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di Viale Umbria volava nel cielo di Milano un grumo informe di carne, ossa e merda che, colpito in pieno da una raffica di Valente Ravaleo Jr., si frantumava in aria assumendo le sembianze di un mangime alimentare altamente tossico per colombi e piccioni.
E questa fu la fine di Mario Maratea.

  Epilogo 


Una sera di relax, qualche settimana dopo la resa dei conti, me ne andavo in giro per Felsina con gli auricolari ai padiglioni, camminando a ritmo come uno sborone, tipo Shaft, ascoltando Mc Solaar e Guru rappare insieme, "Jazzmatazz vol. 1",  1993. Entrai in uno dei locali piu' cool della citta', il Sunshine Superman, e ordinai un caffe' d'orzo in tazza grande corretto con alcol puro. Mentre lo sorseggiavo, lo vidi entrare: Pavel Zoratzkij in persona. Abito bianco di lino, inconfondibile taglio Cifonelli di rue Marbeuf 31, Parigi (c'ho un cazzo di occhio, per certe cose!). Polo Ralph Lauren amaranto. Scarpe bicolori Florsheim, bianche e testa-di-moro. Si appoggio' al banco e ordino' il mio stesso drink. 
- Ehi, Zoratzkij! Ti ricordi di me? Sono la Torcia Umana dei Senza Nome, ex-Joe Jordan. Ci siamo visti qualche anno fa a una presentazione di "Uh?"
- Carissimo! - disse stringendomi la mano - Ho perso i vostri numeri, senno' vi avrei chiamati subito dopo l'uscita di "Tomahawk", per farvi i complimenti. Gran bel libro, davvero.
- Gia'. Peccato averlo dato a quello stronzo di Maratea, Che Non Riposi In Pace.
- Che strana morte, vero? Aggredito in casa sua e maciullato! A dire il vero, potrebbe essere stato chiunque. I nemici non gli mancavano. 
- Un vero enigma, quel tale. Paranoie su paranoie su paranoie e un'etica da purghe del '37, il tutto coniugato alla sciatteria piu' invereconda. Vedeva complotti dappertutto eppure era circondato da un serraglio di inaffidabili: i Granaglia, Sbandieratori, Amanda Pitali...
- Amanda Pitali? Ma perche', tu l'hai vista?
- Credo di si', ma non ricordo nulla. Devo aver avuto un malore.
- Senti, ti rivelero' una cosa che al Sarchiapone cercano di tenere insabbiata... Nemmeno Cienfuegos ne e' al corrente. - e si sporse verso di me non prima di essersi guardato intorno.
- Amanda Pitali non e' mai esistita. Era solo un'allucinazione di Maratea, una delle tante.
- Cosa? Ma...
- Aspetta, non ho finito. Tanto vale che ti dica tutto. Ti hanno mai raccontato della vacanza-studio a Berlino, nel '75? Si'? Beh, lo sai cosa faceva Maratea in quei giorni?
- Si', faceva la sentinella sul Muro e...
- No, no, questa e' la versione di comodo. In realta' lo usarono come soggetto di esperimenti. Esperimenti sul controllo mentale. Stalinisti da tutto il mondo si offrivano volontari, per la Causa. Somministrazione di farmaci, programmi di condizionamento... Esperienze da cui non si e' mai piu' ripreso. I servizi segreti della RFT hanno scoperto tutti i documenti dopo la Riunificazione. 
- E uno come lui era a capo di un'azienda? Uno che vedeva i fantasmi?
Abbasso' ulteriormente la voce e si chino' fin quasi a toccarmi la fronte col naso:
- Non era a capo di niente. La sua sotto-casa editrice era solo una facciata. Gli facevano credere di essere un editore, lo assecondavano, perche' non desse in escandescenze. 
- Ma come? I libri uscivano! Tu eri suo socio! Siamo stati nel suo ufficio!
- Io non ero suo socio. Io sono un paramedico. Dovevo stargli dietro e reggere la messinscena, stipendiato dai Granaglia. Col tempo e' diventato sempre piu' aggressivo nei miei confronti, e mi sono dovuto licenziare. All'inizio funzionava cosi': i Granaglia dirottavano su Maratea i libri impubblicabili da un marchio prestigioso come Sarchiapone o raffinato come Fra'ciche. Te li ricorderai i primi titoli: "Psicopatologia della fonduta",  "101 modi di leccare la fregna purche' sia pulita"... Poi fecero un grave errore: cominciarono a dare a Maratea opere valide ma molto rischiose e di nicchia, come quelle della Banda dei Ferdi: "Su due piedi",  "Il rinomato elisir", "Il triciclo di Keplero"... Libri che ebbero un successo inaspettato,
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