{"id":20954,"date":"2015-04-15T10:33:39","date_gmt":"2015-04-15T08:33:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20954"},"modified":"2019-02-09T19:15:13","modified_gmt":"2019-02-09T18:15:13","slug":"il-giornodelricordo-dieci-anni-di-medaglificio-fascista-un-bilancio-agghiacciante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/04\/il-giornodelricordo-dieci-anni-di-medaglificio-fascista-un-bilancio-agghiacciante\/","title":{"rendered":"Il #Giornodelricordo: dieci anni di medaglificio fascista. Un bilancio agghiacciante."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_20986\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/equalmn.wordpress.com\/2015\/02\/10\/un-giorno-del-ricordo-smemorato\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20986\" class=\"size-full wp-image-20986\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/foibe3.jpg\" alt=\"Collage tratto da eQual.\" width=\"600\" height=\"676\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20986\" class=\"wp-caption-text\">Collage tratto da eQual.<\/p><\/div>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> (*)<\/p>\n<h3><strong>1. Un presidente piccolo piccolo<\/strong><\/h3>\n<p>Quest&#8217;anno il Giorno del Ricordo non \u00e8 passato proprio liscio liscio.<br \/>\nPrima, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20649\">la campagna sui falsi fotografici<\/a> che abbiamo lanciato su <em>Giap<\/em> \u00e8 arrivata sui media mainstream sia in Italia (<em>L&#8217;Espresso<\/em>) sia in Slovenia (<em>Mladina<\/em>).<br \/>\nIn seguito, la notizia del conferimento dell&#8217;onorificenza ai congiunti del <a href=\"http:\/\/www.osservatorionuovedestre.net\/?p=1747\">volontario del Battaglione \u00abMussolini\u00bb<\/a> <strong>Paride Mori<\/strong>\u00a0 ha scoperchiato un vaso di Pandora. Poche settimane dopo il 10 febbraio, il Corriere ha pubblicato un articolo a firma di Alessandro Fulloni (<a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/15_marzo_19\/foibe-criminali-guerra-fascisti-300-combattenti-rsi-medaglie-ricevute-il-giorno-ricordo-49b164a6-ce59-11e4-b573-56a67cdde4d3.shtml \">\u00abFoibe, 300 fascisti di Sal\u00f2 ricevono la medaglia per il Giorno del Ricordo\u00bb<\/a>), in cui si parla di ben trecento onorificenze &#8211; sulle mille assegnate a partire dal 2005 \u2013 attribuite a militari inquadrati nelle formazioni collaborazioniste della RSI.<br \/>\nA livello nazionale la notizia ha destato un certo scalpore, ma\u00a0chi ha la memoria lunga e l&#8217;abitudine a guardare oltre il cortile di casa propria, ricorda bene che gi\u00e0 nel 2007 era successo un discreto casino.<br \/>\nAll&#8217;epoca Napolitano pronunci\u00f2 un discorso passato alla storia, o perlomeno alla cronaca. Discorso che, tra le altre cose, conteneva la plateale manipolazione di un passo dello storico\u00a0<strong>Raoul Pupo<\/strong>:<!--more--><\/p>\n<p>Pupo: \u00abIl quadro che si offre all&#8217;analisi storica \u00e8 dunque decisamente articolato, perch\u00e9 nei fatti dell&#8217;autunno del 1943 sembrano intrecciarsi pi\u00f9 logiche: giustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e faide paesane, oltre a un disegno di sradicamento del potere italiano &#8211; attraverso la decimazione e l&#8217;intimidazione della classe dirigente &#8211; come precondizione per spianare la via a un contropotere partigiano che si presentasse in primo luogo come vendicatore dei torti, individuali e storici, subiti dai croati dell&#8217;Istria.\u00bb<\/p>\n<p>Napolitano: \u00abCos\u00ec, si \u00e8 scritto, in uno sforzo di analisi pi\u00f9 distaccata, che gi\u00e0 nello scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre, nell&#8217;autunno del 1943, si intrecciarono &#8220;giustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento&#8221; della presenza italiana da quella che era, e cess\u00f2 di essere, la Venezia Giulia.