{"id":19076,"date":"2014-09-24T09:40:26","date_gmt":"2014-09-24T07:40:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=19076"},"modified":"2014-09-24T11:12:26","modified_gmt":"2014-09-24T09:12:26","slug":"narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/","title":{"rendered":"Narrazioni digitali non identificate (L&#8217;archivio e l&#8217;istante)"},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\" width=\"500\" height=\"519\" \/><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Aby Warburg (1866 &#8211; 1929), de\/taglio delle tavole di<em> Mnemosyne<\/em>, il grande &#8220;atlante della memoria&#8221; a cui lo storico della cultura, pioniere dell&#8217;ipertesto in epoca pre-elettronica, lavor\u00f2 negli ultimi anni di vita. Clicca per allargare la visuale.<\/p><\/div>\n<p>di <a href=\"http:\/\/blog.flaviopintarelli.it\/\"><strong>Flavio Pintarelli<\/strong><\/a> (guest blogger)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si cominci\u00f2 a discutere di Oggetti Narrativi Non Identificati (UNO), nel 2008, in seguito alla pubblicazione del <a href=\"https:\/\/escholarship.org\/uc\/item\/954596fk\">\u00abmemorandum sul New Italian Epic\u00bb<\/a><em><\/em>, il focus fu immediatamente rivolto verso la letteratura. <em>Gomorra<\/em>, <em>Asce di Guerra<\/em>, <em>Sappiano le mie parole di sangue<\/em> erano libri che ponevano alla riflessione e al dibattito letterario problemi importanti. Erano, in ottica NIE, lavori che mettevano alla prova soprattutto il rapporto tra l&#8217;autore e le sue fonti, problematizzando la questione dello sguardo e del punto di vista. Di fronte all&#8217;archivio in tutte le sue forme, come doveva porsi e come doveva procedere il narratore interessato a restituire uno sguardo sulla realt\u00e0 che non si riducesse alla mera cronaca dei fatti ma rivendicasse la possibilit\u00e0 di intervenire sullo stato delle cose? Questa sembrava essere la domanda pi\u00f9 pressante, il quesito ineludibile che quei libri ponevano a chi cercava di avvicinarli nonostante la riottosit\u00e0 di quei testi.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni seguenti il quesito venne approfondito e la riflessione ebbe un incontro fruttuoso con gli studi sul cinema e sul visivo da cui la teoria degli Oggetti Narrativi Non Identificati prese in prestito alcuni concetti fondamentali legati alla riflessione sul montaggio come tecnica di narrazione ed elemento semiotico. Lo scambio tra i due paradigmi avvenne anche grazie al terreno comune caratterizzato dalla riflessione che entrambi portavano avanti sul concetto di archivio, sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista pratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, a oltre sei anni di distanza dalla prima apparizione del memorandum di Wu Ming 1, il termine \u00abOggetti Narrativi\u00bb \u00e8 diventato parte integrante del vocabolario critico. Viene usato comunemente per indicare quelle opere che utilizzano sistematicamente il montaggio di materiali d&#8217;archivio per problematizzare la posizione dell&#8217;autore rispetto alla vicenda raccontata; a volte includendo direttamente l&#8217;autore nella narrazione, altre volte mostrandone l&#8217;estraneit\u00e0 o la distanza. In ogni caso si tratta sempre di opere che polverizzano la distanza di sicurezza tra l&#8217;autore e la sua narrazione, rispetto alla quale egli \u00e8 sempre in qualche modo coinvolto, non uscendone mai indenne o incolpevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Libri come <em>Point Lenana<\/em> di Wu Ming 1 e <strong>Roberto Santachiara<\/strong>, <em>Timira<\/em> di Wu Ming 2 e <strong>Antar Mohamed<\/strong>, <em>Amianto <\/em> di <strong>Alberto Prunetti<\/strong> o <em>Un giorno triste cos\u00ec felice<\/em> di <strong>Lorenzo Iervolino<\/strong> sono esempi straordinariamente compiuti di questa tipologia di opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Oggetti Narrativi Non Identificati, fino a oggi, si \u00e8 parlato soprattutto a proposito di libri o di film, ma credo che sia arrivato il momento per provare ad allargare questa tipologia a un tipo di narrazioni che si stanno ricavando uno spazio sempre pi\u00f9 ampio nelle nostre abitudini di lettura: le narrazioni digitali interattive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19077\" alt=\"server-room-hd-free-23325111\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/server-room-hd-free-23325111.