{"id":11332,"date":"2013-01-27T20:30:01","date_gmt":"2013-01-27T19:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=11332"},"modified":"2025-03-04T15:02:09","modified_gmt":"2025-03-04T14:02:09","slug":"i-due-maro-la-corte-suprema-indiana-e-i-fregnacciari-di-casa-nostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/2013\/01\/i-due-maro-la-corte-suprema-indiana-e-i-fregnacciari-di-casa-nostra\/","title":{"rendered":"I \u00abdue mar\u00f2\u00bb, la Corte suprema indiana e le fregnacce di casa(pound) nostra"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_11343\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11343\" title=\"La Torre e Girone\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/images\/raybanmaro.jpg\" alt=\"La Torre e Girone\" width=\"500\" height=\"411\" \/><p id=\"caption-attachment-11343\" class=\"wp-caption-text\">\u00abNon \u00e8 colpa mia, ce l&#39;hanno con me\u00bb. Il racconto dell&#39;Italia su se stessa \u00e8 un mix di tracotanza e vittimismo.<\/p><\/div>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">[L&#8217;articolo <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=10639\">\u00abI due mar\u00f2: quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto\u00bb<\/a>, scritto da <a href=\"https:\/\/twitter.com\/majunteo\"><strong>Matteo Miavaldi<\/strong><\/a> e pubblicato su <em>Giap<\/em> una ventina di giorni fa, ha avuto un impatto senza precedenti nella storia di questo blog. Oltre 2000 retweet, quasi 28.000 condivisioni su Facebook, e l&#8217;urto dei visitatori (60.000 IP nella sola prima giornata) ha pi\u00f9 volte messo in crisi il server che ci ospita. Addirittura, il &#8220;rimbalzo&#8221; prodotto dai nostri link ha fatto cedere il server che ospita il sito <a href=\"http:\/\/www.china-files.com\/index.php\">China Files<\/a>, del quale Miavaldi \u00e8 caporedattore per l&#8217;India.<br \/>\nDalla discussione in calce, ripresa con grande risalto anche da testate nazionali come <em>Il Fatto Quotidiano,<\/em>\u00a0\u00e8 partita un&#8217;inchiesta collettiva che ora prosegue su due livelli: sul blog e in un gruppo di lavoro nato ad hoc. Il gruppo sta portando avanti ricerche e scrivendo un &#8220;libro bianco&#8221; sul cortocircuito &#8220;diplomediatico&#8221;\/politico e il ruolo dell&#8217;estrema destra nella gestione del caso Girone-Latorre.<br \/>\nIntorno a questo caso si \u00e8 mosso e tuttora si muove uno strano sottobosco, una &#8220;compagnia di giro&#8221; gi\u00e0 vista esibirsi in altre italiche\u00a0<em>pochades<\/em>. Il cast include &#8220;fascisti del terzo millennio&#8221;, \u00a0bizzarre figure di &#8220;tecnici&#8221; mobilitati da politici e giornalisti amici per confezionare &#8220;analisi&#8221; a misura dei media, folgorati reporter post-missini perennemente &#8220;embedded&#8221; in settori delle forze armate etc.<br \/>\nQuest&#8217;interzona tra politica estera e giornalismo di guerra \u00e8 cos\u00ec: qualunque sasso alzi, ecco una biscia che striscia via, via&#8230; invariabilmente verso il Corno d&#8217;Africa, verso\u00a0il rimosso del nostro colonialismo e il rimosso ancor pi\u00f9 rimosso del nostro <em>neo<\/em>colonialismo, verso\u00a0le rotte del petrolio e di altri traffici meno menzionabili.<br \/>\nQuesta &#8220;narrazione tossica&#8221; incrocia tutti, ma proprio tutti i temi che siamo soliti trattare su <em>Giap<\/em>, perci\u00f2 continueremo a occuparcene.<br \/>\nAbbiamo chiesto a Miavaldi di scrivere un nuovo pezzo, alla luce delle decisioni prese pochi giorni fa a New Delhi e del modo in cui i media italiani le hanno riferite &#8211; cio\u00e8, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, a cazzo di cane. Ecco qui. Buona lettura.<br \/>\n<strong>N.B.<\/strong> il pezzo \u00e8 di Matteo, il titolo e le didascalie delle immagini sono nostri. Ricordiamo che il pezzo \u00e8 disponibile in versione ottimizzata per stampa\/pdf ed \u00e8 salvabile in formato ePub, vedi link in calce al post. &#8212; WM]<!--more--><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/h5>\n<p>di <strong>Matteo Miavaldi<\/strong><\/p>\n<p>La mattina del 18 gennaio, a Nuova Delhi, la Corte suprema ha pronunciato una prima sentenza sul caso di <strong>Massimiliano Latorre<\/strong> e <strong>Salvatore Girone<\/strong>, da quasi un anno in India \u2013 fatta salva la licenza per le vacanze natalizie concessa dalle autorit\u00e0 indiane \u2013 in attesa di sapere dove sar\u00e0 celebrato il processo che li vede imputati di omicidio.<br \/>\nLa vicenda, a grandi linee, \u00e8 nota: i due mar\u00f2 del battaglione San Marco in servizio sulla petroliera privata Enrica Lexie scambiarono il peschereccio St. Antony per una barca di pirati, spararono ed uccisero <strong>Ajesh Binki<\/strong> e <strong>Valentine Jelastine<\/strong> (queste le traslitterazioni pi\u00f9 accurate dall&#8217;alfabeto malayalam, una delle lingue parlate in Kerala).<br \/>\nLe prime notizie trasmesse ai media italiani, apparentemente da fonti vicine alla delegazione diplomatica italiana presente nell&#8217;aula del tribunale, riportano per\u00f2 una versione distorta della sentenza.<br \/>\nA parziale discolpa, \u00e8 da rilevare come il corto circuito mediatico abbia coinvolto nelle prime ore della giornata buona parte dell&#8217;informazione internazionale, televisioni indiane escluse.<br \/>\nIl primo lancio d&#8217;agenzia reperibile online \u00e8 <a href=\"http:\/\/ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/topnews\/2013\/01\/18\/Maro-caso-passa-Tribunale-speciale_8094322.html\">quello dell&#8217;Ansa<\/a>, che alle 7:23 italiane dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab(ANSA) &#8211; NEW DELHI, 18 GEN &#8211; La Corte suprema indiana ha deciso oggi che il giudizio sui due mar\u00f2 italiani sia trasferito ad un tribunale speciale che sar\u00e0 costituito a New Delhi. Dopo aver precisato che il Kerala non aveva giurisdizione sul caso, la corte ha stabilito quindi la creazione di tale tribunale in collaborazione col governo centrale.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/topnews\/2013\/01\/18\/Maro-difesa-siamo-molto-soddisfatti_8094324.html\">Due minuti dopo<\/a> sempre l&#8217;Ansa riporta le dichiarazioni di <strong>Harish Salve<\/strong>, avvocato a capo della difesa dei mar\u00f2 in India, che si dice \u00abmolto soddisfatto per la sentenza della Corte suprema\u00bb, che ha tolto la giurisdizione al Kerala e spostato il processo nella capitale.<br \/>\nGi\u00e0 qui, a rigor di logica, qualcosa non quadra. L&#8217;obiettivo dichiarato della difesa italiana era infatti riportare i due mar\u00f2 in patria e far celebrare il processo da un tribunale italiano. Di fronte alla notizia perentoria del \u00abgiudizio trasferito ad un tribunale speciale che sar\u00e0 costituito a New Delhi\u00bb, escludendo l&#8217;ipotesi di un procedimento penale in Italia, la soddisfazione del capo del pool di avvocati della difesa risulta abbastanza incomprensibile.<br \/>\nMa Salve \u2013 che \u00e8 un avvocato di tutto rispetto, legale di fiducia della potentissima famiglia Ambani, che controlla la multinazionale indiana Reliance \u2013 ha ragione a dirsi soddisfatto.<\/p>\n<p>Mentre i lanci dei giornali italiani online rimbalzano la notizia parziale (anche<em> Il Post<\/em>, di solito molto affidabile ed attento a riportare news, lancia un post-it che recita: \u00ab<span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/13_gennaio_18\/maro-tribunale-speciale_93e1d11e-6132-11e2-8866-a141a9ff9638.shtml\">I due marinai italiani arrestati in India saranno processati da un tribunale speciale a New Delhi, e non nel Kerala<\/a><\/span><\/span>\u00bb), le televisioni indiane raccontano una sentenza diversa.