{"id":19091,"date":"2014-09-25T22:39:47","date_gmt":"2014-09-25T20:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19091"},"modified":"2014-09-26T09:03:43","modified_gmt":"2014-09-26T07:03:43","slug":"salgono-sul-palco-i-wu-ming-contingent-le-recensioni-estive-di-bioscop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/salgono-sul-palco-i-wu-ming-contingent-le-recensioni-estive-di-bioscop\/","title":{"rendered":"\u00abSalgono sul palco i Wu Ming Contingent\u00bb. Le recensioni estive di #Bioscop"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_19093\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-19093\" class=\"size-full wp-image-19093\" alt=\"10429478_681075055313159_8757964538414091321_n\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/10429478_681075055313159_8757964538414091321_n.jpg\" width=\"500\" height=\"281\" \/><p id=\"caption-attachment-19093\" class=\"wp-caption-text\">Wu Ming Contingent dal vivo in piazza Signorelli a Cortona (AR)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 settembre, con un concerto dedicato a <strong>Federico Aldrovandi<\/strong>, sul palco del festival \u201cFrammenti\u201d, si \u00e8 concluso il vagabondaggio estivo del Wu Ming Contingent, cuore musicale del R\u00e9volution touR.<br \/>\nOltre a <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18786\">non-esibirci alla Festa Democratica di Firenze<\/a>, in quest\u2019estate di guerra e \u201cbombe d\u2019acqua\u201d abbiamo suonato per platee a quattro cifre e per quattro gatti, alle feste di Radio Sherwood e Radio Onda d\u2019Urto, in stabilimenti balneari e centri sociali. <!--more--><strong>David Colangeli<\/strong> ha recensito su KeepOn il nostro live del 28 giugno al CSA La Torre di Roma:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSalgono sul palco i Wu Ming Contingent, iniziando subito con una indiavolata \u201c<strong>Soldato Manning<\/strong>\u201d, un brano quasi dark new wave mentre si declama la storia dell&#8217;attivista statunitense che ha sputtanato gli Stati Uniti e la loro politica della guerra al terrore.<br \/>\nIl secondo brano \u00e8 dedicato a \u201c<strong>Peter Norman<\/strong>\u201d, sportivo e caposaldo dei diritti civili. Anche qui si tratta di un punk, dove il recitar cantando ricorda le influenze dei CCCP ma con un andamento meno salmodiante e con pi\u00f9 feedback. L&#8217;idea \u00e8 quella di stare ad ascoltare <strong>una versione punk dell&#8217;antologia di Spoon River<\/strong> se fosse stata scritta da uno studente di storia contemporanea del \u201877. L&#8217;esperienza dei gloriosi anni bolognesi in cui si vendevano pi\u00f9 chitarre elettriche che aperitivi, quell&#8217;atteggiamento che ha portato alla formazione dell&#8217;orecchio alternative-punk italiano, si fa sentire e molto.<br \/>\nE poi un funky su <strong>Peter Kolosimo<\/strong>, un ufologo radicale e partigiano. Sembra di assistere ad un&#8217;assemblea studentesca ma musicata. Ironia e impegno politico vanno a braccetto, senza scadere in quell&#8217;avanspettacolo che ai giorni nostri sembra l&#8217;unico modo per parlare di temi impegnati.[&#8230;]<br \/>\nSi passa poi al primo inedito della serata, che far\u00e0 parte del secondo lavoro dei Wu Ming dedicato alle donne: <strong>\u201cLaila&#8217;s blues\u201d<\/strong> \u00e8, appunto, il bluesaccio partigiano di questa donna che ha dedicato la sua vita alla resistenza. I racconti delle torture, dell&#8217;estrema fermezza e fragilit\u00e0 di una ragazza costretta dagli eventi. Il racconto strappa pi\u00f9 di una lacrima, ve lo assicuro.<br \/>\n[&#8230;] Il mio consiglio \u00e8 quello, tralasciando la propria indole politica, di andarli a sentire il prima possibile: se siete amanti della loro versione cartacea \u00e8 un must, e ritroverete le atmosfere e l&#8217;ironia. Se non li conoscete, conosceteli: sono una delle poche realt\u00e0 editoriali (e ora, finalmente, musicali) che propone intrattenimento (perch\u00e9 alla fine, la narrativa ti deve far rimanere incollato il naso alla pagina) che per\u00f2 educa ( ma non nel senso di: la mia opinione \u00e8 quella giusta, in questo caso \u00e8 perch\u00e9 ogni cosa \u00e8 raccontata con un&#8217;accuratezza storica capillare) e diverte. Soprattutto diverte, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 la spocchia autoriale, dato il genere scassone del punk quattro quarti scelto come carroarmato per accompagnare. Andate a divertirvi. E sono sicuro che se non siete d&#8217;accordo con quello che dicono, davanti ad una o pi\u00f9 birre, saranno direttamente disponibili loro a parlarne con voi.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.keepon.it\/portal\/IT\/pages\/redazione_magazine\/id\/433\/vp\/0\">Qui<\/a> il pezzo integrale)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello stesso live &#8211; il secondo del tour estivo, dopo la data ferrarese per la Giornata del Rifugiato &#8211; era stato annunciato in un\u2019intervista di WM2 con la romana <strong>Radio Citt\u00e0 Aperta<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/radiocittaperta.it\/media\/podcasts\/robot\/Note-e-Notizie__Redazione_del_27-06-2014_15-00-00.mp3\">Wu Ming 2 intervistato a Radio Citt\u00e0 Aperta &#8211; Roma.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Inizia dal min. 5.54)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mese prima, il 20 maggio, avevamo pubblicato su Giap un <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=17481\">primo florilegio di recensioni bioscopiche<\/a>. Nel frattempo, sono usciti una valanga di nuovi articoli dedicati all\u2019album, che come al solito montiamo qui sotto in piccoli frammenti, con i link alle versioni complete.