{"id":15535,"date":"2014-01-14T21:02:05","date_gmt":"2014-01-14T20:02:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=15535"},"modified":"2014-01-15T16:17:09","modified_gmt":"2014-01-15T15:17:09","slug":"lantifascismo-che-resiste-il-caso-ronchi-dei-partigiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2014\/01\/lantifascismo-che-resiste-il-caso-ronchi-dei-partigiani\/","title":{"rendered":"Da Ronchi \u00abdei Legionari\u00bb a Ronchi dei Partigiani. Di cos&#8217;\u00e8 il nome un nome?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/maps.google.it\/maps?q=ROnchi+dei+legionari&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF-8&amp;ei=SADTUtzoFoTqywPUmoG4BA&amp;ved=0CAoQ_AUoAg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15577\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"Da Ronchi a Fiume\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/ronchi.jpg\" width=\"500\" height=\"485\" \/><\/a><\/p>\n<p>di <a href=\"http:\/\/xcolpevolex.blogspot.it\/\" target=\"_blank\"><strong>Marco Barone<\/strong><\/a> (guest blogger)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel centenario dell&#8217;inizio della Grande guerra, questo articolo affronta nodi simbolici ed eredit\u00e0 odierne della cosiddetta \u00abimpresa di Fiume\u00bb. Evento che, per linguaggio, stile, retorica e violenza, fu un&#8217;anticipazione del fascismo e un anello di congiunzione tra le due guerre mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo dalla Calabria raggiungeremo Fiume per poi fermarci a Ronchi dei Legionari, provincia di Gorizia. Attraverso una lettura critica dell&#8217;impresa di occupazione fiumana e del personaggio D&#8217;Annunzio, metteremo in discussione la denominazione \u00abdei Legionari\u00bb, cercando di restituire la giusta dignit\u00e0 a un luogo, a una comunit\u00e0, a una cittadina che ha lottato contro il fascismo, per quella libert\u00e0 che va difesa anche attraverso i simboli, proprio quello che ci accingiamo a fare.<!--more--><\/p>\n<blockquote><p>\u00abEgli sapeva amarmi come tu medesimo sai. Dal Vittoriale degli Eroi egli part\u00ec per la morte a tradimento. L\u2019orbo veggente scopr\u00ec subito il tradimento. I testimoni sono vivi.\u00bb<i> <\/i><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste parole di amicizia e amore fraterno <strong>Gabriele D&#8217;Annunzio<\/strong> ricordava il suo amico <strong>Luigi Razza<\/strong>, nato a Monteleone di Calabria (oggi Vibo Valentia). Razza fu redattore del <em>Popolo d\u2019Italia <\/em> e segretario dei Fasci d\u2019azione di Milano, poi Deputato (dal 1924), segretario e poi presidente della Confederazione dei sindacati fascisti dell\u2019agricoltura (1928-33), membro del Gran Consiglio del fascismo e ministro dei Lavori pubblici (1935). Mor\u00ec mentre si recava all\u2019Asmara.<br \/>\nIl legame tra D&#8217;Annunzio e Razza passa anche attraverso i luoghi e i simboli, e attraverso il mito dell&#8217;Impero Romano, \u00abspada lucente\u00bb usata per calpestare la dignit\u00e0 di intere comunit\u00e0, popoli e semplici cittadini.<br \/>\nNel 1939 a Vibo Valentia venne inaugurata da Benito Mussolini, durante la sua visita alla citt\u00e0, il monumento dedicato a Razza. Eccolo, in Piazza San Leoluca, su un imponente piedistallo, alle sua spalle una stele con l\u2019effigie marmorea della Vittoria alata.<\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Luigi_Razza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15559\" alt=\"450px-Luigi_Razza\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Luigi_Razza.jpg\" width=\"450\" height=\"600\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Razza \u00abla sua citt\u00e0 grata\u00bb ha riservato un&#8217;altra effigie nel Palazzo del Municipio, anche questo a lui intitolato. \u00abLa sua citt\u00e0 grata\u00bb \u00e8 scritto anche sul nastro della corona che periodicamente viene apposta alla base del monumento.<br \/>\nA Luigi Razza sono stati intitolati anche il locale aeroporto militare &#8211; base del reparto \u00abCacciatori Calabria\u00bb dei Carabinieri, lo stadio comunale, una piazza e la via principale del cimitero cittadino, ove primeggia su tutte l&#8217;immensa cappella del Ministro Fascista preceduta da un vialetto circondato, ancora oggi, da fasci littori, e ovviamente all&#8217;interno di quest&#8217;ultima si trovano foto di Mussolini e del periodo fascista. Del resto, sono a lui intitolate anche diverse vie in svariate citt\u00e0 e cittadine d&#8217;Italia: Vibo, Milano, Palermo, Avola, Nicotera&#8230; Ma non finisce qui: Poste Italiane, su richiesta del Comitato Vibonese Luigi Razza, ha realizzato a margine di un recente convegno sul ministro fascista, uno stand per lo speciale annullo filatelico