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2008 la rete era abbastanza diversa da quella che siamo abituati a vivere oggi, anche se la transizione \u00e8 stata meno percepibile di quanto si possa pensare. Facebook era stato creato quattro anni prima e soltanto da due era accessibile anche agli utenti sprovvisti di un account di posta elettronica con dominio universitario. Su Twitter si cinguettava soltanto dall&#8217;estate del 2006 e il primo vero successo della piattaforma di microblogging era arrivato solo l&#8217;anno successivo, quando durante il <em>South by Southwest festival <\/em>(un festival musicale e cinematografico che si svolgeva ad Austin, in Texas) il numero dei tweet creati giornalmente triplic\u00f2 passando da 20.000 a 60.000. My Space era ancora in attivit\u00e0, ma lo sarebbe rimasto ancora per poco. Al di fuori dei primi social network era la blogosfera a fare la parte del leone in quello che allora veniva chiamato il web 2.0, ovvero quell&#8217;insieme di protocolli e soluzioni che rendevano gli strumenti digitali di creazione dei contenuti estremamente accessibili anche ad utenti con scarse o nulle competenze informatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi anni dopo lo scenario si presentava completamente mutato, coi social network diventati parte integrante della nostra vita, e la dicotomia tra reale e virtuale, che fino a poco tempo prima aveva guidato la maggior parte delle riflessioni sulla cultura digitale, appariva ormai completamente scavalcata e destituita di senso. Il miliardo di utenti attivi raggiunto da Facebook nel 2012 \u00e8 uno dei segni pi\u00f9 evidenti di questa avvenuta mutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una mutazione la cui natura abbiamo compreso a fondo in occasione dello scandalo NSA quando, grazie alle rivelazioni del tecnico informatico della CIA <strong>Edward Snowden<\/strong>, il giornalista <strong>Glenn Greenwald<\/strong> e la documentarista <strong>Laura Poitras h<\/strong>anno rivelato l&#8217;esistenza di un vasto programma di sorveglianza condotto dal governo americano con l&#8217;ausilio delle pi\u00f9 importanti corporation dell&#8217;information technology.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La raccolta, l&#8217;archiviazione e l&#8217;utilizzo dei dati degli utenti rappresentano la vera natura del web attuale e queste operazioni non fanno altro che configurarlo come un gigantesco archivio in cui non soltanto sono raccolti tutti i metadati che riusciamo a produrre, ma anche tutte le nostre (auto)narrazioni. Quei racconti frammentati, liquidi e granulari, che distribuiamo in forme diversissime utilizzando i nostri account web: dalle fotografie su Instagram, ai post sui blog, passando per i tweet, gli aggiornamenti di stato su Facebook, le conversazioni sui forum, i loop di Vine e tutte le altre possibile forme di (auto)narrativa digitale che stiamo imparando a padroneggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi fa della pratica e della teoria dell&#8217;archivio una questione di politica della narrazione, un modo per ragionare sulle forme di accesso e intervento sulla nostra esperienza del mondo, il web contemporaneo offre uno straordinario e problematico oggetto d&#8217;analisi e di sperimentazione. Potenzialmente qualsiasi grano o frammento d&#8217;informazione prodotto in rete pu\u00f2 diventare parte di un racconto, connettersi e risuonare con altri elementi, ampliando in questo modo i propri significati. Tuttavia questa appare pi\u00f9 come una potenzialit\u00e0 inspressa e un plesso problematico che non come una reale opportunit\u00e0 a disposizione del narratore interessato a capitalizzare l&#8217;archivio nel proprio lavoro. Questo perch\u00e9 la velocit\u00e0 a cui si muove l&#8217;informazione prodotta in rete \u00e8 elevatissma, come elevatissimo \u00e8 il rumore di fondo. Il tempo necessario all&#8217;elaborazione del materiale si riduce notevolmente e il rischio che si corre \u00e8 di venire trascinati dalla corrente dei diversi flussi perdendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di organizzarli in un insieme coerente. L&#8217;attivit\u00e0 di <em>curation<\/em>, ovvero di curatela dei flussi d&#8217;informazione digitali, oscilla sempre tra questo genere di problematiche, ovvero sulla capacit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di lavorare i materiali archiviati nei vari flussi senza farsi trascinare nella rapidit\u00e0 degli eventi (perdendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di dar loro un senso compiuto).