\u00bb<\/p>\n<p>Lo sradicamento del <em>potere<\/em> italiano diventava <em>tout court<\/em> sradicamento della presenza italiana; l&#8217;Istria diventava l&#8217;intera Venezia Giulia; scomparivano il contropotere partigiano e, soprattutto, i torti subiti dai croati.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9, Napolitano consegn\u00f2 la medaglia di acciaio brunito con la scritta \u00abLa Repubblica italiana ricorda\u00bb al figlio o al nipote di <strong>Vincenzo Serrentino<\/strong>, ultimo prefetto di Zara.<\/p>\n<p>Il Presidente croato\u00a0<strong><span class=\"st\">Stjepan Mesi\u0107<\/span><\/strong> non prese bene n\u00e9 il discorso di Napolitano (soprattutto per il revanscismo che traspariva da un passaggio sul confine del &#8217;47) n\u00e9 l&#8217;onorificenza consegnata a Serrentino.<br \/>\nInfatti,\u00a0chi \u00e8 &#8216;sto Serrentino, che su Wikipedia, fino a stamane,\u00a0era\u00a0catalogato tra le &#8220;vittime delle dittature comuniste&#8221;?<\/p>\n<p>Durante l&#8217;occupazione nazifascista\u00a0della Jugoslavia, Serrentino fu uno dei tre componenti del Tribunale Straordinario della Dalmazia, un organo \u201cgiudiziario\u201d alle dirette dipendenze del Governatore Bastianini, creato a scopo repressivo per terrorizzare la popolazione civile in funzione antipartigiana.<\/p>\n<p>Il tribunale commin\u00f2 decine di condanne a morte, eseguite seduta stante, dopo processi lampo indiscriminati, basati sul principio della responsabilit\u00e0 collettiva. Per tale motivo Serrentino venne catturato a Trieste dai partigiani jugoslavi nel 1945, processato come criminale di guerra, e fucilato a Sebenico nel 1947.<\/p>\n<p>Non solo: persino la commissione italiana per i crimini di guerra, istituita con lo scopo preciso di insabbiare, insabbiare, insabbiare, nel 1946 inser\u00ec Serrentino nella lista dei (pochi) criminali deferiti all&#8217;autorit\u00e0 militare.<\/p>\n<div id=\"attachment_20955\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20955\" class=\"size-full wp-image-20955\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Streljanje_Rade_Konc\u030cara_i_drugova.jpg\" alt=\"Fucilazione del segretario del Partito comunista croato Rade Kon\u010dar e di altri antifascisti, il 22 maggio 1942 a Sebenico, in seguito alla condanna a morte emessa dal Tribunale Speciale del Governatorato di Dalmazia.\" width=\"600\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-20955\" class=\"wp-caption-text\">Fucilazione di antifascisti, tra i quali il segretario del Partito comunista croato Rade Kon\u010dar, il 22 maggio 1942 a Sebenico, in seguito alla condanna a morte emessa dal Tribunale Speciale del Governatorato di Dalmazia.<\/p><\/div>\n<p>Ma come, si chiederanno i meno informati, le medaglie non devono andare ai parenti degli &#8220;infoibati&#8221;? Serrentino non \u00e8 mica finito in una foiba&#8230;<\/p>\n<p>Beata ingenuit\u00e0. Il termine &#8220;foibe&#8221;, come scrivono <strong>Pupo &amp; Spazzali<\/strong> in un loro rinomato libro (<em>Foibe<\/em>, Bruno Mondadori, Milano 2003), \u00abva accolto, purch\u00e9 si tenga conto del suo significato simbolico e non letterale\u00bb. Si usa &#8220;foibe&#8221; per intendere \u00able violenze di massa a danni di militari e civili, in larga prevalenza italiani, scatenatasi nell&#8217;autunno del 1943 e nella primavera del 1945 in diverse aree della Venezia Giulia e che nel loro insieme procurarono alcune migliaia di vittime.\u00bb E anche se a parere dei due storici \u00absarebbe pi\u00f9 appropriato parlare di &#8220;deportati&#8221; e &#8220;uccisi&#8221; per indicare tutte le vittime della repressione\u00bb, ormai tutti parlano di &#8220;foibe&#8221; e &#8220;infoibati&#8221;, e quindi pure loro si adeguano.<br \/>\nAnche <strong>Gianni Oliva<\/strong> dice che il termine ha \u00abun carattere simbolico\u00bb e il suo uso \u00abva accompagnato dall&#8217;avvertenza che buona parte delle vittime (probabilmente la maggior parte) non \u00e8 stata eliminata nelle foibe\u00bb (<em>Foibe<\/em>, Mondadori, Milano 2002).