<br \/>\nIl primo che vi proponiamo viene da <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/18\/20140719alias2.pdf\">uno dei migliori numeri di <i>Alias<\/i><\/a> che ci sia capitato di leggere quest\u2019anno. Nelle altre pagine, si parla anche di <strong>Gabriella Ghermandi<\/strong>, l\u2019autrice di <i>Regina di Fiori e di Perle, <\/i>e del suo progetto <i>Atze Tewodros:<\/i> jazz italo-etiope nato per cantare le storie dei patrioti <i>arbegnuoc <\/i>che combatterono contro l\u2019esercito fascista.<br \/>\nL\u2019articolo-intervista che ci riguarda si intitola \u201cWu Ming Contingent, visioni pedagogiche\u201d ed \u00e8 firmato da <strong>Simona Frasca<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abBioscop \u00e8 una ventata di ilare dissacrazione, un inno al risveglio cadenzato su un pentagramma di note grosse e su un groove punk rock con abbondanti sporcature new wave [&#8230;]. Rivoluzione \u00e8 la parola che risuona durante l\u2019ascolto delle 10 tracce immediate, trascinanti e dichiaratamente militanti.<br \/>\n<b>&#8211; Testi e musica in Bioscop descrivono uno scenario rivolto soprattutto alle giovani generazioni che brancolano sempre pi\u00f9 nella difficolt\u00e0 oggettiva di orientarsi nella storia recente del nostro paese, \u00e8 cos\u00ec?<\/b><br \/>\n&#8211; Pi\u00f9 di un recensore ha sottolineato la dimensione \u201cpedagogica\u201d di Bioscop. A volte con disgusto, altre con sorpresa o entusiasmo, altre ricorrendo a etichette come edutainment e propaganda. E\u2019 una sottolineatura che ci colpisce, perch\u00e9 significa che la canzone politica e di protesta \u00e8 ormai una stranezza. Brani che raccontano il mondo oltre il cortile di casa, con una prospettiva pi\u00f9 vasta della propria esperienza individuale, sono considerati inconsueti, se non sospetti. Pi\u00f9 in generale, mi pare che la musica italiana risenta del clima di un Paese dove chi prova a interpretare la realt\u00e0 viene percepito come supponente, ideologico. Dove un cantante come <strong>Cristicchi<\/strong> pu\u00f2 fare uno spettacolo sulle foibe e i profughi istriani (<em>Magazzino 18<\/em>) e poi respingere le critiche politiche e storiografiche dicendo che il suo \u00e8 teatro, racconto, emozione. \u201cSono solo canzonette\u201d &#8211; gridava <strong>Bennato<\/strong> sullo spartiacque tra Settanta e Ottanta &#8211; \u201cmacch\u00e9 politica, ch\u00e9 cultura\u201d. Oggi sembra che ci si debba giustificare del contrario. L\u2019invito di <strong>Calvino<\/strong> alla leggerezza si \u00e8 trasformato nell\u2019obbligo a non prendersi mai sul serio e con la scusa dell\u2019ironia si sono sdoganate le peggiori schifezze: le serate di musica spazzatura fanno il pienone anche nei centri sociali.<br \/>\nDi fronte a questa situazione, credo che l\u2019Archivio possa svolgere un ruolo fondamentale, se impariamo a rianimarlo. A pochi clic di distanza dalla home page di un motore di ricerca si trovano storie esemplari di conflitto, di lotta, di conquiste popolari, di resistenza. Storie che dobbiamo imparare a smontare, pulire, aggiustare, rimettere in moto. Chi sottolinea l\u2019intento educativo del nostro lavoro di narratori, spesso non capisce che a noi non interessa diffondere contenuti, ma strumenti. Non raccontare la storia di Tizio Caio, ma mostrare cosa si pu\u00f2 fare con quella storia. E non ci interessa nemmeno usare le storie come armi: disseppellire il tomahawk \u00e8 un rituale, poi si combatte con i fucili o con le frecce. Ma per combattere bene, bisogna prima scavare, fino in fondo, con gli attrezzi giusti. I nostri libri, la nostra musica, il blog Giap, sono tutti laboratori per imparare a farlo bene.\u00bb<br \/>\n(<strong>Simona Frasca<\/strong> su <em>Alias, Supplemento settimanale de \u201cIl Manifesto\u201d<\/em>, n.29, Anno 17, 19 luglio 2014)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/92oLh9Os4aU?rel=0\" height=\"315\" width=\"560\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le tante interviste, una menzione speciale va a quella con <strong>Tony \u201cFace\u201d Bacciocchi<\/strong>, storico membro dei <strong>Not Moving<\/strong> e dei <strong>Lilith<\/strong>, autore di libri futbologici come <i>Rock\u2019n\u2019Goal<\/i>, di un saggio biografico su Gil Scott-Heron e di un <i>memoir<\/i> dal titolo eloquente: <i>Uscito vivo dagli anni \u201980<\/i>. Le risposte sono di Cesare \u201cBig Mojo\u201d Ferioli, il batteraio della band.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl WU MING CONTINGENT ha realizzato &#8220;Bioscop&#8221;, uno dei migliori album italiani del 2014 caratterizzato da un duro sound, ipnotico e ossessivo che unisce post punk, la new wave pi\u00f9 abrasiva (dalle parti dei <strong>PIL<\/strong> e <strong>Massimo Volume<\/strong>), su cui si parla di alcuni personaggi \u201cminori\u201d ma altamente iconici (dal calciatore Socrates allo scrittore Peter Kolosimo) fino alla rilettura moderna di \u201cRevolution will not be televised\u201d di Gil Scott Heron. Lavoro interessantissimo che ci porta all&#8217;intervista di oggi\u00a0[&#8230;]<br \/>\n<b>5) Vivere di musica e \u201carte\u201d in Italia \u00e8 possibile ?