{"id":19327,"date":"2014-11-13T20:10:08","date_gmt":"2014-11-13T19:10:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327"},"modified":"2025-11-24T11:54:31","modified_gmt":"2025-11-24T10:54:31","slug":"wikipedia-e-la-storia-deturpata-il-caso-presbite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/11\/wikipedia-e-la-storia-deturpata-il-caso-presbite\/","title":{"rendered":"Wikipedia e la storia deturpata: il caso Presbite"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19514\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Wikipedia-logo-ITA.jpg\" alt=\"Wikipedia-logo-ITA\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> (*)<\/p>\n<p><strong>INDICE<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#introduzione\">14. Introduzione: chi inquina Wikipedia?<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#rasista\">13.\u00a0Rasista mi? Ma se l\u2019\u00e8 l\u00fc che l\u2019\u00e8 negher!<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#kosovo\">12. I <span class=\"st\">\u00ab<\/span>Campi dei Merli<span class=\"st\">\u00bb<\/span> delle nazioni<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#rankovic\">11.\u00a0Lo schema Rankovic:\u00a0wikinazionalismo<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#irredentochic\"> 10.\u00a0Fascisti? Pfui\u2026 Dei ve\u2019i igno\u2019antoni, pa\u2019ola mia. L\u2019irredentismo-chic<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#antivari\">9. Un Montenegro al Bar o una Crna Gora ad Antivari? Del perch\u00e9 su wikipedia non si trovano i nomi di certe localit\u00e0<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#zara\">8. Sapevate che Tito era il comandante in capo della RAF? Sapevatelo su it.wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#wagna\">7.\u00a0Come la nonna di Tuco divenne irredentista a sua insaputa. Storia di un campo profughi<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#filibustering\">6. Filibustering<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#gilas\">5.\u00a0Sull\u2019uso disinvolto, altrimenti detto \u201cad minchiam\u201d, delle fonti. Il caso Djilas<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#foibe\">4. E allora le foibe??!!<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#omissione\">3.\u00a0Qui (non) lo dico e qui lo (rin)nego<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#basaglia\">2.\u00a0Non solo confine orientale. Come l&#8217;antifascista Franco Basaglia divenne repubblichino su it.wikipedia<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#porzus\">1.\u00a0Porz\u00fbs<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19327#caratteraccio\">0.\u00a0Ha un caratteraccio, per\u00f2&#8230;<\/a><\/strong><!--more--><\/p>\n<p><strong><a name=\"introduzione\"><\/a><\/strong><\/p>\n<h3>14. Introduzione: chi inquina Wikipedia?<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>Nel maggio del 2014\u00a0<em>Giap<\/em>\u00a0ha ospitato un lungo articolo di<strong>\u00a0Salvatore Talia<\/strong> intitolato <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=17162\">Fascinazione Wikipedia<\/a>, dove si rendeva conto di abusi compiuti sulla versione italiana dell&#8217;enciclopedia libera da utenti chiaramente di destra, con un POV [punto di vista] nazionalista\u00a0e in certi casi <em>tout court<\/em> neofascisti.<\/p>\n<p>Talia raccontava di fonti manipolate o inventate di sana pianta, di tattiche e strategie per sviare l&#8217;attenzione da tali falsificazioni, e concludeva la casistica &#8211; raccolta scelta\u00a0di <em>exempla<\/em> tra i molti citabili\u00a0&#8211; con questa riflessione: \u00a0\u00abNon c\u2019\u00e8 nulla di scandaloso, e non vi \u00e8 pertanto nessun bisogno di denunciare cricche o complotti [&#8230;] Il massimo che si pu\u00f2 pretendere \u00e8 che il gioco sia leale, e avvenga secondo le regole che la comunit\u00e0 stessa si \u00e8 data. E\u2019 giusto, inoltre, che <em>la comunit\u00e0 dei wikipediani si difenda, con ogni mezzo necessario, contro i giocatori che barano<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;articolo ha subito scatenato\u00a0reazioni\u00a0&#8211; alcune molto sopra le righe &#8211; da parte di soquanti\u00a0dei personaggi citati. Nel rispondere a\u00a0quei\u00a0commenti, Talia e altri hanno sollevato\u00a0una serie di tombini sotto i quali si aprivano cunicoli puteolenti.\u00a0Molti\u00a0altri casi di manipolazione sono stati\u00a0segnalati e, come sovente accade su <em>Giap<\/em>, la discussione \u00e8 divenuta\u00a0a sua volta inchiesta collettiva.<br \/>\nE&#8217; infatti da quella discussione che siamo ripartiti.<\/p>\n<p>Per comprendere cosa sia accaduto negli ultimi anni\u00a0in certi ambiti\u00a0di\u00a0it.wikipedia, nulla di meglio di un <em>case study<\/em>.<br \/>\nL&#8217;utente che peggio ha reagito all&#8217;articolo di Talia, abbandonandosi a insulti \u00a0e provocazioni da due baiocchi fino a\u00a0essere bannato da <em>Giap<\/em>,\u00a0\u00e8 stato l&#8217;uomo che si fa chiamare <strong>Presbite<\/strong>.\u00a0Per questo abbiamo deciso di approfondire il suo ruolo nel dispositivo che ha deturpato la storia del novecento italiano su Wikipedia.<\/p>\n<p>Detta in\u00a0parole povere: c&#8217;\u00e8 un propagandista\u00a0&#8220;neoirredentista&#8221;\u00a0che\u00a0per anni \u00e8 riuscito a\u00a0egemonizzare le voci di Wikipedia sull&#8217;Adriatico orientale &#8211; Trieste, il fascismo di confine, la persecuzione delle minoranze slovena e croata, l&#8217;esodo istriano, le foibe ecc. &#8211; improntandole alla sua ideologia, manipolando le fonti, omettendo passaggi fondamentali e soprattutto &#8220;presidiando&#8221; quelle voci perch\u00e9 nessuno riuscisse a emendarle.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che si fa chiamare Presbite si spaccia per conoscitore della materia rigoroso e &#8220;super partes&#8221;, ma ogni\u00a0verifica delle sue scelte lo mostra per quel che \u00e8:\u00a0un agit-prop nazionalista che manipola fonti e millanta un ruolo di &#8220;esperto&#8221; del confine orientale.<br \/>\nQuesto fenomeno \u00e8 degno d&#8217;interesse di per s\u00e9, e dovrebbe diventare oggetto di studio da parte di sociologi della comunicazione e storici, nonch\u00e9 materia di dibattito per quella parte dell&#8217;opinione pubblica che s&#8217;interessa all&#8217;argomento.<\/p>\n<p>Negli anni, come si vedr\u00e0 leggendo l&#8217;inchiesta, alcune persone hanno tentato di opporsi all&#8217;andazzo, talvolta con puntuali opere di smontaggio e demistificazione. Eppure, le falsificazioni di Presbite (o almeno la maggior parte di esse) sono ancora l\u00ec, leggibili da un numero potenzialmente altissimo di persone.<br \/>\nCome e perch\u00e9 \u00e8 potuto succedere? Quali logiche hanno favorito quest&#8217;esito?<br \/>\nNell&#8217;inchiesta che segue, cercheremo di dare alcune risposte.<br \/>\nSi badi: gli\u00a0esempi che riportiamo sono forse il 10% di quel\u00a0che abbiamo scoperto e si potrebbe raccontare.<br \/>\nNondimeno, questa storia va oltre Presbite. Presbite \u00e8 solo un sintomo.<\/p>\n<div id=\"attachment_19570\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19570\" class=\"size-full wp-image-19570\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/adriatico_orientale.bmp\" alt=\"Il Nord-Est d'Italia e l'Adriatico orientale. Confini politici del 2014.\" width=\"500\" height=\"425\" \/><p id=\"caption-attachment-19570\" class=\"wp-caption-text\">Il Nord-Est d&#8217;Italia e l&#8217;Adriatico orientale. Confini politici del 2014.<\/p><\/div>\n<p>Per far capire bene la partita in corso e quale sia la posta in gioco, andrebbe spiegato che battaglia si sta combattendo\u00a0<em>oggi<\/em> sulla storia del confine orientale, e perch\u00e9 quella storia \u00e8 diventata un punto nevralgico per gli equilibri politici <em>del presente, <\/em>nonch\u00e9\u00a0un terreno strategico per la\u00a0legittimazione del PD &#8211; oggi renziano, domani chiss\u00e0 &#8211; come &#8220;partito della nazione&#8221;.<br \/>\nPoich\u00e9 dai margini si vede il tutto molto meglio che dal centro, l&#8217;estremo nord-est \u00e8 un osservatorio privilegiato.\u00a0Da Trieste le tendenze risultano pi\u00f9 nitide. Lo mostra, una volta di pi\u00f9, <a href=\"http:\/\/www.change.org\/p\/trieste-sosteniamo-iztok-furlani%C4%8D-e-la-verit%C3%A0-storica\">la vicenda Furlani\u010d<\/a>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;inchiesta che state per leggere possiamo solo fare qualche cenno, ma\u00a0<em>Giap<\/em> ha avviato da tempo una riflessione su questi temi, perci\u00f2\u00a0rimandiamo a future analisi e sintesi, e senza ulteriori indugi ci inoltriamo nella giungla del neoirredentismo su Wikipedia.<br \/>\nBuona lettura.<\/p>\n<p><strong>N.d.R.<\/strong> Come sempre su <em>Giap<\/em>, quest&#8217;inchiesta si pu\u00f2<strong> scaricare in ePub<\/strong> e\/o aprire in <strong>versione ottimizzata per la stampa<\/strong>. I link sono in calce al post.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"rasista\"><\/a><\/p>\n<h3>13. Rasista mi? Ma se l\u2019\u00e8 l\u00fc che l\u2019\u00e8 negher!<\/h3>\n<blockquote><p><em>\u00abNell\u2019Istria la lotta nazionale \u00e8 una fatalit\u00e0 che non pu\u00f2 avere il suo compimento se non nella sparizione completa di una delle due razze che si combattono. Se una volta avremo la fortuna che il governo sia quello della patria italiana, faremo presto a sbarazzarci di questi bifolchi sloveni e croati!<\/em><i>\u00bb (Ruggero Timeus, 1911)<\/i><\/p>\n<p><em>\u00abNon \u00e8 che gli istriani avessero una chiss\u00e0 quale \u201cpredisposizione\u201d ad essere fascisti: semplicemente i fascisti seminarono s\u2019un terreno ampiamente fertilizzato da anni e anni di tensioni fra popoli. Il razzismo antislavo degli italiani, come insegnerebbe monsieur de la Palisse, nasce in primo luogo laddove ci sono popoli neolatini accanto a popoli slavi.\u00bb<br \/>\n<\/em>\u2013 Presbite (msg) 17:10, 30 mag 2014 (CEST) \u2013 Discussione:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Scontri_di_Maresego#Elenco_di_morti_ammazzati_prima_delle_elezioni_del_15_maggio_1921_.28o_per_Maresego.29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scontri di Maresego<\/a><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_19518\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19518\" class=\"size-full wp-image-19518\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/ruggerotimeus.jpg\" alt=\"Ruggero Timeus Fauro\" width=\"250\" height=\"283\" \/><p id=\"caption-attachment-19518\" class=\"wp-caption-text\">Ruggero Timeus Fauro<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Il triestino <strong>Ruggero Timeus<\/strong> fu solo la punta d\u2019iceberg del <em>milieu<\/em>\u00a0antislavo che di fatto costitu\u00ec l\u2019ossatura dell\u2019irredentismo triestino di inizio \u2018900. Felice Venezian, Mario Alberti, Giorgio Pitacco, Attilio Tamaro espressero concetti simili ai suoi, ma nessuno come lui ebbe la sincerit\u00e0 di esprimerli in tutta la loro \u00a0ferocia.<\/p>\n<p>Timeus non ebbe il tempo di conoscere i campi di sterminio, dei quali la sua Trieste avrebbe ospitato\u00a0una triste succursale, la Risiera di San Sabba. Forse la cognizione della barbarie organizzata che segu\u00ec alla Grande Guerra gli avrebbe indotto maggior cautela prima di blaterare di razze e sparizioni. Eppure qualcosa di quella\u00a0<i>ratio<\/i> sopravvive persino nel nostro presente, come si evince dalla seconda citazione in apertura, tratta da una discussione di it.wiki, formulata a 103 anni di distanza dall\u2019anatema di Timeus.<\/p>\n<p>Confrontando le due citazioni si pu\u00f2 vedere come, nonostante la seconda sia emendata dagli oggi impresentabili propositi di genocidio della prima, l\u2019assunto di fondo rimanga sostanzialmente invariato.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>In entrambi i discorsi si considera la lotta nazionale come una fatalit\u00e0 \u201cnaturale\u201d dovuta alla vicinanza tra due etnie o razze. La \u201cnaturalizzazione\u201d dei conflitti sta alla base dell\u2019ideologia nazionale imperialista. A una lettura distratta, l\u2019apparente equidistanza passa per obiettivit\u00e0, ma in verit\u00e0 essa afferma la stessa logica dell\u2019apartheid e della pulizia etnica (cfr. John R. Bowen,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.fareantropologia.it\/sitoweb\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=261:bowen-il-mito-del-conflitto-etnico-globale&amp;catid=51:violenza-memoria-testimonianza&amp;Itemid=65\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il mito del conflitto etnico globale<\/a><\/em>): la guerra accadr\u00e0 inevitabilmente, tanto vale impegnarsi subito per vincerla. Scelta nazionale, etnia, comunit\u00e0 di destino vengono mescolati come nel gioco delle tre carte, ma a uscire \u00e8 sempre la carta dell\u2019antislavismo.<\/p>\n<p>Che a Trieste, a Gorizia e\u00a0in Istria ci sia stata in et\u00e0 contemporanea una contesa nazionale \u00e8 fuori di dubbio, ma essa fu solo\u00a0<i>una<\/i> delle linee di frattura\u00a0che attraversarono nel tempo la societ\u00e0 di quelle regioni, e non sempre la pi\u00f9 importante: accanto ad essa si dispiegavano la lotta tra classi e quella fra laici e cattolici, che tagliavano trasversalmente le appartenenze etniche, e a volte finivano invece per determinarle.<\/p>\n<p>Peraltro, quando linee di frattura\u00a0simili si presentano in epoche storiche diverse, non sempre le si pu\u00f2 ricondurre\u00a0a\u00a0un&#8217;unica tradizione.\u00a0Ad\u00a0esempio, la lotta per l\u2019affermazione fra le due borghesie italiana e slovena a Trieste a cavallo fra XIX e XX secolo non ha niente a che vedere con le tensioni nazionali del secondo dopoguerra, subordinate alle divisioni della guerra fredda. Voler individuare una frattura perenne <i>ab origine<\/i> che si conserva intatta nei secoli \u00e8 una mistificazione in taluni casi ingenua, un eccesso di &#8220;presentismo&#8221;, ma il pi\u00f9 delle volte corrisponde a una precisa progettualit\u00e0.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utente:Presbite\/Sandbox3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scrive Presbite nel suo sandbox<\/a> (pagina di prova) per la voce \u201cIncendio del Narodni dom\u201d su it.wiki:<\/p>\n<blockquote><p><i>Le vicende che portarono al rogo vanno inquadrate all\u2019interno della pluridecennale lotta per il predominio sull\u2019Adriatico orientale fra popolazioni slave (prevalentemente croate e slovene) e italiane, iniziata ancora nell\u2019ambito dell\u2019Impero austro-ungarico.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>La storia \u00e8 nota: il 13 luglio 1920, mentre Italia e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni stanno trattando per la definizione dei confini e D\u2019Annunzio \u00e8 a Fiume coi suoi legionari, a Trieste i fascisti di Francesco Giunta, con l\u2019appoggio dell\u2019esercito, assaltano e danno alle fiamme il grande edificio sede delle principali associazioni culturali ed economiche slovene, e devastano decine di esercizi commerciali e abitazioni private di cittadini appartenenti alla comunit\u00e0 slovena.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Gaetano Salvemini<\/strong> lo scopo dell\u2019azione congiunta di\u00a0<em>fascisti e militari<\/em> era proprio quello di sabotare le trattative che di l\u00ec a poco avrebbero portato al Trattato di Rapallo.<br \/>\nSecondo altri storici, ad esempio <strong>Annamaria Vinci<\/strong>, lo scopo era quello di disarticolare la borghesia slovena di Trieste, ritenuta incompatibile col nuovo ordine nazionale che si andava imponendo nella \u201cVenezia Giulia\u201d.<\/p>\n<p>In ogni caso, come dice <strong>Renzo De Felice<\/strong>, l\u2019incendio del Narodni dom fu \u00abil vero battesimo dello squadrismo organizzato\u00bb. Il contesto quindi \u00e8 quello dell\u2019espansionismo italiano nei Balcani, della \u00abvittoria mutilata\u00bb nella prima guerra mondiale, del fascismo che dilaga dopo il \u00abbiennio rosso\u00bb 1919-1920.<br \/>\nPer Presbite, invece, l\u2019incendio del Narodni dom va inquadrato nella <span class=\"st\">\u00ab<\/span>pluridecennale lotta<span class=\"st\">\u00bb<\/span> tra\u00a0<em>popolazioni<\/em> slave e italiane per il predominio nell\u2019Adriatico. L\u2019imperialismo italiano scompare, come scompare il razzismo di Stato che di l\u00ec a poco sarebbe diventato il marchio di fabbrica del regime fascista sul confine orientale.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"kosovo\"><\/a><\/p>\n<h3>12. I <span class=\"st\">\u00ab<\/span>Campi dei Merli\u00bb delle nazioni<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>Nulla come la provata capacit\u00e0 di conquista pu\u00f2 rendere conscia una popolazione della sua esistenza collettiva, diceva <strong>Eric Hobsbawm<\/strong>. Ma quando questa capacit\u00e0 di conquista non \u00e8 per nulla provata ma permane la necessit\u00e0 di compattare un popolo dietro una velleit\u00e0 imperiale, essa si esprime sottoforma di vittimismo.<\/p>\n<div id=\"attachment_19460\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19460\" class=\"size-full wp-image-19460\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/kosbitka2.jpg\" alt=\"La battaglia del Campo dei Merli in un quadro di Petar Radi\u010devi\u0107 del 1987, anno-chiave nell'uso politico del mito tecnicizzato di Kosovo Polje. \" width=\"500\" height=\"336\" \/><p id=\"caption-attachment-19460\" class=\"wp-caption-text\">La battaglia del Campo dei Merli (1389) in un quadro di Petar Radi\u010devi\u0107 del 1987, anno-chiave nell&#8217;uso politico del mito tecnicizzato di Kosovo Polje.<\/p><\/div>\n<p>Ad esempio, l&#8217;epopea nazionalista serba ha trovato nell\u2019esaltazione di una remota sconfitta, la battaglia del Campo dei Merli (Kosovo Polje) \u2013 collegata al declino e alla successiva scomparsa del medievale Regno di Serbia \u2013, la giustificazione simbolica alle proprie moderne pulsioni nazionaliste\u00a0pi\u00f9 aggressive, paventando in alternativa la minaccia dell\u2019estinzione etnica. Non a caso nel 1997, all\u2019interno di una performance dei Laibach a Belgrado, il filosofo sloveno <strong>Peter Mlakar<\/strong> pronunci\u00f2 uno dei suoi destabilizzanti discorsi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1BZl8ScVYvA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u017ei\u017eekiani<\/a>, che cominciava cos\u00ec:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p><i>Dragi Srbi,<\/i><br \/>\n<i>\u017delim da vas pitam: kako to da je Srbija tako mala? Kako to da je posle svega \u0161to je dala i kroz \u0161ta je pro\u0161la &#8211; ovako si\u0107u\u0161na i mala?<\/i><\/p>\n<p><i>Cari serbi,<\/i><br \/>\n<i>desidero chiedervi: come mai la Serbia \u00e8 cos\u00ec piccola? Come mai, dopo tutto quello che ha dato e dopo tutto quello che ha passato &#8211; \u00e8 cos\u00ec minuta e piccola?<\/i><\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>L\u2019irredentismo italiano ha sempre seguito lo stesso dispositivo: la sistematica negazione della dignit\u00e0 culturale\u00a0dei popoli slavi dell\u2019Adriatico orientale e la conseguente tendenza a negare i\u00a0loro elementari diritti nazionali in Italia si \u00e8 accompagnata al mito di una secolare infiltrazione e slavizzazione forzata ai danni degli italiani.