<\/p>\n<p>A questo punto, un lettore attento potrebbe domandarsi:<br \/>\n\u00abMa se persino gli storici pi\u00f9 citati nel dibattito mainstream, quelli ospitati da Vespa, dicono che le vittime sono <em>alcune migliaia<\/em> di cui la <em>maggior parte<\/em> \u00e8 morta <em>in altre circostanze<\/em>, dove vanno a finire gli italiani gettati &#8220;a decine di migliaia&#8221; nelle foibe ancora vivi e legati l&#8217;uno all&#8217;altro con fil di ferro di cui ho letto su Facebook e\/o sentito dire\u00a0da Giorgia Meloni?\u00bb<\/p>\n<p>Bella domanda, sarebbe bello sentirla fare pi\u00f9 spesso. Quando la sentono, i fascisti &#8220;sopperiscono&#8221; alla mancanza di fonti e di prove&#8230; urlando. E qui vale la pena ripescare\u00a0un epigramma di <strong>Beppe Fenoglio<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>[LXIV] A BALBO<br \/>\nBalbo oratore, delle due l&#8217;una:<br \/>\no rinforzi il concetto o indebolisci la voce.<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>2. Aguzzini nella nebbia<br \/>\n<\/strong><\/h3>\n<p>Il caso di Serrentino non \u00e8 certo stato l&#8217;unico prima di Mori. Nonostante la fitta nebbia che circonda l&#8217;edificio del GdR (una via di mezzo tra la nebbia di <em>The others<\/em> di Amenabar e quella di <em>The mist<\/em> di Stephen King), alcuni storici come <strong>Sandi Volk<\/strong> e <strong>Milovan Pisarri<\/strong> sono riusciti, negli anni, a recuperare i nomi di decine di \u201cdecorati\u201d e <a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2012\/03\/i-riconoscimenti-per-gli-infoibati-ai-criminali-di-guerra-italiani\/\">hanno scoperto parecchie cose<\/a>. Tre esempi di decorati:<\/p>\n<p><strong>Luciani Bruno<\/strong>, riconoscimento ricevuto nel 2007. Dal suo dossier (AJ, fondo 110, busta 231, f. br. 24206):<br \/>\n\u00ab[&#8230;] <em>Il giorno 27 novembre 1944 venne arrestata Varich Wilma dagli agenti Ciarlenco e Luciani, membri della polizia di Collotti, e venne portata nel carcere in via Bellosguardo. Qui venne interrogata. Venne legata al tavolo, picchiata e presa a pugni; questo venne fatto dal brigadiere Ciarlenco. Vedendo i torturatori che non aveva intenzione di dire nulla, cominciarono a bruciarle le mani, le gambe e le guance con l\u2019elettricit\u00e0. Dopo un\u2019ora fu portata in cella. Il giorno successivo fu trasportata nel carcere presso i Gesuiti. Dopo ottanta giorni fu nuovamente interrogata e torturata nel carcere in via Cologna, poi trasferita al Coroneo e dopo due mesi fu internata in Germania.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p><strong>Privileggi Iginio<\/strong>, riconoscimento ricevuto nel 2007. Dal suo dossier (AJ, fondo 110, busta 214, f. br. 21168):<br \/>\n\u00ab[&#8230;] <em>Il giorno 2 febbraio 1944 arrestarono Pribeti\u0107 Ivan, che venne portato in carcere, maltrattato e picchiato; venne picchiato in particolare dal fascista Privileggi. Lo stresso giorno si recarono a Nova Vasi e arrestarono Viggintin Petar, che venne portato a Parenzo e ucciso con una mitragliatrice poco distante dall\u2019abitazione di Mate Vla\u0161i\u0107. Nel corso di questa esecuzione vennero riconosciuti i fascisti Kova\u010di\u010d Mario e Destilatis Ennio. In quell\u2019occasione diedero fuoco alla casa di Vla\u0161i\u0107 Mate, e quando Vla\u0161i\u0107 Petar tent\u00f2 di spegnere l\u2019incendio, i fascisti lo presero e lo portarono al cimitero, dove venne ucciso con una raffica di mitragliatrice. A quest\u2019esecuzione parteciparono Privileggi Iginio e Ramarro Luigi. Allo stesso modo uccisero sempre a Nova Vasi Brnobi\u0107 Ivan e sua moglie Vitkorija, Orahovac Antun, Jerovac Mate, Radin Ga\u0161pare, Sor\u010di\u010d Bruno (\u2026).<br \/>\nIl criminale sopraindicato \u00e8 stato liquidato dalle nostre autorit\u00e0 come risulta dal rapporto della Commissione per i crimini di guerra in Istria numero 389.