<\/b><br \/>\n&#8211; Parlando della mia esperienza personale ti posso dire che in passato e per anni ho vissuto solo suonando, questo ho fatto a tempo pieno dall\u201987 al 1999 circa. Dal 1990 al 1996 con la blues band <strong>Dirty Hands<\/strong>, fondata da me e dal chitarrista Andy Carrieri, con cui gi\u00e0 collaboravo nei <strong>Jack Daniel\u2019s Lovers<\/strong>, un anno arrivammo a fare 190 concerti.Una bella faticaccia, te lo assicuro, ma era l\u2019unico modo per far stare in piedi i conti. Il nostro mercato di riferimento sia per gli album che per i concerti erano oltre all\u2019Italia, la Svizzera, il Belgio e l\u2019Olanda, la Francia e non da ultimi gli Stati Uniti.<br \/>\nC\u2019era un forte \u201crinascimento\u201d del blues in quegli anni e noi cavalcavamo la tigre spontaneamente. Avevamo promoters locali che ci organizzavano concerti e partecipazioni ai festivals, vendevamo dischi, anche se poche migliaia di copie ad album. Insomma, come si dice in gergo, ci stavamo dentro. Ora la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa, c\u2019\u00e8 lo spettro della crisi economica, i budget ora sono praticamente quelli che incassavamo in lire allora ma la benzina per fare un esempio costa quasi tre volte tanto, cos\u00ec anche per autostrade ed alberghi, insomma, ora \u00e8 molto ma molto pi\u00f9 dura. Il liberismo non \u00e8 pi\u00f9 solo una macabra favola uscita dai testi di gruppi come <strong>Dead Kennedys<\/strong> o <strong>Angelic Upstarts<\/strong>, \u00e8 ovunque ed \u00e8 intenzionato ad abbattere il potere d\u2019acquisto e i diritti sociali di tutti, ovunque, anche in Italia.Per dirla molto sinteticamente, girano meno soldi e la gente pensa a spendere per mangiare e sopravvivere, sempre meno per Musica e Arte.E poi non da ultimo, trovo che la cultura generale si \u00e8 parecchio massificata\u00bb<br \/>\n(L&#8217;intervista completa \u00e8 <a href=\"http:\/\/tonyface.blogspot.it\/2014\/08\/intervista-al-wu-ming-contingent.html\">qui<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In versione audio, \u00e8 rimasta traccia di altre due chiacchierate, una tra <strong>Francesca Ognibene<\/strong> e Yu Guerra, su <strong>Radio Sherwood<\/strong>, e l\u2019altra con WM2, su <strong>Radio Emilia Romagna<\/strong>. Avremmo voluto completare il quadro con la voce di WM5 a <strong>Radio Gold<\/strong> di Alessandria, ma purtroppo il file \u00e8 stato rimosso dal podcast.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Bioscop<\/em> \u00e8 il primo album di canzoni per il collettivo di scrittori Wu Ming, anche se i musicisti e musicisti\/scrittori non sono di certo mancati tra gli zoccoli duri coinvolti in questa anima creativa. Il successo di Wu Ming mi ha sempre fatto ben sperare nella rivalutazione dell&#8217;umanit\u00e0 che ha voglia di una rivoluzione culturale e ci crede e ama il guizzo creativo di chi dal racconto trova il filo della storia che brucia, che storpia, che ride e attacca, in una dimensione punk new wave, sensata e convincente.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.sherwood.it\/articolo\/4248\/snatura-rock-dell8-giugno-2014\">Qui<\/a> l&#8217;audio dell&#8217;intervista e <a href=\"http:\/\/www.radioemiliaromagna.it\/programmi\/scelto\/ming-contingent.aspx\">qui<\/a> WM2 intervistato a &#8220;Scelto per voi&#8221; su Radio Emilia Romagna.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sempre, diamo spazio anche alle <strong>critiche negative<\/strong>, che spesso contengono spunti interessanti, e quando non li contengono, diventano ottimo materiale per fascette e medaglie da appuntare nella colonna qui a destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI dieci brani di questo Bioscop, mescolando punk e new wave (CCCP, Offlaga Disco Pax, Diaframma), danno vita a un disco che fa dei testi il suo punto di forza e della componente strumentale il suo punto di debolezza. I vari pezzi, infatti, nonostante incuriosiscano con il loro raccontare, coinvolgono ben poco per quanto riguarda la parte suonata (piuttosto scarna e monocorde). Un disco buono solo per gli appassionati di musica \u201cnarrata\u201d.\u00bb<br \/>\n<strong>Francesco Cerisola<\/strong> su <a href=\"http:\/\/www.iyezine.com\/wu-ming-contingent-bioscop\">In Your Eyes<\/a> e-zine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTesti immaginifici. Funambolismi oi!. Karma britannico.<br \/>\nI Wu Ming riescono sempre a sorprenderci. Non questa volta. Cos\u00ec ci tocca ascoltare questo disco nato dall&#8217;incontro tra il famoso collettivo di pittori e Idetoshi Buddharuki.<br \/>\nL&#8217;album \u00e8 un (in)credibile esorcismo, burrascosamente kitsch-vintage-pop, che celebra icone cosmopolite e rotondamente mid-cult, adatto a rivoluzioni nella propria camera.<br \/>\nAcid-punk, citazionismo antifrastico ma ottusamente pedante, per un suono che inserisce un folk urbano ed eccessivo in un contesto assolutamente no(w) wave. Ogni riferimento a Kaspar Brotzmann \u00e8 del tutto casuale.<br \/>\nIl gruppo lo si pu\u00f2 immaginare come un incontro tra Al Bano e i Green Day.<br \/>\nStupefacente. Ma speriamo non abbia seguito.<br \/>\n10 per l&#8217;etichetta, 3 per la musica.