a lui dedicato, da apporre su una cartolina celebrativa a tiratura limitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 gennaio 1928, come molte altre citt\u00e0 dell&#8217;Italia meridionale ma non solo, Monteleone venne richiamata con il suo antico nome latino di Vibo Valentia, in omaggio alla politica fascista di \u00abromanizzazione\u00bb dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le iniziative di omaggio e identificazione con l&#8217;antica civilt\u00e0 dell&#8217;Impero Romano erano state anticipate proprio nel luogo che aveva fatto da base logistica (e null&#8217;altro) al caro amico di Razza, Gabriele D&#8217;Annunzio, ovvero Ronchi di Monfalcone, da cui era partita la marcia su Fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ronchi di Monfalcone divenne Ronchi dei Legionari. Fu uno dei primi, se non addirittura, il primo cambio di nome di un Comune d&#8217;Italia, nel pieno spirito della romanizzazione del Paese a opera del regime fascista. Ronchi dei Legionari deve il suo attuale nome alla spedizione capeggiata da Gabriele D\u2019annunzio e sfociata nell&#8217;occupazione militare di Fiume. Una forza prevalentemente volontaria e irregolare di nazionalisti ed ex combattenti italiani, partendo da Ronchi, invase e occup\u00f2 Fiume, citt\u00e0 che &#8211; \u00e8 bene ricordarlo &#8211; nel Patto di Londra del 26 aprile 1915 negli articoli 4 e 5 Fiume non era inclusa nelle richieste italiane in caso di vittoria.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn nome di tutti i morti per l&#8217;Italia giuro di essere fedele alla Causa Santa di Fiume, non permetter\u00f2 mai con tutti i mezzi che si neghi a Fiume l&#8217;annessione completa ed incondizionata all&#8217;Italia. Giuro di essere fedele al motto: Fiume o morte\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa la formula del giuramento di Ronchi. Venti ufficiali, duecentoventidue granatieri, quattro mitragliatrici, quattro pistole mitragliatrici, sedicimila munizioni per i fucili, la spedizione ebbe l&#8217;apporto determinante di una parte di esercito, soldati frustrati e confusi in seguito alla pace, alla riduzione di personale, alla smobilitazione, che vedevano in D&#8217;Annunzio ed in Fiume, con la piena complicit\u00e0 dello stesso Vate, mezzi utili per fini che solo la storia sarebbe riuscita a spiegare con gli eventi successivi. Fiume era solo uno strumento, non il fine. E&#8217; interessante, a tale proposito, la testimonianza del maggiore <strong>Carlo Reina<\/strong>, Capo di Stato maggiore del comando fiumano dal settembre al dicembre 1919, poi per diversi motivi allontanato dal Vate e spedito in via punitiva a Zara.<br \/>\nNella relazione sulle vicende fiumane che invi\u00f2 a\u00a0 Prezzolini nel 1921, Reina scriveva:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abveniva trattato l&#8217;invio di circa un centinaio di Ufficiali in Italia per avvicinare e lavorare gli ambienti pi\u00f9 facilmente rivoluzionabili, studiare gli edifici che in ogni singola Citt\u00e0 avrebbero dovuto essere occupati, come banche, stazioni ferroviarie, poste, telegrafi ed infine studiare il moto di armare la milizia cittadina [\u2026] Era intenzione del Poeta di inviare in Italia [durante il periodo delle elezioni politiche, NdR] un adeguato numero di legionari col preciso mandato di rompere le urne il giorno delle elezioni. Gi\u00e0 tutto era pronto per questa spedizione quando corse a Fiume Mussolini ad impedire l&#8217;attuazione.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco prima della partenza per Fiume D\u2019Annunzio &#8211; in seguito uno dei <a href=\"http:\/\/xcolpevolex.blogspot.it\/2013\/07\/cambiamo-il-nome-di-ronchi-dei.html\" target=\"_blank\">primi firmatari<\/a> del manifesto degli intellettuali fascisti &#8211; scrisse a <strong>Benito Mussolini<\/strong>: \u00abd<em>omattina prender\u00f2 Fiume con le armi\u00bb<\/em>. Poi lo implor\u00f2 di non lasciarlo solo nell&#8217;impresa. Il 23 marzo del 1919, a Milano, Mussolini fond\u00f2 i fasci di combattimento, e sempre in tale anno finanzi\u00f2 l\u2019impresa di Fiume raccogliendo quasi tre milioni di lire. Una prima tranche di denaro, ammontante a 857.842 lire, fu consegnata a D\u2019Annunzio ai primi di ottobre. In una lettera successiva, D\u2019Annunzio certific\u00f2 che parte della somma raccolta era stata utilizzata per finanziare lo squadrismo a Milano, e invit\u00f2 Mussolini a fare suo il motto degli autoblindo di Ronchi:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMio caro Benito Mussolini,<br \/>\nchi conduce un\u2019impresa di fede e di ardimento, tra uomini incerti o impuri, deve sempre attendersi d\u2019essere rinnegato e tradito \u201cprima che il gallo canti per la seconda volta\u201d. E non deve adontarsene n\u00e9 accorarsene. Perch\u00e9 uno spirito sia veramente eroico, bisogna che superi la rinnegazione e il tradimento. Senza dubbio voi siete per superare l\u2019una e l\u2019altro. Da parte mia, dichiaro anche una volta che \u2014 avendo spedito a Milano una compagnia di miei legionari bene scelti per rinforzo alla vostra e nostra lotta civica \u2014 io vi pregai di prelevare dalla somma delle generosissime offerte il soldo fiumano per quei combattenti. Contro ai denigratori e ai traditori fate vostro il motto dei miei \u201cautoblindo\u201d di Ronchi, che sanno la via diritta e la meta prefissa.