{"id":13618,"date":"2013-07-09T00:26:15","date_gmt":"2013-07-08T22:26:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=13618"},"modified":"2013-07-10T19:42:12","modified_gmt":"2013-07-10T17:42:12","slug":"speciale-pointlenana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/","title":{"rendered":"#PointLenana | Speciale Middle of the Tour: audio, foto e recensioni"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_13686\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13686\" class=\"size-full wp-image-13686 \" alt=\"Roberto Santachiara sul Monte Kenya\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13686\" class=\"wp-caption-text\">Roberto Santachiara sul massiccio del Kenya, 25 gennaio 2010. Sullo sfondo, la Punta Batian (5199 mt). Foto di Cecilia Perucci. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<p>Siamo al giro di boa del tour: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. Ricordiamo che <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=13429\">il calendario \u00e8 qui<\/a>. In questo speciale, troverete molte nuove recensioni di <em>Point Lenana<\/em> e l&#8217;audio della presentazione di Pisogne (BS) del 23 giugno scorso.<br \/>\nDelle foto che illustrano il post, due risalgono alla nostra ascesa al Monte Kenya del gennaio 2010; una proviene dall&#8217;archivio personale di Peter Barnes, compagno di scalate di Felice Benuzzi nell&#8217;Australia degli anni Cinquanta; le altre sono testimonianze delle escursioni e camminate che in questi due mesi e mezzo hanno prolungato i mondi di <em>Point Lenana<\/em> fuori dalle pagine del libro, tra le rocce dell&#8217;arco alpino.<br \/>\nLe escursioni andranno avanti per tutta l&#8217;estate (in <a href=\"http:\/\/pointlenana.tumblr.com\/post\/54585255648\/13-14-7-point-lenana-in-valle-di-susa\">Val di Susa il 13 luglio<\/a>, sui <a href=\"http:\/\/activetourism.risorsecoop.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=112:point-lenana-escursione-e-presentazione-con-wu-ming-1-sabato-20-luglio&amp;catid=41:articolo-rilievo\">Monti Sibillini il 20 luglio<\/a>, nella <a href=\"http:\/\/www.casalelecrete.it\/wuming1\" target=\"_blank\">Marsica il 21 luglio<\/a>, in Cadore, in Val Rosandra, in Lessinia, in Trentino&#8230;), perch\u00e9 queste sono storie di scarpinate, le abbiamo inseguite e scritte <em>mettendoci il corpo<\/em>, e bisogna continuare a metterci il corpo, bisogna continuare a scarpinare.<br \/>\nRicordiamo che esistono <a href=\"http:\/\/pinterest.com\/einaudieditore\/point-lenana\/\">un board su Pinterest<\/a> che &#8220;mette in immagini&#8221; P<em>oint Lenana<\/em> e, grazie all&#8217;opera di alcuni volonterosi lettori, <a href=\"http:\/\/pointlenana.tumblr.com\/\">un blog interamente dedicato al libro<\/a>.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco l&#8217;audio della presentazione a Pisogne (BS), sera del 23 giugno 2013. Per descrivere il contenuto, usiamo le parole di <strong>Franco Berteni<\/strong> aka Mr. Mill, organizzatore dell&#8217;iniziativa:<br \/>\n&#8220;Breve introduzione mia, a seguire Maurizio Vito [ricercatore, italianista] Christian Arnoldi [sociologo, autore del libro <a href=\"http:\/\/www.priulieverlucca.it\/catalogo\/scheda\/Tristi-montagne\/73\"><em>Tristi montagne. Guida ai malesseri alpini<\/em><\/a>] e Wu Ming 1.<br \/>\nPoche le domande dal pubblico dopo tutti questi interventi, interessante per\u00f2 sentire cosa risponde WM1: prima sul ruolo che personalit\u00e0\/pensiero\/scritti di <strong>Gian Piero Motti<\/strong> hanno avuto su <em>Point Lenana<\/em> e, rispondendo alla domanda successiva, su alcune questioni di &#8216;traduttologia&#8217; in relazione a <em>Point Lenana<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F7502709\" height=\"450\" width=\"90%\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p><strong>Girolamo De Michele su L&#8217;Indice:<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_13651\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13651\" class=\"size-full wp-image-13651\" alt=\"Emilio Comici\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Comici_con_le_ali.jpg\" width=\"250\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-13651\" class=\"wp-caption-text\">Emilio Comici. Secondo De Michele, in <em>Point Lenana<\/em> la sua figura diviene &#8220;emblema del fallimento dell&#8217;antropologia fascista&#8221;.<\/p><\/div>\n<p>Uno dei maggiori storici contemporanei, <strong>Robert Darnton<\/strong>, ha spesso tratto spunto per le sue innovative ricerche storiche da qualche evento singolare, bizzarro: un massacro di gatti alla vigilia della Rivoluzione francese, la circolazione di romanzetti osceni nel tardo Settecento, le discrepanze tra le narrazioni della favola di Cappuccetto Rosso. \u00c8 un metodo che d\u00e0 i suoi frutti anche in questo oggetto narrativo scritto da Roberto Santachiara e Wu Ming 1, che sono partiti da un curioso avvenimento accaduto durante la seconda guerra mondiale, quando uno scalatore italiano, Felice Benuzzi, rinchiuso in un campo di prigionia in Kenya, evade assieme ad altri compagni, scala il monte Kenya raggiungendo Point Lenana per piantarvi una bandiera italiana, e poi, ridisceso, si riconsegna ai britannici. Fosse stato un atto di propaganda fascista, non ci sarebbe nulla di anomalo. Ma ci\u00f2 che Benuzzi intendeva fare non era esaltare, ma riscattare la propria italianit\u00e0 dalla vergogna del fascismo e del colonialismo, dalla parte del torto. Perch\u00e9, allora, proprio con un&#8217;ascensione sul Kenya, che Benuzzi narrer\u00e0 in due libri, italiano <i>(Fuga sul Kenya)<\/i> e in inglese <i>(No Picnic on Mount Kenya),<\/i> scritti durante la prigionia? \u00c8 da questo interrogativo, e da una vecchia copia di <i>Fuga sul Kenya<\/i>, allora fuori catalogo, che muove le mosse la strana coppia formata da un narratore saltuario, ma esperto scalatore, e da un narratore di professione, ma uomo di pianura del tutto ignaro di montagne \u2013 e perci\u00f2 predisposto all&#8217;esperienza della &#8220;prima volta&#8221; nell&#8217;ascendere il Kenya ripercorrendo la via di Benuzzi e dei suoi compagni: perch\u00e9 per capire la montagna bisogna entrarci, nella montagna, bisogna farne esperienza. La montagna, come la vita reale, non si sfoglia. E come la vita reale, la montagna \u00e8 un oggetto narrabile solo al prezzo di avvolgere le molte storie di cui \u00e8 intessuta in una corda, e lasciare che dalla corda delle storie pendano i filacci di altre storie, alcune a loro volta narrate, altre lasciate a narratori a venire. Quella che poteva essere una semplice biografia di un triestino che ha attraversato il Novecento diventa cos\u00ec la storia del triestino, e della citt\u00e0 in cui nacque e che nel corso della sua vita cambi\u00f2 quattro bandiere, della terra in cui sorge la montagna che scal\u00f2 e di quelle limitrofe, dei popoli che l&#8217;abitavano da sempre e di quelli che li soggiogarono con ferocia inumana in nome dell&#8217;Impero d&#8217;Albione o del re e del duce di un impero da operetta, dei fiumi di sangue dei fucilati e delle nubi di gas che sterminarono a migliaia gli indigeni in nome del progresso bianco; e