{"id":1142,"date":"2010-08-04T18:21:02","date_gmt":"2010-08-04T16:21:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=1142"},"modified":"2012-05-16T17:20:10","modified_gmt":"2012-05-16T15:20:10","slug":"la-notte-del-chueco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2010\/08\/la-notte-del-chueco\/","title":{"rendered":"La notte del Chueco"},"content":{"rendered":"<p><strong>ovvero: 27 ore nella vita di Juan Manuel Fangio<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"margin-left: 5px; margin-right: 5px;\" title=\"Juan Manuel Fangio, 1911 - 1995\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/juan_manuel_fangio.jpg\" alt=\"Juan Manuel Fangio, 1911 - 1995\" width=\"215\" height=\"264\" \/><\/p>\n<p>La Havana, 23 febbraio 1958, h. 20:45. Un uomo distinto, non tanto alto, i capelli tirati indietro sulla fronte spaziosa, percorre il vestibolo dell&#8217;Hotel Lincoln in compagnia di due persone. Gli addetti alla reception lo salutano ammirati, l&#8217;uomo ricambia con un sorriso e un cenno del capo. Gli ospiti seduti nella hall si voltano a guardarlo, dandosi di gomito. Due stanno un po&#8217; in disparte, si alzano e vanno incontro al terzetto che avanza verso le scale. L&#8217;uomo al centro rallenta il passo e li scruta. Reporter? No, niente macchine fotografiche. Ammiratori? Probabile. Ha firmato autografi tutto il giorno, conteso tra fans, puttane in svendita e un attore americano che voleva a ogni costo una foto insieme a lui. Ora brama soltanto la cena in camera e una notte di buon sonno, per affrontare al meglio la gara dell&#8217;indomani. Dall&#8217;incidente di Monza non ha pi\u00f9 commesso l&#8217;errore di presentarsi stanco a una partenza. Quella volta aveva guidato tutta la notte da Parigi, arrivando in Brianza appena mezz&#8217;ora prima dello start. Risultato: riflessi lenti, una sbandata in curva, la Maserati sale sul terrapieno, si invola, piroetta per aria prima di schiantarsi. Stagione e titolo compromessi. E&#8217; passato del tempo, ma ogni tanto ci pensa ancora: la vita poteva finire quel giorno. Invece eccolo l\u00ec, a 47 anni, ancora pronto a infilarsi in un abitacolo e a interrogare con lo sguardo tre ammiratori cubani, in attesa che gli porgano una foto da autografare.<br \/>\n&#8211; <em>Me desculpe&#8230;<\/em> &#8211; dice quello pi\u00f9 alto, con la giacca di cuoio.<!--more--><br \/>\nL&#8217;uomo non ha estratto una cartolina, ma un revolver, e glielo punta all&#8217;addome. Una burla, pensa, un tiro del suo manager, Giambertone, a lui piace scherzare pesante. Guarda i suoi meccanici, i due angeli custodi che lo accompagnano, in cerca di conferme, ma nei loro volti legge la sua stessa incertezza.<br \/>\nUn minuto dopo sta uscendo dall&#8217;albergo con la pistola alla schiena, mentre nella hall si diffonde il brusio incredulo degli altri ospiti. Quando lo fanno salire su una Plymouth nera e lo fanno chinare sul sedile, l&#8217;uomo pensa che no, non \u00e8 uno scherzo, e nemmeno un film americano. E&#8217; un sequestro in piena regola.<br \/>\nLui \u00e8 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Juan_Manuel_Fangio\"><strong>Juan Manuel Fangio<\/strong><\/a>, <em>El Chueco<\/em> (\u201clo storto\u201d, per via delle gambe arcuate), nato nel 1911 da immigrati italiani in Argentina. Ha scalato l&#8217;Olimpo dell&#8217;automobilismo mondiale partendo da un&#8217;autofficina di Balcarce, un paesino a sud di Buenos Aires e diventando cinque volte campione del mondo, di cui quattro consecutive. Mentre viaggia nella notte de La Havana, si domanda chi siano i suoi rapitori, se chiederanno un riscatto e a chi. A Giambertone? O forse al presidente Batista, quel bellimbusto impomatato? In fondo \u00e8 lui che lo ha voluto a correre il gran premio di Cuba, per attirare l&#8217;attenzione sull&#8217;Isla Grande e dimostrare che l\u00ec va tutto bene.<br \/>\nInvece non va bene per niente, visto che il favorito della corsa \u00e8 piegato sul sedile posteriore di un&#8217;auto senza sapere cosa gli riserver\u00e0 la sorte alla prossima curva. Che poi, a dire il vero, non l&#8217;ha mai saputo. Certo \u00e8 sempre stato bravo, impeccabile, un maestro, ma a Monza \u00e8 volato in alto come un missile e l&#8217;hanno estratto dalle lamiere mezzo morto. E&#8217; il rischio del mestiere e si pu\u00f2 compensare con la perizia, l&#8217;esperienza, ma non con la prudenza, quella proprio non \u00e8 da considerare, altrimenti bisognava fare altro nella vita. Invece lui non ha mai esitato, ha iniziato a correre, a macinare chilometri su e gi\u00f9 per l&#8217;America Latina e non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. Dopo la guerra ha percorso a ritroso la rotta di suo padre, nei panni dell&#8217;eroe nazionale intenzionato a conquistare l&#8217;Europa. Gli ultimi dieci anni sono volati alla velocit\u00e0 dell&#8217;Alfa Romeo, della Maserati, della Mercedes-Benz. Nel &#8217;54 ha vinto otto gran premi su dodici.