{"id":16149,"date":"2014-02-24T20:40:34","date_gmt":"2014-02-24T19:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=16149"},"modified":"2025-02-14T18:33:45","modified_gmt":"2025-02-14T17:33:45","slug":"quello-che-cristicchi-dimentica-di-dire-magazzino-18-gli-italiani-brava-gente-e-le-vere-larghe-intese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/02\/quello-che-cristicchi-dimentica-di-dire-magazzino-18-gli-italiani-brava-gente-e-le-vere-larghe-intese\/","title":{"rendered":"Quello che Cristicchi dimentica. Magazzino 18, gli \u00abitaliani brava gente\u00bb e le vere larghe intese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16150\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Simone-Cristicchi.jpg\" alt=\"Simone Cristicchi\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>di <strong>Piero Purini<\/strong> (guest blogger),<br \/>\ncon una postilla di <strong>Wu Ming <\/strong>e una breve linkografia ragionata.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<h5 style=\"text-align: left;\">[Abbiamo chiesto allo storico\u00a0<strong>Piero Purini<\/strong>\u00a0 &#8211; o Purich, cognome della famiglia prima che il fascismo lo italianizzasse &#8211; di guardare il discusso spettacolo\u00a0di Simone Cristicchi e recensirlo per <em>Giap<\/em>.<br \/>\nPurini \u00e8 autore del fondamentale\u00a0<em>Metamorfosi etniche. I cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria. 1914-1975<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/shop.kappavu.it\/KV\/prodotto\/metamorfosi-etniche\/\">appena ristampato da KappaVu\u00a0<\/a>con una prefazione di\u00a0<strong>Jo\u017ee Pirjevec<\/strong>.<br \/>\nConsigliamo questo libro a chiunque voglia conoscere e capire la storia del confine orientale nel Novecento. L&#8217;autore ha scovato, consultato e confrontato non solo fonti &#8220;nostrane&#8221;, come troppo spesso accade, ma anche fonti in lingua tedesca, slovena, croata e inglese.<br \/>\nPer potersi dedicare alla ricerca degli \u00abesodi\u00bb\u00a0e delle migrazioni forzate nella zona che va dal Friuli orientale al Quarnero, Purini \u00e8 dovuto andare all&#8217;Universit\u00e0 di Klagenfurt, visto che in Italia aveva trovato solo porte chiuse. <em>Metamorfosi etniche<\/em> \u00e8 l&#8217;espansione della sua tesi di dottorato.<br \/>\nPiero \u00e8 modesto e non lo dice in giro, ma un paio di settimane fa lui e\u00a0<strong>Poljanka Dolhar<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.radio3.rai.it\/dl\/radio3\/programmi\/puntata\/ContentItem-3c3008d3-5199-4329-8653-7c20e5713b20.html\">hanno messo in fuga da Radio 3\u00a0<strong>Marcello Veneziani,<\/strong><\/a> e senza nemmeno fargli \u00abBuh!\u00bb Cliccare e ascoltare per credere, ma solo dopo aver letto l&#8217;articolo qui sotto.<br \/>\nIn calce, una nostra postilla su\u00a0\u00abmemoria condivisa\u00bb e rimozione del conflitto.<br \/>\nRicordiamo che sotto il post ci sono due comandi: uno permette di salvarlo in ePub, l&#8217;altro lo apre in versione ottimizzata per la stampa.<br \/>\n<strong>AGGIORNAMENTO DEL 26\/02:<\/strong> in fondo al post, ospitiamo la replica di Cristicchi.<br \/>\n<strong>AGGIORNAMENTO DEL 19\/03:<\/strong> <a href=\"#aggiornamento\">in fondo al post<\/a>, Purini analizza la seconda replica di Cristicchi (e Bernas).]<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Magazzino 18<\/em> di Simone Cristicchi mi \u00e8 sembrato un&#8217;operazione teatrale molto furba con uno scopo politico pi\u00f9 che evidente: fornire uno strumento artistico efficace per propagandare la cosiddetta memoria condivisa, tanto cara al mondo politico \u00abpostideologico\u00bb, secondo cui tutti gli italiani devono riconoscersi in una storia comune. Storia comune di cui, fin dal nefasto incontro Fini-Violante del 1998, le foibe e l&#8217;esodo sono pietre angolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questa finalit\u00e0 prettamente politica \u00e8 andata decisamente a scapito del valore artistico dello spettacolo: ne \u00e8 risultata una pi\u00e8ce teatrale che mette insieme in maniera piuttosto bislacca generi disparati, richiami furbeschi all&#8217;immaginario collettivo italiano, imitazioni di spettacoli o film pi\u00f9 o meno familiari allo spettatore medio. Un mix nazionalpopolare (a mio avviso piuttosto noioso e stucchevole) in cui troviamo un impiegato romano burino (che risulter\u00e0 nostalgicamente simile ad alcune macchiette di Alberto Sordi); suggestioni musicali che si ispirano evidentemente a <i>Schindler&#8217;s List<\/i> (a suggerire per l&#8217;ennesima volta l&#8217;improprio paragone tra l&#8217;esodo giuliano-dalmata e la Shoah); imbarazzanti imitazioni di Marco Paolini, sia nella struttura dello spettacolo, sia nella recitazione; discutibili inserti tipo musical (alcuni brani non stonerebbero in film Disney come <i>Pomi d&#8217;ottone e manici di scopa <\/i>o <i>Tutti insieme appassionatamente<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Secondo me, proprio l&#8217;ultima di queste canzoni &#8211; una via di mezzo tra <i>Aladdin <\/i>e <i>Il re Leone<\/i> &#8211; mostra l&#8217;ambiguit\u00e0 che permea l&#8217;intero spettacolo. La canzone si intitola <i>Non dimenticare<\/i> e recita: <i>\u00abNon \u00e8 un&#8217;offesa che cede al rancore \/ non \u00e8 ferita da rimarginare \/ \u00e8 l&#8217;undicesimo comandamento: \/ non dimenticare\u00bb<\/i>.<br \/>\nE&#8217; sottinteso, ci\u00f2 che non si deve dimenticare \u00e8 la tragedia delle foibe e dell&#8217;esodo, ma per ricordare questi eventi Cristicchi non esita a dimenticarne o trascurarne completamente altri che potrebbero risultare estremamente scomodi per lo scopo del suo spettacolo: appunto la creazione di una memoria collettiva esclusivamente italiana.<\/p>\n<h3><strong>Cinque minuti e poi&#8230;<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Innanzitutto Cristicchi dimentica di contestualizzare storicamente l&#8217;esodo. \u00c8 vero che nello spettacolo \u00e8 stata inserita una scena in cui vengono narrati i suoi antefatti storici, ma questa scena \u00e8 del tutto assente nel cd allegato al libro e, se non sbaglio, ridotta nella lunghezza in alcune repliche, in quanto &#8211; almeno cos\u00ec mi sembra confrontando la trasmissione Rai, il cd e alcuni spezzoni tratti da YouTube &#8211; lo spettacolo viene modificato a seconda del luogo dov&#8217;\u00e8 rappresentato.<\/p>\n<p>Tale spiegazione storica \u00e8 comunque troppo breve (<em>cinque minuti scarsi<\/em> su uno spettacolo di un&#8217;ora e tre quarti), superficiale, inesatta e abbonda di luoghi comuni. Talmente sbrigativa che sembra essere stata inserita al solo scopo di prevenire eventuali accuse di scarsa obiettivit\u00e0 e dare un&#8217;apparenza bipartisan allo spettacolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-16257 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/MAGAZZINO18.jpg\" alt=\"Locandina Magazzino 18\" width=\"500\" height=\"593\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La complessit\u00e0 etnico-linguistico-nazionale del territorio \u00e8 liquidata dicendo che \u00ab<i>per questo fazzoletto di terra ci sono passati tutti: italiani, austriaci, francesi, ungheresi, slavi\u00bb. <\/i>Gi\u00e0 con questa descrizione Cristicchi pu\u00f2 creare confusione nel pubblico: lo spettatore inconsapevole non sa che in questo territorio c&#8217;erano popolazioni autoctone (italiani, sloveni e croati) presenti da secoli, spesso fuse e mescolate tra loro, mentre Austria-Ungheria e Francia furono le entit\u00e0 statali che lo amministrarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche sul termine \u00abitaliani\u00bb ci sarebbe da ridire, in quanto, pi\u00f9 che di \u00abitaliani\u00bb si trattava di popolazioni che parlavano il dialetto istroveneto della zona. Probabilmente la maggior parte degli italofoni residenti a Trieste o a Gorizia avevano la percezione di s\u00e9 come fedeli sudditi asburgici, mentre l&#8217;irredentismo era appannaggio di una limitata ma rumorosa minoranza di altoborghesi (che proprio per la loro posizione sociale riusciva ad amplificare a dismisura le tesi favorevoli all&#8217;Italia) e di un&#8217;altrettanta sparuta minoranza di giovani contestatori che vedevano nel mito dell&#8217;Italia la contrapposizione ad un&#8217;Austria percepita come vecchia, bigotta ed opprimente. Esisteva anche una comunit\u00e0 di diverse decine di migliaia di persone di lingua tedesca, che risiedeva sul territorio da almeno 120 anni, e una miriade di piccole ma culturalmente vivacissime comunit\u00e0 non italiane: ebrei, serbi, cechi, greci, armeni, svizzeri, rumeni, turchi.<\/p>\n<h3><strong>Gli altri esodi prima dell&#8217;esodo<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Ci\u00f2 che Cristicchi dimentica \u00e8 che questo equilibrio e questa (fragile) convivenza non furono interrotte dal fascismo &#8211; come sostiene in <i>Magazzino 18<\/i> -, ma gi\u00e0 dalle autorit\u00e0 militari italiane subito dopo la conquista del territorio nel 1918.