ancora, la storia delle idee che mossero il colonialismo italiano, e di quel coagulo chiamato fascismo che le incarn\u00f2 nell&#8217;esercizio del potere, dei sommersi che perirono nei lager italo-tedeschi in Friuli o nella Jugoslavia o combattendo la dittatura fascio-bruna, e dei salvati che resistettero, o semplicemente scamparono in qualche modo, e ancora&#8230;<br \/>\nE la montagna? Ovvero, le montagne? Le montagne sono, in questo libro, ovunque: sono gi\u00e0 l\u00ec quando arrivano gli uomini, per conquistarne le terre bagnate dalle loro ombre o per scalarle aprendo nuove vie; sono l\u00ec a ricordare che c&#8217;erano gi\u00e0, e ci saranno anche dopo; sono l&#8217;obiettivo, l&#8217;oggetto di un&#8217;ossessione, o semplicemente lo sfondo. Sono il punto di vista che permette di comprendere e narrare i movimenti di quei <i>some insects called &#8216;human race&#8217;<\/i>: il Novecento e gli orrori che lo hanno attraversato visti dal punto di vista della Montagna e degli uomini che per passione, per mestiere, per prendere la via delle armi contro il nazifascismo, le scalarono e finirono col farne parte. E quindi, anche \u2013 ed era inevitabile \u2013 la storia degli alpinisti, del modo in cui il loro rapporto con la montagna si \u00e8 evoluto nel lungo ventesimo secolo: una storia quasi ignota ai pi\u00f9, ma dotata di un altissimo potenziale allegorico. Basterebbe il confronto tra l&#8217;alpinismo muscolare, eroico, statuario del maschio virile, ovvero il tentativo di imporre una fascistizzazione dell&#8217;alpinismo da parte del Regime, contrapposto all&#8217;eleganza quasi ballerina di un Emilio Comici, la cui vita \u00e8 una delle storie pi\u00f9 belle tra questa mille e una. La figura di Comici, che danza tra le pagine di questo libro come il suo corpo faceva tra le vie alpine, diventa emblema del fallimento dell&#8217;antropologia fascista, e simbolo di quell&#8217;<i>antifascismo esistenziale<\/i>, categoria mutuata dalla storiografia e ampliata alle minuzie della vita quotidiana per dimostrare il fallimento, <i>prima<\/i> dell&#8217;8 settembre, della fascistizzazione degli italiani. Un fallimento che ha una coda velenosa: la rimozione \u2013 o meglio, la <i>forclusione<\/i> \u2013 della causa ha lasciato in circolo gli effetti, le tossine disseminate sotto il mito degli &#8220;italiani brava gente&#8221;. Al fascismo criminale dei Mussolini, Graziani, Roatta, Badoglio \u00e8 subentrato un microfascismo che si annida dentro di noi, le cui manifestazioni richiedono anamnesi e antidoti: narrazioni come questa valgono tanto per le une quanto per gli altri.<\/p>\n<div id=\"attachment_13623\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/Wu_Ming_Foundt\/status\/351446695634153472\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13623\" class=\"size-full wp-image-13623\" alt=\"Wu Ming 1 sul Pizzo di Gino\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/WM1_Pizzo_di_Gino.jpg\" width=\"500\" height=\"334\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13623\" class=\"wp-caption-text\">WM1 sul Pizzo di Gino, cima pi\u00f9 alta delle Prealpi Luganesi (2245 mt), 23 giugno 2013. Foto di Camillo Pasquarelli. Grazie ad Andrea Savonitto del rifugio Croce di Campo e all&#8217;Associazione Proletari Escursionisti (APE) di Milano.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p>Loredana Lipperini recensisce <em>Point Lenana<\/em> su <a href=\"http:\/\/loredanalipperini.blog.kataweb.it\/lipperatura\/2013\/07\/01\/intersezioni-point-lenana\/\">Lipperatura<\/a> (a proposito: forza, Ollie!)<\/p>\n<div id=\"attachment_13657\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.panoramio.com\/photo\/10503452http:\/\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13657\" class=\"size-full wp-image-13657\" alt=\"Monte Nero \/ Krn, versante N, con residuato della 1a guerra mondiale. Foto di umberto 54, clicca per vedere il set su Panoramio.\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Monte_nero_con_bomba.jpg\" width=\"250\" height=\"149\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13657\" class=\"wp-caption-text\">Monte Nero \/ Krn, versante N, con residuato della 1a guerra mondiale. Foto di umberto54, clicca per vedere il set su Panoramio.<\/p><\/div>\n<p><em>Point Lenana <\/em>di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara (Einaudi Stile Libero, pagg.596, euro 20) inizia soffiando nei polmoni del lettore l\u2019aria gelida del Monte Kenya, ma non prosegue raccontando la storia attorno a cui il libro ruota: ovvero, la fuga di tre italiani da un campo di prigionia inglese in Africa, nel 1943, l\u2019ascesa \u2013 con mezzi che definire di fortuna \u00e8 riduttivo \u2013 fino a Punta Lenana, la volontaria riconsegna dopo 17 giorni. Quella storia \u00e8 gi\u00e0 in un libro, <em>Fuga sul Monte Kenya<\/em>, scritto da uno dei protagonisti: Felice Benuzzi, nato a Vienna, cresciuto a Trieste, alpinista, funzionario ad Addis Abeba, infine diplomatico, viaggiatore, scrittore, e soprattutto polo del magnete che attira a s\u00e9 la storia italiana (e non solo) del Novecento (e non solo). Point Lenana si pone come \u201caltro\u201d, e in quanto \u201caltro\u201d non \u00e8 incasellabile in alcuna definizione predisposta (libro sulla montagna, saggio, inchiesta, romanzo): si svolge, come l\u2019alpinismo secondo una definizione degli autori, \u201cin un\u2019intersezione\u201d, a scarti, generando narrazione dopo narrazione, tappa dopo tappa, come in un\u2019ascensione che porta dal basso verso l\u2019alto.<br \/>\nDal basso si parte, infatti: quando Santachiara invia a Wu Ming 1 la copia di Fuga sul Monte Kenya \u00e8 il 2009, e il ricevente si trovava \u2013 come molti \u2013 sotto una cappa che \u201crisucchiava le energie buone\u201d lasciando a terra \u201ci vapori nocivi, gli umori pi\u00f9 cupi, le inettitudini pi\u00f9 resilienti, i rancori pi\u00f9 facili da coltivare\u201d. Messo a parte del progetto, lo accoglie con perplessit\u00e0, sia per l\u2019impresa di Benuzzi, che sulle prime sembra la classica e fascistissima esibizione di muscoli, ma anche per quello che sar\u00e0 il motore del libro stesso: i due Roberti avrebbero ripercorso la via verso Punta Lenana, uno gi\u00e0 esperto di montagne, l\u2019altro uomo di terre basse e scrivania. C\u2019\u00e8 perplessit\u00e0 anche fra i colleghi e gli amici (fra cui chi scrive, che avrebbe atteso con non poca ansia il messaggio sms che, nel gennaio 2010, annunciava che la cima era stata raggiunta). Ma andare \u00e8 necessario, per comprendere la \u201cmetafora primaria\u201d (\u201cverso su\u201d \u00e8 bene, \u201cverso gi\u00f9\u201d \u00e8 male) che \u00e8 alla base non solo dell\u2019alpinismo, ma di tutti i nostri pensieri e discorsi.