<br \/>\nIl sito dell&#8217;emittente indiana in lingua inglese Ndtv <a href=\"http:\/\/www.ndtv.com\/article\/south\/italian-marines-case-supreme-court-ask-centre-to-set-up-special-court-319101?pfrom=home-lateststories\">pubblica infatti un articolo<\/a> in cui si spiega: \u00abLa Corte suprema ha detto che lo Stato del Kerala non ha giurisdizione per procedere contro i due mar\u00f2 italiani \u2013 Massimiliano Latorre e Salvatore Girone \u2013 ed il Centro [si intende il governo centrale di Delhi, ndt] dovr\u00e0 consultarsi col Chief Justice of India (il presidente della Corte suprema, ndt) e formare una Corte speciale\u00bb. Ma soprattutto chiarisce: \u00abLa Corte ha inoltre deciso che la questione della giurisdizione, attualmente affidata alla Corte di Kollam, Kerala [la citt\u00e0 dove si \u00e8 istruito il processo fino al 18 gennaio, ndt], dovr\u00e0 essere considerata dalla Corte speciale, che decider\u00e0 se i mar\u00f2 verranno processati in India o in Italia\u00bb.<br \/>\nVa precisato perch\u00e9 alcuni hanno gi\u00e0 provato a specularci sopra: ricorrere ad una Corte speciale, in India, \u00e8 pratica abbastanza comune quando si affrontano casi particolarmente complessi o di interesse nazionale. Negli ultimi anni, ad esempio, si \u00e8 ricorso alla formazione di diverse Corti speciali per affrontare casi di terrorismo, corruzione, crimini contro le donne. E&#8217; vista come una garanzia di autorevolezza e terziet\u00e0 in un Paese dove la fiducia nelle altre istituzioni nazionali (il parlamento in primis) \u00e8 ai minimi storici. Insomma, coi &#8220;Tribunali speciali&#8221;, le Corti speciali indiane non c&#8217;entrano proprio nulla [a differenza di chi ancora si richiama all&#8217;eredit\u00e0 del fascismo].<\/p>\n<p>Quindi, chiaro come il sole fin da subito in India, la Corte suprema ha semplicemente tolto la giurisdizione allo Stato del Kerala e spostato il processo a Nuova Delhi dove, prossimamente, si ripartir\u00e0 sostanzialmente da zero. La Corte speciale esaminer\u00e0 i dati e le prove portate da accusa e difesa e decider\u00e0 circa la giurisdizione; eventualmente, se la giurisdizione sar\u00e0 data all&#8217;India, proceder\u00e0 nell&#8217;istruire il processo.<br \/>\nMa in Italia la questione rimane in sospeso almeno per tre ore e mezza, dalle 7:30 alle 11 di mattina, quando <a href=\"http:\/\/ansa.it\/web\/notizie\/rubriche\/mondo\/2013\/01\/18\/Maro-Corte-Delhi-giurisdizione_8095079.html\">un nuovo provvidenziale lancio d&#8217;agenzia<\/a> dell&#8217;Ansa riporta un&#8217;altra dichiarazione di Salve, a correggere il tiro precedente.<br \/>\nNel limbo di quelle tre ore <strong>Francesco Storace<\/strong>, candidato alla Regione Lazio de La Destra, <a href=\"http:\/\/www.ilgiornaleditalia.org\/news\/primopiano-focus\/844688\/I-maro-restano-in-India-nma.html\">dichiara a TgCom24<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-11366\" title=\"Francesco Storace\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/storace.jpg\" alt=\"Francesco Storace\" width=\"128\" height=\"150\" \/>\u00abSconcertato dalle notizie che negano la possibilit\u00e0 di ritorno in Italia per un processo giusto ai nostri soldati. Continua la sudditanza nei confronti dell&#8217;India grazie all&#8217;ineffabile opera diplomatica, inesistente, del ministro Terzi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Dello stesso tenore molte delle reazioni online, come quella di <strong>Mario Vattani<\/strong>, capolista al Senato per La Destra in Campania, gi\u00e0 console italiano ad Osaka, passato agli onori della cronaca come \u201cconsole fascio-rock\u201d grazie ad <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/01\/22\/richiamato-roma-mario-vattaniil-console-nero-appassionato-musica-fascista\/185710\/\">un&#8217;esibizione durante un concerto organizzato da Casapound<\/a> nel maggio 2010.<br \/>\nVattani <a href=\"http:\/\/www.julienews.it\/notizia\/politica\/mar-vattani-la-destra-perch-non-sfruttammo-occasione-offertaci-da-indiani\/292363_politica_1.html\">si lamenta su Julienews<\/a> dell&#8217;occasione sprecata dal governo italiano:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abA dicembre i nostri militari andavano fermati in Italia appena scesi dall&#8217;aereo e sottoposti dalla nostra magistratura a un procedimento sotto la nostra giurisdizione, come previsto dal diritto internazionale. Concedendo ai mar\u00f2 una insolita licenza natalizia in Italia, gli indiani ci avevano offerto su un piatto d&#8217;argento una possibilit\u00e0 di uscire &#8211; noi e loro \u2013 da questa impasse. Purtroppo chi ha deciso di rimandare in India i nostri mar\u00f2 si \u00e8 presa una pesante responsabilit\u00e0. Paradossale poi come sia voluta travestire questa mancanza di iniziativa da \u2018senso dell&#8217;onore\u2019, andando a scomodare addirittura gli antichi romani. L&#8217;onore qui non c&#8217;entra, qui si tratta di esercizio della sovranit\u00e0 nazionale [\u2026]\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_11369\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11369\" class=\"size-full wp-image-11369 \" title=\"Mario Vattani\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mario-vattani-concerto-144793.jpg\" alt=\"Mario Vattani\" width=\"500\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-11369\" class=\"wp-caption-text\">Il tizio a destra \u00e8 Mario Vattani, gi\u00e0 console italiano a Osaka. Il tizio paffuto e rubizzo a sinistra \u00e8 Iannone, er capo de Casapau.<\/p><\/div>\n<p>Ma Vattani \u2013 assieme a Storace ed ai lettori de <em>Il Giornale<\/em>, costretti ancora una volta a <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/esteri\/i-du-mar-restano-india-governo-prof-esulta-876552.html\">sorbirsi l&#8217;ennesimo resoconto complottista dark sci-fi<\/a> della redazione di Sallusti \u2013 \u00e8 mal informato e, quando cita il \u201cdiritto internazionale\u201d, inconsapevolmente centra proprio il nodo di tutta la vicenda. Peccato, a sproposito.<\/p>\n<p><strong>COSA DICE LA SENTENZA?<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_11354\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11354\" class=\"size-full wp-image-11354 \" title=\"Gian Andrea Gaiani\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Gaiani_Somalia2.png\" alt=\"Gaiani in Somalia, 1993\" width=\"250\" height=\"166\" \/><p id=\"caption-attachment-11354\" class=\"wp-caption-text\">Gaiani in Somalia, 1993<\/p><\/div>\n<p>Pur essendo a disposizione delle maggiori redazioni italiane \u2013 la citano nei loro articoli online <em>Repubblica<\/em>, <em>Corriere della Sera<\/em>, <em>Sole 24 Ore<\/em> ed <em>Il Giornale<\/em> \u2013 la <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Sentenza_Corte_Suprema_due_maro.doc\">complessa sentenza della Corte suprema indiana<\/a> \u00e8 stata o riassunta all&#8217;osso, o riportata in parte o, nel caso del <em>Sole 24 Ore<\/em>, sostanzialmente travisata.<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-01-18\/maro-strana-sentenza-corte-222913.shtml?uuid=AbfqPoLH\"><br \/>\nL&#8217;articolo a cui facciamo riferimento<\/a> \u00e8 firmato da <strong>Gianandrea Gaiani<\/strong>, collaboratore del <em>Sole 24 Ore<\/em> e di <em>Libero<\/em>, fondatore e direttore di <a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/\">Analisi Difesa<\/a>, \u00abMagazine di Difesa, Industria e tematiche militari\u00bb.<br \/>\n<em>En passant<\/em>, \u00e8 interessante affiancare all&#8217;articolo del Sole <a href=\"http:\/\/www.analisidifesa.it\/2013\/01\/un-tribunale-speciale-per-giudicare-i-maro\/\">la versione dello stesso pezzo disponibile su Analisi Difesa<\/a>, dove Gaiani, libero dalle limature del quotidiano di Confindustria, si lascia andare a valutazioni personali su governo Monti ed orgoglio italiano infangato.