Pantegane e sangue 

di Wu Ming


Qualcosa ho imparato. Che la vita moderna e' una guerra senza fine: non prendere prigionieri, non lasciare feriti, mangiarsi i morti e' sano dal punto di vista ambientale.
James Crumley


- 1 -

Gli andai contro e cercai di colpirlo con un uppercut al mento, ma il braccio era corto, tutto il mio corpo era corto. Mi prese per il collo e mi sollevo' da terra con la sinistra tenendomi sospeso davanti alla sua faccia sogghignante. Cercavo ancora di colpirlo, ma le braccia erano un inutile mulinello, non arrivavano nemmeno al suo gomito. Anche a quella distanza, aveva un fiato insopportabile, come se avesse masticato carogne di antilope. Cosa che probabilmente aveva fatto, perche' il mio avversario era un leone antropomorfo, con la criniera impomatata allindietro e un paio di occhialoni neri. 
Fu lui a rifilarmi uno sganassone con la destra, e a tramortirmi. La giornata era cominciata male, e pareva proprio che sarebbe proseguita peggio.
Quando ripresi i sensi, ero legato mani e piedi a una sedia. Di fronte a me cerano tre grandi sagome sfocate. Sentivo freddo, e tutti i muscoli indolenziti. I tre parlottavano e ridacchiavano:
- Guarda li' che roba, la pantegana! Non tocca nemmeno terra coi piedi!
- Di, secondo te perche' porta quei guanti gialli?
- Ehi, si sta svegliando, il ratto!
- Dove cazzo sono? - chiesi, con lo stesso tono di voce basso e strozzato che ti viene quando ti fai qualche canna di troppo. La domanda topica n.1 del detective-appena-rinvenuto. 
- Non ce li hai gli occhi, pantegana? Guardati intorno! - mi rispose uno dei tre energumeni, un bufalo con un giaccone di vitello e scarpe di vacchetta. Tuttintorno, quarti di bue appesi a file di ganci. 
[Per qualche secondo ebbi pensieri strani, immaginai un mondo capovolto, in cui il cannibalismo e' un tabu', in cui allinterno di ogni specie la razza superiore tratta quella inferiore, non antropomorfa, da pari a pari: Paperino non mangia il canard a' lorange, lHomo Sapiens-Sapiens non usa il Neanderthalensis  come animale domestico, etc. Ma guarda te cosa vado a fantasticare, in una situazione del genere!]
Cosi' ero in una cella frigorifera. Poteva essere il macello comunale di Topolinia, che chiudeva il sabato e la domenica.
Gli altri due erano il leone che maveva steso e un facocero ben vestito, con un doppiopetto blu di sartoria, ma con le zanne ricoperte di una placca giallo scuro. Ligiene orale dei criminali lascia spesso a desiderare. Era ora di fare le domande topiche 2 e 3: 
- Chi cazzo siete? E che cazzo volete da me?
- Sei sboccato, pantegana! Forse dovremo lavarti la bocca col sapone! - disse il facocero.
- Anche la tua, di bocca, non mi sembra messa bene. Sei incravattato, ma sei pur sempre un maiale. Quante ore fa ti sei rotolato nella merda? Cosa ti dicono al lavasecco quando porti a pulire i vestiti?
Grugni' in qualche lingua da bingo bongo, poi fece due passi avanti, sicuramente per colpirmi, ma il bufalo lo fermo':
- Be cool, Fela, non lasciarti sconvolgere da queste cazzate razziste.  
- Scusami, Mbotu, e' che questi pseudo-eroi di destra difensori dello status quo mi danno il voltastomaco.
Se avessero voluto accopparmi non sarebbero stati li' a tergiversare. Avevano bisogno di me per qualcosa, quindi dovevano mantenermi integro e lucido, per il momento. Ma poi mi avrebbero fatto fuori, altrimenti si sarebbero premurati di non usare nomi, inconfondibili nomi da negri. Perplesso, inerme e dolorante, dovevo comunque mantenere alto il profilo, e rilanciare:
- Non avete ancora risposto alle mie domande, buzzurri.
- OK, sorcio del mio buco del culo, - disse Mbotu, che doveva essere il capomanipolo - diciamo che hai ficcato il naso in robe che non ti riguardano, e la cosa ha dato fastidio a qualcuno che sta in alto. Questo qualcuno-che-sta-in-alto ci ha mandati a redarguirti e a chiederti cosa sai. Diccelo e andra' tutto bene. 
- Non so di cosa state parlando. 
- Allora ci faremo capire, facendoti un nome che non puoi 
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