<br \/>\nSe la scalata degli autori \u00e8 il punto di partenza, la ricostruzione della vita di Benuzzi \u00e8 il sentiero che tiene insieme altre vicende, piccole e grandi. L\u2019aereo del pediatra di Atlanta che si schianta sul Monte Kenya e che diventa il pretesto per una catena di truffe telematiche. La rivolta dei Mau Mau, di cui una generazione intera conoscer\u00e0 solo la versione dell\u2019impero (gli assalti ai civili bianchi) e non le migliaia di impiccati o le decine di migliaia torturati e castrati nei campi di concentramento britannici. E poi la comunit\u00e0 slovena, e l\u2019irredentismo, e il mito virile delle colonie, e Gea della Garisenda che canta <em>A Tripoli <\/em>coperta solo di una bandiera tricolore, e il vecchio Pascoli che incita alla conquista, e Carducci, e D\u2019Annunzio e tutti i poeti che \u201ca contatto col nazionalismo tirano fuori il peggio di s\u00e9\u201d, e le fiamme dell\u2019Hotel Balkan. Adolescente, Felice Benuzzi fa le prime ascensioni al Monte Nero di Caporetto mentre la storia gli scorre accanto, e vede i segni di quella da poco trascorsa guardando gli alberi fatti a pezzi dalle artiglierie. Adulto, si incanta alle piroette di Rogers e Astaire in<em> Seguendo la flotta<\/em>, mentre Rodolfo Graziani erige forche, piaga carni con l\u2019iprite, massacra monaci e cantastorie. Point Lenana segue le curve di ogni sentiero, sale e scende raccontando (anche attraverso interviste a familiari e testimoni) i primi trent\u2019anni di Benuzzi e quelli che che seguiranno la sua liberazione, fino alla morte. Aggira il fulcro \u201ccon una manovra a tenaglia\u201d, oscura gli anni del campo inglese e la manciata di giorni dell\u2019avventura indagandone il senso: Felice Benuzzi, Giovanni Balletto ed Enzo Barsotti \u201candarono su\u201d per sfuggire al tedio e all\u2019abbrutimento della prigionia, per ridare senso al tempo, per ritrovare la fiducia e la capacit\u00e0 di meraviglia. Per Felice funzion\u00f2, a quanto sembra: e funziona per il lettore, che infine si meraviglia davvero, e almeno spera di ritrovare fiducia. Di pensare, dal basso, a quel che c\u2019\u00e8 in alto.<\/p>\n<div id=\"attachment_13628\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13628\" class=\"size-full wp-image-13628\" alt=\"Grotta dei partigiani\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Grotta_dei_Partigiani2.jpg\" width=\"500\" height=\"666\" \/><p id=\"caption-attachment-13628\" class=\"wp-caption-text\">WM1 sale la scarpata che porta alla Grotta dei partigiani, circa 900 mt., tra i borghi di Pizzino e Fraggio in Val Taleggio, Prealpi Orobiche, 6 luglio 2013. Grazie a Enrico, ai Ribelli della Montagna e alla libreria Spazio Terzo Mondo.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/lucagianotti.wordpress.com\/\">Luca Gianotti<\/a> sulla newsletter della <a href=\"http:\/\/www.cammini.eu\/\">Compagnia dei cammini<\/a>:<\/p>\n<p><strong>Regimi, alpinisti e libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per chi non ha mai letto niente dei Wu Ming<\/strong><br \/>\nQuesto libro \u00e8 scritto da Wu Ming 1, del collettivo di scrittori Wu Ming di Bologna. Insieme a Roberto Santachiara, agente letterario e appassionato di alpinismo e viaggi.<br \/>\nL\u2019idea di Santachiara \u00e8 stata: scegliere un bravo scrittore che ha il fiuto del segugio, ripercorrere una storia incredibile come quella di Felice Benuzzi che nel 1942 scapp\u00f2 dal campo di prigionia inglese in Africa per scalare con due compagni di cella il Monte Kenya, per poi riconsegnarsi alle autorit\u00e0 britanniche. E raccontarla. Santachiara e Wu Ming 1 hanno scalato come prima cosa il Monte Kenya, per immedesimarsi nel protagonista. Per Wu Ming 1 \u00e8 stata la prima occasione in vita sua per misurarsi con cose \u201cdi montagna\u201d. Poi hanno cominciato a investigare la storia di quest\u2019uomo, che \u2013 come la storia di ogni uomo \u2013 attraversa periodi storici importanti, incontra protagonisti di quel periodo. La storia di un uomo e la storia di un popolo si intrecciano, in questo libro che Wu Ming 1 definisce un \u201coggetto letterario non identificato\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per chi gi\u00e0 conosce i Wu Ming<\/strong><br \/>\nWu Ming 1 \u00e8 di formazione uno storico. E si vede. Questo libro rispetto agli altri libri che ho letto dei Wu Ming (ho letto tutti quelli del collettivo, e come opere soliste solo quelli di Wu Ming 2) l\u2019impronta storiografica \u00e8 molto pi\u00f9 preponderante. \u00c8 un libro di storia, ma non \u00e8 un libro di storia. Parla del passato per parlare al presente, come sempre sanno fare i Wu Ming. Nel ripercorrere la vita di Felice Benuzzi, il libro ci racconta i dettagli dell\u2019irredentismo di Trieste, la \u201cfedelissima\u201d che diventa italiana; ci racconta tante storie di alpinisti, soprattutto di Emilio Comici che era quasi-amico di Benuzzi, era il pi\u00f9 grande scalatore del periodo ante guerra, ma non era un fanatico fascista, era un rocciatore e basta, e il CAI, fascistissimo, lo emargin\u00f2; ci racconta la storia delle guerre coloniali di conquista, in Africa, per costruire l\u2019impero mussoliniano, dei massacri folli di Graziani e Badoglio, e smonta la teoria che noi italiani siamo stati meno terroristi delle altre nazioni, portando le prove storiche dell\u2019uso dei gas chimici in modo massiccio, anche se la comunit\u00e0 internazionale li aveva vietati, l\u2019Italia fu l\u2019unica a usarli sterminando migliaia di innocenti.<br \/>\nIn tutto questo, Felice Benuzzi ne esce come un uomo mite, dedito al suo lavoro di funzionario, dedito alla famiglia, una bella famiglia, e alla passione per i viaggi e per la montagna.<br \/>\nMa il libro ci racconta indirettamente anche l\u2019Italia di oggi, paese che ha perso la memoria. Abbiamo fatto una operazione di rimozione gravissima, e ne stiamo pagando alto lo scotto. Perch\u00e9 la memoria di quegli anni potrebbe insegnarci tanto. Ma abbiamo preferito far finta di niente, non sapere. Non sapere cos\u2019\u00e8 successo in Etiopia o nelle altre \u201ccolonie\u201d del nostro misero Impero. Troppo poco sappiamo del periodo fascista, troppo poco insegniamo ai nostri figli. Da quell\u2019esperienza potremmo far emergere i valori migliori, capire il valore della pace, della condivisione, del senso di comunit\u00e0. La cultura della non memoria ci porta invece verso il baratro dell\u2019egoismo. Il baratro ce l\u2019abbiamo sotto gli occhi. La memoria storica, e libri come questo, ci aiutano a pensare che un altro modo di vivere non solo \u00e8 possibile, ma \u00e8 necessario e urgente.<\/p>\n<p><strong>P.S.<\/strong> Per chi vuole ascoltare Wu Ming 1 presentare il suo libro, e conoscerlo personalmente, noi organizziamo una <strong>giornata con Wu Ming 1<\/strong> al <a href=\"http:\/\/www.casalelecrete.it\/\" target=\"_blank\">Casale Le Crete<\/a>, Tagliacozzo (Abruzzo), domenica 21 luglio. Cammineremo insieme il pomeriggio, in una facile camminata aperta a tutti, poi alle 18 presentazione del libro nel teatro degli asini, costruito con le balle di fieno. E per finire piccolo aperitivo. Ecco la <a href=\"http:\/\/www.casalelecrete.it\/wuming1\" target=\"_blank\">pagina web dell\u2019evento<\/a> e la <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/144350759089513\/permalink\/144350765756179\/\" target=\"_blank\">pagina facebook<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_13688\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13688\" class=\"size-full wp-image-13688 \" alt=\"Wu Ming 1 sul Monte Kenya\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/sfiancato_500px.