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dimentica che con la vittoria nella Grande Guerra l&#8217;Italia si annesse un territorio che comprendeva circa 500.000 non italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16210\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/grande_italia.jpg\" alt=\"La grande Italia. Cartolina propagandistica su Trieste irredenta, 1915\" width=\"500\" height=\"323\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi, che ha voluto scrivere uno spettacolo sull&#8217;\u00abEsodo\u00bb, dimentica che quello giuliano-dalmata non fu il primo spostamento forzato di popolazione di questo territorio: gi\u00e0 a partire dal novembre &#8217;18 si verific\u00f2 una diaspora degli abitanti della zona, che se ne andavano perch\u00e9 temevano l&#8217;arrivo delle truppe italiane o perch\u00e9 la nuova sistemazione politica del territorio impediva loro di poter restare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dimentica che le autorit\u00e0 militari italiane gi\u00e0 nel novembre 1918 chiusero tutte le scuole della comunit\u00e0 tedesca della Venezia Giulia trasformandole in buona parte in caserme;<br \/>\ndimentica che insegnanti tedeschi, sloveni e croati persero il lavoro, furono espulsi o addirittura internati perch\u00e9 continuavano ad insegnare clandestinamente nelle loro lingue;<br \/>\ndimentica che migliaia di reduci dell&#8217;esercito austroungarico non poterono tornare alle proprie case perch\u00e9 le autorit\u00e0 militari permettevano il rientro ai soli reduci di lingua italiana;<br \/>\ndimentica che gi\u00e0 nel primo anno di occupazione (1918-&#8217;19) l&#8217;intellighenzia culturale slovena e croata (850 persone tra sacerdoti ed insegnanti) venne internata nel Meridione perch\u00e9 rappresentava il veicolo di sopravvivenza della lingua e della cultura delle due minoranze;<br \/>\ndimentica che vi fu una campagna di delazione nei confronti di chi in casa parlava ancora tedesco, o che molti di coloro che erano definiti \u201caustriacanti\u201d (anche di lingua italiana) vennero fatti salire senza troppe cerimonie sui treni e spediti a Vienna o a Graz.<br \/>\nDal 1918 al 1920 la <i>vox populi<\/i> locale parl\u00f2 di oltre 40.000 partenze dalla sola Trieste verso Austria e Jugoslavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dimentica (o non sa) che l&#8217;esodo da Pola di cui parla nel suo spettacolo fu preceduto da un altro che nel 1918-&#8217;19 vide la partenza di oltre un terzo degli abitanti, e che fu questo esodo a rendere la popolazione cos\u00ec compattamente italiana, dal momento che se ne andarono la stragrande maggioranza dei tedeschi e una parte consistente dei croati e degli sloveni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi ignora che nel periodo tra le due guerre oltre 100.000 abitanti della Venezia Giulia partirono per Jugoslavia, Austria o Argentina perch\u00e9 le condizioni del territorio sotto l&#8217;Italia erano per loro invivibili;<br \/>\ndimentica &#8211; o pi\u00f9 probabilmente non sa, perch\u00e9 la storiografia italiana non ne ha quasi mai parlato &#8211; che nel 1919 pi\u00f9 di mille ferrovieri tedeschi e sloveni del compartimento di Trieste vennero pretestuosamente licenziati in tronco durante uno sciopero e spediti in Austria e in Jugoslavia per poterli sostituire con personale ferroviario italiano;<br \/>\ndimentica che lo Stato italiano port\u00f2 avanti una campagna di insediamento di italiani provenienti soprattutto dal Veneto e dalla Puglia per sostituire i non italiani che erano partiti e che dal &#8217;18 al &#8217;31 furono quasi 130.000 gli immigrati nella Venezia Giulia, un numero tale che le autorit\u00e0 dovettero addirittura proibire l&#8217;immigrazione nelle nuove province, perch\u00e9 la situazione economica del territorio non permetteva di fornire occupazione a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I primi immigrati ad arrivare furono 47.000 tra militari, carabinieri, poliziotti, guardie carcerarie, che dovevano imporre un controllo di stampo quasi coloniale alle nuove terre. La militarizzazione del territorio \u00e8 particolarmente evidente se viene confrontata con la situazione prebellica: prima del conflitto l\u2019Austria manteneva di stanza nel Litorale solamente 25.000 tra soldati e gendarmi, di cui ben 17.000 concentrati a Pola, dove si trovava la pi\u00f9 grande base militare della marina austroungarica.<br \/>\nCristicchi, poi, dimentica (ma pi\u00f9 probabilmente ignora) che nel settembre del 1920, per piegare un sciopero, l&#8217;esercito cannoneggi\u00f2 le case del rione \u201crosso\u201d di San Giacomo, caso unico nella storia d&#8217;Italia di uso dell&#8217;artiglieria pesante contro un centro abitato in tempo di pace.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;incendio del Narodni Dom<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella sua scena di \u00abintroduzione storica\u00bb Cristicchi parla delle violenze contro i non-italiani (attribuendole tutte al fascismo, ancor prima che il partito fascista esistesse) e cita \u2013 giustamente &#8211; l&#8217;incendio del Narodni Dom, l&#8217;enorme casa del popolo, centro culturale e simbolo degli sloveni, dei croati e dei cechi nel centro di Trieste. Cristicchi sostiene che la sua distruzione fu \u00abla prima grande frattura tra gli italiani della Venezia Giulia e la popolazione slovena e croata\u00bb. Affermazione discutibile, visto che tensioni e violenze ce n&#8217;erano gi\u00e0 state prima, e che \u2013 ad esempio \u2013 gi\u00e0 in epoca asburgica il principale partito italiano, quello liberalnazionale, aveva ottenuto che a Trieste venisse impedita la costruzione di un liceo sloveno.<\/p>\n<div id=\"attachment_16182\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16182\" class=\"size-full wp-image-16182\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/hotelBalkanincendio1.jpg\" alt=\"L'incendio del Narodni Dom, 13 luglio 1920\" width=\"500\" height=\"371\" \/><p id=\"caption-attachment-16182\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;incendio del Narodni Dom di Trieste, 13 luglio 1920<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Per giunta Cristicchi presenta l&#8217;incendio del Narodni Dom come una reazione all&#8217;uccisione di due militari italiani a Spalato. La stampa nazionalista dell&#8217;epoca aveva per\u00f2 omesso di dire che quei due militari avevano appena mitragliato i partecipanti ad una manifestazione, uccidendone uno, e pure Cristicchi omette questo particolare. Invece, rispetto all&#8217;incendio, in un&#8217;intervista a Repubblica ha sostenuto che ci sono \u00abdubbi e chiaroscuri\u00bb (aggiungendo tra l&#8217;altro \u00abL\u00ec \u00e8 morta una persona soltanto\u00bb!), insinuando forse l&#8217;interpretazione in voga durante il fascismo secondo cui dal palazzo si spar\u00f2 e vennero gettate bombe contro gli assedianti, versione gi\u00e0 ampiamente smentita dalla stampa non fascista e dalla stampa straniera dell&#8217;epoca, nonch\u00e9 da storici titolati e decisamente non sospettabili di simpatie filoslave come <strong>Carlo Schiffrer<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Chi ha detto \u00abItaliano = fascista\u00bb?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Magazzino 18<\/em> descrive le prevaricazioni che il fascismo adott\u00f2 per legge contro le minoranze:<br \/>\nil divieto di utilizzare lingue straniere nei tribunali e negli uffici pubblici (ma dimentica che gli sloveni riottennero questo diritto solo nel 2001!);<br \/>\nla totale chiusura delle scuole slovene e croate;<br \/>\nla rimozione delle tabelle in lingue slave (ma dimentica che ancor oggi nel centro di Trieste non ci sono le tabelle bilingui per non urtare la sensibilit\u00e0 di qualcuno&#8230;);<br \/>\nl&#8217;italianizzazione di \u00abmolti\u00bb cognomi (si parla di 100.000 persone solo a Trieste, mezzo milione in tutta la Venezia Giulia&#8230; <i>Solo<\/i> \u00abmolti\u00bb?) e quella dei toponimi (con paesi che ancor oggi, nonostante gli esiti di referendum locali, non possono tornare ufficialmente al nome originario perch\u00e9 \u00e8 necessaria una votazione in parlamento)&#8230;<br \/>\n\u00abGradualmente,\u00bb dice Cristicchi, \u00abgli spazi culturali, economici e sociali degli slavi vengono soppressi\u00bb. Corretto. Ma non sarebbe stato male aggiungere che accanto alle chiusure per legge avvenivano veri e propri pogrom antislavi, con distruzione di tipografie, circoli, case private, negozi. Chi parlava sloveno o croato in pubblico rischiava bastonate, sputi (alcuni zelanti maestri erano usi sputare in bocca agli alunni che non parlavano in italiano), olio di ricino e addirittura olio da motore, come quello che venne somministrato al dirigente di coro <strong>Lojze Bratu\u017e<\/strong>, che mor\u00ec un mese dopo.