<br \/>\nMa per quanto uno possa correre, c&#8217;\u00e8 un inseguitore che non si pu\u00f2 seminare: il tempo. Fangio sa che \u00e8 quasi giunto il momento di ritirarsi, prima che l&#8217;ammirazione diventi compassione, e magari qualche giovane avversario colga l&#8217;occasione di umiliarlo elegantemente togliendo il piede dall&#8217;acceleratore. Restano gli ultimi colpi in canna e deve usarli bene. Uno lo avrebbe dovuto sparare il giorno dopo, sfrecciando sul Malec\u00f2n, con la gente ad acclamarlo al bordo della strada. Invece eccolo l\u00ec, su tutt&#8217;altra auto, diretto chiss\u00e0 dove.<br \/>\nQuando infine lo fanno scendere viene portato in un appartamento, dove una signora con i capelli cotonati lo accoglie scusandosi per il disordine e gli chiede se ha bisogno di qualcosa. D&#8217;istinto Fangio dice che non ha cenato e subito vengono messe a cuocere patate fritte e uova. Poi il capo dei sequestratori fa sparire la pistola e dalla tasca estrae qualcos&#8217;altro. E&#8217; una foto di Fangio sulla sua Mercedes. Altri gli porgono pezzi di carta, perfino tovaglioli. Gli danno una penna. Lui comincia a firmare, come poche ore prima, come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale da fare. Lo hanno rapito per&#8230; questo? No, certo che no. E&#8217; il capo dei rapitori a spiegarglielo, non prima di essersi scusato per il disturbo. Nessuno vuole fargli del male. Lo scopo del rapimento \u00e8 rovinare la <em>fiesta<\/em> organizzata dal dittatore Batista e far sapere al mondo che a Cuba qualcuno lotta per abbattere il suo regime corrotto.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1144\" style=\"margin-left: 7px; margin-right: 7px;\" title=\"Faustino P\u00e9rez, 1920 - 1992\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/faustino.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"228\" \/>Fangio non lo sa ancora, ma l&#8217;uomo che gli parla \u00e8 <a href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Faustino_P%C3%A9rez\"><strong>Faustino P\u00e9rez<\/strong><\/a>, uno dei leader del <a href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Movimiento_26_de_Julio\">Movimento 26 Luglio<\/a>, rientrato in patria clandestinamente dall&#8217;esilio un anno prima, a bordo di una bagnarola chiamata <a href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Granma_%28yate%29\"><em>Granma<\/em><\/a>. E non sa nemmeno che forse quell&#8217;uomo gli sta salvando la vita. Lo scoprir\u00e0 l&#8217;indomani, dopo una notte insonne passata a spostarsi da una casa sicura all&#8217;altra, quando la tv trasmette le immagini della gara e dell&#8217;incidente mortale tra le vetture di testa, che provoca sei morti e decine di feriti tra il pubblico. Una buona stella rivoluzionaria ha salvato Fangio da un finale tragico e lui non ha problemi ad ammetterlo: \u201cGuardate, signori, che forse mi avete fatto un favore!\u201d.<br \/>\nAdesso per\u00f2 devono fargliene un altro. Troppo rischioso riconsegnarlo nelle mani delle autorit\u00e0 cubane: la polizia sarebbe capace di farlo fuori per accusare e screditare i ribelli. E&#8217; Fangio stesso a suggerire la soluzione: rivolgersi all&#8217;ambasciata del suo Paese.<br \/>\nVentisette ore dopo il sequestro, quando ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, il pilota viene consegnato all&#8217;ambasciatore argentino, con le rinnovate scuse del Movimento 26 Luglio.<br \/>\nDa allora fino alla sua morte, avvenuta nel &#8217;95, per il suo compleanno Fangio ricever\u00e0 un biglietto di auguri da Cuba, con una firma inequivocabile: \u201c<em>Sus amigos, los secuestradores<\/em>\u201d.<\/p>\n<h5>Articolo apparso su <em>GQ &#8211; Italia<\/em>, agosto 2010.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ovvero: 27 ore nella vita di Juan Manuel Fangio La Havana, 23 febbraio 1958, h. 20:45. Un uomo distinto, non tanto alto, i capelli tirati indietro sulla fronte spaziosa, percorre il vestibolo dell&#8217;Hotel Lincoln in compagnia di due persone. Gli addetti alla reception lo salutano ammirati, l&#8217;uomo ricambia con un sorriso e un cenno del [&hellip;]","protected":false},"author":117,"featured_media":21194,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[392,395,393,1443,397,396,394],"class_list":["post-1142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-personaggi","tag-cuba","tag-faustino-perez","tag-formula-1","tag-gq-a-modo-nostro","tag-granma","tag-juan-manuel-fangio","tag-movimento-26-luglio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/users\/117"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21194"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}