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" \/><p id=\"caption-attachment-13688\" class=\"wp-caption-text\">Monte Kenya, 25 gennaio 2010. Wu Ming 1 in cattive condizioni lungo la Sirimon Route, nel tratto che va dall&#8217;Old Moses allo Shipton Camp. Foto di Cecilia Perucci.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p><strong>Carmen Pellegrino<\/strong> recensisce <em>Point Lenana<\/em> su <a href=\"http:\/\/www.bookdetector.com\/romanzi-italiani\/point-lenana\/\">Book Detector<\/a>:<\/p>\n<p>Che i conti con gli scheletri del Novecento italiano \u2013 e in parte anche dell\u2019Ottocento \u2013 non siano ancora stati fatti \u00e8 un dato irrefutabile. L\u2019uso pubblico della storia si avvale quasi sempre di una lettura del passato per singoli brandelli, decontestualizzati e presi e lasciati cadere a seconda delle opportunit\u00e0 del momento. Con una regolarit\u00e0 sconcertante, per esempio, riaffiora nel dibattito pubblico la nenia del \u201cfascismo bonario\u201d, della \u201cdittatura all\u2019acqua di rose\u201d, di Mussolini grande statista sostenuto da un vasto consenso popolare. Oppure \u2013 e qui siamo al classico \u2013 degli \u201cItaliani, brava gente\u201d, rimuovendo con tenacia i molti e efferati crimini di cui tanti italiani \u2013 per esempio negli anni che vanno dall\u2019unificazione nazionale alla fine della seconda guerra mondiale \u2013 si sono macchiati contro popolazioni ritenute barbare o subumane. Si pensi all\u2019Africa, ai massacri, alle rappresaglie condotte contro \u201cmandrie di negri spinti a tremendi colpi di curbascio come un gregge\u201d, ordinate dal gerarca Rodolfo Graziani. Oppure, se si vuole, ai matrimoni con bambine eritree comprate e godute senza remore; matrimoni di cui i contraenti-acquirenti non si sono mai vergognati, nemmeno nel caso di contraenti dalla mente acuta. Su questi, come su molti altri buchi neri della storia italiana, fa luce il poderoso ultimo libro di Wu Ming 1, scritto in collaborazione con Roberto Santachiara, agente letterario e appassionato di storia e alpinismo. L\u2019occasione intorno alla quale lievita l\u2019imponente corpus documentale che gli autori redigono con metodo da storico orco \u2013 l\u2019unico raccomandato agli storici che non siano antiquari, diceva Marc Bloch \u2013 \u00e8 una storia minima, di quelle poco rilevanti sul piano della grande storia, eppure molto nota in certi ambienti, per esempio nel circuito dell\u2019alpinismo. Nel 1943, in piena guerra mondiale, tre prigionieri italiani in Africa \u2013 Felice Benuzzi, Giovanni Balletto e Enzo Barsotti \u2013 evadono da un campo di prigionia inglese, il Pow di Nanyuki, e s\u2019incamminano verso Punta Lenana, la terza vetta del Monte Kenya, con la precisa intenzione di tentarne la scalata. Restano fuori dal campo per pi\u00f9 di due settimane, poi si riconsegnano agli inglesi. Felice Benuzzi narrer\u00e0 l\u2019impresa in <em>Fuga sul Kenya<\/em>, tradotto da lui stesso nella versione inglese <em>No Picnic On Mount Kenya<\/em>, una versione molto diversa da quella italiana che godr\u00e0 di un notevole successo internazionale. Con un abile uso della tecnica a incastro (<em>entrelacement<\/em>), la narrazione di <em>Point Lenana<\/em> viene continuamente sospesa e poi ripresa nei collegamenti fra le varie storie. Si parte dalla Vienna in cui Benuzzi \u00e8 nato e si giunge alla Trieste in cui \u00e8 cresciuto; si prosegue per Roma, per l\u2019Africa, poi l\u2019Australia, poi l\u2019Antartide, ricostruendo insieme alla vita dei protagonisti lo stridore di una storia pubblica che ha ben poco di edificante. Cos\u00ec, affiorano le vicende legate al colonialismo (liberale e fascista), l\u2019irredentismo giuliano, le campagne libiche e etiopiche, lo <em>scramble for Africa<\/em>, ovvero la spartizione del continente fra le potenze europee che si contendono i pezzi migliori. Nella prima parte viene introdotto Benuzzi con il racconto breve della fuga sul Kenya \u2013 l\u2019impresa vera e propria non viene raccontata, perch\u00e9 lo ha gi\u00e0 fatto Benuzzi nel suo libro. Nella seconda e nella terza parte vengono raccontati i suoi primi trent\u2019anni di vita. Negli interludi compaiono le incursioni nel futuro, che danno la spinta propulsiva alla narrazione. Il periodo etiope-kenyano viene raccontato al passato e al futuro, ovvero il lettore che arriva a leggere la vita di Benuzzi durante la guerra e poi lo segue nella fuga sul Kenya \u00e8 gi\u00e0 avvertito dei suoi trascorsi dal 1946 al 1988. \u00c8 un procedere, dunque, \u00e0 rebours, uno scandaglio al contrario del divenire storico. L\u2019oggetto \u00e8 sempre l\u2019uomo, o meglio gli uomini nel tempo, perch\u00e9 tutto il resto \u00e8 buon antiquariato. Cos\u00ec, archiviata la temporalit\u00e0 degli eventi, archiviato il superficiale metodo della raccolta di fatti senza una precisa volont\u00e0 di cercare le grandi correnti nascoste nella vita umana; scovato il falso e l\u2019errore perch\u00e9 \u2013 come ben diceva Bloch \u2013 dietro la superficie del falso appare la storia profonda, <em>Point Lenana<\/em> \u00e8 un perfetto esempio di narrazione composita che supplisce alle mancanze di una storiografia che \u00e8 sempre pi\u00f9 una sottospecie di sotie e sempre meno analisi e comparazione. Sicch\u00e9, scorrendo le quasi seicento pagine del libro, si ha come la sensazione di essere l\u00e0 dove l\u2019uomo \u00e8 passato, l\u00e0 dove ha lasciato qualche debole impronta (fosse anche l\u2019orma sopra una vetta che \u00e8 quasi un miraggio), perch\u00e9 l\u00e0 \u00e8 la Storia.<\/p>\n<div id=\"attachment_13691\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Benuzzi_Mt_Barney_1954.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13691\" class=\"size-full wp-image-13691 \" alt=\"Benuzzi e Goadby sul Mount Barney\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Benuzzi_Mt_Barney_1954_500px.jpg\" width=\"500\" height=\"347\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13691\" class=\"wp-caption-text\">Felice Benuzzi e Geoff Goadby sul Mount Barney, Queensland, Australia, 18 settembre 1954. Fotografia di Peter Barnes. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p>Il compagno <strong>Avvocato Laser <\/strong>recensisce <em>Point Lenana<\/em> <a href=\"http:\/\/www.avvocatolaser.net\/2013\/07\/05\/point-lenana\/\">sul suo blog<\/a>:<\/p>\n<p>\u201c<em>Ciao<\/em>,<em> ti ricordi qual \u00e8 il punto pi\u00f9 alto che abbiamo raggiunto sulle Dolomiti di Brenta due anni fa? Per caso abbiamo fatto una \u2018via del camino\u2019?