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mano alle forze dellordine. Ce' tutto il materiale per la sua indagine. Potrebbe andare perso
Un attimo di silenzio. La dottoressa cercava di inquadrare, tra mille piedi e il cadavere coperto, la valigetta di cui parlava la voce. Era proprio a fianco al cadavere. I carabinieri stavano facendo i rilievi del caso. Da dove partiva lo sparo, doverano andati a finire i proiettili e come madonnari caravaggieschi tratteggiavano con il gesso a terra tutte le sagome di questomicidio.
- La valigia la prendo io per le indagini che sto conducendo.
- Dottoressa non si possono sequestrare le prove
- La stava portando a me lavvocato. Non si preoccupi parlo io con i suoi superiori  e con gesto rapido si chino' e prese la valigetta. Saluto' con un sorriso appena abbozzato. Rientro' in Procura.
Era rientrato in azione lo Spirito di Servizio.
Capitolo 8    

di Ermete Cinquere' Glanzid

- Dottoressa Landi. Che dire finalmente siamo giunti alla verita'. La morte di Della Ghiaia non e' stata inutile.
- Eh si... comunque. e' stato terribile.
- Terribile e' la parola esatta. Un grande uomo che si e' riscattato da quello scandalo che, due anni fa, lo taglio' fuori quasi definitivamente dallo scenario politico -.
- Be adesso torniamo a noi ed al mandato darresto lho preparato, dovreste soltanto consegnarglielo -. 
- Sara' fatto. Me ne occupero' io di persona. Domani, dopo il comizio, lo aspetteremo dentro il Palazzo Comunale -.
- Mi raccomando. Non fate come quella volta che qualche suo collega gli consegno' lavviso di garanzia durante un grande evento sa come strumentalizzare le situazioni per mandarle a carte quarantotto -.
- Non si preoccupi. So come trattare con certa gente. Ho una certa esperienza. Dovrebbe saperlo -.
- Lo so, lo so. La prudenza non e' mai troppa -. La conversazione fini'.
Cadorna guardo' fuori dalla finestra del suo ufficio, con la cornetta ancora in mano. Incantato. Il suo progetto stava prendendo forma. Il traguardo era vicino. Domani sarebbe toccato al Presidente finire sotto le sue grinfie dopo unopera di accerchiamento lenta, inesorabile ed a tratti violenta. Soddisfatto prese dal pacchetto sulla scrivania una sigaretta ex light. Il fumo uccide come tante altre cose e sorrise mentre faceva un tiro profondo. La giornata era splendida. Un sole caldo, aria secca. La divisa delle grandi occasioni non dava particolare fastidio. Cadorna si stava godendo lombra sotto il porticato, passeggiava avanti ed indietro, mani incrociate dietro la schiena che stringevano il mandato darresto che era andato a prendere qualche ora prima. Sentiva il discorso del Presidente. Il Paese Nuovo. Il Paese che stava costruendo a fatica tra mille insidie. Sorrideva. Cera qualche collaboratore che lo guardava incuriosito. Qualcuno forse aveva capito lantifona. Cadorna era scaltro. Aveva telefonato allo stretto collaboratore del Presidente preannunciandogli la fine di questultimo. Il mandato darresto. Laveva convinto a non opporre resistenza e a non avere fretta di avvisare il suo capo. Cera posto anche per lui nel progetto di Cadorna.
Il Presidente fini' il discorso. Scese dal palco dopo essersi beato tra i 15 mila applausi fatti dalla clamorosa claque che i suoi avevano saputo mettere in piedi. Si avvicinava contornato dalla folla. Davanti a lui il traditore. Giuda. Ad un'occhiata di Cadorna si fece da una parte. Il Presidente lo vide e sorrise. Pensava fosse li' per preannunciargli la riuscita del piano NEA. Non glielo aveva detto che si doveva Neutralizzare il Presidente, Esercitare la Forza e Arrivare al Potere. Eccolo. il vero piano NEA. Il Presidente lo prese sotto braccio.
- Allora? Tutto risolto? -.
- Presidente. Qualcosa non e' andato. Sono venuto qui io per portarla in caserma. Lei e' in arresto -.
- Cadorna sempre voglia di scherzare? -. Gli consegno' il mandato darresto. Il Presidente lo lesse velocemente. Bastavano le prime righe.
- Cosa ca -. Cadorna si abbasso'. Inizio' a sussurrare qualcosa
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