\u00bb<br \/>\n<strong><\/strong><strong>Bianco I. Stefani<\/strong> su <a href=\"http:\/\/www.polygen.org\/it\/grammatiche\/musica_cinema_e_spettacolo\/ita\/recensioniindie.grm\">Polygen:Recensioni Indie<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe parole raccontano dieci storie-biopic di altrettanti vari protagonisti eletti a emblema <i>alternative. <\/i>Tutti simboli di quella generica protesta contro il potere che da sempre caratterizza l\u2019agire culturale dei Wu Ming e che qui viene ulteriormente glorificata nell\u2019icastica urgenza della pi\u00f9 classica e verbosetta canzone di protesta. Il top \u00e8 il (bel) funk jazzato <i>La Rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su You Tube) <\/i>di Gilscottheroniana memoria, fulcro teorico, diciamo cos\u00ec, di tutto il cucuzzaro, in cui si spiega che la rivoluzione non sar\u00e0 caricata su YouTube n\u00e9 postata su fessbuc e men che meno trasmessa in televisione ma verr\u00e0 dal basso e sar\u00e0 inevitabilmente tremenda oltre che prevedibilmente violenta; diciamo un\u2019analisi non nuovissima ma funzionale. Naturalmente, nell\u2019attesa la Rivoluzione <i>(sic) <\/i>arrivi a schiantarci tutti, i Wu Ming ingannano l\u2019attesa e allettano il loro pubblico agitandosi su You Tube, fessbuc e blog, con parole che ci raccontano che la Rivoluzione non sar\u00e0 caricata su You Tube n\u00e9 postata su fessbuc e men che meno trasmessa in televisione (eccetera eccetera); diciamo un comportamento non nuovissimo ma funzionale.\u00bb<br \/>\n<strong>Stefano I. Bianchi<\/strong> su <i>Blow Up<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/141378186&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false\" height=\"166\" width=\"100%\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>La Rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su You Tube) <\/i>\u00e8 uno dei brani del disco pi\u00f9 citati. A qualcuno, evidentemente, \u00e8 sfuggito il senso del verso \u201cLa rivoluzione verr\u00e0 fatta con ogni mezzo necessario, ma nessun mezzo necessario far\u00e0 la rivoluzione\u201d. Altri lo hanno colto e analizzato meglio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSicuramente in questo lavoro c\u2019\u00e8 molto punk dei primi anni \u201970. Evidente in <i>Soldato Manning<\/i> (definito un Robyn Hood al silicio) l\u2019eco delle <strong>New York Dolls<\/strong>, in un brano tirato, ritmato, punk, pi\u00f9 parlato che cantato,cos\u00ec come affiorano <strong>Ramones<\/strong> e Television in <i>La Notte del Chueco<\/i>, punk primi \u201970 con un accenno di melodia quasi pop nel ritornello. \u00a0Ad un ascolto attento, si scorgono anche influenze black. In <i>La Rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su Youtube)<\/i> rivedono a modo loro la celebre <i>Revolution Will Not Be Televised<\/i>\u00a0di <b>Gil Scott-Heron<\/b>, arricchendola di citazioni relative al mondo della comunicazione contemporanea (Fabio Fazio, Endemol, Youtube, Facebook, Benigni, Grillo, X Factor), ricordandoci che <i>la rivoluzione si fa con ogni mezzo necessario<\/i> (altra citazione, da <strong>Malcom X<\/strong>)<i>, ma nessun mezzo \u00e8 necessario per fare la rivoluzione. <\/i>Brano splendido, con un sax infuocato che si innalza sulle chitarre incendiando le polveri. Il sax di <strong>Guglielmo Pagnozzi<\/strong> introduce <i>Italia Mistero Kosmiko<\/i>, brano dall\u2019aria funky dedicato all\u2019<i>archeologo spaziale <\/i>Peter Kolosimo, e in <i>Dio Vulcano!<\/i> spuntano ritmi black e andatura in levare alla <strong>Clash<\/strong>. Ma anche la memoria dei primi <strong>C.C.C.P.<\/strong> sembra essere presente nel bagaglio musicale del <b>Wu Ming Contingent<\/b>, emerge nel ritmo serrato di <i>Peter Norman<\/i>, e nella splendida <i>Cura Robespierre,<\/i> in cui, su un ritmo pulsante sostenuto da chitarra e batteria, si propone la cura del celebre rivoluzionario francese per questi tempi idioti e ottusi, e per i moderati (<i>volete Coca\u2013Cola senza caffeina, volete sigarette che non facciano fumo, volete amare il prossimo purch\u00e9 non vi disturbi, n\u00e9 destra n\u00e9 sinistra<\/i>). [&#8230;] Un grande esordio per il <b>Wu Ming Contingent<\/b>, che ci fa attendere con ancora pi\u00f9 interesse il gi\u00e0 annunciato secondo capitolo, dedicato a dieci figure femminili.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.storiadellamusica.it\/classic_rock-psichedelia-wave\/punk_rock\/wu_ming_contingent-bioscop(woodworm-2014).html\">Qui<\/a>\u00a0l&#8217;intero articolo di\u00a0<strong>Giorgio Zito<\/strong> su <em>Storia della Musica<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>La Rivoluzione (non&#8230;) <\/i>figura anche tra le motivazioni che hanno spinto <strong>Lino Brunetti<\/strong> a scegliere <i>Bioscop<\/i> come <strong>Disco del Mese<\/strong>, sul numero di giugno del <i>Buscadero:<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa formula \u00e8 quella dei testi letterari declamati su trame rock, e se vi vengono in mente formazioni come Massimo Volume, Offlaga Disco Pax o certi <strong>Bachi da Pietra<\/strong> non siete fuori pista. Cos\u00ec come le tre formazioni citate differiscono per\u00f2 tra di loro, anche il WMC trova una sua ragion d\u2019essere ed una sua peculiarit\u00e0 nell\u2019allestire trame sonore incalzanti e dinamiche. [&#8230;] Sopra di esse, Wu Ming 2 declama brevi biografie maschili, spunto per affrontare temi fra i pi\u00f9 disparati, spesso scomodi, con l\u2019occhio critico che chi conosce l\u2019opera dei Wu Ming apprezza da tempo. Si scagliano contro l\u2019omologazione, contro il disimpegno e la banalit\u00e0 culturale, soprattutto di questi nostri tempi oscuri, affrescando un disco politicamente lucido e schierato, che nella fenomenale <i>La Rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su You Tube) <\/i>ha un innodico apice. Tematicamente e musicalmente potentissimo e variegato, <i>Bioscop <\/i>\u00e8 un ottimo album e una gran bella boccata d\u2019aria fresca. Disco del mese.