<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>\u201c<em>Boh, sar\u00e0 stato 2700, non ricordo, dovrei rivedere le mappe. Abbiamo fatto i sentieri Benini e Sosat, non la via del camino<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Rebus si sbaglia di poco, sull\u2019altezza: il <a title=\"il sentiero Benini sulle Dolomiti di Brenta\" href=\"http:\/\/www.vieferrate.it\/ferratabenini.htm\" target=\"_blank\">sentiero Benin<\/a>i, scopro in rete, tocca quota 2910 metri. La raggiunsi insieme a due amici pi\u00f9 esperti nell\u2019agosto 2011, alla mia prima escursione alpina. Ricordo che arrivai stremato, dopo non meno di 7 ore tra cammino e ferrata (secondo il CAI ne occorrono 4 e mezzo), incapace di muovere anche solo un passo in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Non saprei dire come arriv\u00f2 Felice Benuzzi sulla cima Tosa, ben oltre i 3000 sulle stesse Dolomiti di Brenta, quando la raggiunse nell\u2019estate del 1924, ma immagino che a 14 anni fosse un alpinista ben pi\u00f9 capace di me a 31, dal racconto che ne fanno Wu Ming 1 e Roberto Santachiara nel loro\u00a0<em>Point Lenana<\/em>.<\/p>\n<p>Chi fosse Felice Benuzzi \u00e8 proprio l\u2019argomento del libro, che ne percorre le vicende ricomponendo una serie di tracce e documenti, che sono allo stesso tempo collegamenti,\u00a0<em>link<\/em> a pagine di Storia pi\u00f9 o meno rimossa, e di storie poco note: soprattutto storie di montagne.<\/p>\n<p>Il primo indirizzo, la pagina da cui comincia e che costituisce il vero motore della ricerca e della narrazione, \u00e8 un altro libro:\u00a0<em>Fuga sul Kenya<\/em> (<em>No picnic on Mount Kenya<\/em>, nella sua edizione \u2013 non mera traduzione \u2013 inglese), in cui Benuzzi racconta della fuga, sua e di altri due compagni, da un campo di prigionia britannico in Africa Orientale durante la seconda guerra mondiale, con il solo fine di scalare il vicino monte Kenya per poi tornare e riconsegnarsi ai propri carcerieri.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo libro? Tutta una serie di indizi, dall\u2019argomento \u2013 l\u2019impresa eroica di \u201ccoloni\u201d italiani in barba ai perfidi albionici, con tanto di tricolore issato sulla punta Lenana \u2013 alla casa editrice della prima pubblicazione, al (modesto) uso propagandistico che della vicenda venne fatto in pieno conflitto, \u201cpuzzano\u201d di fascismo. Eppure altri elementi stridono con questo comodo pregiudizio, primo fra tutti il successo dell\u2019opera all\u2019estero, specialmente nei paesi anglosassoni, molto maggiore della sua celebrit\u00e0 in Italia. E poi basta sfogliarne le prime pagine per rendersi conto che il libro di Benuzzi ha toni tutt\u2019altro che epici o retorici, \u00e8 ricco di sensibilit\u00e0 e di <em>piet\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Il contrasto fra il\u00a0<em>contesto<\/em>\u00a0a cui ci si aspetta che\u00a0<em>Fuga sul Kenya\u00a0<\/em>debba appartenere e l\u2019effettivo carattere del libro \u00e8 stridente, ed \u00e8 uno stridore fecondo:\u00a0le tracce di Felice Benuzzi, nato suddito dell\u2019imperatore d\u2019Austria e Ungheria, trasferito da piccolo nella Trieste prima asburgica e poi italiana, quindi avviato alla carriera di funzionario civile nei territori dell\u2019\u201dimpero\u201d italiano in Africa, introducono e intersecano una narrazione suggestiva dell\u2019epoca fascista. Si comincia a Trieste, che con la sua tradizione irredentista e il nazionalismo interessato della grande borghesia, \u00e8 fin dal Biennio Rosso una vera e propria palestra di quello che sar\u00e0 il regime e aiuta a capirne origini, sostegno, declino; ma come tutti i territori di confine, al crocevia di popoli e di lingue, di mare e di montagne, la Venezia Giulia riassume in s\u00e9 le contraddizioni e la complessit\u00e0 che caratterizzano tutto il racconto di WM1 e Santachiara.<\/p>\n<p>Se la vita di Felice Benuzzi \u00e8 uno dei percorsi, l\u2019altro sentiero che parte dalla fuga sul monte Kenya \u00e8 quello che conduce in montagna e attraversa tutti i temi raccontati: \u00e8 un filtro originale e affascinante attraverso cui osservare il fascismo nella sua ascesa (la montagna come simbolo di purezza ed eroismo nella propaganda del regime, la fascistizzazione del CAI epurato da alpinisti ebrei e slavi) e nella sua caduta (le montagne della Resistenza).<\/p>\n<p>La montagna, oltre che cornice narrativa, \u00e8 la chiave anche stilistica del libro. La stesura di\u00a0<em>Point Lenana<\/em>\u00a0appare un\u2019impresa simile all\u2019ascesa alla Punta Lenana: la sfida a un tema complesso e ricco di sfaccettature, la lunga preparazione, la ricerca degli strumenti necessari, ricordano l\u2019approccio di un alpinista alla parete da scalare. E arrivati in cima, dall\u2019alto, \u00e8 pi\u00f9 facile gettare lo sguardo in basso e ricomporre i pezzi del <em>puzzle<\/em>. Si pu\u00f2 procedere a piacimento, in avanti o indietro nel tempo, cambiando registro e punto di vista, passando dal dialogo al documentario, \u201cmontando\u201d la storia come se fosse un film a pi\u00f9 voci.<\/p>\n<p>Dopo un veloce passaggio nella Roma che negli anni Trenta si autoproclama capitale di un impero \u2013 l\u2019impero pi\u00f9 sfigato della storia, sicuramente \u2013 il\u00a0<em>cursus honorum<\/em> di Benuzzi prosegue in Africa, ed \u00e8 l\u2019occasione per descrivere l\u2019Italia fascista nella sua compiutezza.\u00a0Soprattutto, la figura di Benuzzi consente di mettere in luce e cercare di spiegare il legame fra il regime e i cittadini: un rapporto molto pi\u00f9 complesso di quanto venga spesso rappresentato (con la tesi del \u201cconsenso di massa\u201d quasi incondizionato almeno fino alla guerra), fatto certamente di subordinazione e compromessi, ma allo stesso tempo, in casi tutt\u2019altro che isolati, di gesti individuali di rifiuto, che costituiscono i precedenti necessari per comprendere il sostegno collettivo che avr\u00e0 successivamente la Resistenza.<\/p>\n<p>Un lavoro di ricerca colossale sostiene la descrizione minuziosa delle atrocit\u00e0 del regime, dalla sua ascesa fino ai suoi ultimi sussulti, attraverso le deportazioni di massa, il genocidio della popolazione libica, lo sterminio di quella etiope, con l\u2019utilizzo delle armi chimiche vietate da ogni convenzione internazionale per la loro crudelt\u00e0. Del resto il progetto, documentato, di deportazione di massa della popolazione slovena nei territori slavi occupati durante la guerra, non ha davvero nulla da invidiare ad altre analoghe \u201csoluzioni finali\u201d.<\/p>\n<p>Viene cos\u00ec smontata pezzo per pezzo la narrazione costruita e rinforzata da decenni di rimozione collettiva del \u201ccolonialismo dal volto umano\u201d e del \u201cfascismo sostenuto da un consenso di massa fino alla guerra\u201d: una narrazione iniziata praticamente dal giorno stesso della caduta di Mussolini, considerato da troppi l\u2019unico responsabile di tutto ci\u00f2 che non \u00e8 possibile \u201cgiustificare\u201d in un comodissimo scarica-barile, proseguita dopo la guerra con il reinsediamento del personale fascista nelle questure e nelle prefetture, galvanizzata dall\u2019amnistia concessa da Togliatti fin dal 1946.<\/p>\n<p>[&#8220;<em>Voglio&#8230; amnistiare i fascisti<\/em>&#8220;, recitava un post-it appeso da un anonimo trotzkista nel circolo del PRC di Pavia durante la campagna di Bertinotti per le primarie dell&#8217;Unione nel 2005].<\/p>\n<p>Contro una memoria ricostruita a uso e consumo delle larghe intese, inquinata dal revisionismo sempre pi\u00f9 istituzionale,\u00a0<em>Point Lenana\u00a0<\/em>\u00e8 una sorprendente boccata di aria pulita: aria di montagna, appunto. Approfittiamone, perch\u00e9 non capita spesso di respirarne.