#Proletkult, prima ristampa. Grazie a tutte quanti!


La mattina del 6 novembre, a quindici giorni dall’uscita in libreria, Einaudi Stile Libero ha deciso di ristampare Proletkult, dopo una prima tiratura di 35.000 copie. Questo non significa che siano state tutte vendute, ma certo la maggior parte è stata distribuita, su e giù per lo Stivale, ed è già un risultato incoraggiante, per il quale ringraziamo giapsters, lettrici e lettori.

Nel frattempo, è partito anche il ProleTour, con incontri molto partecipati e forieri di novità, mentre si è iniziato a parlare del romanzo in radio, sulla carta stampata e negli spazi online che si occupano di libri.

Qui di seguito, la rassegna di quel che è uscito finora, dopo le primissime recensioni e interviste che già segnalammo ai primi di novembre.

Innanzitutto, Proletkult è stato libro del giorno a Fahrenheit, su Radio Tre.
→ Qui potete ascoltare il podcast del dialogo a tre voci tra Loredana Lipperini, Wu Ming 2 e Stefano Giorgianni del Kollektiv Ulyanov, autore della traduzione del romanzo-utopia Stella Rossa, di Aleksandr Bogdanov, per Alcatraz Edizioni.

Il secondo audio che vi proponiamo è la registrazione dell’incontro proletkultista al Vag 61 di Bologna, durante la tre-giorni del festival Contrattacco, con Giuliano Santoro, Wu Ming 4 e Wu Ming 1

Giuliano Santoro firma anche «Proletkult: un’utopia imperfetta», la recensione del romanzo pubblicata da Dinamo Press.

Sul Manifesto, a tutta pagina, sono comparsi invece ben due articoli:

In apertura, «La rivoluzione ultragalattica», di Giovanna Ferrara.
«La scrittura dei Wu Ming riempie la storia di pensieri segreti su come uscire dall’isolamento senza compromettersi con le proprie ortodossie, come non stingersi nella malattia del reducismo. Una dialettica che continua a tracimare dall’esperienza di chi sogna che il pianeta socialista sia proprio questo mondo. E siccome nella testa delle persone torna sempre la tentazione del dominio, forse davvero bisogna capire che “di rivoluzioni non ne basta una, ce ne vogliono cento”.»

A seguire, «Ottobre russo: una partita a scacchi tra terra e cielo» di Girolamo De Michele.
«Evadere dalla realtà può essere sbagliato, se il compito è distruggere la prigione: però per farlo bisogna essere capaci di immaginare un mondo senza prigioni, come Denni. E, aggiungerebbe David Foster Wallace, bisogna essere capaci di vederla, la prigione.»

Due articoli diversi anche su Left, che dedica a Proletkult quattro pagine.

Una delle ambientazioni di Proletkult: Villa Vasa a Kuokkala, oggi Repino (Russia). Qui Lenin e Bogdanov trascorsero l'estate 1907.

Villa Vasa a Kuokkala, oggi Repino (Russia).
Qui Lenin e Bogdanov trascorsero l’estate 1907

Il primo è «Bogdanov, genio eclettico sfidato dai suoi marziani», di Leonardo Filippi.
«Il personaggio che Bogdanov incontra – riprende Wu Ming 4 – è quasi una cosplayer antelitteram, che non riesce a uscire dal personaggio. Ecco, di fronte a lei, come deve porsi il demiurgo del mondo da cui proviene? Deve farle prendere coscienza che è una follia? Che ha preso troppo sul serio il gioco? Oppure è proprio questo gioco che permette alla cosplayer di portare una serie di critiche assai ficcanti alla rivoluzione che lo scrittore ha vissuto?»

Il secondo, in un lungo box di colore grigio, è un testo di Noemi Ghetti, con un titolo da far saltare sulla sedia e volare nello spazio: «Gramsci traduttore di Aleksandr Bogdanov»:
«Gramsci, che aveva fondato una sezione del Proletkult a Torino e poi era stato invitato a Mosca da Lenin, non si era rivelato un buon mediatore nello scontro finale tra questi e Bogdanov, come attesta la rischiosa traduzione di Stella Rossa condivisa con Giulia Schucht, figlia di un amico di antica data e compagno di esilio del capo bolscevico.»

Abbiamo incontrato l’autrice dell’articolo alla serata per Proletkult che si è tenuta all’ARCI Sparwasser di Roma. La quistione bogdanoviana di Gramsci è talmente succosa che la esploreremo in un post a parte, dopo ulteriori ricerche.

Per finire, segnaliamo la recensione di Fabrizio Marcucci su Umbria Left:
«Post ignorante (con in più l’eccesso di zelo del neofita.»

«Mi sta capitando di trovarmi a pensare sempre più spesso a questo tizio, il cui vero cognome è stato Malinovskij e che ne ha saputo di filosofia, di medicina, di politica, di letteratura ma che mi pare abbia messo tutto al servizio della rivoluzione (che lui non vide mai come la voleva, che lui *sapeva* di non poter vedere perché, mi pare, da quello che ho capito fin qui, considerava la rivoluzione un processo non un’acquisizione). Ma l’aspetto che me lo rende più attraente è il suo essere stato considerato un eretico. »

Nei prossimi giorni ci si vede a Verona, Macerata, Civitanova Marche, Fano.
Tutte le date autunnali del ProleTour e delle altre iniziative della Wu Ming Foundation si trovano come sempre → qui.

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2 commenti su “#Proletkult, prima ristampa. Grazie a tutte quanti!

  1. chiedo scusa. poiche’ vedo che sarete a nichelino e foggia lo stesso giorno,cioè domani, alla stessa ora, vorrei sapere, per favore, chi di voi sarà a foggia al teatro della Polvere. grazie.

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