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at Wunnuh Sixty-Sevenuh Union Street. 
Hello, Tano, sono Sonia Langmut del Brooklynite, ti ricordi di me? 
Che domande, certo che si'. 
So che e' uno strano orario ma sto finendo un articolo sugli ultimi crooners italiani e so che hai suonato con qualcuno di loro, volevo sapere con quali. 
Una volta anche con Tony Bennett. 
Si', pero' di Tony Bennett si sanno un sacco di cose, noi ci concentriamo sui crooner meno famosi, quelli locali, come Freddie Martellone... 
Ha suonato un po' con tutti: Martellone... Vasi... Cafariello... 
Il nome si e' espanso nell'orecchio fino a riempirmi la testa, avrei voluto dire: bingo! 
In archivio non abbiamo molto materiale su Cafariello e non sappiamo come contattarlo.
Io non lo vedo da anni, ci ho messo poco a scazzarmi con lui. Quello stronzo e' a destra di Goldwater, in piu' e' insopportabile, ci gode a prendere per i fondelli la gente. Anche la moglie lo ha mollato, e' tornata in Italia con le due figlie. Comunque credo viva ancora a Bay Ridge. E' una traversa di Fort Hamilton Parkway, non ricordo quale, pero' il numero e' sull'elenco, col vero cognome, che e' Cafaro, o Cafari. 
L'ho ringraziato dell'informazione poi... Un brutto colpo la morte di Bill, vero? 
Eh, beh... Mi ha... mi ha cambiato la vita. Senti, Sonia, so che ti stai sbattendo molto su questa storia del Figlio di Whiteman, e so che Angela ti stima. Ne ho parlato coi ragazzi del vecchio combo e ti ringrazio anche a nome loro. Spero che lo troviate, quel figlio di troia. 
Lo stiamo trovando, ho pensato. Anche grazie a te.  

ROWDY-DOW  Prima di muoverci, ci sinceriamo che il telefono di Cafariello squilli a vuoto. La moglie lo ha lasciato, ma potrebbe avere una domestica, o convivere con un'altra tipa. Venti squilli, nessuna risposta. Riproviamo dopo cinque minuti: stesso risultato. Andiamo. 
Arriviamo a Bay Ridge che manca un quarto all'una. Parcheggiamo di fronte a un ristorante che si chiama Louise's, all'incrocio tra Fort Hamilton e la 92esima. 
- Come entriamo? - chiede Sonia, seduta dietro.
- Tu come sei entrata nello stabile di Franklin? - chiede Marcus.
Esita un po': - Avevo la chiave...
Io e Marcus ci scambiamo un'occhiata imbarazzata.
- ...e lui aveva quella di casa mia. Abbiamo avuto una storia, tempo fa.
Sto per dire che mi dispiace, che non sapevo, ma stavolta e' lei a fare una domanda:
- Adesso che ci penso... Voi come avete fatto a entrare?
- Il battente non si era chiuso.
Silenzio. Pensiamo tutti la stessa cosa: se il portone si fosse chiuso, non saremmo nella merda fino ai lobi delle orecchie, Ramirez sarebbe ancora vivo e la polizia in cerca di Cafariello.
- E adesso invece? - chiede Sonia.
Marcus sogghigna: -  Un'adolescenza randagia puo' essere di grande aiuto.
Prima di finire in riformatorio, Marcus faceva i furti negli appartamenti, poteva entrare in qualunque casa. Dopo si e' convertito ed e' diventato serio come la morte, ma non ha dimenticato certi trucchi, ne' ha buttato via certi attrezzi.

SONIA/SECONDO CD Casa di Cafariello era in Bakken Street, una stradina tranquilla. Inferriata con siepe, cortile, villetta in uno stile che intendeva ricordare l'Art Nouveau, riuscendoci a stento. Mattoni e stucco, infissi in legno scuro, sembrava la Behrens House di Darmstadt schiacciata dalla mano di un gigante. Niente cane da guardia. Marcus ha indicato qualcosa, un filo elettrico molto ben nascosto: l'antifurto. E quindi? Lo tagliamo. Con cosa? Con queste. Solo in quel momento ho visto che aveva le cesoie di He'ctor. Sei impazzito? Stai tranquilla, viso pallido, male che vada le riportiamo in Morgue Street, pulisco il manico, le rimetto in mano a Ramirez. 
Tre minuti dopo eravamo nell'atrio, poi in un salone. Abbiamo acceso le luci. 
Divani e poltrone di pelle, angolo bar con molte bottiglie, pareti grevi di foto incorniciate. 
Foto di Primo Carnera con autografo. George Lincoln Rockwell con autografo. Joe McCarthy e Roy Cohn. Corneliu Codreanu. Mussolini mani sui fianchi e petto in fuori. Mussolini agita il
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