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><strong>Stefanutti Romeo<\/strong>, riconoscimento ricevuto nel 2006 e nel 2007. Dal suo dossier (AJ, fondo 110, busta 230, f. br. 24016):<br \/>\n\u00ab<em>I fascisti di diverse guarnigioni, e in particolare di quella di Oprtalj, commisero nel corso del 1944 nel territorio di Buzet una serie di crimini nei confronti della pacifica popolazione locale, con lo scopo di annientarla e di appropriarsi dei loro beni. La Commissione per i crimini di guerra in Istria ha accertato che in quel periodo critico, il milite Stefanutti Romeo partecip\u00f2 personalmente ai crimini di seguito descritti [&#8230;] Dalla fine del gennaio 1944 fino alla fine del giugno dello stesso anno, nel territorio di Buzet, senza alcun motivo vennero uccisi i seguenti civili: Grizan\u010di\u0107 Mate, Grizan\u010di\u0107 Andjelo (questi venne portato al cimitero nel paese di Sale\u017e dove gli vennero cavati gli occhi, tagliate le orecchie, mentre il suo corpo venne martoriato con il coltello; poi fu fucilato), Zonta Miha, Zonta Antun, una certa Ana di Zrenja il cui cognome non si conosce (venne sgozzata), Pruhar Ivan, Mu\u0161kovi\u0107 Antuna (venne ucciso mentre badava ai suoi tacchini, che vennero poi rubati dai fascisti), Kodelij Antun e Prodan Antun; inoltre, saccheggiarono e incendiarono 14 abitazioni, mentre arrestarono due persone e li mandarono nei campi in Germania.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>La lista pi\u00f9 completa e aggiornata dei decorati <a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Premiati-aprile-2015.pdf\">si trova sul sito \u00ab10 Febbraio 1947\u00bb (pdf)<\/a>.<\/p>\n<p>Eppure il testo della legge istitutiva del Giorno del Ricordo sembra chiaro:<\/p>\n<p>\u00abSono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati soppressi nei modi e nelle zone di cui ai commi 1 e 2 mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell\u2019Italia.\u00bb<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 possibile che i militari della RSI, collaborazionisti degli occupatori nazisti, ricevano l&#8217;onorificenza? Vuoi vedere che&#8230;<\/p>\n<h3><strong>3. Salvate il camerata Barbagli<\/strong><\/h3>\n<p>Inopinatamente, una traccia ce la d\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327\">l&#8217;uomo che si fa chiamare Presbite<\/a>, che si \u00e8 pi\u00f9 volte dichiarato persona informata dei fatti, in una discussione avvenuta nei meandri di Wikipedia:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa prima formulazione era gi\u00e0 contenuta all&#8217;interno del primissimo progetto di legge (quello presentato solo da aennini). La finalit\u00e0 era quella di evitare che si presentasse a chiedere la decorazione uno che era morto mentre combatteva per le formazioni inquadrate nell&#8217;EPLJ! E allora hanno messo questa formula &#8220;a fisarmonica&#8221;, presa paro paro dal primo progetto. In questa maniera \u00e8 vero che non possono essere premiati quelli &#8211; per esempio &#8211; delle SS italiane, ma quelli sono gi\u00e0 dannati e stradannati e gli ex missini tutto sommato sapevano benissimo che fin l\u00ec non potevano spingersi. Loro volevano proprio cercare di &#8220;salvare&#8221; quelli dalla RSI morti infoibati (quelli in combattimento non possono essere decorati).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_20332\" style=\"width: 320px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1994\/04\/22\/estate-91-blitz-missino-in-serbia.