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19078\" alt=\"storify-dragndrop-ui\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/storify-dragndrop-ui.jpg\" width=\"500\" height=\"299\" \/><\/p>\n<h3 class=\"c1 c5\">Storify, dare forma all&#8217;istante<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilasciato in beta nel settembre del 2010 come finalista del Disrupt di Techcrunch e reso disponibile al pubblico nell&#8217;aprile dell&#8217;anno successivo, Storify \u00e8 un servizio che offre una possibile soluzione a chi cerca una sintesi tra la velocit\u00e0 con cui viene prodotta l&#8217;informazione online e la possibilit\u00e0 di organizzare quest&#8217;ultima in un oggetto in grado di connettere singoli elementi in una narrazione pienamente compiuta, capace anche di dare vita a specifici effetti di senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significa che l&#8217;interfaccia del servizio permette di creare un ipertesto navigabile composto da unit\u00e0 distinte d&#8217;informazione digitale. Queste vengono organizzate in un racconto a partire dalle operazioni di ricerca, recupero e archiviazione che il servizio rende possibili. Creare uno storify significa perci\u00f2 capitalizzare narrativamente quello sterminato \u00a0archivio di user generated content che il web mette a nostra disposizione. Tuttavia, poter utilizzare questo strumento in tutta la sua potenzialit\u00e0 significa essere consapevoli della <a href=\"http:\/\/blog.flaviopintarelli.it\/2014\/09\/19\/logica-storify-montaggio-esperienza\/\">logica di Storify<\/a> ovvero essere consapevoli che il montaggio \u00e8 l&#8217;operazione fondamentale con cui si opera sul materiale d&#8217;archivio che il servizio ci permette di recuperare e maneggiare. Privi di questa consapevolezza si rischia di avvicinarsi a Storify soltanto come a uno strumento per raccogliere e aggregare materiali digitali senza per\u00f2 dar loro alcuna parvenza di organizzazione. Impedendo loro, di fatto, di organizzarsi in una rete di senso in grado di conferire a quei singoli elementi semiotici discreti una voce che sia in grado di fare sintesi della loro unicit\u00e0. Insomma una sorta di grado zero della potenzialit\u00e0 linguistica di Storify che si \u00e8 visto spessissimo nella fase di massimo hype intorno al servizio, quando furono in molti ad avvicinarcisi spinti dal passaparola senza per\u00f2 approfondirne davvero le potenzialit\u00e0. Un po&#8217; come accade oggi su Medium, un servizio che dovrebbe stimolare chi lo usa a confrontarsi con forme di narrazioni pienamente digitali, sfruttando la facilit\u00e0 di utilizzo e le potenzialit\u00e0 grafiche e tipografiche del servizio, ma che troppo spesso viene utilizzato come semplice surrogato del blog.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa rende diverso uno storify da un post pubblicato su una qualsiasi piattaforma di blogging? Tutto sommato abbiamo appena detto che non si tratta altro che di un ipertesto realizzato grazie a un&#8217;interfaccia che permette il recupero e l&#8217;archiviazione dei elementi creati e distribuiti nel web. A parte questa differenza a livello di backend, anche un post scritto con WordPress, a conti fatti, \u00e8 un ipertesto. A rendere estremamente diversi due oggetti digitali della stessa natura \u00e8 il modo in cui Storify permette di organizzare le informazioni, mantenedone l&#8217;unicit\u00e0 e la specificit\u00e0 semiotica, ovvero quelle marche che rendono la singola unit\u00e0 riconoscibile. Quando citiamo un link all&#8217;interno di uno storify quello appare sottoforma di snippet, ovvero di frammento che riporta un certo numero di informazioni sull&#8217;elemento a cui rimanda: titolo, data e ora di pubblicazione, metadescription o estratto dal testo, immagine. E lo stesso vale per un tweet, uno status su Facebook, una foto su Instagram, un loop su Vine o qualsiasi altro elemento digitale. L&#8217;effetto sul lettore \u00e8 diverso da quello che si ottiene embeddando un link in una porzione di frase, come siamo abituati a fare quando scriviamo un post sul nostro blog. In questo caso la natura del collegamento \u00e8 soltanto suggerita dal modo in cui noi lo incorporiamo nel testo, ma non appare come singolo elemento di una narrazione che, \u00e8 bene ricordarlo, su Storify beneficia moltissimo della possibilit\u00e0 di inserire tra un elemento e l&#8217;altro porzioni di testo in grado di fornire un contesto e una guida di navigazione al lettore. Un po&#8217; come se questi elementi testuali fossero le cuciture della narrazione che tengono insieme e danno senso agli elementi archiviati e montati, organizzandoli in un percorso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-19079\" alt=\"Orson