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ho detto: Rizzi non e' Dupin e nessuno pensera' a cercare un orango.
Mi hanno fissata senza capire. 
Prima di uscire ho rivolto un ultimo pensiero a Plotinus: non lascero' marcire qui dentro le tue membra straziate.

ROWDY-DOW  Adesso sai com'e' andata davvero. Ho riempito i buchi e ti ringrazio: cercando le parole per raccontare questa storia, mi sono lasciato trasportare e per un po' sono tornato giovane. La sento ancora, la scarica di quella notte lungo la schiena, in giro con mio fratello, cercando di affrontare il mondo. 
Mi manca, Marcus. E' morto nell'80, investito da un'auto. Aveva lasciato i Black muslims prima ancora della morte di Elijah Muhammad. S'era addirittura sposato una bianca.
Volevi sapere dell'effetto degli omicidi sulla comunita' della new thing, ora sai anche dell'effetto della comunita' sugli omicidi. Siamo stati bravi a incasinare le cose: quasi quarant'anni dopo c'e' ancora chi si rompe la testa per capire che e' successo. 
Anche i miei buchi sono stati riempiti: quando mi hai chiesto di Trane e ti ho raccontato di lui, nessuno dei due sapeva quant'era coinvolto nella cosa. 
Che ci farai con questa verita'? Cercherai la vecchia ragazza per scoprire che ha fatto dopo? 
Per me non e' tanto importante: e' passato tanto tempo, sono vecchio e mezzo sordo. Mia moglie e' morta due anni fa. Figli non ne ho. La nuova musica e' diventata vecchia, il movement non c'e' piu'.
Il racconto di un vecchio solo e dimenticato. Due pezzi di plastica con dentro delle voci. Una busta gialla che viene dal Canada. 
Piccoli pezzi di verita'.


29. Reperti, 3-18 luglio 1967




The Brooklynite, lunedi' 3 luglio 1967:

E' davvero morto il Figlio di Whiteman?
Troppe ombre sulle morti di Crown Heights e Bay Ridge

Garry Belden 

Chi volesse ricapitolare gli ultimi sviluppi del caso del Figlio di Whiteman, si troverebbe di fronte a un paradosso: il mistero della primavera di sangue pare essersi infittito con la scoperta del presunto colpevole. 
Secondo il capitano del NYPD Albert D. Rizzi, l'uomo che ha terrorizzato Brooklyn era He'ctor Ramirez Delgado, cittadino della Repubblica Dominicana. 
Il 6 giugno, il nostro giornale riceve una telefonata anonima, in cui un uomo con accento straniero fornisce indizi sulla prossima vittima: una persona legata al mondo del jazz pur non essendo un musicista, un soggetto "pericoloso" perche' in grado di difendersi.
L'8 giugno il professor Donald F. Betts, specializzato in linguistica e fonematica, si dice sicuro che il parlante sia un ispanofono del Centroamerica o del Caribe.
La mattina del 10 giugno il cadavere di Delgado viene rinvenuto accanto a quello di Plotinus Franklin, critico jazz del Gotham Chronicler, nell'appartamento di quest'ultimo in Morgue Street. A trovare i corpi e' la nostra collega del Brooklynite Sonia Langmut, legata a Franklin da una lunga amicizia. 
I decessi risalgono alla sera prima. I due sembrano essersi tolti la vita a vicenda al termine di una dura colluttazione. Plotinus Franklin praticava il karate e si e' difeso dall'aggressione, arrivando a sfigurare Delgado. "Non aveva piu' la faccia," commenta un assistente del medico legale. 
Secondo la ricostruzione della polizia, il critico sarebbe riuscito a far fuoco con una piccola pistola da borsetta, centrando Delgado all'occhio sinistro e uccidendolo sul colpo, una frazione di secondo prima di essere colpito dal televisore che gli ha spaccato la testa. Dinamica definita "bizzarra" dallo stesso capitano Rizzi. 
Di fianco al corpo di Delgado, la scientifica trova un paio di cesoie da giardinaggio, arma impropria compatibile con le ferite inferte a tre vittime del Figlio di Whiteman: il pianista Bill Vanneau, il contrabbassista Montgomery Burckhardt e il sassofonista dilettante Lindani McWhorter.
Poche ore dopo il ritrovamento dei cadaveri, il capitano Rizzi dichiara: "Tutti gli elementi in nostro possesso portano a una sola conclusione: Delgado era il Figlio di Whiteman. Non abbiamo ancora il movente, ma lo stiamo 
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