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20332\" class=\"wp-image-20332 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/robertomenia.jpg\" alt=\"Roberto Menia, braccio destro di FIni\" width=\"310\" height=\"500\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-20332\" class=\"wp-caption-text\">Il <em>braccio destro<\/em> di Fini. Roberto Menia, ex-deputato del PdL e poi di FLI, ex-sottosegretario all&#8217;ambiente, autore della legge che ha istituito il \u00abGiorno del Ricordo\u00bb. Attualmente \u00e8 segretario generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. Per un esempio di brillante azione a tutela degli italiani nel mondo, clicca sulla foto e leggi l&#8217;articolo \u00abBlitz missino a Belgrado\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>E in effetti, leggendo gli atti del dibattito parlamentare sulla legge istitutiva del Giorno del Ricordo, il punto di maggior contrasto tra coloro che votarono a favore risulta essere stato proprio quello riguardante la possibilit\u00e0 di conferire la decorazione ai repubblichini. Nella sua relazione introduttiva, <strong>Roberto Menia<\/strong> disse esplicitamente che si sarebbe dovuto dare un riconoscimento ai volontari del Btg. \u201cMussolini\u201d e della X Mas. Tale possibilit\u00e0 fu contestata dall&#8217; Ulivo, che per\u00f2 non riusc\u00ec a far passare i propri emendamenti. L&#8217;ultimo intervento al Senato fu quello di <strong>Marcello Basso<\/strong>, che disse:<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] intervengo sul provvedimento &#8220;Istituzione del \u00abGiorno del ricordo\u00bb in memoria delle vittime delle foibe, dell\u2019esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati&#8221;, perch\u00e9 turbato dalla lettura dei Resoconti pervenutici dalla Camera dei deputati; perch\u00e9 scosso dal fatto che negli interventi dei deputati, ma anche dei senatori, della destra non ci sia alcun riferimento alla guerra di aggressione dell\u2019Italia fascista e della Germania nazista alle popolazioni della Iugoslavia, anche da parte di chi, lo voglio dire, autorevole rappresentante della Lega, andava in tempi assolutamente recenti in pellegrinaggio da Milo\u0161evi\u0107; perch\u00e9 scandalizzato dal fatto che nella relazione al provvedimento l\u2019onorevole Menia citi in positivo l\u2019opera dei reparti della X MAS e del Battaglione bersaglieri Mussolini sul confine orientale; scorato, altres\u00ec, dal fatto che non emerga sforzo alcuno per capire il contesto storico che ha originato la grande tragedia delle foibe e dell\u2019esodo giuliano-dalmata; preoccupato \u2013 anche questo voglio dire \u2013 da talune recrudescenze irredentiste. Si parte, magari come fa il senatore Servello, dalla richiesta della restituzione dei beni agli esuli, per poi magari pretendere la restituzione dei territori.\u00bb<\/p>\n<p>Oggi sappiamo che i timori espressi da Basso erano pi\u00f9 che fondati. Lo sapevamo gi\u00e0 allora, a dire il vero. Lo sapevamo fin dal 1996, quando Menia, presentando la sua primissima proposta di legge, disse in aula:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abI partigiani titini, a seguito dell\u20198 settembre 1943, per circa sessanta giorni infierirono su quanto d\u2019italiano vi era in quella terra della frontiera orientale. Ributtati nelle loro zone di origine dalle armi tedesche e da quelle della Repubblica sociale italiana, tornarono con la fine della guerra e, dal maggio 1945 \u2013 padroni incontrastati della situazione \u2013 completarono le loro vendette con altri massacri, con altre stragi.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci chiediamo allora perch\u00e9 a suo tempo Basso e altri dubbiosi avessero comunque votato a favore. La risposta probabilmente \u00e8: ordine di scuderia. Perch\u00e9 il Giorno del Ricordo \u00e8 stato il punto d&#8217;arrivo di un progetto di lungo corso, di un patteggiamento di Fassino e Violante direttamente con Fini e Menia.<\/p>\n<p>Gli &#8220;ex comunisti&#8221; del PDS volevano costruire nientemeno che la &#8220;memoria condivisa&#8221;.<br \/>\nI &#8220;post fascisti&#8221; volevano semplicemente riabilitare i repubblichini.