Welles\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/orson-welles.png\" width=\"500\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che \u00e8 importante tenere a mente \u00e8 che ci sono contenuti o argomenti o formati narrativi che si prestano meglio di altri a essere raccontati attraverso Storify ed \u00e8 perci\u00f2 cura del narratore saperli riconoscere e valorizzare al meglio. Ad esempio, in occasione del festival della letteratura di Mantova, <strong>Maria Teresa Grillo<\/strong> e <strong>Lorenzo Alunni<\/strong>, redattori del blog il lavoro culturale, hanno realizzato una corposa copertura dell&#8217;evento concretizzatasi un un live tweeting di due giorni, un <a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/festivaletteratura-glossario-itinerante\/\">post<\/a> e uno <a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/tweetglossario-come-ti-racconto-festival\/\">storify<\/a> dedicato all&#8217;evento. \u00e8 curioso notare come il post e lo storify siano praticamente la stessa cosa, ovvero un glossario delle parole pi\u00f9 significative del festival. Tuttavia, tra i due, lo storify si dimostra il format pi\u00f9 potente e pi\u00f9 significativo, perch\u00e9 al testo di sintesi dei due redattori vengono aggiunti i tweet che contestualizzano la sintesi e la riflessione. Ed essendo quella su Twitter una scrittura che ha forti contaminazioni con l&#8217;oralit\u00e0 (come la maggior parte della scrittura dei social network) realizzare uno storify che ha come protagoniste le parole, affiancandole con questa forma di scrittura vocale che sono i tweet, significa aumentarne considerevolmente la portata e l&#8217;efficacia narrativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esempio di quanto sia importante scegliere il formato giusto per raccontare qualcosa ce lo forniscono tre post pubblicati di recente qui su <em>Giap<\/em>:<br \/>\nlo <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18609\">storify dedicato alla lotta del PKK e delle YPG<\/a> contro le forze dell&#8217;ISIS nelle regioni del Kurdistan tra Turchia, Siria e Iraq del nord,<br \/>\ne i due resoconti di montagna del gruppo #AlpinismoMolotov:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18303\">No Picnic on Rocciamelone<\/a>;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18696\">Alpinismo Molotov sul Triglav: contro nazionalismi e alpinismi hipster<\/a>.<br \/>\nTutti e tre sono lavori di montaggio, il primo nei termini e nelle forme della capitalizzazione narrativa dell&#8217;archivio, mentre il secondo e il terzo come forma di polifonia della scrittura di montagna. La domanda \u00e8 la seguente: questi racconti avrebbero potuto essere realizzati diversamente? L&#8217;esperimento di armonizzazzione delle voci di #AlpinismoMolotov avrebbe potuto diventare uno storify? E la lunga rassegna sull&#8217;esperienza rivoluzionaria dei Curdi del PKK sarebbe stata ugualmente efficace se fosse stata esposta in un post?<\/p>\n<p>Le risposte sono entrambe negative, ed \u00e8 lo stesso Wu Ming 1 (coordinatore di tutti e tre gli interventi) a confermarmelo in uno scambio avuto via email che segue una conversazione dal vivo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abHo constatato, nei giorni scorsi, che per un montaggio tipo Alpinismo Molotov (che adotta la stessa filosofia di <em>New Thing<\/em>, e mutua diverse cose da <em>Point Lenana<\/em>), Storify risulta meno usabile di quanto lo sia per montaggi pi\u00f9 lineari e discernibili nella loro diacronia, come appunto quello sul PKK. Per quello, Storify \u00e8 stato lo strumento *perfetto*. Per una cosa come quest&#8217;ultima sul Triglav, molto meno. Inizialmente ho provato a utilizzarlo, ma mi sentivo meno libero.<br \/>\nCome ci siamo detti a La Val, Storify si presta poco alla manipolazione\/scomposizione di grossi spezzoni di testo. \u00c8 invece perfetto per mettere in fila unit\u00e0 di informazione significative che nondimeno ci arrivano come frammenti e necessitano di una &#8220;messa in ordine&#8221;, con brevi sezioni di testo puramente esplicative, che a volte sono meramente &#8220;f\u00e0tiche&#8221;, servono solo a mantenere il contatto, a far sentire a chi legge che l&#8217;autore del montaggio \u00e8 ancora l\u00ec, non \u00e8 andato via, non delega la narrazione solo ai vari tweet messi in fila.