<\/p>\n<div id=\"attachment_13695\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/cecilia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13695\" class=\"size-full wp-image-13695 \" alt=\"Cecilia, 25 gennaio 2010.\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/cecilia_500px.jpg\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-13695\" class=\"wp-caption-text\">Cecilia (e Gideon), 25 gennaio 2010. Foto di Roberto Santachiara. Clicca per ingrandire.<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\"><strong>\u2042<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p>Franco Berteni\/Mr. Mill, dopo avere organizzato e introdotto la presentazione di Pisogne ha scritto una lunga e densa recensione di <em>Point Lenana<\/em> e <a href=\"http:\/\/www.anobii.com\/mrmills\/comments?public=0&amp;sort=8\">l&#8217;ha messa su Anobii<\/a>, social network <a href=\"http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/wp\/social-reading-italia-parte-1-anobii\/\">purtroppo agonizzante<\/a>:<\/p>\n<p><strong>UNA VOLTA IN CIMA TOCCA SEMPRE SCENDERE<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_13661\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13661\" class=\"size-full wp-image-13661\" alt=\"Gian Piero Motti\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/motti.jpg\" width=\"230\" height=\"295\" \/><p id=\"caption-attachment-13661\" class=\"wp-caption-text\">Gian Piero Motti<\/p><\/div>\n<p>\u00abA te piace dissotterrare le storie, no?\u00bb Un affastellarsi di storie, di voci. Un accumulo che mentre procede la lettura prende forma, in cui ogni elemento lascia un segno nell\u2019esperienza di lettura che via andando \u2013 pagina dopo pagina \u2013 traccia una mappa. Dispiegandosi la mia personale mappa, vi ho trovato pi\u00f9 di un invito a seguire un percorso che portava oltre quello che mi trovavo sotto agli occhi, oltre i bordi di una narrazione che, seppur dai tratti poliedrici, \u00e8 per definizione chiusa, essendo compressa in un \u201coggetto libro\u201d. Non \u00e8 facile scrivere di <i>Point Lenana<\/i>, perch\u00e9 invita il lettore a essere quanto mai attivo e recettivo, per la stratificazione della narrazione, e perch\u00e9 l\u2019accumulo di stimoli si connette con vissuti personali, interessi ed esperienze. Nel mio caso, sono nato e cresciuto fra le montagne, mi sono appassionato negli anni alla letteratura *di montagna*, durante l\u2019infanzia in estate per anni venivo ospitato da parenti \u2013 Giugovaz (!) \u2013 a Trieste, la mia genealogia famigliare \u00e8 segnata dall\u2019\u00absalire in montagna\u00bb. Va aggiunto che ho avuto il piacere di prestarmi come <i>lettore di prova<\/i> per <i>Point Lenana<\/i>, cos\u00ec da intrecciare, nei miei <i>giusti tempi<\/i>, i quadri narrativi contenuti nel libro con questo mio vissuto, tracciando poi su sollecitazione di questa lettura delle narrazioni che nascevano nel libro ma prendevano corpo fuori da questo, eccedendolo: la memoria del colonialismo italiano rintracciata nei luoghi in cui sono cresciuto, i conflitti su questa memoria, l\u2019esperienza resistenziale nella sua complessit\u00e0 di guerra civile, di liberazione e di classe, storie del confine orientale riflesse in oggetti che conservo. <i>It&#8217;s been a long strange trip<\/i> \u00e8 la frase che apre i \u201cTitoli di coda\u201d di <i>Point Lenana<\/i>: lo \u00e8 stato anche per me, e spesso in maniera sorprendente.<\/p>\n<p>\u00abNon mi ero mai interessato di montagna. Roberto si, eccome.\u00bb Gli autori di <i>Point Lenana<\/i> sono uno scrittore cantastorie nato e cresciuto in pianura, un appassionato di montagna che di mestiere fa l\u2019agente letterario. Dall\u2019iniziale condivisione di un\u2019idea, dal dono di un libro, prende origine un movimento che connessione dopo connessione si sviluppa e produce un testo, mediante un processo di ricerca \u2013 delle fonti, nell\u2019immedesimazione fisica, delle forme e dei registri narrativi \u2013 in cui il lettore \u00e8 accompagnato attraverso una metanarrazione: sensazioni, considerazioni, riflessioni, sono tutte fuse in un unico io-narrante. Come nella progressione in cordata, a guida alternata e in conserva, Santachiara e Wu Ming 1 si muovono simultaneamente, svolgendo contemporaneamente il ruolo di chi assicura e di chi \u00e8 assicurato, accettando e condividendo i rischi, mettendo in comune la propria specifica esperienza. Raccontare una storia \u2013 quella di Felice Benuzzi e del suo <i>Fuga sul Kenya. 17 giorni di libert\u00e0<\/i> \u00ac diventa cos\u00ec il pretesto per moltiplicare i piani narrativi e, di storie, raccontarne molte. L\u2019elenco dei personaggi che compaiono in <i>Point Lenana<\/i> \u2013 il cui racconto di sprazzi delle singole biografia tesse uno sfondo di contestualizzazione storica e sociale \u2013 \u00e8 lungo e vario, e ognuno, in modi differenti, orbita attorno alla vita di Benuzzi, rafforzando la complessit\u00e0 del personaggio e garantendo un sicuro appiglio al lettore, quando mai ne sentisse il bisogno. Ad ogni modo \u00abin questo libro, nessuno e menzionato a casaccio\u00bb, ogni personaggio \u00e8 un tassello che trova la sua collocazione nella narrazione e che apporta a questa maggiore ricchezza e, al contempo, ne amplifica la complessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abQuesta storia \u00e8 cos\u00ec, ovunque ti giri trovi alpinisti\u00bb. <i>Point Lenana<\/i> \u00e8 un libro che parla di montagne e di alpinisti, lo fa portando questo mondo fuori dalla nicchia in cui in Italia rimangono sovente rinchiusi i libri etichettati come \u201cletteratura di montagna\u201d, cosa che, fra i tanti, \u00e8 successo anche a <i>Fuga sul Kenya<\/i>, non favorendone certo la diffusione. Eppure guardare a come \u00e8 mutato l\u2019andare per montagne, alla \u00abmetafora primaria\u00bb del \u00abverso su\u00bb e del \u00abverso gi\u00f9\u00bb, offre uno sguardo obliquo e sghembo sul mutare di un\u2019intera societ\u00e0; interrogare poi il rapporto unico fra alpinismo e scrittura, fra azione e margini dell\u2019azione, scavare nella rappresentazione di quel intramondo in cui l\u2019alpinismo di svolge, scriverne a propria volta, significa occuparsi <i>anche<\/i> di cosa cazzo voglia dire sentirsi un essere umano. A questo proposito si rintraccia in Point Lenana un filone <i>dark<\/i>, esistenzialista, nella figura stessa di Felice Benuzzi, ma soprattutto in quella di Emilio Comici: il pi\u00f9 grande scalatore italiano della sua epoca, rivoluzionario del VI grado, personaggio controverso, sfuggevole a ogni tentativo di inquadramento, incline a momenti di blues e cadute profonde nel suo spleen. Le pagine a lui dedicate sono quelle che pi\u00f9 mi hanno colpito, per desiderio d\u2019autenticit\u00e0 e per intimit\u00e0, si potrebbe arrivare a dire di femminilit\u00e0. A proposito va nominato un personaggio che \u00e8 citato marginalmente nel testo \u2013 almeno in proporzione alla sua influenza da me percepita in filigrana in <i>Point Lenana<\/i>, un\u2019influenza che possiamo dire determinante \u2013 ma a cui <i>Point Lenana<\/i> stesso \u00e8 dedicato: Gian Piero Motti, alpinista e