<\/p>\n<div id=\"attachment_16184\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16184\" class=\"size-full wp-image-16184\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Bratuz.jpg\" alt=\"Bratuz\" width=\"498\" height=\"590\" \/><p id=\"caption-attachment-16184\" class=\"wp-caption-text\">Lojze Bratu\u017e, italianizzato in Luigi Bertossi. Morto a Gorizia nel 1937 a soli trentaquattro anni. Una squadra fascista lo sequestr\u00f2 e gli fece bere a forza olio da motore. Il giorno della sua morte, gli amici si radunarono di fronte all&#8217;ospedale e cantarono una canzone slovena (gesto proibito dal fascismo), poi fuggirono per non subire violenze a loro volta.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi scrive che il risentimento produsse tra sloveni e croati l&#8217;equazione \u00abitaliano = fascista\u00bb. E anche qui c&#8217;\u00e8 una bella dimenticanza. In realt\u00e0 questa uguaglianza non fu un&#8217;invenzione di sloveni e croati, ma per un ventennio fu portata avanti dalla propaganda fascista: proclamando l\u2019entrata in guerra contro l\u2019Etiopia, dal balcone di palazzo Venezia, il Duce aveva enfaticamente affermato: \u00abL\u2019identit\u00e0 tra Italia e fascismo \u00e8 perfetta, assoluta, inalterabile\u00bb<i>. <\/i>Dunque anche qui si attribuisce agli slavi come errore di valutazione una parola d&#8217;ordine che invece era ben radicata nell&#8217;ideologia fascista e probabilmente gradita a non pochi italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16207\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Fascist_italianization.jpg\" alt=\"Cartello contro l'uso della lingua croata affisso dai fascisti a Dignano\/Vodnjan\" width=\"500\" height=\"699\" \/><\/p>\n<h3><strong>Occupazione fascista e Resistenza<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi passa poi all&#8217;analisi del periodo bellico: cita l&#8217;invasione della Jugoslavia, gli incendi di villaggi, i massacri di civili, i crimini di guerra per cui nessuno ha mai pagato, gli ordini delittuosi di Roatta, le migliaia di morti nei campi di internamento, in primis quello di Arbe (anche se attribuisce tutto ci\u00f2 a Mussolini, quando invece dietro di lui c&#8217;era tutto un apparato militare e amministrativo-burocratico che sosteneva le sue avventure belliche al di l\u00e0 dell&#8217;appartenenza al fascismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutto corretto storicamente, ma troppo sbrigativo: quelle che sono le cause principali di foibe e deportazioni sono liquidate in poche frasi. Forse Cristicchi avrebbe potuto ricordare la citt\u00e0 di Lubiana, circondata da filo spinato e trasformata essa stessa in un enorme campo di concentramento; avrebbe potuto spiegare come i militari italiani a Podhum uccisero 91 abitanti, ne deportarono 900 e rasero al suolo l&#8217;intero paese, non diversamente da quanto i tedeschi fecero a Sant&#8217;Anna di Stazzema o a Marzabotto. Avrebbe potuto dire che la Slovenia ebbe un numero di vittime pari al 6,3% della popolazione, addirittura la citt\u00e0 di Lubiana raggiunse il 9% di vittime; avrebbe potuto dire che la Jugoslavia cont\u00f2 un milione e centomila vittime su una popolazione di 15 milioni (solo a titolo di paragone l&#8217;Italia su 43 milioni ebbe circa 450.000 vittime).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Soprattutto, Cristicchi dimentica (o non sa) che molti di quelli che sfuggirono ai massacri italiani e tedeschi andarono ad ingrossare le fila della resistenza antifascista di Tito.<\/p>\n<div id=\"attachment_16185\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16185\" class=\"size-full wp-image-16185\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ravnich4.jpg\" alt=\"Partigiani della divisione italiana Garibaldi, II\u00b0 Korpus dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia.\" width=\"500\" height=\"321\" \/><p id=\"caption-attachment-16185\" class=\"wp-caption-text\">Partigiani della divisione italiana Garibaldi, inquadrata nel II\u00b0 Korpus dell&#8217;Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">I partigiani, nel racconto di Cristicchi, ad un certo punto \u00abscendono dalle montagne dell&#8217;interno dove sono accampati\u00bb ed iniziano a girare casa per casa alla ricerca delle loro vittime su cui sfogare la propria vendetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi omette di dire che i partigiani non fecero campeggio in montagna per poi andare ad ammazzare gli italiani: sostennero una lotta durissima contro le forze dell&#8217;Asse, contro i nazifascisti e dopo l&#8217;8 settembre 1943 contro i tedeschi <i>e contro i collaborazionisti italiani che continuarono a combattere a fianco dei nazisti.<\/i> Perch\u00e9 anche questo Cristicchi dimentica: che con l&#8217;armistizio e la dissoluzione dell&#8217;esercito italiano, una parte dei soldati italiani riusc\u00ec a tornare a casa, mentre altri si unirono proprio a quelle forze di Tito che sarebbero \u00abscese dalle montagne\u00bb per \u00abcolpire gli italiani che sono un ostacolo\u00bb alla grande Jugoslavia (termine inventato: non \u00e8 mai esistita una \u00abgrande Jugoslavia\u00bb, a significarne l&#8217;espansionismo, a differenza di \u00abgrande Serbia\u00bb, o \u00abgrande Germania\u00bb).<br \/>\nAltri soldati italiani continuarono a combattere assieme ai tedeschi. Cristicchi dimentica di dire che spesso questi collaborazionisti italiani si incaricarono del \u00ablavoro sporco\u00bb (rastrellamenti, torture, esecuzioni), forse facendo \u2013 questi s\u00ec \u2013 odiare gli italiani in quanto fascisti.<\/p>\n<p>Inoltre, quando parla dei partigiani Cristicchi li descrive sempre come \u00abbande\u00bb, \u00abtitini\u00bb, \u00abribelli\u00bb rimuovendo il fatto che i soldati di Tito non furono bande feroci e selvagge, bens\u00ec un esercito che combatteva contro l&#8217;Asse e considerato parte integrante delle forze alleate.<\/p>\n<h3><strong>Infoibare la storia<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;argomento foibe, poi, \u00e8 un condensato di luoghi comuni e dimenticanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Innanzitutto Cristicchi omette la distinzione tra le cosiddette \u00abfoibe istriane\u00bb (1943) e le \u00abfoibe triestine\u00bb (1945). Le prime furono una sorta di <em>jacquerie<\/em>, di rivolta contadina contro chi aveva detenuto il potere fino ad allora, in cui la rappresaglia politica pot\u00e8 mescolarsi in alcuni casi a vendette personali. Cristicchi esclama: \u00abSta gente \u00e8 stata ammazzata in tempo de pace!\u00bb, ma dimentica che nel settembre &#8217;43 c&#8217;era ancora la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16186\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/cristicchim.jpg\" alt=\"Simone Cristicchi\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sulle foibe triestine, Cristicchi sfrutta il solito luogo comune secondo cui tutte le vittime sarebbero state infoibate. Come sa chiunque si occupi anche lontanamente dell&#8217;argomento, gli scomparsi del maggio &#8217;45 finiti effettivamente nelle voragini carsiche sono stati una minoranza: qualche decina di persone. Gli altri furono deportati in quanto appartenenti a forze armate che avevano combattuto contro l&#8217;esercito jugoslavo, al pari di quanto accadde agli italiani catturati da inglesi, francesi, americani e russi. Le condizioni della prigionia non erano certamente delle pi\u00f9 facili (ma i soldati catturati in Russia o in Africa non ebbero condizioni migliori); va detto per\u00f2 che buona parte di chi non aveva responsabilit\u00e0 personali riusc\u00ec a tornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per fascisti e collaborazionisti vennero allestiti processi che si conclusero anche con condanne a morte. Il fatto per\u00f2 che le persone venissero liquidate \u00abin quanto italiane\u00bb \u00e8 smentito sia dal fatto che alcuni fascisti colpevoli di crimini vennero liberati dagli jugoslavi che non li riconobbero (il che la dice lunga sulla \u00abterribile efficienza\u00bb della polizia segreta jugoslava), sia dai numeri. Cristicchi d\u00e0 cifre vaghe (500, 5.000, 10.000, 14.000), mentre quasi tutti quelli che sono andati a spulciarsi uno per uno le liste dei \u201cdesaparecidos\u201d concordano su un numero tra 1.000 e 2.000 persone. Cifre analoghe a quelle dei morti negli ultimi giorni di guerra a Genova, a Torino o in Emilia. Dove per\u00f2 mai nessuno \u00e8 stato ucciso \u00abin quanto italiano\u00bb. Mi sembra dunque che questi numeri siano la riprova numerica del fatto che in queste terre le esecuzioni del maggio &#8217;45 non hanno risposto ad una logica di pulizia etnica, bens\u00ec siano state la \u2013 purtroppo \u2013 fisiologica resa dei conti di un conflitto che era stato atroce e fortemente ideologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se poi si vanno a confrontare le cifre delle vittime a guerra finita in Jugoslavia, si nota come altrove \u2013 dove Tito non doveva temere di rendere conto agli alleati \u2013 la mano della giustizia partigiana fu estremamente pi\u00f9 pesante rispetto alla Venezia Giulia dove sarebbe avvenuta la \u00abpulizia etnica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sorvolo sul caso Norma Cossetto, sulla descrizione della foiba (che sembra tratta pari pari dal racconto del sedicente sopravvissuto Graziano Udovisi) e sulla strage di Vergarolla, in quanto Cristicchi le interpreta come avvenimenti sicuri, ma dimentica di segnalare che si tratta invece di singoli episodi sui quali sono cresciuti a dismisura racconti mai corroborati da prove, o al massimo si sono fatte ipotesi investigative.