<br \/>\nSe le posizioni ideologiche di Gaiani non ci interessano \u2013 ma dovrebbero interessare, forse, il direttore del <em>Sole 24 Ore<\/em> &#8211; ci interessa invece analizzare cosa racconta ai propri lettori. Primo capoverso:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa sentenza resa nota venerd\u00ec mattina, dopo che il dibattimento in aula sulla giurisdizione del caso era terminato il 4 settembre, ha stabilito che a processare per l&#8217;omicidio di due pescatori i due fucilieri di marina italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, non potr\u00e0 essere il tribunale del Kerala perch\u00e9 i fatti sono avvenuti in acque internazionali.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>In tutta la sentenza, che abbiamo letto nella sua versione integrale \u2013 come presumiamo abbia fatto anche Gaiani \u2013 non si dice mai che i fatti sono avvenuti in \u00abacque internazionali\u00bb, bens\u00ec si indica che sono avvenuti \u00abnon in acque territoriali\u00bb. Che sembra la stessa cosa, ma non lo \u00e8.<br \/>\nL&#8217;imprecisione ricorre in gran parte degli articoli disponibili online e che, incidentalmente, travisa tutto il senso della sentenza e dell&#8217;intera vicenda, glissando clamorosamente sulla questione della \u201czona contigua\u201d, alla quale<a href=\"http:\/\/www.china-files.com\/it\/link\/23029\/india-il-caso-enrica-lexie\"> avevamo accennato per la prima volta su China Files<\/a> il 7 novembre 2012, sottolineandone la centralit\u00e0 nel caso dei due mar\u00f2.<br \/>\nFatto ancora pi\u00f9 grave, non \u00e8 solo la stampa a raccontare la versione modificata delle acque internazionali, ma anche il governo italiano, <a href=\"http:\/\/www.governo.it\/Presidente\/Comunicati\/dettaglio.asp?d=70277\">in una nota ufficiale di palazzo Chigi<\/a> scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL\u2019Alta Corte ha riconosciuto che i fatti avvennero in acque internazionali e che la giurisdizione non era della magistratura locale del Kerala.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Una frase che mette in bocca alla Corte suprema indiana parole che non ha mai detto. Che la scelta sia stata fatta peccando di eccessiva semplificazione o per insistere nel mantenere in piedi, davanti all&#8217;opinione pubblica italiana, il castello di carta delle \u201cacque internazionali\u201d, si rivela comunque uno stratagemma da furbetti per tirare l&#8217;acqua al proprio mulino.<\/p>\n<p>Tornando al <em>Sole 24 Ore<\/em>, Gaiani non ritiene opportuno spiegare ai propri lettori come stiano realmente le cose, e infatti a met\u00e0 articolo afferma:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abStabilendo &#8221;l&#8217;incompetenza&#8221; dello Stato del Kerala che &#8221;non aveva giurisdizione&#8221; per intervenire dato che &#8221;il fatto non era avvenuto nelle acque territoriali indiane&#8221;, i giudici Altamas Kabir e J. Chelameswar hanno puntualizzato che a loro avviso invece &#8221;lo Stato centrale indiano ha giurisdizione&#8221;. Definizione paradossale considerato che non esistono acque territoriali del Kerala ma solo dell&#8217;india, e fuori da queste il diritto internazionale non prevede alcuna giurisdizione degli Stati rivieraschi.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>E a questo punto i casi sono due: o Gaiani non ha letto la sentenza, e avrebbe fatto bene a non dare la sua personalissima lettura del diritto internazionale, oppure l&#8217;ha letta e ha deciso di ometterne pi\u00f9 della met\u00e0, dato che i giudici, nella trascrizione, fanno continuamente riferimento a leggi e convenzioni internazionali che riguardano la \u201czona contigua\u201d.<br \/>\nAl punto 17 della sentenza troviamo la definizione di \u201czona contigua indiana\u201d che, secondo il Maritime Zones Act del 1976, \u00e8 \u00abl&#8217;area oltre o adiacente alle acque territoriali il cui limite [&#8230;] \u00e8 fissato a 24 miglia nautiche [dalla costa]\u00bb. La stessa definizione viene data nell&#8217;articolo 33 della United Nations Convention on the Law of the Sea (UNCLOS), convenzione internazionale che sia Italia che India hanno firmato e ratificato.<br \/>\nIn quel tratto di mare, parte integrante della Zona Economica Esclusiva (che si estende per 200 miglia nautiche dalla costa), lo Stato del Kerala, uno degli Stati federali che compongono l&#8217;Unione Indiana, secondo le leggi indiane non ha alcuna giurisdizione e quindi non poteva indagare e processare Latorre e Girone.<br \/>\nMa una notifica del 1981 ha modificato l&#8217;articolo 188A del Codice penale indiano, che da quella data recita:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abReato commesso nella zona economica esclusiva: Quando un reato viene commesso da qualsiasi persona nella [&#8230;] zona economica esclusiva [\u2026], quella persona dovr\u00e0 essere giudicata per il suo reato come se fosse stato commesso in qualsiasi altro luogo sotto [l&#8217;autorit\u00e0] del Governo centrale [indiano]\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;autorit\u00e0 della legge indiana \u00e8 quindi estesa sulla Zona contigua e su tutta la Zona economica esclusiva; il compito di indagare e processare i due fucilieri del battaglione San Marco spettava dunque all&#8217;Unione Indiana (per chiarire la dualit\u00e0, la differenza tra Kerala e India \u00e8 la stessa che corre tra Illinois e Stati Uniti d&#8217;America). Il processo non si doveva istruire a Kollam presso la Corte del Kerala, bens\u00ec davanti ad una Corte federale come la Corte suprema di Nuova Delhi, sede del governo centrale dell&#8217;Unione Indiana.<\/p>\n<p>Ci pu\u00f2 venire in soccorso, per capire meglio la faccenda, un paragone credo noto a tutti. Avete presente quando nei telefilm americani la polizia di uno Stato arresta dei criminali, quelli sono in manette con la testa quasi dentro la macchina della polizia e ad un certo punto spunta l&#8217;Fbi e dice: &#8220;Grazie, ora li prendiamo in custodia noi. Questo \u00e8 un crimine federale&#8221;? Ecco, pi\u00f9 o meno la situazione \u00e8 la stessa. La polizia del Kerala, dopo aver arrestato i mar\u00f2, avrebbe dovuto consegnarli al Central Bureau of Investigation (Cbi), l&#8217;Fbi indiana, dove si sarebbe poi istruito un processo davanti ad una Corte federale, nel caso indiano la Corte suprema.<\/p>\n<p>Come mai non sono stati consegnati al Cbi immediatamente? E&#8217; lecito pensare che il governo del Kerala a met\u00e0 febbraio 2012, con le elezioni locali previste entro la fine del mese seguente, avesse avuto tutto l&#8217;interesse a strumentalizzare il caso dei mar\u00f2 italiani a fini politici, presentandosi agli occhi dell&#8217;elettorato come un&#8217;amministrazione forte ed autoritaria che ha a cuore le sorti dei deboli e degli ultimi. D&#8217;altronde siamo in India, ma tutto il mondo \u00e8 paese. (Le elezioni locali, poi, le ha vinte il partito di governo).<\/p>\n<p>Ora, eliminato lo Stato del Kerala dalla questione legale, la Corte speciale che verr\u00e0 nominata dal Chief Justice of India (il presidente della Corte suprema) in accordo col governo centrale, dovr\u00e0 pronunciarsi innanzitutto sulla giurisdizione.<br \/>\nInfatti, si legge nella sentenza, la questione della giurisdizione tra Italia e India \u00e8 ancora tutta aperta.<br \/>\nSecondo l&#8217;articolo 97 della UNCLOS, che interessa i casi di incidente o collisione tra due imbarcazioni, si presta a molteplici interpretazioni.