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dell'impeachment di Nixon. Qualcuno ha visto la sua tomba in New Mexico. Sam Peckinpah s e' sbronzato con lei a Durango, durante le riprese di Pat Garrett & Billy the Kid. Vive in Irlanda, e' in prigione in Peru', non si e' mai mossa da New York. C'e' chi azzarda non sia mai esistita. 
Puoi cercarla, trovarla... Legare zavorra al suo nome, imbrigliare le storie in un reticolo di rughe. Non te lo impedira', e' stanca, lo dice l'epistola a Lucilio.
Oppure puoi lasciarla libera, leggenda spinta dal vento, sorella dei cespugli del deserto: li vedi rotolare e raccogliere polvere, ossicini, cartacce, insetti morti... 
Nessuno sa dove vadano a finire.
Sono come libri che raccontano distanze. 



Titoli di coda



Cos'e'?

Lidea di fondo mi e' venuta nel 2000 leggendo Please Kill Me: The Uncensored Oral History of Punk, poderosa opera di Legs McNeil e Gillian McCain (Grove Press, New York 1996). Piu' tardi ho letto altri due libri scritti in quel modo: We Got The Neutron Bomb: The Untold Story of L.A. Punk, di Marc Spitz e Brendan Mullen (Three Rivers Press, New York 2001 - grazie a Pito per avermelo consigliato) e Gauleses Irredutiveis: Causos e Atitudes do Rock Gacho , di Alisson vila, Cristiano Bastos e Eduardo Mller (SagraLuzzatto, Porto Alegre 2001 -  grazie ai tre autori per avermi acolto, ospitato, accompagnato in giro per la loro citta' e avermi fatto conoscere la scena rock'n'roll del Rio Grande do Sul).  
Sono opere che discendono dal New Journalism americano nato nei Sixties. I loro autori simulano  un "sottrarsi", uno spegnere la propria voce. In realta'  diventano registi, si esprimono attraverso il montaggio, in modo piu' esplicito e diretto di quanto accada in letteratura (dove pure il montaggio esiste ed e' fondamentale). 
Se il metodo di interrogazione delle fonti e' quello della storia orale (che anche in Italia ha gloriosa tradizione, presente fecondo e lunga influenza sulla letteratura), il metodo di composizione e le strategie narrative imitano il linguaggio del documentario e della videoinchiesta. 
Scrivere una specie di romanzo imitando quest'imitazione, vedere fin dov'era possibile spingersi prima che lo "specifico letterario" reclamasse a gran voce i propri diritti. Era questa la sfida. 


Luoghi

Brooklyn e' un luogo della mente, paesaggio mitologico su cui ho gettato uno sguardo europeo, da straniero destinato a oscillare tra iperrealismo dei dettagli e pura invenzione traiettoriale e toponomastica. A Crown Heights, che io sappia, non ce' nessuna Morgue Street. A Bay Ridge non ce' nessuna Bakken Street con villini finto-Liberty. Il Brooklynite non e' mai esistito. Mi sono preso piccole licenze anche coi nomi e le ubicazioni di alcune chiese, case e fermate della metro. 
Hanno contribuito a definire questo luogo della mente gli amici che mi hanno ospitato a New York e altrove negli Usa durante i miei sopralluoghi, tutti precedenti l11 Settembre 2001. Ignazio Moresco mi ha ospitato a Willamsboigh. Siri N. Wilson mi ha ospitato a "Greenpernt" e un anno e mezzo dopo mi ha portato in pellegrinaggio al CBGBs, pochi giorni dopo la morte di Joey Ramone. Andrea Casadio mi ha ospitato a Manhattan, sulla Upper West Side, senza avermi mai visto prima. Vittorio Marchi e Jim Fleming mi hanno fatto da ciceroni. Laura Fantone mi ha ospitato dallaltra parte del parco, sulla Upper East Side e mi ha fornito loccasione per un viaggio verso Nord, breve ma intenso. Mia, sia benedetto il suo adescamento, mi ha attirato piu' a Ovest, forse sulle tracce di Sonia Langmut.
La Brooklyn raccontata in New Thing, oltre che di queste visite e della lettura di libri, e' il risultato delluso massiccio di Internet e di Google.


Repressione

Tutte le notizie relative al Cointelpro, al Boss e alla strategia della tensione contro i movimenti neri e la nuova sinistra sono vere, a parte lo stralcio di memorandum sui musicisti negri inclini alla violenza riportato al cap. 8, che e' inventato di sana pianta. 
Da anni Ward
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