<br \/>\nFiume d\u2019Italia, 15 febbraio 1920 Gabriele D\u2019Annunzio.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; vero che quell&#8217;impresa \u00e8 stata ben vista anche da una parte di sinistra, anche per alcuni principi adottati nella <b>Carta del Carnaro<\/b>, ma quest&#8217;ultima aveva diversi aspetti di autoritarismo puro: vietava il diritto di sciopero, e in caso di grave pericolo per la Repubblica l\u2019Assemblea Nazionale poteva nominare un Comandante per un periodo non superiore ai sei mesi. Il Comandante esercitava tutti i poteri politici e militari, sia legislativi che esecutivi. I membri del potere esecutivo funzionavano come suoi semplici segretari. Allo spirare del termine fissato per la carica, l\u2019Assemblea Nazionale si doveva riunire e deliberare sulla conferma in carica del Comandante stesso, sulla sua eventuale sostituzione o sulla cessazione della carica. La Carta legittimava la propriet\u00e0 privata e pur confermando la sovranit\u00e0 collettiva di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di classe e di religione riconosceva maggiori diritti ai produttori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Gabriele D'Annunzio\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/gabriele-dannunzio.jpg\" width=\"500\" height=\"727\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la Russia bolscevica fu l&#8217;unico paese a riconoscere la Reggenza italiana di Fiume, e alcuni esponenti politici e intellettuali della sinistra videro nell&#8217;impresa un&#8217;occasione per rivoluzionare l&#8217;esistente, ma \u00e8 il caso di precisare che il resto della sinistra e molti intellettuali, artisti e persone di cultura giudicarono il tutto una buffonata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cosa scrissero alcuni professori e intellettuali in merito alla volont\u00e0 di realizzare il monumento a D&#8217;Annunzio a Ronchi:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] Oggi risulta chiaro \u2013 anche secondo il giudizio della pi\u00f9 recente storiografia \u2013 che l\u2019impresa dannunziana rappresent\u00f2 [&#8230;] la premessa ideologica e tattica del fascismo [&#8230;] D\u2019altra parte la stessa impresa, esasperando odi locali e conflitti nazionalistici, ostacol\u00f2 l\u2019avvio ad un\u2019equa soluzione dei problemi politici dell\u2019Alto Adriatico. Celebrare oggi questo episodio significa screditare l\u2019ordinamento democratico del paese e compiere opera di diseducazione politica e civile, particolarmente nei riguardi dei pi\u00f9 giovani, ai quali si addita come esemplare un gesto irrazionale di sovversione e violenza<i>.\u00bb<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Pier Paolo Pasolini\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/pasolini-cocci.jpg\" width=\"500\" height=\"289\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong> ha <a href=\"http:\/\/ceghe.altervista.org\/ronchi-dannunzio-i-legionari-nelle-riflessioni-pier-paolo-pasolini\/\" target=\"_blank\">scritto<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[D&#8217;Annunzio] rappresenta e esprime l\u2019Italia nel suo momento involutivo: nel momento cio\u00e8 in cui il Risorgimento ha mostrato i suoi limiti, la sua vera essenza di rivolta aristocratica, il suo liberalismo apocrifo (cfr. Gramsci), e la nuova classe borghese \u00e8 cominciata a diventare quello che \u00e8: una mostruosa riserva di egoismo, di conformismo, di paura, di mistificazione, di ristrettezza mentale, di provincialismo [\u2026] L\u2019impresa di Fiume \u00e8 stata una pagliacciata narcisistica. I poveri, onesti nazionalisti friulani ne sono delle ingenue vittime.