{"id":20012,"date":"2015-01-03T16:09:17","date_gmt":"2015-01-03T15:09:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=20012"},"modified":"2024-05-26T14:45:31","modified_gmt":"2024-05-26T12:45:31","slug":"dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/","title":{"rendered":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20038\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg\" alt=\"Copertina New Italian Epic\" width=\"355\" height=\"563\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Wu Ming 1<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl New Italian Epic\u00a0\u00e8 morto. \u00c8 morto perch\u00e9 recava in s\u00e9 il suo epitaffio con tanto di date: 1993-2008; ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec, in un paese in cui non sembra morire (n\u00e9 nascere) mai nulla, in cui il ciclo della vita \u00e8 arrugginito, inceppato.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec scriveva <strong>Jadel Andreetto <\/strong>sei anni fa,\u00a0<a href=\"http:\/\/archivio.panorama.it\/cultura\/libri\/Intervista-con-Wu-Ming-sul-New-Italian-Epic\">nel gennaio 2009<\/a>, e proseguiva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl pi\u00f9 grande pregio [del memorandum di Wu Ming 1]\u00a0\u00e8 stato quello di rimanere liquido, di individuare una nebulosa di opere; che si intrecciano, si sfiorano, si muovono su direttrici simili anche se lontane; senza congelarle irrimediabilmente in un genere o in una definizione. Il New Italian Epic \u00e8 un punto di partenza non un punto di arrivo, la sua decomposizione rende il terreno fertile, le sue caratteristiche non sono regole ma ancoraggi provvisori per un banco di meduse in movimento nei flutti della letteratura italiana. E questo la critica ufficiale non sembra averlo colto.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=11255\">Qualche anno dopo<\/a>, nel 2013, mi \u00e8 capitato di\u00a0riassumere la vicenda in questo modo:<\/p>\n<p>\u00abAi tempi del \u201cmemorandum\u201d sul New Italian Epic, lo ricorderete, io proposi di cercare quello che chiamavo l\u2019<em>allegoritmo<\/em> comune a molti libri scritti in Italia pi\u00f9 o meno a partire dal \u201993, dall\u2019inizio della cosiddetta \u201cSeconda repubblica\u201d. Quel termine un po\u2019 bislacco e non utilissimo, \u201callegoritmo\u201d, lo avevo preso dagli studi sui videogame, anche se il mio uso era diverso. Quel che intendevo dire era: cerchiamo l\u2019<em>algoritmo delle allegorie,\u00a0<\/em>le allegorie profonde che stanno alla base di questi libri. Mi sembrava che al fondo, pur nella diversit\u00e0 apparente delle forme o delle ambientazioni, quei romanzi raccontassero una stessa storia di base, mettendo in atto una sequenza di \u201cistruzioni\u201d (appunto, una sorta di algoritmo) che ricevevano dall\u2019ambiente e dalla fase storica. Lo facevano ciascuno a modo suo e senza che i loro autori fossero consapevoli della parentela, della strana \u201caria di famiglia\u201d che trasmettevano i loro libri. Provvisoriamente, proposi di indicare quell\u2019insieme di libri con l\u2019espressione \u201cNew Italian Epic\u201d. Scelta infelice, perch\u00e9 la maggior parte dei critici si ferm\u00f2 l\u00ec, spernacchiandomi per la scelta \u201cesterofila\u201d etc. [&#8230;]\u00a0Le proposte critiche abbozzate nel \u201cmemorandum\u201d furono descritte in modi caricaturali e poi rigettate in blocco, cos\u00ec anche il discorso sulla \u201cmorte del Vecchio\u201d cadde nel vuoto e non se n\u2019\u00e8 pi\u00f9 fatto nulla.\u00bb<\/p>\n<p>Esageravo a bella posta. In realt\u00e0\u00a0diverse\u00a0proposte critiche abbozzate nel &#8220;memorandum&#8221; sono state recepite, riprese, modificate, discusse in convegni e seminari (soprattutto fuori d&#8217;Italia), fatte oggetto di saggi (alcuni li indichiamo in calce a questo post), &#8220;rimesse al lavoro&#8221; da altri scrittori e scrittrici e usate come fonte d&#8217;ispirazione in altri ambiti (si pensi al lavoro sulla &#8220;magia militante&#8221; di <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/research.php?url=20140623\"><strong>Mariano Tomatis<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Il &#8220;fuoco di sbarramento&#8221; e le <a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2009\/02\/18\/new-italian-epic-reazioni-de-p\/\">reazioni &#8220;de panza&#8221;<\/a> sono stati aggirati semplicemente<em> smettendo di usare l&#8217;espressione &#8220;New Italian Epic&#8221;<\/em>.<br \/>\nPoich\u00e9\u00a0la maggioranza dei\u00a0detrattori si era fermata al <em>nome<\/em>, che per noi era un dettaglio trascurabile, non vedendo pi\u00f9 il nome\u00a0hanno creduto di essersi sbarazzati della <em>cosa.<\/em><\/p>\n<p>Nella loro immaginazione, la <em>cosa<\/em> era il tentativo da parte di Wu Ming di lanciare \u00abun movimento letterario a sua\u00a0immagine e somiglianza\u00bb. Di questo movimento, <em>New Italian Epic<\/em> era ritenuto\u00a0il <em>manifesto<\/em> da respingere con violenza.<\/p>\n<p>Abbiamo assistito pi\u00f9 volte a prese di posizione ostili che avevano come premessa <em>l&#8217;esatto opposto<\/em> di quanto scritto nel memorandum e nel libro.<br \/>\nIn un libro uscito di recente, giusto per fare un esempio, una collega scrittrice afferma\u00a0che \u00abl&#8217;autofiction [\u00e8] un genere assai inviso dal New Italian Epic\u00bb. Chi ha letto NIE ricorder\u00e0\u00a0che\u00a0svariate delle opere prese in esame sono libri di autofiction (si pensi a <em>Medium<\/em> di <strong>Giuseppe Genna<\/strong>), e del resto\u00a0noi stessi abbiamo praticato l&#8217;autofiction in <em>Grand River<\/em> e in alcuni racconti.<br \/>\nLa medesima autrice pone come premessa del suo riassunto di terza mano\u00a0l&#8217;osservazione che\u00a0in <em>NIE\u00a0<\/em>\u00a0\u00abprevale [&#8230;] il giallo e il criminale\u00bb, quando invece\u00a0noi recepivamo\u00a0in pieno la tesi avanzata da <strong>Tommaso De Lorenzis<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2005\/12\/20\/termidoro\/\">nell&#8217;articolo <em>Termidoro<\/em>, pubblicato su <em>Carmilla<\/em> nel 2005<\/a>: il cosiddetto &#8220;noir italiano&#8221; aveva ormai poco\u00a0da dire, conosceva una deriva <em>reazionaria<\/em>\u00a0e &#8211; aggiungiamo &#8211; oggi \u00e8 <em>la narrazione consolatoria del presente<\/em>.<br \/>\nQuanto al\u00a0dibattito avviato col memorandum, viene descritto dalla collega come \u00abaggressiva autorappresentazione e autopromozione mediatica di un gruppo deciso a dar battaglia a tutto ci\u00f2 che non rientra nel suo gusto sotto una bandiera che \u00e8 stemma o etichetta commerciale, senza sostanza.\u00bb<br \/>\nBoh.<\/p>\n<div id=\"attachment_20015\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20015\" class=\"size-full wp-image-20015\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/alias_piccati.jpg\" alt=\"Illustrazione e titolo dell\u2019articolo di Emanuele Trevi, da Alias del 14\/02\/2009\" width=\"214\" height=\"179\" \/><p id=\"caption-attachment-20015\" class=\"wp-caption-text\">Illustrazione e titolo di un\u00a0articolo apparso su\u00a0<em>Alias<\/em>\u00a0il 14\/02\/2009<\/p><\/div>\n<p>&#8220;Demolito&#8221; il manifesto immaginario. Abortito il presunto movimento. Piegate le supposte velleit\u00e0 degli infami Wu Ming (rappresentati sul supplemento <em>Alias<\/em> del &#8220;manifesto&#8221; come cinque pinocchi bugiardi). Cachinni di vittoria, Yuk! Yuk! Yuk! Scampato pericolo, ritorno alla routine.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 vissuta da chi il memorandum l&#8217;aveva letto davvero,\u00a0<em>New Italian Epic<\/em>\u00a0non era che il nome transitorio\u00a0di\u00a0un corpus eterogeneo &#8211; la cosiddetta &#8220;nebulosa&#8221; &#8211;\u00a0di opere letterarie raggruppate \u00a0da uno sguardo <em>retrospettivo<\/em>. Come lapidariamente riassunto da Andreetto, il memorandum, lungi dall&#8217;annunciare il futuro, parlava di un&#8217;epoca gi\u00e0 trascorsa, una fase <em>gi\u00e0 terminata<\/em> della letteratura italiana: quella che andava\u00a0dai primi anni Novanta alla fine degli anni Zero.\u00a0Il memorandum proponeva una riflessione su quanto appena accaduto, cercando di cogliere l&#8217;<em>allegoria profonda<\/em> di quelle opere.<br \/>\nOpere i cui titoli, nel 2010, apparvero all&#8217;improvviso<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2011\/01\/12\/new-epic-bloc-tre-anni-dopo-il\/\"> sugli scudi del cosiddetto &#8220;Book Bloc&#8221;<\/a>. Evidentemente, non eravamo i soli a vedere un insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/book-bloc_Genova.jpg\" alt=\"Book Bloc\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>Dopo il dibattito sul NIE, tutto \u00e8 cambiato molto rapidamente, e cos\u00ec doveva essere. Oggi, nella letteratura italiana, non sembra esserci nulla di paragonabile alla &#8220;nebulosa&#8221; descritta\u00a0nel 2008. E&#8217; quello che ho dichiarato nell&#8217;intervista rilasciata nel corso del 2013-2014 a <strong>Simone Brioni<\/strong>, ora inclusa nell&#8217;opera collettanea\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aracneeditrice.it\/aracneweb\/index.php\/pubblicazione.html?item=9788854877351\"><em>Subalternit\u00e0 italiane, percorsi di ricerca tra letteratura e storia<\/em><\/a>, a cura di Valeria Deplano, Lorenzo Mari e Gabriele Proglio (Roma, Aracne, 2014). La riporto integralmente di seguito.<\/p>\n<p>Dall&#8217;intervista, al contempo, risulta chiaro che la riflessione post-NIE si incentra soprattutto sullo &#8220;sguardo obliquo&#8221; e sui cosiddetti &#8220;oggetti narrativi non-identificati&#8221;, altro nome che di suo ha poca importanza, come specificato <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19281\">nella presentazione della collana Quinto Tipo<\/a> che da poco dirigo per le edizioni Alegre.