<A HREF="pantegane012"><</A>
insieme alle cose che aveva amato. Il suo cane Z, un pitbull. Un mazzo di carte con quattro assi a formare il punto auspicato. Auto sportive. "Uno di meno", pensai. Odio quei vandali del cazzo. I muri dovrebbero restare del colore originario: fa parte della mia idea di ordine, come la scala evolutiva, i sessi al loro posto e tutto il resto. E poi, quando i muri sono imbrattati di scritte, messaggi e graffiti, puoi star sicuro che svoltato l'angolo incrocerai la tua parte di guai.

La mia parte di guai non si fece attendere. Non avevo nemmeno dovuto svoltare l'angolo. Una Cadillac del '75, azzurra, mi si accosto' e il volto enigmatico di un armadillo antropomorfo mi rivolse un gelido sorriso. 
- Sei fuori zona, frocetto bianco del cazzo. 
L'accento ispanico feri' le mie orecchie di topo WASP ben educato. Intanto il conducente faceva sobbalzare l'auto sugli ammortizzatori, sapete, come fanno i negri sulle loro macchine del cazzo. Analizzai la situazione. Erano in quattro, un armadillo, due cani e un puma. Coperti di gioelli, platino e 'ghiaccio', come chiamano i negri-del-cazzo i brillanti. Reti per capelli in testa (che cazzo! quali capelli?) vistose camicie e tatuaggi in bella vista. Gli animali ispanici avevano uno status intermedio tra i locali e gli esotici. Tendevano a simpatizzare per questi ultimi, e avevano gang potentissime. E merda, questi sembravano pericolosi. Il puma si sporse dal finestrino posteriore e mi rivolse un sorriso ancora piu' minaccioso. I canini di platino scintillarono al sole. 
 - Vamos a comerte el culo, cabron! - ruggi' il bastardo. Inchiodai, lasciando quaranta dollari di gomme sull'asfalto infuocato. La Cadillac prosegui' per una decina di metri, poi piego' a destra per accostare mentre io innestavo la retro e giravo la mia auto tra il fumo e il cigoli'o dei freni e dei copertoni. Benedissi il corso di guida veloce, mentre i quattro bastardi uscivano dall'auto spianando il loro arsenale. Avevano piu' artiglieria addosso di un plotone della Guardia Nazionale. Ma avevano poca mira. Cani, puma e armadilli non ci vedono bene, da distante. E' per quello che nei drive-by shootings quei pezzi di merda usano sempre il mitragliatore. Per stare nel sicuro.

Stavolta l'AK 47 lo avevano lasciato a casa. L'avventura era costata un paio di buchi nella carrozzeria e quattro copertoni seminuovi. Poteva andare peggio, decisi, ma mi resi conto di essermi mosso senza avere in mano nessuna chiave, proprio io che amo giocare solo quando la mano e' assolutamente vantaggiosa. Non sapevo dove cazzo andarlo a cercare quello stronzo nero di J Strong K, non avevo informatori in quella zona della citta', e non sapevo quindi dove dirigermi. In piu', degli ispanici di mia conoscenza non mi avrebbero certo fatto le feste, se li avessi incrociati di nuovo. Risalendo il viale verso il mondo civile accostai l'auto presso una cabina telefonica e chiamai Basettoni. Gli feci il resoconto dettagliato delle ultime due ore, e quando lo misi a parte dei miei dubbi, il vecchio bastardo se ne venne fuori con una bella sorpresa. 
 - Niente paura, Top, per una volta quel cane di Manetta ne ha combinata una giusta. Ho qui in mano un rapporto della squadra investigativa. Pare che l'ultimo quartier generale delle Pantere sia localizzato in un magazzino abbandonato all'angolo tra la tredicesima e Washington Avenue. 
 - Ho bisogno di parlare al bastardo, commissario. Dietro questa faccenda c'e' qualcosa di grosso, di molto piu' grosso che un carico d'armi o la figlia di un aristocratico inglese del cazzo. Qualcuno ci sta manovrando tutti, temo - Non so come, quell'illuminazione si era fatta strada nel mio cervello e la bocca aveva pronunciato quelle parole non appena la consapevolezza s'era fatta chiara.
 - Non ti preoccupare, Top. Anche se le tue azioni sono un po' in ribasso, mi fido sempre del tuo fiuto. Convergeremo li' in forze. Ci vediamo tra un ora. Ti garantisco che parlerai col bastardo, se credi che possa servire. Metteremo sotto assedio il loro covo e ce 
<A HREF="pantegane014">></A>