<br \/>\nDa un lato dice che \u00abnessun arresto o misura investigativa pu\u00f2 essere presa da un&#8217;autorit\u00e0 che non sia appartenente allo Stato di bandiera dell&#8217;imbarcazione interessata\u00bb, nel nostro caso l&#8217;Enrica Lexie, battente bandiera italiana. Sparare ed uccidere due pescatori rientra nella casistica di \u201cincidente o collisione\u201d? Se la Corte speciale opter\u00e0 per un s\u00ec, la giurisdizione verr\u00e0 data all&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11376\" title=\"La nave a vapore francese Lotus\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/lotus10.jpg\" alt=\"La nave a vapore francese Lotus\" width=\"500\" height=\"338\" \/><br \/>\nLa Corte cita per\u00f2 anche l&#8217;ultimo precedente simile nella storia degli incidenti navali internazionali, il <span style=\"text-decoration: underline;\">caso Lotus<\/span>.<br \/>\nNel 1926 il battello a vapore Lotus, battente bandiera francese, si scontr\u00f2 col battello a vapore Boz-Court, battente bandiera turca. La collisione caus\u00f2 l&#8217;affondamento di quest&#8217;ultimo e la morte di otto turchi che si trovavano a bordo. Entrambe le imbarcazioni si trovavano in alto mare, in acque internazionali, e quando il Lotus attracc\u00f2 al porto di Costantinopoli, le autorit\u00e0 turche arrestarono il comandante della vedetta francese e lo condannarono ad una pena detentiva.<br \/>\nLa Francia fece ricorso, sostenendo che essendo l&#8217;incidente avvenuto in acque internazionali, la Turchia non aveva giurisdizione su un atto compiuto da un cittadino straniero su un&#8217;imbarcazione battente bandiera straniera.<br \/>\nAll&#8217;epoca dei fatti la Corte Permanente di Giustizia Internazionale, che nel 1946 divent\u00f2 la Corte Internazionale di Giustizia, giudic\u00f2 lecita l&#8217;azione legale della Turchia in virt\u00f9 del fatto che l&#8217;atto commesso a bordo del Lotus aveva avuto compimento ed effetto a bordo del Boz-Court turco.<br \/>\nSecondo questo precedente, <span style=\"text-decoration: underline;\">gli spari partiti dall&#8217;Enrica Lexie italiana avrebbero avuto effetto e compimento a bordo della St. Antony<\/span>, uccidendo due cittadini indiani.<br \/>\nSe la Corte speciale giudicher\u00e0 la giurisdizione basandosi su questo precedente internazionale, Latorre e Girone potrebbero venire processati in India. In verit\u00e0 la sentenza riconosce anche il distinguo del caso, ovvero che la St. Antony non batteva bandiera indiana, il che potrebbe complicare la lettura del precedente legale. Ma la questione verr\u00e0 affrontata, appunto, in altra sede.<\/p>\n<p>Infine il giudice:<br \/>\n&#8211; Si dilunga in una disamina sulla concorrenza di giurisdizione alla luce della UNCLOS, del Maritime Zones Act e del Codice penale indiano.<br \/>\n&#8211; cita l&#8217;articolo 100 della UNCLOS, che esorta le parti in causa alla \u201cmassima collaborazione\u201d; il 94, che prevede ciascuna delle parti apra un fascicolo e collabori durante le indagini.<br \/>\n&#8211; cita di nuovo l&#8217;articolo 188A del Codice penale indiano, che estende l&#8217;autorit\u00e0 della legge indiana su tutto il tratto di mare della Zona Economica Esclusiva (zona contigua compresa), assieme al principio generale secondo il quale \u00abnell&#8217;area dove uno Stato esercita la sua sovranit\u00e0, le sue leggi prevarranno nel caso entrino in conflitto con altre leggi\u00bb.<br \/>\n&#8211; cita una lunga serie di codici, sotto-codici, provisions e regolamenti, concludendo per\u00f2 che la questione dovr\u00e0 essere decisa dalla Corte speciale. In poche parole, tutto rimandato.<\/p>\n<p><strong>MILITARI O &#8220;CONTRACTORS&#8221;? UN CASO DI&#8230; IMMUNODEFICIENZA<\/strong><\/p>\n<p>Secondo alcune interpretazioni del diritto, i mar\u00f2 dovrebbero godere dell&#8217;immunit\u00e0 funzionale in quanto militari. Se l&#8217;immunit\u00e0 fosse stata riconosciuta, la giurisdizione sarebbe passata all&#8217;Italia. La questione per\u00f2 \u00e8 controversa, perch\u00e9 i due mar\u00f2 (pur non essendo in missione per iniziativa personale) non stavano certamente lavorando per conto dello stato italiano, bens\u00ec di una compagnia privata.<\/p>\n<div class=\"mceTemp mceIEcenter\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_11361\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"width: 510px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11361 \" title=\"Notare che hanno reso gli indiani NERI e circonfuso i nostri eroi di un fulgido alone BIANCO.\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/piraticazzari.jpg\" alt=\"Notare che hanno annerito gli indiani e circonfuso i nostri due leoni di un alone bianco\" width=\"500\" height=\"706\" \/><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\">\u00abTutta la simbologia politica e culturale di Casapound verte sul fenomeno della pirateria. Dal Cutty Sark alle bandiere nere, dal Jolly Roger alle tibie incrociate, dagli slogan sugli assalti e gli arrembaggi, i velieri stilizzati, alla figura mitizzata di Capitan Harlock, dai loro numerosi covi chiamati \u201cTortuga\u201d ai nick name che si scelgono su internet, insomma sono anni che i neofascisti giocano a fare i pirati. Bastano per\u00f2 due militari implicati in uno scontro con qualche pescatore indiano scambiato per pirata, che subito cade tutto il cornicione di puttanate costruito in questi anni (qui possiamo farci allegre risate su un\u2019iniziativa \u201ccontro i pirati\u201d fatta in un posto chiamato \u201cl\u2019isola di Tortuga\u201d\u2026) . Infatti, prima ancora che la vicenda fosse chiara, i neofascisti sono corsi a difendere il militare a difesa della multinazionale del petrolio contro quelli che loro chiamano pirati. Senza neanche pensarci due volte (almeno salvando qualche parvenza di coerenza), accusano i pescatori indiani di essere pirati e i due militari di aver svolto il proprio lavoro. Che sarebbe quello di difendere la propriet\u00e0 privata delle navi multinazionali dagli assalti dei fantomatici pirati. Alla faccia dell\u2019esaltazione della pirateria. Quando il padrone chiama, insomma, il servo obbedisce.\u00bb (da <a href=\"http:\/\/www.militant-blog.org\/?p=8392\">\u00abIl cazzaro nero e i pirati maledetti\u00bb<\/a>, Militant Blog, 11\/01\/2013)<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>La Corte suprema di fatto non si\u00a0\u00e8 espressa a riguardo, rimettendo nelle mani della\u00a0Corte speciale anche la decisione sull&#8217;eventuale immunit\u00e0. Ma l&#8217;avvocato dell&#8217;accusa Banerji, che durante il dibattimento ha rappresentato l&#8217;Unione Indiana, ha spiegato che secondo il governo indiano:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abnessuna forza armata o guardia privata straniera in servizio su navi mercantili pu\u00f2 godere di licenza diplomatica. N\u00e9 il governo indiano \u00e8 parte di alcun Status of Forces Agreement (SOFA) per il quale forze armate straniere possano godere di immunit\u00e0 dai procedimenti penali\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>I due mar\u00f2, davanti alla legge indiana, potrebbero semplicemente essere considerati due cittadini stranieri che hanno sparato a due cittadini indiani, azione commessa non \u201c<em>acta jure imperii<\/em>\u201d, a difesa del territorio (italiano), ma \u201c<em>acta jure gestionis<\/em>\u201d, a difesa della propriet\u00e0 privata, delle cose.<\/p>\n<p><strong>OLYMPIC FLAIR: A VOLTE RITORNANO<\/strong><\/p>\n<p>Pochi giorni prima della sentenza della Corte suprema, il signor <strong>Luigi Di Stefano<\/strong> ha aggiornato parte della sua ormai celebre Analisi Tecnica, rimettendo stoicamente mano alla sezione Olympic Flair.