<br \/>\nQuesto \u00e8 il motivo per cui, dopo l&#8217;intervista rilasciata a Brioni, propongo un\u00a0articolo\u00a0apparso sul &#8220;manifesto&#8221; pochi giorni fa, a firma di Mauro Trotta, dove si passa dal NIE a Quinto Tipo e si recensisce il primo titolo della collana, <em>Diario di Zona<\/em> di <strong>Luigi Chiarella (Yamunin)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2042<\/p>\n<p><strong>POSTCOLONIALISMO, SUBALTERNIT\u00c0 E NEW ITALIAN EPIC<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Simone Brioni<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0<i>New Italian Epic\u00a0<\/i><i>memorandum<\/i> (2008) di Wu Ming 1 \u00e8 una mappatura critica dello scenario letterario in Italia dal 1993 al 2008.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\"><sup>i<\/sup><\/a><\/sup> L\u2019importanza di questo testo si pu\u00f2 misurare dall\u2019acceso dibattito critico che ha suscitato e dalle parole di\u00a0<b>Alberto Asor Rosa<\/b> , secondo cui il memorandum rappresenta \u00abl\u2019unico tentativo recente di sistemazione teorico-letteraria di tale materia degno di questo nome\u00bb, ed \u00e8 \u00abaltamente meritorio per il solo fatto, \u2013 raro, ripeto \u2013 di entrare nel merito\u00bb (2009). L\u2019obiettivo di questo intervento \u00e8 quello di discutere alcuni dei temi contenuti in quel saggio alla luce del recente interesse per gli studi e le narrazioni postcoloniali in Italia, di cui proprio alcuni dei membri del gruppo Wu Ming si sono di recente occupati con le opere collettive\u00a0<i>Point Lenana<\/i> di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara (2013), e\u00a0<i>Timira. Romanzo meticcio<\/i> di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (2012). Sul loro blog,\u00a0G<i>iap<\/i>, i Wu Ming hanno definito questi due scritti come \u00abla prima multi-opera della nuova epoca\u00bb\u00a0del processo artistico del collettivo, mossa dall\u2019\u00abesigenza di<em> allargare<\/em>, di estendere le collaborazioni, di ibridare le scritture e di<em> creolizzare Wu Ming<\/em>\u00bb (2013c).<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\"><sup>ii<\/sup><\/a><\/sup> In secondo luogo, questa intervista vuole mettere in luce alcuni aspetti legati alla rappresentazione della subalternit\u00e0 nel NIE, discutendo i legami tra la riflessione teorica proposta da presente volume e la pratica artistica. L&#8217;intervista \u00e8 il risultato di due conversazioni avvenute con l\u2019autore a Roma, il 5 Giugno 2013, e a Pisogne, in provincia di Brescia, il 22 giugno 2013. L\u2019intervento \u00e8 stato poi completato per corrispondenza nel 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni<\/b><\/p>\n<p>Nel\u00a0<i>New Italian Epic<\/i><i> memorandum<\/i> non parli mai esplicitamente di (post-)colonialismo, nonostante questo tema sia centrale in molte delle opere del vostro collettivo. Per esempio,\u00a0<i>Point Lenana<\/i> e\u00a0<i>Timira<\/i> affrontano in maniera diretta la questione del colonialismo italiano, mentre\u00a0<i>54<\/i> (2002) e\u00a0<i>Altai<\/i> (2009) sono ambientati in territori liminali &#8211; rispettivamente il confine tra Italia e Slovenia e quello tra Oriente ed Occidente che si verr\u00e0 a definire dopo la battaglia delle Curzolari &#8211; e\u00a0<i>Manituana<\/i> (2007) racconta la conquista europea del Nord America e il massacro degli indiani americani. Inoltre, tre tra gli articoli pi\u00f9 commentati di\u00a0<i>Giap<\/i>\u00a0nel 2013 hanno riguardato rispettivamente la vicenda dei mar\u00f2 italiani in India (Matteo Miavaldi 2013), la questione del neo-irredentismo a Trieste (Tuco 2013), e il \u2018diritto al paesaggio\u2019 transnazionale che reclamano i cittadini di Istanbul a Gezi Park come gli abitanti della Val di Susa (Wu Ming 2013a).<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\"><sup>iii<\/sup><\/a><\/sup> Non credi che proprio la riflessione riguardo a questioni irrisolte relative ai confini nazionali o al ruolo geopolitico dell\u2019Italia, all\u2019eredit\u00e0 del colonialismo e alla persistenza di una retorica neocoloniale possa costituire una delle caratteristiche distintive di alcuni dei testi che hai incluso nel NIE?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Fino agli anni novanta l\u2019Italia \u00e8 stata un luogo importantissimo dal punto di vista geopolitico perch\u00e9 era al centro del Mediterraneo, allungata verso i paesi del Medio Oriente e del Nordafrica. Inoltre, aveva il movimento operaio e il partito comunista pi\u00f9 forti dell\u2019Occidente e confinava con la Jugoslavia, un paese della Cortina di ferro. Per queste ragioni era un \u2018sorvegliato speciale\u2019 degli Stati Uniti che vi hanno installato basi militari, cos\u00ec tante che si potrebbe parlare di una \u2018colonizzazione atlantica\u2019. Con la fine della guerra fredda il paese ha perso <em>ex abrupto<\/em> questo ruolo geopolitico: il socialismo reale e il pericolo del panarabismo erano terminati, e l\u2019Italia \u00e8 entrata in uno stato di crisi e di irresolutezza dal punto di vista identitario e della sua caratura sul proscenio internazionale. Il fatto che l\u2019Italia fosse un paese &#8220;colonizzato&#8221; ha contribuito a rimuovere il suo passato coloniale e ha creato una schizofrenia di fondo, che resta ancora da risolvere.<\/p>\n<p>A complicare questa riflessione va notato inoltre che il nostro paese deve fare i conti con una colonizzazione interna, con le enormi differenze che esistono tra sud e nord, e con la pesante eredit\u00e0 legata al processo che ha portato all\u2019unit\u00e0. Per molti versi, il meridionalismo \u00e8 la nostra teoria postcoloniale: <strong>Gaetano Salvemini<\/strong>, per esempio, potrebbe esserne considerato uno studioso, perch\u00e9 si \u00e8 occupato della situazione di una Parte del paese che \u00e8 stata conquistata e sfruttata, anche se ancor oggi questa colonizzazione non \u00e8 riconosciuta come tale. Questo statuto irrisolto e questa condizione di forte crisi d\u2019identit\u00e0 si manifesta in alcuni momenti come un rigurgito neoborbonico. Penso per esempio al libro <em>Terroni<\/em> di<strong> Pino Aprile<\/strong> (2010), che in corrispondenza del centocinquantesimo anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia ha contestato il processo unitario non dal punto di vista meridionalista, come Salvemini, ma attraverso un revanscismo meridionale, sostenendo che a sud si trovino gli eredi di popolazioni colonizzate con la violenza da un esercito di occupazione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha avuto una guerra coloniale fin dall\u2019inizio della sua storia unitaria, vale a dire quella contro il brigantaggio.\u00a0Questa guerra o, per meglio dire, la guerriglia resistente contro un esercito alieno fatto di piemontesi, lombardi e, pi\u00f9 tardi, veneti, diventa pi\u00f9 comprensibile se la inseriamo nella storia del colonialismo italiano, confrontandola con le guerre di liberazione che libici ed etiopi combatterono pochi decenni dopo. Io credo non si possa prescindere dall\u2019eredit\u00e0 della guerriglia italo-meridionale se vogliamo comprendere la dimensione postcoloniale dell\u2019Italia. Considerando tutti questi aspetti e queste sfaccettature c\u2019\u00e8 molto di postcoloniale nella letteratura italiana, ma ben prima dell\u2019arrivo di scrittori immigrati dalle ex-colonie e del NIE. Le riflessioni legate a problemi molto simili a quelli affrontati oggi dalle teorie postcoloniali hanno da un lato condizionato tutto il dibattito nazionale e dall\u2019altro causato una rimozione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni<\/b><\/p>\n<p>L\u2019assenza di un dibattito circa il colonialismo interno pu\u00f2 forse permetterci di comprendere meglio il successo di un partito come la Lega Nord, che ha utilizzato in maniera tutt\u2019altro che ironica una retorica anticoloniale per rappresentare il Nord come \u2018oppresso\u2019 da un sud inoperoso e parassitario. Come <strong>Ottiero Ottieri<\/strong> ha descritto nel romanzo\u00a0<i>Un\u2019irata sensazione di peggioramento<\/i> (2002), la Lega Nord non \u00e8 altro che il sintomo della schizofrenia di un paese che non ha saputo fare i conti con la sua storia.<\/p>\n<p>Vorrei per\u00f2 soffermarmi su uno degli aspetti che hai menzionato, vale a dire la scrittura di autori provenienti dalle ex-colonie italiane che si \u00e8 sviluppata dall\u2019inizio degli anni Novanta. \u00c8 significativo notare che il 1993, la data che indichi nel\u00a0<i>Memorandum<\/i> come l\u2019inizio di una nuova sensibilit\u00e0 narrativa, coincida con la pubblicazione di tre testi fondamentali \u2013 o, per utilizzare il lessico del\u00a0<i>Memorandum<\/i> , tre \u2018oggetti narrativi non identificati\u2019 seppur con una chiara ispirazione autobiografica \u2013, i primi che raccontano il colonialismo italiano dalla parte dei colonizzati, vale a dire \u2018<em>Scirscir N\u2019Demna\/Andiamo a spasso<\/em>\u2019 di <strong>Maria Abeb\u00f9 Viarengo<\/strong> (1992),\u00a0<i>Aul\u00f2. Canto Poesia dell\u2019Eritrea<\/i> di <strong>Ribka Sibhatu<\/strong> (1993), e il romanzo autobiografico\u00a0<i>Lontano da Mogadiscio<\/i> di <strong>Shirin Ramzanali Fazel<\/strong> (1994).<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\"><sup>iv<\/sup><\/a><\/sup> Seppur adottando una prospettiva del tutto diversa rispetto a quella del NIE, anche questi lavori si concentrano sulla congiunzione, la tensione, e la giustapposizione di macro- e micro-storia in relazione alla condizione postcoloniale del mondo in cui viviamo. Esistono a tuo parere punti di contatto tra queste esperienze? Possiamo parlare di uno\u00a0<i>Zeitgeist<\/i> letterario innescato da questi testi, e poi raccolto in forma diversa da altri autori?