{"id":18303,"date":"2014-08-03T20:55:13","date_gmt":"2014-08-03T18:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18303"},"modified":"2014-11-16T01:11:00","modified_gmt":"2014-11-16T00:11:00","slug":"alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/","title":{"rendered":"#AlpinismoMolotov. No Picnic on Rocciamelone"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_18304\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18304\" class=\"size-full wp-image-18304\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg\" alt=\"Alpinismo Molotov\" width=\"500\" height=\"890\" \/><p id=\"caption-attachment-18304\" class=\"wp-caption-text\">Alpinismo Molotov<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Tra le varie attivit\u00e0 nate intorno ai nostri libri e a <em>Giap<\/em>, negli ultimi 3-4 anni si sono distinte sempre pi\u00f9 le escursioni a tema, vere e proprie &#8220;camminate narrate&#8221;, workshop <em>pedibus calcantibus<\/em>\u00a0nati come espansioni di nostri lavori quali\u00a0<em>Il sentiero degli dei<\/em> di WM2 e <em>Point Lenana<\/em> di WM1 e Santachiara. Da tempo, come officina di narrazioni, ci occupiamo in vari modi di storia e montagna, di smontaggio delle mitologie tossiche legate alla montagna e all&#8217;alpinismo, di critica dell&#8217;uso del territorio ecc. WM2 alterna i\u00a0<em>ripercorrimenti<\/em> della &#8220;Via degli Dei&#8221; tra Bologna e Firenze \u00a0(vera e propria inchiesta &#8220;sentierologica&#8221; su quella parte di Appennino) a &#8220;laboratori viandanti&#8221; come quello condotto nell&#8217;aprile scorso <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=16827\">lungo la via Francigena<\/a>; WM1 ha introdotto, nel corso del <em>Point Lenana Tour (de Force)<\/em>, un ricorso alle ascensioni alpine come <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=14041\">prosecuzioni transmediali del libro<\/a>. Sono sempre pi\u00f9 numerosi i giapster interessati a questi temi e disposti a mettersi in marcia.<br \/>\nAlpinismo Molotov \u00e8 una prima sintesi (una delle tante possibili) di questo lavoro.<!--more--><br \/>\nAlpinismo Molotov \u00e8 un&#8217;associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster.<br \/>\nSi ha Alpinismo Molotov ogni volta che dei\/delle giapster vanno\u00a0<em>insieme<\/em> in montagna (l&#8217;A.M. non contempla la &#8220;solitaria&#8221;) con la consapevolezza che la &#8220;montagna&#8221; \u00e8:<br \/>\n&#8211; una costruzione culturale e storica (e come tale \u00e8 oggetto di critica e demisticazione);<br \/>\n&#8211; un luogo dove non si sfugge alle contraddizioni ma se ne trovano di ulteriori e specifiche;<br \/>\n&#8211; un terreno di conflitto tra usi del territorio diversi e incompatibili;<br \/>\n&#8211; un deposito di storie e segni di passate rivolte, resistenze, repressioni.<br \/>\nAlpinismo Molotov non \u00e8 localizzato in alcuna citt\u00e0 ma disseminato lungo la Penisola. Nondimeno, \u00e8 <em>plurigemellato<\/em> con l&#8217;<strong><a href=\"http:\/\/www.ape-milano.it\/\">Associazione Proletari Escursionisti<\/a><\/strong> (APE) di Milano, con il <strong>Collettivo Alpino Zapatista<\/strong> (CAZ) di Genova e coi &#8220;Bike Partisans&#8221; di <strong><a href=\"http:\/\/bikepartisans.org\/\">2Ruote di Resistenza<\/a><\/strong> (2RR), Torino.<br \/>\nSi pu\u00f2 far parte di Alpinismo Molotov con o senza tessera del CAI\u00bf, Club Alpino Informale (da scriversi rigorosamente col punto di domanda arbaltato).<br \/>\nIl nome &#8220;Alpinismo Molotov&#8221;, come si legge nel racconto che segue, lo ha trovato il compagno che si fa chiamare &#8220;Diserzione&#8221; durante la salita del 13 luglio scorso al Rocciamelone, Alpi Graie, 3538 mt. Il nome deriva da &#8220;Calcio Molotov&#8221;, <a href=\"http:\/\/blog.futbologia.org\/2014\/08\/breve-storia-del-calcio-molotov\">filosofia futbologica sulla quale potete erudirvi qui<\/a>.<br \/>\nLa salita al Rocciamelone (con infortunio di WM1 e susseguenti complicazioni) \u00e8 stata il battesimo &#8220;ufficiale&#8221; di Alpinismo Molotov, e questo racconto collettivo ne \u00e8 l&#8217;esordio letterario.<br \/>\nPerch\u00e9 proprio il Rocciamelone? Per motivi che hanno a che fare con la lotta No Tav. Il Rocciamelone \u00e8 uno dei simboli della Val di Susa. Da sopra la montagna si vede il nefando cantiere del &#8220;cunicolo geognostico&#8221; in Val Clarea. WM1 sta scrivendo un libro sulla valle e la storia del movimento, e il Rocciamelone vi avr\u00e0 un ruolo importante. Non a caso, il 13 luglio, erano con noi Simone e Maurizio, due attivisti del <strong><a href=\"http:\/\/www.autistici.org\/spintadalbass\/\">comitato No Tav \u00abSpinta dal Bass\u00bb<\/a><\/strong>.<br \/>\nI giapster che hanno partecipato sono [nickname usati qui sul blog, link ai loro blog o profili twitter]:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/twitter.com\/diserzione\">Diserzione<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/MisterLoFi\">Lo.Fi.<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/fil0s0ttile\">Filippo Sottile<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/marcobabouche\">MarcoBabouche<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/66online.wordpress.com\/author\/vito66\/\">Vito66<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/3illhook\">Vecio Baeordo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/yamunin\">Yamunin<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/millmr\">Mr Mills<\/a><\/p>\n<h3>Il \u00abprima\u00bb scritto dopo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> L&#8217;ecografia dice: \u00abSi segnala una zona lamellare di ipoecogenicit\u00e0 marginale in corrispondenza del tendine del sovraspinato a livello della limitante inferiore, espressione di processo flogistico in questa sede. Coesistono manifestazioni tendinosiche diffuse con fini calcificazioni intratendinee del 2\u00b0 tipo. Non alterazioni della borsa SAD. A livello del tendine del CLB presenza di liquido nella guaina.\u00bb<br \/>\n\u00c8 con quest&#8217;infiammazione alla spalla destra che mi accingo a salire sul Rocciamelone, Alpi Graie, 3538 metri sul livello del mare. La montagna pi\u00f9 alta che ho affrontato in Europa.<br \/>\nAll&#8217;inizio pensavo di essermi stirato il tendine del deltoide, durante un&#8217;escursione sull&#8217;Alpago col mio amico Luciano. Per il male al braccio &#8211; una serpentina di dolore che corre dalla scapola fino al polso &#8211; ho dovuto rinunciare a raggiungere la cima del Monte Dolada (1938 mt). Mi sono fermato poco dopo la forcella, a Luciano ho detto solo che ero fuori allenamento, per non allarmarlo. Tornato a casa, ho prenotato l&#8217;esame.<br \/>\nNessuno stiramento. La salita al Dolada \u00e8 stata la circostanza in cui mi sono <em>accorto<\/em> del dolore, ma l&#8217;infiammazione c&#8217;era gi\u00e0 da prima, conseguenza di un lungo periodo di superlavoro al computer.<br \/>\nA rinunciare non ci penso nemmeno: da settimane organizziamo la trasferta, ci sono giapster che si muovono da Trieste, da Brescia, militanti No Tav che hanno infilato l&#8217;ascensione nel calendario tra un&#8217;iniziativa e l&#8217;altra, il Vecio che sale con l&#8217;ernia&#8230; Ci teniamo tutti moltissimo.<br \/>\nMa la cazzata che faccio non \u00e8 partire con una spalla malandata.<br \/>\nLa cazzata che faccio \u00e8 pensare: <em>come faccio a usare i bastoncini, con una spalla ridotta cos\u00ec? Non li porto, in qualche modo mi arranger\u00f2<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Ho davanti un PC e un po\u2019 di tempo soltanto ora; avevo provato a scrivere sul cellulare ma mi si \u00e8 cancellata la mail che credevo di aver salvato in bozza (ho dei testimoni di questo).<br \/>\nVa peggio di cos\u00ec (seguono scuse metafisiche): non ho pi\u00f9 la minima ontologia necessaria per rappresentare le cose. Ultimamente mi sono anche allenato a sopravvivere dimenticando quasi subito quello che succede &#8211; e questo in particolare \u00e8 molto grave. \u00c8 da molto tempo che non registro pi\u00f9 quello che mi capita, quello che vedo, che penso. Ricordo che molti anni fa, durante l&#8217;infanzia e la prima adolescenza, lo facevo continuamente. Vivevo in un continuo testo mentale. Poi sono poco a poco guarito. Ora ho raggiunto la condizione opposta: non registro nulla. Forse, inconsciamente, \u00e8 un\u2019autodifesa -tanto quanto lo era il suo contrario- che razionalmente so essere inefficace se non controproducente, ma dalla quale finora non ho saputo staccarmi. La mia scrittura, gi\u00e0 da sempre poco rilevante, dai lunghi deliri su <em>Giap<\/em> si \u00e8 ridotta negli ultimi tempi ai pochi caratteri di twitter, la presentazione di un link, lo scambio con qualche troll, fino alla battuta facile, il chiacchiericcio. Inoltre ci ho il gomito che mi fa contatto col piede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Ogni giorno, tutti i giorni, do almeno un&#8217;occhiata al Rocciamelone: oggi \u00e8 totalmente coperto, la nuvolaglia \u00e8 cos\u00ec spessa e omogenea da non lasciar supporre che in quella direzione svetti un gigante. Siamo stati fortunati domenica a poter godere di ampi spiragli di sole.<br \/>\nOgni giorno sul percorso da casa a lavoro, se alzo lo sguardo, cerco il suo profilo inconfondibile. A me sembra un apostrofo.<br \/>\nIl 6 maggio Wu Ming 1 e Wu Ming 5 erano a Torino per <i>L&#8217;armata dei sonnambuli<\/i>. Prima che cominciasse la presentazione, ho scambiato i saluti e poche chiacchiere con Wu Ming 1. Poi lui a bruciapelo mi chiede: &#8211; Il 13 luglio ti va di salire sul Rocciamelone con una banda di Giapster?<br \/>\n\u00c8 la fottuta risonanza.<br \/>\nGiusto qualche giorno prima aveva detto alla mia compagna: &#8211; Io quest&#8217;anno sul Rocciamelone ci salgo.<br \/>\nA presentazione finita, Wu Ming 1 mi dice: &#8211; Ci sentiamo per organizzarci, e allenati!<br \/>\nAllenarsi? Magari. Ognuna delle cazzo di domeniche in cui avrei voluto e potuto fare una sgambata in montagna \u00e8 stata suggellata dalla pioggia. Solo gioved\u00ec 10 luglio, in notturna, mi sono potuto concedere una lunga camminata sulla collina morenica attorniato da milioni di lucciole (intese come coleotteri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> La <i>friggin\u2019<\/i> risonanza mistica ha cominciato a diffondersi presto, ancor prima che fossero definiti dettagli, possibili imprevisti, eventuali rimedi. Si parte tra tre giorni, le visioni sono gi\u00e0 cominciate.<br \/>\nPrevisioni temporali pessime per il fine settimana, gli elementi sembrano curiosi di metterci alla prova, noi armata bassaiola-montanara, forse ben equipaggiata ma probabilmente peggio preparata per l\u2019amplesso col monte, il sentiero, la fatica. Si vedr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1<\/strong>. Sul Rocciamelone voglio salirci perch\u00e9 mi serve per il libro sui No Tav. Potrebbe essere uno degli stratagemmi narrativi di base: raccontare vent&#8217;anni di movimento No Tav mentre si sale al Rocciamelone, vedendo la valle dall&#8217;alto. \u00a0Sono due le ascensioni &#8220;in tema&#8221; che ho in programma: questa, e quella al monte Musin\u00e8 del 21 settembre. Il Musin\u00e8, la &#8220;montagna dei misteri&#8221;, delle enigmatiche coppelle, degli avvistamenti di UFO, dei &#8220;fulmini globulari&#8221;, dei fuochi fatui, dei libri di Peter Kolosimo. Una salita facile, dicono. Sono solo 1150 metri. Il Rocciamelone \u00e8 tutt&#8217;altro affare, la vetta supera di svariate centinaia di metri il mio record altimetrico europeo. \u00abVabbe&#8217;, dopo che sei stato sul Kenya&#8230;\u00bb, mi dicono. Ma il fatto che in Africa abbia sfiorato i cinquemila non vuol dire che mi sia pi\u00f9 facile andare a tremila e rotti sulle Alpi. Mica \u00e8 cos\u00ec che funziona. <b><br \/>\n<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"text-align: justify;\">D.<\/strong> Se immagino il mio <i>r\u00e9cit<\/i> per come vorrei che fosse, ipotizzo una sobria esposizione dei fatti, che per\u00f2 mi \u00e8 impossibile. Un po\u2019 perch\u00e9 i fatti sono ormai confusi nella memoria, e qualcuno perso, un po\u2019 perch\u00e9 non sono nelle condizioni di definire i loro confini, cos\u00ec come i miei stessi. Mi \u00e8 difficile anche assumere un qualsiasi ruolo nei confronti dei fatti. Devo riallenarmi a ricordare, riabituarmi al certo sforzo di ricostruire i ricordi, a formare con le parole una storia coerente. \u00c8 uno sforzo perch\u00e9 \u00e8 anche ammettere un mio limite, confrontarmi con la vastit\u00e0 della mia ignoranza specifica ma pure con l\u2019incommensurabilit\u00e0 del rappresentabile rispetto al rappresentato&#8230; Se ora riesco a scrivere due righe \u00e8 perch\u00e9 confido nel fatto di essere solo uno del gruppo di giapsters e compagni notav che ha salito e scritto della salita al Rocciamelone, e la mia incongruenza certo sar\u00e0 compensata. E poi voglio finalmente leggere quanto scritto dai compagni d&#8217;ascesa, e non posso farlo finch\u00e9 non ho detto la mia, anche se sono sicuro che molto altro capir\u00f2 e mi verr\u00e0 in mente solo dopo averli letti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong>\u00a0Mi piace l&#8217;idea di far incontrare &#8220;occidentali&#8221; e &#8220;orientali&#8221;, con la &#8220;mediazione&#8221; geografica (e il supporto automobilistico) dei giapster bresciani. La Val Susa e Trieste sono i due margini tra i quali si muove il mio lavoro sulla montagna degli ultimi anni. \u00a0Non \u00e8 solo un incontro tra diversi gruppi di giapster, \u00e8 anche l&#8217;aggancio tra i mondi di due libri, quello gi\u00e0 scritto (<em>Point Lenana<\/em>) e quello in corso di stesura.<br \/>\nNon \u00a0a caso, buona parte dei nomi coinvolti &#8211; Mr. Mills, Filippo Sottile, Lo.Fi., il Vecio, Tuco &#8211; compaiono nei ringraziamenti di\u00a0<em>Point Lenana<\/em>. \u00c8 un peccato che Tuco abbia dovuto dare forfait, e Lorenzo sia rimasto il solo triestino a partecipare. Tuco verr\u00e0 comunque sul Triglav, ad agosto.<br \/>\nPer un anno Lo.Fi., Mr. Mills e Vecio Baeordo hanno gestito insieme <a href=\"http:\/\/pointlenana.tumblr.com\/\">il blog dedicato a\u00a0<em>Point Lenana<\/em><\/a>, senza essersi mai incontrati. I primi due si vedranno a Brescia e viaggeranno insieme verso ovest insieme a Maurizio \/ Vito66. Tutti e tre si incontreranno a Bussoleno, alla presentazione de\u00a0<em>L&#8217;Armata dei Sonnambuli<\/em>.<br \/>\nChe coacervo di varia umanit\u00e0! Simone e Maurizio di Spinta dal Bass sono i miei principali contatti in valle.\u00a0Diserzione, l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto, si \u00e8 infortunato durante un&#8217;escursione sull&#8217;Orsiera legata a\u00a0<em>Point Lenana<\/em>. Luigi\/Yamunin e Vito66 sono ormai due vecchi sodali. Marco &#8220;Babouche&#8221; Garbaccio \u00e8 un <em>aficionado<\/em> delle presentazioni a Torino, nonch\u00e9 una miniera di storie sulla fotografia, sulla Resistenza, sulla montagna. \u00c8 anche l&#8217;unico in tutta Torino a girare con una sciarpa degli Ultras della Spal. Sopra c&#8217;\u00e8 scritto: <em>ALDAMAR (A sen di grez!)<\/em><br \/>\n\u00abLetamaio\u00bb \u00e8 il pi\u00f9 frequente insulto in ferrarese.<br \/>\n\u00abSiamo dei grezzi\u00bb \u00e8 un&#8217;aggiunta pleonastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Vito66 \u00e8 sul sedile di dietro, silenzioso e impassibile, mentre farnetico nella testa teoremi filosofico-calcistici misti a stanchezza, faccia arsa e connessi deliri. Discreto e impassibile come lo \u00e8 stato per tutta questa lunghissima giornata di Alpinismo Molotov, nel condurre la testa della \u201cspedizione\u201d a ritmi da <i>trail-running<\/i> assieme ai due di Spinta dal Bass, nell&#8217;andare a recuperare Wu Ming 1 infondendogli l&#8217;energia e la motivazione necessaria per completare gli ultimi metri, magari facendogli da controcanto nella canzone finale, definitiva&#8230;<br \/>\nStiamo facendo ritorno a Brescia, Mr Mills guida l&#8217;auto, stoico e generoso. Non \u00e8 facile, dopo 1350 metri in su e poi in gi\u00f9&#8230; perdipi\u00f9 senza allenamento. Siamo la sezione \u201corientale\u201d della prima spedizione di Alpinismo Molotov sulla vetta del Rocciamelone, 3.538 metri. In verit\u00e0 io sono l&#8217;unico vero orientalista, i miei compagni di macchina bresciani dubito si riconoscano in questo punto cardinale. Io invece vengo addirittura dall&#8217;aldil\u00e0 dell&#8217;Adriatico, un figlio illegittimo dell&#8217;irredentismo italiano, mio padre era persino un esule istriano, figuriamoci.