CLN, la sua giunta militare (di cui curiosamente vengono menzionate le sole componenti socialista, comunista e azionista), i comunisti da soli?<\/p>\n<p>Ma la sezione che merita di essere riportata per esteso \u00e8 l\u2019ultima, quella sulle \u201cconseguenze\u201d dell\u2019attentato:<\/p>\n<p>\u00abIl comando tedesco, stabil\u00ec che se i responsabili della strage non si fossere presentati alle autorit\u00e0, la rappresaglia sarebbe stata inevitabile. Vennero affissi dei volantini nei quali si esortava la popolazione a denunciare gli attentatori e gli stessi attentatori a costituirsi cos\u00ec da risparmiare la vita di 330 prigionieri (venne infatti deciso che sarebbero stati uccisi 10 prigionieri italiani per ogni soldato tedesco perito nell\u2019 attentato). La mattina dopo l\u2019 attentato non vi furono ne denunce ne arresti e cos\u00ec Kesselring, comandante in capo delle armate tedesche in Italia, diede il compito di eseguire la rappresaglia dei 335 uomini (infatti il numero fu erroneamente aumento di 5 rispetto alla cifra esatta che era di 330) al colonnello Kappler, con l\u2019 aiuto dal capitano Erich Priebke: il giorno dopo l\u2019attentato, 335 uomini furono uccisi alle Fosse Ardeatine, ciascuno con un colpo alla nuca. La gran parte delle vittime venne prelevata dal carcere romano di Regina Coeli e furono di seguito uccise con un colpo di pistola alla nuca. Quest\u2019evento pass\u00f2 alla storia come la Strage delle Fosse Ardeatine.\u00bb<\/p>\n<p>Tutti sanno, o dovrebbero sapere, che quella del \u00abvolantino\u00bb affisso per \u00abesortare gli attentatori a costituirsi\u00bb \u00e8 una diceria priva di fondamento, divenuta vera e propria falsificazione storica. Il comando tedesco non affisse nulla, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo la strage delle Fosse Ardeatine. L\u2019unica comunicazione ufficiale da parte nazifascista fu il tristemente famoso comunicato del 25 marzo 1944 con cui si rendeva noto di avere gi\u00e0 eseguito la strage.<\/p>\n<div id=\"attachment_21136\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21136\" class=\"size-full wp-image-21136\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/priebke.jpg\" alt=\"\u00abL'bon dieu dans la merde.\u00bb\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p id=\"caption-attachment-21136\" class=\"wp-caption-text\">\u00abL&#8217;bon dieu dans la merde.\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Dopo quasi otto anni dalla creazione, dopo numerosissime versioni intermedie, dopo discussioni lunghissime ed estenuanti, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attentato_di_via_Rasella\">la versione attuale della voce<\/a> \u00e8 molto migliorata. Tuttavia, come vedremo, alcune delle tare iniziali stentano ancora oggi ad essere superate.<\/p>\n<p>Seguire passo passo la genealogia di questa voce enciclopedica, mediante il confronto delle sue varie versioni, sarebbe un\u2019impresa affascinante, ma di non facile attuazione. Al 1\u00b0 gennaio 2015 la pagina contava infatti circa 1300 versioni successive. Nel presente articolo seguir\u00f2 una scorciatoia, che consiste nell\u2019esaminare le discussioni fra i redattori (\u201cutenti\u201d in gergo wikipediano), documentate nella <a href=\" https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Attentato_di_via_Rasella\">pagina di discussione della voce<\/a> e nell\u2019archivio ivi contenuto. Avverto che, nella seguente disamina, non seguir\u00f2 un ordine strettamente cronologico. Adotter\u00f2 invece un criterio prevalentemente tematico, evidenziando quelle che a me paiono le questioni pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 significative.<br \/>\n<a name=\"2\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>2. Attacco o attentato?<\/strong><\/h3>\n<p>La voce, abbiamo visto, nasce con la denominazione <i>Attentato di via Rasella<\/i>. Molto presto, a luglio 2007, si pone il problema di cambiare il titolo. L\u2019utente Ribbeck propone di scegliere fra tre alternative:<\/p>\n<p>1. Attentato di via Rasella<br \/>\n2. Dinamica dell\u2019attentato di via Rasella<br \/>\n3. Strage di via Rasella<\/p>\n<p>Il 26 luglio Piero Montesacro scrive:<\/p>\n<blockquote><p>Veramente la 3 a me pare del tutto abusiva, avendo, vado a memoria, la Cassazione stabilito che si tratt\u00f2 di legittimo atto di guerra, laddove la definizione di strage ha un valore di delitto e pure dei pi\u00f9 gravi, tale da essere imprescrivibile. A me va bene la 1.<\/p><\/blockquote>\n<p>E il 7 agosto aggiunge:<\/p>\n<blockquote><p>Molteplici sentenze della magistratura, sino alle pi\u00f9 alte istanze, anche recentissime, definiscono ripetutamente il fatto come legittimo atto di guerra. Pertanto, la definizione attentato, che nella comune nozione richiama l\u2019idea dell\u2019illegalit\u00e0, potrebbe non essere adeguata. Io sarei favorevole allo spostamento del titolo della voce a Attacco di via Rasella.<\/p><\/blockquote>\n<p>La proposta viene accettata. Ma, dopo due anni (e dopo tutta una serie di importanti discussioni che vedremo fra poco), nel marzo 2009, arriva l\u2019utente Demiurgo e propone di rinominare la voce <i>Attentato di via Rasella<\/i> con la motivazione che si tratterebbe dell\u2019espressione pi\u00f9 diffusa. A marzo 2010 la discussione si riaccende e si polarizza abbastanza chiaramente fra \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d, dove la destra (nei ranghi della quale troviamo subito <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=17162\">una nostra vecchia conoscenza<\/a>, l\u2019oggi ex utente Emanuele Mastrangelo) spinge per la ridenominazione ad \u201cattentato\u201d.<\/p>\n<p>Paola Michelangeli il 26 marzo 2010 esprime, mi pare, con grande chiarezza le ragioni di chi in quel dibattito si oppone alla ridenominazione:<br \/>\n\u00abIl punto che mi sembra sostanziale \u00e8 che la parola attentato ha assunto dagli anni Settanta la connotazione di &#8220;gesto di criminalit\u00e0 politica&#8221;, &#8220;terrorismo criminale&#8221;, che precedentemente non aveva. \u00c8 perci\u00f2 evidente che chi si batte per intitolare cos\u00ec la voce, oggettivamente connota cos\u00ec l\u2019azione di via Rasella.\u00bb<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2012 la pagina \u00e8 stata infine ridenominata <i>Attentato di via Rasella<\/i>. Emanuele Mastrangelo &amp; Enrico Petrucci, nel loro libro [1], plaudono a tale fulgida vittoria delle forze del Bene contro la bieca cricca bolscevica.<br \/>\nTuttavia, al di l\u00e0 di quanto possa dirne Mastrangelo, il problema che vorrei porre \u00e8 il seguente. \u00c8 proprio necessario accettare il punto di vista di chi oggi lega semanticamente con un nesso inscindibile la parola \u201cattentato\u201d alla parola \u201cterroristico\u201d accomunando i due termini in un medesimo gesto di incondizionata condanna?<\/p>\n<p>L\u2019attentato a Heydrich, l\u2019attacco di Via Rasella, o quello contro Carrero Blanco, sarebbero allora tutti da condannare, qualora non ne provassimo l\u2019ontologica diversit\u00e0 rispetto a via Fani o all\u201911 settembre? O non sar\u00e0 invece il nostro sguardo di contemporanei a falsare la prospettiva, impedendoci di comprendere che, in determinate circostanze storiche, \u201cattentato\u201d e \u201catto di violenza legittima\u201d sono concetti che non si escludono affatto a vicenda?<\/p>\n<p><strong>Santo Peli<\/strong>, nel suo <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/santo-peli\/storie-di-gap\/978880622285\"><i>Storie di Gap. Terrorismo urbano e Resistenza<\/i><\/a>, osserva come, negli anni Settanta, la giusta esecrazione contro le azioni di alcuni gruppi terroristici di quell\u2019epoca abbia ostacolato una corretta ricostruzione storica dell\u2019operato dei GAP:<\/p>\n<blockquote><p>\u00aba partire da questi anni, un anatema colpisce il termine \u201cterrorismo\u201d, ormai sinonimo di follia omicida senza giustificazioni. Alle indebite e anacronistiche genealogie variamente rivendicate dai clandestini degli anni Settanta, si sarebbe forse dovuto rispondere stimolando ricerche storiche rigorose e dettagliate; l\u2019ansia autodifensiva del Partito comunista si limit\u00f2 a stizzite e preoccupate precisazioni, tese a ribadire ovvie differenze tra le due epoche e i due fenomeni\u00bb [2].<\/p><\/blockquote>\n<p>Solo collocandolo nel suo contesto si riesce a valutare l\u2019importanza storica del \u201cterrorismo\u201d gappista:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer cinque-sei mesi, sono i pochi gappisti che operano in citt\u00e0 a dimostrare che la Rsi non \u00e8 in grado di proteggere nemmeno i suoi maggiori esponenti, e che si possono attaccare i temutissimi soldati tedeschi. Le loro imprese sul piano strettamente militare sono piccola cosa, non c\u2019\u00e8 dubbio, ma sul piano simbolico la rottura dell\u2019ordine nazifascista parte soprattutto da qui\u00bb [3].