\u00a0Ogni pretesa di tutela avanzata da queste comunit\u00e0 viene restituita come prova patente di tentato annientamento.<\/p>\n<p>\u00c8 un classico\u00a0<i>bias<\/i> di proiezione: si vedono e si temono continui tentativi di sopraffazione da parte dell\u2019altro proprio perch\u00e9 si anela a <em>sopraffare<\/em> l\u2019altro e viene \u201cnaturale\u201d ritenere che l\u2019altro la pensi nella stessa maniera. La mediazione culturale, il meticciato, la natura mutevole dell\u2019identit\u00e0 escono semplicemente dal cono del proprio sguardo. Il vittimismo \u00e8 inoltre il dispositivo psicologico attivato dalla mancata assunzione di responsabilit\u00e0: si d\u00e0 ampio spazio alle reazioni della controparte occultando le azioni che le hanno scatenate.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19449\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/percorsi-tematici\/frontiera-orientale\/il-confine-orientale-italiano-1797-2007\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19449\" class=\"size-full wp-image-19449\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/confine1918.bmp\" alt=\"L'espansione a est dell'imperialismo italiano. Prima mappa: il confine orientale d'Italia fino al 1918. Tratta dal percorso tematico Il confine orientale d'Italia, 1797 - 1918, a cura di Franco Cecotti e Bruno Pizzamei, clicca per accedere.\" width=\"468\" height=\"492\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19449\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;espansione a est dell&#8217;imperialismo italiano. Prima mappa: il confine orientale italiano\u00a0fino al 1918. Tratta dal percorso tematico <em>Il confine orientale italiano, 1797 &#8211; 2007<\/em>, a cura degli storici <strong>Franco Cecotti<\/strong> e <strong>Bruno Pizzamei<\/strong>, clicca per accedere.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Chi propugna la tesi dello scontro etnico ha quindi un pesante difetto di vista e occulta deliberatamente una volont\u00e0 imperialistica o di potenza, celando dietro una disputa secolare fatale la responsabilit\u00e0 di una precisa scelta di aggressione.<\/p>\n<p>L\u2019Italia vide nei Balcani il proprio naturale terreno di conquista fin dalla firma della Triplice Alleanza, quando pretese compensazioni territoriali dall\u2019Austria in caso di sue espansioni nei Balcani.<br \/>\nSi capisce cos\u00ec come il confine orientale e il mito della \u00abvittoria mutilata\u00bb nella Grande guerra (perch\u00e9 il Trattato di Versailles concesse all&#8217;Italia meno territori di quelli che aveva chiesto in cambio dell&#8217;intervento) nella\u00a0Grande Guerra siano diventati<em> il campo dei Merli del nazionalismo italiano<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19451\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/percorsi-tematici\/frontiera-orientale\/il-confine-orientale-italiano-1797-2007\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19451\" class=\"wp-image-19451 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/confine1920.bmp\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"398\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19451\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;espansione a est dell&#8217;imperialismo italiano. Seconda mappa: il confine orientale dopo il Trattato di Rapallo del 1920. <strong>N.B.<\/strong> Con il pretesto della \u00abitalianit\u00e0\u00bb dell&#8217;Adriatico orientale, l&#8217;Italia occupa anche parti di entroterra sloveno dove gli italofoni sono pochissimi quando non assenti. Mappa tratta dal percorso tematico <em>Il confine orientale italiano, 1797 \u2013 2007<\/em>, cit.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Questo fervore nazionalista visse un\u2019estate indiana anche dopo la seconda guerra mondiale con la questione di Trieste, per poi scomparire dopo il 1954, anno del &#8220;ritorno&#8221; di Trieste all&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Dopo quella data\u00a0il nazionalismo sembr\u00f2 ridursi al tifo durante i mondiali di calcio e alle beghe locali intorno al morente porto di Trieste, citt\u00e0 che dopo aver occupato per decenni la ribalta nazionale, quasi scomparve dalle carte geografiche dell\u2019opinione pubblica, assieme ai labari dell\u2019irredentismo; solo i neofascisti seguitarono a mostrare una certa ossessione per l\u2019argomento, fino a farne il loro unico cavallo di battaglia.<\/p>\n<p>Quando negli anni \u201890 i neofascisti cambiarono nome e ritornarono al governo, riportarono il confine orientale all\u2019ordine del giorno nazionale e, con la retorica della verit\u00e0 a lungo sottaciuta, ripresero n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno gli stessi slogan di 50 anni prima \u2013 un bordone che non avevano mai smesso di suonare. Dopo il primo governo composto da post-fascisti venne il turno del primo governo composto da post-comunisti, il quale, anzich\u00e9 avviare una riflessione sui crimini italiani nella seconda guerra mondiale (mai riconosciuti a livello istituzionale), come forse sarebbe stato lecito attendersi, si affrett\u00f2 invece ad intonare il bordone degli ex-missini cercando, se possibile, di appropriarsene. Un processo iniziato col famoso discorso di Violante in occasione del suo insediamento alla presidenza della Camera nel 1996, in cui si equiparavano partigiani e repubblichini, e giunto all\u2019apice col discorso del Presidente della Repubblica Napolitano in occasione del \u201cGiorno del Ricordo\u201d nel 2007, in cui si denunciava la pulizia etnica sul confine nordorientale \u2013 non in riferimento ai campi italiani di Gonars o Arbe dove di fatto la popolazione civile di interi villaggi sloveni e croati fu decimata, ma in riferimento alle cosiddette foibe, pazienza se la ricerca storica seria ne ha sempre smentito la natura di pulizia etnica.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"rankovic\"><\/a><\/p>\n<h3>11. Lo schema Rankovic:\u00a0wikinazionalismo<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p><strong>Aleksandar Rankovi\u0107<\/strong> fu comunista, in clandestinit\u00e0, fin dall\u2019adolescenza e fu imprigionato e torturato sia sotto la Jugoslavia monarchica che sotto i nazisti. Dal 1946, dopo la nascita della Jugoslavia socialista, diresse la famigerata UDBA, la polizia politica che si rese protagonista del cosiddetto<em>periodo dell\u2019Informbiro<\/em>, momento di grande incertezza politica e instabilit\u00e0 seguito alla scomunica della Jugoslavia da parte del Cominform nel 1948. Con il disgelo tra Jugoslavia e URSS dopo la morte di Stalin e la destituzione di\u00a0<strong>Milovan \u0110ilas<\/strong>, massimo propugnatore dello scisma da Mosca, l\u2019UDBA di Rankovi\u0107 inizi\u00f2 a concentrare il suo occhio repressivo sui funzionari di partito, probabilmente con l\u2019intento di eliminare i potenziali rivali del suo direttore. Il potere di Rankovi\u0107 ebbe fine bruscamente nel 1966 quando Tito si accorse che persino il suo telefono era sotto controllo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19429\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/aleksandar-rankovic-foto-epk-1376838196-354193.jpg\" alt=\"Aleksandar Rankovic\" width=\"495\" height=\"425\" \/><\/p>\n<p>Rankovi\u0107 mor\u00ec nel 1983; Tito l\u2019aveva preceduto di tre anni e in Jugoslavia era gi\u00e0 cominciato il processo di disgregazione. I nazionalismi serbo, croato e albanese stavano montando, e proprio al funerale di Rankovi\u0107, a cadavere ancora caldo, la sua vicenda politica mut\u00f2 improvvisamente di segno. La sua caduta in disgrazia fu interpretata retroattivamente come un prodromo di faida etnica: il siluramento di un serbo da parte di un croato (cio\u00e8 Tito). La sua destituzione fu messa in diretta relazione con la cosiddetta \u201cprimavera croata\u201d \u2013 movimento culturale nazionale croato fiorito ben un lustro dopo la sua caduta. Da parte croata, viceversa, si reinterpret\u00f2 la sua figura come quella di un accentratore di potere strumentale all\u2019idea della \u201cGrande Serbia\u201d &#8211; l\u2019idea dei cetnici contro i quali Tito combatt\u00e9 durante la seconda Guerra Mondiale. Oggi queste interpretazioni, palesemente prive di ragione storiografica, sono entrambe compendiate nella\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Aleksandar_Rankovi\u0107\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina<\/a>\u00a0dedicata allo statista jugoslavo nella wikipedia inglese, evidentemente in ostaggio di una guerra fredda fra contributori filoserbi e filocroati.<\/p>\n<p>I fatti storici possono rimanere punti fermi, ma la linea che li unisce si pu\u00f2 modificare. Deviare le traiettorie della memoria storica collettiva \u00e8 pi\u00f9 facile di quanto si pensi: basta un po\u2019 di fantasia, un po\u2019 di paranoia, costanza, capacit\u00e0 di individuare le fonti pubbliche di<i>opinion-making,<\/i> nonch\u00e9 una certa conoscenza delle precedenti mistificazioni, per costruire un\u2019illusoria concatenazione storica come<i>background<\/i> delle proprie bufale.<\/p>\n<p>Si potrebbe obiettare che al cecchino serbo che mirava al passante croato a Vukovar nel 1991, di Rankovi\u0107 non gliene fregasse nulla, ma sarebbe un grave errore. Lo schema Rankovi\u0107 \u00e8 insieme sintomo e tassello di una narrazione al cui interno\u00a0una scelta contingente \u00a0e obiettabile &#8211; premere il grilletto &#8211; diventa una necessit\u00e0 in una falsa prospettiva storica di conflitto etnico permanente, per la quale se il cecchino non spara al passante, questi prima o poi sparer\u00e0 a lui. Proprio l\u2019occuparsi di fatti storici divenuti ormai marginali e inattuali, come la vicenda personale di Rankovi\u0107, offre una superficiale illusione di profondit\u00e0 e quindi di autorevolezza storica. Pi\u00f9 remoti saranno gli episodi storici, pi\u00f9 si avr\u00e0 gioco nel manipolarli impunemente, e pi\u00f9 suggestione di realt\u00e0 acquister\u00e0 la mistificazione davanti agli occhi del lettore ignaro. Significativo \u00e8 anche il fatto che la \u201criqualificazione\u201d della vicenda Rankovi\u0107 sia scaturita al suo funerale, ovvero alla scomparsa del primo testimone diretto degli eventi, prerogativa di questo genere di manipolazioni radicali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 spiega come Wikipedia, divenuta fonte primaria di documentazione dell\u2019utente medio su fatti storici marginali e non, sia cos\u00ec permeabile ai nazionalismi e alle sue pesanti mistificazioni, campanello d\u2019allarme di un processo di ri-nazionalizzazione galoppante degli immaginari nel mondo<em>offline<\/em><em>,<\/em> ma anche terreno di scontro su cui in parte si gioca la riscrittura del passato e l\u2019orientamento delle sensibilit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>La citazione dell\u2019utente Presbite che apre\u00a0quest&#8217;inchiesta \u00e8 tratta dalla discussione relativa alla voce wikipediana\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scontri_di_Maresego\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scontri di Maresego<\/a> (evento storico che a dire il vero localmente \u00e8 da sempre conosciuto come \u201cRivolta di Maresego\u201d). Nel milieu\u00a0neoirredentista quella che fu una reazione popolare, in un paesino istriano a prevalenza slovena, al violento squadrismo sul confine orientale, viene presentata come una mera aggressione antitaliana contro dei ragazzini che affiggevano manifesti per la campagna elettorale. La posizione di Presbite \u00e8 apparentemente equidistante. Ma si dia un\u2019occhiata all\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Scontri_di_Maresego#Elenco_di_morti_ammazzati_prima_delle_elezioni_del_15_maggio_1921_.28o_per_Maresego.29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intervento<\/a> da cui \u00e8 tratta la citazione. Vi \u00e8 presentato un grottesco bilancio della campagna elettorale del 1921 in Istria:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00ab19 marzo: due adolescenti italiani a Strugnano &#8211; uccisi da fascisti<br \/>\n29 (?) marzo: due comunisti italiani a Buie &#8211; uccisi da fascisti<br \/>\naprile (?): uno sloveno a Caresana &#8211; ucciso da fascisti?<br \/>\n15 maggio: tre fascisti italiani a Maresego &#8211; uccisi da sloveni<br \/>\n16-17 maggio: due sloveni nei dintorni di Maresego &#8211; uccisi da fascisti<br \/>\nRicapitolando I:<br \/>\nSette morti per mano fascista (uno dubbio)<br \/>\nTre morti per mano \u201cslava\u00bb<br \/>\nRicapitolando II:<br \/>\nSette morti italiani (quattro per mano fascista, tre per mano \u201cslava\u00bb<br \/>\nTre morti \u201cslavi\u201d (per mano fascista)\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">Ignorando deliberatamente la duplice offensiva del fascismo di confine contro il movimento operaio e contro i cosiddetti \u201callogeni\u201d, Presbite riduce il tutto ad un <i>body count<\/i> tra italiani e slavi: puro Schema Rankovi\u0107 applicato alla storia istriana.<\/div>\n<p><a name=\"irredentochic\"><\/a><\/p>\n<h3>10. Fascisti? Pfui\u2026 Dei ve\u2019i igno\u2019antoni, pa\u2019ola mia. L\u2019irredentismo-chic<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>Presentare le violenze fasciste come episodi &#8220;eccessivi&#8221; ma comprensibili nel quadro di un secolare conflitto etnico \u00e8 grave e irresponsabile. Sarebbe tuttavia errato confondere questo tipo di manipolazioni con quelle fasciste <em>tout court<\/em> &#8211; di solito molto pi\u00f9 grossolane. Ovviamente chi compie queste manipolazioni non \u00e8 nemmeno\u00a0antifascista; semmai ostenta una certa\u00a0\u201cinsofferenza al fascismo\u201d, principalmente per il fatto che il fascismo ha perso, irredimibile smacco al\u00a0<em>M<\/em><i>ade in Italy.<\/i><\/p>\n<p>Dell\u2019alleanza italiana\u00a0con Hitler tale approccio\u00a0disprezza soprattutto l\u2019importazione del barbaro razzismo biologico, tragica trasfigurazione del \u201cnobile\u201d razzismo culturale irredentista. \u00c8 una posizione che rende plausibile scagliarsi contro i negazionisti della Shoah, e al tempo stesso accusare di negazionismo delle foibe chiunque voglia riportare quel fenomeno ai fatti storici verificabili.<\/p>\n<p>Sono gli\u00a0<i>irredento-chic<\/i>, baby!\u00a0<i>A la page<\/i>, molto\u00a0<i>glam<\/i>, a volte con pose\u00a0<i>liberal<\/i> e \u201cdi sinistra\u201d. Indossano la giacca blu elettrico di Cristicchi, ma non riescono a scrollarsi di dosso <a href=\"http:\/\/m2.facebook.com\/NuovoRisorgimentoPerLItalia\/photos\/a.448111771949528.1073741826.442679599159412\/778345468926155\/?type=1\">l\u2019odore di muffa dei vecchi volantini della Lega Nazionale<\/a>. Sono gli interpreti perfetti di una congiuntura di generale revival risorgimentale favorito da anniversari \u201cgiubilari\u201d e relative celebrazioni. Il 150\u00b0 dell\u2019unit\u00e0\u00a0\u00e8 finito pericolosamente a ridosso del centenario della Grande Guerra, riportando in auge un equivoco di vecchia data: la Grande Guerra come compimento del Risorgimento, una continuit\u00e0 promossa dalla propaganda interventista e poi celebrata dal fascismo.<\/p>\n<p><em>En passant<\/em>, va fatto notare\u00a0che nel 2011 \u00e8 caduto anche il centenario dell&#8217;invasione italiana della Libia, avventura imperialistica che apr\u00ec la strada a un genocidio conclusosi vent&#8217;anni dopo. Di quella ricorrenza si\u00a0\u00e8 parlato molto, molto meno.\u00a0Chiss\u00e0 perch\u00e9.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"antivari\"><\/a><\/p>\n<h3>9. Un Montenegro al Bar o una Crna Gora ad Antivari? Del perch\u00e9 su wikipedia non si trovano i nomi di certe localit\u00e0<\/h3>\n<div align=\"justify\">Sta arrivando l&#8217;estate e il\u00a0signor Luigi, un italiano qualsiasi, vuole farsi una vacanza al mare. Da amici che ci sono stati viene a sapere che il mare del Montenegro \u00e8 particolarmente bello. I suoi amici hanno visitato Herceg Novi, Kotor e Ulcinj. Il signor Luigi chiede come ci si pu\u00f2 andare. Gli amici rispondono:<br \/>\n&#8211; Prendi il traghetto da Bari e arrivi a Bar, il porto principale del Montenegro. Se vuoi andare a Ulcinj vai a sud, se vuoi andare a Kotor e Herceg Novi vai a nord. Se per\u00f2 hai tempo prosegui per la Croazia e vai a vedere Dubrovnik e Cavtat, la penisola di Pelje\u0161ac e Ston, che sono bellissime.<br \/>\nIl signor Luigi ringrazia e si ripromette di informarsi meglio per organizzare il viaggio.<\/p>\n<div id=\"attachment_19472\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19472\" class=\"wp-image-19472 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Bar.bmp\" alt=\"Bar, Montenegro\" width=\"500\" height=\"425\" \/><p id=\"caption-attachment-19472\" class=\"wp-caption-text\">Semplice. Facile da ricordare. Solo che&#8230;<\/p><\/div>\n<p>Passa qualche mese e i nomi pieni di consonanti straniere sono spariti dalla sua memoria. Si ricorda solo che il traghetto parte da Bari e arriva in una citt\u00e0 che ha quasi lo stesso nome. Guarda su internet e sul sito dei traghetti trova la traversata Bari-Bar. Pensa: \u00a0<em>visto che sbarco a Bar, vediamo cosa c\u2019\u00e8 l\u00e0 di interessante<\/em>. Va su it.wiki e trova: <strong>Bar<\/strong> (pubblico esercizio); <strong>Bar<\/strong> (unit\u00e0 di misura); <strong>Bar di wikipedia<\/strong> (dove i redattori di it.wiki discutono tra loro e confrontano le idee); poi trova: <strong>Roll Bar<\/strong> (struttura protettiva in caso di capottamento della macchina); <strong>Temple Bar<\/strong> (quartiere di Dublino); <strong>Bar Mitzvah<\/strong>; <strong>Harry\u2019s Bar<\/strong>; <strong>Confederazione di Bar<\/strong> (un\u2019associazione settecentesca di nobili polacchi); e ancora: <strong>Bar Le Duc<\/strong> e <strong>Bar Sur Aube<\/strong> in Francia, il gruppo soul-funky <strong>Bar Kays<\/strong>, la modella israeliana <strong>Bar Refaeli<\/strong>, ma di Bar in Montenegro non c\u2019\u00e8 traccia.<\/p>\n<p>Siccome Luigi non \u00e8 espertissimo di internet, chiama suo figlio e gli dice:<br \/>\n&#8211;\u00a0Io sul computer sono un po\u2019 baziloto: come trovo questa Bar in Montenegro? Su wikipedia non c\u2019\u00e8!<br \/>\nIl figlio gli spiega che su google deve cercare Bar, Montenegro e it.wiki. Luigi guarda il risultato, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra: siccome \u00e8 un po\u2019 presbite, allontana il viso dallo schermo e legge:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAntivari \u2013 wikipedia\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Luigi si\u00a0arrabbia: &#8211;\u00a0Ma io cerco Bar, non Antivari!<br \/>\n&#8211;\u00a0Babbo, e ti calmi? Via,nell\u2019i nternet trovi tutto! Per\u00f2 che ricerche pallojze che fai! Prova a guardare cosa dice il sito!<br \/>\nLuigi clicca e legge: \u00abAntivari (in montenegrino Bar) \u00e8 un comune sulla costa del Montenegro\u00bb.<\/p>\n<p><em>Ma vaffanculo<\/em> \u2013 pensa Luigi \u2013, <em>da dove salta fuori &#8216;sto nome da supercazzola?<\/em><br \/>\nPazienza. Si legge un po\u2019 di informazioni su Bar\/Antivari, poi siccome non ricorda nemmeno una delle altre localit\u00e0, ma a memoria gli sembra che una cominciasse con la cappa, una con l\u2019acca e una con la u, decide di andare sulla mappa del Montenegro e le ritrova: Herceg Novi, Kotor e Ulcinj. Poi va su it.wiki per leggere che cosa pu\u00f2 vedere in queste citt\u00e0 e, nuova sorpresa: le tre citt\u00e0 montenegrine appaiono come Castelnuovo, Cattaro e Dulcigno. Continua la ricerca con le localit\u00e0 croate di Dubrovnik, Cavtat, Pelje\u0161ac e Ston: le trova come Ragusa, Ragusa Vecchia, Sabbioncello e Stagno. Insomma, un casino: i nomi usati e conosciuti dai turisti non corrispondono a quelli su it.wiki.