<br \/>\nHo attraversato la pianura padana fino a Brescia, usando solo treni regionali e autobus urbani; fino a pochi anni fa un viaggio ordinario, ora \u00e8 qualcosa di paragonabile alla traversata dell&#8217;oceano sul Kon-Tiki&#8230; ma no, non potevo proprio dare i miei spicci alla Bestia, l&#8217;alta velocit\u00e0, in nome del quale si vorrebbe perforare la Valle di cui mi appresto a conoscere la resistenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_18366\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18366\" class=\"size-full wp-image-18366\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/oriente-occidente.png\" alt=\"Da Oriente a Occidente: due diversi Nord, due estremi dell'arco alpino, due diverse tradizioni alpinistiche.\" width=\"500\" height=\"248\" \/><p id=\"caption-attachment-18366\" class=\"wp-caption-text\">Da Oriente a Occidente. Due diversi Nord, due estremi dell&#8217;arco alpino, due diverse tradizioni dell&#8217;andare in montagna.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Nelle mail che ci siamo scambiati nei giorni precedenti, mentre Vecio Baeordo si dava da fare ad organizzare, si \u00e8 ipotizzato di improvvisare un reading in vetta e l\u00ec per l\u00ec, ho promesso che mi sarei portato l&#8217;ukulele e che ne avrei cantate un paio delle mie. Poi invece le previsioni gufavano lo zero termico a 3200 e nuvole e pioggia e ho optato per lasciare a casa il mio strumentino e selezionare una lettura idonea. Ci ho pensato poco, sapevo gi\u00e0.<br \/>\n<i>The Telling <\/i>(orridamente tradotto <i>La salvezza di Aka<\/i> in italiano) \u00e8 uno dei romanzi del Ciclo dell&#8217;Ekumene di <strong>Ursula K. Le Guin<\/strong>. Sul pianeta Aka una dittatura liberista sta provando a spazzar via una filosofia tradizionale che ha fra le sue pratiche principali la Narrazione. Il tempio pi\u00f9 importante di tale culto \u00e8 la biblioteca che conserva gli scritti sopravvissuti al rogo, hanno sede su un monte accessibile solo d&#8217;estate. \u00c8 il Monte Silong.<br \/>\nIo il Monte Silong l&#8217;ho sempre immaginato con le fattezze del Rocciamelone. Altre due cose accomunano le due montagne, quella terrestre e quella akana: entrambe sono meta di pellegrinaggi ed entrambe sono custodi di storie importanti. Sul Rocciamelone, per dire, qualcuno pone l&#8217;inizio della storia dell&#8217;alpinismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.\u00a0<\/strong> Poco tempo fa ho iniziato ad andare sui monti pi\u00f9 vicini a me, vicini geograficamente e relativamente alla mia condizione di principiante. Non che prima non avessi mai frequentato l&#8217;ambiente di montagna: piccole escursioni le ho fatte gi\u00e0 da piccolo, e parecchie volte sono venuto in Val Susa. Ma da qualche mese vado sulle Alpi Liguri e salgo fino alle non elevatissime vette, cosa prima mai fatta. Non saprei dire il perch\u00e9 a un tratto ci\u00f2 sia successo. Forse ha contribuito anche la \u201cbomba a scoppio ritardato\u201d (per usare le parole di Roberto) della lettura di <em>Point Lenana<\/em>?<br \/>\nIn <em>Point Lenana<\/em> tutto \u00e8 messo in gioco e in pieno \u00abstile Wu Ming\u00bb si rinuncia alle difese, alle posizioni sicure del saggista e del narratore, si attraversano i tratti esposti che le uniscono. Ci spiegano com&#8217;\u00e8 la letteratura di montagna e poi ne aggiungono di nuova dello stesso tipo, che proprio per questo non \u00e8 pi\u00f9, ma pure \u00e8 ancora, la stessa. E prima di raccontare lo fanno anche. Ci sono almeno tre livelli che si intrecciano continuamente: il ragionamento sulla letteratura di montagna, la letteratura di montagna, e la pratica alpinistica (questo ovviamente per restare in topic, ma PL \u00e8 anche altro, storiografia, non-romanzo storico, biografia&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> La montagna l&#8217;ho detestata a lungo io, visceralmente. Intorno ai vent&#8217;anni avevo un monologo, <i>Montagna Democratica.<\/i> Raccontava di una auspicabile formazione politica che avrebbe finalmente reso le montagne accessibili a tutti. Vado a memoria, faceva pi\u00f9 o meno cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00ab[\u2026] La prima cosa \u00e8 spianare, perch\u00e9 la salita \u00e8 dura.<br \/>\nNon dico a piedi o in bicicletta.<br \/>\nAnche in macchina.<br \/>\nUna mia cugina ha fatto la cresima al Santuario del Selvaggio, sopra Giaveno.<br \/>\nIo ogni due tornanti vomitavo.<br \/>\nAl dodicesimo tornante la portiera era mimetica, sembrava una Uno dell&#8217;esercito.<br \/>\n[\u2026] La seconda cosa \u00e8 le attrattive.<br \/>\nCio\u00e8, una volta che sei su un prato di montagna, che cazzo fai?<br \/>\nGiochi a frisbee con le buse delle vacche?<br \/>\nA rischio di andartene gi\u00f9 in uno sbalanco mentre cerchi di acchiappare la busa al volo?<br \/>\n[\u2026] La montagna per viverla pienamente bisogna attrezzarla:<br \/>\ncinema, sale da ballo e soprattutto centri commerciali.<br \/>\n[\u2026] Sai che fico andare al centro commerciale in ovovia?\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevo quel pezzo con la ferocia, la stessa di quando sedicenne, il microfono fra le fauci, giocavo a fare <strong>Zazzo Sassola<\/strong> su qualche palco di provincia. Ma delle istanze ambientaliste, che nel pezzo indubbiamente c&#8217;erano, non me ne fregava una beneamata.<br \/>\n\u00c8 una cosa piuttosto brutta da scrivere, lo so.<br \/>\nPer me <i>Montagna Democratica<\/i> era uno sganassone in faccia ai miei amici, quelli che il luned\u00ec avevano la faccia rossa di sole e le gambe di pasta frolla e sorrisi beati e che si lanciavano in resoconti entusiastici delle loro ascensioni. A me mi facevano salire l&#8217;odio, volevo fargli male. Perch\u00e9? Perch\u00e9 a me, che mai l&#8217;avevo fatto, pareva inconcepibile che grondare sudore e bestemmie sfacchinando su un pendio potesse dar piacere. Mi pareva che lo facessero per posa.<br \/>\nAnche gli scout: io li odiavo. Non tanto per la gerarchia interna, la messa obbligatoria, il bagno di buoni sentimenti, ma perch\u00e9 questi scarpinavano con le braghe corte e sembravano felici di farlo. Una balordata bella e buona, eh? Ma se manca questa confessione, con che coraggio scrivo di montagna?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Non conosco quasi nulla della letteratura di montagna e ho praticato poco la montagna stessa. Inizio da qui, con parole non mie, il mio strambo e incongruente <i>r\u00e9cit<\/i>, dalla spiegazione da pag. 66 di PL di cos&#8217;\u00e8 un <em>r\u00e9cit d&#8217;ascension<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00ab\u00e8 un m\u00e9lange di racconto di viaggio e cronaca sportiva, osservazione naturalistica e prosa poetica. Quella \u00abdi montagna\u00bb \u00e8 una letteratura testimoniale, fatta di esperienza diretta. Novantanove volte su cento, lo scrittore di montagna \u00e8 un alpinista e racconta di luoghi in cui \u00e8 stato.<br \/>\n[&#8230;] Per capire questa corrispondenza fra azione e scrittura, bisogna tener conto che l\u2019alpinismo si svolge in un\u2019intersezione: presenta caratteristiche tipiche degli sport, ma molti suoi praticanti rifiutano con sdegno di considerarlo un\u2019attivit\u00e0 sportiva, n\u00e9 si definirebbero mai atleti. Lo ritengono pi\u00f9 affine a un\u2019arte, come la danza, oppure lo vivono come disciplina spirituale, stile di vita ecologico, attivit\u00e0 esplorativa.<br \/>\nPotremmo cavarcela a buon mercato dicendo che l\u2019alpinismo \u00e8 anche uno sport ma non solo, e il suo parziale &#8220;essere altro&#8221; lo rende l\u2019unico sport in cui la scrittura fa parte della performance, ha un ruolo essenziale.<br \/>\nLe scalate avvengono lontano dal &#8220;consorzio civile&#8221;. Scriverne ex post \u00e8 il modo di farle esistere agli occhi altrui. Si comincia scrivendo due-tre frasi sul libro di vetta e si prosegue scrivendo un articolo, una relazione, un raccontino [&#8230;]<br \/>\nSin dagli albori dell\u2019alpinismo, dunque, il resoconto \u00e8 stato parte dell\u2019impresa. Ma dire questo \u00e8 ancora poco: senza il resoconto, non solo non esisterebbe l\u2019alpinismo, ma non esisterebbe nemmeno la montagna, intesa come costruzione culturale, mito che sempre si narra e sempre affascina. Sono stati i racconti di esploratori e alpinisti a creare la montagna quale oggi la conosciamo e a trasformare l\u2019atto di scalarla in un\u2019impresa che si inserisce in una tradizione.\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>In particolare mi \u00e8 capitato di ripensare a quanto segue:<\/p>\n<blockquote><p><i>\u00ab<\/i><i>Il racconto di montagna \u00e8 anche &#8220;autoanalisi&#8221;.<br \/>\nCome ha spiegato Marco Albino Ferrari, l\u2019alpinista scrive nel tentativo di spiegare (e spiegarsi) &#8220;i motivi di fondo che spingono un individuo a sfidare il vuoto; il perch\u00e9 di un\u2019attivit\u00e0 per certi versi perversa, insensata, folle. A che scopo si scala una parete rischiando la vita? Qual \u00e8 il motivo per cui si va a patire freddo, disagi, intemperie, fatiche inumane? Il racconto di alpinismo arriva cos\u00ec a scavare nei momenti a margine dell\u2019azione, quando ancora si medita se partire, quando la molla si sta caricando e ci si prepara a mettersi in marcia, magari sfilando davanti agli occhi incuriositi di chi assiste seduto su un prato&#8221;.<br \/>\nNell\u2019Italia degli anni Settanta, nei testi di Gian Piero Motti e del movimento del Nuovo Mattino, quest\u2019ultima motivazione si fa predominante e d\u00e0 vita a testi complessi, lacerati, veri e propri \u00abesami di coscienza\u00bb. In queste sedute di autocritica e autocoscienza, l\u2019appassionato di montagna si definisce \u00abfallito\u00bb, \u00abdrogato\u00bb, addirittura \u00abasociale\u00bb, per poi volgersi alla ricerca di una pratica alpinistica pi\u00f9 umana e consapevole della societ\u00e0 che la circonda.<br \/>\nMentre arrancavo per il massiccio del Kenya, negli ultimi giorni del <\/i><i>gennaio 2010, molte di queste cose ancora non le sapevo [&#8230;]<\/i><i>\u00bb<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver riportato le \u201cdomande comuni\u201d a molta della &#8220;autoanalisi letteraria di montagna&#8221;, <em>Point Lenana<\/em> sembra anche dare la <i>propria<\/i> risposta, subito dopo la vetta e il rendersi conto d&#8217;essere stati \u00ablass\u00f9, proprio in cima\u00bb, ed \u00e8 per me una risposta contemporaneamente cos\u00ec terrena, materialista, anti-idealistica e poetica, da concedermi l&#8217;uso dell&#8217;aggettivo difficile, umana. Oggi questa risposta apre il reading <em>Emilio Comici Blues<\/em>.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table style=\"text-align: left; width: 95%;\" border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"vertical-align: middle; text-align: center; background-color: #eeeeee; width: 500px;\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/WM1_Funambolique_Cadere_in_alto_BZ23052014.mp3\"><strong>Wu Ming 1 &amp; Funambolique &#8211; <em>Cadere in alto \/ Val Rosandra<\/em><\/strong><\/a><br \/>\nWu Ming 1 &amp; Funambolique &#8211; <em>Cadere in alto \/ Val Rosandra<br \/>\n<\/em>Apertura della suite <em>Emilio Comici Blues<\/em><br \/>\nLive al Teatro Rainerum, Festival del Camminare di Bolzano,<br \/>\n23 maggio 2014. Durata: 12 minuti<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nFS.<\/strong> La faccio breve: una volta la mia fidanzata \u00e8 riuscita a convincermi ad andarci, in montagna. Ha la testa pi\u00f9 dura della mia, e non \u00e8 poco. Potevo avere ventitr\u00e9 o ventiquattro anni. Salimmo al Colle di Valdobbia (2480 mt). La famiglia della mia fidanzata \u00e8 valsesiana, ma lei mi port\u00f2 l\u00ec per via di <a href=\"http:\/\/www.ospiziosottile.com\">una coincidenza onomastica<\/a> che mi metteva in stretta relazione con la valle e il rifugio.<br \/>\nFui uno strazio. Salivo coi sandali da trekking. Le suole, ovvio, fino a quel momento le avevo consumate solo su asfalto: &#8211; Figurati se mi sputtano 50 euri per gli scarponi!<br \/>\nE mai un secondo attento, mai un minuto zitto: sempre avanti a improvvisare nuove battute sceme per <i>Montagna Democratica<\/i>.<br \/>\nPoi il muro, la pietraia e finalmente una sana afasia.<br \/>\nA lei, santa donna, l&#8217;ho confessato anni dopo. Il salire e scendere su quei blocchi di roccia, che parevano presi da un quadro di Savinio e sbriciolati l\u00ec come biscotti, mi ha sconvolto i sensi e immerso il cervello in una miscela di emozioni del tutto nuova. Un po&#8217; quel senso di vertigine che si prova a leggere quei romanzi sci-fi ambientati nella preistoria, per\u00f2 centuplicato.<br \/>\nLa potenza del paesaggio (ma chi ha portato quass\u00f9 &#8216;sti macigni?), la fatica (non guardare in alto, non pensare alla meta, fai solo ancora un passo e ancora solo un altro), il senso ipnotico del respiro che satura le orecchie (e quindi quest&#8217;aria che entra ed esce fa rumore? \u00c8 questo essere vivi?) mi portarono in dono una massima che mi sforzo di tenere sempre presente: l&#8217;equilibrio non \u00e8 un concetto statico, vuoi stare in equilibrio? Attivati per farlo.<strong><br \/>\n<\/strong>Faccio sempre l&#8217;esempio del funambolo: un acrobata non \u00e8 mai davvero fermo, nemmeno per un istante, il suo corpo \u00e8 sempre alla ricerca dell&#8217;equilibrio, \u00e8 evidente.<br \/>\nIo l&#8217;ho capito scendendo in pietraia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/B2Yb3pCyEhk?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/B2Yb3pCyEhk?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, bench\u00e9 in maniera tutt&#8217;altro che repentina, e facendo sudare almeno altre sette camicie alla suddetta fidanzata, ho cominciato ad andare in montagna, persino di mia iniziativa. E soprattutto ho cominciato a interessarmi alle montagne, almeno a quelle vicino casa.<br \/>\nNelle giornate terse di gennaio e febbraio, quando si vede l&#8217;arco alpino dalle marittime fin oltre il massiccio del Rosa, gioco a dare i nomi alle vette, riconoscere quelle su cui sono stato, ricordarne sentieri, peculiarit\u00e0, storie.<br \/>\nCredo, insomma, di essere stato contagiato da quello che Felice Benuzzi chiama il bacillo dei sassi.<br \/>\nL&#8217;anno passato poi la situazione mi \u00e8 un po&#8217; sfuggita di mano: con altri due scoppiati ho fatto <a href=\"http:\/\/filosottile.noblogs.org\/post\/2013\/07\/17\/il-giro-dellorsiera-la-pos-in-cammino\/\">il Cantagiro dell&#8217;Orsiera<\/a>, un trekking di sei giorni e cinque concerti sul massiccio Orsiera-Rocciavr\u00e8. Quando l&#8217;ho annunciato, dei miei amici non ci credeva nessuno.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">12 luglio 2014<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> Dovevamo essere in quindici, e plurigender, poi siamo diventati tredici e tutti maschi. Visto il ruolo organizzativo del Vecio &#8211; e pure il fatto che all&#8217;anagrafe si chiama Natale &#8211; abbiamo cominciato a parlare de\u00a0\u00abIl Vecio e i dodici apostoli\u00bb. Che la salita sarebbe stata un calvario l&#8217;abbiamo messo in conto subito, visto lo scarso allenamento di quasi tutti. \u00abSolo che stavolta gli apostoli ci saranno, e quando il gallo avr\u00e0 cantato tre volte, saremo ancora tutti col Vecio\u00bb, ho scritto nella mailing list. \u00abSignur, l&#8217;ascensione non \u00e8 ancora iniziata e siamo gi\u00e0 in piena fase mistica\u00bb, ha commentato Maurizio.<br \/>\nDopo altri due forfait, siamo rimasti in undici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Entrati in Valle ci saluta il monte Musin\u00e8: il messaggio TAV = MAFIE si sdraia libero e adamantino su un fianco, nessuna forza del disordine sembra preoccuparsi di avventurarsi l\u00e0 per spegnere la serena equazione, segno di giustezza e consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18356\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/musine.jpg\" alt=\"musine\" width=\"500\" height=\"357\" \/><strong><br \/>\nFS.