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il motorino e parte per andare al suo appuntamento. Arrivata davanti al bar vede parcheggiato poco distante il fuoristrada di Silvana. Si guarda intorno per vedere se ci sono anche i suoi gorilla, fa un giro intorno all'isolato per precauzione, non vede nessuna auto blu. Bene, - pensa Lea - ho il campo libero -. Parcheggia la moto ed entra nel bar.
- Ciao Lea - esclama Silvana vedendola entrare. 
- Ciao Silvy - risponde Lea.
- Prendiamo un caffe'? -.
- Volentieri - risponde Silvana - ma cosa ti e' successo alla mano? - esclama sorpresa Silvana osservando la mano fasciata di Lea.
- Oh, niente, uno stupido incidente, mi sono tagliata con un coltello mentre stavo preparandomi un sandwich. Senti Silvana - dice Lea cambiando argomento in fretta - stavo pensando che mi farebbe piacere se tu venissi con me a vedere il rustico che mio padre ha comprato e che ho intenzione di risistemare, vorrei che tu mi dessi un parere, so che sei iscritta ad archittettura e che lavori nello studio di un architetto, quindi chi meglio di te? -.
- Ti ringrazio della fiducia, ma ricordati che sono sola mente al primo anno di universita' e che sono solo sei mesi che lavoro nello studio dell'architetto Olivieri, non credo di poterti essere molto utile... Pero' mi fa comunque piacere accompagnarti e vedere il tuo rustico, dunque quando vuoi non hai che da dirmelo - concluse l'amica di Lea.
- Senti Silvana, io pensavo che se non hai altri impegni potremmo andare anche adesso, che ne dici? -.
- Certo, perche' no? - acconsenti l'altra.
- Bene, allora seguimi con il tuo fuoristrada, io ti precedo con il mio motorino -.

Lorenzo Carta si sentiva come svuotato. Tutti gli ideali finiti nel nulla. Era un assassino, ecco che cos'era, c'era una ragazzina che era diventata orfana per colpa sua, lui non era meglio degli altri, non era migliore di chi aveva ucciso la sua donna, e la sua vendetta tardiva aveva un sapore amaro. La sua compagna non sarebbe tornata, e neanche il bimbo che portava in grembo sarebbe mai nato, suo figlio, che ora avrebbe avuto la stessa eta' della figlia dell'avvocato. Aveva creato solo altra infelicita'.

Lea e Silvana erano arrivate.
- Beh, che ne dici, e' un po' malandato ma il posto e' carino no? - fa Lea rivolta alla sua amica e indicando il rudere.
Silvana si guarda intorno incredula e delusa, davanti a se' c'e' una bicocca squallida che neanche i barboni vi passerebbero la notte, ma non vuole offendere Lea e quindi con voce un po' incerta gli risponde - Lea, non si puo' certo dire che sia un castello, ma con i mezzi adeguati e la gente giusta si puo' far diventare qualcosa di carino -.
Lea di rimando - Si', lo so, c'e' da sistemare un po' tutto, e non e' certamente una reggia, ma sai Silvana, mio padre non ha i soldi che ha tuo padre, e quindi noi un castello non ce lo possiamo permettere - ribatte Lea con durezza. - Pero' mio padre non e' neanche un assassino come lo e' tuo padre - rincara Lea.
Silvana sbalordita guarda Lea che le si avvicina con un'aria tremendamente strana e minacciosa.
- Lea, cos'hai, perche' dici queste cose su mio padre? - Ma Lea ormai non ascolta piu'; ha uno sguardo assente ed una strana luce negli occhi. Silvana cade a terra senza fare in tempo neanche ad urlare...

La notizia e' su tutti i giornali. Grande disgrazia a casa del presidente, la sua terzogenita Silvana e' stata trovata morta in un cascinale alle porte della citta', morta per soffocamento, si pensa ad un omicidio. Ancora sconosciute le cause ed il movente dell'assassino che non e' ancora stato individuato. Si sospetta un complotto terroristico ai danni del nostro Presidente in carica. Il Presidente, profondamente addolorato, si e' chiuso all'interno della sua casa circondato dai suoi cari ed ha annunciato il suo ritiro definitivo dalla vita politica.

1 Maggio 2023. Lea si e' alzata tardi oggi, e' giorno di festa e il suo studio legale e' chiuso. Ancora insonnolita va in cucina e si prepara un caffe'; mentre lo beve si guarda il dito che 
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