\u00bb<br \/>\n<strong>Lino Brunetti<\/strong> su <i>Buscadero<\/i>, Giugno 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro brano molto gettonato nelle recensioni \u00e8 <i>Stay Human, <\/i>inserito anche nella compilation <em>Save Gaza<\/em>, nata per iniziativa della <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/rete-romana-di-solidarieta-raccolta-fondi-per-la-palestina\/\">Rete Romana di Solidariet\u00e0<\/a>, con l\u2019intento di sostenere il <a href=\"https:\/\/it-it.facebook.com\/centrovikgaza\">Centro Italiano di Scambi Culturali VIK<\/a>. I brani sono tutti in Creative Commons e si possono scaricare da <a href=\"http:\/\/freeartistsforgaza.bandcamp.com\/album\/save-gaza-compilation\">Bandcamp<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.jamendo.com\/it\/artist\/451026\/free-artists-for-gaza\">Jamendo<\/a>. Le due piattaforme sono collegate a un conto bancario per le donazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/E1e92fkNDLI?rel=0\" height=\"360\" width=\"480\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon \u00e8 per pura affezione alle storie, che i Wu Ming si muovono. Come hanno dichiarato, queste sono \u00abbrevi biografie maschili usate in maniera pretestuosa per parlare d\u2019altro\u00bb. Quest\u2019altro non \u00e8 che la coscienza collettiva troppo ferma ad aspettare che ci pensi sempre qualcuno al di fuori, che rimane poco avvezza alla novit\u00e0 e anzi la denigra, optando per una \u00abrivoluzione senza rivoluzione\/ossimori a quintali per non ingrassare\u00bb (refrain di <strong>Cura Robespierre<\/strong>). Sintomi palesi di una societ\u00e0 in realt\u00e0 grassa e sempre pi\u00f9 affamata, attaccata selvaggiamente nell\u2019ultima, anatemica, declamazione finale <em>Stay Human<\/em>, dove il motto di <strong>Vittorio Arrigoni<\/strong> viene accostato forse un po\u2019 forzosamente ma con un\u2019efficacia inaudita al motto <em>Stay hungry, stay foolish<\/em> pronunciato da \u00abun tizio che vendeva smartofoni e calcolatori\u00bb.<br \/>\nSebbene questo sia un progetto parallelo, non \u00e8 stato ideato affatto come svago. E non con leggerezza pretende di essere ascoltato. La dichiarazione esplicita \u00e8 quella di far riflettere, di far smuovere le idee in quante pi\u00f9 forme possibili. Non sarebbero i Wu Ming, altrimenti. Al momento, non ci resta che aspettare con grande entusiasmo il secondo capitolo, dedicato interamente a figure femminili.\u00bb<br \/>\n(da&#8221;<a href=\"http:\/\/dailystorm.it\/2014\/05\/23\/bioscop-un-album-di-storie-firmato-wu-ming-contingent\/\">Bioscop, un album di storie firmato Wu Ming Contingent<\/a>&#8221; di <strong>Stefano de Romanis<\/strong>, su <em>Dailystorm<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 un filo rosso che lega le storie di questi personaggi tanto diversi tra loro per attributi, provenienza, competenze ed estrazione sociale, che \u2013 non si nasconde certo \u2013 \u00e8 quello della rivolta. Sono tutti ribelli e rivoluzionari, ognuno a modo suo, nelle forme e nei campi che gli competono. Il lavoro dei Wu Ming Contingent prende dunque una piega espressamente politica, e sfrutta il genere biografico e la forma canzone per parlarne.<br \/>\nSe sul piano musicale una leggerezza stilistica combinata con questo formato pu\u00f2 portare a una ridondanza di riff e melodie, la qualit\u00e0 dei testi e il valore dei temi trattati ricompensa costantemente l\u2019orecchio dell\u2019ascolto \u2013 toccando il suo zenit proprio nel brano di chiusura del disco, dedicato ad <strong>Arrigoni<\/strong>. A dar man forte ai testi ci sono poi brani di valore assoluto come il gi\u00e0 citato <strong>Soldato Manning<\/strong>, Cura Robespierre e La rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su youtube) \u2013 brano paradigmatico sin dal titolo, che occupa la met\u00e0 esatta del disco non a caso.<br \/>\nDagli scaffali delle librerie ai blog, dai reading al palco: i Wu Ming \u2013 nelle varie forme che il volto di questo noto Sig. Nessuno via via assume \u2013 non perdono la capacit\u00e0 di lasciare un segno, e al contrario vengono premiati da ogni nuova frontiera che decidono, brillantemente, di varcare. Rivoluzionari.\u00bb<br \/>\n(Qui il resto dell&#8217;articolo di <strong>Andrea Suverato<\/strong> su outune.net)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi sono storie, storie di persone di cui riconosciamo senza difficolt\u00e0 il ruolo nella Storia. E poi altre persone delle quali invece spesso sappiamo poco. Ed altre ancora di cui addirittura ignoriamo l&#8217;esistenza. Ognuna di queste per\u00f2 ha compiuto delle scelte che hanno inevitabilmente influenzato il corso degli eventi; quel fiume che diventa il corpo della Storia. Ma la Storia, oltre a custodire il senso di ci\u00f2 che siamo, porta con s\u00e9 un difetto: tende ad appiattire le figure adagiate sulla freccia del tempo. E soprattutto la Storia \u00e8 soggetta a reinterpretazioni e cancellazioni a seconda di chi ha il potere, in un dato momento, di riscriverla. Mentre \u00e8 dovere dello storico riuscire a mantenere per quanto possibile una certa oggettivit\u00e0, spetta sovente alla letteratura il compito, ricorrendo anche a delle invenzioni, di restituire tridimensionalit\u00e0 ai personaggi cercando di rielaborarne una complessit\u00e0 tutta umana nella sua contradditoriet\u00e0. E proprio sullo slancio della propria avventura letteraria, anche in &#8220;Bioscop&#8221; il collettivo Wu Ming si concentra nel narrare storie nella Storia, tratteggiando i contorni tanto di personaggi noti (<strong>Ho Chi Minh<\/strong>, <strong>S\u00f2crates<\/strong>), tanto quelli dapprima sfumati di altri diversamente relegati al ruolo di comparse (Bradley Manning, Peter Normann): \u201cnel nostro album c&#8217;erano le foto che credevamo di conoscere bene&#8230;ma c&#8217;\u00e8 vita oltre la cornice e una voce che tace fuori campo\u201d (cit. Peter Normann). E le storie scelte da Wu Ming hanno quasi sempre a che fare con delle rivoluzioni.