<\/p>\n<h3><strong>Davvero \u00abnon si pu\u00f2 vivere senza essere italiani\u00bb?<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Rispetto all&#8217;esodo \u00e8 interessante come Cristicchi generalizzi l&#8217;esodo da Pola, facendo credere che anche l&#8217;esodo dalle altre parti dell&#8217;Istria, da Fiume, da Zara, dalla Zona B, dal Muggesano si sia svolto nello stesso modo. La questione \u00e8 che l&#8217;esodo da Pola risponde a tutti i clich\u00e9s di cui lo spettacolo ha bisogno: la partenza in tempi brevi, le navi, il trasporto delle masserizie, la neve, la bora.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dimentica che l&#8217;esodo fu un fenomeno estremamente complesso, che avvenne con modalit\u00e0 e tempi diversi: Zara fu addirittura sfollata ancora durante la guerra <i>a causa dei bombardamenti angloamericani<\/i>, l&#8217;esodo di Fiume si risolse in pochi mesi, l&#8217;esodo dalla Zona B si prolung\u00f2 per anni, dando il tempo agli abitanti di fare una lunga analisi sul se, sul come e sul quando partire; quello del Muggesano coinvolse una popolazione in larghissima parte comunista cominformista che in maggioranza rifiut\u00f2 l&#8217;aiuto delle associazioni dei profughi per non essere strumentalizzata dalla destra o dalla DC.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Soprattutto, Cristicchi dimentica le mille cause di questa complessit\u00e0. Banalizza affermando che ci fu una causa sola: la gente part\u00ec \u00abperch\u00e9 non si pu\u00f2 vivere senza essere italiani\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In nome di questa tesi, Cristicchi rimuove il fatto che la Jugoslavia stava realizzando riforme di stampo socialista nell&#8217;economia: aveva appena approvato pesanti restrizioni nel commercio privato, imposto la distribuzione delle derrate alimentari attraverso cooperative, pesantemente tassato le rendite finanziarie, attuato una riforma agraria in base alla quale venne proclamata l\u2019abolizione della mezzadria, del colonato e del lavoro agricolo su appalto, assegnato le terre ai contadini che dimostrassero di lavorarle da almeno quindici anni, e infine stabilito il sequestro dei latifondi e la distribuzione delle terre, nonch\u00e9 l&#8217;uso collettivo delle macchine agricole, tassando pesantemente le terre incolte ed i terreni oltre determinate superfici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In un contesto del genere, che qui mi sono limitato a riassumere, \u00e8 chiaro che tutta una serie di categorie (proprietari immobiliari, commercianti all&#8217;ingrosso e al dettaglio, imprenditori, locatori, addetti alla distribuzione ecc.) videro la partenza come l&#8217;unica soluzione dei loro problemi, a prescindere da quale paese vi fosse oltre frontiera. Credo che sull&#8217;esodo abbia giocato molto di pi\u00f9 la paura di un sistema economico-politico demonizzato dal fascismo, dalla chiesa e dall&#8217;influente DC che di l\u00e0 dal confine spingeva per la partenza del maggior numero di persone. Non si dimentichi inoltre che per la piccola e media borghesia (quella che oggi viene chiamata <em>middle class<\/em>) la questione si semplificava in un&#8217;equazione molto banale: Jugoslavia = comunismo = miseria, Italia = Stati Uniti = ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un&#8217;altra paura che spingeva alla partenza era il sovvertimento di quello che fino ad allora era stato l&#8217;ordine sociale: le classi che avevano detenuto il potere venivano ad essere spazzate via da una sorta di tsunami sociale. Operai e braccianti diventavano arbitri dell&#8217;esistenza di chi fino ad allora aveva tenuto le redini del sistema sociale e ora non intendeva diventare subalterno agli ex servi. Non dunque fuga per l&#8217;italianit\u00e0, quanto fuga dal socialismo, dal ridimensionamento sociale e dalla (probabile) miseria.<\/p>\n<div id=\"attachment_16187\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16187\" class=\"size-full wp-image-16187\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ilbuedadelcornutoallasino.jpg\" alt=\"Lui ricorda, solo che ricorda male.\" width=\"500\" height=\"706\" \/><p id=\"caption-attachment-16187\" class=\"wp-caption-text\">Lui ricorda! Ma solo quello che gli fa comodo. Per giunta, lo ricorda male.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dimentica che le autorit\u00e0 italiane spinsero sotterraneamente all&#8217;esodo: attraverso le organizzazioni degli esuli, in Istria si pubblicavano appelli per la partenza e si reclamizzavano i veri e finti vantaggi che i profughi avrebbero avuto in Italia (non si dimentichi che comunque, da un punto di vista economico, l&#8217;Istria era una delle zone pi\u00f9 depresse del Regno d&#8217;Italia e perci\u00f2 l&#8217;esodo poteva essere addirittura allettante). La DC, riuscita ad accreditarsi come la forza politica che maggiormente tutelava i profughi, doveva rendere solida la propria base nelle terre di confine e dopo il 1954 la massa di profughi fu fatta fermare a Trieste, nell&#8217;intento da parte del governo di rendere pi\u00f9 sicura una citt\u00e0 che in realt\u00e0 molto fedele all&#8217;Italia non era mai stata (i due quinti dell&#8217;elettorato triestino si esprimevano per partiti favorevoli all&#8217;indipendenza). A Trieste i profughi ebbero precedenza nell&#8217;impiego pubblico e privato e graduatorie privilegiate nell&#8217;assegnazione di case popolari. In <em>Magazzino 18<\/em> si dimentica che, con la saturazione del mercato del lavoro e l&#8217;impossibilit\u00e0 di accedere ad alloggi, circa 25.000 triestini dovettero optare per l&#8217;emigrazione in Australia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche i numeri confutano la tesi che gli esuli siano partiti per mantenere la propria italianit\u00e0. Cristicchi, prendendo come oro colato il numero canonico di 350.000 profughi (in realt\u00e0 inventato da Flaminio Rocchi), dimentica che in base al censimento del 1936 il numero di italiani residenti nelle terre perse era di 264.799. Se si d\u00e0 credito alla cifra di Rocchi, si afferma automaticamente che 85.000 non italiani partirono&#8230; per restare italiani!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non ho grandi considerazioni da fare sul pessimo accoglimento dei profughi a Bologna, salvo ricordare che purtroppo accoglienze di questo genere sono piuttosto frequenti: anche i profughi sloveni dopo la prima guerra mondiale, quando giunsero nei loro luoghi di destinazione in Jugoslavia, vennero spesso accolti con epiteti come <em>lahi<\/em> \u2013 spregiativo di \u00abitaliani\u00bb &#8211; e <em>fa\u0161isti<\/em>, proprio coloro dai quali stavano scappando.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sulle condizioni dei campi profughi, \u00e8 indubbio che esse furono terribili, ma solo una minoranza assoluta dei profughi ci visse per dieci anni (come si dice in <em>Magazzino 18<\/em>): per la maggior parte fu un periodo di transizione relativamente breve: in genere, dopo qualche anno, a volte solo qualche mese, i profughi ottenevano alloggi popolari di buona qualit\u00e0. A Trieste vennero edificati interi rioni esclusivamente per profughi, come il complesso di Chiarbola con 112 edifici per un totale di 868 appartamenti.<\/p>\n<h3><strong>Visita a Goli Otok<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Infine due accenni: il \u00abcontroesodo\u00bb e i \u00abrimasti\u00bb.<br \/>\nCristicchi dimentica che, tra i cantierini monfalconesi andati in Jugoslavia per \u00abcostruire il socialismo\u00bb, quelli che non abbracciarono la causa del Cominform poterono tranquillamente restare in Jugoslavia. Degli altri solo una minoranza venne arrestata ed internata. La maggior parte pot\u00e8 tranquillamente (e mestamente) tornarsene in Bisiacheria. I monfalconesi che finirono nei gulag della costa adriatica furono una quarantina, a dimostrazione che non ci fu alcun accanimento contro di essi \u00abin quanto italiani\u00bb, ma solo in quanto irriducibili stalinisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_16190\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/villas-rab.net\/guida\/vacanze-attive-e-gite\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16190\" class=\"size-full wp-image-16190\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/goliotok1.jpg\" alt=\"\u00abA Goli Otok, dopo la visita nelle carceri, si ha a disposizione un piccolo esercizio alberghiero ed un negozio di souvenirs ed inoltre si puo prendere a noleggio una mountain bike per arrampicarsi sui rilievi dell' isoletta.