<\/strong> Ci siamo trovati a Bussoleno, nella piazzetta del mulino, dove Rita della Libreria \u00abLa Citt\u00e0 del Sole\u00bb aveva organizzato una presentazione dell&#8217;<i>Armata<\/i>.<br \/>\nLa banda sciamannata \u00e8 composta da due guaglioni di Spinta dal Bass, <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=14389\">quelli di <i>Nemico pubblico<\/i><\/a> per intenderci, compagine No Tav che svolge un lavoro fra i pi\u00f9 originali qui in valle. Con Maurizio e Simone ci siamo gi\u00e0 incrociati qualche volta e spesso con lo zampino di Wu Ming 1 e Wu Ming 2.<br \/>\nPoi ci sono i Giapster piemontesi: Yamunin, Diserzione, Marcobabouche e VecioBaeordo. Con loro e altri ho spesso marciato alle manifestazioni No Tav.<br \/>\nE poi c&#8217;\u00e8 una delegazione Nord-Nord Est che comprende Lo.Fi., Mr Mills e Vito66. Gente che ho letto su Giap, su Twitter e via mail, ma che vedo per la prima volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MrM.<\/strong> Arriviamo da oriente, in tre, un po\u2019 storditi e mentre aspettiamo che inizi la presentazione de <i>L\u2019Armata dei Sonnambuli<\/i> \u2013 il nostro <i>meeting point<\/i> \u2013 con mezza birra ci sentiamo gi\u00e0 ubriachi. I giorni precedenti uno scambio di e-mail ci ha caricato: la situazione meteo verificata giorno dopo giorno, la neve che forse \u00e8 rimasta sull\u2019ultimo tratto, ch\u00e9 questo inverno sulle Alpi ne \u00e8 scesa tanta; la salita, chiss\u00e0 come sar\u00e0, l\u2019allenamento \u2013 o meglio, il <i>non-allenamento<\/i> \u2013 quanto render\u00e0; \u201csputeremo l\u2019anima\u201d ci siamo scritti, in ogni caso sputeremo l\u2019anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Ci si incontra, riunisce, compatta a Bussoleno, si ascolta il mondo arbaltarsi dalla voce di Wu Ming 1, si infila un dito in culo a tutti i prevaricatori di tutti i mondi seguendo mago Tomatis, infine si ride perch\u00e9 riprendersi la parola e i gesti fa bene ad ogni latitudine, ora del giorno, in qualsiasi contesto.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>A Bussoleno inizia la presentazione de L&#8217;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/ArmataDeiSonnambuli?src=hash\">#ArmataDeiSonnambuli<\/a> di <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/R7FjiB5qFA\">pic.twitter.com\/R7FjiB5qFA<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Mariano Tomatis (@marianotomatis) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/marianotomatis\/statuses\/487986955423350784\">July 12, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MrM.<\/strong> A Bussoleno ci carichiamo di energia stringendo mani, associando nomi \u2013 e nickname \u2013 a volti: la corporalit\u00e0 delle relazioni forgia una catena, il fluido inizia a scorrervi veloce con qualche esercizio del <i>Laboratorio di Magnetismo Rivoluzionario<\/i> tenuto da <strong>Mariano Tomatis<\/strong>, che non si aggregher\u00e0 alla nostra \u201cbanda di scoppiati\u201d, anche se pi\u00f9 di uno di noi potr\u00e0 giurare d\u2019averlo visto il giorno dopo comparire sulla vetta, forse perch\u00e9 spesso evocato durante l\u2019inerpicarsi lungo il sentiero. A cena un ultimo ingrediente magico: funghi porcini per cena, certi che la magia della scoperta bramata dai cercatori di funghi ci contager\u00e0 predisponendoci allo stupore.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Wu Ming 1 \u00e8 in gran forma e la presentazione \u00e8 lucida e pirotecnica. C&#8217;\u00e8 anche il tempo di un intervento di Mariano, che per l&#8217;occasione tira fuori un nuovo delizioso esperimento di magnetismo rivoluzionario: <a href=\"http:\/\/www.marianotomatis.it\/blog.php?post=blog\/20140727\">\u00abNina, la corsa a zig-zag e il movimento No Tav\u00bb<\/a>. Poi si va a cena alla Credenza, e mentre funghi cucinati nelle maniere pi\u00f9 disparate si avvicendano nei piatti, parole, discorsi, riflessioni, confronti, boutade vanno a tessere relazioni fra i commensali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> A cena ci sono altri giapster, come Davide Gastaldo. Doveva essere della partita pure lui, insieme al fratello Roberto, poi hanno dato forfait. Ci saranno altre occasioni. Parliamo di un sacco di cose, a un certo punto parte un dibattito sull&#8217;approvazione dell&#8217;omicidio Matteotti da parte di Pirandello, poi un altro sull&#8217;appoggio di Borges alla dittatura di Pinochet. Io cito la cosa pi\u00f9 sensata che ho mai letto al riguardo, si trova nel saggio <em>La situazione dell&#8217;intellettuale in America latina<\/em> (1978), del grande poeta uruguayano <strong>Mario Benedetti<\/strong> (sottolineatura mia):<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon si tratta di proclamare la non validit\u00e0 dell&#8217;opera di Borges prendendo come base le sue abiezioni politiche. Tale atteggiamento sarebbe di una totale stupidit\u00e0. Credo, invece, che Borges abbia gi\u00e0 conquistato due posti d&#8217;eccezione: il primo in qualunque esigente storia della letteratura, l&#8217;altro (per usare la sua terminologia) nella &#8220;storia universale dell&#8217;infamia&#8221;. <span style=\"text-decoration: underline;\">Far\u00f2 sempre tutto il possibile perch\u00e9 la seconda considerazione non invalidi la prima, ma far\u00f2 anche ogni sforzo perch\u00e9 la prima non giustifichi la seconda.<\/span>\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Irresponsabili che siamo, cerchiamo di persuadere Mariano a venire con noi. &#8211; Tanto, &#8211; gli dice qualcuno &#8211; puoi smaterializzarti al rifugio e riapparire direttamente in vetta!<br \/>\nA proposito di magie, stanotte c&#8217;\u00e8 pure la &#8220;superluna&#8221;: piena, vicinissima (a soli 364.000 chilometri dalla Terra) e pi\u00f9 luminosa dell&#8217;usuale.<br \/>\nParleremo con la superluna come una cordata di undici Gianni Togni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Sotto un acquazzone mica da ridere si va su al rifugio il Truc di Mompantero. Sono le 23 e abbiamo prenotato la colazione per le 5,15. Buonanotte e sogni d&#8217;oro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MrM. <\/strong>Per la notte ci portiamo con le auto in quota, la strada buia sale a serpentina sul fianco della montagna: arrivati al rifugio scarichiamo gli zaini sotto la pioggia, dopo dieci minuti ci troviamo all\u2019esterno del rifugio a mirare una luna tonda come una toma di formaggio piemontese. Buona notte, carichiamo le batterie e non ci sar\u00e0 pioggia di meteore capace di fermarci domattina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Il rifugio sul Rocciamelone \u00e8 illuminato da una luna enorme, il cielo \u00e8 limpido e speriamo tutti che domani non piova. Rapidi occupiamo le stanze, stendiamo i sacchi a pelo su letti con materassi sfondati.<br \/>\nPrima di salutarci fumiamo nell\u2019aria fredda scrutando il cielo, la luna enorme e qualcuno indica la costellazione del cigno. Le montagne si stagliano nette nel buio. C\u2019\u00e8 che dice di non aver mai respirato un\u2019aria cos\u00ec limpida.<br \/>\nSensazioni, parole e sbuffi di fumo.<br \/>\nRientriamo, l\u2019aria \u00e8 pungente, e in poco tempo siamo tutti nei sacchi a pelo a tentare di dormire qualche ora prima della salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Ricordi sparsi mi mulinano nelle tempie, squarci di cielo e montagne innevate, spezzoni di dialoghi improbabili:<br \/>\n&#8211; Potrei fotografarti e inviare su twitter scrivendo: &#8220;ecco Spinta dal Bass in pigiama&#8221;.<br \/>\n&#8211; Mi sa che hai confuso Tifiamo Asteroide con Tifiamo Meteorismo.<\/p>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/primadellalba.jpg\" alt=\"Prima dell'Alba. Dal rifugio Truc, Rocciamelone.\" width=\"500\" height=\"280\" \/><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Comincia l\u2019arrampicata sabato 12, all\u2019inizio meccanica, fino al Truc (il trucco ce l\u2019han fatto a noi stavolta, ma noi siamo fiammiferi, non ci fregate pi\u00f9&#8230;), ci si divide per imperare l\u2019indomani mattina, dopo una notte breve senza stelle, stelle che per\u00f2 ci salutano appena alzati. 5:15 colazione, si arriva a scaglioni ma non soli, la compagnia regge e si consolida.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">13 luglio 2014, \u00abverso su\u00bb<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> La notte trascorre insonne per qualcuno e scomoda per qualcun altro. C\u2019\u00e8 chi riesce a dormire malamente e chi sprofonda in un sonno di pietra. La sveglia suona alle cinque, ci tiriamo su e si fa la fila per usare i bagni. Ognuno con i suoi tempi rimette a posto la propria roba. Alcuni telefoni hanno la batteria scarica, serviranno?<br \/>\nLa colazione ci aspetta nel locale al pian terreno, il cielo \u00e8 sgombro di nuvole e il morale \u00e8 altro nonostante il sonno. Pane, caff\u00e8, burro e marmellata.<br \/>\n&#8211; Devo stare attento, ho il polistirolo.<br \/>\n&#8211; Smaltiremo tutto.<br \/>\n&#8211; Sicuro che smaltiremo.<br \/>\n&#8211; Ragazzi si sta facendo tardi.<br \/>\n&#8211; Un altro caff\u00e8, boia faus.<br \/>\nRiempiamo i termos con acqua calda e ficchiamo dentro una bustina di the, avremo bisogno in cima di qualcosa di caldo. Anche tiepido andr\u00e0 bene.<br \/>\nPaghiamo il conto e ci ficchiamo in auto, siamo in ritardo di mezz\u2019ora sulla tabella di marcia.<br \/>\n&#8211; Avremmo fatto meglio a partire prima, dioc\u00e0n.<br \/>\n&#8211; Andr\u00e0 bene, scaladd\u00eco.<br \/>\n&#8211; \u2018Speruma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Durante le recenti salite sulle Alpi Liguri, non avevo ancora iniziato l&#8217;\u201cautoanalisi alpina\u201d. \u00abTempo rubato al dover vivere\u00bb mi era finora pi\u00f9 che bastato come furto-di-spiegazione. Quello, e il senso di origine, apparente.<br \/>\nAncora era cos\u00ec il mattino stesso quando ci siamo alzati al Truc, che ancora doveva albeggiare. \u00c8 uno dei momenti in cui pi\u00f9 mi piace la montagna, perch\u00e9 pi\u00f9 mi colpisce il senso di origine apparente delle cose. Non solo per le linee del giorno e della notte (i raggi che raggiungono prima alcune cime) m a pure per i fiumi e i loro bacini, per la terra stessa che qui sembra nascere dalla roccia che si sgretola.<br \/>\nMa proprio salendo, e poi scendendo, e riflettendo, ho cominciato a trovare perlomeno semplificatorio limitarsi a contemplare l&#8217;apparizione di queste origini, e necessario indagarla, pena il farne un&#8217;apparenza. Quando \u00e8 accaduta, anzi, quando \u00e8 iniziata ad accadere la percezione di questa necessit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Pochi minuti di auto e siamo in vista del rifugio La Riposa, una catena chiude la strada, siamo intorno ai 2000m. Parcheggiamo le auto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 pochissimo campo per i telefoni cellulari, c\u2019\u00e8 chi bestemmia e chi li spegne del tutto e li ficca in una tasca. Pochi metri pi\u00f9 in la mucche pascolano tranquille.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Dopo una colazione alquanto deludente, ci suddividiamo nelle auto e puntiamo a La Riposa (2200 m.), cinquecento metri pi\u00f9 in alto.<br \/>\nTroviamo gi\u00e0 delle auto parcheggiate sulla carrozzabile. Non saremo i soli a salire.<br \/>\nComunque, smontiamo, ci allacciamo gli scarponi, partiamo e nel giro di due tornanti siamo gi\u00e0 belli sfilacciati. Io sto nel gruppo di testa con Simone, Maurizio e Vito66.<br \/>\nLoro sono molto tonici e io ho quasi il loro passo. Quando cammino in montagna, se vado troppo lento, mi stanco in fretta e mi viene una gran voglia di sedermi. Comunque, non \u00e8 solo il passo a segnare le distanze, questo gruppo \u00e8 animato dalla speranza di bruciare sul tempo le nuvole e poter godere della vista dalla vetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> I tasselli via via si radunano, si incastrano ed ecco materializzarsi nella mia mente il Rocciamelone all&#8217;alba e i #MagnificiUndici che vi si incamminano, capitanati da Vecio Baeordo (che \u201cvecio\u201d non lo \u00e8 per niente) che rimane dietro con Wu Ming 1.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> i ribelli della Montagna au depart.. <a href=\"http:\/\/t.co\/dWHLmxVNXA\">pic.twitter.com\/dWHLmxVNXA<\/a><\/p>\n<p>\u2014 marco garbaccio (@marcobabouche) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/marcobabouche\/statuses\/488729192662831104\">July 14, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Ore 6, all\u2019incirca, si sale fino alla Riposa, un rifugio chiuso, anzi aperto, no no chiuso, aprir\u00e0 il 17 luglio. Tante grazie, farete affaroni per le prossime tre settimane. Le macchine stan qua, sono state in marcia per poco, noi ci muoviamo per spendere tutta la giornata sul Rocciamelone, anche se non lo sappiamo ancora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Attacchiamo il sentiero, tracciato sui massi con linee di vernice bianca e rossa, e dopo pochi minuti ci si divide in due squadre, il gruppo di testa macina metri su metri, quello di coda metri e parole. Lo sguardo spazia gi\u00e0 intorno, la luce conquista metri e il ghiaccio ne riflette i raggi. Il Rocciamelone \u00e8 tutto una salita netta. Un invito all\u2019altezza, c\u2019\u00e8 chi la prende cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Di tanto in tanto ci fermiamo per non distaccare troppo gli altri e approfittiamo delle soste per cercare con lo sguardo la vista (per me del tutto inedita da questa prospettiva) del cantiere TAV della Maddalena. Si vede bene: \u00e8 una ferita in cemento giusto sotto i piloni dell&#8217;autostrada. Maurizio prova a riderci su: &#8211; Magari una sera i fuochi d&#8217;artificio in Clarea veniamo a vederli da qui!<br \/>\nGiungiamo a un bivio: due cartelli, quello a sinistra dice <i>corto<\/i>, quello a destra dice <i>lungo<\/i>. Corto in montagna significa solo pi\u00f9 ripido. L\u00ec di nuovo ci fermiamo ad aspettare. Volgendo lo sguardo a Sud ho un sussulto: &#8211; Ehi, quello \u00e8 il Monviso!<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>Guarda..laggi\u00f9 il Monviso.. Ma com&#8217;\u00e8? Assomiglia al Monte Kenya, ma lo batte&#8230; <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/NkbFngMirN\">pic.twitter.com\/NkbFngMirN<\/a>\u2014 marco garbaccio (@marcobabouche) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/marcobabouche\/statuses\/489274631946534912\">July 16, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> I metri fra i due gruppi aumentano, la voce fa da ponte tra i due. Ci sono diverse velocit\u00e0 e relative lentezze.<br \/>\n&#8211; Quanto parlano laggi\u00f9? Chiede qualcuno.<br \/>\nFacciamo conoscenza attraverso il cammino, grazie alla condivisione dello stesso sentiero e un passo alla volta si va su. Sar\u00e0 la montagna, sar\u00e0 la consapevolezza di condividere un ideale, si ha la sensazione di conoscersi da tempo.<br \/>\nDi passo in passo si parla di montagne e rivoluzione, materialismo e narrazione.<br \/>\nIncontriamo stelle alpine e sono momenti di stupore.<br \/>\n&#8211; Quota 2600. dice Lo.Fi, poi grida a Wu Ming 1: &#8211; Superiamo quota Mangart!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Li guardo dall&#8217;alto, discutono con ampie gesta delle braccia, ha l&#8217;aria della conferenza. Richiamo la loro attenzione:<br \/>\n&#8211; Ehiii! L\u00ec dove siete ora &#8211; proprio l\u00ec &#8211; \u00e8 la quota del Mangart!<br \/>\n(cazzo di altimetro, da quando ce l&#8217;ho sono affetto da numerologia maniacale).<br \/>\nUn anno prima con WM1 avevamo salito insieme quella vetta delle Alpi Giulie, che al momento rimaneva il suo record di altitudine \u201ceuropeo\u201d. Gi\u00e0 l\u00ec precorrevamo senza saperlo l&#8217;alpinismo molotov: <a href=\"http:\/\/pointlenana.tumblr.com\/post\/58806814677\/mangart-2677-m-91-anni-dopo\">ci eravamo inerpicati su una montagna \u201csolo\u201d per vedere un bagliore<\/a>&#8230; ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia, e come \u00e8 diversa la storia diversa \u00e8 la montagna, tutto un altro pianeta. Qui supereremo il Mangart di quasi mille metri, qui la roccia \u00e8 scura e sbrecciata, un contrasto totale con le bianche pareti di calcare delle Giulie, anche l&#8217;aria \u00e8 diversa, sembra pi\u00f9 leggera, lo dico anche a Spinta dal Bass (2) &#8211; Davvero? &#8211; mi guarda un po&#8217; stranito. Mi sto autosuggestionando? Ancora pi\u00f9 stranito mi guarder\u00e0 mentre mi fotografer\u00f2 l&#8217;altimetro al polso a quota 3344, all&#8217;atto di superare il mio di record: Punta Pen\u00eca sulla Marmolada. Follie da <i>orientalisti<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/Bt0Oamwnzu4?