<\/p>\n<p>Il signor Luigi a questo punto decide di cambiare la destinazione e il periodo delle sue vacanze: sceglie la Slovenia. Gi\u00e0 ha delle difficolt\u00e0 a trovare Cerkno, che it.wiki si ostina a chiamare Circhina, poi quando passando dalla Slovenia all\u2019Austria sente sul bollettino meteo che il passo del Vr\u0161i\u010d \u00e8 transitabile solo con le catene pensa: <em>E a me che me ne importa? Io vado in Austria per il passo della Moistrocca!<\/em>\u00a0&#8230;e si ritrova bloccato e sommerso dalla neve.<br \/>\nA questo punto Luigi lascia definitivamente perdere wikipedia e per le vacanze future si compra la Lonely Planet.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 successo al signor Luigi \u00e8 ci\u00f2 che capita a chiunque cerchi una qualsiasi localit\u00e0 della Dalmazia, dell\u2019Alto Adige, molte localit\u00e0 della Slovenia, del Montenegro e addirittura dell\u2019Albania e della Grecia. Con un\u2019opera tanto certosina quanto inutile (anzi, dannosa, in quanto un\u2019enciclopedia dovrebbe puntare a facilitare pi\u00f9 possibile la ricerca), i nomi di centinaia se non migliaia di luoghi nei Balcani sono stati italianizzati, rendendo decisamente pi\u00f9 complessa la consultazione dell\u2019enciclopedia libera.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che qui non si vuole mettere in discussione l\u2019utilizzo di nomi italiani quando questi sono in uso nel parlato comune: al pari di Londra o Parigi, che nessuno esprimendosi in italiano chiamer\u00e0 mai London o Paris, \u00e8 assolutamente sensato che citt\u00e0 come Spalato, Sebenico, Lubiana, Pola, Capodistria, Bolzano o regioni come l\u2019Istria e la Dalmazia appaiano in it.wiki con il nome italiano.<br \/>\nNo, l\u2019assoluta illogicit\u00e0 e scomodit\u00e0 si palesa in centinaia e centinaia di nomi di localit\u00e0 che nessun italiano usa nel presente o addirittura che da secoli non hanno pi\u00f9 quella denominazione, con risultati paradossali: Pirovac viene chiamato Pirovazzo o Slosella, nomi che nel parlato non si sentono pi\u00f9 dai tempi della Repubblica di Venezia; il monte Jalovec e il Kanjavec si trovano sotto i nomi di Gialuz e di Cima degli Agnelli (un amico rocciatore ci ha spiegato che usare in ambito alpinistico questi nomi corrisponde a chiamare l\u2019Inghilterra Albione). Con risultati finali al limite del comico: il porto greco di Igoumenitsa appare come Gomenizza; Iraklion, capoluogo di Creta, viene chiamata Candia (nome che la citt\u00e0 ha smesso di avere dal 1669, quando Creta fu conquistata dai turchi); la macedone Ohrid \u00e8 presentata come Ocrida. E addirittura ci furono feroci discussioni perch\u00e9 qualcuno sosteneva che il Kosovo dovesse essere inserito in it.wiki come\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Kosovo#Endonimo_italiano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cossovo<\/a> \u2026<\/p>\n<p>Sono nomi che non hanno pi\u00f9 alcun uso pratico, in certi casi le localit\u00e0 non sono pi\u00f9 chiamate cos\u00ec dalla peste del 1347 che spopol\u00f2 la Dalmazia, in altri il nome italiano fu imposto durante l\u2019italianizzazione forzata attuata dal fascismo, per cancellare la presenza slovena e croata (e tedesca) dal territorio, in altre ancora sono denominazioni militari mai usate nella pratica. Il redirect permette comunque (nella maggior parte dei casi) di trovare la localit\u00e0 cercata anche digitando su google il nome attualmente in uso, ma il fatto che la denominazione italiana appaia come quella principale dimostra che lo scopo di quest\u2019operazione \u00e8 pericolosamente nazionalista e neoirredentista. Di pi\u00f9: il redirect acquista la sinistra funzione di restituire nella \u201cgiusta forma italiana\u201d il toponimo \u201cerroneamente digitato in lingua allogena\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo finale di questa operazione \u00e8 dimostrare che tutto l\u2019Adriatico orientale (e, perch\u00e9 no, la parte della Grecia appartenuta alla Repubblica di Venezia) \u00e8 storicamente italiano, delegittimare storicamente la presenza sul territorio di chi vi abita oggi, e rendere familiari ai lettori queste denominazioni obsolete.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19484\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19484\" class=\"size-full wp-image-19484\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/veneziadria.jpg\" alt=\"Una conferenza di storia istriana e dalmata intitolata Sulle tracce della Serenissima, 2010.\" width=\"500\" height=\"375\" \/><p id=\"caption-attachment-19484\" class=\"wp-caption-text\">\u00abSulle tracce della Serenissima\u00bb, una conferenza come tante, \u00abduecento anni di storia istriana e dalmata\u00bb, Isola, 2010. Passa anche in consessi formalmente non diversi da questo, mimetizzata in discorsi &#8220;innocenti&#8221; e di pura divulgazione, la tecnicizzazione del mito che sta alla base di nuovi revanscismi.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Considerando che, come si \u00e8 gi\u00e0 osservato, la maggior parte degli italiani informatizzati per fare una qualsiasi ricerca si documenta su wikipedia, il potenziale propagandistico di una scelta come questa \u00e8 enorme, pericoloso e fondamentalmente antistorico, in quanto la rivendicazione degli ex domini della Serenissima parte dall\u2019equivoco \u2013 costruito ad arte durante il Risorgimento e ulteriormente sfruttato dal fascismo \u2013 che l\u2019Italia sia la legittima erede della Repubblica di Venezia, laddove sia come struttura statale, sia come entit\u00e0 culturale e linguistica questa consequenzialit\u00e0 \u00e8 tutta da dimostrare.<\/p>\n<p>Il gruppo che si \u00e8 dato da fare per questa vasta quanto pericolosa operazione include, tanto per cambiare, il solito Presbite, che si \u00e8 autoproclamato per acclamazione massimo esperto del confine orientale su it.wiki. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Localismo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Contraddicendo le linee guida<\/a> dell\u2019enciclopedia libera secondo cui l\u2019italocentrismo \u00e8 da evitare, e ignorando la raccomandazione di utilizzare per le localit\u00e0 relative all\u2019Adriatico orientale i nomi italiani qualora vi sia una popolazione italofona autoctona (anche se minoritaria), questi wikinazionalisti\u00a0hanno italianizzato\u00a0<i>tutto\u00a0<\/i>il territorio, a prescindere dall\u2019attuale presenza italiana, anche localit\u00e0 e zone dove la popolazione italofona \u00e8 estinta da secoli, oppure territori greci (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dodecaneso#Geografia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le isole del Dodecaneso<\/a>), <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Categoria:Insediamenti_della_Slovenia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sloveni<\/a> o <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regione_zaratina#Comuni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">croati<\/a> in cui la popolazione italiana fu una minoranza risibile durante il periodo di amministrazione italiana.<\/p>\n<p>Per questa italianizzazione toponomastica Presbite &amp; Ca. si sono basati su fonti parecchio\u00a0discutibili. In primis i due libri di <strong>Dario Alberi<\/strong>\u00a0<i>Istria, storia, arte, cultura<\/i>\u00a0e <i>Dalmazia, storia, arte, cultura<\/i>\u00a0(Lint Editoriale, Trieste) e quello di <strong>Alberto Rizzi<\/strong>\u00a0<i>Guida alla Dalmazia. Arte, storia, portolano<\/i>\u00a0(Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata). Nell&#8217;introduzione alla guida sull&#8217;Istria, l&#8217;autore Dario Alberi scrive:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00abci\u00f2 che mi ha spinto a questa fatica [\u2026] \u00e8 stata la consapevolezza che tante persone [&#8230;] non sono in grado di poter conoscere l&#8217;Istria un po&#8217; pi\u00f9 profondamente di quanto riportato dalle scarse, scarne e non sempre obiettive pubblicazioni turistiche iugoslave in lingua italiana; l&#8217;editoria italiana [&#8230;] sembra abbia considerato l&#8217;Istria non facente pi\u00f9 parte del nostro mondo. Fa rabbia a un triestino o a un giuliano sentire un padovano o un friulano che chiede la strada per Koper o per Motovun, mentre quasi mai un italiano parla di London, Paris, Beograd o Athina. Perci\u00f2 alla fine dell&#8217;opera ho ritenuto opportuno inserire un glossario che riporta in italiano i nomi delle localit\u00e0, anche per futura memoria.\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 evidente l&#8217;inopportunit\u00e0 di usare un testo con queste premesse proprio per dirimere le questioni che riguardano l&#8217;obsolescenza degli esonimi italiani d&#8217;oltre confine! Di fatto per\u00f2 il glossario in appendice alla guida di Alberi diventa\u00a0la bibbia per it.wiki grazie a Presbite, che ripeter\u00e0 a spron battuto, come un mantra, che queste pubblicazioni sono il non plus ultra per quanto concerne l&#8217;adriatico orientale, senza accettare obiezioni.<\/p>\n<p>Nella loro ossessione italianizzatrice i neoirredentisti informatici, oltre che sui libri di Alberi e Rizzi, si basano su pubblicazioni di epoca austro-ungarica (del tutto tab\u00f9 invece quando riportano nomi esclusivamente slavi), su mappe catastali asburgiche, su portolani veneziani, su documenti fascisti, alla faccia delle linee guida di wikipedia che, rispetto ai toponimi italiani al di fuori dell\u2019Italia, consiglia l\u2019uso di enciclopedie, atlanti o carte geografiche edite non prima del 1950.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, anche questi documenti antichi dimostrano ben poco della composizione etno-linguistica del territorio.\u00a0Solo per fare un esempio, Imotski, cittadina al confine tra Croazia ed Erzegovina, da sempre a maggioranza croata, viene italianizzata Imoschi sulla base di una mappa tavolare austriaca della prima met\u00e0 dell\u2019800, fatto che dimostra unicamente l\u2019italianit\u00e0 di chi redasse la mappa, visto che i rilevatori si limitavano a scrivere i nomi delle localit\u00e0 nella grafia che era loro pi\u00f9 familiare.<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 pure il fatto che questi collaboratori di wikipedia, acerrimi sostenitori dell\u2019italianit\u00e0 dell\u2019Adriatico orientale e dell\u2019Alto Adige, si guardino bene dal modificare le voci relative alla Val d\u2019Aosta, ad esempio Courmayeur in Cormaggiore e Saint Vincent in San Vincenzo della Fonte, ben consapevoli del ridicolo a cui andrebbero incontro se fossero veramente coerenti nella loro opera di paladini dell\u2019italianit\u00e0.<\/p>\n<p>A una ricognizione di massima nelle varie wikipedia europee si nota che solo in quella italiana \u00e8 presente uno zelo cos\u00ec ossessivo nel voler nazionalizzare il nome di localit\u00e0 che appartengono ad altri Stati. Situazioni simili sono reperibili soltanto nella wikipedia ungherese, in quella greca e ancor pi\u00f9 in quella polacca, dove il nome magiaro di paesi della Transilvania, della Slovacchia e della Vojvodina, quello greco di paesi della Turchia e quello polacco di paesi ucraini viene utilizzato come prima denominazione con lo stesso fine revanscista-nazionalista di Presbite e combriccola.<br \/>\nI neoirredentisti ungheresi, greci e polacchi, tuttavia, non sono ancora riusciti a spingersi alla magiarizzazione, grecizzazione o polacchizzazione di <i>qualsiasi <\/i>localit\u00e0 con il parossismo degli italiani.<br \/>\nPer fortuna, invece, estranea al nazionalismo on line sembra al momento de.wiki che si limita, seguendo correttamente le indicazioni dell\u2019enciclopedia libera, a segnalare con il nome tedesco solo le citt\u00e0 pi\u00f9 grandi (Breslau, Danzig, Posen), fornendo invece come primo indirizzo il nome attuale (polacco o russo) delle cittadine e dei paesi pi\u00f9 piccoli passati sotto la Polonia o la Russia dopo la seconda guerra mondiale. Addirittura Memel, citt\u00e0 anseatica e all\u2019epoca del Reich guglielmino porto pi\u00f9 a nord della Germania, appare con il nome lituano di Klaipeda.<\/p>\n<p>Il confine orientale \u00e8 stato uno dei terreni di coltura del fascismo delle origini e una delle sue armi di propaganda. L\u2019attuale utilizzo di wikipedia a fini nazionalisti e neoirredentisti sembra quasi una replica in salsa tecnologica degli stessi mezzi di propaganda che furono usati dopo la Grande Guerra per realizzare un senso di appartenenza italiano di massa, e contemporaneamente creare una massa di manovra favorevole al regime autoritario che veniva a profilarsi.<\/p>\n<p>Diversi contributori sono insorti nel tempo contro questi assurdi esonimi e il loro criterio, sia nelle singole voci, sia al Bar di wikipedia, sia nella discussione sulle linee guida degli esonimi, ma tutto si \u00e8 risolto sempre con un nulla di fatto. A fare ostruzionismo con lo specifico intento di smontare qualsiasi soluzione troppo conciliante con la toponomastica slava o non italiana sono stati nel tempo diversi contributori di evidente estrazione nazionalista, ma un<i>landmark<\/i> preciso lo stabil\u00ec il solito Presbite in una delle\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Ragusa_(Croazia)#Spostamento\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discussioni<\/a> relative al porto dalmata di Dubrovnik e alla liceit\u00e0 dell&#8217;uso del desueto Ragusa come titolo della voce. Qui Presbite proclam\u00f2 le summenzionate guide di Rizzi ed Alberi, ma soprattutto la toponomastica da esse adottate, come fonti imprescindibili a cui adeguare l&#8217;attualit\u00e0 della toponomastica nell&#8217;Adriatico orientale, fiancheggiato in questo\u00a0da un gruppo di contributori che trovano un ideale punto di incontro nel\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Progetto:Storia\/Venezia_Giulia_e_Dalmazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Progetto: Storia\/Venezia Giulia e Dalmazia<\/a>.<\/p>\n<p>Tale progetto nasce da un&#8217;idea dell&#8217;utente\u00a0<strong>Barba Nane<\/strong> &#8211; il quale tenta prima di chiamarlo &#8220;Istria Fiume Dalmazia&#8221;, poi, contrastato da <strong>Crisarco<\/strong>, vira verso la meno compromettente denominazione attuale &#8211; e porta a costruire l&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Portale:Venezia_Giulia_e_Dalmazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">omonimo portale<\/a> nel giro di un anno.<br \/>\nAll&#8217;inizio Crisarco denuncia la gratuit\u00e0 e il POV del progetto, ma attorno a Barba Nane si crea un gruppetto di supporter che insieme riescono\u00a0a respingere le accuse. In breve tempo Presbite diviene\u00a0il punto di riferimento del progetto.<\/p>\n<p>Eppure il POV \u00e8 immanente allo stesso progetto anche per il solo fatto di mettere sotto la propria\u00a0lente le voci riguardanti le terre \u201cun tempo italiane\u201d dell&#8217;Adriatico orientale, proponendo \u201cun&#8217;omogenit\u00e0 di stile\u201d per la loro compilazione. Il gruppo si configura come una task force che monitora le voci strategiche, ritrovandosi spesso a discutere e segnalare &#8220;manipolazioni slavocomuniste&#8221; al wiki-Bar\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussioni_progetto:Storia\/Venezia_Giulia_e_Dalmazia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Caf\u00e8 Tommaseo<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"zara\"><\/a><\/p>\n<h3>8. Sapevate che Tito era il comandante in capo della RAF? Sapevatelo su it.wikipedia<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>La Dalmazia \u00e8 una regione meticcia di forte e storica impronta slava, croata ma con presenze significative serbe, montenegrine e bosgnacche \u2013 questo almeno prima della catastrofe delle guerre etniche degli anni &#8217;90. La regione vantava pure minoranze albanesi e valacche che ne impreziosivano il peculiare<i> melting pot<\/i>, nel quale rientrava anche una minoritaria presenza costiera veneta, l&#8217;unica componente non autoctona o non conseguente a processi migratori bens\u00ec a una dominazione coloniale, ancorch\u00e9 radicatasi nel corso di tre secoli, non diversa da quella esercitata dalla Repubblica di San Marco su Creta, Cipro e tante altre terre che nessuno, si spera, oggi si sognerebbe di rivendicare come italiane.<\/p>\n<p>Nell&#8217;antichit\u00e0 la regione fu la terra degli oscuri illiri, lontani avi degli odierni albanesi. In seguito alla dominazione romana e bizantina si svilupp\u00f2 una cultura neoromanza che tuttavia si estinse in epoca premoderna, sopravvivendo fino al XIX secolo solo in alcune oasi, analogamente alla cultura ladina sulle Dolomiti. Proprio come la cultura ladina \u00e8 estranea alla cultura nazionale italiana cos\u00ec questa antica radice neolatina non ebbe nulla a che fare con la cultura veneta. Ciononostante la pubblicistica non scientifica italiana, specie se vicina ad associazioni di esuli, mischia volentieri coloni veneti e antichi dalmatici al fine di presentarli come una continuit\u00e0 nazionale italiana millenaria, totalmente priva di riscontri storici, volta a dare alla regione il carattere di un&#8217;italianit\u00e0 mai esistita. Effetto prodotto anche da guide e studi storico-artistici che capziosamente associano Istria e Dalmazia \u2013 due regioni storicamente e pure geograficamente molto distanti. Proprio il carattere slavo e misto di questa terra ne far\u00e0 nell&#8217;ottocento la culla ideale del movimento illirista, primo bocciolo dello jugoslavismo, l&#8217;ideale di fratellanza dei popoli slavi del Sud.<\/p>\n<p>Se, per dirla con lo storico <strong>Federico Chabod<\/strong>, gi\u00e0 l&#8217;irredentismo di per s\u00e9 costitu\u00ec una territorializzazione degli ideali universalistici di libert\u00e0 dei popoli propri del Risorgimento repubblicano, \u00e8 pur vero che al principio, nella seconda met\u00e0 dell&#8217;ottocento, esso si configurava ancora come un movimento antagonista, antimonarchico e antisistema con addentellati persino nel mondo anarchico. Proprio l&#8217;obiettivo Dalmazia costitu\u00ec lo spartiacque, il punto di non ritorno, nel passaggio dall&#8217;irredentismo mazziniano al nazionalismo imperialista alla Timeus.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19456\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/percorsi-tematici\/frontiera-orientale\/il-confine-orientale-italiano-1797-2007\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19456\" class=\"wp-image-19456 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/governatoratodiDalmazia1.bmp\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"377\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19456\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;espansione a est dell&#8217;imperialismo italiano. Terza mappa: nel 1941 l&#8217;Italia fascista, insieme alla Germania hitleriana, attacca il Regno di Jugoslavia e, tra le altre cose, annette parte della Dalmazia. <strong>N.B.