\u00bb Clicca sull'immagine se vuoi visitare Goli Otok.\" width=\"500\" height=\"252\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-16190\" class=\"wp-caption-text\">\u00abA Goli Otok, dopo la visita nelle carceri, si ha a disposizione un piccolo esercizio alberghiero ed un negozio di souvenirs ed inoltre si puo prendere a noleggio una mountain bike per arrampicarsi sui rilievi dell&#8217; isoletta.\u00bb Clicca sull&#8217;immagine se vuoi visitare Goli Otok.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00abNon esiste un monumento, una targa. Niente. Goli Otok non c&#8217;\u00e8 nemmeno sui d\u00e9pliant\u00bb, dice Cristicchi. Gli segnalo che i d\u00e9pliant su Goli Otok ci sono eccome e ci si possono anche fare delle visite di diverse ore. Rester\u00e0 un po&#8217; deluso, perch\u00e9 quella che lui definisce \u00abper quasi 40 anni la prigione della Jugoslavia\u00bb fu un carcere per prigionieri politici per non pi\u00f9 di dieci anni. Divenne poi un penitenziario per criminali comuni e negli anni &#8217;70 fu trasformato in riformatorio, in cui i giovani detenuti venivano indirizzati all&#8217;attivit\u00e0 turistica. Alcuni abitanti della costa mi hanno raccontato che in estate i turisti potevano raggiungere l&#8217;isola in barca e mangiare al ristorante del riformatorio, dove i reclusi lavoravano come cuochi e camerieri. Raccontano ancor oggi di piatti di pesce ottimi e prezzi bassissimi. Dal 1988 l&#8217;intero complesso \u00e8 stato chiuso ed \u00e8 ora fatiscente.<\/p>\n<h3><strong>I \u00abrimasti\u00bb<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi parla della triste sorte dei rimasti, ma dimentica che le comunit\u00e0 italiane di Fiume, Rovigno, Capodistria, Pola, Cittanova (anzi, come piace dire a lui storpiando: Rigeca, Rovini, Coper, Pula, Novigrad&#8230;) ebbero scuole italiane, bilinguismo, la possibilit\u00e0 di relazionarsi con gli uffici pubblici nella propria madrelingua, circoli culturali, cori, giornali, case editrici, rappresentanti nelle istituzioni politiche ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In conclusione credo che Cristicchi sia il primo a dover rispettare quel suo \u00abundicesimo comandamento\u00bb: all&#8217;inizio di <em>Magazzino 18<\/em> parla di un&#8217;\u00abenorme amnesia\u00bb, ma mi pare che questo spettacolo continui a perpetuare un&#8217;amnesia altrettanto enorme su altri aspetti che \u00e8 assolutamente necessario conoscere per capire la storia.<br \/>\nNon dimenticare, caro Simone.<\/p>\n<p>Anzi, magari la prossima volta, per non dimenticare, cerca di informarti meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong>Una postilla sulla\u00a0\u00abmemoria condivisa\u00bb<\/strong><\/h3>\n<div id=\"attachment_16162\" style=\"width: 227px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16162\" class=\"size-full wp-image-16162\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/PieroPurinixweb.jpg\" alt=\"Piero Purini\" width=\"217\" height=\"217\" \/><p id=\"caption-attachment-16162\" class=\"wp-caption-text\">Piero Purini<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche noi, finalmente, abbiamo trovato il tempo e lo stomaco di vedere <em>Magazzino 18<\/em>.<\/p>\n<p>Siamo pienamente d&#8217;accordo con il nostro <em>guest blogger<\/em> quando dice che l&#8217;intento dello show \u00e8 chiaramente politico e tutta l&#8217;operazione si inserisce nella costruzione della solita \u00abmemoria condivisa\u00bb\u00a0pseudo-pacificatrice.<\/p>\n<p>E&#8217; su quest&#8217;ultima che vogliamo aggiungere qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La\u00a0\u00abmemoria condivisa\u00bb \u00e8 in realt\u00e0 <em>smemoria collettiva<\/em>, una ri-narrazione della storia italiana che finge di voler mettere d&#8217;accordo tutti, siano essi oppressori od oppressi; sfruttatori eredi di sfruttatori o sfruttati eredi di sfruttati; nipoti di italiani che combatterono agli ordini di Graziani (cio\u00e8 di Hitler) o nipoti di italiani trucidati dai nazifascisti.<br \/>\nNon devono pi\u00f9 esserci destra e sinistra, ragioni buone e cattive, scelte giuste e sbagliate. Soprattutto, non deve pi\u00f9 esserci <em>lotta<\/em>. A sostituire tutto questo, una marmellata di \u00abopinioni\u00bb preventivamente rese innocue, neutralizzate. Tutti abbiamo avuto le nostre vittime, e le vittime sono vittime, i morti sono tutti uguali ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Frasi come\u00a0\u00abi morti sono tutti uguali\u00bb\u00a0significano in realt\u00e0: tutte le storie si equivalgono, una scelta \u00e8 valsa l&#8217;altra,\u00a0chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, e chi cazzo siete voi per dirci cosa dobbiamo fare, non ci rompete i coglioni.<br \/>\nI morti saranno forse \u00abtutti uguali\u00bb (qualunque cosa significhi), ma sono diverse &#8211; a volte opposte e inconciliabili &#8211; le cause per cui si muore. Se non si riconosce questo, l&#8217;uguaglianza tra i morti \u00e8 solo una supercazzola per difendere un sistema basato sulla disuguaglianza tra i vivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16173\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/GiorgioNapolitano-1.png\" alt=\"Giorgio Napolitano\" width=\"500\" height=\"376\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo il riconoscimento delle\u00a0\u00abbuone ragioni\u00bb\u00a0dei\u00a0\u00abragazzi di Sal\u00f2\u00bb (ma \u00abitaliani di Hitler\u00bb sarebbe pi\u00f9 preciso), \u00e8 stata tutta una valanga.<br \/>\nIn questo processo il\u00a0\u00abcentrosinistra\u00bb ha molte pi\u00f9 responsabilit\u00e0 del\u00a0\u00abcentrodestra\u00bb, che \u00e8 solo passato dalle porte che gentilmente gli venivano aperte. Non a caso quell&#8217;apertura ai repubblichini la fece <strong>Luciano Violante<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Per capirci: se a fini retorici dovessimo dare a questo revisionismo storico omologante un nome di persona, sarebbe quello di <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>, che ne \u00e8 il massimo propugnatore istituzionale. Che dire di quest&#8217;estratto da un suo famoso discorso del 2007, dove\u00a0<em>ogni frase contiene un falso storico<\/em>?<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00ab[&#8230;] gi\u00e0 nello scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre, nell\u2019autunno del 1943, si intrecciarono \u201cgiustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento\u201d della presenza italiana da quella che era, e cess\u00f2 di essere, la Venezia Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una \u201cpulizia etnica\u201d.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">In realt\u00e0 comincia tutto molto prima degli anni Novanta, con la creazione del mito degli\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=16130\">\u00abItaliani brava gente\u00bb<\/a>. Un mito che agisce tutti i giorni e ci fa chiudere gli occhi su troppe cose, in primis sul nostro razzismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma c&#8217;\u00e8 anche pi\u00f9 di questo: chi controlla il passato controlla il presente. Imporre un orizzonte fintamente pacificato serve a\u00a0<em>rendere inaccettabile l&#8217;idea del conflitto sociale<\/em>, e quindi a criminalizzare quest&#8217;ultimo quando inevitabilmente si manifesta.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un collegamento diretto tra la \u00abmemoria condivisa\u00bb, le\u00a0\u00ablarghe intese\u00bb &#8211; che hanno una storia ben pi\u00f9 lunga dell&#8217;ultimo anno, e prima che parlamentari sono intese economiche e culturali &#8211; e l&#8217;accusa di\u00a0\u00abterrorismo\u00bb scagliata contro chiunque sia interprete di conflitto, o semplicemente non rimuova l&#8217;esistenza del conflitto.<br \/>\nConflitto che \u00e8\u00a0<em>interno<\/em> alla societ\u00e0, prodotto dalle sue contraddizioni, dall&#8217;incessante attrito degli interessi e bisogni contrapposti. Conflitto\u00a0intrinseco, endogeno, e quindi endemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con buona pace delle dichiarazioni sul\u00a0\u00abn\u00e9 destra n\u00e9 sinistra\u00bb, la rappresentazione di una societ\u00e0 senza conflitto interno, dove ogni contraddizione viene sfogata contro presunti nemici esterni (volta per volta i mestatori eredi dello\u00a0\u00abslavocomunismo\u00bb, i perfidi indiani che sequestrano i\u00a0\u00abnostri\u00bb\u00a0mar\u00f2, \u00abl&#8217;Europa\u00bb\u00a0ecc.) \u00e8 una rappresentazione <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=11977\">eminentemente di destra<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_16163\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16163\" class=\"size-full wp-image-16163\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/DSC_0269.jpg\" alt=\"La storia non \u00e8 una fiction, noi ricordiamo tutto\" width=\"500\" height=\"332\" \/><p id=\"caption-attachment-16163\" class=\"wp-caption-text\">Contestazione a Magazzino 18. \u00abLa storia non \u00e8 una fiction, noi ricordiamo tutto\u00bb. Striscione aperto al Teatro Aurora di Scandicci (FI) la sera del 30 gennaio 2014.