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Narcisismo e pagliacciate tra le antiche mura di Fiume. Reina, sempre nella relazione inviata a Prezzolini nel gennaio del 1921, denunci\u00f2 che \u00abogni sera il Poeta andava a pranzo alla mensa degli Aviatori e sempre portava in regalo a ogni commensale una bottiglia di champagne; 27 erano i commensali e 27 le bottiglie che ogni sera venivano sturate da quei signori, mentre fuori la popolazione veramente soffriva la fame\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo al punto: il<b> motivo reale del nome Ronchi dei Legionari<\/b>. Dal libro di Silvio Domini <i>Ronchi dei Legionari Storia e documenti<\/i>, 2006, a pag. 147 emerge un documento tratto dall&#8217;Archivio Comunale di Ronchi, dove si evidenzia il chiaro intento politico di stampo nazionalistico e fascista. La proposta di ridenominazione presentata il 4 ottobre del 1923 dal Consiglio comunale popolar-fascista dice:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abrammentando la nobile ed audace Impresa del Comandante G.D&#8217;Annunzio, il quale part\u00ec con i suoi Legionari da Ronchi, per suggellare l&#8217;Italianit\u00e0 della Citt\u00e0 di Fiume, rendendo con ci\u00f2 noto per la seconda volta il nome di Ronchi nella storia delle rivendicazioni italiane.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mussolini ritard\u00f2 l&#8217;accoglimento della richiesta come formulata dai fascisti di Ronchi, probabilmente perch\u00e9 in competizione con D&#8217;Annunzio. Ma quando comprese che la denominazione \u00abdei Legionari\u00bb si conciliava perfettamente con lo spirito della romanizzazione dell&#8217;Italia che egli voleva imporre e avrebbe imposto, e pensando che la Marcia su Fiume altro non era stata che l&#8217;anticipazione della Marcia su Roma, non pot\u00e9 che acconsentire, ma perch\u00e9 acconsentisse fu necessario un mero atto di omaggio e di fedelt\u00e0 che Ronchi doveva manifestare espressamente nei confronti del Duce.<\/p>\n<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Mussolini e D'Annunzio\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/benito_e_gabriele.png\" width=\"500\" height=\"377\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Benito Mussolini e Gabriele D&#8217;Annunzio al Vittoriale, Gardone Riviera, foto di anonimo, met\u00e0 anni Venti.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 maggio del 1924 il Consiglio Comunale a maggioranza fascista di Ronchi si riunisce in seduta straordinaria e delibera di nominare Benito Mussolini \u00ab<b>cittadino onorario di Ronchi di Legionari<\/b>\u00bb.<br \/>\nIl 2 novembre del 1925, con il Regio Decreto firmato da Rocco e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n\u00b0 283 del 5 dicembre, il governo ufficializz\u00f2 il nome \u00abRonchi dei Legionari\u00bb.<br \/>\nIl 20 settembre 1938 Mussolini, dopo aver presentato a Trieste le Leggi Razziali (una delle scene-chiave del libro <em>Point Lenana<\/em> di Wu Ming 1 e Santachiara), si ferm\u00f2 a Ronchi dei Legionari <b>per consacrare la fascistizzazione del toponimo in armonia con la fascistizzazione dell&#8217;Italia razzista.<\/b><br \/>\nVa precisato che la decisione di consacrare il nome di Ronchi ai legionari di D&#8217;annunzio, all&#8217;impresa di Occupazione ed italianizzazione di Fiume, avviene nel periodo delle <strong>leggi<\/strong> <b>fascistissime<\/b>,<b>\u00a0<\/b>come la legge n. 2029 del\u00a026 novembre 1925 \u00a0che predispone la schedatura dell\u2019associazionismo politico e sindacale operante nel regno, o la n.2300 del 24 dicembre 1925 che rimuove dal servizio di tutti i funzionari pubblici che rifiutano di prestare giuramento di fedelt\u00e0 al regime, o la n. 563 del 3 aprile 1926 che proibisce lo sciopero. Il nome \u00abRonchi dei Legionari\u00bb cade proprio nel bel mezzo della fascistizzazione dell&#8217;Italia. Del resto, il fascismo si \u00e8 appropriato dell&#8217;impresa di Fiume, ha fatto propri i simboli introdotti dal guerrafondaio D&#8217;Annunzio durante \u00a0l&#8217;occupazione della citt\u00e0, come il saluto romano con il braccio alzato, la camicia nera istoriata di teschi e il grido \u00abEia, eia, alal\u00e0!\u00bb. Il nome \u00abRonchi dei Legionari\u00bb sar\u00e0 fascista e non potr\u00e0 che essere fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE&#8217; necessario impiegare il maggior numero di persone nella propaganda in paese e fra le truppe, oggi bisogna agitare e far s\u00ec che la Nazione tutta senta l&#8217;ora storica che attraversa. Il gesto compiuto a Fiume deve aver termine a Roma\u00bb, queste le parole di <strong>Giovanni Giurati<\/strong> nel rivolgersi a un esponente di primo piano del combattentismo giuliano, ringraziandolo per il contributo offerto da Trieste ai legionari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Giunta<\/strong>, il capo dei fascisti triestini, disse che bisognava liberare l&#8217;intera regione dall&#8217;incubo slavo, dimostrare a certi subdoli stranieri che Trieste era una citt\u00e0 italiana che non teneva affatto alla qualifica anseatica, e poi marciare su Roma e scacciare i mercanti del tempio (Cfr. A.M. Vinci, \u00abDannunzianesimo