<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"3\"><\/a><\/p>\n<h3><b>3. Una citazione da Primo Levi<\/b><\/h3>\n<p>L\u201911 settembre 2008 nacque una curiosa polemica a proposito di una citazione da <em>I sommersi e i salvati<\/em> di <strong>Primo Levi<\/strong>, che all\u2019epoca appariva in esergo alla voce.<\/p>\n<p>Il brano era il seguente:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQui, come in altri fenomeni, ci troviamo davanti ad una paradossale analogia tra vittima e oppressore e ci preme essere chiari: i due sono nella stessa trappola, ma \u00e8 l\u2019oppressore, lui solo, che l\u2019ha approntata e fatta scattare\u00bb [4].<\/p><\/blockquote>\n<p>In forma un po\u2019 pi\u00f9 ampia, il brano era presente in voce dal marzo 2008; era stato poi rimosso da un utente anonimo, e Piero Montesacro l\u2019aveva reinserito.<br \/>\nTale reinserimento suscitava la seguente reazione da parte di Emanuele Mastrangelo: \u00abLa citazione d\u00e0 un sapore un po\u2019 POV ad un episodio che come dimostra il fluviale capitolo sulle polemiche non ha affatto un giudizio condiviso. Non sarebbe il caso di affiancarvi almeno un\u2019altra citazione per equilibrare? \u2014Emanuele Mastrangelo 21:09, 11 set 2008\u00bb<\/p>\n<p>In gergo wikipediano, \u201csapore un po\u2019 POV\u201d significa che la citazione da Levi sarebbe, secondo Mastrangelo, troppo di parte. Alla richiesta da parte di Montesacro di spiegarsi meglio, Mastrangelo argomentava:<\/p>\n<p>\u00abNel senso che il riferimento di Levi \u00e8 chiaramente al fatto che la prima responsabilit\u00e0 di tutto l\u2019avvenimento di via Rasella e delle sue conseguenze \u00e8 nelle mani dei tedeschi, un giudizio storico sul quale non c\u2019\u00e8 affatto accordo. O meglio, noi possiamo anche essere d\u2019accordo con Levi (che \u00e8 davvero una bella penna, concordo), per\u00f2 non possiamo non tener conto che una importantissima parte delle opinioni su questo episodio non concordano affatto con questa visione. Come la pensa una gran parte della gente (e non solo gli addetti ai lavori) \u00e8 cristallizzato in queste terribili parole, strillate al processo Kappler all\u2019indirizzo di Bentivegna dalla madre di uno dei Martiri delle Ardeatine: \u201cAssassino, codardo! Ho la mia creatura alle Fosse Ardeatine, perch\u00e9 non ti sei presentato, vigliacco?\u201d. Secondo me aggiungerle a Levi darebbe proprio la misura di una tragedia che ha spaccato \u2013 e spacca \u2013 in due la coscienza di una nazione. \u2013 Cos\u00ec invece rischiamo di sposare solo la tesi filogappista. Emanuele Mastrangelo 22:03, 11 set 2008\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_21128\" style=\"width: 603px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21128\" class=\"wp-image-21128 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/primolevi1.jpg\" alt=\"Primo Levi\" width=\"593\" height=\"419\" \/><p id=\"caption-attachment-21128\" class=\"wp-caption-text\">Primo Levi, 1919 &#8211; 1987<\/p><\/div>\n<p>Mastrangelo proponeva, dunque, di affiancare al brano di Levi, \u00abper equilibrare\u00bb, un\u2019altra citazione che, secondo lui, meglio rifletteva ci\u00f2 che pensava \u00abuna gran parte della gente\u00bb. Qualora fosse stata accolta, la proposta di Mastrangelo avrebbe messo sullo stesso piano, da una parte, quella che egli definiva la \u201ctesi filogappista\u201d (secondo cui la responsabilit\u00e0 dell\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine grava sui nazisti); dall\u2019altra, l\u2019altra \u201ctesi\u201d (in realt\u00e0 una grossolana menzogna ideata dalla propaganda fascista) secondo cui i GAP avrebbero potuto e dovuto \u201cpresentarsi\u201d ai tedeschi e cos\u00ec facendo avrebbero impedito la strage delle Ardeatine. Equiparazione fra le due \u201ctesi\u201d che sarebbe apparsa gi\u00e0 nell\u2019incipit della voce.<\/p>\n<p>In merito a questa citazione da Levi si registrano i due soli interventi in discussione di un\u2019altra nostra vecchia conoscenza, <a href=\" http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327\">l\u2019utente Presbite<\/a>:<\/p>\n<p>\u00abAmo Primo Levi, che ho affrontato la prima volta da ragazzino e tuttora considero una delle letture pi\u00f9 formative della mia vita, alla quale torno sempre con grandissimo piacere, rispetto ed attenzione. Ma il mio amore per questo autore non pu\u00f2 farmelo apparire coerente per qualsiasi contesto. Perch\u00e9 questa citazione da \u201cI sommersi e i salvati\u201d non c\u2019entra con via Rasella, se non in senso molto generale. Potremmo per esempio metterla in testa alla voce sull\u201911 settembre? Ad un\u2019ipotetica voce sugli attentati in Iraq? Alla voce sulla bomba di Hiroshima? Se ci si pensa bene, avrebbe un senso in tutti questi contesti, cos\u00ec come apparirebbe non coerente con nessuno di questi. La riflessione di Levi \u00e8 sui rapporti fra memoria e offesa, in riferimento a (cito le parole immediatamente precedenti alla citazione che si trova qui in questa voce su via Rasella) \u201cesperienze estreme, di offese subite o inflitte. In questo caso sono all\u2019opera tutti i fattori che possono obliterare o deformare la registrazione mnemonica: il ricordo di un trauma, patito o inflitto, \u00e8 esso stesso traumatico, perch\u00e9 richiamarlo duole o almeno disturba: chi \u00e8 stato ferito tende a rimuovere il ricordo per non rinnovare il dolore; chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo, per liberarsene, per alleggerire il suo senso di colpa\u201d. Il tema \u00e8 quindi quello della memoria, che perennemente ritorna nell\u2019opera di Levi, che \u00e8 in qualche modo \u201cossessionato\u201d [\u2026] dal \u201cdover ricordare\u201d e dalla \u201cqualit\u00e0\u201d del ricordo [\u2026]. Nel brano ogni riferimento storico citato da Levi \u00e8 sempre e solo relativo ai campi e\/o allo sterminio [\u2026]. Insomma: Primo Levi non pensava alle Ardeatine quando ha scritto questo brano. La questione \u00e8 se pu\u00f2 parlare \u201canche\u201d di via Rasella, secondo il noto \u201ctopos\u201d dell\u2019autonomia del testo rispetto alla volont\u00e0 dell\u2019autore. Sicuramente possiamo \u201cappiccicare\u201d la citazione anche in questo articolo, e tutto sommato un senso \u00e8 evidente: si vuole dire che nel coacervo di discussioni sulla responsabilit\u00e0 morale della strage Bentivegna &amp; Co. non hanno la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 \u201cprofonda\u201d [\u2026], che \u00e8 invece dei tedeschi. Sono d\u2019accordissimo, ma a me pare per\u00f2 che in questo modo si forza alquanto il \u201csenso intrinseco\u201d del testo di Levi, che non \u00e8 e non pu\u00f2 essere una spezia che dove la metti l\u00e0 sta bene: altrimenti \u2013 e torno a quanto ho detto all\u2019inizio \u2013 perch\u00e9 non metterla in testa all\u2019articolo su Hiroshima?\u2014Presbite, 22:35, 11 set 2008\u00bb<\/p>\n<p>Poco dopo, Presbite, in polemica con Montesacro, rincara la dose:<\/p>\n<p>\u00abPer Piero: se sei perfettamente d\u2019accordo con me, allora questa citazione non va messa per i motivi che ho spiegato. E c\u2019\u00e8 anche un altro motivo di principio: un\u2019enciclopedia non \u00e8 un\u2019opera letteraria e di conseguenza non vedo proprio il nesso fra un (sic) riflessione generale di Levi su un concetto molto complesso e la voce su via Rasella, a meno che non si voglia fare filosofia della storia o addirittura filosofia morale.\u2014Presbite 22:55, 11 set 2008\u00bb<\/p>\n<p>Entro certi limiti, l\u2019argomentazione di Presbite \u00e8 giusta. E\u2019 senz\u2019altro vero che, in quella pagina de <em>I sommersi e i salvati<\/em>, Primo Levi non parla dell\u2019attentato di via Rasella; ed \u00e8 corretta la preoccupazione di Presbite di non banalizzare il testo di Levi facendone un adagio di filosofia morale buono per tutti gli usi.<\/p>\n<p>A ben vedere, per\u00f2, Presbite (cosa piuttosto sorprendente per un utente come lui, che in altri contesti ha meritoriamente polemizzato contro i negazionisti della Shoah) finisce per cadere egli stesso nell\u2019errore di banalizzazione che attribuisce a Montesacro. Giacch\u00e9, se \u00e8 vero che il brano in questione non si riferisce a via Rasella, \u00e8 altrettanto vero che esiste un vistoso legame tematico fra il libro di Levi e la voce su via Rasella, legame che va oltre la generica \u201criflessione generale\u201d sul rapporto fra memoria e offesa. La Shoah e le Fosse Ardeatine, infatti, sono entrambi crimini del nazifascismo, il che sembrerebbe rendere la citazione da Levi pi\u00f9 adatta ad aprire una voce enciclopedica su via Rasella che non una sugli \u201cattentati in Iraq\u201d o su Hiroshima. Fra l\u2019altro, pi\u00f9 avanti nel suo libro Levi menziona espressamente le Fosse Ardeatine, nel capitolo dedicato alla \u201cviolenza inutile\u201d del nazismo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMolte delle inutili violenze naziste appartengono oramai alla storia: si pensi ai massacri \u2018sproporzionati\u2019 delle Fosse Ardeatine, di Oradour, Lidice, Boves, Marzabotto e troppi altri, in cui il limite della rappresaglia, gi\u00e0 intrinsecamente disumano, \u00e8 stato enormemente sorpassato\u00bb [5].