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Non ho incluso questo tipo di scritture nella mappatura molto sommaria che avevo redatto, perch\u00e9 il memorandum \u00e8 costituito da appunti senza pretesa di esaustivit\u00e0 o di sistematicit\u00e0. Tuttavia questi legami sono stati rilevati nel periodo di massima discussione sul NIE \u00a0tra il 2008 e il 2010, in particolare in relazione all\u2019opera di due scrittrici le cui famiglie provengono dal Corno d\u2019Africa, <strong>Igiaba Scego<\/strong> e <strong>Gabriella Ghermandi<\/strong>. \u00c9 evidente che quando parli di rimosso e di rovesciamento dello sguardo sul colonialismo non puoi non impattare con questo tipo di produzione letteraria. Se fossimo pi\u00f9 attenti riconosceremmo per\u00f2 che queste opere parlano di una condizione gi\u00e0 presente nella storia nazionale. Sono le caratteristiche geopolitiche di cui ho parlato in precedenza a predisporre l\u2019Italia a un incontro-scontro con scritture che si occupano del tema del\u00a0colonialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni<\/b><\/p>\n<p>Tu e Wu Ming 2 avete parlato a pi\u00f9 riprese di una \u2018nebulosa\u2019 di opere che parlano della condizione postcoloniale dell\u2019Italia, di cui fanno parte anche i romanzi di <strong>Carlo Lucarelli<\/strong> e <strong>Andrea Camilleri<\/strong>, solo per citare i lavori di due degli autori pi\u00f9 noti al grande pubblico. Tuttavia, queste opere e quelle di cui tu e Wu Ming 2 siete coautori rispettivamente con Roberto Santachiara e Antar Mohamed descrivono l\u2019alterit\u00e0 coloniale da diversi punti di vista, pi\u00f9 o meno distanti dai soggetti subalterni, e immaginano le colonie e i colonizzati in maniera dissimile. Quali sono le differenze principali tra le opere della nebulosa? Qual \u00e8 la prospettiva che avete scelto tu e Roberto Santachiara per rappresentare il colonialismo italiano in\u00a0<i>Point Lenana<\/i>?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>\u00c9 possibile collocare tutti questi testi in una sequenza di progressivo avvicinamento all\u2019 \u2018altro\u2019, anche se questo movimento non rispetta l\u2019ordine cronologico in cui le opere sono state scritte. <em>La presa di Macall\u00e8<\/em> (2003)\u00a0e <em>Il nipote del Negus<\/em> (2010)\u00a0di Andrea Camilleri non operano un rovesciamento dello sguardo e sono italocentrici, nel senso che si svolgono a Vigata, una citt\u00e0 immaginaria della Sicilia, e alludono continuamente a come la vita quotidiana di questo paese \u00e8 modificata da eventi apparentemente molto lontani come la guerra d\u2019Etiopia. Il bambino superdotato protagonista de <em>La presa di Macall\u00e8<\/em>, Michilino, e i suoi compagni mimano le battaglie coloniali a scuola seguendo per copione i resoconti abbelliti che arrivano dal fronte etiope in quegli anni. I bambini sono suddivisi tra quelli che quelli che fanno da italiani e quelli che si colorano la faccia di nero, per impersonare gli abissini. Questa operazione affronta in maniera interessante un groviglio di temi cruciali nell\u2019esperienza coloniale, come la percezione dell\u2019altro visto da qui e il rapporto tra dominazione e sessualit\u00e0. <em>La presa di Macall\u00e8<\/em> \u00e8 un testo molto duro ed \u00e8 il mio preferito tra quelli scritti da Camilleri, anche se molti dei suoi lettori affezionati l\u2019hanno rigettato. Tuttavia questo romanzo non mostra com\u2019\u00e8 il mondo visto da un\u2019altra prospettiva, non \u2018fa il controcampo\u2019, come si dice nel cinema. <em>Il nipote del Negus<\/em> compie un\u2019operazione narrativa meno radicale del testo precedente perch\u00e9 mantiene una dimensione di commedia e parla degli scompigli causati dalla presenza di un nobile etiope giunto a Vigata per studiare. A differenza de <em>La presa di Macall\u00e8<\/em>,\u00a0ne <em>Il nipote del Negus<\/em>\u00a0viene rappresentato per la prima volta un soggetto colonizzato che per\u00f2 non parla mai e viene sempre descritto attraverso lo sguardo altrui o grazie al supporto di fonti documentali fittizie, come lettere e dispacci.<\/p>\n<p><em>L\u2019ottava vibrazione<\/em> (2008)\u00a0di Carlo Lucarelli si svolge invece in Eritrea e ci sono personaggi eritrei, anche se la rappresentazione di una donna-strega-mendicante-prostituta eritrea di nome Aisha non mi ha convinto molto. \u00c9 un libro coraggioso e ammirevole perch\u00e9 ha cercato di andare contro alcune delle aspettative del lettore, anche se alcune delle sue scelte formali, come il cambiamento repentino dal presente al passato remoto per creare una sorta di zoom, o il tentativo di far ascoltare il plurilinguismo \u2013salvo per\u00f2 inserire sempre la traduzione in italiano a seguire \u2013, non sono forse riuscite del tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/timirabig.jpg\" alt=\"Timira\" width=\"500\" height=\"784\" \/><\/p>\n<p>In maniera del tutto diversa fra loro, sia <em>Timira<\/em> sia <em>Point Lenana<\/em>\u00a0cercano di\u00a0rovesciare lo sguardo e di riposizionarlo poi \u2018di sghembo\u2019, creando quindi non un controcampo perfetto, ma obliquo. Wu Ming 2 e Antar Mohamed (l\u2019ordine dei nomi degli autori sulle copertine di <em>Timira<\/em> e <em>Point Lenana<\/em>\u00a0\u00e8 stato voluto dall\u2019editore per ragioni di marketing) hanno assunto completamente lo sguardo dell\u2019 \u2018altro\u2019, quello di Isabella. Isabella \u00e8 cittadina italiana, conosce a memoria Virgilio e Dante, ma \u00e8 profuga nel suo paese. Vive in Somalia per trent\u2019anni, ma parla l\u2019italiano, la lingua dell\u2019invasore di ieri, invece del somalo. Il rovesciamento dello sguardo in <em>Timira<\/em> \u00e8 spiazzante perch\u00e9 \u00e8 posto \u2018di sbieco\u2019 tra diverse culture, non si cerca di raccontare semplicemente la prospettiva di una \u2018donna nera\u2019. Molto del fascino di <em>Timira<\/em> sta in questo, nei tratti cangianti della protagonista, che ha un profilo caratteriale nitido \u2013 \u00e8 una donna forte, ma con delle asperit\u00e0 \u2013, e dall\u2019altro ha un profilo sociale sfocato. A volte il lettore empatizza con Isabella, a volte per niente. Timira offre una rappresentazione dell\u2019alterit\u00e0 che \u00e8 altra rispetto alle caratteristiche che spesso vengono associate ad essa.<\/p>\n<p><em>Timira<\/em> e <em>Point Lenana<\/em>\u00a0sono due gemelli eterozigoti, anche se io e Santachiara (che a differenza di Antar \u00e8 co-autore, ma non co-scrivente insieme a un membro di Wu Ming) abbiamo compiuto un\u2019operazione ulteriormente diversa, occupandoci in maniera pi\u00f9 diretta del rimosso coloniale e del rapporto tra la conquista e le insicurezze del maschio italiano sulla sua virilit\u00e0. A differenza di <em>Timira<\/em>, abbiamo rappresentato molti personaggi africani, senza per\u00f2 andare in profondit\u00e0. L\u2019effetto che abbiamo voluto creare \u00e8 stato quello di continuo spostamento: entriamo nella testa di tante persone attraverso un discorso libero indiretto che per\u00f2, tutto a un tratto, cambia punto di vista.<\/p>\n<p>Per esempio, il capitolo che parla dell\u2019opinione popolare subito prima della prima guerra di Libia d\u00e0 le vertigini, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un continuo slittamento di prospettiva. In questo parte del romanzo, si passa dalla vox populi, al discorso indiretto libero, al discorso indiretto di un personaggio, al dialogo tra i due autori, per poi ritornare alla vox populi, scoprendo che in realt\u00e0 sono due persone che stanno litigando e che fanno parte del pubblico che sta ascoltando <strong>Giovanni Pascoli<\/strong> recitare <em>La grande proletaria si \u00e8 mossa<\/em> (1911) in un teatro. \u00c8 uno dei capitoli pi\u00f9 virtuosistici del libro, infatti quando l\u2019ho letto dal vivo ho dovuto cambiare voci e accenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-20040\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5570pascoli_M.jpg\" alt=\"Giovanni Pascoli\" width=\"330\" height=\"321\" \/><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Wu_Ming_1_Africa_e_fica_BartlebyBI17102012.mp3\">L&#8217;Africa \u00e8 la fica<\/a><br \/>\n<em>L&#8217;Africa \u00e8 la fica<\/em>. Reading\/anteprima da\u00a0<em>Point Lenana<\/em>\u00a0a sostegno di Bartleby, \u00a0Bologna, 17 ottobre 2012 (cinque mesi prima dell&#8217;uscita del libro).<br \/>\n<strong>N.B.<\/strong> Il capitolo \u00e8 stato ridotto per la lettura. Manca, ad esempio, un paragrafo (divertente ma difficile da leggere) sul truffaldino Trattato di Uccialli del 1889.<br \/>\nDurata: 15&#8217;38&#8221;. Il reading completo<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=10008\"> \u00e8 qui<\/a>.<\/h5>\n<p>E poi entriamo nella testa di altre persone, come <strong>Omar al-Mukhtar<\/strong> e <strong>Hail\u00e9 Selassi\u00e9<\/strong>, che a un certo punto parla attraverso un discorso indiretto libero.