e fascismo di confine\u00bb, in Pupo &#8211; Todero (a cura di)\u00a0<em>Fiume, D&#8217;Annunzio e la crisi dello Stato liberale in Italia<\/em>,<em>\u00a0<\/em>IRSML 2011<em>)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 si deve dimenticare che il fascismo inser\u00ec D&#8217;annunzio tra i suoi precursori anche grazie ad alcuni stretti collaboratori del Vate come Malusardi, Marpicati, Amilcare De Ambris, che senza perdere tempo alcuno si congiunsero al nascente regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi al palazzo del Municipio di Ronchi domina nella piazza un monumento dedicato alla Resistenza. Ronchi ha la decorazione al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, perch\u00e9 centinaia e centinaia furono i nostri concittadini che combatterono per la libert\u00e0 contro il nazifascismo e per questo persero la vita.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/monumentoronchi.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/monumentoronchi.png\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stridente il contrasto tra la denominazione fascista e la reale storia di Ronchi, l&#8217;identit\u00e0 di Ronchi, la vita della comunit\u00e0 di Ronchi, il senso di appartenenza a Ronchi. All&#8217;impresa di D&#8217;Annunzio non parteciparono cittadini di Ronchi. La citt\u00e0 fu ed altro non fu che una semplice base logistica temporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un giorno di fine estate 2013, un gruppo di cittadine e cittadini decide di aprire un gruppo Facebook chiamato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/RonchiDeiPartigiani?fref=ts\" target=\"_blank\">Ronchi dei Partigiani<\/a>. Lo scopo del gruppo, che ha centinaia di condivisioni, \u00e8 proporre una riflessione, una discussione, un dibattito sull&#8217;imposizione della denominazione \u00abdei Legionari\u00bb. Al tempo stesso, ne proponiamo anche la cancellazione, in modo assolutamente democratico, partecipato e dal basso, perch\u00e9 la reputiamo impropria, estranea all&#8217;identit\u00e0 di Ronchi e figlia della cultura fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 15 novembre 2013 ho inoltrato una istanza di Accesso agli atti al Comune di Ronchi, dove formulavo vari quesiti e risollevavo il problema della cittadinanza onoraria di Mussolini a Ronchi, fatto strettamente connesso all&#8217;attuale denominazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sindaco di Ronchi ha risposto in modo positivo, prendendo pubblicamente l&#8217;impegno di adoperarsi il prima possibile per revocare la cittadinanza onoraria a quasi 90 anni dalla concessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-15612\" style=\"border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid;\" alt=\"ronchi-1\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/ronchi.png\" width=\"500\" height=\"343\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il Partito della Rifondazione Comunista di Ronchi ha presentato una mozione per sollecitare la revoca della cittadinanza onoraria, e \u00a0l&#8217;ANPI si \u00e8 espresso in termini analoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna ha iniziato ad avere un piccolo ma importante effetto domino. Sono ancora tanti i Comuni italiani che hanno riconosciuto la cittadinanza onoraria a Mussolini senza mai revocarla. Uno di questi \u00e8 Gorizia. Gi\u00e0, anche Gorizia ha tra i suoi \u201ccittadini\u201d Mussolini.<\/p>\n<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/romoli.png\" width=\"500\" height=\"350\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Il giulivo sindaco di Gorizia Ettore Romoli (Forza Italia)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0Piccolo del 13 dicembre 2013 riportava la risposta data dal Sindaco di Gorizia <strong>Ettore Romoli<\/strong> a chi parlava di revocare la cittadinanza:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi aspettavo che prima o poi qualcuno mi avrebbe posto questa domanda. Mi sembra che ci siano cose pi\u00f9 importanti da risolvere. <span style=\"text-decoration: underline;\">Lasciamo che la storia continui a dormire<\/span>\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, la storia non pu\u00f2 continuare a dormire, l&#8217;indifferenza \u00e8 il male dei mali e l&#8217;antifascismo \u00e8 sempre attuale. I principi, la dignit\u00e0, i valori, i diritti civil e, l&#8217;etica, devono essere sempre al primo posto. \u00abCi sono cose pi\u00f9 urgenti\u00bb \u00e8 la solita scusa, adottata non solo per evitare di affrontare il problema, ma anche perch\u00e9, probabilmente, si condivide ci\u00f2 che non si vuole revocare. Revocare l&#8217;atto di cittadinanza a Mussolini non \u00e8 un semplice atto formale e simbolico, inutile per la citt\u00e0 considerata, \u00e8 invece un atto di sostanza e questa sostanza si chiama rispetto per la libert\u00e0, per la dignit\u00e0 di una intera comunit\u00e0, rispetto per chi ha lottato contro la dittatura. <em>Non voler revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini significa semplicemente essere favorevoli alla sua cittadinanza ed a tutto ci\u00f2 che egli e il fascismo hanno rappresentato in questo Paese.