<\/p>\n<p>E&#8217; del tutto evidente che la posizione dei primi fosse perdente, oltre che stupida, sbagliata e incompatibile con i principi dell&#8217;antifascismo, e quindi coi fondamenti stessi della Repubblica. La posizione dei secondi invece \u00e8 del tutto coerente con la storia da cui provengono. Solo l&#8217;ottusit\u00e0 &#8211; o il cinismo &#8211; della classe politica del centrosinistra pu\u00f2 spiegare la decisione di svendere in quel modo i principi dell&#8217;antifascismo, calpestando il buon senso e qualunque seriet\u00e0 nell&#8217;approccio al tema del rapporto storia-memoria: la memoria non \u00e8 e non pu\u00f2 essere condivisa, \u00e8 un fatto individuale o di gruppo. Solo nei regimi totalitari c&#8217;\u00e8 una memoria condivisa di stato.<\/p>\n<p>Il tentativo di imporre una\u00a0memoria condivisa ha avuto effetti devastanti su tutta la vita del Paese, a cominciare dal mondo della scuola.\u00a0Grazie al Giorno del Ricordo, scuole e musei sono obbligati per legge &#8211;\u00a0e da pressioni politiche\u00a0&#8211;\u00a0a organizzare iniziative con associazioni di esuli come l&#8217;ANVGD e\u00a0l&#8217;Unione degli Istriani.\u00a0<a href=\"http:\/\/web.archive.org\/web\/20150403052419\/http:\/\/www.barbadillo.it\/37200-bortoluzzi-la-compagnia-dell-anello-da-40-anni-contro-sauron\/\">In questa intervista<\/a> al gruppo musicale neofascista La Compagnia dell&#8217;anello,\u00a0il frontman\u00a0Bortoluzzi\u00a0racconta che nelle scuole si\u00a0fanno cantare ai bambini le canzoni revansciste della band:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abUna delle pi\u00f9 grosse soddisfazioni rimane per\u00f2 il ricevere le richieste dello spartito di <i>Di l\u00e0<\/i> <i>dall\u2019acqua<\/i> da parte di insegnanti che fanno cantare ai cori delle scuole la nostra canzone.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma si sono fatti passare come sacerdoti di una verit\u00e0 &#8220;di tutti&#8221; i detentori di una memoria che fino a pochi anni fa era confinata all&#8217;estrema destra.<\/p>\n<p>Ricordiamo che, come non manca di far notare Bortoluzzi, un\u00a0verso di <em>Di l\u00e0 dall&#8217;acqua<\/em>\u00a0&#8211; \u00abPerch\u00e9 in Dalmazia non ti sembri strano\u00a0\/ anche le pietre parlano italiano\u00bb &#8211; \u00e8 usato da <strong>Simone Cristicchi<\/strong> nel suo spettacolo <em>Magazzino 18.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20965\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Simone_Cristicchi_magazzino_18_teatro_nuovo_verona_495.jpg\" alt=\"Simone Cristicchi in Magazzino 18\" width=\"597\" height=\"359\" \/><\/p>\n<h3><strong>4. The mist<\/strong><\/h3>\n<p>Ma torniamo alle onorificenze ai repubblichini. Chi ne\u00a0ha deciso\u00a0concretamente l&#8217;assegnazione? La legge affida questo compito a una commissione formata da 10 persone:<br \/>\n&#8211; quattro sono militari degli uffici storici degli stati maggiori delle forze armate (esercito, marina, aeronautica, arma dei carabinieri);<br \/>\n&#8211; quattro sono rappresentanti delle associazioni degli esuli;<br \/>\n&#8211; uno \u00e8 nominato dalla presidenza del consiglio;<br \/>\n&#8211; uno \u00e8 nominato dal ministero degli interni.<br \/>\nPare che sia prassi consolidata che i due membri di nomina politica siano anch&#8217;essi dei militari.<br \/>\nI nomi dei membri della commissione non sono di pubblico dominio. Nemmeno i nomi dei decorati lo sono. Scartabellando sul sito del Ministero della Difesa, si possono comunque trovare i nomi dei militari degli uffici storici (aggiornati al 15-3-2012):<br \/>\nCol. <strong>Antonio Zarcone<\/strong>, C.V. <strong>Francesco Loriga<\/strong>, Col. <strong>Vittorio Cencini<\/strong> e Col. <strong>Paolo Aceto<\/strong>, <a href=\"http:\/\/web.archive.org\/web\/20121106015553\/http:\/\/www.difesa.it\/Ministro\/CISM\/Pagine\/composizione.aspx2\">come si pu\u00f2 vedere da qui<\/a>.<br \/>\nInvece <a href=\" http:\/\/www.governo.it\/Presidenza\/DICA\/2_CONCERTAZIONE_AMMINISTRATIVA_MONITORAGGIO\/servizio_1\/Commissione_Foibe\/relazioni_annuali\/relazione_cerimonia_foibe_2012.pdf\">qui<\/a> scopriamo che nel 2012 il presidente della commissione era l&#8217;Ammiraglio di Squadra <strong>Alessandro Picchio<\/strong>, e <a href=\"http:\/\/ilpiccolo.gelocal.it\/trieste\/cronaca\/2014\/12\/26\/news\/morto-a-80-anni-il-generale-riccardo-basile-1.10562389\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> che il Gen. <strong>Riccardo Basile<\/strong> \u00e8 stato membro della commissione fino alla sua morte nel 2014.