<\/p>\n<p>Il fulcro di <em>Point Lenana<\/em>\u00a0\u00e8 proprio il meta-discorso attraverso il quale mettiamo il lettore di fronte alle scelte che dobbiamo fare come autori. <em>Point Lenana\u00a0<\/em>\u00e8 un libro pi\u00f9 rizomatico di <em>Timira<\/em> perch\u00e9 il rovesciamento dello sguardo non \u00e8 focalizzato su un personaggio solo. Sia chiaro, anche <em>Timira<\/em> \u00e8 un oggetto narrativo non identificato, ha diversi registri e tipologie testuali montate, dato che \u00e8 al tempo stesso un romanzo, un\u2019inchiesta, un reportage, e una biografia. Tuttavia, la vita di <strong>Felice Benuzzi<\/strong> non pu\u00f2 essere davvero considerata come il baricentro di <em>Point Lenana<\/em> perch\u00e9 nella prima parte lui \u00e8 del tutto assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni<\/b><\/p>\n<p>Che la meta-narrazione sia al centrale in\u00a0<i>Point Lenana<\/i> appare evidente anche dal fatto che il romanzo prenda le mosse dal libro di Felice Benuzzi\u00a0<i>Fuga sul Kenya<\/i> (1948) e dalla sua traduzione infedele, o meglio, dalla sua riscrittura in inglese, pubblicata con il titolo\u00a0<i>No Picnic on Mount Kenya<\/i> (1952).\u00a0<i>No Picnic on Mount Kenya<\/i> parla a un pubblico che eccede i confini nazionali, e offre una visione pi\u00f9 accurata della versione italiana sull\u2019esperienza dell\u2019autore in Africa Orientale. In\u00a0<i>Point Lenana<\/i> , oltre a Felice Benuzzi, sono presenti altre due figure di traduttori, vale a dire sua moglie, <strong>Stefania Benuzzi<\/strong>, e tu stesso, che ti sei misurato in passato con la traduzione di <strong>Elmore Leonard<\/strong> e <strong>Stephen King<\/strong> in italiano. In che modo la tua esperienza come traduttore influisce sulla tua scrittura e viceversa? Qual \u00e8 il ruolo che la traduzione svolge nella rappresentazione dell\u2019alterit\u00e0 e dell\u2019altrove?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/point_lenana_cover.png\" alt=\"Point Lenana\" width=\"434\" height=\"667\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Fai bene a parlare di &#8220;almeno tre traduttori&#8221; in <em>Point Lenana<\/em>, perch\u00e9 in realt\u00e0 ce ne sono molti di pi\u00f9. Per esempio, ci sono la mia amica Karen, che ha tradotto per noi alcuni testi sloveni, e l\u2019imperatore Francesco Giuseppe, autore di numerose traduzioni. Leggere\u00a0<em>Fuga sul Kenya<\/em>\u00a0accanto a <em>No Picnic on Mount Kenya<\/em> \u00e8 stato un piccolo esercizio di traduttologia, perch\u00e9 Benuzzi adatta lo humour al suo pubblico e inserisce note canzoni inglesi al posto di canzoni italiane. Per esigenze narrative, in <em>Point Lenana<\/em> racconto il mio stupore di fronte alla scoperta di due diverse versioni dell\u2019opera, ma in realt\u00e0 lo sospettavo. \u00c9 impossibile autotradursi, perch\u00e8 gli autori non hanno il rispetto necessario per tradurre le loro stesse opere senza volerle modificare. La scrittura e la traduzione hanno confini permeabili: la traduzione \u00e8 una riscrittura, lo scrittore e il traduttore riflettono entrambi su come trasportare \u2018altrove\u2019 una storia che viene da un contesto culturale ben definito. La mia esperienza di traduttore \u00e8 stata fondamentale per la scrittura di <em>Point Lenana<\/em> poich\u00e9 mi ha permesso di adottare diversi sguardi. Per esempio, io e Roberto ci siamo documentati su testi in inglese di storici africani sul colonialismo inglese e italiano, che sono poco conosciuti in Italia. <em>Point Lenana<\/em> include inoltre alcune poesie\u00a0di\u00a0<strong>Sre\u010dko Kossovel<\/strong>, il pi\u00f9 grande poeta sloveno del novecento, che era cittadino italiano, triestino, ma non \u00e8 conosciuto nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni\u00a0<\/b><\/p>\n<p><i>Point Lenana<\/i> \u00e8 un testo in cui la storia di quattro imperi \u2013 austroungarico, britannico, italiano e tedesco \u2013 viene raccontata presentando un\u2019accurata fedelt\u00e0 alle fonti. La fusione tra la dimensione narrativa e storico-saggistica mi \u00e8 parsa una risposta al mancato impatto sulla societ\u00e0 italiana da parte degli studi storici critici sul colonialismo, che nel corso degli ultimi quarant\u2019anni hanno ampiamente documentato le violenze, l\u2019uso dell\u2019iprite, gli espropri, le deportazioni, i campi di reclusione e di sterminio, e la segregazione razziale. Come avete ampiamente denunciato anche su\u00a0<i>Giap<\/i>\u00a0(Wu Ming 1, 2013), l\u2019intitolazione di un mausoleo ad Affile, in provincia di Roma, in onore del maresciallo <strong>Rodolfo Graziani<\/strong> (poi revocata per intervento della regione Lazio) sembra ancora una volta confermare che esiste un colpevole oblio su questi crimini. Quale impatto pensi che il tuo\/vostro lavoro possa avere sulla societ\u00e0 italiana?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Quando <strong>Angelo Del Boca<\/strong> nel 1965 ha parlato dei gas e dell\u2019uso delle armi chimiche, \u00e8 stato vittima di un negazionismo organizzato il cui capofila era <strong>Indro Montanelli<\/strong>. Montanelli era arrivato a dire che l\u2019Italia aveva fatto del bene in Africa, che aveva solo costruito strade. Del Boca ha scontato una solitudine spaventosa, ha subito insulti, minacce, denunce, e persecuzioni, ma non si \u00e8 fatto intimidire, e ha continuato le sue ricerche, documentando l\u2019orrore nero su bianco. Nel 1996 il ministero italiano della difesa ha ammesso l\u2019uso dell\u2019iprite, e Montanelli ha chiesto pubblicamente scusa, salvo poi rimangiarsi tutto dopo solo sei mesi.<\/p>\n<p>Nelle ultime pagine dell\u2019introduzione a <em>La nostra Africa<\/em> (2003), Del Boca ha chiaramente affermato che gli storici avevano fatto tutto ci\u00f2 che era possibile per squarciare quel velo di silenzio, e che ora la palla passava agli scrittori. Beh, noi quella palla l\u2019abbiamo presa e abbiamo le idee chiare su ci\u00f2 che vogliamo fare: usare tecniche letterarie per raccontare quell\u2019orrore minuziosamente a chi non lo conosceva o non ne aveva che il sentore. In Point Lenana abbiamo cercato di abbattere il muro delle rimozioni anche su un\u2019altra storia rimossa di colonizzazione, vale a dire la persecuzione degli sloveni in Venezia Giulia. La stragrande parte degli italiani non ne sa niente, la storia di Trieste \u00e8 ignorata, anche se l\u2019Italia ha fatto la prima guerra mondiale per conquistarla. Agli scrittori per\u00f2 non si possono assegnare doti taumaturgiche in un paese in cui si legge pochissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Simone Brioni<\/b><\/p>\n<p>Nel NIE, la denuncia dell\u2019orrore si accompagna spesso alla volont\u00e0 di dar voce a chi ne \u00e8 privo o, per meglio dire, ne \u00e8 stato privato. Per esempio, nelle opere di Wu Ming sono numerosi i personaggi subalterni, come Momodou, il protagonista immigrato del racconto omonimo contenuto nella raccolta<i>Anatra all\u2019arancia meccanica<\/i> (2011). Allo stesso modo,\u00a0<i>Q<\/i> di Luther Blissett si apre con la descrizione di un personaggio che si descrive come \u2018una delle figure di sfondo nell\u2019affresco\u2019 (IV). In un articolo per<i> Internazionale<\/i> avete poi raccontato la storia di <strong>Marco Bruno<\/strong> \u2013 un manifestante contro la costruzione della linea di treni ad alta velocit\u00e0 in Val di Susa, che venne ripreso mentre contestava la presenza della polizia chiamando un agente \u2018Pecorella\u2019 \u2013, \u2018con l\u2019io narrante, perch\u00e9 solidariet\u00e0 \u00e8 anche \u201cdare dell\u2019io a qualcun altro\u201d\u2019 (Wu Ming 2013b).<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote5sym\" name=\"sdendnote5anc\"><sup>v<\/sup><\/a><\/sup> Queste storie parlano di esperienze di subalternit\u00e0 diverse e non paragonabili, rispettivamente quella di un immigrato in termini di razza e classe rispetto alla cultura bianca dominante, quella di coloro che sono stati esclusi dalla narrazione ufficiale della storia, e quella che un attivista deve subire rispetto alla sua rappresentazione nei mass media. Occorrerebbe forse definire cosa caratterizza la condizione di \u2018subalternit\u00e0\u2019 oggi in Italia e poi come questa condizione possa essere collocata in relazione ad un contesto globale. Tuttavia, la rappresentazione di coloro che non hanno voce pone il narratore di fronte a riflessioni simili riguardo all\u2019etica della scrittura. In che modo il NIE parla dei oppure al posto dei subalterni?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>Wu Ming 1\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Dubito fortemente che si possa parlare del NIE coniugando i verbi al presente, a meno che non sia presente storico. Se dovessi fotografare la scena letteraria italiana oggi, sei anni dopo il memorandum, ne risulterebbe un&#8217;immagine molto diversa. Gi\u00e0 allora la mia era una \u2018istantanea del passato\u2019, del periodo 1993 &#8211; 2008. Fotografavo una scena che si stava gi\u00e0 allontanando nel tempo. Oggi la \u2018vena\u2019 di molti autori i cui libri NIE avevo incluso nel memorandum si \u00e8 inaridita (alcuni sono addirittura morti!), e pochi hanno lavorato per prolungare in avanti le linee di tendenza che cercavo di individuare. La lunga crisi ha accelerato il tracollo dell&#8217;editoria, un tracollo non solo economico ma culturale e di idee, e mi sembra che in Italia stia uscendo poco di davvero interessante. O almeno, esce poco che interessi a me. Delle \u2018tendenze\u2019 individuate nel 2008, l&#8217;unica che procede a grande velocit\u00e0 \u00e8 quella degli \u2018oggetti narrativi non-identificati\u2019, ma non \u00e8 certo una prerogativa italiana, l&#8217;ibridazione delle tipologie testuali \u00e8 una cosa che sta avvenendo in tutto il mondo. Questo \u00e8 il motivo per cui non posso parlare \u2018a nome del NIE\u2019, analizzare il modo in cui il NIE parla dei subalterni, dire quale sia l&#8217;etica del NIE: in Italia non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessun NIE. N\u00e9 sono in grado di rispondere su quali differenze vi siano tra le condizioni di subalternit\u00e0 che si vivono in Italia e quelle che si vivono altrove, \u00e8 davvero una domanda troppo vasta. Posso dire qualcosa su di noi, su Wu Ming, su chi sono i \u2018senza voce\u2019 dei nostri libri.