<\/p><\/div>\n<h3><strong>Contributi e analisi critiche su\u00a0<em>Magazzino 18 <\/em>(lo spettacolo e l&#8217;operazione mediatica)<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Lo.Fi.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/lofinotes.tumblr.com\/post\/76366472419\/magazzino18-la-storia-cucinata-alla-maniera-delle\" rel=\"bookmark\">Magazzino 18: la storia cucinata alla maniera delle Basse Intese<br \/>\n<\/a><\/strong>L&#8217;autore ha una storia di famiglia direttamente legata all&#8217;esodo istriano, ma non accetta la versione di quella storia propagandata da certe associazioni e lobby di profughi. Le stesse lobby che, per il tramite di Jan Bernas, hanno \u00abimbeccato\u00bb Cristicchi e le cui posizioni il cantautore romano ripropone acriticamente nel suo show.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Claudia Cernigoi<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.diecifebbraio.info\/2014\/01\/recensione-dello-spettacolo-magazzino-18-di-simone-cristicchi\/\">Recensione di Magazzino 18<br \/>\n<\/a><\/strong>Oltre a questa dettagliata disamina, sul sito diecifebbraio.info c&#8217;\u00e8 una pletora di altri materiali in tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Linkiamo anche un articolo di <strong>Fulvio Rogantin<\/strong> apparso sul sito triestino bora.la:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/bora.la\/2014\/02\/20\/67081\/\"><strong>Esodo, le parole pesano: Cristicchi e dintorni<\/strong><\/a><br \/>\nL&#8217;impostazione dell&#8217;articolo \u00e8 molto discutibile: l&#8217;autore \u00e8 troppo teso in uno sforzo bipartisan, di condanna degli \u00abopposti estremismi\u00bb, e ogni volta che critica Cristicchi deve mettere sull&#8217;altro piatto un&#8217;equipollente critica a chi critica Cristicchi, and the other way around. Nondimeno, sullo showman, sulla sua superficialit\u00e0 e inadeguatezza, scrive cose che <em>in linea di massima<\/em> condividiamo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abE\u2019 forse troppo offensiva la definizione data dalla Cernigoi [&#8230;] di Cristicchi \u201c<em>testa di legno<\/em>\u201d, certo la sensazione \u00e8 quella di un autore che si \u00e8 innamorato del raccontare una tragedia, un Nabucco contemporaneo, si \u00e8 innamorato dell\u2019impatto emotivo del magazzino 18, ma che non ha capito dall\u2019inizio che chi lo accompagnava nel suo percorso di conoscenza non aveva una visione neutrale degli episodi. Cristicchi appare non capace di poter affrontare il tema, si difende dicendo che ha dato priorit\u00e0 alle storie delle persone, che ad esempio non parla di numeri. Difende il suo diritto a raccontare le storie della gente e d\u2019altra parte a non fare lo storico. Non tiene conto, o forse lo ha scoperto tardi quando la macchina era gi\u00e0 in moto, che queste storie sono ancora per molti, a maggior ragione da queste parti, scontro politico, ideologico.\u00a0Cristicchi anche nelle poche parole che dice mostra di aver colto poco gli equilibri\/squilibri sottili del pantano in cui si \u00e8 ficcato.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">Abbiamo precisato \u00abin linea di massima\u00bb perch\u00e9 secondo noi\u00a0questa descrizione calzava al personaggio fino a qualche mese fa, ma ora non calza pi\u00f9. S\u00ec, probabilmente all&#8217;inizio si \u00e8 mosso per ingenuit\u00e0 e ignoranza, ma dopo&#8230;<\/p>\n<div id=\"attachment_16227\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16227\" class=\"size-full wp-image-16227\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/simone-cristicchi-foibe.jpg\" alt=\"Beh, ecco, dopo...\" width=\"500\" height=\"332\" \/><p id=\"caption-attachment-16227\" class=\"wp-caption-text\">Beh, ecco, dopo&#8230;<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Noi abbiamo letto le difese di Cristicchi e le sue risposte alle critiche (con tanto di vittimismo arrogante alla Pansa); abbiamo constatato l&#8217;uso di <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=15535&amp;cpage=1#comment-23309\">miseri escamotages<\/a> che a noi stessi \u00e8 capitato di smontare; abbiamo assistito alle <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20140317073251\/http:\/\/nuovaalabarda.org\/leggi-articolo-cristicchismo,_malattia_infantile_del_revanscimo_astorico..php\">cagnare fasciste aizzate da Cristicchi su Facebook<\/a> contro Claudia Cernigoi (e suo marito). E tutto questo \u00e8 accaduto <em>prima<\/em> della <a href=\"http:\/\/www.militant-blog.org\/?p=10237\">contestazione di Scandicci<\/a>.<\/p>\n<p>Ecco il nostro ponderato parere: l&#8217;ignoranza c&#8217;\u00e8 ancora tutta, ma adesso prevale la malafede.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">[A proposito: sotto l&#8217;articolo di Rogantin c&#8217;\u00e8 <em>l&#8217;inferno<\/em>.]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Molti materiali sulle polemiche intorno a <em>Magazzino 18<\/em> si possono trovare <a href=\"http:\/\/xcolpevolex.blogspot.it\/search\/label\/simone%20cristicchi\">sul blog di <strong>Marco Barone<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sull&#8217;incendio al Narodni Dom, consigliamo la lettura di questo dossier:<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20100626044757\/https:\/\/casarrubea.wordpress.com\/2010\/06\/19\/il-battesimo-dello-squadrismo\/\">Al Balkan con furore. Ardua la verit\u00e0 sul tenente Luigi Casciana<\/a><\/strong><br \/>\nCasciana \u00e8 il presunto \u00abmartire fascista\u00bb di quei giorni. La vicenda \u00e8 degna del Camilleri di <em>Privo di titolo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u2042<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un&#8217;ultimissima cosa, e riguarda i nostri g<em>ustibus<\/em>: noi preferiamo Purini a Cristicchi non solo come fonte su cos&#8217;\u00e8 accaduto al confine orientale, ma anche come musicista. Per\u00f2, appunto, son gusti nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"281\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/QCPVgBRjKXc?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"281\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/QCPVgBRjKXc?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<h5><strong>N.d.R.<\/strong>\u00a0I commenti a questo post saranno attivati 72 ore dopo la pubblicazione, per consentire una lettura ragionata e \u2013 nel caso \u2013 interventi meditati (ma soprattutto, pertinenti).<\/h5>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2042<\/p>\n<p><strong>AGGIORNAMENTO AL POST: LA REAZIONE DI CRISTICCHI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Su Twitter, Cristicchi ha deciso di rispondere con la diffamazione nei nostri confronti. Se abbiamo ben compreso, sostiene &#8211; impossibile capire in base a cosa &#8211; che gli avremmo mandato &#8220;sicari&#8221; a tagliargli le gomme.<br \/>\nDopodich\u00e9, ha insultato Purini storpiandogli il cognome.<br \/>\nOltre a essere precipitato nello stato di chi vede ovunque complotti e mandanti, costui dimostra anche di essersi <em>emiliofedizzato<\/em> al 100%. L&#8217;ultimo arrivato dei trovatori di corte ha imparato in fretta, introiettando tutta la sempiterna volgarit\u00e0 del potere italico.<\/p>\n<div id=\"attachment_16286\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16286\" class=\" wp-image-16286 \" style=\"border: 1px solid black;\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Immagine-2.png\" alt=\"I vaneggiamenti di Cristicchi\" width=\"500\" height=\"524\" \/><p id=\"caption-attachment-16286\" class=\"wp-caption-text\">Il vaneggiamento diffamatorio di Cristicchi e la nostra risposta.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_16287\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16287\" class=\"size-full wp-image-16287 \" style=\"border: 1px solid black;\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Immagine-3.png\" alt=\"Gli insulti di Cristicchi\" width=\"500\" height=\"268\" \/><p id=\"caption-attachment-16287\" class=\"wp-caption-text\">Cristicchi risponde alla recensione critica di Piero Purini insultando l&#8217;autore.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">Del resto, come segnalato e linkato nel post qui sopra, si era gi\u00e0 comportato cos\u00ec con Claudia Cernigoi.