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anvgd.it\/notizie\/17411-onorificenze-ai-congiunti-degli-infoibati-comunicato-di-marino-micich--18dic14.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dal sito dell&#8217; ANVGD<\/a> veniamo a sapere il nome di uno dei rappresentanti degli esuli: <strong>Marino Micich<\/strong>.<br \/>\nSugli altri nomi nebbia fitta. C&#8217;\u00e8 un&#8217;interrogazione parlamentare in corso, a cui finora non \u00e8 stata data risposta. Nebbia ancora pi\u00f9 fitta avvolge i lavori di questa commissione e le procedure di conferimento delle insegne. Tutte le richieste sono state accolte? Come si \u00e8 deciso quali accogliere? Come sono avvenute le verifiche?<br \/>\nInoltre, secondo la legge, le richieste sarebbero dovute arrivare entro dieci anni dall\u2019entrata in vigore della legge stessa (quindi entro aprile del 2014). Le insegne e i diplomi consegnati lo scorso febbraio in occasione del Giorno del Ricordo dovrebbero dunque essere stati gli ultimi. Allora la commissione \u00e8 sciolta? E la documentazione, come previsto, \u00e8 stata gi\u00e0 versata all\u2019Archivio di Stato?<\/p>\n<h3><strong>5. Ritorneremo!<\/strong><\/h3>\n<p>La medaglia e la pergamena invece sono questi:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Mori-Paride-riconoscimento-al-fascista.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare, nella pergamena compaiono anche i nomi delle &#8220;province perdute&#8221;: Pola, Fiume, Zara. \u00c8 come se un&#8217;onorificenza britannica riportasse Dublin, Bombay, Rhodesia. Anche questo aspetto revanscista era ampiamente prevedibile e previsto. Nel 2003 Menia, presentando la sua terza proposta di legge, disse in aula:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCi sono pagine, nella storia dei popoli e degli uomini, che grondano di dolore e di ingiustizia. Oltre cinquant\u2019anni fa con il Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, reso esecutivo dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1430 del 1947, si scrisse una di quelle pagine. Essa sanc\u00ec la mutilazione territoriale delle terre orientali d\u2019Italia e la perdita della gran parte della Venezia Giulia e della Dalmazia [&#8230;]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Concetto peraltro ribadito anche da Napolitano nel suo discorso del 2007:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una &#8220;pulizia etnica&#8221;\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Per uno di quei giochi strani che fa la vita, mentre gli &#8220;ex comunisti&#8221; del PDS si appiattivano completamente sulla vulgata della propaganda neofascista triestina, elaborata a partire dagli anni Quaranta e sdoganata a livello nazionale a partire dagli anni novanta, per <a href=\"http:\/\/fc.retecivica.milano.it\/Rete%20Civica%20di%20Milano\/le%20Associazioni\/ANPI\/S068C04F8-068C04F9?WasRead=1\">ascoltare qualcosa di ragionevole<\/a> in quegli anni bisognava rivolgersi a uno storico come <strong>Galliano Fogar<\/strong>, partigiano azionista, e senza dubbio oppositore della Jugoslavia di Tito (sottolineatura nostra):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon \u00e8 un caso che il 10 febbraio preso dalla destra come simbolo della tragedia (ma foibe ed esodo sono due cose distinte) \u00e8 la data della sigla del Trattato di Pace di Parigi. Ma questi signori non spiegano che<span style=\"text-decoration: underline;\"> l&#8217;Italia era sul banco degli imputati<\/span> e che la gran parte dell&#8217;Istria e Fiume furono perdute non certo per colpa dei partigiani ma per le precise colpe del fascismo e della sua violenta opera snazionalizzatrice prima e per l&#8217;invasione della Jugoslavia poi.