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, ecco risvegliarsi i sentimenti dell&#8217;Irredentismo. La Lega Nazionale di Gorizia ci accusa\u00a0di essere antistorici:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNessuno pu\u00f2 modificare la storia ed \u00e8 pretestuosa qualsiasi divagazione sull&#8217;argomento. Il 12 settembre 1919 part\u00ec da Ronchi la Marcia su Fiume e in seguito la citt\u00e0 divenne parte integrante dello Stato italiano!\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta, \u00e8 il caso di rimarcare che il legame tra l&#8217;impresa di Fiume e la comunit\u00e0 di Ronchi \u00e8 un grande artificio. E&#8217; lo stesso d&#8217;Annunzio nei suoi diari a definire Ronchi \u00abpiccolo borgo inconsapevole\u00bb. Inoltre, l&#8217;impresa non ha inciso minimamente nella coscienza collettiva dei ronchesi, che non vi hanno preso parte n\u00e9 ne sono stati condizionati. Ne \u00e8 dimostrazione il forte impegno antifascista della popolazione durante la guerra di liberazione. Quanto a rivendicare l&#8217;italianit\u00e0 di Fiume, \u00e8 un comportamento incomprensibile oltre che anacronistico.<br \/>\nLa Lega Nazionale ci accusa anche di aver manipolato le foto storiche, e ci\u00f2 sarebbe degno della Enciclopedia Sovietica. In verit\u00e0, premesso che gli abbonati dell&#8217;enciclopedia Sovietica quando un personaggio eminente &#8220;scompariva&#8221; ricevevano nuove voci da incollare sopra quelle degli scomparsi, noi non abbiamo manipolato nessuna foto. Semplicemente, abbiamo realizzato un logo che vede cancellati con una X il nome i Legionari, sostituiti dai Partigiani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Ronchi dei Partigiani\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/ronchideipartigiani.jpg\" width=\"500\" height=\"184\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ronchi non \u00e8 dei Legionari, non appartiene ai Legionari e mai potr\u00e0 appartenere ai Legionari.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Dio di Dante \u00e8 con noi\u00bb, disse il Vate in un&#8217;altra occasione, il 20 settembre 1919. \u00abIl Dio degli eroi e di martiri \u00e8 con noi. \u00c8 con noi il Dio tremendo e soave che ha i suoi oratorii sul Grappa, sul Montello, nel Carso, che ha le sue mille e mille croci nei cimiteri silenziosi dei fanti, che ha quattordicimila croci in quella terra arsiccia di Ronchi da dove l\u2019altra notte ci partimmo credendo sentire nell\u2019aria l\u2019odore beato del sangue di Guglielmo Oberdan misto al fiato leonino dei combattenti di Marsala accorsi. [\u2026] Chi pu\u00f2 sperare non dico di abbattere ma di flettere questa volont\u00e0 umana e divina? [\u2026] E il Dio nostro faccia che il vento del Carnaro, passando sopra Veglia, sopra Cherso, sopra Lussin, sopra Arbe, sopra ogni isola del nostro arcipelago fedele e giurato, nel natale italico di Roma e di Fiume romana, giunga ad agitare vittoriosamente tutte le bandiere d\u2019Italia.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole di D&#8217;Annunzio sono tratte da <em>Nel<\/em>\u00a0<em>Natale di Roma<\/em>, discorso pronunciato il 20 settembre 1919. E&#8217; questo lo spirito che ancora oggi qualcuno difende e rivendica. La Fiume romana che festeggia i propri natali assieme a Roma, sua madre ideale; il ricordo di Buccari, con l\u2019indiretto ma ovvio richiamo alla Grande guerra; l\u2019italianit\u00e0 dall&#8217;area adriatica; il richiamo al luogo della cattura di Oberdan che era proprio a pochi passi dalla dimora che ospit\u00f2 D&#8217;Annunzio prima di partire per Fiume; il richiamo al primo martire dell\u2019irredentismo, alla redenzione, tutti elementi che ben connotano \u00a0la marcia su e di Fiume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ronchi \u00e8 un luogo collocato vicino al confine.\u00a0E ci\u00f2 che era oltre il confine orientale veniva considerato barbaro e selvaggio.