<\/strong> In Dalmazia gli italofoni &#8211; quasi tutti abitanti a Zara &#8211; non superarono mai\u00a0il 5% della popolazione. Nel 1910 nella regione si contavano 18.000 italofoni e ben 677.000 slavofoni (parlanti il croato o il serbo come prima lingua). Eppure, anche oggi, c&#8217;\u00e8 chi dice che la Dalmazia (tutta) \u00abfu sempre italiana\u00bb. Mappa tratta dal percorso tematico <em>Il confine orientale italiano, 1797 &#8211; 2007<\/em>, cit.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Se la rivendicazione di Trento e Trieste, o finanche del litorale istriano occidentale, data la nutrita comunit\u00e0 italiana presente in quei luoghi, poteva ancora essere ricondotta all&#8217;ideale dell&#8217;unificazione nazionale \u2013 seppur con qualche forzatura per l&#8217;altrettanto cospicua presenza non italiana &#8211; la pretesa della Dalmazia, <em>territorio quasi esclusivamente slavo<\/em>, sanc\u00ec lo slittamento ideologico dal diritto all&#8217;autodeterminazione alla volont\u00e0 di potenza nazionale\/imperiale, destinato a permanere come preciso marcatore: anche allo scoppio della prima guerra mondiale la Dalmazia costitu\u00ec la discriminante netta fra nazionalisti-imperialisti e interventisti democratici.<\/p>\n<p>La parola \u00abDalmazia\u00bb rimarr\u00e0\u00a0una spia nascosta dell&#8217;imperialismo di ieri fino ai giorni nostri: \u00abIstria Fiume Dalmazia &#8211; ritorneremo\u00bb diventer\u00e0 un classico slogan delle tifoserie neofasciste, e anche il suffisso \u00ab-dalmata\u00bb nelle associazioni di esuli istriani e fiumani fu da subito molto ambiguo, specie per la mancata accettazione del trattato di pace di gruppi come l&#8217;ANVGD (Associzione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia). Tale suffisso era unicamente giustificato dall&#8217;inclusione degli zaratini nelle categorie dell&#8217;esodo, pur essendo stati questi ultimi sfollati da Zara in seguito ai bombardamenti angloamericani del 1943-1944, quindi per ragioni molto\u00a0diverse da quelle politiche, sociali ed economiche che spinsero all&#8217;esilio parte degli istriani e dei fiumani nel dopoguerra.<\/p>\n<p>L&#8217;inclusione della vicenda zaratina nel bordone degli esuli sfuggiti al genocidio slavo port\u00f2 alla formulazione della tesi pi\u00f9 delirante fra quelle partorite in seno all&#8217;associazionismo esule istriano: i bombardamenti alleati sarebbero stati comandati nientemeno che da Tito in persona al preciso scopo di sterminare gli italiani di Zara, spina nel fianco nel corpo slavo della Dalmazia.<\/p>\n<p>Queste farneticazioni furono compendiate nel libro <em>I bianchi binari del cielo<\/em> di <strong>Antonio Cattalini<\/strong> (1965). Gi\u00e0 nel 1980 l&#8217;Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli \u2013 Venezia Giulia nel saggio <em><a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=uYNYJJ5kiBwC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=storia+di+un+esodo&amp;source=bl&amp;ots=XkQKJI-s2A&amp;sig=ilORiva_yqe9ssYPV4tpEkyClvY&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=uS91UJCeCIjDtAaJ24H4AQ&amp;ved=0CDYQ6AEwAQ#v=snippet&amp;q=Antonio Cattalini&amp;f=false\">Storia di un esodo<\/a><\/em>\u00a0(pp.46-47) liquidava cos\u00ec le tesi di Cattalini:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00c8 un dato di fatto per\u00f2 che l&#8217;affermazione di Cattalini sull&#8217;esistenza di un piano preordinato da parte degli jugoslavi per distruggere Zara, non fornendo prove concrete, costituisce una presa di posizione aprioristica portata alle estreme conseguenze, che ha il suo perno nel disprezzo e nell&#8217;odio verso le popolazioni di nazionalit\u00e0 slava; egli probabilmente riprendeva e faceva sua una voce corrente nella cittadina in quei giorni, forse diffusa e alimentata dalle autorit\u00e0 fasciste locali, per rafforzare il consenso fra la popolazione. Sono affermazioni le sue che non si basano infatti su un materiale documentario che sia conosciuto, ma sembrano derivare soprattutto da una concezione che vede nella lotta dei popoli slavi una innata volont\u00e0 snazionalizzatrice nei confronti dell&#8217;elemento italiano.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La tesi del piano preordinato slavo messo in atto dalla RAF e dall&#8217;USAF, come se britannici e americani fossero sprovveduti e ignoranti garzoni di bottega degli \u201cslavocomunisti\u201d, rimase confinata al mondo esule, finch\u00e9\u00a0<strong>Enzo Bettiza<\/strong> la present\u00f2 all&#8217;inclito nazionale nel suo bestseller <i>Esilio<\/i>\u00a0del 1996. Si tratta di un libro di memorie, un&#8217;opera letteraria senza pretese storiche dove l&#8217;autore si \u00e8 limitato a esporre la tesi senza farla propria &#8211; peraltro poche pagine prima aveva anche vagheggiato l&#8217;idea che la distruzione di Zara fosse stata causata nientemeno che da una maledizione lanciata sulla citt\u00e0 da sua madre&#8230;<br \/>\nSu wikipedia Presbite ha per\u00f2 preso Bettiza e Cattalini come fonti, accanto ad altre simili (per esempio il missino\u00a0Oddone Talpo e oscure traduzioni dalla pubblicistica croata), per confezionare quello che doveva essere il suo gioiello, la voce \u201c<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamenti_di_Zara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bombardamenti di Zara<\/a> \u201d.<br \/>\nOsserviamolo da vicino.<\/p>\n<p>L&#8217;autore, anzich\u00e9 inquadrare l&#8217;oggetto nel suo contesto storico immediato \u2013 la seconda guerra mondiale e l&#8217;invasione della Jugoslavia -, allarga il background temporale fino al termine della prima guerra mondiale, parlando di vecchie\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamenti_di_Zara#Contesto_storico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contese nazionali<\/a> incomprensibili, allo scopo di spiegare uno scenario bellico che vedeva contrapposti bombardieri angloamericani contro caccia nazisti \u2013 come se si volesse redigere una voce sulla Battaglia di Stalingrado partendo dalle campagne napoleoniche. Ovviamente lo scopo di questa premessa si palesa nel paragrafo \u201c<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamenti_di_Zara#Cause_dei_bombardamenti_e_controversie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cause dei bombardamenti e controversie<\/a> \u201d dove viene citata la famosa tesi del genocidio titino a mezzo bombardieri alleati.<\/p>\n<p>Da notare che ufficialmente l&#8217;autore prende le distanze da suddetta tesi affermando come essa sia \u00abspesso stata presentata in modo semplicemente declamatorio\u00bb, sottile escamotage che attribuisce unicamente al tono e non al contenuto stesso l&#8217;inammissibilit\u00e0 di tale teoria.<br \/>\nDa notare anche che l&#8217;intera sezione si snoda attorno a un presunto dibattito sulla liceit\u00e0 o meno di tale ipotesi \u201cgenocidiaria\u201d, di fatto attribuendole una rilevanza surreale. Peraltro la presunta tesi opposta &#8211; \u201cmotivi militari\u201d &#8211; viene squalificata come tesi \u201cgiustificazionista\u201d di parte ultra-nazionalista croata. Quella che potrebbe essere la pi\u00f9 rilevante tesi opposta \u2013 il progetto di uno sbarco alleato in Dalmazia rimasta sul tavolo almeno fino all&#8217;ottobre 1944 &#8211; non \u00e8 nemmeno menzionata. Invece Presbite si dilunga in altre varianti inconsistenti, parla di una presunta informazione ingannevole fornita dai partigiani all&#8217;aeronautica alleata, come se ai suoi comandi ci fossero stati dei completi fresconi.<\/p>\n<p>In generale l&#8217;assunto secondo il quale la citt\u00e0 sarebbe stata spazzata via dai bombardamenti su mandato titino non viene contestata (anzi viene avvalorata dalla riproduzione di un radiomessaggio alleato nel quale \u00e8\u00a0riportata una richiesta di Tito, come se ci\u00f2 bastasse). Solo il \u201cmovente\u201d \u00e8 messo in discussione: genocidio o&#8230; buh? Peraltro, come abbiamo ricordato sopra, la stessa struttura della voce a partire dall&#8217;impostazione del contesto storico \u00e8 architettata per fornire background e motivazioni proprio alla prima ipotesi.<\/p>\n<p>Nel gennaio del 2009 l&#8217;autore stesso\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Vaglio\/Bombardamenti_di_Zara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">propone<\/a> \u00abimmodestamente\u201d (cit.) di inserire la voce nella vetrina di wikipedia, ovvero un riconoscimento di qualit\u00e0 che permette alla voce di essere linkata in modo ciclico direttamente sulla homepage della wikipedia italiana. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;istanza ha successo<\/a> ma dopo poco pi\u00f9 di un mese un utente (WlaFoca) apre nella talk una\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Bombardamenti_di_Zara#Contestazione_su_.22Causa_dei_bombardamenti_e_controversie.22_trovato_POV\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contestazione<\/a> per\u00a0<i><b>ingiusto rilievo<\/b><\/i> (vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Punto_di_vista_neutrale#Ingiusto_rilievo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link<\/a>) relativa alla sezione \u201cCause\u201d. L&#8217;utente, senza approfondire le fonti, si limita a sottoporre al vaglio del buonsenso i dati sciorinati nella voce. I presupposti della presunta controversia storica riguardo a Zara sarebbero infatti dovuti, secondo Presbite, all&#8217;irrilevanza strategica del porto dalmata, in contrasto con l&#8217;entit\u00e0 della distruzioni che farebbe di Zara, a sua detta, la citt\u00e0 italiana pi\u00f9 devastata nell&#8217;intera guerra.<br \/>\nTutto parte insomma dal quesito: come mai tanto accanimento da parte dei bombardieri alleati?<\/p>\n<p>L&#8217;utente WlaFoca si limita a rilevare come il complessivo quantitativo di bombe sganciato su Zara nell&#8217;arco di due anni (poco pi\u00f9 di 500t) corrisponda alla met\u00e0 del quantitativo sganciato su Roma nel corso \u00a0del solo\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamento_di_Roma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">19 luglio 1943<\/a>; anche la cifra complessiva dei suoi caduti, 400 portati fino a 1000 (e dagli esuli, manco dirlo, a 4000!) confrontati ai 20.000 morti di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamenti_di_Foggia_del_1943\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Foggia<\/a> nel &#8217;43 non gli \u00absembra talmente eccezionale dal poter invocare il crimine massimo dell&#8217;umanit\u00e0, il genocidio\u201d. Pure l&#8217;entit\u00e0 della distruzione (80% della superficie edificata) rapportata alla scarsa importanza della citt\u00e0 viene smontata con il semplice paragone con il bombardamento di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamento_di_Treviso\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Treviso<\/a>, dove lo stesso effetto si sarebbe prodotto nel corso di una singola giornata.<\/p>\n<p>Ai rilievi dell&#8217;utente, Presbite risponde con attacchi personali, vaghe minacce disciplinari e giochetti retorici. Soprattutto stronca la contestazione con la\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Discussione:Bombardamenti_di_Zara&amp;diff=22430834&amp;oldid=22426581\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">puerile contro-accusa<\/a> di \u00abnon aver letto nulla di nulla sull&#8217;argomento\u00bb, e di non aver portato alcuna nuova fonte ma di essersi unicamente basato sulla ragione! \u00abvuoi modificare la voce? Modifica la voce, seguendo per cortesia le regole di WP, e cio\u00e8: fa&#8217; parlare le fonti! Non hai fonti a disposizione? Mi dispiace, ma allora non credo tu abbia gli strumenti sufficienti per modificare alcunch\u00e9\u201d. Nonostante l&#8217;inconsistenza della difesa la controversia viene archiviata, e anche grazie al sostegno di altri wikipediani, la voce rimarr\u00e0 in vetrina per ben cinque anni.<\/p>\n<p>Ma wikipedia cresce e con essa gli standard qualitativi della vetrina. Un moderatore (P\u00e8ter) avvia una\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">segnalazione<\/a> per togliere alla voce il riconoscimento di qualit\u00e0. Presbite, promettendo consistenti miglioramenti alla voce (che non arriveranno mai), inizia a contrastare la procedura difendendo la sua \u201ccreatura\u201d con i denti, alzando progressivamente i toni, mettendo in scena il solito repertorio di creativi<i>straw man arguments,<\/i> e arrivando ad insinuare un\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61608246&amp;oldid=61606852\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accanimento personale<\/a> del moderatore P\u00e8ter (evidentemente la faida etnica \u00e8 una scusa buona anche per le diatribe su wikipedia&#8230;).<br \/>\nGli utenti <strong>P\u00e8ter<\/strong> e <strong>Stonewall<\/strong>, curatori del portale Guerra, rispondono con pazienza <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61612352&amp;oldid=61611990\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">illustrando<\/a> accuratamente<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abla non adeguatezza alle convenzioni di stile, la superficialit\u00e0 del contesto storico, il nullo o quasi approfondimento del lato militare (che in una voce del Progetto Guerra appare quanto meno bizzarro) e la mancanza di verificabilit\u00e0 di diverse note inserite.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Presbite risponde\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61612853&amp;oldid=61612352\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lamentandosi<\/a> di non aver inserito lui la voce nel progetto Guerra (P\u00e8ter gli\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61614943&amp;oldid=61614490\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">risponde<\/a>: \u00abdove avrebbe dovuto essere inserita una voce relativa a bombardamenti? Nel Progetto Cucina?\u00bb), inizia a vacillare e a pronunciare profonde dichiarazioni apodittiche che fanno quasi tenerezza (\u00abtutte<i> le fonti dicono che&#8230;\u00bb,\u00abnon esistono altre fonti oltre a quelle da me riportate&#8230;\u00bb). Ma Stonewall va gi\u00f9 duro: da navigato contributore di voci a tema bellico\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61609815&amp;oldid=61609576\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">chiede<\/a> tipo di forze aeree e reparti (wing, squadron) impegnate nelle missioni di bombardamento su Zara (come ad esempio \u00e8 fatto in altre voci:\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Operazione_Tidal_Wave\">Operazione Tidal Wave<\/a>),<\/i><\/p>\n<blockquote><p>\u00abchi le comandava, come si svolgevano (da dove partivano, che rotte seguivano, che contrasto affrontavano, non solo su Zara ma anche lungo i pericolosi percorsi di accesso agli obiettivi), da chi erano decise. Quest&#8217;ultimo sembra un punto centrale; se erano auspicate da Tito come ovviamente gli irridenti anticomunisti viscerali sbandierano, queste richieste di Tito a chi arrivavano? Da chi erano discusse? Da chi approvate? Quale era la catena di comando? Quale il ruolo dei politici anglo-americani? Perch\u00e9 le (ipotizzate) richieste di Tito furono approvate?\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Presbite va in crisi, chiede aiuto a un altro utente (Demiurgo) che per un po&#8217; gli fa da spalla, ma perlopi\u00f9 balbetta, dice che i dati richiesti sono ignoti, arriva persino ad\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61612853&amp;oldid=61612352\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ammettere<\/a> che sono gli aspetti politici e non quelli militari ad essere realmente rilevanti sull&#8217;argomento!<\/p>\n<p>Mentre Presbite bercia insulti, accusa gli altri di non conoscere le fonti e si\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61610769&amp;oldid=61610627\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">autoproclama<\/a> massimo esperto del confine orientale, i suoi avversari iniziano a recuperare dati: numero identificativo degli squadroni operativi nella zona, rotte, basi di partenza, perdite, tutti dati palesemente ignorati da Presbite e facilmente reperibili da chi sa dove cercare (significativo il fatto che Presbite\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61610240&amp;oldid=61610107\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dichiarasse<\/a> con assoluta sicumera l&#8217;assenza di contrasto aereo tedesco, quando nel giro di qualche ora ne viene facilmente reperita la\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61612981&amp;oldid=61612853\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contraria evidenza<\/a> nelle fonti pubblicamente consultabili).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61615616&amp;oldid=61615366\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Emerge<\/a> soprattutto come ogni bombardamento alleato scaturisse da una pianificazione effettuata sulla base di \u00abuna serie di fonti diverse, ufficiali di collegamenti alleati, ricognizioni aeree, decrittazioni Ultra\u00bb, un complesso dove le richieste dei partigiani venivano\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61616162&amp;oldid=61616022\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prese cum grano salis<\/a>, com&#8217;\u00e8 lecito attendersi.<br \/>\nSalta fuori che alcuni bombardamenti segnalati meticolosamente in voce risultano\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61625637&amp;oldid=61624967\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">farlocchi<\/a> . Presbite sbraita contumelie, ma \u00e8 bloccato, sa che aggiungere dettagli significa evidenziare sempre di pi\u00f9 l&#8217;assoluta cialtroneria con la quale \u00e8 stata redatta la voce e soprattutto il suo assurdo POV fondante.<\/p>\n<p>Morale della favola: nel giro di poco tempo la voce viene\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2#Pareri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sbattuta fuori dalla vetrina<\/a>. Ma quella che potrebbe apparire come una vittoria di Wikipedia per Presbite \u00e8 una \u201csconfitta di Pirro\u201d: la voce rimane pur sempre l\u00ec e soprattutto rimane in vetrina nel Portale Venezia Giulia e Dalmazia. Non solo, ottiene il massimo dei voti nel monitoraggio di qualit\u00e0 di detto progetto, che si rivela essere il feudo personale di Presbite.