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pugno con aria minacciosa. Mussolini stringe la mano a Hitler. Mussolini a petto nudo con in mano una roncola. Foto con didascalie: "Italo Balbo e la sua squadra nel 1921". "Italo Balbo a Chicago nel 1933". "Discorso di Italo Balbo al Madison Square Garden, 21 luglio 1933". Foto di Balbo con autografo. La copertina di Time del 28 ottobre 1935: "Bruno, Benito e Vittorio Mussolini".  La locandina di Jud S. 
Su un'altra parete: Sinatra col Rat Pack. Paul Whiteman. Glenn Miller e il suo trombone.  Woody Herman. Benny Goodman. Cafariello che canta. Cafariello abbraccia Tony Bennett. Foto di Perry Como con autografo. 
Le parole di He'ctor: un loco peligroso. 
Un desequilibrado.     

ROWDY-DOW  Stiamo guardando 'sta sfilata di facce di cazzo quando sentiamo dei passi al piano di sopra. Qualcuno sta correndo. Il cuore da' di matto e picchia contro le costole, come uno che si e' svegliato con la camicia di forza e si lancia contro il muro imbottito. 
- Cazzo, ma non doveva esserci nessuno... - Io e Marcus portiamo le mani alle pistole, ma in cima alle scale compare Cafariello in vestaglia, ha un fucile e ce lo punta addosso. Alziamo le mani.
- Chi cazzo siete? Che volete? Come siete entrati?  
Nessuna risposta. Senza abbassare l'arma, si mette un paio di occhiali.
Scruta Sonia per qualche istante, gli cade la mascella: - Non ci posso credere... 
Poi scruta me, la fronte aggrottata: - Ditemi che non e' vero...
Scende le scale. Seguo lo sguardo di Marcus: Cafariello porta le ciabatte.
- Augustus Rodney Dowland. 
- Ciao, Joey.
- Che onore ricevere in casa mia un cosi' pregevole musicista. Qual buon vento? Non ci vediamo da... due anni? Tre? L'ultima volta ti stavano dando un calcio in culo sull'uscio dell'Hoity-Toity. E lei, - prosegue girandosi verso Sonia - e' l'intrepida giornalista del Brooklynite Sonia Langmut, cosi' giovane e gia' un mito della night life newyorkese... Invece quest'altro nigger non lo conosco, chi e'?
- Non chiamarmi "nigger", - dice Marcus, calmo. 
- Perche', senno' cosa mi fai, nigger? E se ti chiamo spade, o jig, o coon, o...?
- Ramirez si e' costituito, - lo interrompe Sonia - sappiamo chi sei, e lo sa anche la polizia.
Joey tace un secondo, poi risponde: - Ah si'? E come mai non c'e', la polizia? Dov'e'? 
- Sta arrivando, - dico io.
Sorride: - E allora voi che ci fate qui? Noooo, secondo me la polizia non sa proprio un cazzo.
Silenzio. 
- Ramirez... Prima o poi avrebbe ceduto, il povero bastardo, lo sapevo. Temo di aver tirato troppo la corda. Che fine ha fatto?
Nessuna risposta.
- Capisco, - riprende Joey - mi tocchera' trovare un altro schiavetto. Peccato, lui era proprio perfetto. Com'e' che si dice? "In tre si e' gia' una folla"! - e ride.
- Perche' proprio lui? - domanda Sonia.
- E chi altri? Dove lo trovavo un paria piu' paria, un matto piu' matto di lui, uno che basta metterlo in conflitto con se' stesso e fa tutto quello che vuoi? Dopo due o tre volte che lo incontravo, mi sono accorto che non era una persona sola, ma due. Uno aveva le palle, gli piaceva sentirmi raccontare del Duce, della gloriosa marcia su Roma, della trasvolata oceanica di Italo Balbo... L'altro invece era un debole, un vile, uno che viveva alla giornata e faceva le pulizie, un lavoro da mammoletta... Ho fatto in modo che il forte dominasse il debole e insieme si dedicassero all'impresa. Un puro microcosmo fascista, un intero sistema sociale contenuto in un solo cervello. Un'arma da scagliare contro la feccia come voi, quelli che inquinano la cultura dell'America...
- L'America ha combattuto contro il fascismo - m'inserisco io.
- Si', ed e' questa la causa del suo declino. L'alleanza col Fhrer, il Duce e l'Imperatore avrebbe reso grande questo Paese, niente lobbies giudaiche, niente piagnistei liberali, niente folk-singers e hippies, niente Guerra Fredda... Insieme avremmo sconfitto il comunismo gia' nel '41!
- Joey, hai le idee confuse, e nemmeno poco, - ribatto - Sono stati i giapponesi ad attaccare per primi. Pearl Harbour non
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