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non conoscere, dato che lavori per lui: Clarence Crispin Abercrombie III, duca di Aldington e Harewood.
Un nome da ricchione. Mai sentito nominare. Mai lavorato per un inglese. Mai lavorato nemmeno per un ricchione. Quei tre dovevano essere degli psicopatici. Mi avevano certo scambiato per un altro topo investigatore. 
- E chi cazzo sarebbe? 
- Basta con gli scherzi, ratto di fogna! Sappiamo quasi tutto di te. Sei un ex-sbirro cacciato dal Dipartimento per corruzione e indegnita' morale, ma chissa' come hai ancora degli agganci poco chiari, e li usi per il tuo nuovo lavoro da investigatore privato. Questo signore dal nome altisonante ti ha assunto tre giorni fa per indagare sulla scomparsa di sua nipote Rosamond, almeno questo e' quello che hai raccontato agli sbirri. 
Non era vero. La situazione era sempre piu' ingarbugliata. Colsi una lieve allusione a talpe in Questura. In effetti, in Questura lavorava si' una talpa, ma alla Buoncostume. 
- E sti cazzi? A parte che non so di cosa stai parlando, voi che centrereste con la nipote di questo frocio?
- Sei patetico, pantegana. Neghi levidenza, ma non ti servira' a niente. Ti sei messo in testa che centrava la tratta delle bianche o qualche altra cazzata del genere, ieri hai convinto il tuo amico Basettoni a fare irruzione in un magazzino del porto, cosi' la polizia ha messo le mani su qualche centinaio di casse in partenza per lAfrica occidentale, merce di quella che fa Bang! Bang! o Rat-ta-ta-ta-ta. Bene, vogliamo sapere se il raid e' stato una semplice combinazione, o se ce' sotto qualcosa e ne sai di piu', vale a dire: per chi lavori davvero?
Non avevo la minima idea di cosa stesse succedendo. Io stavo indagando su tuttaltro, mi aveva assunto una casalinga preoccupata che suo figlio si facesse le pere e che il marito la cornificasse con la tipa che vendeva le dosi al ragazzo. Ero impegnato in un doppio pedinamento insieme al mio socio Pippo, un cane antropomorfo che nel XXI secolo veste ancora come un disoccupato della Grande Depressione. 
Quando hai scartato tutte le ipotesi impossibili, lunica che rimane, per quanto improbabile, devessere quella giusta. A quel punto ero sicuro dello scambio di persona, ed ero anche certo di avere a che fare con tre incompetenti troppo sicuri di se', per giunta di idee sovversive, probabilmente vicini a qualche guerriglia di negri pazzoidi. Non ci sarebbe stato modo di convincerli che non centravo, qualunque cosa avessi detto. Che fare?


- 2 -

Quel sabato era cominciato con una sequela di inconvenienti: non avevo sentito la sveglia; i vigili mavevano rimosso la macchina e avevo dovuto pagare quaranta dollari per ritirarla al deposito; quandero arrivato da Pippo, era riverso nella vasca a vomitare, mentre due troie si rivestivano e gia' che cerano ripulivano la casa dallargenteria e dal contante sparso qua e la'. Avevo strapazzato un po le scrofe, ammanettandole a un termosifone, poi avevo sbattuto la testa di Pippo sotto il rubinetto dellacqua fredda, e gia' che cero mero fatto fare un bocchino gratis (dalle porche, mica da Pippo). 
Avevamo deciso di tenere prigioniere le puttane per sollazzarci di ritorno dal pedinamento. Siccome era figa servita su un vassoio dargento, mera venuta unidea buffa: anziche' un bavaglio o nastro adesivo, una mela in bocca. In citta' sono noto per il mio umorismo macabro.
Eravamo usciti con piu' di due ore di ritardo, col mio socio che aveva ancora i postumi di una sbornia clamorosa. Ci eravamo divisi, lui si sarebbe messo sulle tracce del giovane tossico, io avrei pedinato il marito della cliente, che di mestiere spurgava fogne e pozzi neri. Seguire il suo camion era facile, cio' che era terribile era sucarsi leffluvio di merda un giorno dopo laltro. 
Il mio uomo sera fermato in una via di case popolari, e aveva cominciato a pompare cacca e fosfati da un tombino. Mero appostato allimbocco di un vicolo, un isolato piu' a est, e avevo contemplato la scena fino al momento in cui delle nocche
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