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Lanciato a tutta manetta sul lungo viale alberato, il grizzly A punta su di noi cavalcando una Harley. Il ruggito che prorompe dalle fauci si mescola a quello della moto. Quando e' ormai a pochi metri, sporge una zampa enorme e con un colpo secco da campione di polo spedisce Minnie sullaltra corsia. La poveretta batte la testa e perde i sensi, sfigurata dagli artigli del bestione. Lorso biker inverte subito rotta, facendo perno sul piede, di nuovo verso di me, ancora la zampa protesa, questa volta per sollevarmi di peso e sistemarmi al volo sul posto del passeggero. Ingrana la marcia e si allontana in impennata a piu' di cento allora. Nella confusione, il buon vecchio cannone scivola sullasfalto.
Osservo il muso antropomorfo incorniciato nello specchietto retrovisore: indossa un casco elmetto nero con adesivi di corna vichinghe e occhiali da sole con montatura a goccia. I peli del mento, lunghi una spanna, sono ossigenati e annodati in treccine. Un chiodo di pelle nera contiene a stento le spalle gigantesche. A giudicare dalla schiena, sara' piu' di due metri.
- E tu chi cazzo saresti? - domando urlando, dopo averlo studiato da capo a piedi.
- Io? Io sono il cattivo, bello!
- Il cattivo? Ah. E io da che parte sto?
- E quello che dovrai decidere, Top, sei abbastanza grande ormai, no?
Con un colpo di polso da' una botta al gas e la Harley schizza via verso la tangenziale. Il rumore diventa assordante, impossibile proseguire la conversazione. Indosso la radiocuffia che il grizzly mi porge oltre la spalla. Le urla di Bon Scott sfondano i timpani. 
'Highway to hell, sdren sdren, Highway to hell' 

La tana dellorso e' una casetta di legno e sasso sulle montagne di Topolinia. Un luogo tranquillo e isolato, immerso tra gli abeti e le rocce. Sprofondo su una poltrona in caribu' molto piu' grande di me, nella sinistra un bicchiere di vermouth, la destra infilata nelle braghe. Il fratello cattivo dellorso Yoghi si accende la canna che ha appena rollato e attacca con le spiegazioni. Ormai cho fatto il callo.
- Si', sono anchio un Canale Comunicativo, ma se preferisci puoi chiamarmi Wyatt, come Capitan America. I bastardi della Disney pensavano di essere gli unici a poter accedere a questa intersezione tra piani di realta', e invece eccomi, e se permetti, tra il vecchio Wyatt e Minnie ce' la sua cazzo di differenza.
Butto giu' il bicchiere e me ne verso un altro. Con una manata nervosa sul telecomando sfratto dalla stanza i suoni distorti dei Black Sabbath.
- Bando alle presentazioni, Capitan Harlock, vedro' di chiamarti come mi tira il culo, ma vedi di spiegarmi chi cazzo sei veramente.
I denti dellorso in un colpo solo stappano la sesta birra: - Il Canale che rappresento e' stato aperto da Jack T., un disegnatore che fino allaltro ieri lavorava per la Disney.
Ricordo le parole di Minnie: - Chi, il sabotatore?
- Gia'. Il primo ad intuire che per una serie di motivi il tuo personaggio stava per diventare autocosciente. Per stimolare il processo bisognava disegnare una storia in cui venisse fuori la tua vera personalita', quella censurata da decenni di buonismo disneyano. Jack T. ha scritto quella storia, ma non e' andato oltre la terza puntata, quella dellincontro tra te e lo yak tibetano. Lhanno beccato sul piu' bello
- Fammi capire: le stronzate degli ultimi giorni sarebbero opera di questo Jack T.? Il Barrio Savana, J Strong K, Ntumbi, le Pantere Vere, Silvio Wild e quel bue peloso crapapelata? Fanculo il canale comunicativo, fammelo incontrare a tu per tu, Jack Testadiminchia, ho due cosine da dirgli in privato.
Capitan Findus si sta agitando. Si alza in tutta la sua mole e attacca a girare per la stanza con passo nervoso. Le assi di legno scricchiolano sotto gli enormi anfibi militari. Di colpo si ferma, incrocia le braccia e mi fissa senza parlare per un minuto buono.
- Allora, Capitano Achab, hai perso la lingua?
- Stammi a sentire bene, topo. Loccasione che Jack ti ha offerto su un piatto dargento e' qualcosa di
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