<br \/>\nUscito quasi in contemporanea con l&#8217;ultimo romanzo collettivo &#8220;L&#8217;armata dei Sonnambuli&#8221;, questo lavoro discografico non stupir\u00e0 pi\u00f9 di tanto i pi\u00f9 attenti seguaci dei Senza Nome. A pi\u00f9 riprese infatti, alcuni autori del collettivo hanno nel corso degli anni prestato la loro voce e la loro presenza su pi\u00f9 di un palco.[&#8230;]<br \/>\nAnche se verrebbe la tentazione di citare i veterani CCCP\u00a0 per via di un limitrofo terreno punk, vale la pena sottolineare come siamo invece molto lontani dalle litanie salmodiate di <strong>Ferretti<\/strong>. Non tutti i brani di &#8220;Bioscop&#8221; raccontano delle storie. In continuit\u00e0 con l&#8217;attivit\u00e0 di critica militante esercitata in rete attraverso la comunit\u00e0 Giap, il Contingent non risparmia di passare al tritacarne convinzioni e convenzioni di quest&#8217;era assolutista di mercificazione del pensiero; l&#8217;esaltante <em>La Rivoluzione (non sar\u00e0 trasmessa su YouTube)<\/em> non si ferma semplicemente a rendere omaggio al poeta e musicista <strong>Gil Scott-Heron<\/strong>, quanto piuttosto sembra suonare come una vera e propria dichiarazione di guerra! Subito dopo ci pensa Cura Robespierre a smantellare alcune stupidit\u00e0 partorite dal basso ventre di \u201cquesti tempi idioti\u201d (cit.). Un discorso a parte merita Stay Human, nel quale l&#8217;esortazione di Vittorio Arrigoni viene contrapposta, attraverso un&#8217;amara oscillazione dei significati e delle attribuzioni, allo &#8216;stay foolish, stay hungry&#8217; di <strong>Steve Jobs<\/strong>. Per concludere, bisogna sottolineare come alle volte, durante l&#8217;ascolto, si senta il bisogno di un cambio di dinamica perch\u00e8 si possa riprender fiato. Ma forse il modo migliore per affrontare &#8220;Bioscop&#8221; \u00e8 lo stesso che molti adottano nella lettura di una serrata raccolta di racconti brevi: un po&#8217; per volta. D&#8217;altronde \u00e8 chiaro che questo non \u00e8 un disco come gli altri.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.distorsioni.net\/canali\/dischi\/dischi-it\/bioscop\">Qui<\/a> l&#8217;intero articolo di <strong>Aldo De Sanctis<\/strong> su <em>Distorsioni<\/em>.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tutte le recensioni, la pi\u00f9 lunga e articolata \u00e8 quella uscita sul blog <strong>The Great Complotto Radio<\/strong> (da notare che il titolo di un libro-oggetto che ci sta molto a cuore \u00e8 <i>Piermario Ciani. Dal Great Complotto a Luther Blissett, <\/i>AAA, Bertiolo, 2000)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abWu Ming Contingent \u00e8 la bella versione musicale di ci\u00f2 che i Wu Ming continuano ad essere in letteratura. New wave, rock, spirito punk e digressioni jazz: la musica vive di un carattere proprio e non \u00e8 mera ombra a testi ispirati, curiosi ed interessanti.<br \/>\nUn disco efficace, bello ma soprattutto al posto giusto nel momento giusto.[&#8230;] All\u2019inizio <em>Bioscop<\/em> pu\u00f2 sembrare uno <strong>strano reading<\/strong> non focalizzato ma superata questa prima errata sensazione si entra appieno nel linguaggio delle 10 tracce, sorrette da un buon e consapevole punk anni \u201990, il rock dalle radici new-wave, le digressioni jazzate che esprimono sia la matrice culturale nella quale i nostri crescono sia il gusto e le passioni che si possono evincere anche nei loro testi: il risultato \u00e8 quindi un substrato sonoro fertile ed in continua mutazione su cui adagiare i testi e rendere partecipe l\u2019ascoltatore dei dubbi, delle circostanze, del mistero e del fascino che ogni \u201cracconto\u201d esprime. [&#8230;] Si richiede concentrazione, <strong>astenersi i perditempo<\/strong> con il dito facile per skippare selvaggiamente le canzoni.<br \/>\nCome si diceva il primo impatto \u00e8 spiazzante, poi si inizia a fare amicizia con il suono e con la parola, ci sono momenti in cui cala lo spessore della proposta perch\u00e9 \u201cpesante\u201d la recitazione, perch\u00e9 \u201csfuocata\u201d la musica in s\u00e9, perch\u00e9 tanta sincerit\u00e0 non implica quasi mai simpatia incondizionata e pu\u00f2 succedere di trovarsi \u201ccontro\u201d, ma presto si torna a catalizzare la propria attenzione sulla musica, sui testi, in alternanza o in comunione: e sentirsi vivi viene da s\u00e9, e viene fame di altri dettagli, di altri suoni, di carpire nuovi stimoli che certo sono in abbondanza.[&#8230;]<br \/>\nSono uno che ancora crede che le parole nelle canzoni possano realmente essere \u201cdisciplina del vivere\u201d ma, forse, recentemente si sono perse in un\u2019estetica troppo compiaciuta o addirittura in una frivola sostanza che a guardarla meglio risulta un vento leggero. Forse ignoranza, forse paura di esprimere concetti che ai pi\u00f9 risultano scomodi. Sicuramente non un vento di rivoluzione.<br \/>\nTutto questo per\u00f2 prima di BIOSCOP.<br \/>\nTutto questo perch\u00e9 BIOSCOP dei WU MING CONTINGENT \u00e8 un incalzare di suggerimenti e stimoli nel rimanere vigili ed attenti non solo al proprio quotidiano ma anche a quel flusso che ci circonda, che potremmo definire storia, ma anche coscienza collettiva, di questi tempi merce rara.