<A HREF="tomahawk006"><</A>
d'Iddio, bisogna tenerseli buoni, e poi questo simpatico happening l'ha organizzato l'amico del pollivendolo del pedicure del nostro rappresentante per la Brianza, mica potete dire di no!
- Ascolta, Mario, non ti diciamo di no, pero' scusa, ci eravamo organizzati in modo diverso, mancano tre giorni ...Potrebbe venire Mr.Fantastic, che e' li' dalla mattina...
- Ue', belli, mica vi sto chiedendo la luna! Com'e' che non recepite il discorso? Si tratta solo di arrivare qui un paio d'ore prima. E almeno Valente deve venire a firmare...
E come fai a dire di no all'unico editore che ha avuto il coraggio di pubblicare un romanzo ostico come "Tomahawk" ? Valente e Mr.Fantastic si accordarono per la firma libri.
Poi, arrivo' il gran giorno. Presentazione di "Tomahawk" a Milano e, a seguire, musica cerebro con Little Toni Negri dj, l'alias con cui l'Uomo Ragno si accostava ai piatti.
Prima di entrare all'Hulk, rapida scappatella in un bar insieme al Maratea, per far luce sulle reciproche incomprensioni. 
Per tutta la nostra requisitoria, Maratea guardo' il pavimento, facendo nessun viso a cattivo gioco. Disse solo due frasi: 
"Cosa volete, insegnarmi il mio mestiere?" 
"Amanda Pitali e' il miglior ufficio stampa d'Italia".
Al termine della chiacchierata l'unico a sentirsi rassicurato sembro' essere Valente, che confido' alla Cosa:
- Secondo me, Maratea oggi ha capito molte cose. Le incomprensioni erano solo frutto del suo amore per il whiskey e della distanza geografica. D'altra parte, e' o non e' un comunista? Ci ha fatto delle promesse, dioboia, le manterra'!
Dietro di loro, Mr.Fantastic scuoteva la testa: - Mocche', mocche': al s'e' brisa aco'rt ch'l'ha fatt al stranz pio' gross dal bs, da' retta a me!
Nonostante i caloriferi sparsi per la stanza e il calore umano di oltre cento persone, l'Hulk si rivelo' per quello che era: una gelida stamberga. Nonostante gli interventi di disturbo di un sedicente collaboratore della libreria Ca' Losca, la serata filo' via liscia.
Al termine, Maratea ci abbraccio' e bacio' tutti quanti, propose a Wonder Woman di metter su un business con le magliette griffate NoName, ricordo' all'Uomo Ragno di mandargli in lettura il manoscritto della sua ultima fatica "Maputo Punk" e si dileguo' come un vampiro nella notte meneghina.
Little Toni Negri dj riusci' a suonare la sua fantastica cerebro per soli venti minuti. Nonostante la gente ballasse a piu' non posso, i dj dell'Hulk non potevano sopportare interruzioni alla loro inarrestabile progressione musicale di reggae, ragga, roggo e ruggu. Per un'ora, sembro' che ripetessero lo stesso pezzo all'infinito. Infreddoliti, chiedemmo ai nostri ospiti di portarci in branda.
Per la strada, squillo' il mio cellulare. 
Era un SMS di Maratea.

<<Cari Senza Nome, purtroppo questo pomeriggio mi sono dimenticato di dirvi che siete delle teste di cazzo. Ne ho avuto la conferma con l'intervento sullo schiavismo portoghese a Capo Verde: i riferimenti al mio modo di intendere l'editoria erano fin troppo chiari. Per cui, vaffanculo. Non vi voglio piu' vedere. Cancellero' le vostre facce dalle foto che ci hanno fatto insieme. Non ci siamo mai conosciuti. Sono offeso. Sono dispiaciuto. Siete solo dei fighetti e non avete futuro. Mario Maratea. >>

Questa volta, l'Uomo invisibile non si lascio' trattenere. Sgattaiolo' nel bagagliaio ed afferro' la mazza da baseball.
- Andiamo - disse con un ghigno.
- Why not? - rispondemmo tutti.
In un batter d'occhio arrivammo sotto le finestre di casa Maratea. Mr. Fantastic si allungo' fino al terzo piano, ruppe il vetro e fece da pertica per la Cosa piu' un paio di ex-dipendenti del Sarchiapone che si erano uniti a noi per la rumba finale. Io accesi il mio corpo e volai fino al davanzale. Lo stesso fece l'Invisibile mentre l'Uomo Ragno si arrampicava sul muro con agilita'.
Anche in "Tomahawk", libro crudo ed estremo, ci siamo astenuti dal descrivere le scene piu' raccapriccianti. Vi bastera' sapere che, dieci minuti dopo, da una finestra del terzo piano 
<A HREF="tomahawk008">></A>