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che emerge dal confronto tra questi due formati narrativi \u00e8 il modo in cui Storify sfrutta la possibilit\u00e0 di lavorare con elementi semiotici discreti. Il percorso di lettura sul PKK \u00e8 pi\u00f9 efficace di un post perch\u00e9 anche se il lettore non esce dal discorso in concomitanza con ogni collegamento ipertestuale, il contenuto di questo \u00e8 comunque presente in una forma autonoma e con un numero di informazioni sufficente per poter seguire il discorso e le sue articolazioni. Mentre un lavoro come quello fatto coi resoconti di #AlpinismoMolotov, caratterizzato da una polifonia di voci che si armonizzano nel corso della narrazione, non avrebbe beneficiato di questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo comunque, rispetto all&#8217;osservazione di Wu Ming 1, che anche in Storify ci sia spazio per un lavoro sui falsi raccordi e per forme di racconto che non siano necessariamente lineari e discernibili nella loro diacroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, avviandomi alla conclusione, quello che mi pare davvero significativo di Storify e del metodo di lavoro che caratterizza questo strumento, \u00e8 il modo in cui ti porta a contatto con l&#8217;essenza della narrazione, con il suo carattere archivistico, combinatorio e manipolatorio (non in senso di mistificazione ma di manualit\u00e0). Per riattivare la metafora sartoriale usata poco pi\u00f9 sopra, rispetto a narrazioni digitali interattive come <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/projects\/2012\/snow-fall\/#\/?part=tunnel-creek\">Snowfall<\/a> del New York Times o <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/interactive\/2013\/nov\/01\/snowden-nsa-files-surveillance-revelations-decoded\">The NSA Decoded<\/a> del Guardian, Storify assomiglia pi\u00f9 all&#8217;imbastitura che non alla cucitura definitiva di un abito narrativo. Questo perch\u00e9 la forma di elenco di singole unit\u00e0 discrete d&#8217;informazione rende visibile l&#8217;operazione di montaggio dei singoli elementi, la fa sentire come un&#8217;azione di selezione, raccolta e costruzione del senso messa in atto da una presenza umana riconoscibile, quella presenza dell&#8217;autore, il suo rimanere tra gli elementi dell&#8217;archivio che, secondo Wu Ming 1, \u00e8 una delle caratteristiche fondamentali di Storify.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una forma di montaggio visibile che si contrappone all&#8217;invisibilit\u00e0 del lavoro di montaggio che caratterizza narrazioni digitali interattive come quelle citate poc&#8217;anzi o un lavoro come quello portato avanti in #AlpinismoMolotov, dove pur essendo presente, il falso raccordo si scioglie nell&#8217;armonia delle voci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nell&#8217;intersezione tra queste due forme di racconto, quelle che rivelano apertamente l&#8217;operazione di montaggio e quelle che la sciolgono o la nascondono nella propria sintesi narrativa, che si apre un campo di applicazione della teoria degli UNO ancora poco esplorato, quello delle narrazioni digitali interattive. La possibilit\u00e0, da parte nostra, di esplorare quel campo non \u00e8 importante soltanto per poter creare nuove tipologie di oggetti narrativi, ma anche per aprire squarci sul nostro futuro prossimo di abitanti degli spazi digitali, lettori e scrittori di bit e atomi d&#8217;informazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Flavio Pintarelli (guest blogger) Quando si cominci\u00f2 a discutere di Oggetti Narrativi Non Identificati (UNO), nel 2008, in seguito alla pubblicazione del \u00abmemorandum sul New Italian Epic\u00bb, il focus fu immediatamente rivolto verso la letteratura. Gomorra, Asce di Guerra, Sappiano le mie parole di sangue erano libri che ponevano alla riflessione e al dibattito [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":21237,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,5],"tags":[2526,274,315,2166,981,2222],"class_list":["post-19076","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appunti","category-transmedia","tag-alpinismo-molotov","tag-flavio-pintarelli","tag-new-italian-epic","tag-pkk","tag-storify","tag-uno"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Narrazioni digitali non identificate (L&#039;archivio e l&#039;istante) - Giap<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Narrazioni digitali non identificate (L&#039;archivio e l&#039;istante) - Giap\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"di Flavio Pintarelli (guest blogger) Quando si cominci\u00f2 a discutere di Oggetti Narrativi Non Identificati (UNO), nel 2008, in seguito alla pubblicazione del \u00abmemorandum sul New Italian Epic\u00bb, il focus fu immediatamente rivolto verso la