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tempo - rispose Carta - Dov'e' la ragazza - chiese Porzio Migliori.
Alfano fece una faccia stranita, l'avvocato capi' immediatamente che non sapeva che quello era il carcere di Lea Dalla Ghiaia. Dopo averlo ammanettato al corpo di Semprepronto Carta posiziono' un ordigno alla porta d'ingresso, quindi telefonarono a Cadorna per informarlo della presenza di Alfano nel casolare. Cadorna corse di filato dal disertore, in preda al panico, guido' a velocita' folle. Fermo' la macchina a pochi passi dallo stabile, scese e con passo accelerato ando' verso l'ingresso.

Lea, vestita con una divisa di almeno due taglie piu' grandi ed una tazza fumante tra le mani chiamo' nuovamente il cellulare del padre, dopo tre squilli rispose una voce femminile. La dottoressa Landi la informo' della morte del padre, le disse di aspettarla e si avvio' verso la caserma. Cadorna mise la mano sulla maniglia, l'abbasso'. Solo un lampo e due vite sparirono. La dottoressa Landi arrivo' in caserma, chiese di poter vedere Lea e fu accompagnata in una delle due camere di sicurezza dove stava riposando la ragazza. L'agente che precedeva la dottoressa apri' la porta. Lea Dalla Ghiaia si era impiccata dopo la notizia della morte del padre.

La pioggia continuava a battere, Gennaio e Carta si stavano allontanando dal casolare il piu' in fretta possibile, una curva, una seconda ed un'Audi che arriva contromano nel tentativo di superare un tir. L'impatto fortissimo, Gennaio muore sul colpo, Carta si sente sbalzare dal sellino, un volo di venti metri circa, al momento dell'impatto al suolo.

Lorenzo Carta apri' gli occhi e vide che fuori dalla finestra, attraverso i rami frondosi degli abeti piantati in giardino, filtrava la luce d'una giornata tersa e penso': - non sono tagliato per il gioco in borsa, lo stress per storia della Sombrerotel mi sta facendo impazzire dieci notti di incubi, cosa raccontero' oggi al ragazzo del bar? 
Capitolo 8 

di Glanzid

La Ducati sfrecciava nel traffico. Carta cercava di accompagnare larmonico dondolamento della moto durante le curve che Gennaio prendeva risparmiando gas.
- Siamo quasi arrivati  disse il guidatore appena si fermarono ad un semaforo. Lorenzo batte' una mano sul serbatoio, da un lato per far capire che aveva sentito, dallaltra per comprendere se aveva ancora la piena padronanza degli arti superiori.
- Dici che funzionera'?  aprendo la visiera del casco nero che gli stava stretto.
- Fidati. Non ne ha mai sbagliato uno  Gennaio gli aveva dato, come conferma del concetto, una pacca sulla coscia. Ripartirono. La Landi arrivo' tutta trafelata sul luogo dellattentato con tutti i collaboratori e i dipendenti della Procura dietro. In parecchi avevano chiamato sia le forze di polizia che i soccorsi sanitari. Nessuno riusciva a credere ai propri occhi. Lo spirito di servizio, in questi frangenti, serviva a ben poco. Usciva fuori la donna, lessere umano che era in lei. Affioravano inevitabilmente i sentimenti. Debolezza, delusione, sconforto. Allarrivo dellautoambulanza erano tutti ancora attoniti nel guardare la scena. Subito dietro la gazzella dei carabinieri. I soccorritori andarono subito verso il cadavere per prestare le prime, eventuali, cure. Un infermiere tasto' il polso subito dopo aver aperto la valigetta. Scosse la testa. Non cera niente da fare. Della Ghiaia era ufficialmente morto.
La Landi si stava ricomponendo. Doveva portare a termine linchiesta per cui lavvocato era morto. Una voce allimprovviso provenne dalle sue spalle.
- Dottoressa  e qualcuno le mise una mano sulla spalla. La voce era delicata e profonda. Un lieve accento napoletano  dottoressa, non si giri  quando la Landi aveva tentato di guardare in faccia il suo interlocutore.
- Chi e' lei?  e la procuratrice alzo' la voce. - Non strilli. Vango da parte del Generale Sindrana. Servizi Segreti  e fece scorrere il tesserino davanti alla dottoressa. Tesserino, ovviamente, sprovvisto di foto identificativa  non lasci la valigetta in
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