{"id":1789,"date":"2010-11-18T00:01:39","date_gmt":"2010-11-17T22:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=1789"},"modified":"2010-11-21T19:13:22","modified_gmt":"2010-11-21T17:13:22","slug":"fini-bersani-e-la-madonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2010\/11\/fini-bersani-e-la-madonna\/","title":{"rendered":"Fini, Bersani e la Madonna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"560\" height=\"340\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/BrXSKYkxm2E?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"560\" height=\"340\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/BrXSKYkxm2E?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\"><\/embed><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La discussione in calce al <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=1675\">primo post sul \u00abPotere Pappone\u00bb<\/a> non accenna a spegnersi e nemmeno a calare di intensit\u00e0. Nel momento in cui scriviamo, siamo intorno ai 350 commenti e il livello \u00e8 davvero molto alto. Nel frattempo, sono accadute due cose che, se possibile, mettono altra carne al fuoco. O meglio: cucinano in modi inattesi gli stessi ingredienti, fornendo ulteriori spunti, esempi, chiavi di lettura.<br \/>\nLuned\u00ec scorso, nel <em>prime time<\/em> di Rai 3, \u00e8 andato in onda il \u00abdoppio elenco\u00bb di Fini e Bersani sui valori della destra e della sinistra.<br \/>\nIeri sera siamo andati alla prima bolognese dell&#8217;ultimo film di <strong>Guido Chiesa<\/strong>, <em>Io sono con te<\/em>. <!--more--><br \/>\nIl mesto doppio elenco possiamo analizzarlo subito, perch\u00e9 lo avete visto tutti, o comunque ne avete letto.<br \/>\nIl film di Guido, invece, uscir\u00e0 nelle sale soltanto venerd\u00ec sera (in sole 15 copie, ahinoi). Ci \u00e8 piaciuto molto. Lo ammettiamo, avevamo dei timori, dovuti anche alla lettura di recensioni e interviste. L&#8217;opera, invece, ci ha sorpreso in positivo. Certo, ci sono dei punti critici (di cui vorremmo discutere con voi), alcuni passaggi rischiano di idealizzare la figura materna, ma <em>Io sono con te<\/em> tocca con sensibilit\u00e0 tutti i temi su cui\u00a0 stiamo dibattendo ultimamente:<br \/>\n&#8211; la donna come fondatrice di una genitorialit\u00e0 liberante e non apprensiva;<br \/>\n&#8211; la donna come portatrice non solo della propria differenza ma di un universale;<br \/>\n&#8211; l&#8217;universale come rottura della Legge che fonda ogni divisione: puri e impuri, ebrei e gentili, liberi e schiavi, donne e uomini, adulti e bambini etc.<br \/>\n&#8211; la messa in crisi del modello mentale del Padre Severo;<br \/>\n&#8211; l&#8217;affermarsi di una figura di padre disposto ad apprendere dalle relazioni e interrompere la coazione a ripetere.<br \/>\nA costo di sembrare patetici: questo film merita di sopravvivere nelle sale, di resistere all&#8217;urto del primo week-end di programmazione e, magari, di conquistare qualche schermo in pi\u00f9. Chi pu\u00f2 vada a vederlo, perch\u00e9 la prossima settimana vorremmo parlarne in modo approfondito, insieme.<br \/>\nE ora passiamo alle cose brutte.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premessa: dal segretario del PD non ci aspettavamo certo affermazioni radicali, estreme, rivoluzionarie. Sappiamo da sempre che quel partito non rappresenta il nostro modo di intendere la politica. Ciononostante, ci aspettavamo quantomeno delle affermazioni. Non le abbiamo sentite.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"560\" height=\"340\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/uunsj-laBEY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"560\" height=\"340\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/uunsj-laBEY?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\"><\/embed><\/object><\/p>\n<p>Bersani parte bene. Il primo punto del suo elenco \u00e8 la necessit\u00e0 di rovesciare la narrazione dominante, cambiare punto di vista e far scaturire da una differenza (i pi\u00f9 deboli) una verit\u00e0 universale, valida per tutti. Una mossa che abbiamo invocato spesso contro le storie tossiche del potere.