<\/p>\n<p>Di Stefano, che <a href=\"http:\/\/mazzetta.wordpress.com\/2013\/01\/07\/maro-tarocchi\/\">\u00e8 solito fregiarsi <em>motu proprio<\/em> del titolo di Ingegnere<\/a>, \u00e8 l&#8217;autore di una sorta di perizia fatta in casa che, nei mesi scorsi, \u00e8 stata pi\u00f9 volte ripresa dalla stampa, citata in editoriali e addirittura presentata in parlamento.<br \/>\nSecondo il lavoro di Di Stefano, presentato all&#8217;opinione pubblica come \u201cconsulente tecnico\u201d, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono vittime di un tranello, accusati ingiustamente di aver sparato ed ucciso i due pescatori Binki e Jelastine.<br \/>\nLa tesi suggestiva, pubblicata online a poche settimane dall&#8217;incidente, scagionava completamente i due fucilieri del battaglione San Marco, presentando a supporto una serie di dati, grafici e reperti video.<\/p>\n<div id=\"attachment_11384\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11384\" class=\"size-full wp-image-11384 \" title=\"Sergio Romano\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Romano.jpg\" alt=\"Sergio Romano\" width=\"200\" height=\"150\" \/><p id=\"caption-attachment-11384\" class=\"wp-caption-text\">Sergio Romano<\/p><\/div>\n<p>Il lavoro \u00e8 sembrato talmente autorevole da indurre <a href=\"http:\/\/www.unifi.it\/dispo\/CMpro-v-p-57.html\"><strong>Umberto Gori<\/strong><\/a> &#8211; professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze esperto di relazioni internazionali, terrorismo ed intelligence \u2013 a citarlo in <a href=\"http:\/\/www.difesa.it\/Sala_Stampa\/rassegna_stampa_online\/Pagine\/PdfNavigator.aspx?d=12-04-2012&amp;pdfIndex=8\">una lettera ospitata ad aprile<\/a> nella rubrica del Corriere \u201cRisponde <strong>Sergio Romano<\/strong>\u201d. Nella sua risposta, il celebre editorialista esaltava il contributo di Gori, che \u00abdelinea un percorso che sarebbe stato logico adottare e cita un rapporto sui tracciati radar che potr\u00e0 essere utile all&#8217;indagine\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo la parziale decostruzione dell&#8217;analisi tecnica di Di Stefano, che potete leggere <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=10639\">nella prima puntata di questa controinchiesta<\/a> (non solo nell&#8217;articolo ma anche nella discussione in calce), la comunit\u00e0 dei giapster ha fatto emergere una serie di dettagli interessanti su Di Stefano stesso. Costui risulta organico a Casapound (<a href=\"http:\/\/brightcove04.o.brightcove.com\/1328010481001\/1328010481001_1922078525001_vs-50881e45ebfbb0e4be45c9be-1206954751001.jpg?pubId=1328010481001\">suo figlio Simone<\/a> \u00e8 candidato premier per il suddetto partito neofascista, nonch\u00e9 candidato presidente della regione Lazio), \u00e8 tra i promotori di un comitato &#8220;pro-mar\u00f2&#8221; e si trova al centro di una rete di rapporti tra la destra italiana ed ambienti della stampa nazionale.<br \/>\nUna minima parte di quanto venuto a galla grazie alle ricerche spontanee dei giapster \u00e8 stata raccolta da Luca Pisapia in <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/01\/05\/maro-italiani-spunta-perizia-del-finto-ingegnere-targato-casapound\/461924\/\">un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano<\/a> qualche tempo fa. Prossimamente, sempre su <em>Giap<\/em>, verr\u00e0 ospitata l&#8217;intera controinchiesta, in forma di ebook liberamente scaricabile (*).<\/p>\n<div id=\"attachment_11458\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11458\" class=\"size-full wp-image-11458\" title=\"Il progetto di case popolari disegnato da Di Stefano Sr.\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/villaggiotartaruga.jpg\" alt=\"Il progetto di case popolari disegnato da Di Stefano Sr.\" width=\"420\" height=\"233\" \/><p id=\"caption-attachment-11458\" class=\"wp-caption-text\">(L&#39;uom. ch. tutt. credev. ing.) Luigi Di Stefano \u00e8 anche autore di una \u00abProposta per la realizzazione di Case Popolari nell\u2019ambito del Piano Casa della Regione Lazio\u00bb. Un progetto di villaggio \u00abecologico\u00bb che replica in pianta la tartaruga del logo di Casapound. Per dirla con Mazzetta: \u00abUna buffonata come non se ne vedevano da quando un sindaco leghista marchi\u00f2 con il sole delle Alpi una scuola.\u00bb Questo \u00e8 il dott. che due settimane fa, su un forum fascista, minacciava querele per diffamazione all&#39;indirizzo nostro, di Miavaldi, di Luca Pisapia e del Fatto Quotidiano, per aver riportato cose sul suo conto che aveva scritto lui stesso.<\/p><\/div>\n<p><strong><\/strong><a href=\"http:\/\/forum.termometropolitico.it\/forum\/discussione-politica\/politica-nazionale\/175317-il-fatto-un-articolo-smonta-la-tesi-innocentista-sui-due-maro-47.html\">Lo stesso Di Stefano (sotto lo pseudonimo &#8220;Grifo&#8221;), sul forum termometropolitico.it<\/a>, annunciava &#8220;in anteprima nazionale&#8221; l&#8217;aggiornamento della sua &#8220;Analisi tecnica&#8221; e introduceva cos\u00ec il suo ultimo scoop:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSi dimostra, sulla base dei documenti delle autorit\u00e0 internazionali che coordinano la lotta alla pirateria ICC e IMO, e una attenta disamina della vicenda della petroliera greca Olympic Flair basata sui database del sistema di sicurezza e controllo del traffico navale AIS, che fin dal giorno dei fatti le autorit\u00e0 indiane hanno tenuto una condotta omissiva nelle indagini, e quindi tutto l&#8217;impianto accusatorio \u00e8 nullo, tale sarebbe in qualsiasi tribunale italiano.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Innanzitutto, ci scusiamo con i lettori per aver derubricato la questione Olympic Flair con troppa fretta, fidandoci delle dichiarazioni perentorie della Marina greca che escludeva ogni tipo di attacco pirata. Un rapporto dell&#8217;International Maritime Organization (IMO), <a href=\"https:\/\/webaccounts.imo.org\/Common\/WebLogin.aspx?ReturnUrl=%2fDefault.aspx\">consultabile da tutti online previa registrazione gratuita al sito dell&#8217;Imo<\/a>, indica chiaramente che la petroliera Olympic Flair, battente bandiera greca, \u00e8 stata vittima di un attacco pirata proprio il 15 febbraio 2012, alle 22:20 orario indiano.<br \/>\nSecondo <a href=\"http:\/\/www.seeninside.net\/piracy\/it-olim-timeline.htm\">la mappa disegnata da Di Stefano<\/a> incrociando i vari dati circa tempo e posizione delle due petroliere, alle 22:20 l&#8217;Enrica Lexie, \u00abscortata dai due pattugliatori Shamar e Lakshimi Bahi e dall&#8217;aereo di sorveglianza marittima Dornier 228\u00bb si trovava a sole 3 miglia nautiche dall&#8217;Olymipc Flair, ancorata al largo del porto di Kochi.<br \/>\nDi Stefano conclude quindi che:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abLe autorit\u00e0 indiane avevano il dovere di lanciare l&#8217;allarme, allertare i mezzi militari navali e aerei, e per mezzo dei rilevamenti radar avviarli verso la Olympic Flair, tanto pi\u00f9 che erano gi\u00e0 sul punto preciso dove era avvenuto l&#8217;agguato e dove la Olympic Flair sosteneva di stare.<br \/>\nAvrebbero dovuto fare esattamente quello che avevano fatto poche ore prima nei confronti della Enrica Lexie. Ma non l&#8217;hanno fatto.<br \/>\nQualunque ne sia il motivo (colpa o dolo) l&#8217;impianto accusatorio costruito nei confronti dei due militari italiani manca dell&#8217;indagine su almeno uno dei possibili colpevoli: \u00e8 omissivo.<br \/>\nE quindi l&#8217;intero impianto accusatorio sarebbe dichiarato nullo in qualsiasi tribunale.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma le cose, ancora una volta, non stanno cos\u00ec.<\/p>\n<p>Di Stefano, per fissare il punto d&#8217;inizio del tragitto dell&#8217;Enrica Lexie, prende per buone le coordinate contenute nel rapporto \u201ctrasmesso\u201d dai mar\u00f2. Il dato, come indica la nota del punto 2 della mappa, arriva da <em>Il Giornale<\/em>, unica fonte italiana delle cinque inserite nelle note e, curiosamente, l&#8217;unica senza link.