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andranno tutte le mie amiche!
- E va bene. Lo sai che non posso resistere quando usi quel tono.
- Grazie, tesoruccio. Passami a prendere alle otto. Ti do tanti bacioni sulle tue orecchione!
Topolino riaggancio'. Lo attendeva una serata di sbadigli. Non poteva nemmeno chiedere a Pippo di accompagnarlo. Decise di chiamare Orazio.
- Pronto, Orazio? Come va con la tua nuova puledrina? Ah, ti ha regalato un basto di Ermenegildo Zegna? Sei un cavallo fortunato. Senti, non e' che voi due verreste allopera stasera? Minnie mi ha appena incastrato... Pensavo che mentre le ragazze si guardano sto famoso tenore, noi potremmo berci qualcosa nel foyer. Ci stai? Grazie, sei un amico! Ci vediamo allingresso del teatro alle otto e un quarto.
Topolino torno' in cortile e riprese a falciare. Il poliziotto di quartiere sbuco' da dietro langolo, e Topolino lo saluto':
- Buon pomeriggio, agente. Come va il giro di ronda?
- Tutto tranquillo, Topolino. Ma ho saputo che poco fa hai arrestato due delinquentelli. Non ti fermi proprio mai, eh?
- Devo insegnare ai bambini che il crimine non paga. E mio dovere dare lesempio!
Dal buco nella palizzata entro' Pluto, contento di aver trovato un nuovo osso. Topolino lo guardo' fiero: quel cucciolo cresceva a vista docchio, e gli avrebbe sicuramente dato molte soddisfazioni. Ad un tratto senti' qualcuno belare il suo nome: - Topolino! Topolino!
Era la sua vicina di casa, la signora Goodtime. Suo marito, Er Pecora, era un pilastro della comunita' di Topolinia, un grosso montone nerboruto che da tempo conduceva una fiera lotta contro il degrado della vita cittadina. Grazie a lui, agli incroci non si vedevano piu' zingari ne' lavavetri.
- Topolino, ho finito lo zucchero e tra pochi minuti verranno alcune amiche per giocare a canasta. Non potresti prestarmi qualche zolletta?
- Ma certo, Mrs. Goodtime. Se ce' una cosa che non mi manca e' proprio lo zucchero!
Rientro' in casa e rimase di sale: seduto sulla sua poltrona preferita cera un grosso ippopotamo, vestito di colori sgargianti, che lo fissava con un sorriso enigmatico. 
In una frazione di secondo, tutto cambio', scomparvero la casa, il cortile, la signora Goodtime, la giornata di sole...  
Topolino e il misterioso ippopotamo erano in una citta' semi-distrutta, sotto un cielo plumbeo, circondati da macerie fumanti. Donne correvano tenendo in braccio i loro bambini, e venivano freddate dai proiettili di misteriosi cecchini. Topolino senti' unesplosione alle sue spalle, seguita da urla strazianti. Quando si giro', vide frutta e verdura sparpagliata, bancarelle rovesciate, corpi da cui uscivano densi rivoli di sangue scuro. 
Poco piu' in la', un gruppo di uomini armati in tuta mimetica sfondo' a calci il portone di un palazzo. Uno di loro entro' e usci' trascinando per i capelli una ragazza urlante. I miliziani le strapparono i vestiti di dosso e la violentarono a turno. 
Doveva essere il mondo reale, oltre le colonne dercole delle tavole disegnate. 
Topolino capi', e accetto'. Che cazzo, non si puo' vivere di solo zucchero, anche se ti pagano bene. E in ogni caso, non si puo' presidiare una pseudo-realta' che perde via via consistenza.
Guardo' lippopotamo. 
Ntumbi annui', gli appoggio' una mano sulla spalla e disse:
- Nulla sara' piu' come prima.
Poi scomparve. Uno dei miliziani si giro' verso Topolino:
- Compare, se vuoi unirti a noi qui ce' carne fresca per tutti!
Topolino si strinse nelle spalle, sorrise e disse:
- Echeccazzo, perche' no? Finche' dura, tanto vale godersela. 
Per la prima volta in settantadue anni, respiro' a pieni polmoni laria della vita reale: odore di zolfo, benzina, sangue e paura. Una sensazione meravigliosa. E che figurone avrebbe fatto, in tenuta mimetica. Alzo' le braccia al cielo in segno di trionfo, rise da squarciarsi il petto e grido':
- Vaffanculo tutti, DESTROY!!!
Si getto' a capofitto sulla ragazza. Era finalmente nato.

THE END.





Aprile-maggio 2000 (revisione: agosto 2000). All Rights
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