<\/p>\n<p>Bisogna tenere presente che, a parte poche eccezioni, i nostri libri non hanno un&#8217;ambientazione contemporanea. Noi lavoriamo con la storia, con il passato. I \u2018senza voce\u2019 sono dunque coloro che stanno \u2018dalla parte sbagliata della storia\u2019. Qual \u00e8 la parte sbagliata della storia? E&#8217; quella che soccombe nella memoria pubblica, quella la cui battaglia viene distorta o edulcorata o sepolta in una fossa comune. Di solito si parla di \u2018storia scritta dai vincitori\u2019, ma se per \u2018vincitori\u2019 intendiamo chi ha vinto sul campo, allora \u00e8 un\u2019espressione semplicistica. Torniamo all&#8217;esempio che facciamo sempre, quello della guerra del Vietnam. Lo facciamo sempre perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 chiaro di tutti. Sul campo vinsero l&#8217;esercito del Vietnam del Nord, ma noi quel conflitto non lo abbiamo sentito raccontare da loro, lo abbiamo sentito raccontare e visto rappresentare da chi, dopo aver perso sul campo, ha vinto nella memoria pubblica. Il punto di vista sulla guerra del Vietnam \u00e8 sempre quello statunitense, noi ricordiamo film come <em>Apocalypse Now<\/em>, <em>Platoon<\/em>, <em>The Deer Hunter<\/em>\u00a0etc. La maggior parte dei film post-bellici sul Vietnam non celebra n\u00e9 rende eroica quella guerra, anzi, sono opere dal chiaro taglio \u2018autocritico\u2019, ma non rovesciano mai lo sguardo, non ci sono mai personaggi vietnamiti di qualche spessore, il nemico \u00e8 l&#8217;indistinto \u2018Charlie\u2019 che si muove nella giungla senza mai comparire oppure \u00e8 una caricatura, come il tizio che dirige la roulette russa nella palafitta di <em>The Deer Hunter<\/em>. Come risultato, ci ritroviamo film di propaganda non dichiarata, pi\u00f9 subdoli degli altri. La propaganda \u00e8 quella del punto di vista americano: s\u00ec, abbiamo perso, ma solo noi possiamo raccontare che abbiamo perso, solo noi abbiamo la necessaria sensibilit\u00e0, e soprattutto abbiamo mezzi pi\u00f9 potenti, quindi possiamo stabilire un monopolio della rimembranza e del dolore. Sono pur sempre affari nostri, anche letteralmente, perch\u00e9 di quella rimembranza e di quel dolore facciamo mercato. Che io mi ricordi, c&#8217;\u00e8 un solo Vietnam movie dove al Vietcong \u00e8 concesso diritto di parola e lo sguardo improvvisamente si rovescia, ed \u00e8 <em>Good Morning Vietnam<\/em> di <strong>Barry Levinson<\/strong> (1987). Credo sia stato possibile perch\u00e9 per gran parte del tempo il film \u00e8 una commedia, mette in campo diversivi e in questo modo arriva \u2018indisturbato\u2019 a uno dei pi\u00f9 impietosi atti d&#8217;accusa contro l&#8217;imperialismo americano che si possa trovare in un film di Hollywood. Sicuramente qualcuno ne avr\u00e0 fatto un <em>case study<\/em>, io mi sto affidando solo alla mia memoria. Ecco, questi esempi ci permettono di usare l&#8217;espressione \u2018la storia scritta dai vincitori\u2019 in tutta la sua complessit\u00e0. Ed \u00e8 quella complessit\u00e0 che cerchiamo di mettere nei nostri libri, anche quando vincitori sul campo e vincitori nella memoria pubblica coincidono perfettamente, come in <em>Manituana<\/em>. Pu\u00f2 darsi che in questa parte della risposta io abbia ripetuto, con alcune variazioni, cose che mi avevi gi\u00e0 sentito dire. <em>Well, that&#8217;s part of the game<\/em>.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a>Aggiungo una cosa. Qualche settimana fa un giornalista della BBC, sapendo che sto scrivendo un libro &#8211; fortemente schierato &#8211; di non-fiction sul movimento No Tav della Val di Susa, mi ha chiesto: \u2018Non pensi che dovresti tenere conto anche dell&#8217;altra posizione, quella a favore del progetto che il movimento contesta?\u2019 Io ho risposto pi\u00f9 o meno in questi termini: \u2018La posizione a favore del progetto \u00e8 gi\u00e0 propagandata tutti i giorni, incessantemente, da tutti i media nazionali, dai principali media locali (che fanno sempre parte di gruppi nazionali) e da quasi tutti i partiti politici. I pro-Tav non hanno bisogno di me. Da una parte io vedo un colossale apparato di potere che funziona a pieno regime, dall&#8217;altra vedo cittadini che si sono autorganizzati e da vent&#8217;anni resistono non solo all&#8217;aggressione del loro territorio, ma anche alla criminalizzazione del loro agire. Io voglio raccontare la storia di questi cittadini, e nel farlo <em>I don&#8217;t have to be \u2018objective\u2019: I have to be honest, which is slightly\u00a0different<\/em>\u2019. Non so se ho risposto alla tua domanda, ma \u00e8 la risposta che mi \u00e8 venuta naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Postilla di Simone Brioni<\/strong><\/p>\n<p>La qualit\u00e0 pi\u00f9 affascinante dell\u2019intervista di carattere culturale \u00e8 proprio quella di non risolvere talvolta la domanda nella sua interezza, ma di suscitare nuove occasioni di confronto e di dialogo, di saper generare nuove domande. In che misura il confronto tra diverse esperienze \u2018postcoloniali\u2019 a scopo letterario pu\u00f2 fornire paradigmi utili per comprendere specifici incontri, determinati nel tempo e nello spazio? \u00c8 davvero possibile considerare il NIE come un\u2019esperienza senza eredi, situata in un momento storico cos\u00ec ben determinato? Quali sono le differenze e le possibili assonanze tra le opere letterarie che si sono occupate di rappresentare i subalterni pubblicate da case editrici \u2018maggiori\u2019 e quelle destinate a un pubblico pi\u00f9 limitato e scritte da intellettuali immigrati in Italia i quali, pur non essendo sempre definibili come soggetti subalterni in prima persona, si trovano spesso a raccontare \u2013 per dirla con il film\u00a0<i>Reassemblage<\/i> (1982) di <strong>Trinh T. Minh<\/strong> \u2013 \u2018in prossimit\u00e0 di\u2019 questi ultimi? Il ruolo degli scrittori e delle scrittrici nella societ\u00e0 \u00e8 davvero sminuito dal fatto che si \u2018legga pochissimo\u2019, oppure \u00e8 responsabilit\u00e0 dello scrittore trovare modi per avvicinarsi a un nuovo tipo di pubblico, per \u2013 citando uno dei motti proprio di Wu Ming \u2013 \u2018raccontare storie con ogni mezzo necessario\u2019 (Peter Aspden 2013)? Quali differenze esistono in termini di classe, razza e genere tra coloro che stanno\u00a0<i>\u2018dalla parte sbagliata della storia\u2019<\/i> , e in che misura queste differenze contribuiscono a collocarli e a collocarle in quella posizione? Quali modalit\u00e0 narrative sono necessarie per sviluppare una riflessione riguardo all\u2019alterit\u00e0 che possa avere maggiore influenza nella societ\u00e0 civile? La mia risposta a quest\u2019ultima domanda mi ha portato in questo contesto a realizzare la presente intervista. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che gli scrittori del NIE \u2018in genere scrivono romanzi, ma non disdegnano puntate nella saggistica e in altri reami, e a volte producono \u201coggetti narrativi non-identificati\u201d\u2019 (Wu Ming 1, 2008), \u00e8 anche vero che la saggistica ha il dovere di esplorare nuovi linguaggi per raggiungere un pubblico che non sia esclusivamente accademico. Accorciare la distanza tra saggistica e narrativa attraverso il dialogo permette di creare un utile corto-circuito meta-discorsivo tra chi scrive e chi legge, per interrogare e produrre nuove e forse pi\u00f9 consapevoli modalit\u00e0 per il racconto della subalternit\u00e0. Fermo restando che questo non pu\u00f2 essere che un obiettivo strategico e temporaneo di una con-ricerca che si proponga non solo di interrogare testi che parlino\u00a0<i>delle<\/i> subalterne e<i> dei<\/i> subalterni, ma sia determinata a saperne ascoltar le voci, creare le condizioni affinch\u00e9 questi soggetti si possano esprimere, e modificare le relazioni di potere tra chi rappresenta e chi \u00e8 rappresentata o rappresentato.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote6sym\" name=\"sdendnote6anc\"><sup>vi<\/sup><\/a><\/p>\n<p>Asor Rosa, Alberto. 2009. \u2018<a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2009\/12\/15\/ritorno-in-provincia-le-cento-italie-dei.html\">Ritorno in provincia: le cento Italie dei giovani narratori<\/a>\u2019, in<i>La Repubblica<\/i> , 15 Dicembre.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">Aspden, Peter. 2013. \u2018<a href=\"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/2\/3f16094c-c2e5-11e2-bbbd-00144feab7de.html#axzz2UfmoflYi\">Wu Ming\u2019s\u00a0<\/a><span lang=\"en-US\"><a href=\"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/2\/3f16094c-c2e5-11e2-bbbd-00144feab7de.html#axzz2UfmoflYi\">Magical History Tour: The Italian Literary Collective Wu Ming\u2019s Mission is to Tell Stories \u201cBy All Means Necessary<\/a> <i><a href=\"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/2\/3f16094c-c2e5-11e2-bbbd-00144feab7de.html#axzz2UfmoflYi\">\u201d<\/a>\u2019<\/i>, <i>Financial Times<\/i><span lang=\"en-US\">, 24 Maggio 2013.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Abeb\u00f9 Viarengo, Maria. 1992. \u2018Scirscir N\u2019Demna \/andiamo a spasso\u2019, in\u00a0<i>Linea d\u2019ombra<\/i> 54, pp. 75-78.<\/p>\n<p>Aprile, Pino. 2010.<i>Terroni. Tutto quello che \u00e8 stato fatto perch\u00e9 gli italiani del sud diventassero meridionali<\/i> . Milano: Piemme.<\/p>\n<p>Benuzzi, Felice. 2001 (1948),\u00a0<i>Fuga sul Kenya<\/i> . Milano: Corbaccio.<\/p>\n<p>&#8212;. 2004 (1952).<i>No Picnic on Mount Kenya: A Daring Escape, a Perilous Climb<\/i> . Guildford, CN: Globe Pequot.<\/p>\n<p>Brioni<i>,<\/i> Simone. 