scrittore torinese, appartenente con altri alpinisti al cosiddetto \u201cCirco volante\u201d, colui che teorizz\u00f2 il \u201cNuovo mattino\u201d \u2013 portando nell\u2019alpinismo, praticato e scritto, le spinte libertarie dei movimenti protestatari degli anni Sessanta e Settanta \u2013 caratterizzandosi sempre per uno sguardo critico sul suo mondo \u2013 quello dell\u2019alpinismo \u2013 che \u00e8 parallelamente anche critica sociale. Negli scritti dell\u2019epoca di Motti \u2013 raccolti nel volume <i>I falliti ed altri scritti<\/i> \u2013 si trova la stessa sensibilit\u00e0 umana che Wu Ming 1 Santachiara attribuiscono, a mio parere correttamente, a Comici, ma anche al Benuzzi di <i>Non solo sassi<\/i> contagiato dal relativo bacillo; una sensibilit\u00e0 lontanissima da quella dell\u2019alpinismo eroico con le sue ossessioni da superuomo di derivazione romantica, amplificate poi nella retorica fascista e rimaste intatte in Italia fino alla met\u00e0 degli anni Settanta. Motti, chiaro e senza lasciare possibilit\u00e0 di fraintendimenti, nel 1974 scriveva: \u00abSarei felice se su queste pareti potesse evolversi sempre pi\u00f9 quella nuova dimensione dell&#8217;alpinismo spogliata di eroismo e di gloriuzza da regime, impostata invece su una serena accettazione dei propri limiti, in un&#8217;atmosfera gioiosa, con l&#8217;intento di trarre, come in un gioco, il massimo piacere possibile da un&#8217;attivit\u00e0 che finora pareva essere caratterizzata dalla negazione del piacere a vantaggio della sofferenza\u00bb (G. Motti, <i>Scandere<\/i>).<\/p>\n<p>\u00abE Felice: &#8211; I shave him every day.\u00bb In qualche modo, Motti \u2013 Comici \u2013 Benuzzi, seppur separati spazialmente e temporalmente, parlavano la stessa lingua, sia per quanto riguarda la concezione dell\u2019alpinismo (certo, non in modo perfettamente sovrapponibile) che pi\u00f9 in generale per una certa tensione a un modo di vivere la vita che \u00e8 risonante fra loro; questa tensione era anche un\u2019inquietudine, quella che spinge ad andare in montagna e trovare l\u00ec, nell\u2019azione e nella realizzazione di vie nuove o da ripetere, un riempitivo per le ansie quotidiane, un senso di pienezza che fa sentire vivi. Nella solitudine e nel silenzio della montagna, distaccati dal vociare e dagli eventi mondani, l\u2019azione pu\u00f2 diventare feticcio e a volte, come scriveva Motti, \u201conanismo\u201d o \u201cmasturbazione spirituale\u201d, distacco solipsistico, dipendenza. L\u2019azione concentrata, come scrisse Benuzzi, distrae, ma non risolve, l\u2019azione che \u201crealmente guarisce, non esiste\u201d, \u00e8 illusione, perch\u00e9 all\u2019azione \u201cnon bisogna domandarle di pi\u00f9 di quello che pu\u00f2 dare\u201d; la conclusione di Benuzzi \u00e8 doppiamente rivoluzionaria quanto lapidaria: fare dell\u2019azione concentrata \u201cun\u2019idolatria \u00e8 folle\u201d, \u201cesiste il campo di concentramento, ma non l\u2019azione concentrata!\u201d. Questa consapevolezza maturata da Benuzzi nel salire <i>e poi<\/i> scendere dal Monte Kenya, nel riconsegnarsi al campo e accettare la condizione di prigioniero di guerra, rappresenta il limite all\u2019idea stessa del condurre una vita al di fuori della possibilit\u00e0 \u2013 parafrasando Sartre \u2013 di decidere cosa fare con ci\u00f2 che ci \u00e8 stato fatto. Il rapporto del singolo con il tritacarni della storia, quella dalla esse maiuscola, che consuma le singole esistenze e a cui il gesto individuale di distinzione, se non quando proprio di dissenso, paga pegno, ricadendo sulle spalle di chi lo compie con coraggio e responsabilit\u00e0, \u00e8 il costo della libert\u00e0. Motti e Comici, al di l\u00e0 del possedere la consapevolezza cos\u00ec ben esposta da Benuzzi, scelsero il suicidio, mascherato o meno che fosse (<i>Se [Comici] fosse sopravvissuto alla depressione senza farsi saltare le cervella&#8230;<\/i>); stesso epilogo lo incontriamo in <i>Point Lenana<\/i> nelle 118 persone suicide nella Trieste redenta del 1920; in Giu\u00e0n Balletto che con Benuzzi aveva raggiunto la Punta Lenana; nelll\u2019alpinista Matthias Zurbriggen di cui Benuzzi scrisse una biografia; in Antonia Pozzi, poetessa alpinista.<\/p>\n<p>\u00abLa testa scoperchiata e il cielo dentro.\u00bb <i>Point Lenana<\/i> \u00e8 un libro che scuote dal torpore, dal tedio, in una parola dall\u2019alienazione, esorcizzando il suicidio che \u00e8 riparo, senza condanne e senza puntare il dito contro la fragilit\u00e0 umana, rivestendola anzi di un valore politico; la scelta \u2013 la consapevolezza delle scelte \u2013 e le conseguenze di questa, l\u00e0 fuori dai nostri <i>regni formato cranio<\/i>, segnano l\u2019intero arco temporale di una vita e, per chi diffida del pensiero sistematico, rendono la vita almeno dignitosa, una buona vita spesa a non dimenticare che \u201cazione \u00e8 uscire dalla solitudine\u201d (L. Pintor).<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #016db5;\">\u2042<\/span><\/h2>\n<\/p>\n<p>Il giornalista, scrittore e storico dell&#8217;alpinismo <strong>Enrico Camanni<\/strong> recensisce <em>Point Lenana<\/em> su <a href=\"http:\/\/www.dislivelli.eu\/blog\/l%E2%80%99insensata-fuga-scalata-di-felice-benuzzi-al-monte-kenya.html\">dislivelli.eu<\/a>:<\/p>\n<div id=\"attachment_13693\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-13693\" class=\"size-full wp-image-13693\" alt=\"Enrico Camanni\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/camanni.jpg\" width=\"214\" height=\"200\" \/><p id=\"caption-attachment-13693\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Camanni<\/p><\/div>\n<p><strong>Wu Ming 1<\/strong>, ormai celebre scrittore bolognese, \u00e8 molto pi\u00f9 avvezzo alle suggestioni urbane che al richiamo delle cime. <strong>Roberto Santachiara<\/strong>, al contrario, \u00e8 quel che si dice un \u201cpatito di montagna\u201d, nel senso che si diletta e si strugge a salirla, leggerla e raccontarla. L\u2019incontro tra uno scrittore sperimentale e un alpinista appassionato e colto sarebbe gi\u00e0 motivo di curiosit\u00e0, di per s\u00e9, se non fosse maturato per di pi\u00f9 all\u2019ombra di <strong>una storia mitica e strampalata come la scalata del Monte Kenya<\/strong> per piede di Felice Benuzzi e compagni nel 1943, tutti giovani internati in un campo di prigionia africano. La <strong>Punta Lenana<\/strong> \u00e8 stata una fuga-scalata cos\u00ec insensata e allegorica da diventare un romanzo, un film e ora una specie di viaggio di formazione storica e culturale, nel dipanarsi del racconto di Wu Ming e Santachiara che mischiano la biografia di Benuzzi e le autobiografie personali, citazioni letterarie e luoghi autentici, dissertazioni filosofiche e brani di vita vera, a cavallo tra Trieste e l\u2019Africa, e tra la seconda guerra e oggi. Ne esce un racconto senza soluzione di continuit\u00e0 come negli altri libri di Wu Ming, una \u201cscorribanda nel Novecento\u201d che corre liberamente nello spazio e nel tempo attaccandosi a tutte le storie che incontra. Un libro da leggere per imparare, se si vuole (la bibliografia \u00e8 importante), oppure per il puro piacere di vivere in altri posti e in altre vite.