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/Bt0Oamwnzu4?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> \u00c8 che io e il Vecio ce la prendiamo comoda. Uno con l&#8217;ernia, l&#8217;altro con la spalla malconcia, andiamo avanti col passo nostro e di nessun altro, chissenefrega se restiamo indietro, meglio quello che avere il fiatone o peggio, e intanto parliamo, ci raccontiamo storie, ricordiamo passaggi di libri e articoli di Motti&#8230; Ecco, di Motti parliamo molto: del Nuovo Mattino, dell&#8217;alpinismo torinese negli anni Settanta&#8230; Ogni giravolta della conversazione mi fornisce spunti per recensire su <em>Giap<\/em> la riedizione della <em>Storia dell&#8217;alpinismo<\/em> (prima o poi trover\u00f2 il tempo di farlo).\u00a0Natale rievoca le sue esperienze qui in valle, le esplorazioni che ha compiuto negli anni Settanta e Ottanta, con il Gruppo Ricerche Cultura Montana. Scopro che il Vecio \u00e8 anche uno dei collaboratori alla guida escursionistica <a href=\"http:\/\/www.rupestre.net\/items\/valli_moncenisio.html\"><em>Le valli del Moncenisio<\/em><\/a>, sforzo collettivo d&#8217;antan &#8211; e transfrontaliero &#8211; che nella parte storico-archeologico-paesaggistica rimane di grande utilit\u00e0.<br \/>\nA un certo punto parliamo della morte. La morte in montagna. La morte di una persona cara, di un fratello, di un figlio. Come dare una simile notizia a chi rimane?<br \/>\nE a quel punto parliamo di fantasmi.<\/p>\n<div id=\"attachment_18380\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18380\" class=\"size-full wp-image-18380\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/gian-piero-motti.jpg\" alt=\"Gian Piero Motti\" width=\"500\" height=\"698\" \/><p id=\"caption-attachment-18380\" class=\"wp-caption-text\">Gian Piero Motti (1946 &#8211; 1983)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> La punta della piramide fa capolino sopra le montagne dirimpetto. Passano una decina di minuti e altri quattro ci raggiungono, ma di Marcobabouche, VecioBaeordo e Wu Ming 1 non c&#8217;\u00e8 traccia. Si chiacchiera, ci si offre del the, e fioccano i complimenti per Yamunin che alla sua prima ascesa non banfa, non ansima e sembra fresco come una rosa. Poi tutti quanti decidiamo di procedere, giusto sopra di noi c&#8217;\u00e8 una nuvola in stazionamento e fa freddo, ma da l\u00ec, poco pi\u00f9 in alto, vediamo brillare un sole gagliardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Per alcuni ogni passo \u00e8 una vittoria sui propri limiti. Il consiglio che si d\u00e0 al nuovo del gruppo \u00e8 di respirare col naso e fino in fondo. Con calma si arriver\u00e0 in cima.<br \/>\nIl gruppo nel frattempo s\u2019\u00e8 diviso in tre bande di scalatori, ci si ricompatta al bivio in cui scegliamo di prendere il \u201csentiero corto\u201d che taglia quasi in verticale la parete in direzione del rifugio Ca\u2019 D\u2019Asti.<strong><br \/>\n<\/strong>Il rifugio \u00e8 a poco pi\u00f9 che 2800m, la strada \u00e8 ancora lunga e il tempo regge bene. Molte nuvole in basso ma la valle \u00e8 ben visibile. Guardiamo in direzione del cantiere del tunnel geognostico. La linea per il Tav appare limpidamente per l\u2019idiozia che \u00e8. Il paesaggio mostra la cicatrice del cantiere in mezzo al verde dei boschi. C\u2019\u00e8 chi dice che una semplice passeggiata modifica il territorio, che camminare fuori da un sentiero \u00e8 un atto ancora pi\u00f9 incisivo. I lavori del cantiere sono una violenza compiuta in nome di una moribonda idea di progresso.<br \/>\n&#8211; Vediamo quanto reggo senza bestemmiare.<br \/>\n&#8211; Occhio che dopo i 2000m divento agnostico.<br \/>\nRiprendiamo il cammino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong>\u00a0 L&#8217;ascensione ha un che di himalayano, la facciamo tutta d&#8217;un tiro, ma ci sono delle tappe che a posteriori mi verr\u00e0 spontaneo associare ai campi di cui si narra nei resoconti delle imprese in Karakorum&#8230; con le dovute proporzioni, si capisce \u2013 l\u00ec sono punti di pernottamento e magazzini per l&#8217;equipaggiamento, qui saranno punti di sosta e di <i>rendezvous<\/i>.<br \/>\nOgni tappa segna lo spartiacque tra diversi tipi di sentiero e di paesaggio: il Campo Base \u00e8 \u201c<i>La Riposa<\/i>\u201d &#8211; quota 2205, da l\u00ec fino al Rifugio C\u00e0 d&#8217;Asti \u2013 2854 metri \u2013 \u00e8 tutto un pratone piuttosto inclinato ma comodo, rigoglioso di ranuncoli, linarie, arnica, brughi, eriche, stelle alpine. Al Ca&#8217; d&#8217;Asti \u2013 il \u201ccampo 1\u201d &#8211; aspetta il gruppo di testa, filato su a razzo: i due Spinta Dal Bass, Vito66 e Filo Sottile. Il pi\u00f9 sorprendente \u00e8 Yamunin, mai camminato in montagna &#8211; \u201c<i>se non per funghi<\/i>\u201d si schermiva a valle. Alpinista Calabrese della Sila si definiva, sospeso tra orgoglio e ironia, ebbene: \u00e8 l\u00ec, poco dietro il gruppo di testa, che marcia a ritmo serrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Ancora poche svolte e il gruppone di nuovo si smembra.<br \/>\nIl gruppetto di testa una volta giunto al Ca&#8217; d&#8217;Asti (2854 m.) aspetter\u00e0 un buon quarto d&#8217;ora prima di rivedere volti noti. Utilizziamo quel tempo per mangiare, bere e ascoltare un ragazzo che lavora l\u00ec al rifugio dire che su all&#8217;ultimo pezzo c&#8217;\u00e8 neve <i>saponata<\/i> a terra. Dice che si scivola e bisogna fare molta attenzione e poi ci incita ad affrettarci, presto far\u00e0 brutto e su non si vedr\u00e0 una beata mazza. Nell&#8217;attesa, mi metto a scrutare le montagne: a occidente svetta lo Chaberton e, pi\u00f9 a Nord e pi\u00f9 vicino, il gruppo d&#8217;Ambin, ma \u00e8 il massiccio dell&#8217;Orsiera a richiamare la mia attenzione, il cielo \u00e8 terso e lo si vede nitidamente. Si distinguono la Cristalliera, le due vette dell&#8217;Orsiera, il Robinet, il Rocciavr\u00e8. \u00c8 stato il teatro del mio trekking dell&#8217;estate scorsa e guardato da qui mi sembra di riconoscere un vecchio amico.<br \/>\nQuando Diserzione, Mr Mill, Yamunin e Lo-Fi ci raggiungono comunichiamo quanto appreso dal ragazzo del rifugio. Buttiamo gi\u00f9 uno sguardo e vediamo i tre ritardatari molto pi\u00f9 in basso di quanto sperassimo.<br \/>\n&#8211; Di questo passo non arrivano pi\u00f9. &#8211; dice qualcuno.<strong><br \/>\n&#8211; <\/strong>Andiamo o non vediamo niente.<br \/>\nPartiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Primo pezzo, primo obiettivo, il rifugio Ca\u2019 d\u2019Asti. Ci spingiamo per gli ultimi tratti verdeggianti del monte, i valligiani tra noi ci avevano avvisati: Rocciamelone si traduce in niente ombra, niente vegetazione. <i>Nomen Omen<\/i>.<br \/>\nNon solo il rifugio, non solo il venir meno del verde, proprio ai piedi del Ca\u2019 d\u2019Asti sembra farci del cul trombetta uno stambecco (o \u00e8 un camoscio?), si allontana, tutt\u2019altro che allarmato, mentre cerchiamo di afferrarne le forme con quegli oggetti metallici che ormai si estendono perennemente oltre le nostre propaggini, simpatici come un arnese del passato una volta giunti oltre i 2000 metri\u2014per tacere dei 3000. Non \u00e8 solo, lo stambecco-camoscio, cinque o sei altri esemplari stazionano, appena sotto il sentiero tra il rifugio ed il nostro prossimo obiettivo, la croce di ferro (3200 mt. circa, pare).<br \/>\nSiamo un\u2019allegra armata che, adottasse il gergo maccheronico-monicelliano, farebbe un po\u2019 d\u2019ombra a quella del film. Abbiam perso un ukulele durante i preparativi, abbiam guadagnato un <i>Point Lenana<\/i>, qualcuno si \u00e8 coscienziosamente procurato formaggi e pane che poi ha diligentemente (ahem&#8230;) lasciato a fermentare in macchina, abbiam discusso democraticamente tabelle di marcia che abbiamo spedito al diavolo anarchicamente, insomma siamo un corpo e un\u2019anima: un corpo meditabondo e incerto, un\u2019anima indomita e divertita.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p><a href=\"http:\/\/t.co\/LlMEZ8fBrh\">pic.twitter.com\/LlMEZ8fBrh<\/a><\/p>\n<p>\u2014 diserzione (@diserzione) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/diserzione\/statuses\/488437043278909440\">July 13, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Si procede lungo il sentiero a ritmo sostenuto, stiamo per raggiungere il rifugio Ca\u2019 D\u2019Asti e diversi metri sotto di noi vediamo laggi\u00f9 lontano un gruppo di stambecchi impegnato a brucare l\u2019erba, scattiamo le foto di rito e lo sguardo si perde sulle chiazze di neve sui monti intorno.<br \/>\nScattiamo foto a ogni pausa, abbracciamo tutto con lo sguardo ma non possiamo soffermarci troppo e cos\u00ec si rubano scatti, immagini da guardare nei prossimi giorni. Si incide una memoria per poter portare a casa una traccia, un ricordo, e poter dire: eccola qua, \u00e8 anche per questo che siamo andati su, per questa bellezza.<br \/>\nSuperiamo il rifugio (siamo a 2850m), giusto il tempo per un sorso d\u2019acqua, il terreno cambia: lasciamo il verde dei prati e ci inoltriamo lungo la pietraia. La sensazione \u00e8 di essere in un set di fantascienza.<br \/>\nSale la nebbia e un po\u2019 di preoccupazione comincia a serpeggiare: rischiamo di arrivare su e non vedere neppure il panorama. Rischiamo che arrivi la pioggia a complicare le cose. E la lettura? Abbiamo in programma di leggere pagine surrealiste, alcuni passi de <em>L\u2019Armata dei sonnambuli<\/em>, di <em>Point Lenana<\/em> e pure un pezzo della <em>Winterreise<\/em> della Jelinek. Troppe cose.<br \/>\nPerch\u00e9 anche in questa camminata le donne sono fondamentali, troppo testosterone altrimenti. A meno che non si scateni una tempesta si va su, l\u2019omaggio va fatto.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/diserzione\">@diserzione<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/XkPgH8xhdm\">pic.twitter.com\/XkPgH8xhdm<\/a><\/p>\n<p>\u2014 fabio panicco (@fabiopanicco) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/fabiopanicco\/statuses\/488611448634216448\">July 14, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Dal Ca&#8217; d&#8217;Asti alla vetta ci sono meno di 700 metri di dislivello, ma \u00e8 un salitone bello teso. Vito66 mentre siamo l\u00ec che arranchiamo sulle pietre mi dice:<br \/>\n&#8211; Ogni volta che salgo mi chiedo: ma chi me l&#8217;ha fatto fare?<br \/>\nTuttavia giungiamo celermente e abbastanza compatti alla Croce di Ferro (3306 m.), poi attacchiamo l&#8217;ultima erta. Vito66 conduce il gruppo e io cerco di stargli dietro per qualche minuto, ma ha tutto un altro passo e poco a poco si fa sempre pi\u00f9 distante. Inoltre, c&#8217;\u00e8 una brutta sensazione che si fa strada dentro me. La testa comincia a girare e mi pare di stare sul calcinculo. Non mi sento affatto bene.<br \/>\nSar\u00f2 a 3400, mi dico, che faccio? <em>Tuttu u sceccu mi manciai e p&#8217;a cura m&#8217;affucai?<\/em> (trad. dal marsalese: mi sono mangiato un asino intero e mi strozzo con la coda?)<br \/>\nLe gambe ancora reggono, ma sento che se continuo a questo ritmo me ne vado gi\u00f9 come un gavettone sganciato da un balcone. E qua se cadi ti ritrovano a Susa.<br \/>\nPer\u00f2 voglio salirci, non posso mica fare dietrofront. Sono venuto apposta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Il sentiero procede di traverso lungo il fianco della montagna, una lunga salita sempre segnata dalle tacche rosse e bianche preziosissime. La pendenza \u00e8 notevole. Cominciamo a vedere la \u201cfalsa punta\u201d dove c\u2019\u00e8 la croce di ferro. La vetta \u00e8 ancora pi\u00f9 su. Cominciano le svolte e in un punto troviamo un po\u2019 di neve. I pi\u00f9 esperti fra noi seguono e consigliano i novelli scalatori su come \u00e8 meglio posare lo scarpone per evitare di scivolare un bel po\u2019 di metri in gi\u00f9. Il gruppo di testa ingloba i novelli in mezzo, le parole di incoraggiamento per i novelli si susseguono senza posa.<br \/>\nRaggiungiamo la croce di ferro (3300m), ci liberiamo degli zaini e mangiamo qualcosa per riprendere le forze. I bicchieri col the caldo passano di mano in mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Vecio Baeordo, Wu Ming 1 e Babouche non si vedono. Si scruta in alto con apprensione: il cielo fino a quel momento terso si fa opaco sopra la vetta. Decidiamo di partire. Il paesaggio cambia repentinamente: i prati rigogliosi scompaiono, rimangono solo genziane, ambrette striscianti e qualche isolata sassifraga, spuntano gli stambecchi, il sentiero diventa pi\u00f9 deciso. Eppure saliamo leggeri come mai m&#8217;era capitato a 3000 metri sulle Dolomiti.<br \/>\nRaggiungiamo rapidamente il \u201ccampo 2\u201d: la crocetta di ferro a 3306 m. Sebbene tecnicamente i nostri corpi si stiano allontanando dalla Valle, in verit\u00e0 pi\u00f9 saliamo e pi\u00f9 ne veniamo pervasi, la ValSusa e le sue tributarie si spalancano ai nostri occhi. Oltre si stagliano le grandi vette occidentali: a sud le Cozie con il Monviso che troneggia oltre l&#8217;Orsiera (\u201c<i>ha qualcosa del Mangart, ma lo batte<\/i>\u201d&#8230;), a nord le Graie&#8230; dalla vetta si dovrebbe vedere il Monte Bianco ci dice Spinta dal Bass 2, ma proprio a nord si concentrer\u00e0 la perturbazione. A ovest si scorgono le bianche vette francesi, le Alpi del Delfinato, il Barre des \u00c9crins? Il Pelvoux? I nomi me li dir\u00e0 dopo Vecio Baeordo, per il momento per me sono lontane vette misteriose rivestite di ghiacciai che baluginano all&#8217;orrizzonte. \u201c<i>L&#8217;altitudine, a queste quote, non fa molta differenza<\/i>\u201d mi dir\u00e0 anche il \u201cVecio\u201d, e fino alla croce di ferro sono concorde. Poi, superati i 3400 un tenue capogiro s&#8217;insinua subdolamente nelle mie meningi, ogni passo si fa pi\u00f9 pesante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Mi fermo accucciato alla roccia e lascio che gli altri sei compagni di marcia mi sfilino davanti. L&#8217;ultimo, Maurizio, che \u00e8 una persona estremamente accudente, mi chiede se sto bene.<br \/>\n&#8211; Mi gira la testa, ma sto bene.<br \/>\n&#8211; Te la senti di salire?<br \/>\n&#8211; Me la sento, ma ho bisogno di rallentare il passo.<br \/>\n&#8211; Va bene, vieni su tranquillo.<br \/>\nDopo un po&#8217; mi alzo e ricomincio a camminare. Ogni tre o quattro passi mi fermo e cerco di respirare lento e profondo e poi riprendo.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec che ho scoperto che soffro il mal di montagna. Il giorno dopo, al telefono, la mia compagna che \u00e8 in Val Sesia mi riserver\u00e0 una bella lavata di capo:<br \/>\n&#8211; Sei stato un incosciente, mi hanno detto che quando cominci a star male se continui a salire puoi sanguinare dalle orecchie e dal naso&#8230;<br \/>\n&#8211; Se \u00e8 per questo, in <em>Point Lenana<\/em> Wu Ming 1 parla di edema cerebrale e se ricordo bene di una sindrome potenzialmente mortale&#8230;<br \/>\n&#8211; Appunto!<br \/>\n&#8211; Ma sono qui a raccontarlo, \u00e8 andato tutto bene.<br \/>\nLa semplicit\u00e0 e la bellezza del senno di poi. Mentre salivo ero pi\u00f9 dubbioso, e il fatto che mi fosse venuto naturale canticchiarmi in testa \u00ab<em>passo dopo passo so che ti raggiunger\u00f2<\/em>\u00bb, che a me \u00e8 sempre sembrato fosse una canzone sulla morte, non mi rendeva pi\u00f9 tranquillo.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table style=\"text-align: left; width: 95%;\" border=\"0\" cellspacing=\"2\" cellpadding=\"2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"vertical-align: middle; text-align: center; background-color: #eeeeee; width: 500px;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Mauro_Pagani.jpg\" alt=\"Mauro Pagani\" \/><strong><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/suoni\/Mauro_Pagani_Davvero_davvero_per_Stefano_BO10052012.mp3\"><br \/>\nMauro Pagani &#8211; Davvero davvero<\/a><br \/>\n<strong>Mauro Pagani &#8211; <em>Davvero davvero<\/em><\/strong><br \/>\n<\/strong>Dal vivo alla <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=7879\">camera ardente di Stefano Tassinari<\/a> (1955 &#8211; 2012)<br \/>\nPalazzo d&#8217;Accursio, Bologna 10 maggio 2012<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><br \/>\nFS.