<br \/>\nPresumiamo Di Stefano si riferisca a <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/rapporto-caldo-degli-italiani-spari-acqua-nessuna-vittima.html\">questo articolo di <strong>Fausto Biloslavo<\/strong><\/a>, pubblicato su <em>Il Giornale<\/em> il 21 febbraio 2012.<br \/>\nNel rapporto &#8211; \u00ab41 righe inviate a Roma e scritte apparentemente in tempi non sospetti\u00bb &#8211; si legge che, secondo Latorre, l&#8217;Enrica Lexie si trovava \u201ca 20 miglia nautiche dalla costa al largo di Allepey (India)\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Attenzione, perch\u00e9 questa \u00e8 la pietra angolare sulla quale Di Stefano costruisce gran parte della sua &#8220;Analisi Tecnica&#8221;<\/span>.<br \/>\nCollocare la petroliera italiana in quella precisa posizione gli permette, tramite grafici ed incroci di dati di posizionamento della St. Antony, di sostenere che gli indiani si sono inventati tutto, che l&#8217;Enrica Lexie e la St. Antony non si sono mai incrociate e quindi, evidentemente, a sparare non sono stati i due mar\u00f2. E&#8217; stato qualcun&#8217;altro.<br \/>\nE&#8217; da notare per\u00f2 che solo il giorno prima, sul Corriere della Sera, <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/esteri\/12_febbraio_20\/sarzanini-raffiche-gli-orari-la-rotta-I-punti-oscuri-della-vicenda_1b9b8508-5b8c-11e1-9554-12046180c4ab.shtml\">un articolo di <strong>Fiorenza Sarzanini<\/strong><\/a>, citando il \u00abreport trasmesso a Roma\u00bb scritto sempre da Latorre, colloca l&#8217;Enrica Lexie a \u00bb33 miglia dalla costa sudovest dell&#8217;India\u00bb.<\/p>\n<p>Ma quindi la nave era a 20 o a 33 miglia dalla costa? Ed era o non era al largo di Allepey? Come mai Di Stefano prende per buona un&#8217;informazione contraddetta il giorno precedente dal Corriere della Sera? Quanti rapporti ha mandato Latorre a Roma?<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Ancora una volta dobbiamo rilevare la totale inaffidabilit\u00e0 delle fonti utilizzate da Di Stefano.<\/span><br \/>\nIl cosiddetto &#8220;ingegnere&#8221; costruisce impressionanti grattacieli di pseudo-analisi tecniche su fondamenta quantomeno traballanti. Qui ci potremmo gi\u00e0 fermare, contestando che nell&#8217;impossibilit\u00e0 di Di Stefano \u2013 e nostra &#8211; di determinare con certezza la posizione iniziale dell&#8217;Enrica Lexie, occorre fidarsi della perizia ufficiale indiana, senza provare a mettere la petroliera italiana di ritorno a Kochi e l&#8217;Olympic Flair attaccata dai pirati contemporaneamente nello stesso luogo.<br \/>\nIl caso della Olympic Flair e quello dell&#8217;Enrica Lexie sono due eventi assolutamente distinti, sia nel tempo (la petroliera greca sventa un attacco pirata alle 22:20, i mar\u00f2 sparano ai pescatori della St. Antony intorno alle 16:30) che nello spazio (l&#8217;Enrica Lexie si trovava a 20,5 miglia nautiche dalla costa del Kerala, l&#8217;Olympic Flair a 12,5 miglia nautiche dal porto di Kochi).<br \/>\nE&#8217; quello che il povero impiegato della compagnia armatrice greca ha provato a spiegare a <strong>Gian Micalessin<\/strong>, giornalista de <em>Il Giornale<\/em>, nella telefonata pubblicata da Di Stefano <a href=\"http:\/\/www.seeninside.net\/piracy\/index.htm\">in coda alla sezione dell&#8217;Analisi Tecnica dedicata alla Olympic Flair<\/a>. Ma non c&#8217;\u00e8 peggior sordo di chi non vuol sentire.<\/p>\n<p><strong>IL RAPPORTO CHE&#8230; NON C&#8217;\u00c8<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso di questa ennesima decostruzione del presunto lavoro scientifico di Di Stefano, giudicata in un primo momento operazione noiosa ed irritante alla luce del fatto che nemmeno la difesa dei due mar\u00f2 contesta pi\u00f9 la dinamica dei fatti, ci siamo imbattuti in un dettaglio cruciale che, precedentemente, ci era sfuggito.<br \/>\nImmedesimiamoci nel Di Stefano: proprio non volendosi fidare della valanga di dati e prove fornite dall&#8217;accusa indiana, si sarebbe potuta prendere per buona la posizione dell&#8217;Enrica Lexie contenuta nel rapporto trasmesso dal capitano dell&#8217;Enrica Lexie, <strong>Umberto Vitielli<\/strong>, subito dopo aver respinto il presunto attacco pirata (che, sappiamo ora, attacco pirata non era).<br \/>\nNell&#8217;argomento di difesa consegnato alla Corte del Kerala da Latorre e Girone, <a href=\"http:\/\/articles.timesofindia.indiatimes.com\/2012-02-25\/kochi\/31100520_1_vessel-piracy-marines\">citato tra gli altri anche dal <em>Times of India<\/em><\/a>, si indica che:<br \/>\n\u00abIl Capitano ha anche attivato lo Ship Alert Security System (SASS), mandano segnali all&#8217;Italian Marine Rescue and Coordination Centre (MRCC). Il Capitano fece anche rapporto dell&#8217;incidente alla mercury chart che mette in contatto e trasmette informazioni alla comunit\u00e0 [navale], comprese i dipartimenti di Marina del mondo impegnati nella lotta anti-pirateria, compreso il quartier generale della Marina indiana. E&#8217; stato stilato anche un \u201cRapporto militare\u201d. Un altro rapporto \u00e8 stato mandato al Maritime Security Center Horn of Africa. Siccome l&#8217;attacco era stato respinto, l&#8217;imbarcazione ha continuato verso la rotta prestabilita\u00bb.<\/p>\n<p>Abbiamo controllato nel registro dell&#8217;IMO, database pubblico che contiene i rapporti di attacchi pirati trasmessi dalle imbarcazioni di tutto il mondo alle autorit\u00e0 competenti (dove Di Stefano ha trovato il rapporto \u201cincriminante\u201d dell&#8217;Olympic Flair), ma <span style=\"text-decoration: underline;\">del rapporto dell&#8217;Enrica Lexie non vi \u00e8 alcuna traccia<\/span>.<br \/>\nNon siamo stati gli unici a farlo. Il giudice dell&#8217;Alta Corte del Kerala <strong>P.S. Gopinathan<\/strong>, respingendo gli argomenti della difesa dei mar\u00f2, <a href=\"http:\/\/www.thehindu.com\/news\/national\/article3469466.ece\">ha spiegato<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abE&#8217; pertinente notare che non \u00e8 stata prodotta nessuna prova a testimonianza del fatto che i mar\u00f2, prima di sparare ai pescatori, abbiano comunicato al Capitano dell&#8217;imbarcazione il pericolo di un attacco pirata, o che il Capitano ne abbia fatta menzione nel registro. Inoltre non esiste nessun documento a supporto dell&#8217;argomentazione di difesa che sostiene il Capitano abbia attivato lo Ship Alert Security System o che alcun segnale sia stato trasmesso al Marine Rescue and Coordination Centre, alla Mercury chart o a qualsiasi Marina in tutto il mondo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci sono abbastanza elementi per dubitare che il rapporto sia mai stato trasmesso, dettaglio che apre uno scenario inedito della dinamica dell&#8217;incidente e del cosiddetto \u201ctranello indiano\u201d.<\/p>\n<p><strong>IL &#8220;TRANELLO&#8221; CHE NON C&#8217;\u00c8 STATO<\/strong><\/p>\n<p>La vulgata italiana costruita nell&#8217;ultimo anno ha riconsegnato all&#8217;opinione pubblica un resoconto dell&#8217;incidente dove i mar\u00f2 hanno ricoperto il ruolo dei \u201cbuoni\u201d, servitori dello Stato vittime di un madornale errore di valutazione, \u201channo sparato, credevano fossero pirati, si sono sbagliati ma erano in buona fede\u201d \u2013 Binki e Jelastine, le due vere vittime, non rientrano pi\u00f9 nel quadro \u2013 e del \u201ctranello\u201d teso dalla Guardia costiera indiana.