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/point-lenana-ming-einaudi\/libro\/9788806210755?a=300131\">Libreria universitaria<\/a><\/strong> &#8211; <strong><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788806210755\/wu-ming-1-santachiara\/point-lenana.html\">IBS<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.unilibro.it\/libro\/wu-ming-1-santachiara-roberto\/point-lenana\/9788806210755\">Unilibro<\/a><\/strong> &#8211; <strong><a href=\"http:\/\/www.inmondadori.it\/Point-Lenana-Roberto-Santachiara-Wu-Ming-1\/eai978880621075\/\">InMondadori<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8806210750\/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8806210750&amp;linkCode=as2&amp;tag=wumingfound09-21\">Amazon<\/a><\/strong><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=wumingfound09-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8806210750\" border=\"0\" \/> &#8211; <strong><a href=\"http:\/\/www.lafeltrinelli.it\/products\/9788806210755\/Point_Lenana_Storie_di_mal_d%27Africa_e_montagne_da_sfidare\/Wu_Ming_1.html\">LaFeltrinelli<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo al giro di boa del tour: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. Ricordiamo che il calendario \u00e8 qui. In questo speciale, troverete molte nuove recensioni di Point Lenana e l&#8217;audio della presentazione di Pisogne (BS) del 23 giugno scorso. Delle foto che illustrano il post, due risalgono alla nostra ascesa al Monte Kenya [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":13686,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,1535],"tags":[1544,1763,1765,1762,1766,1764,358,880,1545,2523],"class_list":["post-13618","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","category-point-lenana","tag-alpinismo","tag-carmen-pellegrino","tag-dolomiti","tag-enrico-camanni","tag-escursionismo","tag-gian-piero-motti","tag-loredana-lipperini","tag-luca-gianotti","tag-montagna","tag-point-lenana"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Giap\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2013-07-08T22:26:15+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2013-07-10T17:42:12+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"375\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Wu Ming\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@Wu_Ming_Foundt\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Wu Ming\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"31 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Wu Ming\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"headline\":\"#PointLenana | Speciale Middle of the Tour: audio, foto e recensioni\",\"datePublished\":\"2013-07-08T22:26:15+00:00\",\"dateModified\":\"2013-07-10T17:42:12+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/\"},\"wordCount\":6284,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/07\\\/santa_batian_500px.jpg\",\"keywords\":[\"alpinismo\",\"Carmen Pellegrino\",\"Dolomiti\",\"Enrico Camanni\",\"escursionismo\",\"Gian Piero Motti\",\"Loredana Lipperini\",\"Luca Gianotti\",\"montagna\",\"Point Lenana\"],\"articleSection\":[\"Libri\",\"Point Lenana\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/\",\"name\":\"Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/07\\\/santa_batian_500px.jpg\",\"datePublished\":\"2013-07-08T22:26:15+00:00\",\"dateModified\":\"2013-07-10T17:42:12+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\"},\"description\":\"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/07\\\/santa_batian_500px.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/07\\\/santa_batian_500px.jpg\",\"width\":500,\"height\":375,\"caption\":\"Roberto Santachiara sul massiccio del Kenya, 25 gennaio 2010. Di fronte a lui, svetta la Punta Batian (5199 mt).\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/2013\\\/07\\\/speciale-pointlenana\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"#PointLenana | Speciale Middle of the Tour: audio, foto e recensioni\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/\",\"name\":\"Giap\",\"description\":\"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.wumingfoundation.com\\\/giap\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f\",\"name\":\"Wu Ming\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Wu Ming\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni","description":"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni","og_description":"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...","og_url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/","og_site_name":"Giap","article_published_time":"2013-07-08T22:26:15+00:00","article_modified_time":"2013-07-10T17:42:12+00:00","og_image":[{"width":500,"height":375,"url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Wu Ming","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_site":"@Wu_Ming_Foundt","twitter_misc":{"Scritto da":"Wu Ming","Tempo di lettura stimato":"31 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/"},"author":{"name":"Wu Ming","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"headline":"#PointLenana | Speciale Middle of the Tour: audio, foto e recensioni","datePublished":"2013-07-08T22:26:15+00:00","dateModified":"2013-07-10T17:42:12+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/"},"wordCount":6284,"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg","keywords":["alpinismo","Carmen Pellegrino","Dolomiti","Enrico Camanni","escursionismo","Gian Piero Motti","Loredana Lipperini","Luca Gianotti","montagna","Point Lenana"],"articleSection":["Libri","Point Lenana"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/","name":"Speciale Point Lenana | Middle of the tour: audio, foto, recensioni","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg","datePublished":"2013-07-08T22:26:15+00:00","dateModified":"2013-07-10T17:42:12+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f"},"description":"Siamo al giro di boa del tour di Point Lenana: 30 presentazioni alle spalle, 30 ad attenderci. In questo speciale troverete...","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/santa_batian_500px.jpg","width":500,"height":375,"caption":"Roberto Santachiara sul massiccio del Kenya, 25 gennaio 2010. Di fronte a lui, svetta la Punta Batian (5199 mt)."},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/07\/speciale-pointlenana\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"#PointLenana | Speciale Middle of the Tour: audio, foto e recensioni"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#website","url":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/","name":"Giap","description":"Il sito ufficiale di Wu Ming, collettivo di scrittori","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/#\/schema\/person\/881b1c925aaf48fe6eb5c3970be4458f","name":"Wu Ming","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1f49001124f0d5b3aeb1d387dbd89e7b48de4c5c15539460ec1c154566c1723c?s=96&d=blank&r=g","caption":"Wu Ming"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13618"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13618\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}