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Ehm... - intervenne la Cosa - ma se Zoratzkij non c'e' piu', chi hai adesso come ufficio stampa?
- Avevo preso un giovanotto, un certo Paulo Beno. Sembrava in gamba, ma poi ho scoperto che era un subdolo agente sionista, lavorava per il Mossad, lo Shin Beth o qualcosa del genere. Stava organizzando qualcosa alle mie spalle, ma l'ho cacciato via prima che passasse all'azione!
- Ah. E chi ha preso il suo posto?
- Il meglio sulla piazza: Amanda Pitali.
- E chi sarebbe?
- Il miglior ufficio stampa d'Italia: se ti faccio i nomi di alcuni dei clienti che ha in carico ti caghi addosso... - Maratea conto' sulle dita: - Chantal Menard, la Donna Cinghiale, Topo Gigio, Claudio Baglioni e il poeta Brunello Robertetti! Oggi pomeriggio dovete conoscerla assolutamente. 
La sua fiducia e il suo entusiasmo erano travolgenti.
Il pranzo fu offerto dai gemelli Granaglia in forma di carta di credito. 
Ci avviammo all'incontro con Amanda Pitali. Il vino che avevo in corpo era sufficiente a farmi rivolgere domande importune:
- Senti, Mario... Chi era il tizio che abbiamo incrociato sulle scale, uno che s'era appena licenziato...
Maratea si giro' di scatto, i capelli dritti e lo sputazzo a innaffiagiardino: - Chi, quel traditore scansafatiche? Ai miei tempi l'avrei fatto fucil... ehm, cioe', insomma, cosa vi ha raccontato? Sono tutte balle! Tutte cazzate, non lo dovete ascoltare!
- Ma... Non ci ha detto proprio niente. Smadonnava tra se' e se'.
- Non vi immaginate che delusione! Sembrava un ragazzo promettente, poi si rivela un infiltrato nemico. Una pugnalata alla schiena. Lavorava per conto di Ottaviano Trappista, lo conoscete, no? Non sarete mica amici suoi?! Chi e' suo amico e' mio nemico!
Ottaviano Trappista era un autore di polizieschi, ex-militante dei Collettivi Armati per il Comunismo - Commando Hegeliano Europeo (CACCHE: acronimo infelice), fuggito in Quebec nell'81 dopo una spettacolare evasione dal carcere speciale di Alcatrace degli Abruzzi. Non indagammo i motivi per cui Maratea lo odiava, ne' chiedemmo particolari sul presunto tradimento del "ragazzo promettente". 
Mentre Maratea parlava con l'Uomo Invisibile e la Cosa, Valente mi bisbiglio' all'orecchio:
- Mo com'e' che a sentirlo, lui qui c'ha tutti sti nemici che lo infiltrano?
- Boh! Pero' il libro gli interessa... 
- Ah beh, si', il libro gli interessa... essa... essa...
Non mi sentivo molto lucido. Avevo le gambe pesanti e la saliva rovente. Che qualcuno avesse messo qualcosa nel mio vino? Che pensiero ridicolo, mezz'ora con Maratea mi aveva gia' reso paranoico? Dopo un po' cominciai a vedere doppio: due Maratea, due Valente, quattro gambe che mi trasportavano a fatica, due Mr. Fantastic che dicevano:
- An capess pio' un azidoll... Ai o' un prilan...
E due Uomini Invisibili che gli urlavano:
- Chi siete voi due? Che lingua parlate? Siete agenti nemici, vero, razza di bastardi??!
I due Valente puntavano la P38 in tutte le direzioni, senza mai puntarsela l'uno addosso all'altro.
I due Marii Maratea sghignazzavano: "Ahr! Ahr! Ahr! Ahr! Ahr!"
Dell'incontro con Amanda Pitali non avrei ricordato nulla. Esisteva davvero?. E chi cazzo era la Donna Cinghiale?
Quando mi risvegliai, eravamo sull'autostrada. Valente guidava scancherando contro i camionisti. Tutti gli altri dormivano sul sedile posteriore.
- Cos'e' successo? Dove siamo?
- Torniamo a casa. Persona interessante, Maratea! Ci siamo voluti bene subito. Abbiamo parlato a lungo. Adesso non mi ricordo bene quello che abbiamo detto, pero' gli interessa la mia storia.
Che cazzo di mal di testa... Ricordi confusi... "Ahr! Ahr! Ahr! Ahr! Ahr!"
- Gia', gli interessa la tua storia... Dove siamo?
- Tra Longobardia ed Etruria.
- Gira a sinistra dopo quei dolmen. Andiamo da Cienfuegos.
Entrando nella tenuta del nostro agente, travolgemmo un gregge e il suo pastore. Valente tiro' il freno a mano ed esegui' un impeccabile testacoda. Le portiere posteriori si spalancarono e l'Uomo Invisibile fu sbalzato in mezzo alle pecore. Risveglio brusco.
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