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non ha piu', ed i suoi pensieri vanno indietro nel tempo a vent'anni prima, a quando era un adolescente spensierata e carina e tutto il mondo era ancora nelle sue mani, e nei suoi sogni viveva con i genitori benestanti in una casa bella e confortevole, sua madre non si era ancora ammalata e suo padre non viveva nella paura che qualcuno potesse fargli del male. Poi da un momento all'altro la sua vita era completamente cambiata; suo padre e sua madre erano morti, e a Lea era crollato il mondo addosso. Aveva passato molti anni bui, ma era riuscita a venirne fuori.
1 ottobre 2003 L'avevano trovata che vagava per le campagne di un paesino lontano da casa , non si ricordava chi era ne' perche' fosse li', aveva una mano fasciata da una benda sporca e sfilacciata, l'avevano portata in ospedale e curata, sia fisicamente che psicologicamente. Lea si scosse dai suoi pensieri, fini' di bere il suo caffe', si mise ad ammirare il panorama che dalle ampie vetrate del suo appartamento le appariva superbo, le nuove Twin Towers spiccavano imponenti dominando di nuovo Manatthan, e lei guardandole si senti' finalmente serena.
Capitolo 8    

di Peggio Bestia

Alfano fece una decina di metri e si fermo', portando il cambio a folle. Guardo' la Ducati diventare un puntino sempre piu' piccolo, sempre piu' lontano: ad ogni suo respiro quella era schizzata in avanti di altri duecento metri, forse anche piu', perche' tirare aria dentro i polmoni era diventato dun tratto terribilmente faticoso, e gli sembrava di dover inspirare per un tempo innaturale prima di catturare con la bocca spalancata la quantita' dossigeno sufficiente per non abbandonarsi al tremore. Prima di parlare, perche' avrebbe parlato, e prima, quindi, di concedere allevidenza tutti i suoi crismi, alzo' lo sguardo sul retrovisore e vide la piccola ragnatela disegnata attorno al foro dentrata sul lunotto posteriore. Come se non bastasse a persuaderlo, si piego' leggermente in avanti e fece scendere la mano sulla schiena muovendo le dita come zampe dinsetto, fino a trovare il punto in cui il tessuto del giubbotto diventava umido, caldo, appiccicoso. Davanti niente, la stronza era rimasta dentro. Resto' a fissare la mano aperta, poggiata col dorso sul ginocchio, per qualche secondo.
- Cartabrutto cazzone - penso'. Della Ghiaia cominciava ad attirare lattenzione dei passanti. Alfano, immobile, li guardava mutare espressione dimprovviso, portarsi le mani alla bocca, spalancare gli occhi o distogliere lo sguardo; una ragazza aveva affondato la faccia nel piumino del fidanzato, unaltra dava di gomito alle amiche, una coppia di mezza eta' era restata come pietrificata dallaltro lato della strada. Senza staccare gli occhi da quei due Alfano disse: - Mhanno preso. Gli occhi delluomo riflessi nello specchietto, in quellistante, si piantarono dritti nei suoi. Sveglia. Muoversi. Controllo' se qualcuno dei ragazzi si stesse avvicinando o si fosse accorto di lui: tutti in circolo attorno a Della Ghiaia. Sagome piegate, accovacciate, protese verso il corpo ancora caldo dellavvocato. La Landi inginocchiata sullasfalto. Un agente di una ventina danni, piantato in mezzo alla strada, che si sbracciava invitando gli automobilisti a non fermarsi: - Circolare! Circolare! -.
E circoliamo. Inseri' la freccia, aspetto che si aprisse un varco e si immise nel flusso. Teneva il volante e cambiava le marce con la stessa mano. Che problema cera. Il proiettile era stato rallentato prima dal vetro poi dal sedile. Come cazzo fosse finito nella sua schiena era cosa che, a ronzarci sopra e restarci appiccicati, avrebbe fatto montare una rabbia che proprio non poteva permettersi, ma che, lo sapeva, piu' prima che poi avrebbe vinto. Il buco faceva comunque un male cane. Gli rendeva difficile muovere il braccio sinistro. Gli accorciava il respiro. Lo avrebbe steso nel giro di qualche ora. Ma tolto questo, andava tutto bene. 
Una delle valige che aveva preparato in quella mezza giornata in cui si era costretto a
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