<\/p>\n<p>Soprattutto all&#8217;inizio della procedura di segnalazione, nel\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Wikipedia:Vetrina\/Segnalazioni\/Bombardamenti_di_Zara\/2&amp;diff=61587093&amp;oldid=61586683\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">subdolo tentativo<\/a> di annullamento della segnalazione di P\u00e8ter da parte dell&#8217;utente Pigr8 si evidenzia una delle funzioni del relativo Progetto: presidiare le voci sull&#8217;Adriatico Orientale. Presbite dirige gli altri, disciplinandoli ad una forte idea di progettualit\u00e0, per esempio respingendo l&#8217;irredentismo<i>&#8220;un tanto al chilo&#8221;<\/i>. Come\u00a0<a href=\"http:\/\/wikipedia.sapere.virgilio.it\/wikipedia\/w\/index.php?title=Discussione%3ADalmati_italiani&amp;diff=47212424&amp;oldid=47210917\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dichiara<\/a> in questa discussione sui\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione%3AMassacri_delle_foibe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dalmati italiani<\/a>, il suo scopo &#8220;<i>\u00e8 sempre stato quello di scrivere delle cose inattaccabili sulla Dalmazia<\/i>&#8220;. Attenzione, non cose vere, non cose ragionevoli, non cose eque o problematiche: cose\u00a0<b>inattaccabili<\/b>. Da qui la sfida personale che ha lanciato proprio su <em>Giap<\/em> a ricercare sue patenti falsificazioni,\u00a0come se il problema non fosse il suo POV pushing, ma lo stile mediante il quale lo impone. Falsificare \u00e8 perdente quando con l&#8217;interpolazione e l&#8217;omissione si ottengono risultati ben pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"wagna\"><\/a><\/p>\n<h3>7. Come la nonna di Tuco divenne irredentista a sua insaputa. Storia di un campo profughi<\/h3>\n<div align=\"justify\">Probabilmente, a chi legge, il nome Wagna non dice niente. Si tratta di una piccola localit\u00e0 della Stiria in cui tra il 1914 e il 1919 fu allestito <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Campo_profughi_di_Wagna&amp;oldid=67545140\">un grande campo profughi<\/a> per gli sfollati dal fronte dell\u2019Isonzo e dalla piazzaforte di Pola (base della marina austro-ungarica). Il campo giunse a contenere fino a 20.000 persone, in gran parte di nazionalit\u00e0 italiana, ma anche di nazionalit\u00e0 slovena (circa il 10% del totale). Faceva parte di una rete di campi sparsi nelle zone centrali dell\u2019Impero, che ospitarono complessivamente diverse decine di migliaia di rifugiati di tutte le nazionalit\u00e0 (italiani, sloveni, croati, rumeni, ucraini, polacchi\u2026) privi di mezzi di sostentamento. Oltre ai campi profughi, in varie localit\u00e0 dell\u2019Impero furono costruiti un certo numero di campi di internamento, destinati ai sospetti politici e agli stranieri abili alle armi (in questo caso i numeri sono molto pi\u00f9 piccoli: per quanto riguarda gli italiani siamo nell\u2019ordine di alcune migliaia, contro i circa 40.000 profughi ospitati nei campi e i 100.000 profughi sistemati presso abitazioni private).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_19436\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Wagna-Libnica1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19436\" class=\"wp-image-19436 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Wagna-Libnica1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"310\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19436\" class=\"wp-caption-text\">Il campo profughi di Wagna in una foto del 1914. Prima dell&#8217;arrivo di italiani e sloveni, era gi\u00e0 stato usato per accogliere profughi polacchi.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Diciamo subito, a scanso di equivoci, che nei campi profughi la mortalit\u00e0 fu molto alta, soprattutto durante la prima caotica fase di evacuazione e di smistamento, a causa delle frequenti epidemie di tifo e di colera. Nell\u2019autunno 1915 la mortalit\u00e0 raggiunse in diversi campi picchi del 100\u2030\/anno, contro una media del 20\u2030\/anno riferita all\u2019intera popolazione dell\u2019Austria. Negli anni successivi, grazie a una pi\u00f9 attenta profilassi delle malattie, si stabilizz\u00f2 intorno al 30\u2030\/anno, contro una media riferita all\u2019intera popolazione dell\u2019Austria salita nel frattempo al 26\u2030\/anno. Inoltre i profughi erano sottoposti a un regime di semi-segregazione e la loro forza lavoro veniva sfruttata largamente nel contesto dell\u2019economia di guerra. La struttura gerarchica, l\u2019onnipresenza della polizia e i criteri classisti utilizzati nell\u2019assegnazione degli alloggi contribuirono a trasformare i campi in una sorta di prefigurazione della societ\u00e0 a venire nel dopoguerra.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 parliamo di Wagna? Perch\u00e9 Wagna \u2013 o meglio: una ricostruzione falsa e mistificatoria di ci\u00f2 che fu Wagna \u2013 ha <a href=\"http:\/\/irredentismo.forumfree.it\/?t=10907567\">un ruolo importante nella mitografia neoirredentista<\/a>. Secondo la vulgata, gli austriaci deportarono in massa a Wagna la popolazione di Pola, &#8220;in quanto italiana&#8221;. Alcuni <a href=\"http:\/\/irredentismo.forumfree.it\/?t=53302175\">si spingono a parlare di \u201cgenocidio asburgico\u201d<\/a>, di un progetto secolare di annientamento degli italiani dell\u2019Adriatico orientale, portato avanti dagli austriaci con la complicit\u00e0 degli \u201cslavi\u201d. Slavi che poi avrebbero completato l\u2019opera con le foibe, ecc.<\/p>\n<p>Il &#8220;problema&#8221; di questa vulgata \u00e8 che a Wagna non c\u2019erano solo italiani, ma anche sloveni.<br \/>\nUn altro &#8220;problema&#8221; \u00e8 che solo una parte degli italiani di Wagna proveniva da Pola: gli altri provenivano dal Monfalconese e da Gorizia.<br \/>\nE un altro &#8220;problema&#8221; ancora, \u00e8 che oltre a Wagna nell\u2019Impero c\u2019erano decine di campi analoghi, alcuni destinati esclusivamente a sloveni e croati, altri agli ucraini della Galizia, e cos\u00ec via.<br \/>\nIn particolare, visto che a Pola la popolazione era mista, per i croati di Pola fu allestito un campo specifico a Bruck an der Leitha. Questi fatti sono ben noti praticamente da sempre a chi vive sul confine orientale, anche se la storiografia si \u00e8 occupata solo di recente in modo sistematico della questione dei profughi durante la grande guerra (si veda ad esempio: F. Cecotti <i>&#8220;Un esilio che non ha pari\u201d. 1914-1918. Profughi, internati ed emigrati di Trieste, dell\u2019Isontino, dell\u2019Istria<\/i>, Goriziana editoriale, Gorizia, 2001).<\/p>\n<p>Ma la &#8220;storiografia&#8221; parallela dei neoirredentisti \u00e8, e deve restare, impermeabile alle ricostruzioni fattuali. Cos\u00ec, quando nel 2012 RossanaBianchi &#8211; uno dei <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Category:Wikipedia_sockpuppets_of_Brunodam\">tanti<\/a> &#8220;sockpuppet&#8221; (identit\u00e0 fittizie) dell&#8217;utente\u00a0<strong>Brunodam &#8211;<\/strong>\u00a0scrive su wikipedia una voce dedicata a Wagna, la intitola &#8220;Campo di concentramento asburgico di Wagna&#8221;. E poi la infarcisce\u00a0di falsit\u00e0. Infine, la abbellisce\u00a0con citazioni farlocche, per dare una parvenza di autorevolezza all\u2019\u201copera\u201d. Il risultato <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Campo_profughi_di_Wagna&amp;oldid=50790466\">si pu\u00f2 ammirare qua<\/a>.<\/p>\n<p>[<strong>N.d.R.<\/strong> Brunodam \u00e8 un utente bloccato da Wikipedia <em>ad infinitum<\/em> per le sue numerose manipolazioni. Si \u00e8 spinto talmente in l\u00e0 che altri utenti con POV pi\u00f9 o meno simile al suo\u00a0&#8211; tra i quali Presbite &#8211; hanno dovuto scaricarlo. Di ci\u00f2\u00a0si \u00e8 molto lamentato, dicendo peste e corna degli ex-sodali. Come in questa <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20210128112243\/http:\/\/brunodam.blog.kataweb.it\/2011\/12\/01\/riassunto-sui-neolatini-dei-balcani\/\">breve ma molto interessante<\/a> discussione, dove a partire dal settimo commento Presbite viene attaccato con violenza.]<\/p>\n<p>Chi avesse letto quella pagina su Wagna si sarebbe convinto che in Stiria, tra il 1915 e il 1918, fu attivo un campo di concentramento per italiani \u2013 non molto diverso da quelli nazisti \u2013 in cui avvenivano esecuzioni sommarie di civili; e che quel campo fu concepito dagli austriaci nel contesto di una pulizia etnica a danno degli italiani dell\u2019Istria. E non gli sarebbe quindi sembrato strano <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Massacri_delle_foibe&amp;oldid=68961194#Il_biennio_rosso_e_il_.22fascismo_di_confine.22\">ritrovare Wagna nella pagina \u201cMassacri delle foibe\u201d<\/a>:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>L\u2019ostilit\u00e0 slava (e soprattutto slovena) all\u2019annessione gi\u00e0\u00a0palesata con il boicottaggio nei confronti dei civili italiani di ritorno dai campi di concentramento di Wagna e Tapiosuly, si esprimeva con l\u2019accumulo di armi provenienti dal confinante Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e con attentati<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Passa un po\u2019 di tempo e nel gennaio 2013 Presbite, rendendosi conto che un titolo come \u201cCampo di concentramento asburgico\u201d \u00e8 talmente assurdo da far apparire gi\u00e0 di per s\u00e9 inaffidabile la voce, decide di modificarlo in \u201cCampo di internamento\u201d. Anche questa dizione \u00e8 sbagliata, perch\u00e9 Wagna fu un campo profughi. Campo di internamento fu invece, ad esempio, Katzenau presso Linz. Presbite si premura anche di correggere la forma e la punteggiatura di alcune frasi, senza toccare per\u00f2 il contenuto della voce.<\/p>\n<p>Poi nel giugno 2014 succede qualcosa. Succede che un giorno TBPJMR, su <em>Giap<\/em> pi\u00f9 noto come Tuco, legge la voce sul campo di Wagna e salta sulla sedia. Sua nonna ci \u00e8 stata, a Wagna. Ci ha passato tre anni. TBPJMR si accorge subito che niente di quel che c\u2019\u00e8 scritto in quella voce corrisponde al vero. Cos\u00ec decide di apportare alcune modifiche alla voce, molto limitate. In pratica elimina il clamoroso fake delle fucilazioni di civili, e aggiunge una frase in cui dice, indicando una fonte, che a Wagna c\u2019erano anche degli sloveni.<\/p>\n<p>Da quel momento, e per circa una mese, Presbite si scatena nella pagina di discussione (come dire: la sala macchine della voce) e ci fornisce \u2013 suo malgrado \u2013 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Campo_profughi_di_Wagna\">un bignami in 114mila battute<\/a> delle sue strategie ostruzionistiche preferite, strategie che vale la pena studiare in dettaglio.<br \/>\n<a name=\"filibustering\"><\/a><\/p>\n<h3>6. Filibustering<\/h3>\n<p>Presbite esordisce cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Apprezzo il lavoro svolto finora nella voce, ma adesso domina la confusione. Credo a causa del fatto che le uniche fonti prese in considerazione da chi ha modificato la voce in tempi recenti siano quelle internettiane.<\/p><\/blockquote>\n<p>Bisogna diffidare sempre di chi esordisce con una concessione. La \u201cconfusione\u201d di cui parla Presbite in realt\u00e0 dipende dal fatto che la voce, come compilata da RossanaBianchi, era costruita su dati falsi. In particolare, RossanaBianchi aveva copiaincollato in voce <a href=\"http:\/\/patriottismo.forumcommunity.net\/?t=42882887&amp;st=165\">un post comparso sul forum \u201cPatriottismo\u201d<\/a>, attribuendolo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Campo_profughi_di_Wagna&amp;diff=50757075&amp;oldid=50751509\">falsamente<\/a> allo storico <strong>Franco Cecotti<\/strong>. Quando TBPJMR \u00e8 intervenuto nella voce riportando dati provenienti da fonti vere, era abbastanza logico che quei dati sarebbero entrati in conflitto con quelli gi\u00e0 presenti. Per Presbite per\u00f2 il problema non sono i dati falsi di RossanaBianchi, bens\u00ec le \u201cfonti internettiane\u201d utilizzate da TBPJMR.<\/p>\n<p>Cosa sono le \u201cfonti internettiane\u201d? Sostanzialmente sono le fonti reperibili in formato digitale su internet utilizzando un motore di ricerca. Ad esempio: un articolo di Giovanna Procacci reperibile sul sito dell\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari \u00e8 una \u201cfonte internettiana\u201d; un articolo di Marta Verginella pubblicato in formato digitale sulla rivista \u201cStoria delle donne\u201d, edita dall\u2019Universit\u00e0 di Firenze, \u00e8 una \u201cfonte internettiana\u201d.<br \/>\nInvece un passo copiaincollato dal forum \u201cPatriottismo\u201d pu\u00f2 essere una fonte &#8220;non internettiana\u201d, a patto che sia attribuito \u2013 anche falsamente \u2013 a un libro reperibile soltanto in formato cartaceo.<\/p>\n<p>Ecco quindi un primo esempio della tattica ostruzionistica adottata da Presbite: gettare discredito sulle fonti altrui, anche a costo di inventare categorie ridicole come quella di \u201cfonte internettiana\u201d. La discussione sull\u2019autorevolezza delle \u201cfonti internettiane\u201d \u00e8 andata avanti per parecchi giorni. Wikipedia \u00e8 fatta cos\u00ec: ogni edit deve avere un adeguato consenso all\u2019interno della comunit\u00e0. Basta che qualcuno sollevi un dubbio sull\u2019autorevolezza di una fonte, anche con argomenti pretestuosi, perch\u00e9 una voce resti bloccata per giorni e giorni.<\/p>\n<p>Nel frattempo TBPJMR comincia a riscrivere la voce utilizzando come fonte principale la monografia dello storico <strong>Paolo Malni<\/strong>. Altro giro, altra corsa. Secondo Presbite le fonti sono insufficienti. Non solo: secondo lui la voce andrebbe ampliata in modo da coprire il periodo 1914-1963. Infatti nel 1941, nello stesso luogo in cui era stato costruito il campo profughi durante la prima guerra mondiale, i tedeschi avevano allestito un campo per prigionieri di guerra. E poi nel \u201845 le baracche avevano ospitato i profughi tedeschi fuggiti dai paesi occupati dai sovietici. E pi\u00f9 tardi, nei primi anni sessanta, i fuoriusciti jugoslavi.<\/p>\n<p>A sostegno della sua tesi, Presbite porta una \u201cfonte austriaca\u201d. Si tratta di una pubblicazione interessante, in lingua tedesca, dello storico <strong>Heino Halbrainer<\/strong>. Il punto per\u00f2 \u00e8 che si tratta di una pubblicazione del polo museale della municipalit\u00e0 di Wagna, dedicata alla storia appunto di Wagna e dei \u201csuoi\u201d campi nell\u2019arco di 50 anni. Ma il campo per POW del \u201841 \u00e8 materialmente <em>un altro campo<\/em>\u00a0rispetto a quello del \u201814.<\/p>\n<p>L\u2019obiezione di Presbite \u00e8 quindi un secondo esempio di tattica ostruzionistica: allargare il campo a dismisura in modo da far sfumare il focus e creare un\u2019impasse. Soprattutto perch\u00e9 intanto a dare man forte a Presbite \u00e8 intervenuto <strong>Bramfab<\/strong>, che propone di scorporare dalla voce tutta la parte che riguarda la descrizione del contesto storico in cui fu allestito il campo. Il combinato disposto delle due proposte ha come effetto quello di bloccare i lavori per alcuni giorni.<\/p>\n<p>Per di pi\u00f9, lo stesso Bramfab mette in atto una manovra diversiva, sollevando dubbi sull\u2019affermazione di Paolo Malni che tra i profughi trentini ci fossero anche dei tedeschi. Nella foga polemica tuttavia Bramfab ci regala suo malgrado un\u2019<em>epifania:<\/em><\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abSarebbe a dire che in previsione della guerra gli austriaci si fecero una pulizia etnica alla rovescia in casa?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Finalmente ci siamo: la posta in gioco, in questa voce, \u00e8 il\u00a0<em>frame della pulizia etnica.<\/em><\/p>\n<p>La discussione si sposta sul titolo della voce: campo profughi o campo di internamento?<br \/>\nLe fonti parlano chiaro: campo profughi. Ciononostante, parte un lungo botta-e-risposta sul fatto che le autorit\u00e0 austriache avevano predisposto l\u2019internamento degli stranieri abili alle armi e dei sospetti politici; fatto che TBPJMR aveva gi\u00e0 riportato correttamente in voce. Ma i campi di internamento erano strutture diverse rispetto ai campi profughi, e Wagna era un campo profughi.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 Presbite si concentra sul numero degli internati. Tira fuori dal cilindro una nuova fonte austriaca. Tale fonte cita un rapporto (<em>Bericht<\/em>) dell\u2019Ufficio di sorveglianza di guerra al Ministero dell\u2019Interno. TBPJMR recupera il testo del rapporto, che, con buona pace di Presbite, non contraddice, ma integra i dati gi\u00e0 inseriti in voce. A Presbite non resta che montare una stucchevole polemica sulla corretta traduzione dal tedesco della forma verbale \u201c<em>sollte<\/em>\u201d. Secondo TBPJMR \u00e8 \u201cdovrebbe\u201d, secondo Presbite \u201cdeve\u201d. A sostegno della sua tesi Presbite afferma perentorio che in un&#8217; \u201c<em>Ordnung<\/em>\u201d non si usano forme dubitative. TBPJMR obietta che il testo in questione non \u00e8 tratto da un&#8217; \u201c<em>Ordnung<\/em>\u201d bens\u00ec un \u201c<em>Bericht<\/em>\u201d. Niente da fare, la discussione si impantana nuovamente.<br \/>\nQuesto \u00e8 un terzo esempio di tattica ostruzionistica: <em>attaccare su un punto secondario, cercando in tutti i modi di aver ragione su quello, per aver ragione su tutto<\/em>. Presbite comunque ha torto, e l\u2019unico effetto che ottiene \u00e8 quello di far perdere un sacco di tempo al suo interlocutore.<\/p>\n<p>Visto che non gli \u00e8 andata liscia\u00a0col tedesco, Presbite ricomincia a contestare i numeri. I numeri sono il suo cavallo di battaglia, neanche fosse un promotore finanziario. I numeri di Paolo Malni non gli piacciono. Lui ha dei numeri pi\u00f9 belli. I suoi numeri provengono da un articolo di Aldo Gorfer sul portale della Provincia di Trento e dal testo di una conferenza tenuta dallo storico austriaco Hans Hautmann. In entrambi i casi si tratta di sviste, di letture frettolose dei dati d\u2019archivio. In entrambi i casi, il numero totale (114.000) degli sfollati italiani assistiti dallo Stato in Austria viene attribuito erroneamente agli sfollati provenienti dal solo Trentino. Ma Presbite non si scoraggia. Chiama in suo soccorso De Gasperi, forse lo contatta per telefono:<\/p>\n<p><i>\u00abAggiunger\u00f2 che anche De Gasperi era un ignorante pasticcione: ho trovato un suo discorso postbellico nel quale parla di 119.000 profughi trentini. E mi \u00e8 stata inopinatamente segnalata pure un\u2019altra fonte libresca, nella quale starebbe scritto esattamente l\u2019opposto rispetto a quel che hai scritto tu (mi \u00e8 stata letta, per cui non ho ancora il virgolettato): gli studiosi presentano numeri molto diversi sul numero dei profughi trentini. Le risate!\u00bb<\/i><\/p>\n<p>(N.B. In realt\u00e0 anche De Gasperi, in un suo articolo del 1919, aveva indicato in 111.000 il numero totale dei \u201cprofughi trentini e italiani in genere\u201d)<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se un fantomatico documento letto a Presbite da non si sa chi (magari per telefono) pu\u00f2 essere considerata fonte autorevole su wikipedia\u2026<\/p>\n<p>Ormai la discussione si trascina da pi\u00f9 di un mese. Siamo alla fine di luglio, e fa caldo. Presbite comincia a biascicare sequenze incomprensibili di numeri.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19395\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/supercazzolapresbite900px.png.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19395\" class=\"wp-image-19395 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/supercazzolapresbite500px2.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"196\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19395\" class=\"wp-caption-text\">\u00abSembrava una serie di numeri, una sciarada ritmica di cui non si coglieva sillaba.\u00bb (<em>L&#8217;Armata dei Sonnambuli<\/em>, pag.639) Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">Presbite <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/supercazzola.png\">sbaglia i conti<\/a>\u00a0e TBPJMR, che di lavoro fa il\u00a0matematico, glielo mostra. Ma quello che ci interessa, qui, \u00e8 mettere in evidenza una quarta tattica ostruzionistica di Presbite, quella pi\u00f9 efficace, quella riassumible nel motto<em>:\u00a0perch\u00e9 raccontare balle, se puoi cavartela a furia di stronzate?