\u00a0D&#8217;Annunzio, al quale recentemente \u00e8 stato anche dedicato uno spazio espositivo &#8211; altamente celebrativo dell&#8217;impresa fiumana &#8211; a pochi passi dal Municipio di Ronchi, cos\u00ec si esprimeva parlando dei croati:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abil croato lurido, s\u2019arrampic\u00f2 su per le bugne del muro veneto, come una scimmia in furia, e con un ferraccio scarpell\u00f2 il Leone alato oppure (\u2026) quell\u2019accozzaglia di Schiavi meridionali che sotto la maschera della giovine libert\u00e0 e sotto un nome bastardo mal nasconde il vecchio ceffo odioso&#8230;\u00bb (dalla Lettera ai Dalmati)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esempio del suo razzismo \u00e8 ne\u00a0<em>Gli ultimi saranno i primi. Discorso al popolo di Roma nell&#8217;Augusteo<\/em>, 4 maggio 1919:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFuori la schiaveria bastarda e le sue lordure e le sue mandrie di porci!\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"D'Annunzio a Fiume\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/fiu02.jpg\" width=\"500\" height=\"315\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDi fronte a una razza come la slava, inferiore e barbara, non si deve seguire la politica che d\u00e0 lo zuccherino, ma quella del bastone. Io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.\u00bb Queste le parole esplicite, pronunciate da Mussolini durante un viaggio nella Venezia Giulia nel settembre del 1920. Come si pu\u00f2 notare, c&#8217;\u00e8 piena sintonia con il linguaggio, lo stile e l&#8217;intento dannunziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito \u00e8 interessante riportare quanto <a href=\"http:\/\/forumgorizia.blogspot.it\/2013\/12\/mussolini-una-cittadinanza-che-disonora.html\" target=\"_blank\">scrive <\/a><b><a href=\"http:\/\/forumgorizia.blogspot.it\/2013\/12\/mussolini-una-cittadinanza-che-disonora.html\" target=\"_blank\">Anna Di Gianantonio<\/a><\/b> in relazione alle barbarie del fascismo in questa fetta di terra.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNel nostro territorio in quel breve lasso di tempo il duce aveva gi\u00e0 mostrato il suo volto anti slavo, accanendosi contro gli sloveni della zona per non macchiare l&#8217;identit\u00e0 italiana di luoghi per la cui \u201credenzione\u201d erano morte centinaia di migliaia di soldati durante la guerra. Territori per nulla compattamente italiani e che bisognava dunque stravolgere nella loro identit\u00e0. Da qui spedizioni punitive nei villaggi intorno a Gorizia, legge Gentile sulla scuola che prima limiter\u00e0, poi impedir\u00e0 di parlare la lingua slovena, inizio della procedura di italianizzazione dei cognomi, prime persecuzioni contro il clero. E siamo appena agli inizi della dittatura. Mi pare inutile continuare nell&#8217;elenco dei successivi, e ben noti, crimini del fascismo al confine orientale, segnati in maniera radicale dalla politica razzista nei confronti degli slavi, che non erano affatto, come ha recentemente affermato Sergio Romano, esclusivamente provenienti dal \u201ccontado\u201d ma costituivano un pezzo importante della borghesia cittadina. Intervistato sulla questione della cittadinanza al duce, il sindaco Romoli ha detto che \u201cbisogna lasciare dormire la storia\u201d, dimenticando che \u00e8 proprio perch\u00e9 la storia si \u00e8 lasciata troppo a lungo sonnecchiare che la citt\u00e0 ha un&#8217;identit\u00e0 cos\u00ec frammentata e debole. E&#8217; proprio perch\u00e9 come italiani non abbiamo mai voluto chiedere scusa agli sloveni e riconosciuto i nostri errori che la citt\u00e0 ha stravolto a fini ideologici il suo passato, cercando di guadagnare il pi\u00f9 possibile dalla finta identit\u00e0 del \u201cbono italiano\u201d. Ora i tempi sono maturi per chiudere i conti con quelle vicende e iniziare una fase nuova di collaborazione tra le popolazioni del goriziano. Il GECT, l&#8217;organismo che lo stesso sindaco ha individuato come quello che dovr\u00e0 rilanciare l&#8217;economia di Gorizia, \u00e8 ospitato proprio nel Trgovski dom, edificio sottratto agli sloveni dal fascismo. Come si pu\u00f2 collaborare senza togliere la cittadinanza al duce che ordin\u00f2 il sequestro e la razzia di quell&#8217;edificio?\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole che ovviamente condivido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure in una delle pareti del Palazzo che ospita il Comune di Ronchi sono riportate due date: la prima \u00e8 quella dell&#8217;impresa di Fiume, la seconda quella dell&#8217;annessione di Fiume all&#8217;Italia avvenuta il 16 Marzo 1924, quando <strong>Vittorio Emanuele III<\/strong> arriv\u00f2 a Fiume e ricevette le chiavi della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Luca Meneghesso<\/b> ha scritto:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abesistono, come nel caso di Ronchi, imposizioni di tipo ideologico. Pi\u00f9 diffuse quelle di tipo nazionalistico: basti pensare a tutti i toponimi slavi (ma anche friulani?) stravolti. Ad esempio il caso del monte Krn che in