<\/p><\/blockquote>\n<p>Inoltre quella di Levi non \u00e8 soltanto una riflessione sul \u00abrapporto tra memoria e offesa\u00bb come suppone Presbite, ma anche \u2013 e forse pi\u00f9 \u2013 sul rapporto tra memoria e colpa e tra memoria e senso di colpa, come risulta evidente da una citazione pi\u00f9 estesa del brano in questione:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-21158 alignright\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/sommersisalvati.jpg\" alt=\"I sommersi e i salvati\" width=\"224\" height=\"346\" \/>\u00abQui, come in altri fenomeni, ci troviamo davanti ad una paradossale analogia tra vittima ed oppressore, e ci preme essere chiari: i due sono nella stessa trappola, ma \u00e8 l\u2019oppressore, e solo lui, che l\u2019ha approntata e che l\u2019ha fatta scattare, e se ne soffre, \u00e8 giusto che ne soffra; ed \u00e8 iniquo che ne soffra la vittima, come invece ne soffre, anche a distanza di decenni. Ancora una volta si deve constatare, con lutto, che l\u2019offesa \u00e8 insanabile: si protrae nel tempo, e le Erinni, a cui bisogna pur credere, non travagliano solo il tormentatore (se pure lo travagliano, aiutate o no dalla punizione umana), ma perpetuano l\u2019opera di questa negando la pace al tormentato [\u2026] Non vogliamo confusioni, freudismi spiccioli, morbosit\u00e0, indulgenze. L\u2019oppressore resta tale, e cos\u00ec la vittima: non sono intercambiabili, il primo \u00e8 da punire e da esecrare (ma, se possibile, da capire), la seconda \u00e8 da compiangere e da aiutare.\u00bb [6]<\/p><\/blockquote>\n<p>La citazione da Levi a inizio voce tenta di contribuire (in modo forse improprio) a una corretta contestualizzazione della vicenda \u201cattentato di via Rasella\u201d, collocandola fin dall\u2019inizio in un quadro storico dove il dato principale \u00e8 costituito dalla violenza nazifascista, e dove la differenza fra l\u2019oppressore e l\u2019oppresso \u00e8 chiara ed evidente, cosicch\u00e9 non \u00e8 possibile equiparare le rispettive responsabilit\u00e0 e le colpe, n\u00e9 confondere i ruoli. Questa \u00e8 l\u2019interpretazione del testo di Levi contro cui Mastrangelo, in tutta evidenza (ma senza che Presbite appaia accorgersene), polemizza.<\/p>\n<p>In ogni modo, \u00e8 davvero difficile sostenere che la questione della colpa e della responsabilit\u00e0, di cui parla Levi, non abbia nulla a che fare con la memoria contesa dell\u2019attentato di via Rasella. Vedremo fra poco in che modo la voce di Wikipedia si sia confrontata con i vari e pluridecennali tentativi, da parte di una certa propaganda di destra, di ribaltare sui partigiani la responsabilit\u00e0 e la colpa dell\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine.<br \/>\n<a name=\"4\"><\/a><\/p>\n<h3><b>4. \u201cWikipedia non prende posizione\u201d: definire \u201ccontroversie\u201d anche la propaganda fascista<\/b><\/h3>\n<p>Al momento in cui scoppia la polemica su Levi, la discussione ha gi\u00e0 assunto la fisionomia (che manterr\u00e0 a lungo) di un estenuante duello fra Piero Montesacro e Emanuele Mastrangelo.<\/p>\n<p>Mastrangelo, il 19 luglio 2008, annuncia di aver iniziato una \u00ablarga revisione della voce\u00bb. Il suo apporto pi\u00f9 rilevante si trova a tutt\u2019oggi nella sezione intitolata alle \u201ccontroversie\u201d, che espone \u2013 in modo, bisogna ammettere, esaustivo \u2013 tutti i motivi di polemica antipartigiana agitati contro l\u2019attentato di via Rasella, negli ultimi settant\u2019anni, dalla pubblicistica di destra. Li troviamo elencati nella formulazione proposta da Mastrangelo il 16 agosto 2008: dall\u2019avere i GAP ordito l\u2019attacco allo scopo preciso di suscitare la rappresaglia nazista (vuoi per scuotere dalla sua \u201capatia\u201d la popolazione civile aizzandola contro i tedeschi, vuoi per eliminare tramite i tedeschi gli elementi della Resistenza romana rivali del PCI), alla presunta inutilit\u00e0 militare dell\u2019attentato gappista in quanto rivolto contro un innocuo reparto di poliziotti, il Polizeiregiment Bozen, \u00abimpiegato a Roma con compiti di semplice vigilanza urbana\u00bb. Dal fatto che nell\u2019attentato morirono anche due civili italiani (fra cui il dodicenne Piero Zuccheretti), all\u2019immancabile accusa contro i partigiani di non essersi \u201cconsegnati\u201d ai nazisti subito dopo l\u2019attacco, fino all\u2019accusa (sostenuta da Giorgio Pisan\u00f2) di avere causato con l\u2019attentato una intensificazione dei bombardamenti alleati su Roma.<\/p>\n<p>Esaminando parallelamente questa sezione della voce e gli argomenti con cui Mastrangelo la difende in pagina di discussione, ci accorgiamo di come Mastrangelo abbia costruito un efficace dispositivo sofistico, in base al quale le accuse contro i gappisti diventano nel loro complesso praticamente impossibili da discutere. Si ha infatti un incessante slittamento del discorso, dal piano della legittimit\u00e0 giuridica a quello dell\u2019opportunit\u00e0 tattica e strategica, a quello del giudizio morale, a quello della \u201copinione della gente\u201d, in virt\u00f9 del quale ad ogni obiezione contro il discorso antigappista ci si deve attendere la risposta che per\u00f2 \u201cil problema \u00e8 un altro\u201d, in un vertiginoso gioco delle tre carte dove la colpa dei partigiani rimane l\u2019unico punto fermo:<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_21122\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21122\" class=\"size-full wp-image-21122\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/mastrangelo-3.jpg\" alt=\"Emanuele Mastrangelo\" width=\"225\" height=\"248\" \/><p id=\"caption-attachment-21122\" class=\"wp-caption-text\">Emanuele Mastrangelo<\/p><\/div>\n<p>\u00abSe una importantissima fetta dell\u2019opinione storiografica e pubblica pensa che via Rasella sia stato un attentato terroristico condotto da combattenti non legittimi e non in uniforme, noi non possiamo ignorarlo, n\u00e8 possiamo prendere parte per l\u2019opinione opposta. Per quanto riguarda la legittimit\u00e0 dell\u2019attacco al Bozen (si intenda: legittimit\u00e0 tattica, non giuridica), nessuno \u2013 credo \u2013 la discute. [\u2026] Non \u00e8 quello l\u2019oggetto del contendere. Di solito chi attacca l\u2019attentato di via Rasella lo fa in merito all\u2019opportunit\u00e0 di un simile attacco. Militarmente \u00e8 chiaro che ogni nemico morto \u00e8 un nemico in meno sulla strada della vittoria! bisogna poi capire se modalit\u00e0, tempi e luoghi di un attacco non siano tali da far pi\u00f9 danni a s\u00e8 stessi che al nemico\u2026 ed \u00e8 questo che molti sostengono e che noi non possiamo tacere [\u2026] Un accordo \u00e8 sempre possibile, posto per\u00f2 che si voglia discutere sine ira et studio e non dal punto di vista di chi \u2013 avendo una verit\u00e0 di Stato dietro le spalle \u2013 intenda imporla agli altri e a Wikipedia [\u2026] Io non intendo cancellare il fatto che il \u201cBozen\u201d possa aver partecipato ad azioni di controguerriglia e che alcuni suoi elementi possano essersi anche macchiati di crimini di guerra. Per\u00f2 se ci\u00f2 fosse avvenuto PRIMA di via Rasella la cosa avrebbe importanza in questa voce e dovrebbe essere evidenziata molto. Se la cosa avviene dopo \u00e8 come fare un processo alle intenzioni [\u2026] che \u00e8 antistorico e perfino moralmente ingiusto. \u2013 Perch\u00e8 lungi da me [\u2026] volerlo dipingere come il corpo di ballo di Raffaella Carr\u00e0 o come crocerossine, nemmeno si pu\u00f2 buttare addosso a soldati che magari fino ad allora avevano fatto solo i soldati \u2013 e non i criminali \u2013 delle croci che non avevano. [\u2026] Che fosse un reparto in \u201cassetto di guerra\u201d \u00e8 discutibile: erano armati di solo armamento leggero (fucile) e probabilmente non avevano nemmeno bombe a mano appresso. Secondo me erano in assetto da \u201cordine pubblico\u201d, ma su questo ci saranno senz\u2019altro studi che potranno dirci chiaramente come andarono le cose. (Da due interventi di E. Mastrangelo in data 9 novembre 2008, ore 15:40 e ore 17:58).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Mastrangelo non si fa mancare nulla, neppure l\u2019accusa rivolta ai suoi contraddittori di difendere una \u00abverit\u00e0 di Stato\u00bb. La verit\u00e0 di Stato consisterebbe nelle numerose sentenze dei tribunali militari, civili e penali che nel dopoguerra hanno sancito l\u2019inconsistenza di gran parte degli argomenti che Mastrangelo qui affastella contro l\u2019azione dei GAP [7].