<\/em><\/div>\n<p><a name=\"gilas\"><\/a><\/p>\n<h3>5. Sull\u2019uso disinvolto, altrimenti detto \u201cad minchiam\u201d, delle fonti. Il caso Djilas<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>Ma come usa le fonti Presbite quando interviene direttamente in una voce? Lo illustreremo attraverso un esempio\u00a0<em>pesante.<\/em><\/p>\n<p>Siamo nella voce \u201cIstria\u201d. Il 25 maggio 2013 <strong>Iliril\u00eckIlirik<\/strong> \u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Istria&amp;diff=prev&amp;oldid=59043774\">chiede il controllo fonte<\/a> su questa frase:<\/p>\n<p><i>\u00abPurtuttavia, sebbene queste uccisioni sommarie, precedute in alcuni casi da sevizie e maltrattamenti, fossero analoghe (sia numericamente che per metodi) a quelle perpetrate in altre zone occupate dall\u2019armata di Tito, in Istria\u00a0ebbero il chiaro intento di infondere il terrore nella popolazione italiana, inducendola a lasciare il territorio.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>Il 26 giugno Presbite risponde: \u201cbasta chiedere\u201d. E modifica la frase in questo modo:<\/p>\n<p><i>\u00abSebbene queste uccisioni sommarie, precedute in alcuni casi da sevizie e maltrattamenti, fossero analoghe a quelle perpetrate in altre zone soggette al controllo dell\u2019armata jugoslava, <b>secondo quanto testimoni\u00f2 il braccio destro di Tito Milovan Gilas in Istria ebbero l\u2019intento di indurre la popolazione italiana a lasciare il territorio<\/b>.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>indicando come fonte\u00a0<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2000\/dicembre\/20\/difficili_scelte_Milovan_Gilas_co_0_0012209582.shtml\">una risposta di <strong>Indro Montanelli<\/strong><\/a> a un lettore, sul Corriere della Sera.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19476\" style=\"width: 501px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19476\" class=\"wp-image-19476 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/gilas1.jpg\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"254\" \/><p id=\"caption-attachment-19476\" class=\"wp-caption-text\">Milovan \u0110ilas ci mise il cappello nel &#8217;91 e da allora tutti citano l&#8217;attaccapanni, ma il cappello non era suo e l&#8217;attaccapanni nemmeno esiste.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>La \u201ctestimonianza\u201d a cui si riferisce Presbite \u00e8 un\u2019intervista rilasciata da \u0110ilas a Panorama nel luglio del 1991 (<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Djilas_Panorama_21071991.pdf\">PDF qui<\/a>). Sono i giorni in cui la Jugoslavia comincia a disgregarsi, e \u0110ilas parla dei confini tra Serbia e Croazia. Poi infila questo suo ricordo sull\u2019Istria:<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] <i>Ricordo che nel\u00a0<b>1946<\/b> io ed Edward Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana. Si trattava di dimostrare alla commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e non italiane: ci furono manifestazioni con striscioni e bandiere.<\/i> Giornalista<i>: Ma non era vero? Certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perch\u00e9 in realt\u00e0 gli italiani erano la maggioranza solo nei centri abitati e non nei villaggi. Ma bisognava indurre gli italiani ad andare via con pressioni d\u2019ogni tipo. Cos\u00ec fu fatto.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>In un\u2019intervista rilasciata al Giornale di Brescia nel 2006, lo storico <strong>Raoul Pupo<\/strong>, che di certo non pu\u00f2 essere sospettato di essere filo-jugoslavo, ha definito questa dichiarazione una \u00abbufala sparata da \u0110ilas\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19403\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Pupo_9_febbraio_2006.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19403\" class=\"wp-image-19403 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/intervistapupo.jpg\" alt=\"Le dichiarazioni rilasciate dallo storico Raoul Pupo sulla falsit\u00e0 della testimonianza di Milovan \u0110ilas\" width=\"500\" height=\"203\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19403\" class=\"wp-caption-text\">Le dichiarazioni rilasciate dallo storico <strong>Raoul Pupo<\/strong> sulla falsit\u00e0 della &#8220;testimonianza&#8221; di Milovan \u0110ilas presa per oro colato da Petacco, Montanelli, Presbite e &#8211; buon ultimo ma con un\u00a0bacino di pubblico incomparabilmente maggiore e quindi pi\u00f9 (ir)responsabile degli altri &#8211; Cristicchi. Clicca per aprire il pdf dell&#8217;intera intervista.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Pupo dice che una ricercatrice di Lubiana (<strong>Nevenka Troha<\/strong>, N.d.R.) ha dimostrato <i>\u00ab<\/i>senza ombra di dubbio\u00bb che nel\u00a0<b>1946<\/b> \u0110ilas non mise piede in Istria. E che in quei mesi Kardelj and\u00f2 s\u00ec in Istria, ma per convincere gli italiani a restare.<\/p>\n<p>Ciononostante la \u201ctestimonianza\u201d di \u0110ilas continua ad essere un cavallo di battaglia dei neoirredentisti, che da anni <a href=\"https:\/\/www.google.it\/?gws_rd=ssl#q=gilas+kardelj+istria&amp;start=0\">la spammano<\/a> ovunque <a href=\"http:\/\/bora.la\/2011\/06\/07\/un-secolo-fa-usciva-dai-cantieri-triestini-la-viribus-unitis-oggi-la-crisi-di-fincantieri\/#comment-231787\">in tutti i forum<\/a> e i social network.<br \/>\nNon solo:<em> questa \u201ctestimonianza\u201d \u00e8 citata con grande enfasi nello spettacolo di Cristicchi<\/em>,<em> Magazzino 18<\/em>, ormai parte integrante del curriculum scolastico in tutte le scuole del Regno.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19381\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=16149\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19381\" class=\"wp-image-19381 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/cristicchipelinkovac.jpg\" alt=\"L'uomo del Partito della Nazione\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19381\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;uomo del Partito della Nazione distaccato sul confine orientale. Di lui e del suo spettacolo ci siamo gi\u00e0 occupati nell&#8217;articolo (e dibattito) \u00abQuello che Cristicchi dimentica: <em>Magazzino 18<\/em>, gli &#8220;italiani brava gente&#8221; e le vere larghe intese\u00bb. Clicca sulla foto per leggerlo. Di recente,\u00a0Cristicchi ha annunciato che far\u00e0 uno spettacolo su Franco Basaglia. Potrebbe usare come consulenti Presbite, The Irrules e Jose Antonio\u00a0(vedi il capitolo 2\u00a0della presente inchiesta).<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">Ma lasciamo perdere per il momento ci\u00f2 che dice Pupo e concentriamoci sulle date:\u00a0<b>1946<\/b> \u2013 visita della commissione interalleata. Come si pu\u00f2 vedere, \u0110ilas non sta parlando di foibe e di uccisioni, ma di manifestazioni e di \u201cpressioni\u201d. Nell\u2019intervista a Panorama dice esattamente questo:\u00a0\u00abandammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana\u00bb. Come mai su Wikipedia questa dichiarazione diventa un\u2019\u201cammissione\u201d sui massacri e una \u201ctestimonianza fondamentale\u201d sul presunto legame foibe-esodo?<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<div id=\"attachment_19419\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19419\" class=\"size-full wp-image-19419\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Petacco.jpg\" alt=\"Arrigo Petacco, al quale si deve il cambio di data nella &quot;testimonianza&quot; (gi\u00e0 falsa di suo) di Milovan \u0110ilas presa per oro colato dai fascisti e neoirredentisti.\" width=\"400\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-19419\" class=\"wp-caption-text\">Arrigo Petacco, al quale si deve il cambio di data nella &#8220;testimonianza&#8221; (gi\u00e0 falsa di suo) di Milovan Dilas presa per oro colato da fascisti, veteroirredentisti e\u00a0irredento-chic.<\/p><\/div>\n<p>Innanzitutto perch\u00e9 <strong>Arrigo Petacco<\/strong> nel suo libro <em>L\u2019esodo. La tragedia negata degli italiani d\u2019Istria, Venezia Giulia e Dalmazia<\/em> (Mondadori, 2000) ha citato la frase in modo, diciamo cos\u00ec, creativo, spostando la data a cui si riferisce \u0110ilas dal 1946 al 1945, cio\u00e8 a un contesto completamente diverso. Nel libro di Petacco infatti c\u2019\u00e8 scritto, in esergo e addirittura nella quarta di copertina:<\/p>\n<blockquote><p><span class=\"st\">\u00ab<\/span>Nel <strong>1945<\/strong> io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andar via con pressioni di ogni tipo. E cos\u00ec fu fatto. (Milovan Gilas)<span class=\"st\">\u00bb<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 proprio questa la versione della dichiarazione di \u0110ilas che viene\u00a0<a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2000\/dicembre\/20\/difficili_scelte_Milovan_Gilas_co_0_0012209582.shtml\">commentata da Montanelli<\/a>. Il lettore gli scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCaro Montanelli, &#8220;Nel\u00a0<b>1945<\/b> io e Kardelj fummo mandati da Tito in Istria. Era nostro compito indurre tutti gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. E cos\u00ec fu fatto&#8221; diceva Milovan Gilas. Ho letto parecchi articoli di Gilas e mai pi\u00f9 avrei creduto che prese parte alla tragedia dell\u2019esodo degli italiani dal suolo patrio se non ordin\u00f2 massacri mediante l\u2019infoibazione. Gilas non fu un dissidente che condann\u00f2 le mostruosit\u00e0 di Tito? Le sarei grato di un breve profilo per comprendere con chiarezza la vera storia della sua vita. Ha avuto personali contatti con lo scrittore?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">Montanelli, che conosceva personalmente \u0110ilas, risponde con una serie di considerazioni sull\u2019ambivalenza della vita degli uomini, ecc. A un certo punto dice:<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<blockquote><p>\u00abChe in quel periodo Gilas, da molti ritenuto addirittura il \u201cDelfino\u201d di Tito, abbia cercato di \u201cdisitalianizzare\u201d tutta la costa adriatica \u2013 di cui era egli stesso originario \u2013 lo sapevo e mi fa male al cuore, ma posso capirlo. Che per farlo sia ricorso anche lui alle foibe, <span style=\"text-decoration: underline;\">qualcuno me lo aveva detto senza per\u00f2 fornirmene prove<\/span>.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">Quindi questa frase, in cui Montanelli dice di <em>apprendere in quel momento dal lettore<\/em> (che cita la versione della dichiarazione di \u0110ilas <em>con la data sbagliata<\/em>) dell\u2019esistenza di &#8220;prove&#8221; sull\u2019attivit\u00e0 di \u0110ilas come infoibatore, per Presbite diventa la conferma autorevole (da parte di Montanelli!) del fatto che \u0110ilas su Panorama abbia \u201cammesso\u201d di aver organizzato infoibamenti per cacciare gli italiani. Niente male, come corto circuito logico.<br \/>\nDetto senza giri di parole: Presbite\u00a0<em>ha manipolato le fonti.<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>L\u2019utente IlirikIlirik il 12 giugno chiede di nuovo la conferma della fonte, proprio sulla base del contenuto reale dell\u2019intervista a \u0110ilas.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella dichiarazione di \u0110ilas, citata in riferimento a fondamento della affermazione evidenziata, non viene fatta menzione alcuna di uccisioni, di altre azioni violente e tanto meno di collegamento alle foibe (v. anche citazione seguente).\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>E Presbite\u00a0risponde cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLo dice l\u2019articolista citato, in nota (Montanelli), e tanto basti.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><a name=\"foibe\"><\/a><\/p>\n<h3>4. E allora le foibe??!!<\/h3>\n<div align=\"justify\">Nel repertorio di Presbite c\u2019\u00e8 anche questo, <i>\u00e7a va sans dire<\/i>. Nel capitolo della voce \u201cStoria di Gorizia\u201d dedicato alla seconda guerra mondiale, dopo aver <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Storia_di_Gorizia&amp;oldid=68886642\">inserito un paragrafo<\/a> sulla famigerata <a href=\"http:\/\/www.criminidiguerra.it\/CIRC3C1.shtml\">Circolare 3C del generale Roatta<\/a>, l\u2019 utente TBPJMR fa il seguente edit:<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<blockquote><p>\u00abCasi di esecuzioni sommarie e incendi di villaggi si ebbero comunque gi\u00e0 prima dell\u2019emanazione della Circolare 3C. Ad esempio l\u20198 agosto 1942 un gruppo di alpini della Divisione Julia, reduci dalla Grecia, incendiarono il villaggio di Ustje, situato a una ventina di chilometri da Gorizia, e fucilarono 8 persone, come rappresaglia per l\u2019uccisione del comandante dei Carabinieri di Aidussina, il maresciallo Pasquale Marrone. In realt\u00e0 Marrone era stato ucciso dagli alpini stessi, perch\u00e9 aveva difeso gli abitanti del paese dalle loro scorrerie. Gli alpini avevano poi addossato la colpa agli abitanti del villaggio.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>E immediatamente Presbite aggiunge:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella stessa localit\u00e0, nel mese di marzo del 2002 venne esplorata e svuotata una fossa comune contenente i resti di 67 soldati \u2013 15 tedeschi e 52 italiani \u2013 uccisi dopo la fine della guerra e qui sepolti.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Chiosando cos\u00ec il suo intervento:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOcchio: ad ogni notiziola se ne pu\u00f2 aggiungere una uguale e contraria. Mi pare che si stia perdendo il senso generale di questo paragrafo\u2026\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">Superfluo osservare che se \u201csi sta perdendo il senso generale del paragrafo\u201d \u00e8 proprio a causa dell\u2019intervento di Presbite.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/div>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/vOt7dJZo8UU?rel=0\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><a name=\"omissione\"><\/a><\/p>\n<h3>3. Qui (non) lo dico e qui lo (rin)nego<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>Altrettanto importante di quello che scrive, \u00e8 quello che Presbite\u00a0<em>non<\/em> scrive. Prendiamo come esempio la voce \u201cIX Korpus\u201d, una delle 123 da lui create. Prima dei recenti interventi correttivi da parte di altri utenti, nella voce si leggeva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abFondato a dicembre del 1943 riunendo una serie di brigate precedentemente operanti in modo indipendente, il IX Korpus ha giocato un ruolo fondamentale per la liberazione della Primorska (il Litorale sloveno), che prima della guerra apparteneva quasi interamente al Regno d&#8217;Italia. All\u2019interno di questa regione &#8211; dichiarata annessa alla Jugoslavia fin da settembre del 1943 &#8211; le localit\u00e0 principali erano Gorizia e Trieste, ugualmente reclamate dalla Jugoslavia, che vennero occupate militarmente dal IX Korpus dal 1 maggio fino al 12 giugno del 1945, nell\u2019intento di mettere gli Alleati di fronte al fatto compiuto.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Manca qualcosa?<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/csvk6YD_tfQ?rel=0\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nNell\u2019ordine, manca:<\/p>\n<p>1) Il fatto che il 6 aprile 1941 l\u2019Italia e la Germania invasero la Jugoslavia.<\/p>\n<p>2) Il fatto che nel 1941 l\u2019Italia si annesse la Provincia di Lubiana, vi impose un commissario speciale, e di fronte all\u2019esplodere della resistenza slovena mise in atto una serie di rappresaglie contro la popolazione civile culminate nella recinzione col filo spinato dell\u2019intera citt\u00e0 di Lubiana e nella deportazione di 20.000 civili nei campi di concentramento italiani.<\/p>\n<p>3) Il fatto che dal 10 settembre 1943 al 1\u00b0 maggio 1945 la Primorska fu annessa di fatto al III Reich all\u2019interno della Zona di Operazioni Alto Adriatico (OZAK) sotto il comando del Gauleiter della Carinzia Friedrich Rainer, che prendeva gli ordini direttamente da Hitler.<\/p>\n<div id=\"attachment_19453\" style=\"width: 478px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.italia-resistenza.it\/percorsi-tematici\/frontiera-orientale\/il-confine-orientale-italiano-1797-2007\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19453\" class=\"size-full wp-image-19453\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/confine1941.bmp\" alt=\"Lo spostamento a est dell'imperialismo italiano. Quarta mappa: nel 1941 l'Italia, insieme alla Germania nazista, attacca il Regno di Jugoslavia e, tra le varie cose, occupa e annette la provincia di Lubiana. Ibidem.\" width=\"468\" height=\"444\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-19453\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;espansione a est dell&#8217;imperialismo italiano. Quarta mappa: sempre nel 1941, l&#8217;Italia occupa e annette la provincia di Lubiana, mai stata italofona. Mappa tratta dal percorso tematico <em>Il confine orientale italiano, 1797 &#8211; 2007<\/em>, cit.<\/p><\/div>\n<p>Per contro, Presbite ci informa che nel settembre del 1943 la Primorska fu dichiarata annessa&#8230; alla Jugoslavia. Di cosa si tratta? Dopo l\u20198 settembre la Primorska fu attraversata da un ampio moto insurrezionale, e il 16 settembre l\u2019OF (Fronte di liberazione del popolo sloveno) eman\u00f2 il seguente proclama:<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u00abIl comando supremo del fronte di liberazione del popolo sloveno, dando seguito a una rivendicazione fondamentale del popolo sloveno, derivante da diritti naturali e storici, proclama l\u2019annessione del litorale sloveno alla Slovenia libera e unita nell\u2019ambito di una Jugoslavia libera e democratica. Alla minoranza italiana sui territori annessi \u00e8 garantita l\u2019autonomia. Le modalit\u00e0 di attuazione dell\u2019autonomia saranno discusse da rappresentanti delegati delle popolazioni slovena e italiana del Litorale non appena le circostanze lo consentiranno.