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tutto condito con bestemmie (l'incipit era gia' deciso: "Madonna volpe inseguita da cento Dio Cani!!!") e spezzato da intere pagine di dialoghi in dialetto ravennate. Titolo di lavoro: "Tomahawk". 
Il nostro editore, Heynoughty, era troppo serio e compassato per dare alle stampe una cosa del genere. Ci voleva un occhio di falco per intravederne il potenziale commerciale. Tuttavia, Noi Cinque eravamo sicuri che i lettori di "Uh?"  si sarebbero precipitati a comprarlo. 
Qualche sera dopo avevamo incontrato Maratea a un cocktail party letterario in cui c'eravamo infiltrati tramortendo i vivandieri e indossandone le divise. Lo spregiudicato editore ci aveva colti sul fatto mentre orinavamo all'unisono nel punch, prima di portarlo in tavola. 
- Ue', pirloni, e voi chi cazzo siete? - ci aveva chiesto.
- Ehm... Siamo gli autori di "Uh?" - avevamo risposto noi.   
Aveva la panza enfia d'alcol. Siliconata, pareva. Occhio sporgente e vitreo, nemmeno una venuzza che non fosse esplosa. Capelli grigi arruffati e una sinistra somiglianza con Cherubino Monatti, presidente dell'Ambrosiana Calcio. Rinfoderando gli arnesi nei calzoni, ci togliemmo dall'imbarazzo improvvisando che si', proprio lui volevamo incontrare, per sottoporgli un progetto. Nel corso della serata, gliel'avevamo esposto a grandi linee, mentre lui berciava apprezzamenti. Datoci il biglietto da visita aveva concluso:
- Telefonate alla mia segretaria e fissate un appuntamento. A proposito, chi e' il vostro agente?
- Ehm... Heriberto Cienfuegos.
- Ah, si'? Ma lo sapete che con me non ci parla, quel bauscia? Solo perche' gli avevo mandato un fax, peraltro molto accomodante e interlocutorio...
L'entrata dei gemelli Granaglia con un seguito di discinte nigeriane ci aveva fornito il diversivo per squagliarcela. Incontro interessante, pero'. Ne avevamo chiacchierato un po':
- Non so, a me sembra un etilista all'ultimo stadio. 
- Pero' ha espresso curiosita', cosa che un altro editore non farebbe mai e poi mai, nemmeno da sbronzo.
Il commento di Cienfuegos era stato:
- Compadres, io faccio come volete voi. Se davvero Maratea e' disposto a pubblicare un libro folle come il vostro, fissate questo appuntamento. Alternative non ce n'e'. Non appena si comincia a parlare di pecunia subentro io, e stavolta, se non rispetta ogni virgola del contratto, trovero' il modo di infliggergli dolore fisico. Pero' vi ho avvisati.
Ravaleo aveva accolto la notizia con perplessita':
- Putana d'na madona, mo cosa mi dite? Siete stati a una festa piena di pezzi di figa, montagne di figa africana, con tutta quella carne e quelle coscione gigantesche, e non mi avete chiamato anche me che a Capo Verde ne ho battezzate centinaia? Dio boia, qui non ci siamo mica capiti! Siamo o non siamo una squadra?
- Valente, non e' questo il punto. Ti abbiamo raccontato questa storia perche' Maratea sembra interessato alla tua vicenda e al nostro progetto.
- Mo sto Maratea e' un compagno si' o no? 
- Ehm... Piu' o meno. E c'ha la pilla. Di sicuro il nostro agente Cienfuegos puo' farti guadagnare piu' di quello che prendi con la minima dell'INPS.
Che e' o che non e', s'era fissato un appuntamento. Giunti in via Milza, sulle scale incontrammo un giovanotto robusto con un giaccone blu. Scendeva imprecante con le mani affondate nelle tasche, e ripeteva:
- Mai piu', cazzo. Mai piu'. Dovevo licenziarmi molto prima. Mi risparmiavo d'ingurgitare libbre e libbre di merda, e m'allungavo la vita di qualche anno. Mai piu'.
- Lavurer que'  l'a da eser cunpagn a caver la gramaggna coi dent. - commento' Mr. Fantastic.
Non certo di buon auspicio. Ci fermammo perplessi.
- Oh, massimo massimo gli guriamo un cancro e avremo perso una mezz'ora. - fu l'unanime conclusione.  
Bussammo alla porta. Ci apri' un tremolante vecchietto in divisa da Waffen-SS. Al nostro legittimo trasalire, trasali' anch'egli, si butto' una mano al cuore, divenne cianotico, rantolo' qualcosa d'incomprensibile e, caduto, rese l'anima.
- Porco dio! Mo chi cazzo e' lui qua? - Fu 
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