<\/strong> Per\u00f2 non ero solo, ed \u00e8 gi\u00e0 un bel guadagno: a ogni svolta mi giungeva la voce di Maurizio.<br \/>\n&#8211; Tutto bene?<br \/>\n&#8211; Tutto bene.<br \/>\nGiunto all&#8217;ultimo strappo, quello attrezzato, ho aumentato l&#8217;andatura. Le corde mi danno sicurezza e poi il pensiero \u2013 la speranza! \u2013 di poter gettare uno sguardo sulla piana e poter riconoscere la collina morenica dalla vetta mi danno nuova energia. Ma quell&#8217;accelerazione \u00e8 un azzardo, la testa comincia a vorticare di brutto e letteralmente raggiungo la vetta a quattro zampe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.\u00a0\u00a0 <\/strong>&#8211; Dobbiamo andare su altrimenti la nebbia non ci far\u00e0 vedere niente.<br \/>\n&#8211; E gli altri?<br \/>\n&#8211; Saranno indietro di almeno un\u2019ora, non possiamo aspettarli qua.<br \/>\n&#8211; Andiamo su.<br \/>\n&#8211; Ragazzi sta per piovere, dice un tipo addossato a una roccia.<br \/>\n&#8211; Allora andiamo, cos\u00ec almeno scattiamo una foto con la bandiera NoTav.<br \/>\nOndate di nebbia si muovono verso la cima e ci avvolgono per pochi istanti.<br \/>\nAttacchiamo il sentiero, che continua in una cornice di roccia che smorza la verticalit\u00e0 della parete, e arriviamo fino al punto in cui \u2013 quasi in verticale \u2013 si comincia ad andare su in modo pi\u00f9 serio. C\u2019\u00e8 da stare attenti, ma grazie alla presenza di corde fisse nella parete la salita non sembra particolarmente difficoltosa. La cima \u00e8 lass\u00f9, la concentrazione sale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66. <\/strong><em>Point Lenana<\/em> sul cippo, Yamunin lo spedisce nell\u2019albo delle vette salutate, finalmente esce la bandiera NO TAV, il collante la ragione il desiderio la giustizia che ha assemblato questa comunit\u00e0 che siamo diventati in queste ore, assieme da poche ma da una vita, vite spese altrove oppure nello stesso luogo, ma ora sappiamo vicine: comunque, a prescindere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18335\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/PointLenana_Rocciamelone.jpg\" alt=\"Point Lenana in vetta al Rocciamelone\" width=\"520\" height=\"520\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Gian Piero Motti dice che pi\u00f9 si \u00e8 faticato a salire e pi\u00f9 \u00e8 deludente la vetta. Ma in quei momenti si tratta di ragionamenti troppo complessi, mi ritorner\u00e0 in mente dopo, un attimo prima di scendere.<br \/>\nL\u00ec per l\u00ec, mi muovo come un ubriaco, cercando sempre un sostegno. Poi trovo uno strapuntino relativamente asciutto e mi ci siedo. E chi ce la fa a stare in piedi?<br \/>\nA guardare verso la piana si vede una roba tipo il Nulla de <i>La storia infinita<\/i>, idem verso le valli di Lanzo. Si vede bene lo Chaberton e qualche scorcio del gruppo d&#8217;Ambin. Stop.<br \/>\nI miei compagni son gi\u00e0 tutti l\u00ec. Ci facciamo le foto di gruppo con bandiera No Tav e senza bandiera, ma io resto seduto, cerco di buttarla sul ridere:<br \/>\n&#8211; Faccio quello accosciato col pallone!<br \/>\nMa non ride nessuno e io nemmeno. A casa ho poi riguardata la foto: ho gli occhi strizzati e un sorriso beota, la tipica ghigna da sbornia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18331\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/NoTavRocciamelone.jpg\" alt=\"Alpinismo Molotov\" width=\"500\" height=\"890\" \/><br \/>\nMrM.<\/strong> Lo abbiamo salito, senza che la sua cuspide si presentasse alla nostra vista fino a qualche decina di metri dalla vetta. Durante tutta l\u2019ascesa il panorama attorno si mostrava a fotogrammi, la vista approfittava delle finestre che si aprivano repentine nella coltre lattiginosa di nubi e nebbia che le impedivano di spaziare. In cima, quota 3.538 metri s.l.m., la testa ubriaca e la faccia arida, ci facciamo scherzosamente i complimenti per la salita, una bella stretta di mano e qualche fotografia, intorno qualche schiarita ma non il panorama atteso in caso di cielo terso. Non ce ne importa molto, era in conto, l\u2019importante era che tutti in cima ci stavamo arrivando \u2013 e chi poi non ci \u00e8 arrivato \u00e8 motivo d\u2019orgoglio per il gruppo, perch\u00e9 se non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9, meglio fermarsi, non c\u2019\u00e8 nulla da conquistare quando si va in montagna \u2013, ognuno col suo passo, ognuno a fare i conti con i propri polmoni, ognuno a prendersi le misure. La fatica non si pu\u00f2 dividere con gli altri, come il dolore ognuno porta il suo, ma si pu\u00f2 condividere, cos\u00ec come la gioia e i sorrisi del <i>fare insieme<\/i>, e nel <i>fare insieme<\/i> conoscere: guardandosi negli occhi, ascoltando le voci dei compagni, annusandosi non troppo diversamente da come fanno gli animali, ch\u00e9 in fondo quello siamo.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><strong>D.<\/strong> Non ricordo in particolare chi in quel momento avevo vicino, ma ricordo che mentre salivamo al Rocciamelone come spesso accade siamo entrati in un banco di nebbia (o nuvola) e qualcuno ci ha avvertito, con tono scherzoso (ma non troppo) pressappoco cos\u00ec: \u00abAttenzione a non salire pi\u00f9 in alto della cima, una volta son salito con un nebbione fitto, e non mi sono accorto che ero arrivato, volevo salire ancora oltre\u00bb.<br \/>\nL&#8217;immagine mi colp\u00ec. Non si pu\u00f2 salire pi\u00f9 in alto della cima. In cima sei arrivato. La cima \u00e8 anche, o forse prima di ogni altra, l&#8217;esperienza di un limite. \u00c8 un fatto elementare, che una retorica, o forse meglio una tradizione di retoriche, credo abbia s pesso nascosto se non negato, affermando piuttosto il contrario, dal \u201csuperamento del limite\u201d fino alla negazione dell&#8217;esistenza dei limiti come disposizione agonistica auspicata (\u201cno limits\u201d, \u201cimpossible is nothing\u201d, ecc.).<br \/>\nCos&#8217;\u00e8 allora il \u00abverso su\u00bb che spinge il corpo dell&#8217;alpinista? L&#8217;<i>alto<\/i> cos\u00ec diverso dal <i>piattume<\/i> quotidiano? Perch\u00e9 l&#8217;esperienza di un limite ci fa stare cos\u00ec bene? Ma \u00e8 davvero soltanto la cima-limite, o piuttosto \u00e8 una direzione?<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><strong>WM1.<\/strong> Ed \u00e8 davvero notevole che, sebbene perso nel mezzo di tali elucubrazioni, Diserzione abbia trovato il tempo di inventare il nome \u00abAlpinismo Molotov\u00bb. Durante la discesa, dopo il mio infortunio al ginocchio, avrebbe inventato anche il titolo \u00abNo Picnic on Rocciamelone\u00bb.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/davidegastaldo\">@davidegastaldo<\/a> va&#8217; che fanatismo <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/alpinismomolotov?src=hash\">#alpinismomolotov<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/odioa3000?src=hash\">#odioa3000<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/xHwvemq8ub\">pic.twitter.com\/xHwvemq8ub<\/a><\/p>\n<p>\u2014 diserzione (@diserzione) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/diserzione\/statuses\/488246497709142017\">July 13, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Dal nostro <i>campo 2<\/i> lo scenario \u00e8 cambiato nuovamente: ora la terra ha lasciato spazio alla pietraia scura, il sentiero si \u00e8 fatto impervio, s&#8217;inerpica su lastre di roccia rotta, si guadagna un metro di quota ogni tre passi. Anche Filo Sottile accusa il colpo della quota, persino lui che \u00e8 \u201ccantastorie di montagna\u201d, fino ad ora \u00e8 sempre stato con la \u201ctesta della corsa\u201d. Ma \u00e8 solo un momento, ci ricompattiamo subito e finalmente calchiamo la vetta, aggiriamo surrealistiche statue di madonne e monarchi (?), e raggiungiamo quota 3538 metri. La nube che ammanta la cima si squarcia il tanto da farci intravedere la val Susa a Sud e la Val Cenischia a Ovest, e tra le nebbie intravediamo a nord il ghiacciaio del Rocciamelone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong> Alla Croce di Ferro siamo arrivati dopo avere attraversato nuvole e nebbia, la temperatura ad oscillare ad ogni scherzo di vento, come sempre in montagna le stagioni si riducono di numero, c\u2019\u00e8 quella che comprende in mezz\u2019ora tutte e quattro le stagioni bassaiole e quella fredda, altre non se ne danno. Noi per fortuna siamo accolti dalla prima, sebbene attrezzati per resistere alla seconda. Si arriva su, no doubt.<br \/>\nDalla Ca\u2019 d\u2019Asti in poi la montagna \u00e8 un muro non solo roccia e melone ma fango neve nuvole e nebbia si va su per la via pi\u00f9 breve pi\u00f9 ripida pi\u00f9 sincera noi si va l\u2019appuntamento \u00e8 in cima non a met\u00e0 non al rifugio non dove c\u2019\u00e8 caldo fuoco caminetto polenta concia su e su si arriva.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><strong>D.<\/strong> Quando percorriamo questa direzione, quando andiamo \u201cverso su\u201d, quando saliamo contro la gravit\u00e0, ci sentiamo pi\u00f9 forti e \u201cvittoriosi\u201d non per il solo fatto di vincere una forza a noi ostile, ma pure perch\u00e9 liberati dalla costrizione all&#8217;esistenza \u201cdi superficie\u201d. Non \u00e8 solo la vittoria di una forza umana su un&#8217;altra forza fisica incommensurabilmente pi\u00f9 grande, ma pure una liberazione, e una rivoluzione dell&#8217;orientamento. Salendo infrangiamo per un certo tempo, e per una certa misura, il nostro modello fisico semplificatorio che vuole la nostra esistenza svolgersi su una superficie apparentemente e approssimativamente piatta, di cui normalmente non apprezziamo neppure la sfericit\u00e0, e raramente dei veri e propri limiti. Su una Terra completamente piatta e perfettamente sferica, senza asperit\u00e0, si potrebbe camminare infinitamente senza mai avvertire un limite, senza sentire di essere infine giunti a una meta. O meglio: a una persona che camminasse su un simile pianeta non rimarrebbe che il limite temporale della propria esistenza, l&#8217;attesa della propria morte.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> La nebbia ci concede un po\u2019 di respiro e possiamo ammirare il panorama pazzesco nell\u2019aria fredda, c\u2019\u00e8 un po\u2019 di neve sulle rocce. Superiamo un passaggio scoperto, con solo la corda come punto fermo e ci si sente vulnerabili. Esposti. Ancora su per qualche minuto lungo e spunta il nasone e i baffi di una statua che non avremmo voluto vedere, la neve \u00e8 soffice e l\u2019aria \u00e8 decisamente diversa che non in valle.<br \/>\nCi scambiamo abbracci e complimenti, scattiamo una foto di gruppo con la bandiera No Tav e diamo il via al reading. Le parole di Jelinek e di Wu Ming 1 risuonano (la mia voce risuona con un po\u2019 di fatica) a 3538m.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/1hatSDu09k8?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/1hatSDu09k8?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi. <\/strong>Doveva esserci Wu Ming 1 a a fare un reading in vetta, lo sostituisce l&#8217;immarcescibile Yamunin che legge l&#8217;incipit di <em>Point Lenana<\/em>, il libro che WM1 ha scritto sulle tracce di Felice Benuzzi, forse il vero pioniere dell&#8217;Alpinismo Molotov. Lui con <i>Giu\u00e0n<\/i> Balletto e Enzo Barsotti fugg\u00ec da un campo di prigionia di guerra solo per scalare il Monte Kenya, e noi? Beh, noi abbiamo puntato verso l&#8217;alto in contrasto con \u201cloro\u201d, che vorrebbero andare cos\u00ec in basso da scavare nella Terra. Le metafore primarie funzionano sempre.<br \/>\nYamunin legge anche un passo scelto di Elfriede Jelinek e intanto penso a come sia bella la pratica di fare delle brevi ma buone letture in vetta: la retorica e l&#8217;enfasi sono zavorre che non arrivano fino in cima, la parola non pu\u00f2 che essere essenziale, la lingua si rifiuta di leggere frasi tronfie, noiose, artefatte, solo la roba buona passa la dogana dell&#8217;alta quota.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><object width=\"500\" height=\"281\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/vhJFu6_RNxo?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"281\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/vhJFu6_RNxo?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Yamunin tiene fede all&#8217;impegno: legge un brano di una lettera di una femminista austriaca, ma nella testa mia \u00e8 tutto confuso e mi ricordo solo che parla di camminare e di inverno, e poi declama l&#8217;attacco di <i>Point Lenana<\/i> in cui Wu Ming 1 racconta del suo adattamento all&#8217;altitudine e delle difficolt\u00e0 dell&#8217;ascesa al Monte Kenya. L&#8217;idea di leggere quelle due paginette de <i>La salvezza di Aka<\/i> nemmeno mi sfiora.<br \/>\nBoh, per me finisce qui. Sento di non poter reggere un minuto di pi\u00f9 l\u00ec sopra. Intercetto la voce di Vito66 che dice che lui scenderebbe, e senza esitazioni, mi alzo e mi accodo.<br \/>\nE in bocca mi resta la sensazione di non aver assaporato per bene il primo 3000 della mia vita.<\/p>\n<p><strong>FS.<\/strong> Andiamo gi\u00f9 e a ogni passo mi sembra di sentirmi meglio. Poco dopo la parte attrezzata incontriamo Marcobabouche.<br \/>\n&#8211; Quanto manca?<br \/>\n&#8211; Un quarto d&#8217;ora, venti minuti e sei in vetta.<br \/>\n&#8211; Ah, e c&#8217;\u00e8 vista?<br \/>\n&#8211; Poca.<br \/>\n&#8211; Ah.<br \/>\nMarcobabouche comincia a salire, noi ricominciamo a scendere. Poi la sua voce ci raggiunge:<br \/>\n&#8211; Aspettatemi, scendo con voi.<br \/>\n&#8211; Non vuoi salire?<br \/>\n&#8211; Non so se ho le energie per scendere poi, ho la mia et\u00e0!<\/p>\n<p><strong>MB.<\/strong> \u00abSi parte e si torna insieme\u00bb, ho pensato domenica verso le dieci quando, dopo la croce, ho cercato di camminare ancora.\u00a0 Sentivo di avere superato il mio limite e per fortuna due giapster sono comparsi dalla nebbia ai piedi dell&#8217;erta finale. Con loro, rinfrancato, ho girato i buoi e fatto ritorno alla C\u00e0 d&#8217;Asti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Una montagna \u00e8 quel certo spazio in cui, per un certo tempo, \u00e8 possibile fare esperienza di una direzione diversa da quella a cui normalmente siamo condannati, fino, volendo, anche al limite stesso di questa possibilit\u00e0: la vetta. \u00c8 normale in montagna, chiedendo \u00abQuanto manca?\u00bb sentirsi rispondere in metri di dislivello dalla cima, e non in chilometri di sentiero sotto i piedi. Perch\u00e9 quella \u00e8 la direzione che si sta percorrendo: verso su, e il resto \u00e8 variabile secondaria.<br \/>\nRaggiunto infine il limite delle possibilit\u00e0 di ascesa, non c&#8217;\u00e8 altra strada che il \u201ctornare alla vita di prima\u201d, e questo pensiero potrebbe pure annoiarci e deprimerci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Quando torniamo alla Croce di Ferro la testa ha terminato il suo moto di rivoluzione intorno al cervello. Mi sento bene, ho solo un po&#8217; fame. Aspettiamo una decina di minuti buoni, ma nessun volto noto ci raggiunge. N\u00e8 dall&#8217;alto i compagni lasciati in vetta, n\u00e9 dal basso Wu Ming 1 e VecioBaeordo.<br \/>\n&#8211; Ma tu dove li hai lasciati?<br \/>\n&#8211; Al Ca&#8217; d&#8217;Asti.<br \/>\n&#8211; Non li si vede proprio.<br \/>\n&#8211; &#8230;<br \/>\n&#8211; Forse dovremmo avvertirli che di questo passo non saranno mai alle 18,30 a Torre Pellice.<br \/>\nCominciamo a scendere. C&#8217;\u00e8 tanto movimento adesso e spesso ci fermiamo a dare strada alla gente che sale. Poi a un certo punto, dopo essere scesi un bel po&#8217;, li vediamo spuntare. Hanno l&#8217;aria di chi \u00e8 impegnato in una discussione appassionata e vengono su di un lento, ma di un lento.<br \/>\nStiamo l\u00ec e li aspettiamo.<br \/>\n&#8211; Siete gi\u00e0 andati su?<br \/>\n&#8211; Io no.<br \/>\n&#8211; Noi s\u00ec. C&#8217;\u00e8 ancora un bel pezzo e tira parecchio. Vi siete fatti i conti? Riuscite ad arrivare in tempo alla presentazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> &#8211; Son venuto da Bologna apposta, sto bene, non ho nemmeno il fiatone, quindi salgo e basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18343\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/secondasalitarocciamelone.jpg\" alt=\"Alpinismo Molotov\" width=\"500\" height=\"375\" \/><strong><br \/>\nLo.Fi.