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>In questo caso quindi Presbite, con una miscela di omissioni e di forzature, riesce a far passare su it.wiki la seguente ricostruzione del contesto storico in cui oper\u00f2 il IX Korpus:\u00a0<i>di punto in bianco\u00a0nel settembre del \u201843 la Jugoslavia [che nel 1943 non esisteva pi\u00f9 \u2013 o non esisteva ancora \u2013 come entit\u00e0 statuale, N.d.R.] dichiar\u00f2 annessa la Primorska (appartenente al Regno d\u2019Italia) e istitu\u00ec il IX Korpus per rendere effettiva tale annessione<\/i>. La fonte indicata da Presbite \u00e8 una tesi di laurea in sloveno &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/dk.fdv.uni-lj.si\/diplomska\/pdfs\/alic-jernej.pdf\">Jernej Ali\u010d,<\/a><a href=\"http:\/\/dk.fdv.uni-lj.si\/diplomska\/pdfs\/alic-jernej.pdf\">9. korpus NOV-a Slovenije. Od ustanovitve do osvoboditve Trsta<\/a><a href=\"http:\/\/dk.fdv.uni-lj.si\/diplomska\/pdfs\/alic-jernej.pdf\">, <\/a><a href=\"http:\/\/dk.fdv.uni-lj.si\/diplomska\/pdfs\/alic-jernej.pdf\">Lubiana 2008<\/a>\u00a0&#8211; , ma\u00a0ovviamente nella tesi la \u201cnotizia\u201d dell\u2019invasione italiana della Jugoslavia nel \u201841 c\u2019\u00e8, cos\u00ec come la \u201cnotizia\u201d dell\u2019occupazione tedesca nel \u201843. Forse gli sono sfuggite perch\u00e9 non conosce lo sloveno e si<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Discussione:Domenica_di_sangue_di_Marburgo&amp;diff=next&amp;oldid=66708915\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> affida a gogol tranzlejt<\/a> per leggere testi scritti in questa lingua cos\u00ec &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cUkkW7cauPE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">semplice<\/a>&#8220;&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/cUkkW7cauPE?rel=0\" width=\"500\" height=\"375\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/div>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nMa anche in italiano esistono svariate fonti che attestano entrambe le &#8220;notizie&#8221;. Se a Presbite nessuno l\u2019ha fatto notare, \u00e8 perch\u00e9 in Italia la storia del confine orientale \u00e8 poco conosciuta, e come abbiamo detto, lui a furia di <em>filibustering<\/em> nelle pagine di discussione si \u00e8 costruito il ruolo di \u201cesperto di confine orientale\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"basaglia\"><\/a><\/p>\n<h3>2. Non solo confine orientale. Come l&#8217;antifascista Franco Basaglia divenne repubblichino su it.wikipedia<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>\u00c8 capitato anche che Presbite, dall\u2019alto del suo ruolo di \u201cesperto\u201d, si sia prestato a \u201ccoprire\u201d operazioni sporche di altri utenti. Per capire in che modo il futuro psichiatra <strong>Franco Basaglia<\/strong> (1924 &#8211; 1980),\u00a0incarcerato per antifascismo gi\u00e0 all&#8217;et\u00e0 di 19 anni, su it.wikipedia sia diventato&#8230; repubblichino grazie all&#8217;utente\u00a0<strong>Theirrules<\/strong> e con l\u2019imprimatur di\u00a0<strong>Presbite<\/strong>, ecco la storia dell\u2019inserimento in it.wiki della \u201cnotizia\u201d.<\/p>\n<div id=\"attachment_19464\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19464\" class=\"wp-image-19464 size-full\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/basagliabus.jpg\" alt=\"Franco Basaglia (1924 - 1980) Da: Mario Colucci \u2013 Pierangelo Di Vittorio, Franco Basaglia, Bruno Mondadori Editore, Milano 2001, pag.1: \u00abFranco Basaglia nasce a Venezia l\u201911 marzo 1924, da una famiglia agiata. Secondogenito di tre figli, trascorre un\u2019infanzia e un\u2019adolescenza serene nel caratteristico quartiere veneziano di San Polo. Conclusi gli studi classici, nel 1943 si iscrive alla Facolt\u00e0 di Medicina e chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova. Qui entra in contatto con un gruppo di studenti antifascisti e, a seguito del tradimento di un compagno, viene arrestato e detenuto per sei mesi, fino alla fine della guerra. Esperienza che lo segna profondamente e che rievocher\u00e0 anni dopo parlando del suo ingresso in un\u2019altra istituzione chiusa: il manicomio.\u00bb width=\" width=\"500\" height=\"358\" \/><p id=\"caption-attachment-19464\" class=\"wp-caption-text\">\u00abFranco Basaglia nasce a Venezia l\u201911 marzo 1924, da una famiglia agiata. Secondogenito di tre figli, trascorre un\u2019infanzia e un\u2019adolescenza serene nel caratteristico quartiere veneziano di San Polo. Conclusi gli studi classici, nel 1943 si iscrive alla Facolt\u00e0 di Medicina e chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova.<strong> Qui entra in contatto con un gruppo di studenti antifascisti e, a seguito del tradimento di un compagno, viene arrestato e detenuto per sei mesi, fino alla fine della guerra.<\/strong> Esperienza che lo segna profondamente e che rievocher\u00e0 anni dopo parlando del suo ingresso in un\u2019altra istituzione chiusa: il manicomio.\u00bb (Mario Colucci \u2013 Pierangelo Di Vittorio, <em>Franco Basaglia<\/em>, Bruno Mondadori Editore, Milano 2001, pag.1)<\/p><\/div>\n<p>6 agosto 2011: nella talk di Presbite <strong>Sandro_bt<\/strong> chiede se si pu\u00f2 \u201cchiudere\u201d sulla voce \u201cEccidio di Vercelli\u201d, alla quale una nutrita compagnia \u2013 coordinata da chi? Da Presbite, naturalmente \u2013 sta lavorando da molto tempo.<br \/>\nTheirrules\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussioni_utente:Presbite\/archivio_2011#Vercelli\">chiede qualche giorno di tempo<\/a> dicendo di avere una notiziola interessante da inserire.<\/p>\n<p>11 agosto 2011: Theirrules annuncia nella talk della voce di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Eccidio_dell'ospedale_psichiatrico_di_Vercelli#Altre_fonti.2C_altre_info\">aver trovato una fonte che indica Basaglia come repubblichino della colonna Morsero<\/a>. La fonte \u00e8 un libro di <b>Bruno Vespa<\/b>,<i>Vincitori e vinti<\/i> (2005).<\/p>\n<p>4 novembre 2011: l&#8217;utente <strong>Jose Antonio\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Franco_Basaglia&amp;diff=next&amp;oldid=43869894\">inserisce nella voce \u201cFranco Basaglia\u201d la \u201cnotizia\u201d su Basaglia repubblichino<\/a>, indicando come fonti Bruno Vespa e il defunto\u00a0\u201cfoibologo\u201d di estrema destra\u00a0<b><a href=\"http:\/\/youtu.be\/NiC32esBt2U\">Marco Pirina<\/a><\/b>. L\u2019inserimento viene\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Franco_Basaglia&amp;diff=next&amp;oldid=44568840\">subito perfezionato<\/a> da Theirrules.<\/p>\n<div id=\"attachment_19421\" style=\"width: 456px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19421\" class=\"size-full wp-image-19421\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/bruno-vespa-giornalista.jpg\" alt=\"Bruno Vespa. In un suo libro la notizia falsa su Basaglia repubblichino, poi ripresa dai wikinazionalisti.\" width=\"446\" height=\"359\" \/><p id=\"caption-attachment-19421\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Vespa. In un suo libro del 2005 la notizia falsa su Basaglia repubblichino, poi ripresa dai wikinazionalisti. Ecco la citazione: \u00abAl termine della guerra, i militi dei reparti Pontida e Montebello si arresero e vennero trasferiti al campo sportivo di Novara (tra essi, il giovane Franco Basaglia, che sarebbe divenuto negli anni Settanta il capostipite della psichiatria progressista).\u00bb La fonte di Vespa (o chi per lui) sembra proprio essere il &#8220;foibologo&#8221; <strong>Marco Pirina<\/strong>, oggi scomparso. Conoscendo il lavoro di Pirina, quest&#8217;ennesimo esempio\u00a0di storiografia &#8220;creativa&#8221; \u00e8 ben lontano dal sorprenderci.<\/p><\/div>\n<p>5 novembre 2011: l&#8217;amministratore <b>Piero Montesacro<\/b>\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Franco_Basaglia#Conflitto_di_fonti\">smonta la bufala<\/a> portando in talk come fonte autorevole una monografia su Basaglia di Colucci e Di Vittorio. Provvede anche a\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Franco_Basaglia&amp;diff=44597221&amp;oldid=44570337\">rimuovere<\/a> dalla voce \u201cFranco Basaglia\u201d la falsa notizia su Basaglia repubblichino.<\/p>\n<p>1 maggio 2012: Theirrules\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Eccidio_dell'ospedale_psichiatrico_di_Vercelli&amp;diff=49243014&amp;oldid=49241314\">inserisce la falsa notizia su Basaglia repubblichino<\/a> nella voce sull\u2019eccidio di Vercelli,\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Eccidio_dell'ospedale_psichiatrico_di_Vercelli#Altre_fonti.2C_altre_info\">asserendo falsamente<\/a> che tale notizia \u00e8 gi\u00e0 presente nella voce su Basaglia.<\/p>\n<p>21 luglio 2012: Presbite\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discussione:Eccidio_dell'ospedale_psichiatrico_di_Vercelli#Voce_di_qualit.C3.A0.3F\">propone di avviare la procedura<\/a> per il riconoscimento della voce sull\u2019eccidio di Vercelli come voce di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>20 agosto 2012: la voce sull\u2019eccidio di Vercelli\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Voci_di_qualit%C3%A0\/Segnalazioni\/Eccidio_dell%27ospedale_psichiatrico_di_Vercelli\">viene riconosciuta voce di qualit\u00e0<\/a> col voto favorevole del proponente Presbite, di Jose Antonio, di Arturolorioli e del \u201creferee\u201d Adert.<\/p>\n<p>E cos\u00ec diventa \u201cdi qualit\u00e0\u201d anche la bufala sul passato repubblichino di Basaglia. Un&#8217;autentica calunnia che verr\u00e0 rimossa solo nel 2014 dopo una segnalazione avvenuta su <em>Giap<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\" data-conversation=\"none\"><p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/footymac\">@footymac<\/a> matricola carcere S.M. Maggiore Venezia del noto &#8220;fascista&#8221; Basaglia arrestato 4\/12\/1944 <a href=\"http:\/\/t.co\/5McHEa0SQn\">pic.twitter.com\/5McHEa0SQn<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Iveser Venezia (@IveserVenezia) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/IveserVenezia\/status\/469082571989856256\">May 21, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" async=\"\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<\/div>\n<p>E a proposito di \u201cvoci di qualit\u00e0\u201d, \u00e8 arrivato il momento di dare un\u2019occhiata al gioiello di famiglia di Presbite: l\u2019\u201cEccidio di Porz\u00fbs\u201d.<br \/>\n<a name=\"porzus\"><\/a><\/p>\n<h3>1. Porz\u00fbs<\/h3>\n<div id=\"attachment_19524\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19524\" class=\"size-full wp-image-19524\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/GApasolini.jpg\" alt=\"Guido Pasolini\" width=\"250\" height=\"313\" \/><p id=\"caption-attachment-19524\" class=\"wp-caption-text\">Guido Pasolini<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo, fu uno dei 17 osovani (partigiani delle Brigate Osoppo) uccisi a Porz\u00fbs nel febbraio del 1945 da un gruppo di gappisti friulani della divisione Garibaldi-Natisone. Il 27 novembre 1944 Guido aveva scritto una lettera al fratello, in cui raccontava i rapporti molto tesi tra la sua formazione, che aveva deciso di restare \u201cautonoma\u201d, e le formazioni garibaldine che avevano deciso di essere inquadrate nel IX Korpus.<\/p>\n<p>Diciamo subito, a scanso di equivoci, che Guido Pasolini \u00e8 molto critico nei confronti dei Garibaldini. \u00c8 un azionista, i suoi ideali sono quelli del Risorgimento: per lui la resistenza \u00e8 esclusivamente lotta contro lo straniero. A noi comunque non interessa analizzare il punto di vista di Guido Pasolini. Ci interessano le informazioni contenute nella lettera. Nella pagina di it.wiki dedicata a Guido Pasolini ne sono riportati ampi stralci. Soffermiamoci su questo paragrafo:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abSi riorganizza la brigata: in breve tempo raggiungiamo i 600 uomini nella vallata Attimis-Subit. Si entra in contatto con i mandanti delle 2 brigate Garibaldi che fiancheggiano il nostro schieramento: si forma la divisione Garibaldi-Osoppo, si firma un patto di amicizia con gli sloveni che, slealmente hanno cominciato la propaganda slovena nel territorio da noi occupato. <b>[&#8230;]<\/b> In quegli stessi giorni giunge una missione slovena inviata da Tito: si propone l\u2019assorbimento della nostra divisione da parte della Armata slovena: ci fanno capire fra l\u2019altro che qualora facessimo parte dell\u2019esercito sloveno eviteremmo il disarmo. Il comandante di divisione Sasso (un garibaldino) tentenna, il vice comandante Bolla (Osoppo) pone un energico rifiuto. Gli sloveni se ne vanno scontenti.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Dalla citazione sembra di capire che gli sloveni avessero posto gli osovani di fronte all\u2019alternativa: o vi unite a noi o vi disarmiamo. Ma cosa c\u2019\u00e8 scritto nella lettera al posto di quei tre puntini messi tra parentesi? Il <a href=\"http:\/\/pasolinipuntonet.blogspot.it\/2012\/09\/lultima-lettera-di-guido-pasolini-al.html\">testo integrale<\/a> \u00e8 il seguente:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab&#8230;nel territorio da noi occupato.\u00a0<b>Giunge per radio una notizia ad aggravare la situazione: gli inglesi nelle terre liberate, disarmano le formazioni partigiane. A noi dell\u2019Osoppo la notizia non ci fa n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo: \u201cUna volta che l\u2019Italia \u00e8 liberata!\u2026) , La cosa sembra invece mettere il fuoco nelle vene in certi commissari garibaldini. Vanni (da nessuno autorizzato), commissario di divisione, nella pubblica piazza di Nimis grida le seguenti parole (in un discorso enfatico quanto vuoto di sostanza): \u201cIo vi assicuro che n\u00e9 Russi (la parola \u00e8 detta quasi di sfuggita) n\u00e9 Americani n\u00e9 Inglesi (qui la voce tuona) disarmeranno la Divisione Garibaldi-Osoppo.<\/b>\u201d In quegli stessi giorni giunge una missione slovena&#8230;\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dal testo integrale scopriamo quindi che gli osovani, unendosi al IX Korpus, avrebbero evitato di essere\u00a0<i>disarmati dagli inglesi<\/i>. E che per\u00f2 per gli osovani essere disarmati dagli inglesi non costituiva un problema, visto che\u00a0<i>il loro scopo era esclusivamente quello di liberare l\u2019Italia<\/i>. Vedremo tra poco che questo \u201cdettaglio\u201d non \u00e8 secondario nella ricostruzione del contesto in cui matur\u00f2 l\u2019episodio di Porz\u00fbs.<\/p>\n<p>Per completare il quadro, ricordiamo anche che il 13 novembre 1944 il generale Alexander diffuse via radio un proclama in cui richiedeva a tutte le formazioni resistenti del nord Italia di interrompere qualsiasi attivit\u00e0 militare, e annunciava una drastica riduzione dei rifornimenti. E che tra l\u2019ottobre e il dicembre del 1944 l\u2019alto Friuli fu sottoposto a pesantissimi rastrellamenti tedeschi \u2013 con la collaborazione di unit\u00e0 cosacche e di alcuni battaglioni della X Mas \u2013 in seguito alla caduta della Repubblica libera della Carnia.<\/p>\n<p>La pagina su Guido Pasolini \u00e8 stata creata dall\u2019utente <strong>Demiurgo<\/strong>, ma si tratta di uno spin-off della pagina \u201cEccidio di Porz\u00fbs\u201d. In quest&#8217;ultima pagina <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Guido_Pasolini&amp;diff=50096277&amp;oldid=50094863\">la lettera tagliuzzata era stata inserita da Presbite<\/a>, con l\u2019accorgimento di riportarne il testo completo in nota \u2013 tanto non l\u2019avrebbe letto nessuno. Demiurgo si \u00e8 limitato a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Guido_Pasolini&amp;diff=50096277&amp;oldid=50094863\">copiarla da una pagina all\u2019altra<\/a>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tipico esempio di <em>manipolazione per omissione<\/em>. Se ora ci spostiamo nella pagina \u201cEccidio di Porz\u00fbs\u201d, vediamo che vengono nuovamente omessi dei \u201cdettagli\u201d importanti. Presbite scrive:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abTutte le terre a est del fiume Isonzo \u2013 e comunque ovunque vivesse una componente etnica slovena, compresa quindi la Slavia veneta \u2013 furono rivendicate fin dalla fine del 1941 dalla nascente Jugoslavia di Tito, che le dichiar\u00f2 ufficialmente annesse nel settembre del 1943.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Come fonte viene indicata <a href=\"http:\/\/biblioteche.comune.trieste.it\/Record.htm?idlist=1&amp;record=19419602124912378849\">una tesi di dottorato<\/a>: \u00abPatrick Karlsen, Il PCI, il confine orientale e il contesto internazionale 1941-1955, Anno Accademico 2007-2008, pag.13\u00bb)<\/p>\n<p>Vediamo allora cosa scrive Karlsen a pag. 13:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abDopo\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019invasione della Slovenia da parte dell\u2019Italia e della Germania nell\u2019aprile 1941<\/span>, tutte le forze politiche riunite nel Fronte di liberazione sloveno (Osvobodilna fronta \u2013 Of) si prefissero lo scopo della liberazione e unificazione della loro nazione. Tra queste anche il Kps, che all\u2019interno dell\u2019Of rappresentava la fazione pi\u00f9 organizzata e influente. Gi\u00e0 dalla fine del 1941 il Fronte aveva istituito una commissione interna per studiare i futuri confini della Slovenia, e il Comitato centrale (Cc) del Kps aveva dichiarato \u201cirrinunciabili\u201d le citt\u00e0 di Maribor e Trieste. [&#8230;] Contemporaneamente,l\u2019Of cerc\u00f2 di radicare la sua presenza su tutto il territorio da esso ritenuto sloveno.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>Come nella voce \u201cIX Korpus\u201d, Presbite ha <i>omesso<\/i> il \u201cdettaglio\u201d dell\u2019invasione italiana della Jugoslavia. Inoltre la lotta dell\u2019OF per la \u201cliberazione e unificazione della nazione slovena\u201d dall\u2019occupazione di un paese<em>\u00a0invasore<\/em> viene trasformata, con evidente\u00a0<em>manipolazione<\/em> della fonte, in \u201crivendicazione territoriale della nascente Jugoslavia di Tito\u201d, in stile \u201c<i>blut und boden<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Sempre citando Karlsen (pagg. 16-17), Presbite prosegue cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abAll\u2019interno di questi territori gli jugoslavi pretesero di avere il comando di tutte le operazioni militari sottoponendo al controllo del NOVJ le altre formazioni combattenti, in accordo con quanto aveva stabilito, a seguito di precisa richiesta di Tito, il segretario del Comintern Georgi Dimitrov in una lettera del 3 agosto 1942: questi aveva disposto per tutta la Venezia Giulia la dipendenza delle strutture del PCI al Partito Comunista Sloveno (PCS) e di tutte le formazioni combattenti nell\u2019area al Fronte di Liberazione Sloveno.\u00bb<\/p>\n<p>Ma vediamo cosa dice Karlsen. Innanzitutto, per quanto riguarda i rapporti tra Pcd\u2019I e KPS, a pag. 13 scrive:<\/p>\n<p>\u00abLa politica dell\u2019\u201centrismo\u201d, sostenuta dai vertici del partito centrale come ultima carta per cercare di intaccare la popolarit\u00e0 del fascismo, risultava del tutto inaccettabile per gli iscritti al Pcd\u2019I di origine slovena e croata; per loro, qualsiasi forma di accomodamento verso il regime che mirava alla cancellazione della loro identit\u00e0 di popolo equivaleva a un tradimento.\u00bb<\/p>\n<p>Spostandoci alle pagg. 16-17, leggiamo:<\/p>\n<p>\u00abNel contesto della guerra e dei rivolgimenti politico-sociali giudicati prossimi a venire, il possesso del porto di Trieste era visto dai comunisti sloveni come una delle questioni dirimenti. Chi controllava il porto, per il suo posizionamento strategico e per l\u2019elevata concentrazione della sua classe operaia, era destinato a esercitare un\u2019influenza decisiva sul suo entroterra, in gran parte agricolo.\u00bb<\/p>\n<p>Nel 1942 Kardelj, in una lettera a Massola, si espresse cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u00abA causa dell\u2019atteggiamento filoinglese di gran parte della borghesia italiana, da una parte, e la debolezza dell\u2019azione politica del proletariato italiano, dall\u2019altra, esiste il pericolo che Trieste in futuro possa diventare il trampolino di lancio degli imperialisti reazionari inglese.