<br \/>\nDa costui \u00e8 del tutto vano attendersi risposte nel merito.<\/p>\n<div id=\"attachment_16298\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16298\" class=\"size-full wp-image-16298 \" style=\"border: 1px solid black;\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Immagine-4.png\" alt=\"Il commento di Piero Purini.\" width=\"500\" height=\"330\" \/><p id=\"caption-attachment-16298\" class=\"wp-caption-text\">Il commento di Piero Purini.<\/p><\/div>\n<p><a name=\"aggiornamento\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u2042<\/p>\n<p><strong>AGGIORNAMENTO 19 MARZO 2014: LA GROTTESCA RISPOSTA DI CRISTICCHI E BERNAS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopo questi insulti e messaggi diffamatori, Jan Bernas &#8211; la \u00abmente\u00bb del duo, ma anche il \u00abcuore dannunziano\u00bb, come scrive nel suo profilo Twitter &#8211; deve aver detto a Cristicchi che cos\u00ec non poteva andare. Si sono messi di buona lena e, dopo ben quindici giorni, a quattro mani <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/permalink.php?story_fbid=578305575610139&amp;id=362945120479520\">hanno prodotto una replica<\/a> davvero scarsa, un pateracchio di distorsioni, attribuzioni sbagliate e malafede, il cui fine evidente era montare contro di noi la solita canea su Facebook. Il livello di seriet\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 misurabile dal fatto che continuano a chiamarci \u00abWuMing\u00bb anzich\u00e9 \u00abWu Ming\u00bb. Evidentemente, proprio non ce la fanno a non storpiare i nomi, \u00e8 pi\u00f9 forte di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Oltre ad attribuire a Purini espressioni nostre, nella noterella linkata sopra &#8211; ambiguamente sospesa nella distanza tra \u00abNoi\u00bb e \u00abio, io, io\u00bb &#8211; la coppia Bernas-Cristicchi mette intenzionalmente sullo stesso piano le critiche argomentate ricevute,\u00a0le scritte sui muri, la contestazione subita a Scandicci (atto duro ma legittimo e antico quanto l&#8217;arte del mettere in scena, parente dei fischi a scena aperta provenienti dalla \u00abpiccionaia\u00bb e del lancio di pomodori che talora si verificava quando il teatro era faccenda pi\u00f9 popolarmente schietta e meno fighetta) e il solito, sempiternamente ricordato taglio delle gomme. Tutto equivalente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo ostinato rifiuto di discernere azioni e contesti serve ad accusarci, ancora una volta, di avere aizzato presunti \u00abesaltati\u00bb.<br \/>\nSconcerta la facilit\u00e0 con cui i cuori dannunziani mettono da parte <em>quisquilie<\/em> come il diritto di critica e, in subordine, il fatto che il post di <em>Giap<\/em> sia <span style=\"text-decoration: underline;\">successivo a tutti gli eventi ricordati<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dopodich\u00e9, ecco dove si va a parare: \u00abgli artefici di quelle gesta eroiche\u00bb (quali? Della contestazione o del taglio delle gomme? Per loro non c&#8217;\u00e8 differenza) \u00abpubblicano commenti proprio sul blog di WuMing\u00bb [sic]! Questo spiega come mai i Wu Ming non hanno preso le distanze da ecc. ecc. ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ai due cantori dell&#8217;italianit\u00e0 dell&#8217;Adriatico orientale rispondiamo che noi non dobbiamo prendere n\u00e9 prenderemo le distanze dai \u00abgesti scomposti\u00bb di nessuno, dal momento che il collegamento tra tali gesti e il nostro (e di Purini) esercizio del diritto di critica esiste solo nella propaganda da chiagni-e-fotti che circonda <em>Magazzino 18<\/em>. Perch\u00e9 non prendono <em>loro<\/em> le distanze dagli insulti e <a href=\"http:\/\/www.militant-blog.org\/?p=10260\">dal pattume neofascista<\/a> che si attacca ai loro post e li segue come bava di lumaca?<\/p>\n<p>Qui sotto, Purini analizza la \u00abrisposta\u00bb, evidenziandone errori e contraddizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Wu Ming<\/strong>, Bologna, 19 marzo 2014<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-16614\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/SimoneCristicchi-esodo65.jpg\" alt=\"Cristicchi\" width=\"500\" height=\"333\" \/><strong><br \/>\n\u00abL&#8217;ARTISTA NON DEVE FARE LOTTA\u00bb, MA CHI OSA CRITICARLO\u00a0\u00c8 COLPEVOLE PER I \u00abGESTI SCOMPOSTI\u00bb COMPIUTI DA \u00abESALTATI\u00bb<br \/>\novvero: una bizzarra concezione della responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La risposta di Cristicchi (e\/o Bernas: non si capisce dove \u00e8 scritta a due mani e dove a quattro) dimostra come la mia critica sia stata letta con una superficialit\u00e0 ed una disattenzione che lasciano interdetti. Se la documentazione storica necessaria ad allestire <em>Magazzino 18<\/em> \u00e8 stata preparata con la stessa accuratezza con cui gli autori hanno letto il mio scritto, mi pare che la credibilit\u00e0 storica dello spettacolo sia pressoch\u00e9 nulla. L&#8217;altra possibilit\u00e0 invece \u00e8 che Cristicchi e Bernas manipolino la realt\u00e0 (in questo caso il mio pezzo) al fine di screditare chi sta scrivendo. Andando a ricostruire punto per punto si vedr\u00e0 come buona parte delle critiche che mi vengono mosse siano del tutto infondate, in quanto basate \u2013 semplicemente \u2013 su cose che non ho scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi scrive: \u00abCosa avrei dimenticato secondo Purini? Le fasi principali del fascismo al confine orientale (che invece il mio spettacolo ricorda)\u00bb.<br \/>\nNel mio pezzo non ho<em> assolutamente<\/em> imputato a Cristicchi di non aver ricordato le persecuzioni fasciste, anzi, ho preso atto che nello spettacolo (non nel cd, per\u00f2!) c&#8217;\u00e8 un&#8217;introduzione storica che riguarda il periodo 1915-1943. Ho per\u00f2 stigmatizzato il fatto che questa \u00e8 decisamente troppo breve (cinque minuti su uno spettacolo di un&#8217;ora e tre quarti) per riuscire ad essere esauriente ed a spiegare gli avvenimenti successivi. Riprendo un commento apparso nel blog Wu Ming Giap da parte del commentatore <strong>Paolo 1984<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abRiuscite ad immaginare un Cristicchi tedesco che fa uno spettacolo come questo sui tedeschi dei Sudeti dedicando ai crimini nazisti cinque minuti cinque? Io no.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">Neanch&#8217;io, semplicemente perch\u00e9 lo scopo di <em>Magazzino 18<\/em> non \u00e8 quello di spiegare e far conoscere un pezzo di storia, bens\u00ec quello di confermare il clich\u00e9 degli italiani brava gente, perennemente vittime. Se carnefici, invece, questo va ricordato solo per 5 minuti.<br \/>\nInoltre mentre tutto lo spettacolo lo vede protagonista onnipresente, questa parte \u00e8 l&#8217;unica in cui Cristicchi si tira fuori, lasciando la parte pi\u00f9 propriamente drammatica (la lettura di un brano scritto da una bambina reclusa nel campo di Rab) ad un&#8217;altra attrice. Una presa di distanza personale dalle tragedie che colpiscono i non italiani?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La superficialit\u00e0 della lettura da parte di Cristicchi \u00e8 confermata pure dalle recriminazioni che fa rispetto a come avrei trattato l&#8217;argomento Goli Otok. Secondo lui avrei \u00abomesso\u00bb di ricordare i reclusi dell&#8217;Isola Calva, descrivendoli come \u00abcamerieri\u00bb per turisti. A questo punto mi chiedo seriamente se Cristicchi abbia letto quanto ho scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788881766444\/scotti-giacomo\/dossier-foibe.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-16613\" style=\"margin-left: 2px; margin-right: 2px; border: 0px solid black;\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/dossierfoibe.jpg\" alt=\"Dossier foibe\" width=\"200\" height=\"286\" \/><\/a>Premesso che ho aggiunto la parte su Goli solo per confutare la frase ad effetto (e falsissima) di <em>Magazzino 18<\/em> secondo cui \u00abNon esiste un monumento, una targa. Niente. Goli Otok non c\u2019\u00e8 nemmeno sui d\u00e9pliant\u00bb, ho specificato che l&#8217;isola \u00e8 stato un carcere per detenuti politici fino a met\u00e0 degli anni &#8217;50, <em>in seguito<\/em> \u00e8 diventata un riformatorio, in cui una parte dei reclusi lavoravano come cuochi e camerieri per i turisti che si recavano nel ristorante (annesso al carcere) che c&#8217;era sull&#8217;isola! A questo punto devo dedurre che Cristicchi non conosca la differenza tra detenuti politici e giovani reclusi in un istituto di correzione minorile. Su Goli Otok vengo inoltre invitato a leggere il libro di <b>Giacomo Scotti<\/b> <em>Goli Otok<\/em>. <em>Italiani nei gulag di Tito<\/em>. Gi\u00e0 letto, grazie (conosco anche personalmente Scotti con cui vado spesso a cena quando sono a Fiume). Curiosa per\u00f2 la tendenza di Cristicchi a citare gli autori solo quando gli conviene. Visto che mi invita a leggere Scotti, anch&#8217;io lo invito a leggere Scotti: <em>Dossier foibe<\/em>, libro che forse potrebbe dargli l&#8217;idea di come la questione foibe sia stata sfruttata in queste terre per puro tornaconto politico da parte di DC ed estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La tendenza di Cristicchi ad utilizzare solo ci\u00f2 che gli fa comodo si ripete quando nomina la relazione della Commissione mista italo-slovena: \u00abFra le ragioni dell&#8217;esodo vanno tenute soprattutto presenti l&#8217;oppressione esercitata da un regime la cui natura totalitaria impediva anche la libera espressione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale\u00bb ecc.