italiano diventa monte Nero (per la somiglianza di Crn \u2013 nero in sloveno \u2013 e Krn) nonostante si tratti di un \u201cbecco affilato\u201d che scintilla candido di neve per tutto l\u2019inverno come ricorda Boris Pahor. Oppure il caso che unisce entrambe le imposizioni con Sdraussina (Zdrav\u0161\u010dine) che diventa Poggio Terza Armata: deslavizzazione, italianizzazione ed esaltazione dell\u2019esercito al tempo stesso. Pasolini \u00a0per\u00f2, che nella parte critica mi pare convincente, nella parte propositiva, un monumento (?) a Ascoli, mi pare ingenuo e fuori luogo. <strong>Graziadio Isaia Ascoli<\/strong> non solo non fu rivoluzionario, ma neanche fu una vittima del fascismo (essendo morto nel 1907). A lui inoltre \u00e8 dedicata quella Societ\u00e0 Filologica Friulana che, nata nel 1919, \u00e8 cresciuta durante il fascismo senza rischi. Ascoli, inoltre, \u00e8 stato l\u2019inventore di quel nefasto neologismo concettuale di \u201cVenezia Giulia\u201d che \u00e8 da rigettare per diversi ordini di motivi che \u00abaltri prima di me hanno analizzato e che sono gli stessi, pi\u00f9 altri, per cui rigettare il monumento ai legionari (oltre che il suffisso a Ronchi). \u00c8 possibile a posteriori una revisione critica di un\u2019opera imperialistica anche su un piano semplicemente toponomastico? <a href=\"http:\/\/www.reset-italia.net\/2013\/08\/12\/piu-di-cento-mi-piace-su-facebook-per-ronchi-dei-partigiani\/#sthash.TfuvpAfs.EcwhEUvi.dpbs\" target=\"_blank\">Ronchi dei Partigiani<\/a>\u00a0mi piace ma la questione \u00e8 pi\u00f9 complessiva e non la risolveranno i \u2018taliani\/talians\/italiani in quanto amministratori (e gli amministratori anche se furlani bisiachi e sloveni pur sempre italiani restano). D\u2019altra parte neppure i sottani, furlani, bisiachi o sloveni che siano, si interesseranno alla cosa. La nominazione-denominazione \u00e8 annichilente atto d\u2019imperio. Cose da padri e padroni: non \u00e8 di l\u00e0 che passa l\u2019emancipazione\u2026 Scardinare il linguaggio istituzionale, viralizzare i dialetti, imbastardirsi, ripartire dal basso. Nessuno in dialetto dice \u201cRonchi dei Legionari\u201d o \u201cVenezia Giulia\u201d: \u00e8 cos\u00ec che Legionari e gens italiche sono gi\u00e0 morti.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 che magari un giorno, oltre a revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini, non si proceda anche a cancellare la denominazione \u00abdei Legionari\u00bb. E chiss\u00e0 che in tale momento non sia possibile realizzare tra Fiume\/Rijeka e Ronchi un gemellaggio, nel nome di una storia che non dorme ma \u00e8 viva e sveglia, perch\u00e9 la storia siamo noi. <span style=\"color: #111111;\">Ronchi potrebbe essere uno dei primi comuni a essere intitolato formalmente ai partigiani, e la forma sar\u00e0 sostanza, sostanza di dignit\u00e0.<\/span><\/p>\n<div style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Fiume \/ Rijeka\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/rijeka.png\" width=\"500\" height=\"335\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Fiume \/ Rijeka oggi<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiudo riportando la motivazione della Medaglia d&#8217;Argento al valor militare assegnata a Ronchi per l&#8217;attivit\u00e0 partigiana svolta dai suoi cittadini dopo l&#8217;8 settembre 1943<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=4084589443327755750\" target=\"_blank\" name=\"14363a39ad4c89b7_yui_3_13_0_ym1_1_1388320826340_2345\"><\/a>\u00abGi\u00e0 duramente provato dalle operazioni nel primo conflitto mondiale e, forte delle sue tradizioni di dignit\u00e0 civile e politica, reagendo con indomito coraggio alla lunga e crudele dittatura fascista, il popolo di Ronchi dei Legionari, pur se in condizioni di grave inferiorit\u00e0 tecnica e numerica, dopo l&#8217;8 settembre 1943, organizz\u00f2 la Resistenza contro l&#8217;occupatore, impegnandolo in numerosi e cruenti scontri. Nel corso di venti mesi di lotta partigiana, malgrado persecuzioni, deportazioni nei campi di sterminio, distruzioni e torture, i Ronchesi furono tra i protagonisti della rinascita della Patria, lasciando alle future generazioni un patrimonio di elette virt\u00f9 civili, di coraggio e di fedelt\u00e0 agli ideali di giustizia.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Marco Barone (guest blogger) Nel centenario dell&#8217;inizio della Grande guerra, questo articolo affronta nodi simbolici ed eredit\u00e0 odierne della cosiddetta \u00abimpresa di Fiume\u00bb. Evento che, per linguaggio, stile, retorica e violenza, fu un&#8217;anticipazione del fascismo e un anello di congiunzione tra le due guerre mondiali. 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