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe guardi il mondo <span style=\"text-decoration: underline;\">con gli occhi dei pi\u00f9 deboli<\/span> puoi fare davvero un mondo migliore <span style=\"text-decoration: underline;\">per tutti<\/span>\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;unico appunto che si potrebbe fare \u00e8 sulla scelta di &#8220;pi\u00f9 deboli&#8221; come etichetta per nominare il nuovo punto di vista. E&#8217; un etichetta, appunto, debole, anche per il ricorso al comparativo (&#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\">pi\u00f9<\/span> deboli&#8221;). Gi\u00e0 il termine &#8220;esclusi&#8221; poteva funzionare meglio. Gli esclusi possono ribellarsi e rovesciare la loro condizione. I deboli sono destinati alla sconfitta. Essere esclusi \u00e8 una condizione storica, dovuta ai meccanismi sociali. Essere deboli \u00e8 una caratteristica naturale, legata all&#8217;individuo. Si poteva scegliere &#8220;oppressi&#8221;, &#8220;emarginati&#8221;, &#8220;ultimi&#8221;, al limite il cattolicissimo &#8220;umili&#8221;. &#8220;Pi\u00f9 deboli&#8221; fa venire in mente Guzzanti nei panni di Yoda\/Veltroni che consiglia al portiere del Centrosinistra: &#8220;Usa la debolezza&#8221; e finisce con l&#8217;ipnotizzarlo prima di un calcio di rigore.<\/p>\n<p>Non a caso, dopo questo attacco, l&#8217;elenco comincia subito a infiacchirsi. Bersani smorza l&#8217;affermazione successiva, sembra che si vergogni della sua forza, dice una verit\u00e0 e allo stesso tempo la sminuisce. Forse vorrebbe essere ironico: ma allora l&#8217;intenzione \u00e8 peggio del risultato. Avalla l&#8217;idea di una sinistra poco convinta, poco affermativa, debole, insicura, che quasi chiede scusa per le sue idee.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abstai bene se anche gli altri stanno <span style=\"text-decoration: underline;\">un po&#8217;<\/span> bene\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Noialtri, quando dobbiamo rivedere le bozze dei nostri romanzi, partiamo sempre da una ricerca con i termini \u00abun po&#8217;\u00bb e \u00abquasi\u00bb, per poi sterminarli. Non ha senso tirare in ballo un&#8217;idea per poi indebolirla. Se vuoi dire che un tizio \u00e8 &#8220;quasi convinto&#8221; devi trovare una parola della lingua italiana che esprima quel concetto, ma in maniera piena, non approssimativa. La parola c&#8217;\u00e8, puoi star sicuro. Usare &#8220;quasi&#8221; \u00e8 un segno di pigrizia e di pressapochismo. La lingua dev&#8217;essere esatta, affilata, tagliente.<\/p>\n<p>Da qui in avanti la lettura di Bersani sprofonda sotto una valanga di negazioni e scenari negativi.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe pochi hanno troppo e troppi hanno poco, l&#8217;economia <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> gira\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Al di l\u00e0 del concetto espresso &#8211; condivisibile o meno &#8211; \u00e8 l&#8217;espressione stessa ad essere perdente. La\u00a0 cuspide della frase \u00e8 l&#8217;immagine deprimente dell&#8217;economia che non gira. Per evitarla, basterebbe dire che una distribuzione equa della ricchezza non \u00e8 solo giusta, ma anche economicamente desiderabile. Stesso discorso per la frase successiva:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\">in<\/span>giustizia fa <span style=\"text-decoration: underline;\">male<\/span> all&#8217;economia\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma andiamo avanti.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCi vuole un mercato che funzioni, <span style=\"text-decoration: underline;\">senza<\/span> monopoli, ecc.