letteratura. Gomorra, Asce di Guerra, Sappiano le mie parole di sangue erano libri che ponevano alla riflessione e al dibattito [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Giap\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-09-24T07:40:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-09-24T09:12:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"519\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Wu Ming\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Wu Ming\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Wu Ming\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"headline\":\"Narrazioni digitali non identificate (L&#8217;archivio e l&#8217;istante)\",\"datePublished\":\"2014-09-24T07:40:26+00:00\",\"dateModified\":\"2014-09-24T09:12:26+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/\"},\"wordCount\":2682,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\",\"keywords\":[\"Alpinismo Molotov\",\"Flavio Pintarelli\",\"New Italian Epic\",\"PKK\",\"storify\",\"UNO\"],\"articleSection\":[\"Appunti\",\"Transmedia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/\",\"name\":\"Narrazioni digitali non identificate (L'archivio e l'istante) - Giap\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\",\"datePublished\":\"2014-09-24T07:40:26+00:00\",\"dateModified\":\"2014-09-24T09:12:26+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/05\\\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg\",\"width\":500,\"height\":519},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/09\\\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Narrazioni digitali non identificate (L&#8217;archivio e l&#8217;istante)\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\",\"name\":\"Giap\",\"description\":\"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\",\"name\":\"Wu Ming\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Wu Ming\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Narrazioni digitali non identificate (L'archivio e l'istante) - Giap","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Narrazioni digitali non identificate (L'archivio e l'istante) - Giap","og_description":"di Flavio Pintarelli (guest blogger) Quando si cominci\u00f2 a discutere di Oggetti Narrativi Non Identificati (UNO), nel 2008, in seguito alla pubblicazione del \u00abmemorandum sul New Italian Epic\u00bb, il focus fu immediatamente rivolto verso la letteratura. Gomorra, Asce di Guerra, Sappiano le mie parole di sangue erano libri che ponevano alla riflessione e al dibattito [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/","og_site_name":"Giap","article_published_time":"2014-09-24T07:40:26+00:00","article_modified_time":"2014-09-24T09:12:26+00:00","og_image":[{"width":500,"height":519,"url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Wu Ming","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_site":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_misc":{"Scritto da":"Wu Ming","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/"},"author":{"name":"Wu Ming","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"headline":"Narrazioni digitali non identificate (L&#8217;archivio e l&#8217;istante)","datePublished":"2014-09-24T07:40:26+00:00","dateModified":"2014-09-24T09:12:26+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/"},"wordCount":2682,"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg","keywords":["Alpinismo Molotov","Flavio Pintarelli","New Italian Epic","PKK","storify","UNO"],"articleSection":["Appunti","Transmedia"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/","name":"Narrazioni digitali non identificate (L'archivio e l'istante) - Giap","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg","datePublished":"2014-09-24T07:40:26+00:00","dateModified":"2014-09-24T09:12:26+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Aby_Warburg_TAVOLE_Mnemosyne500px.jpg","width":500,"height":519},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/09\/narrazioni-digitali-non-identificate-larchivio-e-listante\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Narrazioni digitali non identificate (L&#8217;archivio e l&#8217;istante)"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/","name":"Giap","description":"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f","name":"Wu Ming","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","caption":"Wu Ming"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19076"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19076\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}