2013. \u2018\u201cUn dialogo che non conosce confine n\u00e9 di nazionalit\u00e0, n\u00e9 di razza, n\u00e9 di cultura\u201d: temi, impatto e ricezione critica di<em> Lontano da Mogadiscio<\/em> \u2019, in Shirin Ramzanali Fazel,<em> Lontano da Mogadiscio\/ Far from Mogadishu<\/em> .<span lang=\"en-US\">Milano: Laurana, pp.<a href=\"http:\/\/www.laurana.it\/pdf\/postfazione%20LdM_Brioni.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> 171-199<\/a><span lang=\"en-US\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">&#8212;.<span lang=\"en-US\">2015 (di prossima pubblicazione). \u2018Across Languages, Cultures and Nations: Ribka Sibhatu\u2019s<span lang=\"en-US\"><i>Aul\u00f2<\/i><span lang=\"en-US\">\u2019<i><\/i><span lang=\"en-US\">in<span lang=\"en-US\"><i> Italian Women Between Boundaries and Borders: Confinement, Writing and Borders<\/i><span lang=\"en-US\">. A cura di P. Sambuco. Madison: Fairleigh Dickinson University Press. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Camilleri, Andrea<i>.<\/i> 2003<i>. La presa di Macall\u00e8<\/i> . Palermo: Sellerio.<i><\/i><\/p>\n<p>&#8212;. 2010.<i> Il nipote del Negus<\/i> . Palermo: Sellerio.<\/p>\n<p>Del Boca, Angelo. 2003. \u2018Introduzione\u2019, in\u00a0<i><\/i><i>La nostra Africa. Nel racconto di cinquanta italiani che l\u2019hanno percorsa, esplorata e amata<\/i> , Angelo del Boca. Vicenza: Neri Pozza, pp. 1-43.<\/p>\n<p>Lucarelli, Carlo. 2008.<i> L\u2019ottava vibrazione<\/i> . Torino: Einaudi.<\/p>\n<p>Luther Blissett. 1999.<i>Q<\/i> . Torino: Einaudi.<\/p>\n<p>Miavaldi, Matteo, \u2018<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=10639\">I \u201cdue mar\u00f2\u201d: quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto<\/a>\u2019, in\u00a0<i>Giap<\/i>, 3 Gennaio 2013.<\/p>\n<p>Ottieri, Ottiero. 2002.<i> Un\u2019irata sensazione di peggioramento<\/i> .<span lang=\"en-US\">Parma: Guanda.<br \/>\n<span lang=\"en-US\">Ponzanesi, Sandra. 2004.<span lang=\"en-US\"><i>Paradoxes of Postcolonial Culture: Contemporary Women Writers of the Indian and Afro-Italian Diaspora<\/i><span lang=\"en-US\">. Albany: State University of New York Press.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">Ribka Sibhatu. 2009 (1993).<span lang=\"en-US\"><i>Aul\u00f2.<\/i><i>Canto Poesia dell\u2019Eritrea<\/i> . Roma: Sinnos.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Shirin Ramzanali Fazel. 2013 (1994).<i>Lontano da Mogadiscio. Far from Mogadishu<\/i> . Milano: Laurana.<\/p>\n<p class=\"western\">Tuco, \u2018<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=14409\">TraumStadt. Paradisi fiscali, oleodotti e ritorno del rimosso: viaggio nel neoindipendentismo triestino<\/a>\u2019, in<i>Giap!<\/i> , 15 Ottobre 2013.<\/p>\n<p>Wu Ming,\u00a0<i>54<\/i> . Torino: Einaudi 2002.<\/p>\n<p>&#8212;\u00a0<i>Altai<\/i> . Torino: Einaudi, 2009.<\/p>\n<p>&#8212;\u00a0<i>Manituana<\/i> . Torino: Einaudi 2007.<\/p>\n<p>&#8212;\u00a0<i>New Italian Epic.<\/i><i> Memorandum 1993-2008<\/i><i>: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro<\/i> . Torino, Einaudi 2009.<\/p>\n<p>&#8212;\u00a0<i>Anatra all&#8217;arancia meccanica. Racconti 2000-2010<\/i> . Torino: Einaudi 2011.<\/p>\n<p>&#8212; \u2018<a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinioni\/wu-ming\/2013\/06\/04\/occupy-landscape\/\">#Occupy Landscape<\/a>\u2019, in<i> Internazionale<\/i> , 4 Giugno 2013.<\/p>\n<p>&#8212; \u00a0\u2018<a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinioni\/wu-ming\/2013\/07\/01\/storie-no-tav-un-anno-e-mezzo-nella-vita-di-marco-bruno\/\">Storie No-Tav. Un anno e mezzo nella vita di Marco Bruno<\/a>\u2019, in<i>Internazionale<\/i> , 1 Luglio, &lt;&gt;.<\/p>\n<p>&#8212; \u2018<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=14745\">Speciale #Timira e #PointLenana: quattro autori, due libri, molte voci, la storia<\/a>\u2019, in<i>Giap!<\/i> , 20 Novembre 2013.<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><span lang=\"en-US\"><span lang=\"en-US\"><span lang=\"en-US\"> &#8212;. 2012. \u2018<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=9360\">Affile, Grazianilandia. L\u2019eredit\u00e0 razzista e il mausoleo delle sfighe<\/a>\u2019, in\u00a0<i>Giap<\/i>, 9 Settembre 2012. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&#8212; e Roberto Santachiara. <i>Point Lenana.<\/i> Torino: Einaudi 2013.<\/p>\n<p>Wu Ming 2,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Giap\/nandropausa14.htm#brizzi\"><i>L\u2019inattesa piega degli eventi\u00a0<\/i><i>di Enrico Brizzi<\/i><\/a>.\u00a0<i>Nandropausa<\/i> 14\/15,\u00a02008.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">Wu Ming 2 e Antar Mohamed,\u00a0<i>Timira. Romanzo meticcio.<\/i> Torino: Einaudi 2012.<\/span><\/p>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">ii<\/a> In corsivo nell\u2019originale.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">iii<\/a> Come \u00e8 scritto nella pagina di apertura di\u00a0<i>Giap<\/i>, il blog dei Wu Ming \u00e8 uno spazio virtuale in cui non si leggono solo le iniziative e gli articoli del gruppo, ma in cui si forma una vera e propria comunit\u00e0 di lettori. Matteo Miavaldi e Tuco, gli autori dei due saggi in questione, fanno parte di questa comunit\u00e0 e sono guest bloggers del sito.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">iv<\/a> Riguardo alla difficile classificazione \u2018di genere\u2019 di queste opere, rimando rispettivamente a Ponzanesi, 2004: pp. 143-166; Brioni, 2014; Brioni, 2013.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote5\">\n<p class=\"sdendnote\" align=\"JUSTIFY\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote5anc\" name=\"sdendnote5sym\">v<\/a> Ringrazio Kate Willman per avere dialogato con me diffusamente circa la costante presenza di figure subalterne nella narrativa di Wu Ming e di Luther Blissett .<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote6\">\n<p><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote6anc\" name=\"sdendnote6sym\">vi<\/a> Per evitare ambiguit\u00e0, mi riferisco a nomi di persona di origine somala e tigrina con il loro nome proprio seguendo la forma corretta in uso in queste lingue.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\u2042<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\/diario-di-zona\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/diariodizona.png\" alt=\"Diario di zona\" width=\"468\" height=\"754\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da &#8220;Il manifesto&#8221; del 28\/12\/2014:<\/p>\n<p><strong>EDITORIA |\u00a0OGGETTI NARRATIVI NON IDENTIFICATI<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Mauro Trotta<\/strong><\/p>\n<p>Il 28 aprile del 2008 usciva sulla rivi\u00adsta on line \u00abCar\u00admilla\u00bb (www\u200b.car\u200bmil\u200blaon\u200bline\u200b.com) un testo di Wu Ming 1\u00a0incen\u00adtrato su di una nuova cate\u00adgo\u00adria let\u00adte\u00adra\u00adria: il \u00abNew Ita\u00adlian Epic\u00bb. Subito dopo si svi\u00adlup\u00adpava un dibat\u00adtito, dav\u00advero molto inte\u00adres\u00adsante, con inter\u00adventi di scrit\u00adtori, ricer\u00adca\u00adtori, appas\u00adsio\u00adnati che sem\u00adbrava smuo\u00advere le acque da tempo un po\u2019 asfit\u00adti\u00adche della cri\u00adtica let\u00adte\u00adra\u00adria ita\u00adliana. Nel gen\u00adnaio dell\u2019anno suc\u00adces\u00adsivo vedeva poi la luce per Einaudi un libro, a\u00a0firma dell\u2019intero col\u00adlet\u00adtivo di scrit\u00adtori \u2013 anche se rac\u00adco\u00adglieva inter\u00adventi solo di Wu Ming 1\u00a0e 2 \u2013 inti\u00adto\u00adlato appunto <em>New Ita\u00adlian Epic. Let\u00adte\u00adra\u00adtura, sguardo obli\u00adquo, ritorno al futuro<\/em>. Cen\u00adtrale, in quel discorso, era un nuovo tipo di testo che si andava impo\u00adnendo, l\u2019Uno ovvero \u2013 para\u00adfra\u00adsando l\u2019acronimo Ufo, Uni\u00adden\u00adti\u00adfied Fly\u00ading Object \u2013 <em>Uni\u00adden\u00adti\u00adfied Nar\u00adra\u00adtive Object<\/em>, l\u2019oggetto nar\u00adra\u00adtivo non iden\u00adti\u00adfi\u00adcato. Si tratta di un tipo di testo di cui diventa dif\u00adfi\u00adcile iden\u00adti\u00adfi\u00adcare con pre\u00adci\u00adsione il genere di appar\u00adte\u00adnenza. Basato sull\u2019ibridazione, un tale modello di nar\u00adra\u00adzione si pone nello spa\u00adzio vuoto di inter\u00adse\u00adzione tra le dif\u00adfe\u00adrenti maniere con\u00adso\u00adli\u00addate di nar\u00adrare. Uno dei testi citati come esem\u00adpio era un libro di grande suc\u00adcesso, <em>Gomorra<\/em> di Roberto Saviano. Di cosa si tratta? Di un romanzo, di un repor\u00adtage, di un saggio?