\u00bb<\/p>\n<p>Continua Karlsen:<\/p>\n<p>\u00abA questo punto, diveniva fondamentale che tali posizioni fossero ufficializzate dall\u2019autorit\u00e0 cui veniva riconosciuta la competenza di stabilire le giurisidizioni e coordinare gli ambiti di azione dei diversi partiti comunisti: il Komintern. [&#8230;] La risposta tanto sollecitata [&#8230;] pervenne da Dimitrov il 3 agosto 1942, tramite una lettera a Tito [&#8230;]. \u00c8 questo il documento attraverso cui il Komintern accoglieva in toto le istanze slovene e sanzionava un nuovo equilibrio, nei rapporti tra Kps e Pcd\u2019I nel Litorale, a favore del primo.\u00bb<\/p>\n<p>Il testo del comunicato di Dimitrov \u00e8 il seguente:<\/p>\n<p>\u00abCc Slovenia e Cc Jugoslavia sono tenuti ad esigere dai compagni italiani il rendiconto della loro attivit\u00e0. Costituire gruppi di Kps nei rioni italiani d\u2019un tempo, laddove vivono sloveni e croati \u2013 Istria, Trieste ed altrove. Sviluppare col\u00e0 il movimento partigiano non \u00e8 soltanto giusto, bens\u00ec pure urgente. Cos\u00ec pure \u00e8 estremamente urgente che il tutto venga condotto a termine dal comando, in contatto con i compagni italiani, nella costituzione delle organizzazioni per la lotta partigiana ed antifascista in Istria, a Trieste ed a Fiume.\u00bb<\/p>\n<p>Leggendo Karlsen scopriamo quindi che la corsa verso Trieste dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia (EPLJ)\u00a0<i>non era questione di \u201cblut und boden\u201d<\/i>, ma di\u00a0<i>posizionamento strategico in un\u2019ottica rivoluzionaria<\/i>. Scopriamo che <i> gli antagonisti dell\u2019EPLJ erano gli inglesi<\/i>, alleati nella lotta contro il nazifascismo, ma considerati avversari nella lotta di classe. E scopriamo che in quest\u2019ottica i comunisti sloveni nel 1942 avevano chiesto e ottenuto dal Komintern la direzione politica e militare della resistenza armata nel Litorale, con i comunisti italiani in posizione subalterna.<\/p>\n<p>Ricapitolando:<br \/>\n1) Presbite\u00a0<i>omette<\/i> di dire che\u00a0<i>l\u2019Italia aveva invaso la Jugoslavia nel 1941<\/i> e che se n\u2019era annessa ampie porzioni.<br \/>\n2) Presbite <i>manipola<\/i> una fonte e presenta la\u00a0<i>lotta di liberazione slovena<\/i> contro uno Stato\u00a0<i>invasore<\/i> (l\u2019Italia) come\u00a0<i>rivendicazione territoriale jugoslava<\/i> nei confronti di quello Stato.<\/p>\n<p>A causa di queste omissioni e manipolazioni, le richieste del KPS al Pcd\u2019I appaiono come dettate da puro sciovinismo nazionalistico, e non dal fatto che il Pcd\u2019I fosse un partito che, seppur clandestino, seppur facente parte del Komintern, era agli occhi dei comunisti sloveni troppo accomodante nei confronti dell\u2019imperialismo e dello sciovinismo italiano. Vale anche la pena sottolineare che quando nel \u201842 Dimitrov attribu\u00ec al KPS la direzione politica e militare delle formazioni partigiane combattenti nella \u201cVenezia Giulia\u201d, non esisteva ancora nessuna formazione combattente italiana, n\u00e9 del Pcd\u2019I, n\u00e9 di altri movimenti antifascisti; che dopo l\u20198 settembre 1943 il Pcd\u2019I organizz\u00f2 anche nella \u201cVenezia Giulia\u201d le proprie brigate partigiane come parte integrante delle Brigate Garibaldi del resto d\u2019Italia (Karlsen, pag. 26); e che solo nell\u2019autunno del \u201844, anche per evitare che i garibaldini venissero disarmati dagli inglesi sulla base delle clausole armistiziali, Kardelj impose ai comunisti italiani di inquadrare le loro brigate partigiane nel IX Korpus (Karlsen, pag. 32).<\/p>\n<p>Inoltre Presbite\u00a0<i>omette<\/i> di dire che la preoccupazione principale del KPS per quanto riguardava\u00a0Trieste era che quel porto strategico\u00a0<i>non finisse sotto il controllo diretto o indiretto degli inglesi<\/i>. Da quel che scrive Presbite, sembra che di punto in bianco nel \u201841 una non meglio precisata \u201cnascente Jugoslavia di Tito\u201d avesse cominciato a manifestare pretese territoriali sull\u2019Italia, e che per questo nel 1942 avesse chiesto e ottenuto dal Komintern di poter sottomettere il Pcd\u2019I e tutte le formazioni combattenti della \u201cVenezia Giulia\u201d.\u00a0<em>Gli inglesi scompaiono dal quadro,<\/em> e tutto quanto sembra ridursi a una\u00a0<em>faida etnica<\/em> sul confine orientale, con gli italiani ovviamente, sempre e comunque, nella parte delle <em>vittime in quanto italiani<\/em> \u2013 oppure dei traditori della patria.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19523\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19523\" class=\"size-full wp-image-19523\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/frontfurlan.jpg\" alt=\"7 luglio 2012, commemorazione alle Malghe di Porzus.\" width=\"500\" height=\"352\" \/><p id=\"caption-attachment-19523\" class=\"wp-caption-text\">7 luglio 2012, commemorazione alle Malghe di Porzus.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>Noi non abbiamo tesi da proporre su Porz\u00fbs: si tratta di una delle pagine pi\u00f9 controverse e laceranti della storia della resistenza in Italia. Ma il lavoro di Karlsen \u00e8 una delle fonti citate da Presbite, e noi abbiamo mostrato come Presbite, attraverso\u00a0<em>omissioni e manipolazioni di una fonte da lui stesso indicata,<\/em> abbia falsificato il contesto in cui si colloca l\u2019episodio.<\/p>\n<p>E poi: come mai nella voce i rapporti tra osovani e X Mas restano nel cono d\u2019ombra? Tali rapporti risultano dimostrati dal 2000, da quando sono stati desecretati i documenti dell\u2019OSS (pubblicati poi da <strong>Nicola Tranfaglia<\/strong> e <strong>Mario Cereghino<\/strong> nel 2004 nel volume <i>Come nasce la repubblica<\/i>, Bompiani). Gli americani ne erano al corrente: nel gennaio del 1945, in seguito a un lungo colloquio tra il capitano Manlio Morelli del battaglione valanga della X Mas e il sottotenente Cino Bottazzi \u201cPiave\u201d della Osoppo, Morelli stesso, su incarico di Borghese, si incontr\u00f2 a Vittorio Veneto con Candido Grassi \u201cVerdi\u201d e con \u201cPiave\u201d della Osoppo, per negoziare un eventuale accordo in chiave anti jugoslava. In voce c\u2019\u00e8 scritto:<\/p>\n<p>\u00abDalle ricostruzioni del dopoguerra risult\u00f2 che era sempre stata la X\u00aa MAS a cercare degli accordi con la Osoppo per opporsi alle mire jugoslave sui territori orientali italiani, ottenendone per\u00f2 ogni volta un rifiuto.\u00bb<\/p>\n<p>Dai documenti dell\u2019OSS pubblicati da Tranfaglia invece risulta che l\u2019accordo fu discusso in modo abbastanza dettagliato, anche per quanto riguardava la logistica, ma poi <em>non and\u00f2 in porto <a href=\"http:\/\/casarrubea.wordpress.com\/2010\/05\/14\/accordo-decima-masosoppo\/\">soprattutto per le resistenze di una parte dei comandi della Decima<\/a><\/em>.<br \/>\nIn ogni caso il fatto stesso che ci fu un tentativo \u2013 ad alto livello e non proprio estemporaneo \u2013 in tale direzione\u00a0<i>fa parte del contesto<\/i>, ed \u00e8 pertanto oggetto di ricerca storiografica. Non lo si pu\u00f2 liquidare, come fa Presbite in pagina di discussione, dicendo che durante la guerra i contatti tra partigiani e fascisti erano abbastanza frequenti, tirando in ballo gli scambi di prigionieri, ecc.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_19522\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19522\" class=\"size-full wp-image-19522\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/cossigajr.jpg\" alt=\"25 aprile 2009, Malghe di Porzus. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Ing. Giuseppe Cossiga, ricorda i 17 osovani uccisi nel febbraio 1945.\" width=\"500\" height=\"329\" \/><p id=\"caption-attachment-19522\" class=\"wp-caption-text\">25 aprile 2009, Malghe di Porzus. Il Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Ing. Giuseppe Cossiga, ricorda i 17 osovani uccisi nel febbraio 1945.<\/p><\/div>\n<div align=\"justify\">Nella voce su it.wiki vengono riportate, in una sezione dedicata, tutte le varie interpretazioni storiografiche dell\u2019eccidio di Porz\u00fbs. Tuttavia la falsificazione del contesto fa apparire strampalate e prive di fondamento le interpretazioni in cui il campo si allarga e nell\u2019inquadratura entrano altri attori: gli inglesi, l\u2019OSS, la X Mas, i nuovi equilibri interni e internazionali che si stavano formando in quei mesi. Mentre fa apparire naturale e praticamente ovvia la tesi (fatta propria dalla corte d\u2019appello di Firenze nel 1954) del tradimento e dell\u2019\u201catto tendente a porre una parte del territorio italiano sotto la sovranit\u00e0 jugoslava\u201d. Ma soprattutto, cristallizza la lettura di un evento, situato in uno snodo storico estremamente complesso, nel solito frame della faida etnica.<\/div>\n<p><a name=\"caratteraccio\"><\/a><\/p>\n<h3>0. Ha un caratteraccio, per\u00f2\u2026<\/h3>\n<div align=\"justify\">\n<p>A questo punto potremmo chiederci se la multiforme attivit\u00e0 manipolatoria che abbiamo finora documentato sia mai stata riconosciuta e sanzionata come tale dalla comunit\u00e0 dei wikipediani.<\/p>\n<p>Il log dei blocchi (l\u2019equivalente wikipediano della \u201cfedina penale\u201d) di quest\u2019utenza <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Speciale%3ARegistri&amp;type=block&amp;user=&amp;page=Utente%3APresbite&amp;year=&amp;month=-1&amp;tagfilter=\">\u00e8 abbastanza eloquente<\/a>.<\/p>\n<p>A parte un primo blocco di scrittura nell\u2019ottobre del 2008, non rilevante perch\u00e9 irrogato per errore (Presbite fu scambiato per un altro utente gi\u00e0 sanzionato con un blocco di scrittura di durata infinita, errore corretto dopo due giorni con la completa riabilitazione), troviamo:<\/p>\n<p><strong>13 ottobre 2010:<\/strong> blocco di 36 ore per \u00abtrolling, edit war e comportamento non collaborativo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>18 ottobre 2011:<\/strong> blocco di una settimana per \u00abattacchi personali reiterati e con presa in giro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>7 luglio 2012:<\/strong> blocco di una settimana per \u00abattacchi personali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>11 ottobre 2012:<\/strong> blocco di due ore per \u00abattacchi personali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>24 marzo 2014:<\/strong> blocco di una settimana per \u00abattacchi personali\u00bb.<\/p>\n<p>Nella <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Richieste_di_pareri\/Comportamenti_degli_utenti\/Presbite\">discussione<\/a> relativa all\u2019ultima (finora) delle segnalazioni disciplinari contro Presbite, aperta lo scorso 25 luglio e conclusasi pochi giorni dopo senza che fosse emessa alcuna sanzione, l\u2019utente Stonewall ha dichiarato che Presbite \u00abha (spesso, forse quasi sempre) ragione nel merito\u00bb ma \u00abcon il suo comportamento francamente insopportabile nelle discussioni\u00bb, comportamento improntato al \u00absarcasmo con tutti\u00bb e caratterizzato da \u00abun irritante superiority complex\u00bb, riesce a passare \u00absempre dalla parte del torto\u00bb. Pertanto Stonewall invita Presbite a cambiare registro d\u2019interlocuzione con gli altri utenti, ad accettare \u00able eventuali critiche con garbo e senza pensare sempre al complotto contro di lui\u00bb e ad articolare in maniera pi\u00f9 ortodossa le sue discussioni, \u00abda cui uscir\u00e0 facilmente vincitore vista la sua enciclopedica preparazione nello specifico anche senza cercare di ridicolizzare l\u2019interlocutore\u00bb.<\/p>\n<p>Questi commenti di Stonewall sintetizzano abbastanza bene quella che \u00e8 l\u2019immagine corrente di Presbite all\u2019interno della comunit\u00e0 dei wikipediani. Si ritiene comunemente che Presbite sia un utente assai scrupoloso e preparato, fine conoscitore della materia di cui in prevalenza scrive (la storia dell\u2019Adriatico orientale); peccato solo per le sue asperit\u00e0 caratteriali che lo rendono cos\u00ec indisponente.<\/p>\n<p>Lo stesso Presbite aderisce volentieri a questa immagine e ammette senza difficolt\u00e0 di avere un \u201ccaratteraccio\u201d, ma tiene a ribadire che, se a volte si inalbera, \u00e8 solo perch\u00e9 ha talmente ha cuore l\u2019Enciclopedia da non poter tollerare che la stessa sia rovinata da degli ignoranti.<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>\u00abPer quanto \u00e8 in mio potere, ho sempre cercato di scrivere delle voci \u201cdecenti\u201d, quando non \u201cben fatte\u201d. E questo \u00e8 il mio tratto: scrivere di temi ignorati praticamente dall\u2019universo mondo, quasi sempre in solitudine. E quindi quasi sempre da solo col mio POV. Cercando di tenerlo il pi\u00f9 possibile a freno. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe cos\u2019\u00e8 che mi secca alquanto? Cio\u00e8: perch\u00e9 mi vien da prender per i fondelli altri utenti, ogni tanto? La risposta \u00e8 semplice: qui dentro qualcuno immagina delle baruffe chilometriche su voci come Equazione o Funzione? di Eulero? No. E sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 quelle sono tipiche voci da \u201ciniziati\u201d, cio\u00e8 da gente che sa della materia. E in generale le fonti che trattano di quel tipo di voci non si trovano a puntate in allegato a \u201cLa Repubblica\u201d. Invece qui \u00e8 \u201cnormale\u201d che una voce di storia sia scritta prendendo come fonte una dispensa scritta da Enzo Biagi. O roba del genere.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo Presbite, la storia dell\u2019Adriatico orientale \u00e8 materia da lasciare agli \u201ciniziati\u201d in quanto eccezionalmente difficile da conoscere e da capire:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abBenvenuto nella storia delle terre orientali dell\u2019Adriatico, dove per ogni numero bisogna compitare svariate fonti! Ma non solo: per ogni fatto \u2013 anche quelli apparentemente \u201cnormali\u201d \u2013 \u00e8 necessario dotarsi di santa pazienza e leggere un filino di pi\u00f9.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Sempre secondo Presbite, solo chi sia arrivato a conoscere bene tutte la letteratura storiografica sull\u2019argomento \u00e8 in grado di districarsi in questa complicatissima materia, di distinguere le fonti affidabili da quelle che non lo sono, di vagliare e ponderare tutte le innumerevoli versioni di un medesimo episodio trascegliendo quelle pi\u00f9 attendibili e scartando le altre. A quel punto, e solo a quel punto, l\u2019utente (divenuto ormai un esperto, se non la massima autorit\u00e0 della materia) pu\u00f2 legittimamente scriverne su wikipedia. Naturalmente, Presbite possiede tutti questi requisiti di scienza e di dottrina, laddove i suoi interlocutori quasi sempre, e specialmente quando non la pensano come lui, non li possiedono.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOppure vien fuori uno che non ha mai sentito parlare della Muttersprache in Istria fra il 1880 e il 1910 (e chi ha mai sentito parlare della Muttersprache in Istria? Saremo in venti in tutt\u2019Italia ad avere una bibliografia su questo argomento!) e contesta una cosa della quale non sa nulla. E per sustanziar il tutto, magari cala l\u2019asso, sparando un paio di sciocchezze sesquipedali! [&#8230;] E io mi inc\u2026 di brutto. M\u2019inc\u2026 per queste forme di cialtroneria [&#8230;] che fanno andare a p\u2026atrasso una bella fraccata di voci.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div align=\"justify\">\n<p>A ben vedere, quindi, e secondo quanto ammette lo stesso Presbite, le sue intemperanze verbali e la sua aggressivit\u00e0 non sono un mero portato caratteriale, come di chi perda improvvisamente le staffe e, in un impeto d\u2019ira incontrollabile, senza riuscire a dominarsi dica o faccia degli spropositi. Ci troviamo invece di fronte a una precisa strategia volta a difendere wikipedia da apporti ritenuti (da Presbite) dannosi per l\u2019enciclopedia stessa. S\u2019intende che il modo migliore per impedire ai barbari di rovinare un territorio \u00e8 non permettere loro di metterci piede: di qui la vasta gamma di tattiche dissuasive che Presbite mette in opera per presidiare le sue voci, che vanno dall\u2019ostruzionismo, al sarcasmo, agli insulti pi\u00f9 o meno velati fino, in qualche caso, alle minacce.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che, parafrasando uno dei <a href=\"http:\/\/gramsci.objectis.net\/writings\/gramscis-writings-italian\/pre-prison-writings-texts\/1913-1918\/la-luce-che-si-e-spenta\">nostri classici<\/a>, le voci di it.wiki correlate all\u2019argomento Adriatico orientale appaiono oggi circondate da reticolati irti di spine erudite, e sorvegliate da una sentinella che urla il \u201cchi va l\u00e0?\u201d a ogni profano che osi avvicinarsi troppo. Abbiamo visto in che modo Presbite, sulla scorta della sua autoproclamata qualit\u00e0 di \u201ciniziato\u201d, si sia assunto questo ruolo di sentinella posta metaforicamente a guardia del confine orientale. Nasce il dubbio se una dottrina che necessita di tali mezzi difensivi non assuma, gi\u00e0 per questo solo fatto, i caratteri inquietanti dell\u2019ideologia.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, \u00e8 inutile sottolineare come il modus operandi di Presbite sia del tutto contrario allo spirito dell\u2019Enciclopedia Libera. Nessuna barriera all\u2019ingresso, infatti, pu\u00f2 essere compatibile con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wikipedia:Non_aver_paura_di_fare_modifiche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il principio del \u201cbe bold\u201d<\/a> e della libert\u00e0 per chiunque di contribuire; il controllo sui contenuti dev\u2019essere paritario e pu\u00f2 avvenire solo ex post e non ex ante. Inoltre wikipedia \u00e8 per sua natura un progetto collaborativo. Le voci migliori nascono dall\u2019apporto di molti utenti, secondo un metodo che non esclude il conflitto tra utenze portatrici di punti di vista diversi o anche opposti, ma tende semmai a disciplinare tale conflitto in modo da farne un elemento costruttivo, finalizzandolo al miglioramento qualitativo e alla crescita quantitativa dell\u2019Enciclopedia. Una concezione opposta all\u2019elitismo autoritario di cui appare intriso ogni intervento dell\u2019utente Presbite.<\/p>\n<p>Lo stesso Presbite sembra rendersi conto di tale sua estraneit\u00e0 allo spirito di wikipedia quando afferma:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abAdesso dir\u00f2 una cosa che forse parr\u00e0 stramba: da un certo punto di vista io mi sento incompatibile con questo progetto.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Non possiamo non dirci, per una volta, d\u2019accordo con lui.<\/p>\n<\/div>\n<p>&#8212;<br \/>\n* <strong>Nicoletta Bourbaki<\/strong> \u00e8 l&#8217;eteronimo\u00a0usato da un gruppo di inchiesta su Wikipedia nato nel 2012. Con questa scelta, il gruppo omaggia <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicolas_Bourbaki\">Nicolas Bourbaki<\/a>, collettivo di matematici attivo in Francia dal 1935 al 1983.<\/p>\n<h5>N.d.R.\u00a0I commenti a questo post saranno attivati dopo il 16 novembre 2014, per consentire una lettura ragionata e \u2013 nel caso \u2013 interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Nicoletta Bourbaki (*) INDICE 14. Introduzione: chi inquina Wikipedia? 13.\u00a0Rasista mi? Ma se l\u2019\u00e8 l\u00fc che l\u2019\u00e8 negher! 12. I \u00abCampi dei Merli\u00bb delle nazioni 11.\u00a0Lo schema Rankovic:\u00a0wikinazionalismo 10.\u00a0Fascisti? Pfui\u2026 Dei ve\u2019i igno\u2019antoni, pa\u2019ola mia. L\u2019irredentismo-chic 9. Un Montenegro al Bar o una Crna Gora ad Antivari? 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