<\/p>\n<p>Nell\u2019armamentario retorico mastrangeliano spiccano due sofismi:<\/p>\n<p><b>Tutte le fonti sono uguali<\/b>: \u00abqui non stiamo dibattendo della verit\u00e0 su Via Rasella, annessi e connessi. Qui stiamo riportando semplicemente tutto quanto \u00e8 stato detto da fonti correlate in materia [\u2026]. Wikipedia non sposa alcuna tesi, riporta solo tutto quanto abbia la sua rilevanza\u00bb. (2\/12\/2008, ore 19:33); \u00abTi ripeto \u2013 e spero tu sia abbastanza sveglio da capirlo \u2013 in questa sezione NON SI INSINUA o simile, si espone solo una serie di polemiche nei confronti dell\u2019azione gappista. Wikipedia poi non \u00e8 un posto indove che prender poi posizione su esse o meno [sic]\u00bb (12\/8\/2008, ore 00:15).<\/p>\n<p><b>La verit\u00e0 storica non esiste:<\/b> \u00ab\u2026si tratta di una opinione di ALCUNI esponenti politici e storiografici, non certo LA VERITA\u2019 (che nessuno di noi conosce)\u00bb (11\/8\/2008, ore 23:50); \u00abQui son tre giorni che mi fanno due mar\u00f2ni cos\u00ec sul fatto che Wiki non presenta la verit\u00e0 ma solo la versione pi\u00f9 diffusa\u00bb (12\/09\/2008, ore 00:28); \u00abpoi dal punto di vista scientifico non esistono verit\u00e0 incontrovertibili\u2026\u00bb (27\/11\/2008, ore 17:16); \u00abLe balle le hanno raccontate tutti \u2013 compresi i GAP che hanno fatto l\u2019attentato sulle modalit\u00e0 con cui fu fatto \u2013 quindi per favore se andiamo a fare la gara delle balle, qui dentro ne escono con le ossa rotte tutti quanti tranne quelli che sono stati ammazzati e solo perch\u00e8 non hanno avuto tempo di sparar le loro, di balle\u2026 Riferiamo TUTTO e in maniera fredda e oggettiva, i lettori sapranno tirare le loro somme\u00bb (9\/11\/2008, ore 18:18).<\/p>\n<p>S\u2019intende che i due sofismi sono complementari e si sostengono a vicenda. Tutte le fonti, tutti gli autori, tutti i documenti si trovano sullo stesso piano e hanno il medesimo valore conoscitivo pari a zero; nessuno di essi pu\u00f2 essere considerato pi\u00f9 veritiero: \u00abuno val l\u2019altro \/ Perch\u00e9 nessun val nulla\u00bb [8]. Wikipedia deve limitarsi a esporre tutti i punti di vista; il lettore, posto di fronte alla rassegna esaustiva di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato detto o scritto sull\u2019argomento, giudicher\u00e0 da s\u00e9. Nella voce su via Rasella dovremmo pertanto dare alle tesi complottistico-deliranti di un Pierangelo Maurizio o a quelle apertamente neofasciste di un Giorgio Pisan\u00f2 la stessa dignit\u00e0 e lo stesso rilievo che viene conferito alla migliore storiografia.<\/p>\n<div id=\"attachment_21120\" style=\"width: 475px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21120\" class=\"size-full wp-image-21120\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/capitano.jpg\" alt=\"A proposito di punti di vista: nel 2013 i nazi triestini affissero in giro per la citt\u00e0 manifesti anonimi con un'aquila nera e la scritta (plausibilmente dedicata a Priebke) \u00abCiao capitano\u00bb. Altri anonimi li resero meno criptici aggiungendo l'immagine di Capitan Findus.\" width=\"465\" height=\"700\" \/><p id=\"caption-attachment-21120\" class=\"wp-caption-text\">Nell&#8217;autunno 2013 i nazi triestini affissero in giro per la citt\u00e0 manifesti anonimi con un&#8217;aquila nera e la scritta in fascio-font, plausibilmente dedicata a Priebke, \u00abCiao capitano\u00bb. Dietro di loro, burloni antifascisti aggiungevano man mano l&#8217;immagine di Capitan Findus. Tanto, i capitani sono come i punti di vista secondo Mastrangelo: uno vale l&#8217;altro.<\/p><\/div>\n<p>Un esempio lo troviamo nella polemica tra Mastrangelo e Montesacro sui bombardamenti alleati. Mastrangelo sostiene che si debba riportare in voce, senza contestarla, l\u2019asserzione di Giorgio Pisan\u00f2 secondo cui dopo l\u2019attentato di via Rasella tali bombardamenti aumentarono. Quando Montesacro giustamente protesta, osservando che nessuna fonte conferma quanto affermato da Pisan\u00f2, ma anzi da varie fonti si evince il contrario (che cio\u00e8 i bombardamenti diminuirono), Mastrangelo ribatte che comunque la \u201copinione\u201d di Pisan\u00f2 va riportata e, se non si trova da citare nessuno storico il quale espressamente la contesti, va riportata senza nessun commento [9].<\/p>\n<p>Il metodo di Mastrangelo \u00e8 lontanissimo da ogni corretta metodologia storiografica, se \u00e8 vero quanto gi\u00e0 affermava Croce, che la narrazione storica \u00e8 \u00abesposizione critica del documento\u00bb [10] e non gi\u00e0 meccanica compilazione delle fonti. In compenso, il metodo di Mastrangelo \u00e8 adattissimo qualora si voglia, sotto un\u2019apparenza di imparzialit\u00e0, imbastire ricostruzioni tendenziose basate su una scelta parziale e su una presentazione sapientemente orientata dei fatti. \u00abOgni giornalista d\u2019oggi sa che il vero modo di influire sull\u2019opinione pubblica consiste nello scegliere e nel disporre opportunamente i fatti. Si suol dire che i fatti parlano da soli: ma ci\u00f2 \u00e8, ovviamente, falso. I fatti parlano soltanto quando lo storico li fa parlare: \u00e8 lui a decidere quali fatti debbano essere presi in considerazione, in quale ordine e in quale contesto\u00bb [11].<\/p>\n<p>E difatti, ecco che il criterio secondo cui Mastrangelo intende redigere la voce finisce per venire fuori. Tutte le fonti sono uguali; ma alcune sono pi\u00f9 uguali delle altre. Nel curioso \u201cuno vale uno\u201d storiografico propugnato da Mastrangelo, sembra che in definitiva siano da privilegiare le fonti che coincidono con la opinione della \u201cgente\u201d e che confermano il comune sentire della \u201cmaggioranza\u201d:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOra ammetterai che se parli con l\u2019uomo comune della strada come con lo storico [\u2026] vedrai che la maggioranza \u00e8 convinta che se a Via Rasella i GAP si mettevano le mano ar culo (come si dice a Parigi) stavano tutti meglio, 370 cristiani erano ancora vivi e la guerra non sarebbe finita dieci minuti pi\u00f9 tardi di quanto effettivamente era finita [\u2026] \u2013 Siamo seri. E non ricominciamo a fare le conte scasse (fra l\u2019altro, qui \u2013 ti posso assicurare \u2013 manco conviene fare una conta: si capirebbe subito qual\u2019\u00e8 l\u2019opinione di maggioranza e quale di minoranza su Via Rasella\u2026). Quindi siamo seri e cerchiamo di non imporre verit\u00e0 di Stato qui su un\u2019enciclopedia libera (Da due interventi di Emanuele Mastrangelo: 12\/9\/2008 ore 00:28, 9\/11\/2008, ore 18:18).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il cerchio si chiude. La presunta <em>communis opinio<\/em> della \u201cmaggioranza\u201d (inquinata, nel caso di via Rasella, da decenni di ricostruzioni di comodo basate su falsit\u00e0 incessantemente ripetute) diventa criterio supremo anche per Wikipedia. Con tanti saluti alla verit\u00e0 storica, e (ma ci\u00f2 sarebbe il meno) con tanti saluti alle regole stesse di Wikipedia, le quali prescrivono di attenersi alle fonti ritenute pi\u00f9 affidabili dalla comunit\u00e0 scientifica, proibiscono le ricerche originali (il che fra l\u2019altro implica la proibizione di scegliere e disporre le fonti secondo criteri personali e arbitrari), vietano di attribuire alle fonti meno attendibili lo stesso rilievo di quelle pi\u00f9 attendibili e consigliano in ogni caso di usare il buon senso.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che tutto questo \u00e8 acqua passata, dato che, alla fin fine, Emanuele Mastrangelo \u00e8 stato bannato da Wikipedia ormai da anni. Eppure non solo si trovano tuttora nella voce tracce consistenti del suo operato, ma un certo metodo, un certo modo d\u2019impostare i problemi e di discuterli, costituisce tuttora un suo lascito duraturo.<\/p>\n<h3><b>5. Intermezzo. Possono le dicerie senza fondamento trovare posto in un\u2019enciclopedia?<\/b><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mozart-Conspiracy-NYT.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-21123 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mozart-Conspiracy-NYT.jpg\" alt=\"Mozart-Conspiracy-NYT\" width=\"285\" height=\"238\" \/><\/a>Un recente biografo di Mozart, a proposito delle varie leggende romantiche sulla fine prematura del compositore (avvelenamento da parte di Salieri, omicidio nell\u2019ambito di un complotto della massoneria, vendetta da parte di rivali in amore ecc.), scrive: \u00abQuesti aneddoti hanno affascinato e intrattenuto generazioni di appassionati e non meritano di essere ulteriormente riportati. Per molto tempo gli studiosi si sono impegnati a confutarli, anche se cos\u00ec facendo hanno contribuito a mantenerli in vita\u00bb [12]. La scelta di Wolff \u00e8 pertanto drastica: nel suo libro, le tesi \u201ccomplottiste\u201d, al di l\u00e0 dell\u2019accenno iniziale, non vengono affatto menzionate n\u00e9 discusse, e la narrazione si limita ai fatti storicamente accertati.