<A HREF="new_thing064"><</A>
in esclusiva per il Brooklynite, - risponde Sonia e indica il registratore.
- Dopodiche', chiamiamo gli sbirri - aggiungo io, poi mi viene in mente una cosa: - Di', Joey, noi pensavamo che la casa fosse vuota. Abbiamo telefonato e non rispondeva nessuno...
- Ero molto stanco e sono andato a letto coi tappi nelle orecchie.
- Tappi di cera? - gli chiedo io, e Sonia mi lancia un'occhiata tipo: che cazzo di domande fai?
- Si'. 
- Fammi indovinare: mentre dormivi uno dei tappi  e' scivolato via, forse tutti e due,  cosi' ci hai sentiti entrare.
Joey mi guarda sbigottito.
- Capita sempre anche a me. Scivolano via. Altrimenti non sarei qui, ma e' una storia troppo lunga...
- Scusate se interrompo una conversazione tanto interessante, - dice Marcus schiarendosi la gola - ma ho bisogno di parlarvi.
Sempre tenendo di mira Cafariello, si avvicina a me e Sonia e parla a voce bassa: - Anche cosi', non sara' facile spiegare la situazione. A pensarci bene, noi siamo accusabili di scasso e violazione di domicilio, siamo due radicali neri che tengono sotto minaccia armata un bianco in casa sua, nel cuore della notte...
- E' vero, ma con l'aiuto di Garry e dell'avvocato possiamo far capire che le circostanze...
Bang!
Lo sparo rimbomba nel salone, ci giriamo di scatto, Cafariello si e' sparato in bocca. Il corpo e' accasciato su un bracciolo, dal retro del cranio si alza uno zampillo di sangue, una specie di piccolo, timido geyser.
- Ma che cazzo... 
- Con cosa si e' sparato? 
Mi avvicino: sul pavimento, tra i piedi di Joey, c'e' la mia pistoletta da borsa. Non mi ero accorto che l'avesse presa. Gia', era nella tasca che adesso non e' piu' una tasca, solo un lembo di stoffa che penzola come la testa del crooner morto.
- Siamo nella merda, - concludo. 
Marcus si gratta il mento, si guarda intorno poi fa una cosa che li' per li' mi sembra assurda e invece e' un colpo di genio: controlla il foro nel cranio, prende la sua pistola, la infila in bocca a Joey e spara. La pallottola slabbra il foro d'uscita e manda in frantumi una bottiglia di scotch. Brandelli di carne e materia grigia sul petto nudo di Mussolini. 
Marcus pulisce il calcio con un fazzoletto, poi mette l'arma in mano a Joey. Sonia e io lo guardiamo imbambolati mentre toglie dal muro la foto di Glenn Miller, estrae il proiettile dall'intonaco e copre il buco spostando una delle foto di Joey.
- Tutto questo, fucile compreso, lo gettiamo nella spazzatura lontano da qui. Joseph Cafaro, in arte Joey Cafariello, solo come un cane, una mediocre carriera di crooner alle spalle, si e' alzato dal letto e ha deciso di ammazzarsi tra le foto dei suoi eroi. Raccogli il tuo giocattolino, Augie. Dobbiamo limare i numeri, portarlo in Morgue Street e preparare un'altra messinscena, se non vogliamo finire male. 
Addio, Figlio di Whiteman.

SONIA/SECONDO CD Non possono essersi uccisi a vicenda, ha fatto notare Rowdy-Dow. Franklin ha la faccia sotto un televisore e Ramirez ha una pallottola nel cervello. Sono entrambi morti sul colpo. Beh, ha detto Marcus, Franklin puo' aver premuto il grilletto una frazione di secondo prima di beccarsi il televisore in testa, e aver colpito Ramirez all'occhio. O viceversa: quando Ramirez e' stato colpito, aveva appena calato il televisore.  E poi, insomma, che s'inventino qualcosa gli sbirri, l'importante e' che noi tre ne siamo fuori. Pero' ci sono due agenti di pattuglia che possono testimoniare che c'eravamo, ha aggiunto Rowdy-Dow. No, possono testimoniare di averci visti giu' in strada, nulla di piu'. Noi siamo saliti, abbiamo suonato il campanello ma non ci ha aperto nessuno e ce ne siamo andati. Non sappiamo niente. Il resto quadra: Ramirez era il Figlio di Whiteman, e' stato lui a telefonare alla radio e al giornale etc. etc. La polizia trovera' qualche testimone che dira' di averlo visto sui luoghi dei delitti, e qui finisce la storia dei misteriosi omicidi: l'assassino ucciso dall'ultima vittima in un appartamento di Morgue Street.
Io stavo pensando al racconto di Poe, e 
<A HREF="new_thing066">></A>