<\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri Terzi, in <a href=\"http:\/\/www.esteri.it\/MAE\/IT\/Sala_Stampa\/ArchivioNotizie\/Interviste\/2012\/10\/20121017_articolo_Eco_di_Bergamo.htm\">una lettera aperta pubblicata sull&#8217;Eco di Bergamo<\/a> lo scorso ottobre, scriveva: \u00abL&#8217;ingresso della nave Enrica Lexie in acque indiane \u00e8 stato <span style=\"text-decoration: underline;\">il risultato di un sotterfugio della polizia locale<\/span>, che ha richiesto al comandante della nave di dirigersi nel porto di Kochi per contribuire al riconoscimento di alcuni sospetti pirati.\u00bb<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/2012_Italian_shooting_in_the_Arabian_sea#Olympic_Flair.2C_the_Greek_tanker\"><br \/>\nCome gi\u00e0 hanno notato su Wikipedia<\/a>, la dichiarazione stride non solo con la versione indiana dell&#8217;accaduto, ma anche con la ricostruzione corrente del ritorno al porto di Kochi dell&#8217;Enrica Lexie.<br \/>\nSecondo larga parte della stampa il ritorno della petroliera al porto di Kochi \u00e8 stato un \u201csegno di buona fede\u201d, un gesto volontario per facilitare le indagini alle autorit\u00e0 indiane. In un&#8217; interessante intervista rilasciata al canale televisivo indiano IBN Live<strong> <\/strong>, il sottosegretario agli Esteri <strong>Staffan De Mistura<\/strong> lo dice quasi con le stesse parole:<\/p>\n<div align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube-nocookie.com\/embed\/75gpe5GaRY0\" frameborder=\"0\" width=\"500\" height=\"281\"><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la dinamica dei fatti ricostruita dalla stampa indiana, basandosi sui dati presentati al processo dall&#8217;accusa e sulle dichiarazioni degli ufficiali della Guardia costiera indiana, racconta una storia diversa.<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong> Alle 16:30 del 15 febbraio qualcuno spara al peschereccio St. Antony<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> La St. Antony lancia l&#8217;allarme alla Guardia costiera indiana, descrivendo grosso modo l&#8217;imbarcazione dalla quale provenivano gli spari.<\/p>\n<p><strong>3)<\/strong> La Guardia costiera inizia le indagini, cercando di capire quali navi in quel momento si potevano trovare nei pressi della St. Antony.<\/p>\n<p><strong>4)<\/strong> Intorno alle 19:00 la Guardia costiera <a href=\"http:\/\/enitoday.eni.it\/english\/world\/notizie\/201202211902-cro-ren1079-greek_ship_never_asked_if_it_had_been_attacked_off_india\">restringe il cerchio delle possibili navi coinvolte nella sparatoria a quattro imbarcazioni<\/a>: l&#8217;Enrica Lexie, la Kamome Victoria, la Giovanni e la Ocean Breeze. Le raggiunge tutte via radio, chiedendo se erano state coinvolte in un presunto attacco pirata.<\/p>\n<p><strong>5)<\/strong> L&#8217;unica nave a rispondere affermativamente \u00e8 l&#8217;Enrica Lexie (che, come abbiamo visto sopra, aveva gi\u00e0 infranto la procedura standard che prevede di fare immediato rapporto alle autorit\u00e0 nel caso di attacco pirata). Sono le 19:30 e la petroliera italiana, senza aver detto niente a nessuno, aveva proseguito nella propria rotta verso l&#8217;Egitto per quasi tre ore, <a href=\"http:\/\/archive.tehelka.com\/story_main51.asp?filename=Ws180212murders.asp\">allontanandosi dalla \u201cscena del delitto\u201d di ben 39 miglia marittime<\/a>, pi\u00f9 o meno 70 km.<\/p>\n<p><strong>6)<\/strong> La Guardia costiera indiana intima all&#8217;Enrica Lexie di tornare indietro e probabilmente, vista la mancata denuncia dello scontro a fuoco da parte della petroliera italiana, ordina ai due pattugliatori Shamar e Lakshmi Bhai e all&#8217;aereo di sorveglianza marittima Dornier 228 di inseguire la nave italiana, intercettarla e riportarla in porto. (parentesi per Di Stefano: ecco perch\u00e9 la Guardia costiera non manda le navi e l&#8217;aereo anche all&#8217;Olympic Flair: la nave greca non si era lasciata due cadaveri alle spalle, avevano respinto un attacco pirata senza esplodere un colpo di fucile, stavano tutti bene ed avevano diligentemente fatto rapporto immediato alle autorit\u00e0 marittime).<\/p>\n<p><strong>7)<\/strong> L&#8217;Enrica Lexie comunica all&#8217;armatore italiano l&#8217;incidente e, contro gli ordini della Marina italiana, inverte la rotta e torna verso il porto di Kochi.<\/p>\n<p>Alla luce di questi eventi, giudicati come \u201cfatti\u201d dalla giustizia indiana, descrivere il ritorno dell&#8217;Enrica Lexie a Kochi come un gesto volontario di buona fede appare una conclusione abbastanza fantasiosa.<br \/>\nPossiamo addirittura spingerci a considerare la scelta del Capitano Vitielli come un provvidenziale rinsavimento, un ritorno opportuno al senso di responsabilit\u00e0. Se l&#8217;Enrica Lexie avesse dato retta alla Marina italiana, il 16 febbraio i giornali indiani \u2013 e internazionali \u2013 avrebbero titolato \u201cPetroliera italiana spara contro pescatori indiani e fugge verso l&#8217;Africa, \u00e8 caccia aperta\u201d. Eventualit\u00e0 che avrebbe complicato non poco gli equilibrismi della diplomazia italiana davanti alla comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sandokan_maro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11400 aligncenter\" title=\"sandokan_maro\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sandokan_maro.jpg\" alt=\"Sandokan e i due mar\u00f2\" width=\"500\" height=\"677\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>CARCERE&#8230; CARCERE FORSE&#8230; CARCERE NO<\/strong><\/p>\n<p>Per chiarire, speriamo una volta per tutte, la questione del regime di detenzione dei mar\u00f2 \u2013 molti credono ancora siano stati rinchiusi in carcere, nonostante diverse fonti, sia italiane che indiane, dicano il contrario \u2013 siamo andati a ripescare un articolo uscito incredibilmente su <em>Il Giornale<\/em> lo scorso 21 aprile.<\/p>\n<p>Fausto Biloslavo, inviato del quotidiano della famiglia Berlusconi, si reca in Kerala per visitare in carcere i due mar\u00f2 e racconta quello che ha visto nel pezzo\u00a0\u00ab<a href=\"http:\/\/www.faustobiloslavo.eu\/articolid.php?id=30002\">Il Giornale nella cella dei nostri mar\u00f2 in India<\/a>\u00bb). A met\u00e0 pezzo si legge:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abFra le pal\u00adme che circondano il forte\u00adprigio\u00adne fanno lavoretti utili. Solo quan\u00addo alle spalle dei mar\u00f2 si chiude il portone in legno massiccio del car\u00adce\u00adre capisci che non \u00e8 una passeg\u00adgiata. Da una feritoia due paia di occhietti dei secondini all&#8217;interno si agitano incuriositi e una tabella ottocentesca indica il numero dei prigionieri maschi, 933. Oltre il portone, stile Al\u00ec Bab\u00e0, non ci pu\u00f2 andare nessuno a par\u00adte i carcerati. I mar\u00f2 raccontano di stare in un piccolo compound, da soli, con le sbarre alle finestre ed una rete metallica tutt&#8217;attorno sor\u00admontata dal reticolato. Dormono su dei tavolacci, che saranno anco\u00adra quelli inglesi, con l&#8217;unica como\u00addit\u00e0 di un materassino. I problemi pi\u00f9 grossi sono il caldo e le zanza\u00adre. La ventilazione \u00e8 garantita dal\u00adle vecchie pale, ma i fucilieri di ma\u00adrina vengono addestrati a ben al\u00adtro.<br \/>\n&#8220;Da casa \u00e8 arrivata una caffettie\u00adra e gli abbiamo fatto avere anche degli attrezzi per la ginnastica. Niente computer e tv, per\u00f2. Solo li\u00adbri e le migliaia di lettere e messag\u00adgi di solidariet\u00e0 che arrivano dall&#8217; Italia&#8221;, racconta il capitano di fre\u00adgata Donato Castrignano. Vetera\u00adno del San Marco si \u00e8 offerto volon\u00adtario per occuparsi delle necessi\u00adt\u00e0 quotidiane. A cominciare dal men\u00f9 italiano preparato dal risto\u00adrante Casa Bianca: spesso fettucci\u00adne con la crema di funghi, lasagne alla domenica, pollo e macedonia alla sera. I mar\u00f2 hanno pure un &#8220;amico&#8221; dentro il carcere, che de\u00adve scontare ancora un anno dei 15 che si \u00e8 beccato. Mr. Mani possie\u00adde una radio e informa gli italiani degli sviluppi giudiziari del caso. I fucilieri offrono il caff\u00e8 e gli india\u00adni ricambiano con le ciapati, una specie di piadina farcita di cocco tritato. &#8220;Hanno preparato il caff\u00e8 italiano anche al sovrintendente del carcere&#8221;, sottolinea Castrigna\u00adno.