<\/p>\n<p>Ora Wu Ming 1\u00a0ha assunto la dire\u00adzione di una col\u00adlana dell\u2019editore Ale\u00adgre e\u00a0intende svi\u00adlup\u00adpare ed appro\u00adfon\u00addire tale discorso. Infatti, nella pre\u00adsen\u00adta\u00adzione, stam\u00adpata nella parte interna della coper\u00adtina dei primi tre libri, il cura\u00adtore afferma espli\u00adci\u00adta\u00admente di voler dare spa\u00adzio esclu\u00adsi\u00adva\u00admente pro\u00adprio agli Uno \u00abnar\u00adra\u00adzioni ibride, nate in una \u201cterra di nes\u00adsuno\u201d tra i\u00a0reti\u00adco\u00adlati dei generi, dei macro\u00adge\u00adneri e\u00a0delle tipo\u00adlo\u00adgie testuali. Terra di nes\u00adsuno che attra\u00adversa tutto il mondo ed \u00e8\u00a0fre\u00adquen\u00adtata da sem\u00adpre pi\u00f9 autori \u2013 scrit\u00adtori, regi\u00adsti, video\u00adma\u00adker, ma anche gior\u00adna\u00adli\u00adsti \u2013 che vogliono rac\u00adcon\u00adtare le loro sto\u00adrie con ogni mezzo neces\u00adsa\u00adrio\u00bb. Per\u00adch\u00e9 nar\u00adrare sto\u00adrie \u00e8\u00a0innanzi tutto un atto poli\u00adtico. Dif\u00adfon\u00addere nar\u00adra\u00adzioni signi\u00adfica, in ultima ana\u00adlisi, o\u00a0con\u00adtri\u00adbuire e\u00a0raf\u00adfor\u00adzare il discorso del potere, quello domi\u00adnante, per\u00adva\u00adsivo, fun\u00adzio\u00adnale all\u2019attuale rap\u00adporto di pro\u00addu\u00adzione oppure opporsi, appunto con ogni mezzo neces\u00adsa\u00adrio, per destrut\u00adtu\u00adrare tale discorso \u2013 che poi \u00e8\u00a0imme\u00addia\u00adta\u00admente modo di pen\u00adsare, stile di vita, acquie\u00adscienza \u2013 mostrarne tutto il fondo oscuro e\u00a0aprire nuove strade, costruire nuovi mondi, pen\u00adsare nuove uto\u00adpie. Del resto la col\u00adlana si chiama Quinto tipo, allu\u00adsione a\u00a0que\u00adgli \u00abincon\u00adtri rav\u00advi\u00adci\u00adnati dove avviene una comu\u00adni\u00adca\u00adzione diretta, diretta, bidi\u00adre\u00adzio\u00adnale e\u00a0col\u00adla\u00adbo\u00adra\u00adtiva fra ter\u00adre\u00adstri e\u00a0intel\u00adli\u00adgenze aliene\u00bb. Si tratta dun\u00adque di \u00abcer\u00adcare e\u00a0avvi\u00adstare oggetti nar\u00adra\u00adtivi non-identificati, man\u00addare segnali, sta\u00adbi\u00adlire un con\u00adtatto con le intel\u00adli\u00adgenze aliene al <em>main\u00adstream<\/em> che li hanno pro\u00addotti, e\u00a0se \u00e8\u00a0pos\u00adsi\u00adbile coo\u00adpe\u00adrare per pub\u00adbli\u00adcarli\u00bb. Per\u00adch\u00e9 appunto la \u00abdistru\u00adzione delle cor\u00adnici, pre\u00admessa all\u2019ibridazione delle tipo\u00adlo\u00adgie testuali\u00bb e\u00a0la \u00abcol\u00adli\u00adsione tra le pi\u00f9 dispa\u00adrate tec\u00adni\u00adche e\u00a0reto\u00adri\u00adche\u00bb spri\u00adgio\u00adnano una grande potenza in grado di inco\u00adrag\u00adgiare \u00abla (ri)scoperta di un\u00a0mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Quinto tipo parte subito con un testo dav\u00advero inte\u00adres\u00adsante e, natu\u00adral\u00admente, pie\u00adna\u00admente rispon\u00addente alle carat\u00adte\u00adri\u00adsti\u00adche richia\u00admate da Wu Ming 1. Si tratta di <em>Dia\u00adrio di zona<\/em> di Luigi Chia\u00adrella (Ale\u00adgre, pp. 320 euro 16). L\u2019autore \u00e8\u00a0noto anche con lo pseu\u00addo\u00adnimo di Yamu\u00adnin, dal blog che cura in rete. Yamu\u00adnin pra\u00adti\u00adca\u00admente in qua\u00adlun\u00adque dia\u00adletto meri\u00addio\u00adnale \u2013 e\u00a0Chia\u00adrella \u00e8\u00a0di ori\u00adgine cala\u00adbrese \u2013 signi\u00adfica \u00ab<em>andiamo<\/em>\u00bb. E\u00a0il libro pu\u00f2 essere visto anche come un viag\u00adgio che l\u2019autore com\u00adpie all\u2019interno della sua citt\u00e0, Torino. Tutto ha ini\u00adzio quando il pro\u00adta\u00adgo\u00adni\u00adsta, ovvero lo stesso scrit\u00adtore, attore e\u00a0dram\u00adma\u00adturgo momen\u00adta\u00adnea\u00admente disoc\u00adcu\u00adpato, trova lavoro come let\u00adtu\u00adri\u00adsta per la com\u00adpa\u00adgnia dell\u2019acqua. Ini\u00adzia cos\u00ec il suo viag\u00adgio attra\u00adverso le strade di tutta Torino, alla ricerca dei con\u00adta\u00adtori da leg\u00adgere, memo\u00adriz\u00adzan\u00addone la let\u00adtura sul pal\u00admare for\u00adnito dall\u2019azienda. <em>Dia\u00adrio di zona<\/em> rac\u00adco\u00adglie, in pra\u00adtica, le pagine del blog pub\u00adbli\u00adcato in rete. Ma, come ogni oggetto nar\u00adra\u00adtivo non-identificato, \u00e8\u00a0anche molto altro. \u00c8\u00a0un dia\u00adrio, un pezzo di auto\u00adbio\u00adgra\u00adfia, ma \u00e8\u00a0anche una map\u00adpa\u00adtura della citt\u00e0. Topo\u00adgra\u00adfia non solo fisica, ma anche sen\u00adti\u00admen\u00adtale: l\u2019autore si annota tuttte le lapidi di par\u00adti\u00adgiani o\u00a0di vit\u00adtime della mafia che incon\u00adtra sul pro\u00adprio cam\u00admino. Nar\u00adra\u00adzione dal basso, ad altezza della bici\u00adcletta che Chia\u00adrella usa per girare la citt\u00e0, se non rac\u00adconto dal sot\u00adto\u00adsuolo, dalle can\u00adtine e\u00a0dai tom\u00adbini in cui si tro\u00advano i\u00a0con\u00adta\u00adtori. Colonna sonora, sono ripor\u00adtati i\u00a0brani delle can\u00adzoni che ven\u00adgono in mente allo scrit\u00adtore o\u00a0che fanno da con\u00adtrap\u00adpunto alle varie situa\u00adzioni, e\u00a0viag\u00adgio let\u00adte\u00adra\u00adrio, con i\u00a0brani dei libri che l\u2019autore sta leg\u00adgendo o\u00a0che gli ven\u00adgono in mente, e\u00a0si va da Car\u00admelo Bene al Sutra del Loto. E\u00a0oltre a\u00a0tutto ci\u00f2, e\u00a0a molto altro ancora, il libro \u00e8\u00a0una sorta di inchie\u00adsta che rie\u00adsce a\u00a0far emer\u00adgere con estrema chia\u00adrezza la tem\u00adpe\u00adrie del tempo attuale, con il suo carico di rab\u00adbia, dif\u00adfi\u00addenza, con la sua guerra tra poveri, ma anche con la soli\u00adda\u00adriet\u00e0 che viene fuori quando meno te l\u2019aspetti, il senso di con\u00addi\u00advi\u00adsione, la dol\u00adcezza. Con il comico, l\u2019inaspettato e\u00a0il para\u00addos\u00adsale che all\u2019improvviso si fanno strada nelle vie della citt\u00e0, come quella scritta sul muro che recita: \u00abLeg\u00adgete Nanni Bale\u00adstrini\u00bb. Il tutto con una scrit\u00adtura coin\u00advol\u00adgente e\u00a0col\u00adlo\u00adquiale, ma al con\u00adtempo raf\u00adfi\u00adnata, in grado di met\u00adtere insieme le par\u00adlate e\u00a0i dia\u00adletti set\u00adten\u00adtrio\u00adnali e, soprat\u00adtutto, meri\u00addio\u00adnali che si par\u00adlano nella citt\u00e0 sabauda, lo slang di strada, inserti di vera e\u00a0pro\u00adpria poe\u00adsia, brani \u00aballa Bale\u00adstrini\u00bb, appunto, senza segni di inter\u00adpun\u00adzione. E\u00a0che uti\u00adlizza varie figure reto\u00adri\u00adche che rie\u00adscono a\u00a0dare un ritmo al discorso, come le fre\u00adquenti allitterazioni.<\/p>\n<p>Un libro, insomma, pie\u00adna\u00admente poli\u00adtico e\u00a0non solo per\u00adch\u00e9 si parla di No Tav, si ricorda la sto\u00adria di Sole e\u00a0Baleno, si stig\u00adma\u00adtizza con forza il tra\u00addi\u00admento dei poli\u00adtici verso il refe\u00adren\u00addum che aveva voluto l\u2019acqua come bene comune, ma per\u00adch\u00e9 si oppone con forza e\u00a0con ogni mezzo neces\u00adsa\u00adrio alla reto\u00adrica domi\u00adnante. D\u2019altronde, come ha detto un po\u2019 di tempo fa Wu Ming 2: \u00abL\u2019unica alter\u00adna\u00adtiva per non subire una sto\u00adria \u00e8\u00a0rac\u00adcon\u00adtare mille sto\u00adrie alternative\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/ilmegafonoquotidiano.it\/libri\/il-derby-del-bambino-morto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ilderbydelbambinomorto-cope-alegre.jpg\" alt=\"Il derby del bambino morto\" width=\"600\" height=\"956\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Quinto tipo<\/em> pro\u00adse\u00adgue poi con la rie\u00addi\u00adzione aggior\u00adnata di un clas\u00adsico tra gli Uno: <em>Il derby del bam\u00adbino morto <\/em>di <strong>Vale\u00adrio Mar\u00adchi<\/strong> (Ale\u00adgre, pp. 219 euro 15), pub\u00adbli\u00adcato dieci anni fa da Deri\u00adve Ap\u00adprodi e\u00a0incen\u00adtrato sulla sospen\u00adsione della par\u00adtita Roma-Lazio, il 21 marzo 2004, impo\u00adsta dai tifosi, a\u00a0causa della falsa noti\u00adzia della morte di un bam\u00adbino durante gli scon\u00adtri con la poli\u00adzia. Un altro esem\u00adpio di come la let\u00adte\u00adra\u00adtura \u00abnon deve, non deve mai, non deve mai cre\u00addersi in\u00a0pace\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2042<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA \/ LINKOGRAFIA SELEZIONATA SUL NIE<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Wu Ming, <em>New Italian Epic<\/em>, versione 3.0 (quella pubblicata da Einaudi nel gennaio 2009) <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/NIE30.pdf\">integrale in pdf<\/a>.<\/p>\n<p>&#8211; Wu Ming 1, <em>Wu Ming \/ Tiziano Scarpa: Face Off. Due modi di gettare il proprio corpo nella lotta<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/outtakes\/Wu_Ming_Tiziano_Scarpa_Face_Off.pdf\">Scaricabile in PDF<\/a>, marzo 2009.<br \/>\n<strong>N.B.<\/strong> Scarpa non ha mai risposto.<br \/>\n<strong>N.B.2<\/strong> Il saggio contiene anche la prima formulazione della nostra critica al &#8220;simbolo-Saviano&#8221;, del quale Scarpa faceva invece l&#8217;apologia contrapponendo la modalit\u00e0 comunicativa dell&#8217;autore di <em>Gomorra<\/em> alla nostra.<br \/>\n<strong>N.B.3 <\/strong>Ignorando totalmente questo scritto (e tutti i nostri inviti a <a href=\"http:\/\/neologismi.wikispaces.com\/desavianizzare\">&#8220;desavianizzare <em>Gomorra<\/em>&#8220;)<\/a>, negli anni successivi alcuni\u00a0commentatori\u00a0ci hanno attaccati facendo tra\u00a0noi e Saviano di tutta l&#8217;erba un fascio e scrivendo inesattezze madornali. Tutto discendava dal\u00a0fatto che avevamo recensito\u00a0favorevolmente <em>Gomorra<\/em> e avevamo incluso quel titolo nel memorandum sul NIE. Nel 2013 ho ripreso la questione, scrivendo:<\/p>\n<blockquote>\n<div id=\"attachment_20021\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-20021\" class=\"size-full wp-image-20021\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/roberto-saviano-vanity-fair-03-2012_650x435.jpg\" alt=\"Roberto Saviano in posa per un servizio di Vanity Fair, 2012.\" width=\"250\" height=\"167\" \/><p id=\"caption-attachment-20021\" class=\"wp-caption-text\">Il simbolo-Saviano in posa per un servizio di <em>Vanity Fair<\/em>, 2012.<\/p><\/div>\n<p>\u00ab[&#8230;]\u00a0all\u2019epoca alcuni critici erano convinti che <em>Gomorra<\/em>\u00a0non contenesse <em>fiction<\/em>, fosse un reportage integralmente e strettamente autobiografico, e rappresentasse un ritorno al realismo \u201cpuro\u201d e referenziale. Oggi, se nel mondo degli studi letterari (almeno quelli seri) sostieni una cosa del genere, ti ridono dietro e ne hanno ben donde.