[&#8230;]<br \/>\nPersonalmente credo sia un album necessario, ma soprattutto tempestivo, sicuramente sincero.\u00bb<br \/>\n(da &#8220;<a href=\"http:\/\/www.thegreatcomplottoradio.com\/wordpress\/wu-ming-contingent-bioscop-e-le-sue-gemme-di-rivoluzione\/\">Wu Ming Contingent: Bioscop e le sue gemme di rivoluzione<\/a>&#8220;)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, molti recensori hanno sottolineato l\u2019aspetto poliedrico o multimediale della nostra produzione, sul quale ci eravamo espressi anche nella gi\u00e0 citata intervista con Simona Frasca, su <em>Alias<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00ab- L\u2019attivit\u00e0 live non vi manca. Che spazio occupa la musica a questo punto del vostro percorso?<\/b><br \/>\n&#8211; Fin dalle origini del nostro progetto amiamo definirci \u201ccantastorie\u201d e coltiviamo l\u2019ambizione di \u201craccontare con ogni mezzo necessario\u201d. Tuttavia, al di l\u00e0 di questa dichiarazione d\u2019intenti, il nostro mestiere \u00e8 la narrativa scritta, la nostra cassetta degli attrezzi \u00e8 fatta di parole. Questo comporta, da un lato, la necessit\u00e0 di collaborare con altri soggetti, per farci condurre fuori dalla nostra \u201czona di comfort\u201d; dall\u2019altro, la natura \u201ccreola\u201d di queste collaborazioni,\u00a0 dove abilit\u00e0 diverse si incontrano, senza la pretesa di fondersi. Se guardi la nostra produzione ci sono fumetti, audiolibri, dischi, libri fotografici, film, cortometraggi, romanzi, oggetti narrativi non identificati, saggi, guide per escursionisti, spettacoli di magia, reportage&#8230;\u00a0 Tuttavia, non siamo scrittori polivalenti ed eclettici, ma narratori che provano a portare il loro linguaggio dentro diverse discipline, con l\u2019aiuto di chi, in quelle discipline, \u00e8 gi\u00e0 un maestro artigiano. La musica &#8211; di tutti gli \u201caltrui mestieri\u201d &#8211; \u00e8 indubbiamente quello che sentiamo pi\u00f9 vicino, tanto per ragioni biografiche che per attitudine naturale. Di conseguenza, \u00e8 quello dove ci risulta pi\u00f9 immediato &#8211; ma non per questo \u201cpi\u00f9 comodo\u201d &#8211; sperimentare nuove forme narrative.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abProbabilmente non \u00e8 un caso che nello stesso periodo d\u2019uscita del loro ultimo romanzo (L\u2019armata dei Sonnambuli) i Wu Ming abbiano deciso di pubblicare un disco, in un certo modo assimilabile al libro, come se fosse una continuazione di un progetto pi\u00f9 profondo. La cosa non sorprende affatto data la bella produzione sempre poliedrica e multimediale del collettivo.<br \/>\n[&#8230;]Il passato musicale dei membri della band si fa sentire, ma non troppo. Ritroviamo accenni punk, dai Clash ai Ramones, oserei dire anche un po\u2019 di <strong>Stooges<\/strong> per non parlare dei nostrani cari vecchi CCCP (non per la qualit\u00e0 testuale, che si discosta profondamente dalle salmodiate di Ferretti), ritroviamo anche il non propriamente cantato ma recitato, alla Massimo Volume e Offlaga Disco Pax giusto per fare due nomi belli e conosciuti. Ma essendo i Wu Ming poco propensi alle classificazioni a livello sonoro ci mettono dentro anche del blues, ritmi funk e quel pizzico di <strong>Black music<\/strong> che rende il tutto pi\u00f9 accattivante.<br \/>\nPer quanto riguarda i testi invece c\u2019\u00e8 tutta la carica espressiva dei Wu Ming scrittori. Non sono mai banali ma non per questo pretenziosi, carichi di un bel realismo, spesso crudo ma volontario e necessario per descrivere le ambiguit\u00e0 e i fallimenti del nostro presente.[&#8230;]<br \/>\n<em>Bioscop<\/em> non \u00e8 un disco da ascoltare in sottofondo, \u00e8 un disco che va Ascoltato, che va compreso perch\u00e9 pu\u00f2 darti realmente qualcosa, pu\u00f2 arricchirti, informarti e darti la voglia di resistere e combattere.\u00bb<br \/>\n( da &#8220;<a href=\"http:\/\/antecritica.biblon.it\/2014\/09\/tante-cose-dire\/\">Senza Nome ma con tante cose da dire<\/a>&#8221; di <strong>Luca Vecchio<\/strong> su <em>Antecritica<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl disco pu\u00f2 dirsi davvero <strong>un libro da ascoltare<\/strong>, ma quello che emerge non \u00e8 tanto il lavoro letterario, bens\u00ec quello musicale, definito a tuttotondo, ben curato, che non manca di nulla. Perci\u00f2 al di l\u00e0 del loro passato e del loro futuro che probabilmente non si concentrer\u00e0 sulla carriera musicale (anche se si vocifera un secondo disco in cantiere pieno di storie di personaggi femminili) i Wu Ming Contingent passano anche il varco di un\u2019altra arte, potendo affermare senza riguardi che se si crede davvero nel messaggio che si vuole comunicare, i risultati si vedono eccome. Questa volta, attraverso il Bioscop.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.rockshock.it\/recensione-wu-ming-contingent-bioscop\/\">Qui<\/a> la recensione completa di <strong>Ivonne Ucci<\/strong> su <em>Rockshock<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuando la musica travalica i confini, spesso si contamina con la letteratura o altre arti come la pittura o il cinema. E\u2019 quello che in parte succede in questa espressione pura del pensiero indipendente che si identifica in <i>Bioscop, <\/i>opera prima musicale di un collettivo che risponde al nome di Wu Ming Contingent. [&#8230;] Se non avete mai sentito parlare di loro sappiate che troverete in <i>Bioscop <\/i>quelle tipiche sonorit\u00e0 del punk e della new wave che fanno parte del retroterra musicale dei protagonisti del progetto. [&#8230;] Il tutto trattato per\u00f2 con un personale approccio che permette ai WMC di costruire convincenti e coinvolgenti brani <i>declamati <\/i>che ricordano, pi\u00f9 che attuali epigoni, le ancora valide provocazioni letterarie-sonore dei gloriosi CCCP.