<\/p>\n<p>Nel caso della biografia di Mozart, tale scelta pu\u00f2 avere una sua giustificazione. Qui, infatti, l\u2019interesse da parte del pubblico per gli aneddoti complottisti \u00e8 molto tenue, essendo dettato solo da un gusto piuttosto blando per il romanzesco e per il morboso. Si pu\u00f2 supporre che, smettendo semplicemente di diffonderli, nel giro di qualche decennio questi aneddoti spariranno dalla circolazione e diverranno una semplice curiosit\u00e0 per eruditi e per cinefili.<\/p>\n<p>Nel caso delle leggende su via Rasella, per\u00f2, le cose stanno molto diversamente. Come ha osservato <strong>Alessandro Portelli<\/strong>, la \u201cmemoria di destra\u201d \u00e8 dotata di incredibile tenacia ed \u00e8 caratterizzata da una sua assoluta impermeabilit\u00e0 ad ogni confutazione fattuale. Per quanto spesso, in sede giudiziaria e storiografica, la vulgata antipartigiana sia stata smentita, la pubblicistica \u201cmoderata\u201d ha continuato imperturbabile nei decenni a riproporre invariate sempre le stesse bugie, presentando ogni volta come clamorosa e sensazionale novit\u00e0 anche i pi\u00f9 frusti cascami propagandistici del tardo regime repubblichino [13]. Nel dopoguerra, infatti, un potente apparato mediatico, erede e diretto continuatore della macchina propagandistica fascista [14], si \u00e8 messo al servizio del senso comune maggioritario, qualunquista e moderato, alimentandolo con un flusso costante di pseudostorie basate su tenebrosi complotti bolscevichi e oleografie compiacenti e autoassolutorie di fatti e personaggi del nazifascismo [15].<\/p>\n<p>Perci\u00f2 sarebbe illusorio pensare di far scomparire le leggende su via Rasella semplicemente non parlandone. Di pi\u00f9: si \u00e8 dimostrata rovinosa la scelta, operata nel dopoguerra dalla cultura di sinistra, di ignorare la vulgata antiresistenziale.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSarebbe bastato leggere i giornali moderati, o prestare orecchio alle conversazioni da scompartimento ferroviario in tutti questi anni: ma questi livelli di discorso sembrano al di sotto dell\u2019attenzione dei politici, degli storici, degli antropologi; la pubblicistica antiresistenziale \u00e8 spesso davvero indecente; e l\u2019illusione di una resistenza plebiscitaria lasciava credere che questi discorsi fossero destinati a estinguersi nell\u2019Italia nata dalla resistenza. Perci\u00f2, la sinistra intellettuale e politica non ha ritenuto che fosse il caso di occuparsene. E se li \u00e8 ritrovati davanti, aggressivi e arroganti, negli anni del revisionismo\u00bb [16].<\/p><\/blockquote>\n<p>Allora, se nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nulla, \u00e8 meglio esporre la vulgata antipartigiana, mostrare la pochezza dei suoi argomenti e confutarli punto per punto. Per questo ritengo giusto che nella voce su via Rasella rimanga spazio anche per le panzane sui manifestini e sul complotto antitrotzkista, purch\u00e9 vengano esposte per quello che sono: invenzioni propagandistiche, bugie, luoghi comuni, e non certo fatti storiograficamente accertati. Ci\u00f2 anche al fine di togliere argomenti al vittimismo anti-antifascista sempre pronto a lamentare censure e imposizioni di \u201cverit\u00e0 di Stato\u201d. Sarebbe un buon modo per dire ai signori \u201crevisionisti\u201d: rassegnatevi; se il vostro discorso non viene riconosciuto per vero \u00e8 solo perch\u00e9 non lo \u00e8. Non certo per effetto di bavagli, complotti e presunte \u201cegemonie culturali\u201d della sinistra.<\/p>\n<p>Su Wikipedia ci\u00f2 corrisponde alla regola secondo cui \u00abai punti di vista minoritari va dedicato uno spazio inferiore rispetto a quello dato a punti di vista maggiormente acclarati dalle fonti autorevoli di quel settore\u00bb.<br \/>\n<a name=\"6\"><\/a><\/p>\n<h3><b>6. Trucidare 335 prigionieri \u00e8 o no una rappresaglia \u201cefferata\u201d?<\/b><\/h3>\n<p>Usciti di scena Mastrangelo e Montesacro (il primo forzatamente in quanto bannato da Wikipedia, il secondo per propria scelta), le discussioni del 2011 e della prima parte del 2012 si fanno alquanto ripetitive, bench\u00e9 sempre molto partecipate. A fine luglio 2013 si segnala una discussione che (come spesso accade in Wikipedia), sotto un\u2019apparenza di cavillosit\u00e0 e di formalismo, cela un\u2019importante questione di sostanza.<\/p>\n<p>La discussione nasce dal seguente intervento di Ribbeck, che si riferisce all\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine:<\/p>\n<p>\u00abNella voce troviamo l\u2019espressione \u201cefferata rappresaglia\u201d. Sul wikizionario leggiamo [\u2026] che \u201cefferato\u201d deriva dal latino fera, \u201cbestia\u201d. Dire che una rappresaglia \u00e8 \u201cbestiale\u201d, per quanto orrore si possa provare di fronte al fatto, mi sembra contrario alle norme di stile che impongono di usare un linguaggio neutro, senza connotazioni emotive. Ed \u201cefferato\u201d una connotazione emotiva ce l\u2019ha. Le fonti possono anche scriverlo, ma non sono enciclopedie. Altro \u00e8 scrivere un saggio, altro un memoriale, altro un\u2019enciclopedia. Ogni medium ha il proprio stile, le proprie convenzioni, i propri ambiti di operazione. E il linguaggio emotivo, su un\u2019enciclopedia, non ci deve essere. Ci devono essere i nudi fatti. Nostro scopo \u00e8 informare il lettore, non emozionarlo con un certo uso del linguaggio. Cordialit\u00e0, \u2014Ribbeck 16:11, 25 lug 2013\u00bb<\/p>\n<p>Se interpretassimo la discussione che ne \u00e8 seguita come un dibattito sul problema: \u201cpu\u00f2 un\u2019enciclopedia emettere valutazioni storiche e\/o morali?\u201d, ne dovremmo concludere che si \u00e8 trattato di una discussione oziosa. Certamente una voce enciclopedica su di un avvenimento storico non pu\u00f2 formulare valutazioni proprie e arbitrarie; per\u00f2 quando una valutazione \u00e8 condivisa pressoch\u00e9 dalla totalit\u00e0 degli storici (come \u00e8 il caso per l\u2019efferatezza dell\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine), non si vede perch\u00e9 l\u2019enciclopedia non possa riprodurla.<\/p>\n<p>A mio parere, si \u00e8 avvicinato maggiormente al vero nocciolo della questione l\u2019utente Ignis quando ha scritto:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo credo che occorra molto andare nel concreto e dobbiamo quanto meno concordare sul fatto che gli aggettivi, in taluni casi, in una enciclopedia, sono portatori di conoscenza [\u2026] L\u2019aggettivo efferato comunica la natura della rappresaglia fornendo al contempo informazioni circa la gravit\u00e0, la sproporzione e l\u2019illiceit\u00e0 (potremmo anche scrivere esplicitamente questo e togliere l\u2019aggettivo). [\u2026] ignis 12:02, 26 lug 2013\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Il problema \u00e8 proprio la \u201cnatura della rappresaglia\u201d. Questo termine ha oggi due significati principali [17]:<\/p>\n<p>1) nel diritto internazionale, la rappresaglia \u00e8 una reazione di autotutela di uno Stato di fronte a un comportamento illecito di un altro Stato; essa, per essere lecita, deve rispondere a determinati requisiti: in particolare dev\u2019essere proporzionata all\u2019illecito subito, non pu\u00f2 rivolgersi contro civili innocenti, non pu\u00f2 violare i diritti umani;<\/p>\n<p>2) \u00abin una ulteriore accezione\u00bb (spiega il dizionario storico Treccani) \u00absi intende per rappresaglia una azione o misura punitiva violenta e disumana, indiscriminata, adottata dalla potenza occupante nei confronti della popolazione del territorio occupato, quando questa abbia causato qualche danno a propri funzionari o militari. Tipico il caso delle rappresaglie attuate dai nazisti e dall\u2019esercito tedesco nei riguardi delle popolazioni dei Paesi occupati durante la Seconda guerra mondiale\u00bb.<\/p>\n<p>S\u2019intende che quella delle Fosse Ardeatine non fu una rappresaglia condotta secondo i dettami del diritto internazionale; fu invece una azione illecita, disumana e indiscriminata. Non a caso i giudici che il 20 luglio 1948 condannarono Herbert Kappler negarono al massacro delle Fosse Ardeatine la qualifica di rappresaglia in senso giuridico (lecita), e lo definirono invece omicidio continuato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-21145\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Mussolini.jpg\" alt=\"Mussolini\" width=\"250\" height=\"231\" \/>Con il suo abituale fiuto per la r\u00e9clame, <strong>Benito Mussolini<\/strong> fu tra i primi a giocare sull\u2019equivoco fra rappresaglia lecita e rappresaglia illecita. In una telefonata al ministro degli interni di Sal\u00f2, Buffarini Guidi, risalente a pochi giorni dopo la strage, egli afferm\u00f2 infatti che ai nazisti non si poteva rimproverare nulla, in quanto la rappresaglia era legale e \u00absanzionata dal diritto internazionale\u00bb [18]. Con instancabile <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/psittacismo\/\">psittacismo<\/a>, per settant\u2019anni i fascisti e gli sprovveduti influenzati dalla loro propaganda hanno continuato a ripetere tale grossolana menzogna.