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un'avvenente libraia spiego' agli altri le sue disavventure con Maratea:
- ...Telefono e chiedo: Mercoledi' vengono i Senza Nome a presentare "Tomahawk". Noi siamo una piccola libreria. Ci date una mano in qualche modo? Risposta: "Eh, vedi, anche noi in fondo siamo una piccola casa editrice, non so, potremmo pagare agli autori il taxi dalla Stazione alla libreria, di piu' non credo proprio..." Va bene, dico, restiamo d'accordo cosi'...Tirchi di merda, penso tra me. Mi richiamano poco dopo: "Pronto? Ascolta, gli autori vengono in macchina, quindi per il taxi non c'e' piu' bisogno..." Ok, allora che fate, pagate la cena? "La cena? Nonononono, quelli a cena mica ci restano, vogliono partire subito, immediatamente, anche perche' di recente hanno litigato di brutto, quindi verranno solo in due e anche tra quei due non corre buon sangue!"
- Coooosa? Ti hanno detto cosi'? 
- Lo giuro sulla tomba di mia mamma. Poi mi fa: "Tutto a posto ci sentiamo." Riesco a bloccarla prima che agganci. Scusa, allora: niente taxi, niente cena. Che contributo date alla fine? Potete farci uno sconto sui libri, regalarcene qualcuno... "Ah, non chiedere a me, risponde, per quello devi sentire il responsabile nazionale delle vendite". Va bene, dico, d'accordo, e il giorno dopo lo faccio chiamare dal rappresentante Sarchiapone per la Toscana. Chiama da qui, dalla libreria, fa la proposta e dall'altra parte del filo sento uno che ride a squarciagola: Non se ne parla nemmeno. E dire che Heynoughty, quando siete venuti a presentare "Uh?" ci regalo' una decina di copie...Quand'e' che tornate a lavorare per loro?
Mentre eravamo a tavola, quelli dell'Hulk ci richiamarono: la data era fissata. La resa dei conti si avvicinava.

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Hulk, sulla falsa riga della presentazione di Bologna  alla Topaia Polivalente Occupata, voleva invitare a prendere parte alla serata alcuni arzilli vecchietti che, come Valente, avessero combattuto per la liberta' di altri popoli. Si poneva pero' il problema del riscaldamento: come evitare che qualcuno dei suddetti non schiattasse d'infarto tra le gelide macerie del Centro Sociale? Ebbero un'idea: affittiamo tre quattro di quei funghi riscaldanti da bar all'aperto anche d'inverno e sentiamo da Maratea se ci aiuta con le spese.
La risposta fu la consueta risata. - Ue', bau'scia, gia' sgancio di tasca mia per le locandine, volete ridurmi sul lastrico?
Certo, di solito non e' l'editore a doversi preoccupare dell'agibilita' della sala dove si presenta un suo libro, ma, insomma... - presi a pensare ad alta voce - Non e' riuscito in tre mesi ad organizzarci un cazzo, adesso potrebbe anche tirarsela di meno. Questa sera gli scrivo un'e-mail e provo a convincerlo.
Tornato a casa dall'ennesima trasferta, scrissi.
La risposta non fu proprio come l'aspettavo. Si ribadiva il no al finanziamento. E si difendeva la Mario Maratea Editore che, se non aveva organizzato nulla a Milano, tuttavia continuava a seguirci nelle nostre derive in giro per l'Italia, tutte date scelte da noi, non dalla casa editrice, e che per questo rendevano il lavoro particolarmente faticoso.
Tra le righe, si poteva leggere una sorta di rimprovero perche' ci stavamo sbattendo troppo, costringendoli a darsi da fare. 
- Ancora una volta si conferma la nostra teoria - commento' la Cosa - In questo paese l'obiettivo degli editori non e' vendere i libri. Se vendi, gli dai fastidio. L'unico obiettivo che hanno e' fallire e/o farsi comprare da Berlusconi.
- Giusto! Come dice Cienfuegos: sono una razza inferiore, bisogna solo spaccargli le gambe.
Mentre ci lasciavamo andare a queste amare considerazioni, ci giunse, via cellulare, una richiesta del Maratea: - Ue', ragazzi, ci sarebbe la Fustagnelli di Milano che chiede se, prima di andare all'Hulk, passate da loro per gli autografi.
- Autografi? Noi non facciamo autografi, scusa, abbiamo il nostro simbolo su normografo e lo usiamo solo alle presentazioni...
- Oh, cazzo, vi sto dicendo che e' una roba importante! Da Fustagnelli state vendendo l'ira 
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