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>George Lakoff<\/strong> insegna che non si pu\u00f2 &#8220;negare un frame&#8221;. Bisogna combatterlo con un frame diverso. Se mi parli di mercato senza questo e senza quello, nel mio cervello attivi e rinforzi il concetto di &#8220;mercato&#8221;, punto e basta. I tuoi &#8220;senza&#8221; valgono zero, come la negazione &#8220;non&#8221; quando mi ordini di &#8220;Non pensare all&#8217;elefante&#8221;. La frase successiva, da questo punto di vista, \u00e8 ancora peggio.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abCi sono beni che <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> si possono affidare al mercato\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Molto meglio sarebbe dire che ci sono &#8220;beni comuni&#8221; , elencarli, e sostenere che lo Stato deve garantirli in certe forme. Bersani invece ci sta dicendo che il mercato va bene, a patto di essere buoni. Qualcuno, in passato, diceva la stessa cosa del colonialismo.<br \/>\nSi arriva cos\u00ec alla parte sul lavoro:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abUn&#8217;ora di lavoro precario <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> pu\u00f2 costare <span style=\"text-decoration: underline;\">meno<\/span> di un&#8217;ora di lavoro stabile\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui l&#8217;andamento &#8220;in negativo&#8221; dell&#8217;elenco combina un vero disastro. Invece di sostenere che il lavoro dev&#8217;essere una garanzia, dev&#8217;essere stabile e via discorrendo, Bersani finisce per dirci che il lavoro precario va bene, purch\u00e9 non costi meno di quello stabile.<br \/>\nAnche il discorso sulle tasse non esce da questo schema:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abChi <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 pi\u00f9 povero<\/span> di lui\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dovresti dirmi, piuttosto, che chi versa le tasse contribuisce al bene comune e che lo Stato mi deve garantire che il mio contributo venga utilizzato in questo senso. &#8220;Contributo&#8221;, &#8220;contribuente&#8221;, &#8220;bene comune&#8221;, &#8220;equit\u00e0&#8221;: sono queste le parole chiave affermative che si dovrebbero usare parlando di tasse.<br \/>\nAnche sulla salute, sulla scuola, sull&#8217;ambiente e sull&#8217;eutanasia il discorso \u00e8 tutto in negativo.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDavanti a un problema serio di salute <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> ci pu\u00f2 essere n\u00e9 povero, n\u00e9 ricco\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Mentre \u00e8 chiaro che poveri e ricchi ci sono, ma devi garantire a tutti le stesse cure.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">indebolire<\/span> la scuola pubblica vuol dire<span style=\"text-decoration: underline;\"> rubare<\/span> il futuro ai pi\u00f9 deboli\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Mentre dovresti dirmi che rafforzare la scuola pubblica significa dare un futuro ai nostri figli.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">Non<\/span> abbiamo il diritto di <span style=\"text-decoration: underline;\">distruggere<\/span> quello che <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> \u00e8 nostro\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Mentre abbiamo il dovere di rispettare l&#8217;ambiente perch\u00e9 <em>anche noi<\/em> siamo l&#8217;ambiente.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSe devo morire attaccato a mille tubi, <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> pu\u00f2 deciderlo il parlamento\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>e poi bisogna<\/p>\n<blockquote><p>\u00abcombattere <span style=\"text-decoration: underline;\">contro<\/span> ogni <span style=\"text-decoration: underline;\">il<\/span>legalit\u00e0\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Frase vaghissima e negativa, quando invece dovresti spiegarmi perch\u00e9 ritieni la legalit\u00e0 un valore di sinistra.<br \/>\nMa la degna conclusione di questa retorica oppositiva \u00e8 la frase finale dell&#8217;elenco.