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allorecchio del Presidente. I collaboratori, intanto, si erano dileguati.
- Presidente e' finita. Della Ghiaia ha consegnato la valigetta. Lei e' in arresto. Pensero' a tutto io deve solo farsi da parte. E questo era lunico modo per farglielo capire -.
Il Presidente divenne improvvisamente bianco in volto. Inizio' a respirare affannosamente. Tento' di slacciarsi la cravatta. Svenne. Si affloscio' su se' stesso. La poltrona dondolava a destra e a sinistra. I piedi sulla scrivania. La sigaretta che fumava tra le mani. Tiri lenti, la nicotina che veniva gustata fino allultimo, limpercettibile crepitio della carta della sigaretta. La musica di Bach a risuonare in sottofondo per regalare a questo momento una solennita' celeste. Aspettava il Generale S., ne avrebbe reclamato il posto. Glielo avrebbe chiesto direttamente. Il ruolo nei servizi iniziava a stargli stretto, il ruolo nei carabinieri non gli bastava piu'. Sapeva gia' cosa dirgli. Il tempo passa, spazio alle nuove generazioni, grazie per tutto quello che hai fatto per me, mi ricordero' e tante altre belle parole vuote.
Entro' il Generale. Chiuse la porta alle sue spalle. Grida risuonarono per tutto il corridoio. Grida potenti. - Sei finito. Hai tradito il Progetto. Hai rovinato anni di duro lavoro. Sveleremo tutto su Borgo Maggio -. Le grida erano quelle di S., Cadorna completamente ammutolito.
Lultimo strillo. - Sei finito - e dopo un quarto dora la porta si schiuse. Il Generale, con andatura autoritaria, camminava per il corridoio. Uno sparo' risuono' rimbombo' in quel corridoio stretto e alto. Erano le dimissioni di Cadorna. Da tutto.
Capitolo 8    

di Aristos

23 settembre 

Il Presidente entro' nell'ufficio di Cadorna, il suo sorriso si era tramutato in una smorfia in cui si mischiavano rabbia e paura.
- Cadorna, cosa mi stai combinando? - Non ti preoccupare Presidente, sono solo piccoli imprevisti.
- Piccoli imprevisti? Gennaio e' scappato col suo compare Carta, Della Ghiaia e' stato ucciso, la figlia e' riuscita a fuggire, ed ora ecco qua l'avviso di garanzia della Landi per quell'affare dei Lossanto! - e getto' il foglio sulla scrivania di Cadorna.
- Non ti preoccupare, ti dico che ho tutto sotto controllo. Tu continua a presenziare alle cerimonie in programma, al resto penso io. Ormai era chiaro: nel disco arancione lasciato da Della Ghiaia c'erano le prove che il Presidente era coinvolto nel delitto dei Lossanto, e lei, integerrimo magistrato dottoressa Landi, aveva firmato l'avviso di garanzia al Presidente, aveva avuto questo coraggio, ed ora non poteva piu' tirarsi indietro.
Ma perche' era accaduto tutto questo? Chi aveva ucciso Della Ghiaia e perche'? Chi voleva stroncare il Presidente? E dov'era finita Lea Della Ghiaia, fuggita anche dalla caserma dei Carabinieri? E quel Carabiniere che aveva disertato gli ordini di Cadorna, perche' era li', a farsi ammazzare anche lui?
Ma tutte queste domande non avevano seguito, non potevano averlo, e la dottoressa Landi riprese il suo incartamento per studiarlo, domani avrebbe interrogato il Presidente, gli aveva concesso un incontro privato, per fortuna era riuscita a non far trapelare la notizia dell'avviso di garanzia, doveva, voleva, fare il suo dovere, ma con tutta la cautela possibile.
24 settembre.
Cadorna nel suo ufficio leggeva il giornale compiaciuto: le visite del Presidente, il seguito di folla che l'accompagnava, il suo sorriso stampato in prima pagina; e poi in cronaca un breve articolo non firmato: - Terribile incidente sull'autostrada, due macchine si sono scontrate e poi sono precipitate nella scarpata, nessuna speranza per gli occupanti: la dottoressa Landi, magistrato della procura locale, e un certo avvocato Migliori, un tempo conosciuto per aver difeso alcuni terroristi -.
- Ahahah! Lo dicevo che avevo tutto sotto controllo. E adesso la carica di vicepresidente non me la toglie nessuno. Ahahah! -
Ma nel bar dell'aeroporto di Zurigo Lorenzo Carta leggeva quello stesso giornale e quello
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