<\/p>\n<p>Come ha osservato l\u2019utente Ignis, il dibattito wikipediano sulla rappresaglia si aggirava attorno a questa problematica. Definire \u201cefferata\u201d la strage delle Ardeatine sarebbe stato un modo (forse non il migliore) per evitare l\u2019equivoco fra le due accezioni della parola.<br \/>\n<a name=\"7\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>7. Lo stato attuale della discussione<\/strong><\/h3>\n<p>Nelle discussioni degli ultimi tre o quattro anni vediamo a poco a poco crescere, fino a diventare preponderante, l\u2019apporto dell\u2019utente Demiurgo. A lui si deve in gran parte la ridenominazione della voce a Attentato di via Rasella nella decisiva discussione di marzo-aprile 2012.<\/p>\n<p>Avendo iniziato a contribuire alla voce a partire dal giugno 2014, da allora mi sono spesso confrontato con Demiurgo in pagina di discussione. Si tratta di un utente indubbiamente colto, intelligente e preparato. La sua scelta di campo antipartigiana e anticomunista \u00e8 tanto determinata quanto priva di iattanza, e si manifesta senza narcisismi n\u00e9 pose teatrali. Il suo modo di discutere \u00e8 quasi sempre freddo e pacato; il suo comportamento con gli altri utenti \u00e8 solitamente cortese e corretto. Demiurgo argomenta le proprie posizioni con abilit\u00e0 e accortezza e con molta dovizia di documentazione. Se l\u2019espressione non fosse fuori luogo per un\u2019attivit\u00e0, quale quella di noi wikipediani, che si svolge tutta a titolo volontario, si potrebbe dire che Demiurgo lavora in modo assai professionale.<\/p>\n<p>La sua strategia \u00e8 tutt\u2019altro che banale. Demiurgo non \u00e8 interessato a difendere la vulgata filofascista. Egli insiste invece sulle contraddizioni, sulle reticenze, sugli errori e sulle bugie delle ricostruzioni antifasciste. La sua \u00e8, per certi aspetti, un\u2019operazione di debunking del tutto speculare a quella compiuta a suo tempo da Alessandro Portelli sulla vulgata antipartigiana. Un\u2019operazione che scopre impietosamente rimozioni e sensi di colpa diffusi in una parte della cultura antifascista.<\/p>\n<p>Una di queste reticenze su cui Demiurgo pone l\u2019accento \u00e8 quella riguardante la matrice comunista dell\u2019attentato. Un intervento anonimo (ma probabilmente di Emanuele Mastrangelo) di fine luglio 2013 lamenta l\u2019assenza dalla voce di un\u2019informazione importante: il fatto che i GAP fossero un\u2019organizzazione creata e comandata dai comunisti del PCI. L\u2019anonimo formula il dubbio che la mancanza di tale informazione debba essere interpretata come \u201cun nervo scoperto\u201d.<\/p>\n<p>A tale accusa, l\u2019utente Stonewall risponde con un intervento che \u00e8, a mio parere, da sottoscrivere parola per parola:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon ci sono dubbi che i comunisti erano l\u2019elemento decisivo e fondamentale dei GAP e che fossero loro gli ideatori e i realizzatori della guerriglia urbana contro l\u2019occupante e i suoi collaboratori, compresa ovviamente via Rasella. Questo a mio parere per\u00f2, lungi dall\u2019essere una colpa, \u00e8 un grande titolo di merito dei comunisti italiani; furono loro che combatterono senza sconti il nemico e che si batterono sul serio senza falsi pietismi, attesismi, tattiche rinunciatarie e senza attendere passivamente liberazioni esterne da parte degli alleati. Il principale titolo di merito dei comunisti italiani \u00e8 proprio la loro attivit\u00e0 e i loro sacrifici durante il periodo 1943-45. Quindi invece che parlare di responsabilit\u00e0 politiche comuniste (nel senso di colpa) in via Rasella bisognerebbe rivendicare orgogliosamente, come ha sempre fatto Bentivegna, la decisione, l\u2019attuazione e la riuscita di quell\u2019attentato, opera dei gappisti comunisti italiani.\u2014Stonewall (msg) 11:52, 29 lug 2013.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019anonimo ribatte a Stonewall osservando come, fra gli eredi odierni del PCI, simile fierezza non sia pi\u00f9 moneta corrente:<\/p>\n<p>\u00abchi si esprime con l\u2019orgoglio di Stonewall nel rivendicare al PCI il merito di Via Rasella \u00e8 oramai mosca bianca, e su numerosissime fonti (vicine all\u2019area ANPI, fra l\u2019altro) \u00e8 possibile trovare una certa reticenza, quando non un vero e proprio negazionismo della matrice comunista dell\u2019azione e un tentativo di accreditarla a tutte le forze del CLN (quasi a cercare una correit\u00e0 o comunque una corresponsabilit\u00e0). [\u2026]\u00bb<\/p>\n<p>Demiurgo gli d\u00e0 subito man forte:<\/p>\n<p>\u00abNon capisco perch\u00e9 questo dato (natura comunista dei GAP), indubbiamente rilevante per la voce sulla loro azione pi\u00f9 eclatante, dovrebbe essere messo in sordina. Interessante come un fatto che viene rivendicato da Secchia [\u2026] quasi con una punta di orgoglio, diventi imbarazzante per un Vituzzu di quarant\u2019anni dopo. Secchia vuole sottolineare l\u2019appartenenza comunista, Vituzzu vuole dipingere via Rasella come qualcosa di corale. Talmente corale che il democristiano Spataro voleva un comunicato di dissociazione. Talmente corale che i comunisti dovettero rivendicarla da soli sull\u2019Unit\u00e0 clandestina.\u2014Demiurgo (msg) 13:24, 29 lug 2013.\u00bb<\/p>\n<p>Qui Demiurgo si riferisce all\u2019annosa questione dei rapporti fra i GAP e il Comitato di liberazione nazionale. In sintesi: l\u2019attentato di via Rasella fu progettato e attuato dai GAP romani senza informarne preventivamente il CLN romano. Il 26 marzo 1944, dopo l\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine, ebbe luogo una agitata riunione della Giunta militare del CLN, nella quale il rappresentante democristiano, Giuseppe Spataro, contest\u00f2 duramente l\u2019operato dei GAP e chiese un comunicato di dissociazione da parte del CLN. La mozione di Spataro non fu accolta e quindi non ci fu nessuna dissociazione formale da parte del CLN, ma non fu approvata nemmeno la mozione del rappresentante comunista, Giorgio Amendola, che chiedeva un\u2019esplicita assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del CLN per l\u2019attentato. Il 30 marzo, su \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d clandestina, apparve il comunicato di rivendicazione da parte dei GAP. Solo vari giorni dopo il CLN emise un suo comunicato in cui condannava l\u2019eccidio delle Ardeatine e definiva, fra l\u2019altro, l\u2019attentato di via Rasella \u201catto di guerra di patrioti italiani\u201d [19].<\/p>\n<p>Questi fatti sono ben noti sin da quando lo stesso Amendola li rese pubblici nel 1973 [20]. E\u2019 vero tuttavia che, in varie ricostruzioni (anche di parte comunista) antecedenti e successive alla pubblicazione del libro di Amendola, si trova spesso la falsa informazione secondo cui l\u2019attentato fu deliberato dal CLN [21]. Dopo la caduta del muro di Berlino, la questione fu sollevata da Enzo Forcella in alcuni articoli e poi nel suo libro <i>La Resistenza in convento<\/i>; Forcella ebbe a dire, fra l\u2019altro, che \u00abgli uomini e i partiti interessati, a varie riprese e in vari modi, hanno sempre cercato di stendere una coltre di silenzio sul profondo dissenso che i fatti di via Rasella e delle Fosse Ardeatine avevano provocato tra i partiti del CLN. Alcuni di loro, anche di fronte alla magistratura, non hanno esitato a giurare il falso per nascondere che contrasto vi fosse stato\u00bb [22].<\/p>\n<p>Queste poche righe di Enzo Forcella (poi implementate con altre fonti), in mano a Demiurgo, sono pi\u00f9 che sufficienti per far scattare il frame della Congiura Del Silenzio, ossia dell\u2019Oscuro Complotto Comunista-Ciellenista. L\u2019accenno forcelliano al falso giuramento d\u00e0 spunto ad ampie citazioni dalle testimonianze processuali di Amendola, Bentivegna e altri al processo Kappler, leggendo le quali si direbbe che sul banco degli imputati, anzich\u00e9 il criminale nazista, sedessero gli esponenti dell\u2019ala \u201cestremista\u201d del CLN [23].<\/p>\n<p>Come non avvertire, nell\u2019accusa di aver mentito alle autorit\u00e0 (di aver mentito sotto giuramento!), l\u2019eco dell\u2019altra, capitale accusa contro i gappisti: di aver voluto sfuggire la \u201cgiusta\u201d punizione, di non essersi \u201cpresentati\u201d ai tedeschi dopo l\u2019attentato? \u00abColpevoli sfuggiti all\u2019arresto\u00bb: cos\u00ec gi\u00e0 \u201cL\u2019Osservatore Romano\u201d, in un editoriale del 26 marzo 1944, definiva i partigiani autori dell\u2019attacco di via Rasella.<\/p>\n<p>Il paragone pu\u00f2 sembrare azzardato, e certamente i tribunali dell\u2019Italia democratica e repubblicana non possono essere in nessun modo accostati alle \u201cautorit\u00e0\u201d nazifasciste di qualche anno prima. Tuttavia talune reticenze da parte degli uomini del CLN diventano pi\u00f9 comprensibili quando consideriamo che la magistratura italiana del dopoguerra non era solo quella che giudicava e condannava Herbert Kappler; era anche quella che (complice un provvedimento legislativo scritto male e interpretato peggio) proscioglieva i peggiori criminali fascisti e repubblichini nel mentre processava e spesso condannava per reati comuni gli ex partigiani [24].