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab<span style=\"text-decoration: underline;\">combattere l&#8217;aggressivit\u00e0<\/span> che ci abita dentro\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enunciato non \u00e8 solo contraddittorio (&#8220;essere aggressivi contro l&#8217;aggressivit\u00e0&#8221;?) e pericoloso dal punto di vista psichico, ma ancora una volta si basa su una visione in negativo dell&#8217;essere umano, che per essere &#8220;di sinistra&#8221; dovrebbe reprimere una sua caratteristica naturale. Al contrario, se proprio vogliamo metterla in questi termini, essere di sinistra non ha nulla di innaturale. Le neuroscienze dimostrano che l&#8217;empatia \u00e8 cablata nel nostro cervello. Siamo &#8220;fatti&#8221; per capire gli altri e per collaborare. Questa nostra potenzialit\u00e0, sempre secondo Lakoff, \u00e8 alla base del modello narrativo che incornicia la visione &#8220;progressista&#8221; della realt\u00e0: il modello del Genitore Comprensivo, incentrato appunto sull&#8217;empatia e sulla cura.<br \/>\nIl discorso di Bersani fallisce perch\u00e9 non riesce a iscriversi in questo modello e d&#8217;altra parte non propone nessun frame alternativo, se non &#8211; per negazione &#8211; quello dell&#8217;avversario politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fini, spiace dirlo, ha impostato il suo discorso in maniera pi\u00f9 efficace. Il suo modello di riferimento \u00e8 quello del Padre Severo, e lo sostiene con grande assertivit\u00e0. Cos\u00ec facendo rischia di far breccia nel cuore di molti moderati, pronti a dimenticare che il buon Gianfranco ha retto il moccolo a Berlusconi per 16 anni, firmando le due peggiori leggi dell&#8217;attuale ordinamento: quella sulle droghe e quella sull&#8217;immigrazione.<br \/>\nIl primo concetto che Fini introduce \u00e8 la cittadinanza come premio e non come diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" width=\"480\" height=\"385\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/oTG84iH0WQ8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed type=\"application\/x-shockwave-flash\" width=\"480\" height=\"385\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/oTG84iH0WQ8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\"><\/embed><\/object><\/p>\n<blockquote><p>\u00abE&#8217; bello, nonostante tutto, essere italiani. Perch\u00e9 \u00e8 un piccolo <span style=\"text-decoration: underline;\">privilegio<\/span>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abi figli degli immigrati <span style=\"text-decoration: underline;\">onesti<\/span>, domani, saranno anch&#8217;essi cittadini italiani\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Messa gi\u00f9 in questi termini &#8211; onest\u00e0, privilegio &#8211; anche un&#8217;idea deteriore di cittadinanza pu\u00f2 apparire positiva. &#8220;Un passo avanti&#8221; rispetto all&#8217;immagine &#8220;razzista&#8221; che la destra italiana si porta dietro dai tempi del fascismo. In realt\u00e0, anche sotto il fascismo &#8211; prima delle leggi razziali &#8211; i sudditi coloniali potevano acquisire la cittadinanza italiana, purch\u00e9 la meritassero con particolari dimostrazioni di fedelt\u00e0. Nel 1933 venne introdotta una legge che permetteva ai meticci, figli di <span style=\"text-decoration: underline;\">padre italiano<\/span>, di ottenere la cittadinanza anche se non erano stati riconosciuti. Lo scopo ultimo &#8211; secondo il ministro delle colonie De Bono &#8211; era quello di evitare il formarsi di &#8220;un nucleo di popolazione meticcia&#8221;, non inquadrato n\u00e9 tra gli indigeni n\u00e9 tra gli italiani, e dunque &#8220;elemento di pericolosa irrequietezza&#8221;. Nell&#8217;applicare la legge, per\u00f2, il governatore dell&#8217;Eritrea concord\u00f2 con i giudici di escludere &#8220;i meticci di cattiva condotta&#8221; e quelli sposati o conviventi con donne eritree. Inoltre, il conferimento dell&#8217;ambito &#8220;premio&#8221; doveva considerarsi &#8220;revocabile&#8221;.