\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi scrive vive in India da quasi un anno e mezzo, nella localit\u00e0 di Santiniketan, a tre ore e mezza da Calcutta, Bengala occidentale. Ecco qui sotto <span style=\"text-decoration: underline;\">alcune foto dell&#8217;abitazione dove attualmente risiedo<\/span> assieme alla mia compagna.<br \/>\nLe sbarre alle finestre, tipiche in tutto il subcontinente, sono una misura di sicurezza sia contro i ladri che, soprattutto, contro le scimmie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11433\" title=\"Sbarre alle finestre\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/sbarre2.jpg\" alt=\"Sbarre alle finestre della casa di Miavaldi\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>I letti a reti metalliche o con assi di legno sono una rarit\u00e0, ad uso e consumo della classe abbiente. Il resto della popolazione, carceraria e non, quando se lo pu\u00f2 permettere, dorme su un materasso appoggiato sopra un \u201ctavolaccio inglese\u201d e, per le zanzare, si utilizza una sorta di zanzariera a baldacchino. Chi non si pu\u00f2 permettere il \u201ctavolaccio inglese\u201d, dorme direttamente per terra, magari su una stuoia di bamb\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11434\" title=\"Il &quot;tavolaccio inglese&quot;\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/tavolaccio.jpg\" alt=\"Il tavolaccio sul quale dorme Miavaldi\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>Se i ventilatori nelle aree urbane sono parte dell&#8217;arredamento standard, nelle zone rurali sono indice di benessere. Molti, durante il giorno, ne fanno a meno. E di notte, semplicemente, spostano il \u201ctavolaccio inglese\u201d fuori dalla porta di casa (anche se, ammettiamo, nella stagione calda la differenza di temperatura tra interni ed esterni \u00e8 davvero risibile).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11435\" title=\"pale al soffitto\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/pale.jpg\" alt=\"Le pale del ventilatore di Miavaldi\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p>Per ovvi motivi, intorno alla nostra casa non c&#8217;\u00e8 il filo spinato.<\/p>\n<p>Anche davanti alla testimonianza diretta di Biloslavo, il suo stesso quotidiano ha insistito per quasi un anno a descrivere i due mar\u00f2 \u201csbattuti in cella\u201d, \u201cdietro le sbarre\u201d, assieme al resto della stampa nazionale impegnata non a raccontare la verit\u00e0, ma a polarizzare l&#8217;opinione dei lettori ed insistere nella narrazione propagandistica della vicenda dei due fucilieri.<\/p>\n<div id=\"attachment_11338\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.anpipianoro.it\/fascismo\/nuova-destra-radici-vecchie.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11338\" class=\"size-full wp-image-11338 \" title=\"Fausto Biloslavo\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/biloslavo2.jpg\" alt=\"Il prode Fausto Biloslavo\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11338\" class=\"wp-caption-text\">Il virile e - a dispetto del cognome che racconta di avi allogeni - italianissssimo Fausto Biloslavo from Trieste, immortalato da qualche parte ove si pugna pei valori occidentali. Interessante il ritratto di costui leggibile nell&#39;articolo di Claudia Cernigoi \u00abForza Nuova e dintorni\u00bb (sul web si trova anche col titolo \u00abNuova destra, radici vecchie\u00bb). Per leggerlo, cliccare sulla foto.<\/p><\/div>\n<p>Il fatto che succeda in un Paese democratico dovrebbe essere motivo di preoccupazione per l&#8217;opinione pubblica e, volendo, anche per l&#8217;Ordine dei Giornalisti, corporazione della quale molti \u2013 compreso chi scrive \u2013 gi\u00e0 stentano a riconoscere l&#8217;utilit\u00e0 in condizioni di normalit\u00e0 e che, davanti alla sistematica campagna di disinformazione che abbiamo esposto, continuano a chiedersi quale ruolo l&#8217;Ordine, effettivamente, sia chiamato a ricoprire.<br \/>\nSulle condizioni di detenzione dei due fucilieri si \u00e8 espresso in modo inequivocabile anche il sottosegretario agli Esteri De Mistura. Nel video proposto sopra, intorno al minuto tre, dice che i mar\u00f2 non sono stati detenuti \u201cin una prigione\u201d, ma \u201cin un ambiente militare\u201d.<\/p>\n<p><strong>ERRATA CORRIGE &amp; CREDITS<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Nell&#8217;articolo precedente, come ci ha fatto notare Alessandro Marzo Magno, occasionalmente si \u00e8 usato a sproposito il termine Esercito per riferirsi alla Marina. Ci scusiamo per l&#8217;imprecisione.<\/p>\n<p>Questa seconda puntata della controinchiesta sul caso Enrica Lexie non sarebbe stata possibile senza la collaborazione della comunit\u00e0 di lettori di Giap. Negli ultimi venti giorni, togliendo tempo agli studi o al lavoro, diversi giapster hanno contribuito alla ricerca ed analisi di fonti, documenti ufficiali, sentenze, codici penali, articoli di giornale. Non riesco a pensare ad una migliore applicazione del concetto di intelligenza collettiva. Grazie a tutti\/e, il lavoro continua.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-11533 aligncenter\" style=\"border: 1px solid black;\" title=\"Uno screenshot a caso dalla pagina FB di Iannone.\" src=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/casapound_iniziative.png\" alt=\"Uno screenshot a caso dalla pagina FB di Iannone.\" width=\"500\" height=\"523\" border=\"1\" \/><br \/>\n* NdR: intanto, si leggono <a href=\"http:\/\/www.micciacorta.it\/home\/naviga-tra-le-categorie\/11-fascismo-antifascismo\/10694-i-rapporti-stretti-di-casapound-e-il-centrodestra-istituzionale.html\">sempre nuovi dettagli<\/a> sulla natura di Casapound, sul suo giocare di sponda col \u00abcentrodestra\u00bb che pure attacca a parole e, dulcis in fundo, <a href=\"http:\/\/www.ilmattino.it\/napoli\/cronaca\/napoli_inchiesta_casapound_re_della_pizza\/notizie\/246994.shtml\">sui miliardari che la finanziano<\/a>, ad esempio \u00abun camerata che possiede 40 pizzerie a Napoli e provincia\u00bb. Qui sopra, uno screenshot a caso dalla pagina FB di Iannone: la mascella di Bruce Willis.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"[L&#8217;articolo \u00abI due mar\u00f2: quello che i media (e i politici) italiani non vi hanno detto\u00bb, scritto da Matteo Miavaldi e pubblicato su Giap una ventina di giorni fa, ha avuto un impatto senza precedenti nella storia di questo blog. Oltre 2000 retweet, quasi 28.000 condivisioni su Facebook, e l&#8217;urto dei visitatori (60.000 IP nella [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":21214,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,1943],"tags":[189,709,1609,811,1603,1624,1626,1625,1605,1608],"class_list":["post-11332","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-inchieste","tag-antifascismo","tag-casapound","tag-china-files","tag-colonialismo-italiano","tag-due-maro","tag-fausto-biloslavo","tag-gian-andrea-gaiani","tag-gian-micalessin","tag-massimiliano-latorre","tag-matteo-miavaldi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I due mar\u00f2, la corte suprema indiana e i fregnacciari di casa nostra<\/title>\n<meta name=\"description\" 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