<\/strong> In vetta c&#8217;\u00e8 anche il gestore del C\u00e0 d&#8217;Asti, Fulgido, generosa barba bianca e occhi cerulei: ci offre del t\u00e8 dal rifugio-santuario posto subito sotto la vetta (altra costruzione surrealista), ringraziamo ma decliniamo.<br \/>\n&#8211; Ritorneremo un&#8217;altra volta per il t\u00e8, grazie Fulgido!<br \/>\nSi scherza, almeno cos\u00ec si crede. Soddisfatti ma anche un po&#8217; amareggiati di non esserci tutti scendiamo rapidamente alla croce di ferro e qui il colpo di scena: dietro il cippo spuntano Wu Ming 1 e Vecio Baeordo. Saluti e abbracci, e ora? Che si fa?<br \/>\n&#8211; Sono venuto fin qui da Bologna per andare in vetta.<i> &#8211;<\/i> dice WM1.<br \/>\n&#8211; Allora noi si ritorna su con te!<i> &#8211;<\/i> dicono quasi tutti, in prima linea proprio Yamunin e Diserzione, i meno avvezzi all&#8217;alta quota. Alcuni rinunciano a malincuore, per responsabilit\u00e0 pi\u00f9 che altro, come Mr Mills e Babouche, autisti della spedizione. Wu Ming 1 ha una spalla malconcia fin dall&#8217;inizio, ha una presentazione a Torre Pellice che l&#8217;aspetta di l\u00ec a poche ore, ma la vetta che incombe sulla croce di ferro lo ipnotizza, cazzo se il bacillo dei sassi non l&#8217;ha contagiato! Lui, l&#8217;uomo <i>dell&#8217;incavo pi\u00f9 concavo della pianura ferrarese<\/i>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1<\/strong>. Mi ero preparato un bel turdef\u00f2rs, testa di cazzo che sono. Presentazione a Bussoleno, notte in rifugio, salita al Rocciamelone, discesa, spostamento in Val Pellice, presentazione al festival \u00abUna Torre di libri\u00bb.\u00a0Megalomane di merda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Risaliamo. Poco dopo la croce di ferro incrociamo Fulgido, il gestore del rifugio:<br \/>\n&#8211; Ma come? Ti avevamo detto che tornavamo per il t\u00e8!<br \/>\nScherziamo ovviamente, ma anche lui fa dietro front e ritorna in vetta con noi &#8230;ed \u00e8 epopea! Siamo soltanto una dozzina scarsa nel centinaio di escursionisti che salgono il Rocciamelone ogni fine settimana e sicuramente ci sono state innumerevoli ascensioni pi\u00f9 epiche e travagliate, come ad esempio la prima risalente persino al Medioevo, ma avvertiamo come una musica, dall&#8217;andamento ascendente (ovvio), di cui non riusciamo a decifrare le parole ma che anima i nostri muscoli, li spinge a contrarsi di nuovo sulle stesse pietre, ad affrontare nuovamente il capogiro dell&#8217;altitudine e la nuvola bianca che tiene in scacco la vetta. E finalmente beviamo il t\u00e8 caldo zuccheratissimo di Fulgido e nuovamente ci appoggiamo alla rosa dei venti posta in cima e nuovamente la nuvola ci lascia scorgere la valle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1<\/strong>. Sull&#8217;arrivo in vetta ho poco da dire. Parla la foto qui sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18338\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Rocciamelonepugnochiuso1.jpg\" alt=\"Sul Rocciamelone a pugno chiuso\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Saggiamente Wu Ming 1 rinuncia al reading e scendiamo, molto lentamente. Gi\u00e0 un occhio clinico avrebbe potuto intravedere le pene dell&#8217;inferno nella postura di WM1, ma lui stempera la sofferenza, chiacchiera amabilmente di No Tav, disastro del Vajont&#8230; le parole gli trasportano l&#8217;ossigeno nei polmoni, non se ne pu\u00f2 privare. \u00c8 una macchina per narrare.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">13 luglio 2014, la lunga discesa<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Di nuovo gi\u00f9 lungo cenge e rocce fra le tacche rosse e bianche del sentiero. Gi\u00f9 con una fatica doppia che spinge sulle rotule.<br \/>\nIl gruppo resta compatto per poco, la discesa ha un ritmo decisamente diverso e la fame comincia a mordere.<br \/>\nRaggiungiamo il rifugio e l\u00ec finalmente mangiamo qualcosa. Vediamo la retrovia avvicinarsi, le voci ci raggiungono.<br \/>\n&#8211; Ma quanto parlano? Dice qualcuno.<br \/>\nSorridiamo e aspettiamo di esserci tutti prima di ripartire.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong>\u00a0Scendiamo. Aspetteremo gli altri al Ca&#8217; d&#8217;Asti dalle 11 alle 2 del pomeriggio. Verso la mezza arriva Mr Mill. Dice che hanno aspettato Wu Ming 1 e VecioBaeordo alla Croce di Ferro. Gli hanno suggerito di evitarsi l&#8217;ultimo pezzo per non arrivare tardi. Pare che Wu Ming 1 abbia detto: &#8211; Vabb\u00e8, non mi far\u00f2 la doccia!<br \/>\nCommentiamo la sua determinazione. Mr Mills continua: &#8211; Comunque, visto che non sono riusciti a farlo desistere hanno deciso che risalivano in cima. Io non me la sono sentita. Stasera dobbiamo rientrare a Brescia e domani mattina vado al lavoro.<strong><br \/>\n<\/strong>Vito66 prova a tentarci. Al Ca&#8217; d&#8217;Asti hanno cucinato la polenta concia e dice che se qualcuno gli fa compagnia gli darebbe volentieri l&#8217;assalto.<br \/>\nNessuno se la sente, chi per sopraggiunta saziet\u00e0 e chi per allergia ai latticini. Stiamo l\u00ec in attesa, prendiamo il sole, discorriamo, ci raccontiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Come si inizia a far esperienza quasi subito andando in montagna, spesso percepiamo lo scendere, il tornare, come pi\u00f9 faticoso della salita. Anche gli infortuni e gli incidenti capitano pi\u00f9 di frequente durante questa fase, complici credo la stanchezza e il calo di attenzione.<br \/>\nMa in discesa ancora stiamo percorrendo all&#8217;inverso la stessa direzione obliqua rispetto al piano orizzontale, che ora ci porta dall&#8217;alto verso il basso, e sappiamo anche meglio di prima che \u00e8 pure un \u201c da fuori\u201d verso \u201cil dentro\u201d. Una montagna \u00e8 una sorta di evento spaziale, che ci rimette in un flusso pi\u00f9 complicato della semplificazione orizzontale. Per questo credo non siano davvero e soltanto \u201corigini\u201d quelle che qui appaiono come tali. Una montagna \u00e8 come una defibrillazione.<br \/>\nAd esempio, anche i fiumi che vi sembrano nascere sono parte di un flusso pi\u00f9 grande, che passa per i punti di condensazione delle nuvole che qui incontrano ostacoli verticali su cui formarsi, e per i ghiacciai e i nevai dovuti alle basse temperature. I raggi solari colpiscono prima le cime perch\u00e9 queste spuntano <i>fuori<\/i> dalla superficie del pianeta in movimento. Le montagne stesse sono frutto e parte di flussi pi\u00f9 vasti, c ome non ha mancato di raccontarci un altro alpinista incontrato, che ci ha indicato una profonda spaccatura, parte di un fenomeno franoso che ha gi\u00e0 determinato il crollo della vecchia carrozzabile militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Nelle pause ho del tempo per riflettere. Ho davanti l&#8217;Orsiera coi suoi bei due corni. E mi dico che forse ci\u00f2 che mi ha fatto appassionare alla montagna \u00e8 il fatto che sia una faccenda da cantastorie. Gian Piero Motti, nella sua <i>Storia dell&#8217;alpinismo<\/i>, dice che l&#8217;alpinista malgrado il suo sforzo non riesce a comunicare le sensazioni forti, le emozioni uniche e irripetibili che ha provato durante la scalata. Io al massimo mi sono spinto su vie marchiate EE, per escursionisti esperti. Non sono un alpinista e, allo stato attuale delle cose, mi sembra di poter dire che non lo sar\u00f2 mai. Ma, se non proprio esperto, un EA, un escursionista appassionato, quello s\u00ec. E anche un cantastorie.<br \/>\nA un tratto ho un&#8217;intuizione: la montagna \u00e8 una sfida per narratori. Da un lato, come una sirena di roccia, li irretisce coi suoi canti.<br \/>\nCi si muove lentamente sui sassi e si ha il tempo di osservare, fotografare, fare paragoni, tutte cose necessarie a chi racconta. In secondo luogo, la montagna pone una prospettiva storica. Una bella canzone dei CSI dice: \u201cmemorie e passi d&#8217;altri ch&#8217;io calpesto\u201d. Sono i passi degli esseri umani a tenere aperti i sentieri, i percorsi fatti in montagna (anche quelli non ancora tracciati) non possono prescindere dalle orme pi\u00f9 antiche. Tre: la montagna \u00e8 il rifugio di ribelli, irregolari, spostati e sognatori, non si tratta forse di pane per cantastorie? E infine, anche un semplice EA in montagna pu\u00f2 provare emozioni forti, e pu\u00f2 formarsi un bagaglio di sensibilit\u00e0 che sono di grande aiuto nel momento in cui prova a spiegare le scelte e le passioni di personaggi veri o fittizi.<br \/>\nDall&#8217;altro lato, come un culto settario, la montagna lega a s\u00e9 i suoi adepti e li rende schiavi.<br \/>\nCome spiegare che fatica, pericolo, paesaggi aspri, inclemenza della natura ce li si \u00e8 andati a cercare? Come spiegare che non \u00e8 una posa? Ancora peggio: come dire del bisogno fisico e mentale che assale quando la routine quotidiana impedisce troppo a lungo di godere della <i>wilderness<\/i>?<br \/>\nE quindi, mi dico, nella mia passione per l&#8217;escursionismo montano c&#8217;\u00e8 sicuramente una sfida a quell&#8217;incomunicabilit\u00e0 di cui parla Motti, quella \u00e8 la mia vetta pi\u00f9 ambita, il mio drago da sconfiggere. Frequentare la montagna, raccontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Durante la seconda tappa, fra i due rifugi, il gruppo si divide in tre. Il tempo continua a cambiare ma non ha piovuto e anche se non abbiamo potuto godere pienamente il panorama siamo soddisfatti. I telefoni restano senza copertura, non riusciamo a mantenere il contatto visivo ma la montagna \u00e8 cos\u00ec affollata di appassionati che si sente di non essere isolati.<br \/>\nAndiamo gi\u00f9 cercando di restare lungo il sentiero, per non contribuire rovinare il terreno gi\u00e0 segnato da troppe deviazioni.<br \/>\n<strong><br \/>\nVB.<\/strong> Prima della salita vi raccontavo di una mulattiera che arrivava fino in cima, e che probabilmente era la pi\u00f9 alta d&#8217;Europa. Quella che avete visto dal rifugio alla punta \u00e8 stata invece per lunghi tratti una sequenza, a volte ridondante, di tacche di vernice bianca e rossa che inventavano un passaggio in mezzo a lastroni e sfasciumi grossomodo percorribili. Io posso sbagliarmi, la memoria \u00e8 fallace e spesso costruita a posteriori, ma sono abbastanza sicuro che qualche decennio fa non fosse cos\u00ec e non credo di avervi raccontato delle balle.<br \/>\nNe sono quasi sicuro perch\u00e9 nell&#8217;ultimo quarto di secolo, quasi ovunque sulle montagne piemontesi, ho visto letteralmente sparire sotto l&#8217;erba, il terriccio, i rovi, le frane, l&#8217;incuria, chilometri di sentieri e mulattiere che a camminarci sopra sembravano eterne. Erano lavori bellissimi, opere di tecnica e arte, passaggio di montanari, mandrie e greggi, muli e soldati, disertori, fuorilegge, pellegrini, partigiani. Collegamenti verticali tra le frazioni abitate tutto l&#8217;anno e gli alpeggi, mulattiere attraverso i colli che servivano le transumanze stagionali, i traffici commerciali e il contrabbando, strade militari, percorsi di caccia, accessi alle numerose miniere in alta quota. Percorsi nati prima del boom turistico, in alcuni casi vecchi di secoli. Ho provato l&#8217;emozione, per me profonda, di percorrerne alcuni gi\u00e0 rappresentati in carte topografiche del diciottesimo secolo o anche prima. Pezzi di Storia. Intorno agli anni &#8217;80 del secolo scorso avevo contribuito a cercare, pulire, disboscare, segnalare alcuni di quei percorsi proprio in Valsusa. Oggi la gran parte di quel lavoro \u00e8 perduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Poi pi\u00f9 tardi, dopo aver capito che gli stambecchi che bazzicano intorno al rifugio sono praticamente domestici, quando tutti gli altri ci hanno raggiunti e abbiamo iniziato a scendere verso La Riposa, scopro un altro legame fra la materia narrativa e la montagna. Sono tante le storie \u2013 fiabe soprattutto \u2013 in cui l&#8217;eroe, dopo aver ucciso il drago, mentre torna vittorioso sulla strada di casa deve affrontare un&#8217;ultima impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Scendendo mi sono ritrovato per un lungo tratto con il compagno Luigi e insieme abbiamo condiviso molti pensieri. Ricordo in particolare il discorso sui sentieri, che sono prodotti in buona parte dall&#8217;azione di continuare a percorrerli. Lo stesso andare in montagna la modifica, e pu\u00f2 pure farlo nel modo sbagliato, addirittura gi\u00e0 solo camminando nel modo sbagliato, ad esempio tagliando i tornanti in discesa su zone a rischio di cedimento: i sentieri cos\u00ec creati dalla fretta di scendere con incuria diventano canali in cui l&#8217;acqua scorre pi\u00f9 velocemente, dilavando il terreno, provocando crolli e frane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VB.<\/strong> Le et\u00e0 dell&#8217;oro non sono mai esistite, quei sentieri sono stati costruiti e percorsi da gente che faceva quasi sempre una vita che se toccasse a noi probabilmente ci ammazzerebbe tutti in meno di un mese. Tuttavia ho sempre pensato che questo tipo di manufatti avesse la stessa dignit\u00e0 di qualsiasi altro monumento, lo stesso carico di sudore e significato. Una mulattiera non vale meno di una chiesa medioevale o di una piramide. Ma la differenza tra una mulattiera e una cattedrale \u00e8 che la prima ha qualcosa di biologico: vive della vita di chi la percorre, i passi degli uomini e delle bestie sono la sua linfa, il suo sangue.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 stata una fase, nei decenni passati, durante la quale la qualit\u00e0 di quei passi \u00e8 cambiata. Il sangue ha cominciato a trasportare tossine, l&#8217;andare \u00e8 diventato \u201cestetico\u201d. Le tacche bianche e rosse segnano oggi il passaggio dove in origine il sentiero era evidente: chi camminava sapeva dove il sentiero lo avrebbe portato, chi veniva da fuori non faticava a farselo spiegare.<br \/>\nLe tacche sui sentieri definiscono una visione del mondo. Seguendole \u00e8 possibile ignorare tutto, concentrarsi sul fine del cammino evitando di accorgersi del mezzo. Seguendo le tacche \u00e8 possibile trascurare qualsiasi altra possibilit\u00e0, dimenticare e lasciar sparire tutti i percorsi dove la vernice non \u00e8 passata. Le tacche danno sicurezza e in cambio sequestrano, con il consenso del viandante, la libert\u00e0 di esplorare, di avventurarsi. Rendono mansueti, sudditi. Chi esce dal sentiero segnato \u00e8 un incosciente, uno che cerca guai.<br \/>\nCon il pretesto di indicare \u201cil percorso\u201d, le tacche sono lo strumento attraverso il quale \u201ci percorsi\u201d vengono dimenticati, si inaridiscono e scompaiono. Le tacche bianche e rosse sono tutto ci\u00f2 che ereditiamo dell&#8217;imponente rete di sentieri e mulattiere che ha tenuto insieme la vita sulle montagne. Il resto \u00e8 oblio.<\/p>\n<p><strong>FS.<\/strong> A me \u00e8 capitato l&#8217;anno scorso, nell&#8217;ultimo giorno di trekking, quando eravamo a un&#8217;ora sola dall&#8217;asfalto, una brutta caduta e una caviglia ridotta a una zampogna. Mi \u00e8 ricapitato domenica sul Rocciamelone: appena attacco a scendere mi prende un dolore sull&#8217;esterno del ginocchio sinistro. Un dolore lancinante e che ho tenuto a bada con il silenzio e la concentrazione. Anche Simone a poche centinaia di metri dalla Riposa ha fatto un capitombolo. Quello che se l&#8217;\u00e8 vista peggio per\u00f2 \u00e8 stato Wu Ming 1.<br \/>\nIl suo ginocchio ha fatto le bizze. Ci ha messo cinque ore a scendere. Lo racconteranno meglio altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1<\/strong>. Ecco qui. Pago la cazzata pensata e fatta all&#8217;inizio.<br \/>\nQuando scendo coi bastoncini, scarico parte del peso &#8211;\u00a0pi\u00f9 o meno il 30%, ho letto &#8211;\u00a0in avanti, sulle braccia, sgravando la schiena e le gambe. Senza i bastoncini, le ginocchia lavorano e lavorano e lavorano e a un certo punto cominciano a chiedermi: &#8211; Che succede? &#8211; poi si mettono a protestare.\u00a0In particolare il sinistro. Quello \u00e8 parecchio incazzato. Alza la voce. Urla: &#8211; No allo sfruttamento!