<br \/>\nSi veda l\u2019allucinante sentenza del Tribunale Supremo Militare citata da <strong>Mimmo Franzinelli<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI combattenti della RSI avevano qualit\u00e0 di belligeranti, perch\u00e9 erano comandati da persone responsabili (sic!) e conosciute, indossavano uniformi e segni distintivi riconoscibili a distanza, e portavano apertamente le armi. Gli appartenenti alle formazioni partigiane non avevano la qualit\u00e0 di belligeranti, perch\u00e9 non portavano segni distintivi riconoscibili a distanza e apertamente le armi, n\u00e9 erano assoggettati alla legge penale militare\u00bb [25].<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo capovolgimento, in base al quale, come osserva Franzinelli, \u00abi partigiani erano da considerarsi ribelli e banditi, secondo le definizioni coniate nel 1943-45 dal governo di Sal\u00f2, cui si riconosceva autorit\u00e0 e legittimit\u00e0\u00bb, lo troviamo affiorare a momenti anche nella discussione wikipediana su via Rasella, in cui si \u00e8 alluso pi\u00f9 volte al fatto (in realt\u00e0 un mero cavillo giuridico, ininfluente sull\u2019esito finale dei processi) che anche i gappisti di via Rasella, secondo le convenzioni internazionali in vigore all\u2019epoca, non fossero da considerarsi \u201clegittimi belligeranti\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_21116\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.alpinismomolotov.org\/wordpress\/?p=649\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21116\" class=\"wp-image-21116 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Bundesarchiv_Bild_101I-005-0046-06_Jugoslawien_Polizeieinsatz.jpg\" alt=\"Croazia, 5 aprile 1944. Soldati del I Battaglione del Polizeiregiment &quot;Bozen&quot; si allontanano dal villaggio di Gornji Turki (nei pressi di Kastav \/Castua) dopo averlo incendiato.\" width=\"600\" height=\"395\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-21116\" class=\"wp-caption-text\">Croazia, 5 aprile 1944. Soldati del I Battaglione del Polizeiregiment &#8220;Bozen&#8221; si allontanano dal villaggio di Gornji Turki (nei pressi di Kastav \/Castua) dopo averlo incendiato. Per un primo approfondimento sui crimini del &#8220;Bozen&#8221;, clicca sulla foto e leggi il <em>r\u00e9cit d&#8217;ascension<\/em> di Alpinismo Molotov \u00abU\u010dka\/Monte Maggiore 1 marzo 2015. Un saggio di alpinismo antifascista\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>In tale discussione nessuno, occorre riconoscerlo, si \u00e8 finora spinto ad affermare la legittimit\u00e0 dell\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine. E tuttavia l\u2019immagine della vicenda di via Rasella che si cerca ostinatamente di veicolare in it.wiki ha del paradossale. I gappisti bolscevichi infidi e spergiuri, isolati e respinti dalle stesse componenti \u201cmoderate\u201d del CLN che inorridiscono di fronte alle loro gesta sanguinarie. I soldati del Bozen vittime innocenti ingiustamente calunniate. I trucidati alle fosse Ardeatine, vittime anch\u2019esse di una \u201cdura legge di guerra\u201d e di un impersonale meccanismo di \u201crappresaglia\u201d scientemente messo in moto dalla perfidia comunista. L\u2019esaltazione della \u201czona grigia\u201d, della popolazione romana che non ne vuole sapere e che viene coinvolta suo malgrado nella spirale di violenza innescata dai GAP. Infine la distinzione, in seno alla resistenza, di una componente \u201cbuona\u201d, non violenta, di una \u201cresistenza in convento\u201d che non agisce e non combatte, contrapposta all\u2019altra resistenza, brutta, sporca e cattiva dei terroristi gappisti che mettono bombe, sparano e uccidono.<\/p>\n<div id=\"attachment_21118\" style=\"width: 521px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21118\" class=\"size-full wp-image-21118\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Molat2.png\" alt=\"Uno degli assunti falsi spacciati dalle destre \u00e8 che se la resistenza si fosse limitata a fare sabotaggi, si sarebbero evitate le stragi. Nel 1943 a \u0160ibenik, nella Dalmazia occupata dagli italiani, per ordine del prefetto Barbieri furono fucilati 40 ostaggi, in risposta all'abbattimento di 22 pali del telegrafo. Qui sopra, il direttore del campo richiede una fornitura di filo spinato, per impedire le fughe di ostaggi all'arrivo della nave che li avrebbe portati nave alla fucilazione.\" width=\"511\" height=\"687\" \/><p id=\"caption-attachment-21118\" class=\"wp-caption-text\">Uno degli assunti falsi spacciati dai calunniatori della Resistenza\u00a0\u00e8 che se i partigiani\u00a0si fossero limitati a fare sabotaggi senza uccidere persone, si sarebbero evitate le stragi.<br \/>Nel 1943 a \u0160ibenik, nella Dalmazia occupata dagli italiani, per ordine del prefetto Gaspero Barbieri furono fucilati 40 ostaggi, prelevati dal campo di concentramento di Molat, in risposta all&#8217;abbattimento di 22 pali del telegrafo. Qui sopra, il direttore del campo richiede una fornitura di filo spinato, per impedire le fughe di ostaggi all&#8217;arrivo della nave che li avrebbe portati alla fucilazione.<br \/>E&#8217; un dato di fatto, i nazifascisti minacciavano e attuavano rappresaglie efferate anche per i soli casi di sabotaggio. Cedere al loro ricatto avrebbe voluto dire non contrastarli in nessun modo. Non ci sarebbe stata nessuna forma di Resistenza, nemmeno passiva.<\/p><\/div>\n<p>Una delle ultime discussioni in talk ha avuto per oggetto un corsivo uscito su \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d del 21 giugno 1964, in cui l\u2019organo comunista polemizzava aspramente contro certe ricostruzioni giornalistiche dell\u2019attentato di via Rasella proposte da autori come Paolo Monelli e Indro Montanelli. L\u2019articolo \u00e8 stato citato da Demiurgo in modo da sottolinearne la violenza verbale e il tono minaccioso, a ulteriore riprova della intrinseca malvagit\u00e0 comunista [26].<\/p>\n<p>Il corsivo de \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d, uscito durante lo svolgimento del Piano Solo (quindi in un momento storico in cui i pericoli pi\u00f9 urgenti per la democrazia italiana non provenivano certo dal PCI), si concludeva con queste parole:<\/p>\n<blockquote><p>Cuoce a tutto questo branco di vigliacchi che l\u2019Italia non sia stata vile in quei mesi ed abbia espresso dal suo seno popolare uomini di coraggio che la riscattarono e onorarono. Scotta a questo manipolo di fascisti di ritorno che si sia provata l\u2019esistenza, in Italia, di uno spirito di lotta pericoloso per tutti quelli che, ieri come oggi, hanno sempre avuto la vocazione al conformismo dei servi. E che cos\u00ec, come ieri si nascondevano e tremavano, oggi sputano contro chi gettava la vita sul fronte interno della guerriglia imposto dal tradimento fascista e dall\u2019occupazione tedesca.<br \/>\nAvrebbero preferito un paese di \u201cmandolinisti\u201d in inerte attesa dei nuovi padroni americani: ebbero, con la Resistenza, un paese reale, indipendente, che dimostr\u00f2 che l\u2019Italia non era tutta fatta di generali fuggiaschi, di gerarchi tremebondi, di \u201cnotabili\u201d in attesa del \u201cpoi\u201d. Questo paese reale \u2013 che i denigratori di oggi e di ieri odiarono e odiano, perch\u00e9 li combatt\u00e9 allora e li disprezza oggi \u2013 c\u2019\u00e8 stato nel 1943, c\u2019\u00e8 stato nel luglio 1960, e ci sar\u00e0 anche domani, se sar\u00e0 necessario tornare a presidiare con i fatti, e non con le chiacchiere, la libert\u00e0 e la democrazia in Italia. Se lo stampino in mente e stiano attenti a non esporsi troppo, gli organizzatori e gli esecutori del \u201ccontroventennale\u201d [27].<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"center\">\n<div id=\"attachment_21111\" style=\"width: 550px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-21111\" class=\"size-full wp-image-21111\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/bentivegna.jpg\" alt=\"Rosario Bentivegna, 1922 - 2012\" width=\"540\" height=\"405\" \/><p id=\"caption-attachment-21111\" class=\"wp-caption-text\">Rosario Bentivegna, 1922 &#8211; 2012<\/p><\/div>\n<\/div>\n<h3><strong>Note<\/strong><\/h3>\n<p>1.\u00a0Emanuele Mastrangelo &amp; Enrico Petrucci, <em>Wikipedia. L\u2019enciclopedia libera e l\u2019egemonia dell\u2019informazion<\/em>e, Bietti, Milano 2013; il dibattito wikipediano su via Rasella \u00e8 trattato, in modo piuttosto tendenzioso, alle pp. 216-9, 261-2, 279, 289 e 331.<\/p>\n<p>2. Santo Peli, <em>Storie di Gap. Terrorismo urbano e Resistenza<\/em>, Einaudi, Torino 2014, p. 8.<\/p>\n<p>3.