<br \/>\nMa coerentemente a ci\u00f2 Cristicchi dovrebbe citare la Commissione mista italo-slovena anche quando questa parla di \u00abbonifica etnica\u00bb italiana nei confronti degli sloveni (visto che <em>Magazzino 18<\/em> insinua una \u00abpulizia etnica\u00bb degli italiani da parte degli jugoslavi &#8211; tutta da dimostrare &#8211; mentre quella italiana nei confronti di sloveni e croati ci fu e fu addirittura dichiarata).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi dovrebbe citare la Commissione italo-slovena quando parla della presenza slovena e croata in Istria, invece di sparare frasi fatte come \u00abl&#8217;Istria era Italia\u00bb (in realt\u00e0 lo era stata per nemmeno trent&#8217;anni), o \u00abanche le pietre parlano italiano\u00bb [verso della <a href=\"http:\/\/youtu.be\/5JkTATKnqmw\">canzone <em>Di l\u00e0 dall&#8217;acqua<\/em> della band neofascista Compagnia dell&#8217;anello<\/a>, incorporato da Cristicchi e Bernas nel loro spettacolo N.d.R.], luoghi comuni che falsano completamente la prospettiva storica di una regione assolutamente mista sia dal punto di vista culturale che linguistico (tra l&#8217;altro con lo stesso criterio si potrebbe dire che a Trieste \u00abanche le pietre parlano viennese\u00bb, con buona pace dell&#8217;idea di Trieste citt\u00e0 italianissima).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Divertente inoltre come Cristicchi si dia la zappa sui piedi da solo, sempre citando la Commissione mista, per confutare la mia tesi secondo cui ci fu anche un forte motivo economico a spingere all&#8217;esodo. La relazione della Commissione scrive: \u00ab&#8230;a ci\u00f2 si aggiunse il deteriorarsi delle condizioni di vita, tipico dei sistemi socialisti\u00bb che \u00e8 esattamente ci\u00f2 che dico io quando parlo di un&#8217;equazione che in quegli anni fu estremamente frequente fra i profughi: Jugoslavia = comunismo = miseria, Italia = Stati Uniti = ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Cristicchi mi accusa di aver a mia volta omesso di nominare diversi episodi: la Pasquinelli, il campo di Borovnica, la Linea Morgan, il Trattato di Osimo, ecc. Ha ragione: non ho neanche citato la rottura del Cominform, l&#8217;istituzione e la dissoluzione del Territorio Libero di Trieste, <span style=\"text-decoration: underline;\">il divieto di tenere comizi in sloveno in Piazza Unit\u00e0 durato fino al 1981<\/span>, la partenza di massa dei triestini per l&#8217;Australia&#8230; Ho omesso un sacco di cose perch\u00e9 la mia era una critica nei confronti di uno spettacolo. Ma se Cristicchi ci tiene cos\u00ec tanto a conoscere la storia di queste terre, lo invito a comprare il mio <em>Metamorfosi etniche<\/em> dove trover\u00e0 tutti gli avvenimenti che non ho citato nella recensione. Sarebbe anche un giusto scambio di cortesie: visto che io ho dovuto vedere il suo spettacolo per poterne scrivere, anche lui potrebbe leggere il mio libro; e se proprio non gli va di dare soldi a quei cattivoni della KappaVu, lo pu\u00f2 trovare in biblioteca, anche a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Passando ad un altro argomento, Cristicchi scrive di essere vittima di un (fantomatico) linciaggio e di gesti di \u00abesaltati\u00bb, e che queste reazioni deriverebbero dagli articoli scritti da me o da altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Innanzitutto, nel momento in cui uno decide di allestire uno spettacolo deve mettere in preventivo di subire delle critiche o anche delle contestazioni. Non mi pare che in passato essere oggetto di fischi o di lanci di ortaggi sul palco significasse essere sottoposti a linciaggio morale: erano semplici inconvenienti del mestiere e segnali consueti di disapprovazione da parte del pubblico. Nel mondo informatizzato di oggi e rispetto ad uno spettacolo che va in televisione, le reazioni ed i giudizi arrivano anche da Internet, sono del tutto legittimi e fanno parte della libert\u00e0 di parola e di critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><object width=\"500\" height=\"375\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/0ZAhvkSWcwE?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"500\" height=\"375\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/0ZAhvkSWcwE?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Che queste critiche originino poi \u00abgesti scomposti\u00bb \u00e8 tutto da dimostrare. Non ritengo di dover prendere le distanze da alcunch\u00e9 semplicemente perch\u00e9 mi sono limitato a scrivere ci\u00f2 che penso. Sarebbe come dire che un&#8217;azienda vinicola debba prendere le distanze da chi eventualmente usa le sue bottiglie per farne delle bombe molotov.<\/p>\n<p>E in quanto alle violenze (verbali), finora l&#8217;unico violento e decisamente villano \u00e8 stato proprio Cristicchi nei miei confronti quando mi ha chiamato \u00ab(P)Urina\u00bb: le sue scuse giungono tardi e comunque mi pare evidente come il loro unico scopo sia ripulire la propria immagine da una caduta di stile alquanto becera, non certamente il rispetto nei miei confronti.<\/p>\n<p>Infine chiudo con una considerazione su una delle frasi finali di Cristicchi: \u00abil mestiere dell\u2019artista non \u00e8 fare politica, non \u00e8 fare lotta.\u00bb<br \/>\nSentire una frase del genere da uno che ha fatto uno spettacolo decisamente politico \u00e8 grottesco. O non si rende conto di averlo fatto \u2013 e dunque \u00e8 uno sprovveduto -, o fa finta di non rendersene conto &#8211; e quindi \u00e8 un furbo. Basta vedere chi viene a vedere i suoi spettacoli, i commenti che girano sul suo profilo facebook, i suoi anfitrioni a Trieste e altrove (generalmente la cr\u00e9me de la creme della destra locale) per capire che <em>Magazzino 18<\/em> \u00e8 uno spettacolo <em>fortemente<\/em> politico.<\/p>\n<div id=\"attachment_16615\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-16615\" class=\"size-full wp-image-16615\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/cristicchibambini.jpg\" alt=\"Cristicchi immortalato mentre non fa politica e non strumentalizza dei bambini.\" width=\"500\" height=\"215\" \/><p id=\"caption-attachment-16615\" class=\"wp-caption-text\">Cristicchi immortalato mentre non fa politica e non strumentalizza dei bambini.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\">E comunque l&#8217;affermazione di Cristicchi \u00e8 &#8211; secondo me &#8211; profondamente errata: il mestiere di artista \u00e8 politica ed \u00e8 lotta, \u00e8 analisi estetica del contesto sociale, \u00e8 interpretazione della polis e del mondo attraverso l&#8217;arte. Da Eschilo a Seneca, da Dante a Shakespeare, da Beethoven a Luigi Nono, Wagner e Verdi, Brecht, Majakovskij, Dario Fo, Victor Jara, Marinetti, D&#8217;Annunzio (cito questi ultimi due perch\u00e9 forse gli sono pi\u00f9 congeniali), l&#8217;arte \u00e8 sempre stata politica, ha avuto una funzione politica, a volte conformista, molto pi\u00f9 spesso di denuncia del potere e di trasmissione di ideali attraverso l&#8217;estetica. Il mio giudizio finale su <em>Magazzino 18<\/em> \u00e8 proprio l&#8217;opposto di quanto dice Cristicchi: temo si tratti di un&#8217;opera precipuamente politica, che invece \u2013 mi pare \u2013 di artistico ha ben poco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Abbiamo chiesto allo storico Piero Purini  &#8211; o Purich, cognome della famiglia prima che il fascismo lo italianizzasse &#8211; di guardare il discusso spettacolo di Simone Cristicchi e recensirlo per Giap.","protected":false},"author":1,"featured_media":16150,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1943,55],"tags":[1848,811,2039,2035,2040,2038,2036,2041,2197,2032,2034,791],"class_list":["post-16149","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-inchieste","category-personaggi","tag-claudia-cernigoi","tag-colonialismo-italiano","tag-esodo-istriano","tag-foibe","tag-fulvio-rogantin","tag-italiani-brava-gente","tag-magazzino-18","tag-marcello-veneziani","tag-orrori-del-pd","tag-piero-purini","tag-simone-cristicchi","tag-trieste"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Quello che Cristicchi dimentica. 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