\u00bb<br \/>\n<strong>Tonino Merolli <\/strong>su <em>Raro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIntelligente, ispirato e stimolante, \u201cBioscop\u201d \u00e8 un gran bel debutto che presto, per nostra fortuna, sar\u00e0 doppiato da un secondo capitolo dedicato a figure femminili.\u00bb<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.kdcobain.it\/tutte-le-recensioni\/779-wu-ming-contingent--bioscop-recensione-.html\">Qui<\/a> la rece di <strong>Giacomo Messina<\/strong> su kdcobain.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019operazione messa in atto dal collettivo Wu Ming Contingent a parole potrebbe sembrare forse pretenziosa e dunque pesante, ma <strong>l\u2019attitudine squisitamente pop<\/strong> che la pervade la rende fortunatamente godibile e divertente. Un gruppo che non \u00e8 solo un gruppo musicale, un disco che non \u00e8 soltanto un disco comunemente inteso. Da provare.\u00bb<br \/>\n<strong>Francesca Scozzarro<\/strong> su <em>Do You Realize<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa pubblicazione di questo esordio non \u00e8 casuale. Il collettivo Wu Ming ha sempre collaborato con gruppi come Offlaga Disco Pax, Massimo Volume, Bachi da Pietra, Uochi Tochi, spesso supporter dei loro reading.\u00bb<br \/>\n<strong>Vittorio Lannutti<\/strong> su <em><a href=\"www.lascena.it\">La Scena<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 l\u2019incalzare rivoluzionario dei <strong>Fugazi<\/strong> e il conflitto di <strong>Assalti Frontali<\/strong>, le chitarre dei <strong>Television<\/strong> e anche derive ritmiche di funk bianco e nero, <strong>James Chance<\/strong> e Gil Scott Heron. Tutta musica che \u00e8 incendio, scontro, barricate e ghigliottine. Rivoluzione. Un disco da suonare ad alto volume, assimilare tutto d\u2019un fiato, come un bicchiere di whisky da trangugiare prima di lanciarsi a capofitto contro l\u2019avversario. A mani nude e testa bassa.<br \/>\nUn disco che \u00e8 un elenco anthemico ed eccitante di storie di uomini. Uomini sui quali i riflettori della storia hanno fatto, spesso controvoglia, luce. Luce che ha generato mito. E uomini che invece sono rimasti fuori dalla ribalta.\u00bb<br \/>\n( da &#8220;<a href=\"http:\/\/dikotomiko.wordpress.com\/2014\/09\/19\/wu-ming-contingent\/\">Cura Robespierre<\/a>&#8221; sul blog <strong>Dikotomiko<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19096\" alt=\"unnamed-1-576x576\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/unnamed-1-576x576.jpg\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione di questa lunga cavalcata, ringraziando tutti coloro che hanno recensito il disco, ricordiamo che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Il Wu Ming Contingent ha un <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/wumingcontingent\">profilo Facebook<\/a>, gestito da Yu Guerra e Cesare Ferioli. Al momento, si tratta dell\u2019unico avamposto wuminghiano su quella piattaforma, una sorta di laboratorio semi-clandestino dove cerchiamo di capire se la creatura di Zuckerberg pu\u00f2 essere usata in maniera creativa e contro s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) <i>Bioscop<\/i>, purtroppo, non ha ricevuto una distribuzione capillare. Con <i>L\u2019Armata dei Sonnambuli <\/i>sugli scaffali, molte librerie che tengono anche dischi avrebbero di sicuro fatto una buona mossa a proporlo. Non \u00e8 andata cos\u00ec. Per fortuna, esiste anche <a href=\"http:\/\/www.woodworm-music.com\/shop\/wu-ming-contingent-bioscop\/\">il sito dell\u2019etichetta Woodworm<\/a>, dove si pu\u00f2 ordinare il CD a 10\u20ac e il vinile + CD a 18\u20ac pi\u00f9 spese di spedizione. Chi volesse accattarsi il leggendario vinile \u201cneon pink\u201d far\u00e0 bene ad affrettarsi perch\u00e9 sono rimaste le ultime copie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Dal medesimo sito di Woodworm, si possono pure <a href=\"http:\/\/www.woodworm-music.com\/shop\/t-shirt-cura-robespierre-wu-ming-contingent\/\">acquistare le magliette grigie<\/a> \u201c<strong>Cura Robespierre<\/strong>\u201d, e a breve anche quelle nere. Nei banchetti wuminghiani, a latere di concerti e presentazioni, faranno presto la loro comparsa quelle <strong>rosse<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) Prossima data fissa e gi\u00e0 confermata per il Contingent:<br \/>\n<strong>22 novembre &#8211; Festa di compleanno del Centro Sociale Acrobax &#8211; Roma<\/strong><br \/>\nAltre sono in orbita e presto atterreranno, ma in linea di massima ci prenderemo il mese di ottobre per iniziare i lavori sul secondo album.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) Molti di voi avranno ormai ascoltato le tracce dell&#8217;album e qualcuno \u00e8 venuto a sentirci dal vivo. Nei commenti, attendiamo <strong>le vostre impressioni<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 21 settembre, con un concerto dedicato a Federico Aldrovandi, sul palco del festival \u201cFrammenti\u201d, si \u00e8 concluso il vagabondaggio estivo del Wu Ming Contingent, cuore musicale del R\u00e9volution touR. 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