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stesse.  
Tutto qui. Fine della storia. Mi hai dedicato fin troppo tempo, giovanotto. Sono solo uno dei tanti che ascoltavano quel genere di musica e frequentavano quel tipo di locali. Non ho fatto niente di speciale.
Sono uno che potava le siepi al cimitero. 

LET'S-PLAY-A-GAME Il reverendo Bradley si e' impiccato nel '79. Distrutto dalla storia con una che aveva vent'anni meno di lui, disorientato dai cambiamenti, aveva chiuso la Holy Spirit and Fire per tornare a Bed-Stuy. Viveva in un monolocale e passava le giornate a chiacchierare in un negozio di barbiere, insieme a ritrovati amici d'infanzia.
Proprio non lo so cosa succede alle persone: ti svegli in un giorno che sembra come tutti gli altri, e forse un'azione insignificante, come prendere in mano un bicchiere o ravviarti i capelli di fronte allo specchio, rivela che hai superato un limite, hai messo la punta del piede oltre un solco tracciato nella sabbia, un solco che solo tu puoi vedere. Aver superato quel limite ti rende impossibile continuare, cosi' raggiungi il parco a passo di danza, getti la corda oltre un ramo, infili la testa nel cappio, e chissa' se e' vero che raggiungi i tuoi antenati.
Il pagliaccio della Real Church of the Mother Plane? Non si fa piu' chiamare "Mahamid Zuwarah". E' un deputato repubblicano all'assemblea statale. Uno di quelli che vede terroristi dietro ogni angolo e l'ha menata a tutti con la "guerra preventiva". A conti fatti, non e' che sia cambiato molto.

JULIA MEY  Mio padre e' morto d'infarto nell'87, a Burlington, mentre spalava la neve sul suo vialetto. Io vivo a San Francisco, ho tre figli adulti e cinque nipoti. Non indovinerai mai chi vive nella mia stessa strada: il capitano della polizia in pensione Albert D. Rizzi. Ha piu' di ottant'anni. Lo incontro ai giardini pubblici dove porto i nipotini. Sta scrivendo un libro sul Figlio di Whiteman, con la sua versione dei fatti. L'ho incontrato non molto tempo fa, gli ho chiesto come procedeva. 
- A ritmo spedito. Voglio finirlo e vederlo pubblicato prima di tirare le cuoia.
Quella storia gli e' rimasta in gola, non va ne' su ne' giu'. 

IL DIRETTORE Qualche anno dopo, nell'autunno del '71, ero in vacanza in Italia con mia moglie e i due bambini. Durante la tappa fiorentina, passeggiavamo in Piazza della Signoria e a un certo punto mi apparve Eldridge Cleaver, ministro dell'informazione del Black Panther Party, all'epoca gia' latitante e accolto dal governo algerino come rifugiato politico. Dico che mi apparve perche' era vestito di pelle da capo a piedi ed era l'unico nero in tutta la piazza, impossibile non notarlo. Anche lui mi riconobbe, l'avevo intervistato nel '69. Lo presentai a mia moglie, sottilmente eccitata all'idea di conoscere il nemico pubblico n.1, o quasi. Michael ed Evelyn avevano sette e cinque anni, la loro reazione fu: - Ma allora anche in Italia ci sono i neri! 
Eldridge rise e disse: - Ancora no, ma presto arriveranno a frotte.    
A Firenze aveva seguito una conferenza sulla Palestina, organizzata da un gruppo di estrema sinistra. Un'ora dopo sarebbe partito per Roma, dove avrebbe preso laereo per Algeri.  Mi disse che i suoi libri erano stati tradotti in italiano e pubblicati da un editore importante. Alla conferenza era rimasto sorpreso che tanta gente lo conoscesse. Politicamente eravamo molto lontani, ma ci scambiammo auguri di buona fortuna e una robusta stretta di mano. L'avessi incontrato prima, lo avrei intervistato sul suo esilio, le lotte intestine nel BPP e tanti altri argomenti. Dapprima me ne rammaricai, poi mi torno' in mente che ero in vacanza, che diamine.
Mentre si allontanava con quel suo passo fiero, un gruppetto di giovani italiani lo saluto' col pugno chiuso e urlo': - Power to the people, compagno! 
Rispose alzando il pugno e li chiamo' "fratelli". Mi dava le spalle, ma immaginai un sogghigno compiaciuto.
- Allora e' qui che si sposta il fronte, - pensai.

D.E.M. Sonia e' la' fuori nel grande ovunque.
Qualcuno ha brindato con lei il giorno
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