\u00a0Santo Peli, op. cit., p. 4.<\/p>\n<p>4.\u00a0Primo Levi, <em>I sommersi e i salvati<\/em>, Einaudi, Torino 2011, p. 14.<\/p>\n<p>5. Primo Levi, op. cit., p. 85.<\/p>\n<p>6. Primo Levi, op. cit., pp. 14-5.<\/p>\n<p>7. Per la legittimit\u00e0 giuridica dell\u2019attacco di via Rasella vedi la sentenza del Tribunale Civile di Roma del 26 giugno 1950 e la sent. Corte Suprema di Cassazione del 23 febbraio 1999.<br \/>\nPer una confutazione di certe ricostruzioni agiografiche sul Polizeiregiment Bozen (\u201cvecchi militari disarmati\u201d), vedi la sent. Corte Cass. 6 agosto 2007, n. 17172.<br \/>\nPer l\u2019infondatezza dell\u2019ipotesi \u201ccomplottista\u201d secondo cui la rappresaglia fu \u201ccercata\u201d dai gappisti per sbarazzarsi di gruppi rivali, vedi la (per altri versi discutibile) ordinanza di archiviazione del G.I.P. di Roma del 16 aprile 1998.<br \/>\nLa menzogna dell\u2019invito a costituirsi si trova gi\u00e0 confutata dalla ricostruzione dei fatti contenuta nella sentenza Kappler, Trib. Militare di Roma del 20 luglio 1948, ricostruzione confermata da molte altre sentenze successive; cfr., fra le altre, la sentenza definitiva contro Erich Priebke, Corte Cass. 16 novembre 1998.<br \/>\nMolti dei provvedimenti giudiziali su via Rasella e sull\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine si possono reperire nel sito <a href=\"http:\/\/www.icsm.it\/articoli\/documenti\/processi.html\">\u201cit.cultura.storia.militare\u201d<\/a>, a cura di Nicola Silva, Davide Botta, Luigi Vianelli e altri.<\/p>\n<p>8. L. Da Ponte \u2013 W.A. Mozart, <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>, atto I, scena IX.<\/p>\n<p>9. In un suo intervento del 20 agosto 2014 l\u2019utente Stonewall ha sostenuto, con buoni argomenti, che in realt\u00e0 le azioni della Resistenza non influenzavano in alcun modo la pianificazione dei bombardamenti alleati: \u201ci bomber bombardavano a volont\u00e0 e lo fecero ovviamente prima e dopo via Rasella\u201d.<\/p>\n<p>10. Benedetto Croce, <em>Teoria e storia della storiografia<\/em>, Adelphi, Milano 2001, p. 16.<\/p>\n<p>11. Edward H. Carr, S<em>ei lezioni sulla storia<\/em>, Einaudi, Torino 1970, p. 15.<\/p>\n<p>12. Cristoph Wolff, <em>Mozart sulla soglia della fortuna. Al servizio dell\u2019Imperatore 1788-1791<\/em>, EDT, Torino 2013, p. 1.<\/p>\n<p>13. Alessandro Portelli, <em>L\u2019ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria<\/em>, Feltrinelli, Milano 2012, pp. 329-34.<\/p>\n<p>14. Mimmo Franzinelli, &#8220;Mussolini revisionato e pronto per l\u2019uso&#8221;, in: AA.VV., <em>La storia negata: il revisionismo e il suo uso politico<\/em>, a cura di Angelo Del Boca, Neri Pozza, Vicenza 2009, pp. 203-236. Il saggio \u00e8 disponibile anche sul sito Internet di Mimmo Franzinelli, <a href=\"http:\/\/www.mimmofranzinelli.it\/tool\/home.php?s=0,1,55,57,102\">qui<\/a>.<br \/>\nIl tema \u00e8 strettamente collegato al mito di una &#8220;egemonia culturale di sinistra&#8221; nell&#8217;Italia del dopoguerra. A questo proposito, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18453&amp;cpage=1#comment-26157\">Wu Ming 1 ha scritto<\/a>:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-21153\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/oggirenzi.jpg\" alt=\"Oggi, Renzi.\" width=\"250\" height=\"334\" \/>\u00abEgemonia mai esistita, se si guarda alle vere agency che hanno fatto cultura popolare (cio\u00e8 senso comune) nell\u2019Italia del dopoguerra: la TV di stato bernabeiana (per anni addirittura monocanale), i rotocalchi di vastissimo consumo come \u201cOggi\u201d e \u201cGente\u201d, la divulgazione storica per le masse dei Montanelli e dei Petacco, i film dove gli italiani erano quasi sempre \u201cbrava gente\u201d, vittime della sorte e delle circostanze (al limite la colpa era tutta dei tedeschi kativi)\u2026 E naturalmente la scuola. Nel dopoguerra moltissimi maestri, presidi e dirigenti del ministero della pubblica istruzione erano gli stessi del Ventennio. Alla guida del ministero c\u2019\u00e8 stata per mezzo secolo la Democrazia Cristiana. I programmi nazionali li facevano i governi a guida DC. Non si trovano manuali di storia \u201cdi sinistra\u201d prima degli anni Settanta.<br \/>\nDel resto, se in Italia ci fosse stata davvero una \u201cegemonia di sinistra\u201d sulla cultura e sulla scuola, non ci sarebbero state tutte le <em>vere<\/em> rimozioni che hanno condizionato la vita pubblica: la rimozione del nostro imperialismo, la rimozione dei crimini coloniali e di guerra italiani, la rimozione della continuit\u00e0 strutturale tra apparato statale fascista e apparato statale repubblicano\u2026 Vi viene in mente un solo titolo di film italiano sui crimini di guerra italiani? E va ricordato che nei primi vent\u2019anni di repubblica la stessa Resistenza era rimossa e criminalizzata.<br \/>\nQuello della \u201cegemonia culturale della sinistra\u201d \u00e8 un mito revanscista che ha preso piede negli anni Novanta, ed \u00e8 basato sulla confusione tra due diverse accezioni di cultura: la cultura in senso stretto, quella \u201calta\u201d, e la cultura in senso lato, quella popolare. E\u2019 senz\u2019altro vero che per qualche decennio dopo la guerra la grande maggioranza degli artisti \u201cseri\u201d e degli intellettuali italiani fu \u201cdi sinistra\u201d, qualunque cosa voglia dire. Ma \u00e8 altrettanto vero che il senso comune veniva prodotto e riprodotto altrove. Gli italiani non leggevano Fortini: leggevano \u201cOggi\u201d. O almeno, ne leggevano titoli e didascalie.\u00bb<\/p>\n<p>15. Alessandro Portelli, op. cit., p. 331.<\/p>\n<p>16. Alessandro Portelli, op. cit., p. 327.<\/p>\n<p>17. Vedi <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/rappresaglia_%28Dizionario-di-Storia%29\/\">il lemma &#8220;Rappresaglia&#8221;<\/a> nel Dizionario di Storia Treccani on line.<\/p>\n<p>18. Aurelio Lepre, <em>Via Rasella. Leggenda e realt\u00e0 della Resistenza a Roma<\/em>, Laterza, Roma-Bari 1996, p. 43.<\/p>\n<p>19. Per questa ricostruzione cfr. Gabriele Ranzato, Roma, in: AA.VV., <em>Dizionario della Resistenza, vol. I: Storia e geografia della Liberazione<\/em>, Einaudi, Torino 2000, pp. 420-1.<\/p>\n<p>20. Giorgio Amendola, <em>Lettere a Milano. Ricordi e documenti 1939-1945<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1973, pp. 294-7.<\/p>\n<p>21. Per esempio in un articolo di Pasquale Balsamo pubblicato su \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d del 5 giugno 1948, di marca propagandistica e che offre una ricostruzione dei fatti alquanto fantasiosa.<\/p>\n<p>22. Cfr. Enzo Forcella, &#8220;Partigiani e penne rosse&#8221;, in \u201cCorriere della Sera\u201d, 10 marzo 1998.<\/p>\n<p>23. Si veda anche<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utente:Demiurgo\/Storia_giudiziaria_dell%27attentato_di_via_Rasella\"> la bozza della voce wikipediana &#8220;Storia giudiziaria dell\u2019attentato di via Rasella&#8221;<\/a>, che Demiurgo sta attualmente scrivendo nella propria sandbox (la pagina di prova dove ciascun utente pu\u00f2 preparare le sue bozze).<\/p>\n<p>24. Mimmo Franzinelli, <em>L\u2019amnistia Togliatti. 22 giugno 1946: colpo di spugna sui crimini fascisti<\/em>, Mondadori, Milano 2006.<\/p>\n<p>25. Mimmo Franzinelli, <em>L\u2019amnistia Togliatti<\/em> cit., pp. 206-7.<\/p>\n<p>26. Si veda <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utente:Demiurgo\/Controversie_sull%27attentato_di_via_Rasella\">la bozza per la nuova voce &#8220;Controversie sull\u2019attentato di via Rasella&#8221;<\/a>, sempre nella sandbox di Demiurgo.<\/p>\n<p>27. &#8220;Richiamo alla prudenza&#8221;, in \u201cl\u2019Unit\u00e0\u201d, domenica 21 giugno 1964, p. 2.<\/p>\n<p>*\u00a0<strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 il nome\u00a0usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia e le manipolazioni storiche in rete, formatosi nel 2012 durante una discussione su <em>Giap<\/em>. Con questa scelta, il gruppo omaggia <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicolas_Bourbaki\">Nicolas Bourbaki<\/a>, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983.<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong> I commenti a questo post saranno attivati dopo il 7 maggio 2015, per consentire una lettura ragionata e \u2013 nel caso \u2013 interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Salvatore Talia in collaborazione con Nicoletta Bourbaki* INDICE 0. Preambolo 1. Nascita di una voce dell&#8217;Enciclopedia Libera 2. Attacco o attentato? 3. Una citazione da Primo Levi 4. \u201cWikipedia non prende posizione\u201d: definire \u201ccontroversie\u201d anche la propaganda fascista 5. Intermezzo. Possono le dicerie senza fondamento trovare posto in un\u2019enciclopedia? 6. 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Possono le dicerie senza fondamento trovare posto in un\u2019enciclopedia? 6. 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