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Valente si getto' fuori, rotolo' per terra fino a un cespuglio, poi si sporse puntando un'Uzi contro il pastore. Ma non era il pastore.
- Fermati Valente! Tranquillo! E' il nostro agente!
Cienfuegos, in tenuta da trekking, ci squadro' uno dopo l'altro:
- Compadres, vi vedo intossicati. E' evidente che siete stati da Maratea. Com'e' andato l'incontro?
- Questa si' e' una buona domanda. Pero' la storia gli interessa.
- Gia', la storia gli interessa - ripeterono tutti.
Che cazzo di mal di testa, pero'.
-3-

Nonostante il voto del silenzio, Cienfuegos condusse le trattative in modo brillante, fino a strappare un buon contratto. Poco prima della firma, Maratea ci telefono' e, in viva voce, fece il seguente annuncio:
- Non dovete preoccuparvi di niente. Per questo libro mi spendero' io personalmente.
Lo stesso promise a Ravaleo Jr.  
Attaccammo a scrivere "Tomahawk", sbobinando conversazioni-fiume con Valente. La stesura duro' dieci mesi, e a giugno consegnammo. L'uscita era prevista per settembre nella collana "Le Bronze". 
Dopo qualche giorno ci arrivo' l'impaginato da correggere, con allegata la prova di copertina. Telefonammo immediatamente a Cienfuegos:
- Si', cazzo, un granchio. No, non e' una foto, e' un disegno. Bianco e nero. No, non c'e' niente sullo sfondo. Si', c'e' scritto: "Senza Nome e Valente Ravaleo Jr. - Tomahawk - romanzo." Poi c'e' sta minchia di granchio, e una frase: "Un romagnolo agli ordini del Capo Verde"! Come se sto Capo Verde fosse una persona invece che un arcipelago! E che c'entra il crostaceo? Cos'e', fissato coi crostacei? Si', per favore. Mandagli un'e-mail incazzata. Facci sapere. Grazie mille. Hasta la victoria siempre!
Agganciai la cornetta e confiscai la mazza da baseball all'Uomo Invisibile, pompierando in maniera vergognosa, dicendo che era ancora troppo presto per uno scazzo, che potevamo proporre noi una copertina, che tutto si sarebbe chiarito...  
I fatti mi diedero ragione. Dopo lungo questionare, grazie alla tenacia di Mastino Cienfuegos, la querelle si risolse in nostro favore. Il granchio sprofondo' nella fogna da cui era venuto e Wonder Woman realizzo' per noi un'immagine strepitosa, ottenuta dall'intreccio tra antichi tatuaggi di indigeni capoverdiani e la mappa stradale del paesino natale di Valente. Inviammo il tutto all'attenzione del dottor Sbandieratori, boss dell'Ufficio Grafico con sede a Davao, Filippine, che produceva le copertine per Maratea. Il suddetto, ideatore del famoso granchio ("perche' Valente e' duro fuori ma tenero dentro, come un crostaceo"), tento' fin da subito di boicottarci con ogni mezzo. Arrivo' persino a sostenere che un'iguana si era mangiata il nostro file, pur di non darci soddisfazione. Alla fine, dovette cedere.
Tomahawk fece la sua comparsa in libreria. I sospetti sull'inesistenza di Amanda Pitali si rafforzarono, visti i brillanti risultati ottenuti dal suo ufficio stampa: una segnalazione su "La Cucina Italiana" e un trafiletto per "Quattroruote". Maratea cerco' in tutti i modi di tranquillizzarci,  evocando lo spirito della donna nel corso di una seduta mediatica. 
- Cazzo, ragazzi, non sentite? - insisteva battendo con le nocche sotto il tavolo - Amanda e' il miglior ufficio stampa d'Italia, che v'avevo detto?
Provai a trattenere Mr. Fantastic, ma fu tutto inutile. -Di' bn so', fante'sma, - esclamo' ad un tratto - l'e't mai ciape' in dal cul?
Senza ufficio stampa, l'unica speranza di vendere "Tomahawk" era il commercio porta a porta o, con nome piu' pretenzioso, il tour di presentazioni. Moltissime librerie, centri sociali, biblioteche, condominii, associazioni rionali e di difesa della Foca Monaca ci avevano contattato. Tracciammo al Maratea un rapido quadro delle  quasi 30 date che ci attendevano e lui, per tutta risposta, si rabbuio':
- D'accordo ragazzi, bravi, va bene tutto. Pero' dovete lasciare un po' di spazio anche per me, checcazzo, ci sono posti dove sarei molto contento di farvi andare. Ad esempio Reggio Emilia, il 9 di questo mese, e poi
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