<br \/>\nRispetto a questo quadro &#8211; cittadinanza come premio, cittadinanza come forma di controllo e cittadinanza patrilineare\u00a0 &#8211; il discorso di Fini produce uno scarto solo rispetto all&#8217;ultimo elemento. L&#8217;unica negazione contenuta nel suo elenco, riguarda infatti i padri e la Patria.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa Patria, da qualche tempo, non \u00e8 pi\u00f9 soltanto la terra dei padri\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La cittadinanza-premio diventa cos\u00ec il concetto cardine che pu\u00f2 tenere assieme il modello conservatore del Padre Severo e l&#8217;idea di Patria come terra dei figli.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDestra vuol dire cultura dei doveri\u00bb<br \/>\n\u00abChi sbaglia paga, prima o poi, e chi fa il proprio dovere viene premiato\u00bb<br \/>\n\u00abSenza l&#8217;autorit\u00e0 della legge non c&#8217;\u00e8 libert\u00e0, ma solo anarchia\u00bb<br \/>\n\u00abL&#8217;uguaglianza dei cittadini dev&#8217;essere garantita nel punto di partenza. Da questa vera uguaglianza la destra vuole costruire una societ\u00e0 dove il merito e le capacit\u00e0 siano i soli criteri per selezionare la classe dirigente. Un paese in cui chi lavora di pi\u00f9, guadagna di pi\u00f9 e chi merita ottiene i maggiori riconoscimenti\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 un vero e proprio temino sul modello del Padre Severo: la disciplina come obbedienza all&#8217;autorit\u00e0, misura di premi e punizioni, strumento per farsi strada nella vita, origine di ogni gerarchia. Morale, ricchezza e potere vanno di pari passo. Una volta garantita l&#8217;uguaglianza delle opportunit\u00e0, chi \u00e8 pi\u00f9 bravo, pi\u00f9 disciplinato e pi\u00f9 obbediente arriva in cima, mentre gli esclusi sono colpevoli della loro condizione.<br \/>\nPeccato che in realt\u00e0 proprio quest&#8217;impostazione conservatrice abbia come inevitabile sbocco un paese berlusconiano. &#8220;Papi Silvio&#8221; \u00e8 un prodotto del modello del Padre Severo. Chi infatti pu\u00f2 garantire la meritocrazia? Non lo Stato, che Fini liquida con la classica formula liberista.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPer la Destra, lo Stato deve essere efficiente, non invadente\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Dunque il mercato, la mano invisibile, garantir\u00e0 la giusta ricompensa ai cittadini retti, disciplinati e capaci. Si \u00e8 ben visto, ormai, quanto questa favola sia inconsistente. Nelle mani del mercato, l&#8217;uguaglianza delle opportunit\u00e0 diventa carta straccia, e il liberismo si trasforma in una selezione innaturale, dove trionfa chi pi\u00f9 si vende, chi imbocca pi\u00f9 scorciatoie, chi pi\u00f9 prevarica e pi\u00f9 si mostra.<br \/>\nFini, invece, nasconde questa parentela stretta tra &#8220;Papi Silvio&#8221; e il &#8220;Padre Severo&#8221; e conclude con una frase fiduciosa e ottimista, ancora una volta affermativa.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNon dobbiamo costruirla dal nulla, quest&#8217;Italia migliore: c&#8217;\u00e8 gi\u00e0. Dobbiamo solo far sentire la sua voce\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche per noi l&#8217;Italia migliore c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, o meglio: gli italiani migliori. Sono quelli che ogni giorno difendono i beni comuni e lottano per dignit\u00e0, solidariet\u00e0 e autodeterminazione. Queste persone non si sono certo scordate chi sia Fini e cosa abbia fatto in tutti questi anni. Oggi avanzano in ordine sparso, con molte voci, ma sapranno trovare una lingua comune, lontana da elenchi vuoti e tristi giochini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La discussione in calce al primo post sul \u00abPotere Pappone\u00bb non accenna a spegnersi e nemmeno a calare di intensit\u00e0. Nel momento in cui scriviamo, siamo intorno ai 350 commenti e il livello \u00e8 davvero molto alto. Nel frattempo, sono accadute due cose che, se possibile, mettono altra carne al fuoco. 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