<br \/>\nApro un inciso: quest\u2019equivoco \u2013 che l\u2019autore stesso scelse di mantenere \u2013 contribu\u00ec non poco ad avviare la macchina mitologica che tramut\u00f2 Saviano in un martire, poi in un trombone, infine in una sorta di presidente-ombra dell\u2019Italia \u201cbuona\u201d. Un Napolitano pi\u00f9 giovane ma altrettanto insopportabile. Se Saviano avesse \u00abmostrato la sutura\u00bb, cio\u00e8 fosse stato pi\u00f9 trasparente sulle strategie testuali che aveva utilizzato per comporre\u00a0<em>Gomorra<\/em>, forse sulla sua figura ci sarebbe stato meno investimento emotivo, e lui non si sarebbe calato cos\u00ec profondamente nella parte di quello-che-rischia-la-vita. Intendiamoci: l\u2019ha rischiata e la rischia davvero, ma questo non pu\u00f2 funzionare da ricatto morale ed eterna scusante per tutte le sue scelte e \u00a0i suoi comportamenti. Chiuso l\u2019inciso.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>&#8211; Claudia Boscolo (a cura di), <a href=\"http:\/\/www.academia.edu\/415065\/_Ed._Overcoming_Postmodernism_the_debate_on_New_Italian_Epic_Journal_of_Romance_Studies_10_1_2010_\"><em>Overcoming Postmodernism: The Debate on New Italian Epic<\/em><\/a>, numero monografico della rivista <em>Journal of Romance Studies<\/em>, Londra, 2010.<\/p>\n<p>&#8211; Valentina Fulginiti e\u00a0Maurizio Vito, <em>New Italian Epic: un&#8217;ipotesi di critica letteraria, e d&#8217;altro<\/em>. <a href=\"https:\/\/escholarship.org\/uc\/item\/954596fk\">Saggio scaricabile in PDF<\/a>, apparso nel 2011 sulla rivista <em>California Italian Studies<\/em>. Forse il miglior testo critico scritto sul NIE.<\/p>\n<p>&#8211; Hanna Serkowska (a cura di), <em>Finzione cronaca realt\u00e0. Scambi, intrecci e prospettive nella narrativa italiana contemporanea<\/em>, Transeuropa, 2011.<br \/>\nIl volume, opera molto importante e ricca di spunti, \u00e8 frutto delle giornate di studio svoltesi a Varsavia nei giorni 9 e 10 novembre 2009, intitolate <em>Fiction, Faction, Reality\u2026 I<\/em><em>ncontri, scambi, intrecci nella letteratura italiana dal 1990 a oggi<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.transeuropaedizioni.it\/leggi\/94_Polonia%20testo%20anteprima%20OK.pdf\">Indice e introduzione scaricabili in PDF<\/a>.<\/p>\n<p>&#8211; Emanuela Patti, <a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/che-cosa-resta-del-new-italian-epic\/\"><em>Che cosa resta del New Italian Epic<\/em><\/a>, da illavoroculturale.org, 28 gennaio 2013.<\/p>\n<p>&#8211; Elisabetta Mondello (a cura di),\u00a0<i>Roma Noir 2010. Scritture nere: narrativa di genere, New Italian Epic o post-noir?<\/i>, Robin Edizioni 2010. Raccolta di interventi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2011\/01\/12\/new-epic-bloc-tre-anni-dopo-il\/\">recensita su <em>Carmilla<\/em> qui<\/a>.<\/p>\n<p>&#8211; Giuliana Benvenuti, <a href=\"http:\/\/www.unive.it\/media\/allegato\/dep\/n24-2014\/Recensioni\/25_Recensione_Camilotti.pdf\"><em>Il romanzo neostorico italiano. Storia, memoria, narrazione<\/em><\/a>, Carocci 2012.<\/p>\n<p>&#8211; Paola Bono e Bia Sarasini, <a href=\"http:\/\/www.societadelleletterate.it\/2014\/07\/epiche-altre-imprese-altre-narrazioni\/\"><em>Epiche. Altre imprese, altre narrazioni<\/em><\/a>, Iacobelli 2014.<\/p>\n<p>[Molto interessante il fatto che questi libri siano tutti scritti o curati da donne. Qualcosa vorr\u00e0 dire&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Wu Ming 1 \u00abIl New Italian Epic\u00a0\u00e8 morto. \u00c8 morto perch\u00e9 recava in s\u00e9 il suo epitaffio con tanto di date: 1993-2008; ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec, in un paese in cui non sembra morire (n\u00e9 nascere) mai nulla, in cui il ciclo della vita \u00e8 arrugginito, inceppato.\u00bb Cos\u00ec scriveva Jadel Andreetto sei [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":20038,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,4,1535,1322],"tags":[1223,2248,1222,315,2287,2523,2246,1795,2522,2222],"class_list":["post-20012","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appunti","category-recensioni","category-point-lenana","category-timira","tag-yamunin","tag-diario-di-zona","tag-luigi-chiarella","tag-new-italian-epic","tag-oggetti-narrativi-non-identificati","tag-point-lenana","tag-quinto-tipo","tag-simone-brioni","tag-timira","tag-uno"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Wu Ming 1 \u00abIl New Italian Epic\u00a0\u00e8 morto. \u00c8 morto perch\u00e9 recava in s\u00e9 il suo epitaffio con tanto di date: 1993-2008; ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec, in un paese in cui non sembra morire (n\u00e9 nascere) mai nulla, in cui il ciclo della vita \u00e8 arrugginito, inceppato.\u00bb Cos\u00ec scriveva Jadel Andreetto sei [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Giap\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-01-03T15:09:17+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-05-26T12:45:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"355\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"563\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Wu Ming\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Wu Ming\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"42 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Wu Ming\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"headline\":\"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo\",\"datePublished\":\"2015-01-03T15:09:17+00:00\",\"dateModified\":\"2024-05-26T12:45:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/\"},\"wordCount\":8446,\"commentCount\":4,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/01\\\/covernie3.jpg\",\"keywords\":[\"@yamunin\",\"Diario di zona\",\"Luigi Chiarella\",\"New Italian Epic\",\"Oggetti narrativi non identificati\",\"Point Lenana\",\"Quinto Tipo\",\"Simone Brioni\",\"Timira\",\"UNO\"],\"articleSection\":[\"Appunti\",\"Libri\",\"Point Lenana\",\"Timira\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/\",\"name\":\"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/01\\\/covernie3.jpg\",\"datePublished\":\"2015-01-03T15:09:17+00:00\",\"dateModified\":\"2024-05-26T12:45:31+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/01\\\/covernie3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/01\\\/covernie3.jpg\",\"width\":355,\"height\":563,\"caption\":\"Copertina New Italian Epic\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2015\\\/01\\\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\",\"name\":\"Giap\",\"description\":\"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\",\"name\":\"Wu Ming\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Wu Ming\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap","og_description":"di Wu Ming 1 \u00abIl New Italian Epic\u00a0\u00e8 morto. \u00c8 morto perch\u00e9 recava in s\u00e9 il suo epitaffio con tanto di date: 1993-2008; ed \u00e8 giusto che sia cos\u00ec, in un paese in cui non sembra morire (n\u00e9 nascere) mai nulla, in cui il ciclo della vita \u00e8 arrugginito, inceppato.\u00bb Cos\u00ec scriveva Jadel Andreetto sei [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/","og_site_name":"Giap","article_published_time":"2015-01-03T15:09:17+00:00","article_modified_time":"2024-05-26T12:45:31+00:00","og_image":[{"width":355,"height":563,"url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Wu Ming","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_site":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_misc":{"Scritto da":"Wu Ming","Tempo di lettura stimato":"42 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/"},"author":{"name":"Wu Ming","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"headline":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo","datePublished":"2015-01-03T15:09:17+00:00","dateModified":"2024-05-26T12:45:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/"},"wordCount":8446,"commentCount":4,"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg","keywords":["@yamunin","Diario di zona","Luigi Chiarella","New Italian Epic","Oggetti narrativi non identificati","Point Lenana","Quinto Tipo","Simone Brioni","Timira","UNO"],"articleSection":["Appunti","Libri","Point Lenana","Timira"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/","name":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo - Giap","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg","datePublished":"2015-01-03T15:09:17+00:00","dateModified":"2024-05-26T12:45:31+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/covernie3.jpg","width":355,"height":563,"caption":"Copertina New Italian Epic"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2015\/01\/dalla-fine-del-new-italian-epic-alla-collana-quintotipo\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Dalla fine del New Italian Epic alla collana #Quintotipo"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/","name":"Giap","description":"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f","name":"Wu Ming","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","caption":"Wu Ming"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20012"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20012\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55101,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20012\/revisions\/55101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20038"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20012"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20012"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}