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>6. The end<\/strong><\/h3>\n<p>E oggi? Il bilancio, a dieci anni dall&#8217;istituzione del Giorno del Ricordo, \u00e8 agghiacciante. Tra foto farlocche, onorificenze a nazifascisti assortiti, e discorsi ufficiali privi di qualunque fondamento storico, il GdR sembra essere diventato uno dei pilastri dell&#8217;identit\u00e0 nazionale italiana, a suggello di un ripugnante &#8220;patteggiamento della memoria&#8221; tra &#8220;ex comunisti&#8221; e &#8220;post fascisti&#8221;. L&#8217;epitome perfetta del paese reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20983\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/italiainvitta21.jpg\" alt=\"L'italia invitta\" width=\"600\" height=\"291\" \/><\/p>\n<p>&#8211;<\/p>\n<p>*\u00a0<strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 il nome\u00a0usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia e le manipolazioni storiche in rete, formatosi nel 2012 durante una discussione su <em>Giap<\/em>. Con questa scelta, il gruppo omaggia <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicolas_Bourbaki\">Nicolas Bourbaki<\/a>, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>***<\/b><\/p>\n<p>Se a questo punto\u00a0avete l\u2019impressione che molte cose\u00a0non tornino nella narrazione sulle foibe imperversante nei media, consigliamo la lettura di:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20327\" rel=\"nofollow\"><b>FOIBE O ESODO? 24 FAQ PER IL \u00abGIORNO DEL RICORDO\u00bb<\/b><\/a> \u2013 di <strong>Lorenzo Filipaz<\/strong><\/p>\n<p>e, a seguire, del nostro dossier sui falsi fotografici in tema di foibe:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20649\"><strong>COME SI MANIPOLA LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: IL GIORNO DEL RICORDO E I FALSI FOTOGRAFICI SULLE FOIBE<\/strong><\/a> &#8211; di <strong>Piero Purini<\/strong> e <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9, avrete gli elementi per capire la portata delle distorsioni e manipolazioni compiute sulla Wikipedia in lingua italiana, raccontate in:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327\" rel=\"nofollow\"><strong>WIKIPEDIA E LA STORIA DETURPATA: IL CASO PRESBITE<\/strong><\/a> \u2013 di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong><\/p>\n<p>E anche quale operazione ideologica sia stata fatta per il tramite di Cristicchi e del suo spettacolo <em>Magazzino 18<\/em>, come spiegato in:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=16149\" rel=\"nofollow\"><strong>QUELLO CHE CRISTICCHI DIMENTICA. MAGAZZINO 18, GLI \u00abITALIANI BRAVA GENTE\u00bb E LE VERE LARGHE INTESE<\/strong><\/a> \u2013 di <strong>Piero Purini<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, si tratta di capire quale velenosa funzione abbia avuto e continui ad avere il vittimismo nella formazione e nel mantenimento dell\u2019ideologia nazionale italiana. Primi elementi di riflessione su questo li trovate in:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18453\" rel=\"nofollow\"><strong>TERRORISMO, MIGRANTI, FOIBE, MARO\u2019\u2026 APPUNTI SUL VITTIMISMO ITALIANO<\/strong><\/a> \u2013 di Wu Ming 1<\/p>\n<p><strong>NOTA BENE:<\/strong> tutti questi testi, compreso quello qui sopra, sono disponibili in ePub, in formato Mobi per Kindle, in versione ottimizzata per la stampa e in PDF. I link sono subito sotto i post: quello per l\u2019ePub a sinistra, quello per stampa\/PDF a destra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Nicoletta Bourbaki (*) 1. Un presidente piccolo piccolo Quest&#8217;anno il Giorno del Ricordo non \u00e8 passato proprio liscio liscio. Prima, la campagna sui falsi fotografici che abbiamo lanciato su Giap \u00e8 arrivata sui media mainstream sia in Italia (L&#8217;Espresso) sia in Slovenia (Mladina). 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