<br \/>\nLe maestranze abbandonano il lavoro e appiccano un incendio. Fiamme divampano all&#8217;estrema sinistra. La parte esterna del ginocchio fa sempre pi\u00f9 male. Rallento il passo, zoppico. Adesso s\u00ec che ho il fiatone.<br \/>\nInfine il ginocchio cede. Cede, e diventa inutilizzabile. Non potrei appoggiarci sopra nemmeno met\u00e0 del mio peso.<br \/>\nDico al Vecio: &#8211; Aspetta, ho un problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Fino al C\u00e0 d&#8217;Asti \u2013 <i>il campo 1<\/i> &#8211; scendiamo regolari. I \u201cresponsabili\u201d ci hanno atteso per ore!<br \/>\nPoi il gruppo si sfilaccia. Rimaniamo in coda io, Wu Ming 1 e Vecio Baeordo che l&#8217;ha assistito come uno sherpa per tutta la salita e ora si appresta a farlo anche nella discesa, che per le articolazioni \u00e8 la parte <i>smerda<\/i>. Inizia il calvario, un devastante effetto domino si abbatte sul corpo provato di WM1: il dolore alla spalla raggirato con la rinuncia dei bastoncini si vendica infierendo sul ginocchio che si fa via via pi\u00f9 rigido. Il passo rallenta sempre di pi\u00f9. Senza accorgermi li stacco di un centinaio di metri. Mi fermo. Vabb\u00e8, gi\u00e0 che siamo mi siedo&#8230;. e <i>bom<\/i>, distendiamoci pure&#8230; ma s\u00ec, chiudiamo pure anche gli occhi, solo un secondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> &#8211; Potresti appoggiarti a noi due, uno da una parte, uno dall&#8217;altra. Un braccio intorno al collo e ti portiamo &#8211; propone il Vecio, ma io so gi\u00e0 che non \u00e8 possibile, ho una spalla messa poco meglio del ginocchio.<br \/>\nNatale mi presta i suoi bastoncini. Solo quando provo a usarli a mo&#8217; di stampelle mi rendo conto di quanto sono stato idiota: \u00e8 un movimento che non fa male alla spalla, sono altri i muscoli e tendini coinvolti. La spalla mi fa male soprattutto quando <em>abduco<\/em>, cio\u00e8 quando sollevo il braccio lateralmente.<br \/>\nQual \u00e8 quell&#8217;animale che quando sale al Rocciamelone ha due gambe e quando scende ne ha una in meno eppure al tempo stesso ne ha tre?<br \/>\n\u00c8 quel coglionazzo di Wu Ming 1, che inizia una lenta, alquanto ripida e soprattutto lunghissima discesa usando due bastoncini e un ginocchio solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V66.<\/strong>\u00a0Mistica arbaltata, il calvario \u00e8 in discesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Non so quanto tempo passi ma quando mi desto mi sembra di aver recuperato tutto il sonno perduto! Mi alzo, Wm1 e Vecio Baeordo sono ancora a una cinquantina di metri! Perdio, inizio a capire la gravit\u00e0 della situazione! In breve tempo salta la programmata presentazione a Torre Pellice, Vecio Baeordo s&#8217;ingegna a studiare un metodo di soccorso ma \u00e8 lo stesso WM1 a rifiutare ogni ipotesi: la spalla infiammata gli impedisce di appendersi a spalle altrui, solo una barella potrebbe risolvere la situazione. Con una faccia scurissima i due mi esortano a raggiungere gli altri al \u201cCampo Base\u201d, i due Spinta dal Bass hanno anche loro una presentazione e noi \u201corientali\u201d abbiamo una strada lunghissima da fare per rientrare a casa. Vecio Baeordo, in disparte, mi chiede rinforzi, se possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Y.<\/strong> Arriva un messaggio, dice che Wu Ming 1 non riesce a camminare a causa di un\u2019infiammazione al ginocchio. Abbiamo il rifugio La Riposa a trecento metri, il gruppetto di coda dove sar\u00e0?<br \/>\nCominciamo a preoccuparci.<br \/>\n&#8211; Torniamo su?<br \/>\n&#8211; No state tranquilli, ci rispondono.<br \/>\n&#8211; Ok, torniamo su.<br \/>\nLasciamo gli zaini fuori sentiero per viaggiare pi\u00f9 leggeri e cominciamo a inerpicarci. Per la seconda volta si torna su. Li raggiungiamo e vediamo che la situazione non \u00e8 semplice, il ginocchio rifiuta di portare la sua parte di peso. La discesa promette d\u2019essere lunga e faticosa per Wu Ming 1 che ha anche una infiammazione alla spalla. Ci guardiamo e, nonostante sia la prima volta che ci si trovi fisicamente insieme a condividere qualcosa, ci capiamo al volo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Inizio a correre gi\u00f9, fermandomi solo per dare tregua ogni tanto all&#8217;emicrania e al senso di colpa. Duecento metri sopra la Riposa la nebbia, che dalla vetta mi aveva accompagnato per tutta la discesa, si dirada. Intravedo due sagome sul sentiero che mi stanno venendo incontro a passo spedito. Non ci posso credere! \u00c8 Yamunin! non sembra accusare fatica e quest&#8217;oggi avr\u00e0 sfiorato i 2000 metri di dislivello tra su-e-gi\u00f9 in vetta e a valle! Non male come prima gita! E poi c&#8217;\u00e8 Diserzione, stesso dislivello nelle gambe, e pure lui non mi sembra sia un assiduo frequentatore dell&#8217;alpe. Non sono allucinazioni, ci parlo, li rendo edotti delle difficili contingenze. Senza pensare puntano su a raggiungere l&#8217;infortunato, io continuo la galoppata al Campo Base, ora il paragone himalayano \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che una pura sparata fuori dal vaso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Io ho aspettato. Mi sarebbe piaciuto andare su e aiutare, ma il ginocchio mi faceva male e non me la sentivo proprio di forzarlo. E poi aiutarlo a fare che? Potevo fargli compagnia, indicargli il percorso meno accidentato. Ma il dolore, la fatica, per quelli non potevo offrire alcun aiuto. A un certo punto Vito66 \u00e8 andato su.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> Io seduto su una roccia col ginocchio che bofonchia insulti. Il Vecio accanto a me. Siamo soli nella nebbia. Silenzio totale.<br \/>\nGli altri sono gi\u00e0 al rifugio da un pezzo, Lo.Fi. \u00e8 sceso di corsa a riferire, per liberare chi non pu\u00f2 aspettare oltre perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 chi deve presentare l&#8217;incontro No Tav coi mapuche, chi deve ripartire per citt\u00e0 lontane e noi abbiamo fatto una pausa, quando sul tornante pi\u00f9 in basso, nella nebbia rada, appare una sagoma scura, sale verso di noi e dopo un po&#8217; lo riconosciamo, \u00e8 Maurizio. Quando \u00e8 pi\u00f9 vicino gli grido:<br \/>\n&#8211; Pensavamo foste ripartiti, abbiamo detto a Lorenzo di sganciarsi, da qui a Trieste \u00e8 lunga!<br \/>\nUn secondo di silenzio e da sotto arriva la risposta:<br \/>\n&#8211; Non si abbandonano i compagni.<br \/>\nQuando Maurizio arriva, il Vecio gli dice:<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec tante belle persone ci vogliono anni per incontrarle. Oggi le ho conosciute tutte in una volta. &#8211; e mentre lo dice \u00e8 commosso, commosso <em>davvero<\/em>, e ride.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Di questo rendo merito a tutto il collettivo bolognese e non solo a Wu Ming 1: attraverso il loro lavoro instancabile riescono a radunare intorno a loro persone generose, attente, entusiaste.<br \/>\nCompagni.<\/p>\n<p><strong>WM1.<\/strong> Per due tratti pi\u00f9 scoscesi della media, Maurizio mi prende addirittura in groppa. Io non sono un fuscello, senza vestiti peso 76 chili. Maurizio \u00e8 salito e sceso dalla montagna, poi \u00e8 risalito ad aiutarci, adesso mi fa da destriero trottando su terreni accidentati, sentieri rovinati e pieni di sassi traditori, e non ansima nemmeno. Ha il respiro e la faccia di chi sorseggia una tisana sul sof\u00e0, stravaccato a gambe incrociate. E ha quarantott&#8217;anni, mica venti.<br \/>\nMani sotto le gambe, braccio sinistro intorno al collo, riusciamo a percorrere preziose decine di metri.<br \/>\nIn uno dei rari punti dove c&#8217;\u00e8 campo, riusciamo ad avvisare chi ci aspetta a Torre Pellice. La presentazione salta a piazza gi\u00e0 piena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Finalmente arrivo alla Riposa: ci sono Babouche, Filo Sottile, Mr Mill, Vito66 che scrutano preoccupati il monte o meglio ci\u00f2 che il plumbeo nuvolo lascia intravedere. Dopo i ragguagli di rito chiedo \u201c<i>Cosa facciamo?<\/i>\u201d &#8211; \u201c<i>Si aspetta, che altro fare?&#8230;<\/i>\u201d risponde sconsolato Mr Mill. Dopo un tempo interminabile dai vapori spuntano quattro sagome lontane. Li seguiamo col binocolo.<br \/>\nLe ombre iniziano ad allungarsi, ad un certo punto Vito66 parte, lo seguiamo a ruota io e Filo Sottile. Ci distacca subito per\u00f2, ha un passo inarrivabile, noialtri siamo a pezzi. Sente la musica, s\u00ec, la sento anch&#8217;io \u00e8 quel crescendo che abbiamo percepito salendo per la seconda volta in vetta: \u00e8 come un bordone lontano, non riesco a cogliere bene nemmeno ora il motivetto. Vito66 va, scompare, io e Filo Sottile ci arrestiamo quando incrociamo Diserzione che scende per la seconda volta. Qualche chiacchiera rarefatta per ingannare stanchezza e apprensione, poi arriva gi\u00f9 Vecio Baeordo, Vito66 gli ha dato il cambio, l&#8217;infortunato ce l&#8217;ha quasi fatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1<\/strong>. A un certo punto dico che mi fanno male \u00abtutti i muscoli del corpo\u00bb.<br \/>\n&#8211; \u00abPronti per l&#8217;accoppiamento\u00bb. &#8211; risponde canticchiando Maurizio. Battiato! Primo verso della seconda strofa di <em>Sentimiento nuevo<\/em>!<br \/>\nIn men che non si dica, scopriamo che per entrambi Battiato \u00e8 stato il primo vero grande concerto. Io lo vidi a Ferrara, Maurizio a Brescia. Era il tour de <em>La voce del padrone<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/outtakes\/wm1_su_battiato.htm\">Ne ho anche scritto, di quella serata<\/a>, e dell&#8217;importanza che ha avuto Battiato nella mia <em>bildung<\/em>.<br \/>\nIl dado \u00e8 tratto, si canta.<\/p>\n<p><strong>Y.<\/strong> Di mezz\u2019ora in mezz\u2019ora si va gi\u00f9, impiegheremo cinque ore fra bestemmie aneddoti e canzoni, con il rifugio che appare fra la nebbia e pare si allontani a ogni passo.<br \/>\nNon si arriva pi\u00f9.<br \/>\nUn <em>sentimento nuevo<\/em> risuona lungo la parete sud della montagna. Le stelle alpine ci circondano e finalmente si arriva alle auto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong>\u00a0 Ritorniamo ancora una volta gi\u00f9 ma Wu Ming 1 ancora non arriva, eppure mancano poche centinaia di metri, con Mr Mills decidiamo di ritornare di nuovo su per portargli paracetamolo e sali minerali. Finalmente lo scorgiamo, mancano solo cento passi ma ogni cellula del suo apparato osseo e del suo tessuto muscolare urlano, lo percepiamo. Dopo aver ingurgitato i nostri \u201cdoni\u201d che fa? Canta. S\u00ec cazzo, canta, \u00e8 la musica che abbiamo udito in vetta, ora WM1 gli d\u00e0 anche delle parole, un testo riconoscibile: \u00e8\u00a0<i>Sentimiento Nuevo<\/i> di Battiato: la canzone pi\u00f9 assurda e antieroica che ci si possa aspettare in una situazione del genere. E su quelle note in un tempo dilatato fuori dal mondo arrivano gli ultimi sofferti passi, le ultime fitte. Ecco \u201cLa Riposa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/vz58cW7EU4g?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/vz58cW7EU4g?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> Tra i rimasti scroscia l&#8217;applauso. Ci guardiamo con sguardo ebete: sappiamo di aver fatto una cazzata e siamo contenti di averla fatta. Alpinismo Molotov! Le molotov ce le siamo tirate addosso noi stessi. Come direbbe Felice Benuzzi e come ora ripete Diserzione: No Picnic on Rocciamelone, <i>No fucking picnic, brother<\/i>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MrM.<\/strong> Ancora alle 19,30 eravamo l\u00ec a quota 2.200, la giornata ci ha anche regalato l\u2019assaggio di un pezzo di carne dell\u2019orso, se ne poteva fare a meno e ci siamo stretti solidali al compagno azzoppato, ma non ha rovinato la giornata e quando ci si \u00e8 ritrovati alla base della salita il giro di saluti \u00e8 stato caloroso, abbracci e strette di mano, di nuovo, ma diversi, questa montagna di sfasciume ci ha donato un <i>sentimiento nuevo<\/i>. E per i giorni a seguire la testa sar\u00e0 ancora sul Rocciamelone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> Grazie a tutti, compagni dell&#8217;Alpinismo Molotov!<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Il dopo<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VB.<\/strong> Sono salito con voi sul Roccia per la quarta o quinta volta, non ricordo. Anche stavolta poco o niente panorama, come tutte le altre, compresa quella mattina di tanti anni fa che alle sette ero gi\u00e0 in cima.<br \/>\nSono passati quasi trent&#8217;anni dalla volta precedente: alcuni di voi erano bambini, forse neonati. Stavolta abbiamo fatto squadra insieme e non ho sentito il peso della differenza di et\u00e0. Vi ringrazio: la mia generazione era molto pi\u00f9 razzista verso i vecchi. Quello che ho provato a darvi in cambio dell&#8217;ospitalit\u00e0 \u00e8 un pochino di senso storico per come lo vedo io: spero che sia appropriato dal momento che a radunarci \u00e8 stato uno storico che scrive romanzi e libri storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FS.<\/strong> Non abbiamo scalato il Cerro Torre a mani nude, ma \u00e8 stata un&#8217;avventura vera. E alla fine per me \u00e8 sempre cos\u00ec. In montagna il tempo si sgorbia, diviene qualcosa di diverso dal tempo segmentato, razionalizzato, sminuzzato, reificato della pianura. Diventa una bestia inafferrabile che vive con criteri tutti suoi. In quel tempo si ha l&#8217;impressione di vivere pi\u00f9 intensamente, come se finalmente qualcuno avesse cambiato le corde alla nostra vecchia chitarra. E in quel tempo, a stare attenti, si possono scoprire molte cose. Cose preziose, di cui far tesoro e da condividere: su noi stessi e sulle persone che ci circondano e sul pianeta che ci ospita.<br \/>\nPoi ho scoperto ancora una cosa sul Rocciamelone: persino un olivastro che non patisce il sole pu\u00f2 ustionarsi il naso in alta montagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D.<\/strong> Scendere \u00e8 faticoso, e pure per la montagna \u00e8 faticoso \u201cessere scesa\u201d. Spesso proprio in questa fase la montagna <i>takes its toll. <\/i>Ricordo al parcheggio di Bussoleno, rimasti solo Natale e Luigi, ho ripensato all&#8217;impresa di Roberto che ha sceso un lungo tratto con un ginocchio e una spalla infortunati, e ho detto: &#8211; Che forza mentale! Io mi sarei arreso, sdraiato l\u00ec dov&#8217;ero.<br \/>\nE Natale ha replicato: &#8211; No, tu questo in realt\u00e0 non lo sai, ti ci devi trovare. Potresti ritrovarti in grado di riuscire a dimenticare e non pensare a quanto insopportabilmente lunga \u00e8 ancora la strada, pensiero terribile, che ti inchioderebbe, e a mettere un passo dietro l&#8217;altro, fino a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><strong>Lo.Fi.<\/strong> <\/strong>Alla fine del tunnel c&#8217;\u00e8 sempre la luce, si dice. Ma questo tunnel non ha fine, quindi niente luce, se non alle proprie spalle e sempre pi\u00f9 fioca: non illumina davanti, riesce solo a incorniciare la vertigine del buio profondo. Non \u00e8 una cavit\u00e0 naturale come quelle che squarciano il Carso alle spalle di Trieste, \u00e8 roba umana, opera di termiti senzienti ma impazzite e la lucida follia che sottende l&#8217;opera conferisce al buco una tinta vie pi\u00f9 sinistra.<br \/>\nNe sto venendo inghiottito e con me un&#8217;intera valle s&#8217;inabissa, e tanti amici, compagni di ascensione; undici, ognuno con un nome di battaglia, come vecchi partigiani di altre guerre: Mr. Mill, Filo Sottile, Vecio Baeordo, Diserzione, Babouche, Spinta dal Bass (1 e 2), Vito66, Yamunin, Wu Ming 1, Lo-Fi nell&#8217;ordine di come mi vengono in mente, per immagini. Fino a un momento prima Diserzione e Spinta dal Bass 1 (numero in ordine \u201cdi comparizione\u201d) me lo stavano indicando, il foro in val Clarea, da un pianerottolo erboso del monte Rocciamelone, vetta massima e centrale della Val di Susa.<br \/>\nUn attimo dopo il tunnel ci ha iniziato a risucchiare; tutta la valle vi precipita, eppure non proviamo paura ma una strana rabbia, inasprita dall&#8217;idea di nonsenso e stupidit\u00e0, qualcosa di simile alla rabbia mista a dolore che si prova pestando su uno spigolo col mignolo del piede, ma moltiplicata per un miliardo di volte, o l&#8217;ira funesta che si prova nel perdere un&#8217;eredit\u00e0 inestimabile per un cavillo burocratico, oppure la collera che suscita un telegiornale che mostra cittadini benestanti indignati dall&#8217;idea di doversi rifugiare precauzionalmente in un bunker, mentre nella controparte invisibile alle telecamere muoiono in centinaia tra donne, vecchi e bambini.<br \/>\nStiamo urlando, ma non capisco cosa stiamo dicendo, eppure urlo anch&#8217;io. Sembra un bestemmione panteistico, cosmogonico. L&#8217;urlo collettivo sale, sale, diventa quasi decifrabile \u00e8&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VB.<\/strong> Ve la ricordate la storiella del paradiso e dell&#8217;inferno?<br \/>\nNella quale il paradiso sarebbe quel posto dove i cuochi sono francesi, i meccanici tedeschi, i poliziotti inglesi, gli amanti italiani e l&#8217;organizzazione svizzera, mentre l&#8217;inferno sarebbe quell&#8217;altro posto dove i cuochi sono inglesi, i meccanici francesi, i poliziotti tedeschi, gli amanti svizzeri e l&#8217;organizzazione italiana.<br \/>\nIl Rocciamelone dunque \u00e8 quella montagna sulla quale capita di discorrere:<br \/>\n&#8211; di buddismo e pittura revanscista con un attore comunista battezzato alla Lotta con l&#8217;Alpe da un dislivello mostruoso;<br \/>\n&#8211; dei pagamenti in nero delle amministrazioni comunali con un Uomo che continua a ricordarci che siamo Polvere e Polvere ritorneremo (quindi tanto vale cominciare da subito a darci del noi);<br \/>\n&#8211; di batteristi adorabili e imperdibili e di quanto ha rotto il cazzo Pat Metheny dal secondo disco in poi con un giovane attivista NoTav;<br \/>\n&#8211; del rimanere materialisti a oltranza anche in presenza dei fantasmi quelli veri con un celebre e loquace (e incrollabile) scrittore collettivo;<br \/>\n&#8211; di mitiche tome valsusine che nel trambusto ho dimenticato di condividere con un rude bresciano molto solidale che a tremilacinquecento metri di quota pu\u00f2 salire duecentocinquanta metri di dislivello in venticinque minuti e venire a raccontartelo fresco come una birra;<br \/>\n&#8211; dell&#8217;estrazione di senso e strategia dagli acciacchi dell&#8217;et\u00e0 con un altrettanto giovane (lo spirito \u00e8 tutto) attivista NoTav;<br \/>\n&#8211; della funzione psicodinamica del Polase nelle situazioni critiche con un camuno tanto solido che sembra scolpito nella roccia;<br \/>\n&#8211; dell&#8217;insospettabile utilizzo del cappello da uomo in funzione blasfema non verbale con un portatore sano di ukulele;<br \/>\n&#8211; di che cazzo ce ne frega a noi di andare in punta, saremo mica qui per questo, con un tifoso della Spal che mi ha fregato il titolo di pi\u00f9 Vecio della gita (io per\u00f2 avevo in tasca Lernia che vale ben pi\u00f9 di due punti, come la figurina di Pizzaballa);<br \/>\n&#8211; di identit\u00e0 e differenze tra i termini &#8220;Piciu&#8221; e &#8220;Mona&#8221;, che in una lettura anatomico-funzionale sembrerebbero invece complementari, con un alpinista triestino (il linguaggio \u00e8 fottutamente sessuato) (ecco appunto).<\/p>\n<div id=\"attachment_18368\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/arcobalenobig.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18368\" class=\"size-full wp-image-18368 \" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/arcobaleno.jpg\" alt=\"Arcobaleno sul Rocciamelone\" width=\"500\" height=\"281\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-18368\" class=\"wp-caption-text\">Arcobaleno sul Rocciamelone, 13\/07\/2014. Clicca per ingrandire.<br \/>\u00abL&#8217;attesa della gita, le mail che l&#8217;hanno preceduta, l&#8217;epico No Picnic on Rocciamelone e il suo seguito che sar\u00e0 lunghissimo provocano in me forte commozione. Forse perch\u00e9 sto invecchiando.. o forse perch\u00e9 i ribelli della Montagna hanno tanto fluido. Grazie a tutti! Sono Marcobabouche su Twitter e Giap. Beccatevi questa foto melensa e a presto.\u00bb<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo.Fi.<\/strong> &#8211; GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!!! &#8211; Un boato lontano irrompe nell&#8217;autoradio di una macchina che sfreccia sull&#8217;autostrada all&#8217;altezza di Novara. Mr Mills risponde al radiocronista \u201c<i>Ma che cazzo esulta questo!? Ha segnato la Germania!<\/i>\u201d &#8211; m&#8217;ero destato di soprassalto farfugliando qualcosa tipo \u201c<i>Ha segnato Messi? Ha vinto l&#8217;Argentina?<\/i>\u201d No, al contrario, Germania campione del mondo, ma non importa: il #CalcioMolotov vince comunque, \u00e8 eternamente nomade, non si territorializza, si nutre di sconfitte e di <i>upset<\/i>. L&#8217;Argentina ha avuto le occasioni migliori? Bene, allora \u00e8 giusto che vinca la Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>WM1.<\/strong> Impacchi di argilla (idea di Filippo), impacchi di ghiaccio, antinfiammatori, riposo, e nel giro di tre-quattro giorni camminavo come prima. Intanto WM2 e altri giapster salivano sul Gran Sasso, un&#8217;altra giornata di Alpinismo Molotov. E ad agosto nessuno mi impedir\u00e0 di andare sul Triglav. Ho il bacillo dei sassi. Il comandante Cienfuegos ha creato un mostro.<br \/>\nMa sul Triglav mi porto i bastoncini.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>Monte Camicia, Gran Sasso, 2564 m. Vetta odierna dell&#8217;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/AlpinismoMolotov?src=hash\">#AlpinismoMolotov<\/a>. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/R%C3%A9volutiontouR?src=hash\">#R\u00e9volutiontouR<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/2ilXzbyP1K\">pic.twitter.com\/2ilXzbyP1K<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/statuses\/489442703063937024\">July 16, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>Stelle Alpine ribelli sull&#8217;Appennino Centrale. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/GranSasso?src=hash\">#GranSasso<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/AlpinismoMolotov?src=hash\">#AlpinismoMolotov<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/tOl2HZKjtc\">pic.twitter.com\/tOl2HZKjtc<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/statuses\/489441831504314368\">July 16, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p><strong>Lo.Fi.<\/strong> Vecio, abbiamo discusso\u00a0 anche di affinit\u00e0 e divergenze fra Alpi orientali ed occidentali ed altro ma \u00e8 bello che ricordi come <em>highlight<\/em> le differenza fra &#8220;piciu&#8221; e &#8220;mona&#8221;!<\/p>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>Prossima vetta <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Alpinismomolotov?src=hash\">#Alpinismomolotov<\/a>: Triglav. Chi si ferma \u00e8 perdut*, chi prosegue \u00e8 perdut*, si \u00e8 perdut* comunque. <a href=\"http:\/\/t.co\/thkenFSTZ5\">pic.twitter.com\/thkenFSTZ5<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/statuses\/488977974289776640\">July 15, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>il <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Triglav?src=hash\">#Triglav<\/a> dalla vetta del <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/Krn?src=hash\">#Krn<\/a> (&#8220;Monte Nero&#8221;) 19.07.14 <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/AlpinismoMolotov?src=hash\">#AlpinismoMolotov<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\">@Wu_Ming_Foundt<\/a> <a href=\"https:\/\/twitter.com\/3illhook\">@3illhook<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/g0v9cZ0SnX\">pic.twitter.com\/g0v9cZ0SnX<\/a>\u2014 Lorenzo Filipaz (@MisterLoFi) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/MisterLoFi\/statuses\/490860914825265152\">July 20, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"en\"><p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/AlpinismoMolotov?src=hash\">#AlpinismoMolotov<\/a> di T. De Quincey, il mangiatore d&#8217;oppio, nel reading L&#8217;<a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/AlfabetoDelleOrme?src=hash\">#AlfabetoDelleOrme<\/a> di WM2 + <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/FridaX?src=hash\">#FridaX<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/qwI2ovK6o7\">https:\/\/t.co\/qwI2ovK6o7<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Wu Ming Foundation (@Wu_Ming_Foundt) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/statuses\/492237578469662720\">July 24, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_18402\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-18402\" class=\"size-full wp-image-18402\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/ancorasalire.jpg\" alt=\"Collettivo Autonomo Zapatista\" width=\"500\" height=\"666\" \/><p id=\"caption-attachment-18402\" class=\"wp-caption-text\">\u00abIl <strong>CAZ (Collettivo Alpino Zapatista)<\/strong> nasce a Genova in maniera informale circa due anni fa. Nel 2013 entra a far parte della Polisportiva Popolare Lokomotiv Zapata (polisportiva nata all\u2019interno del CSOA Zapata nel 2012, come ampliamento della squadra di calcio Lokomotiv Zapata, nata nel 2005, in occasione del primo torneo Cartellino Rosso al Razzismo, organizzato con associazione Macaia e Uisp Ge), con la quale condivide il progetto, le basi ideali e le pratiche, a partire da antirazzismo, antifascismo e antisessismo. Partito da un gruppo di compagni e amici che condividono l&#8217;amore per la montagna si \u00e8 rapidamente accresciuto, includendo numerose persone, mantenendo per\u00f2 l\u2019autogestione e l\u2019autorganizzazione come modelli di riferimento. Infatti il nome rende evidente un approccio differente alla montagna intesa non come luogo di conquista o competizione ma come spazio di affetto e di espressione di un gruppo o di una comunit\u00e0. \u00c8 quindi naturale schierarci sempre dalla parte della terra contro gli scempi e le speculazioni delle grandi opere. \u00c8 altrettanto importante per noi lavorare sull\u2019inclusione e quindi anche su tutte le discipline dall\u2019arrampicata all\u2019escursionismo all\u2019alpinismo classico, permettendo a chiunque di avvicinarsi a queste attivit\u00e0. Le uscite, quasi settimanali, vengono organizzate a seconda del livello e dei desideri dei partecipanti. Proprio il mese scorso, nell&#8217;ambito della due giorni NO terzo valico, abbiamo organizzato un raduno conviviale di arrampicata, aperta a bambini e neofiti, in una falesia storica dell&#8217;entroterra genovese simbolo di resistenza: al terzo valico oggi, al nazifascismo ieri.\u00bb<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Dedicato a <strong>Ettore<\/strong>, nato nella notte tra l&#8217;1 e il 2 agosto 2014.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[Tra le varie attivit\u00e0 nate intorno ai nostri libri e a Giap, negli ultimi 3-4 anni si sono distinte sempre pi\u00f9 le escursioni a tema, vere e proprie &#8220;camminate narrate&#8221;, workshop pedibus calcantibus\u00a0nati come espansioni di nostri lavori quali\u00a0Il sentiero degli dei di WM2 e Point Lenana di WM1 e Santachiara. Da tempo, come officina [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":18304,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2153],"tags":[2155,1544,2526,1832,1764,44,2152,1811,1545,959,2523,2154,977],"class_list":["post-18303","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alpinismo-molotov","tag-alpi-graie","tag-alpinismo","tag-alpinismo-molotov","tag-emilio-comici-blues","tag-gian-piero-motti","tag-il-sentiero-degli-dei","tag-lalfabeto-delle-orme","tag-mangart","tag-montagna","tag-no-tav","tag-point-lenana","tag-rocciamelone","tag-val-di-susa"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Alpinismo Molotov \u00e8 un&#039;associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Alpinismo Molotov \u00e8 un&#039;associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Giap\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-08-03T18:55:13+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-11-16T00:11:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"890\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Wu Ming\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Wu Ming\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"79 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Wu Ming\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"headline\":\"#AlpinismoMolotov. No Picnic on Rocciamelone\",\"datePublished\":\"2014-08-03T18:55:13+00:00\",\"dateModified\":\"2014-11-16T00:11:00+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/\"},\"wordCount\":16145,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/Alpinismo-Molotov.jpg\",\"keywords\":[\"Alpi Graie\",\"alpinismo\",\"Alpinismo Molotov\",\"Emilio Comici Blues\",\"Gian Piero Motti\",\"Il sentiero degli dei\",\"L'Alfabeto delle Orme\",\"Mangart\",\"montagna\",\"No Tav\",\"Point Lenana\",\"Rocciamelone\",\"Val di Susa\"],\"articleSection\":[\"Alpinismo Molotov\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/\",\"name\":\"Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/Alpinismo-Molotov.jpg\",\"datePublished\":\"2014-08-03T18:55:13+00:00\",\"dateModified\":\"2014-11-16T00:11:00+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"description\":\"Alpinismo Molotov \u00e8 un'associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/Alpinismo-Molotov.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/08\\\/Alpinismo-Molotov.jpg\",\"width\":500,\"height\":890,\"caption\":\"Alpinismo Molotov\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2014\\\/08\\\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"#AlpinismoMolotov. No Picnic on Rocciamelone\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\",\"name\":\"Giap\",\"description\":\"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\",\"name\":\"Wu Ming\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Wu Ming\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone","description":"Alpinismo Molotov \u00e8 un'associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone","og_description":"Alpinismo Molotov \u00e8 un'associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.","og_url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/","og_site_name":"Giap","article_published_time":"2014-08-03T18:55:13+00:00","article_modified_time":"2014-11-16T00:11:00+00:00","og_image":[{"width":500,"height":890,"url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Wu Ming","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_site":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_misc":{"Scritto da":"Wu Ming","Tempo di lettura stimato":"79 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/"},"author":{"name":"Wu Ming","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"headline":"#AlpinismoMolotov. No Picnic on Rocciamelone","datePublished":"2014-08-03T18:55:13+00:00","dateModified":"2014-11-16T00:11:00+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/"},"wordCount":16145,"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg","keywords":["Alpi Graie","alpinismo","Alpinismo Molotov","Emilio Comici Blues","Gian Piero Motti","Il sentiero degli dei","L'Alfabeto delle Orme","Mangart","montagna","No Tav","Point Lenana","Rocciamelone","Val di Susa"],"articleSection":["Alpinismo Molotov"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/","name":"Alpinismo Molotov: No Picnic on Rocciamelone","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg","datePublished":"2014-08-03T18:55:13+00:00","dateModified":"2014-11-16T00:11:00+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"description":"Alpinismo Molotov \u00e8 un'associazione sovversiva informale a fini escursionistici fondata da giapster e ispirata ai libri di Wu Ming sulla montagna.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/Alpinismo-Molotov.jpg","width":500,"height":890,"caption":"Alpinismo Molotov"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/08\/alpinismomolotov-no-picnic-on-rocciamelone\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"#AlpinismoMolotov. No Picnic on Rocciamelone"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/","name":"Giap","description":"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f","name":"Wu Ming","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","caption":"Wu Ming"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18303"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18303\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}