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in piedi come un cazzone di fronte a un normalissimo roveto. Guardo per terra e vedo una banconota, non sono dollari, e' roba straniera. La raccolgo, sopra c'e' la scritta "Repubblica italiana", un'aquila, una tipa di profilo con un grosso naso. Cinquecento lire. Sul retro c'e' una scritta fatta con la biro: NATELLA. La mostro a un mio collega e lui mi fa: - Niente di strano, stamattina hanno sotterrato uno di quei guappi di Bensonhurst, c'erano anche parenti dalla madrepatria, il biglietto sara' caduto a qualcuno. E' inutile che lo vai a cambiare, i soldi italiani valgono meno del piscio. 
- Ma secondo te che significa "Natella"? 
- Cazzo vuoi che ne sappia? Sembra un cognome, forse qualcuno doveva prendere un appunto e non aveva altra carta dove scriverlo. 
Si', di sicuro aveva ragione, ma, non so perche', continuavo a pensare a quelle lire, mi chiedevo chi poteva essere 'sto Natella etc. Insomma, avevo trovato la banconota subito dopo un flashback di acido e mi ci ero intrippato sopra. Dopodiche', non riuscivo piu' a trovare le mie cesoie. Non le aveva prese nessuno dei ragazzi. Ho dovuto farmene prestare un paio.

ROWDY-DOW  Un martedi' mattina, all'ora che si svegliano le galline, mi rigiro in un dormiveglia tormentato e incazzoso perche' la sera prima non ho trovato i tappi, ecco due cose che mi perseguitano, i calzini spaiati e i tappi per le orecchie. Non riesco mai ad appaiare i calzini, ce la metto tutta eppure niente, li arrotolo quando me li tolgo ma in un momento imprecisato tra quando li arrotolo e quando li tolgo dall'asciugatrice ne perdo sempre qualcuno e dopo due-tre volte mi tocca comprare altre paia. Stesso problema coi tappi di cera per le orecchie, anzi, li' ce n'e' pure un altro, di problemi: quando ti abitui non puoi piu' dormire senza, ho cominciato a metterli il lunedi' notte, poi anche le altre notti, cosi' per anni ho dormito coi tappi finche' con l'eta' non ne ho piu' avuto bisogno che' ormai ero sordo di mio. Il secondo problema, non so se capita anche agli altri, e' che ti svegli e ce n'hai uno solo e l'altro chissa' dove cazzo e' finito, disfi il letto ma non lo trovi, oppure ti cadono per terra tutti e due, li calpesti e li schiacci, o scivolano sotto un mobile e li ritrovi neri di polvere, insomma tocca sempre ricomprarne, e se mi dimenticavo dovevo farne un paio di fortuna col cotone del pronto soccorso o la carta igienica bagnata e, per tornare a dov'ero rimasto, m'era successo proprio la notte prima. Insomma, mi rigiro in questo dormiveglia incazzoso con un orecchio pieno di carta igienica e l'altro scoperto, e dal soffitto arriva il trambusto del dominicano. Sto meditando di salire a ucciderlo, sogno di ficcargli l'aspirapolvere su per il culo, poi a un certo punto smette, silenzio. Silenzio completo. 
Mi riaddormento di un sonno leggero, ma dopo un po', non so quanto tempo, mi risveglio sentendolo parlare. La voce si sente bene, il soffitto e' di carta velina. Sta facendo una telefonata, riesco a capire: "troppo pericoloso", "piu' pericoloso", "lui e' pericoloso". Se e' di me che parli, stronzo, manco te l'immagini quanto sono pericoloso. Mi riaddormento, ma mi sveglio ancora una volta: sopra stanno litigando. Guardo la sveglia: le dieci e mezza. La padrona e il dominicano si prendono a male parole, lei gli da' del delinquente, lui risponde: - No es verdad! Io malato! - sento oggetti che cadono, altri strilli, poi la porta che sbatte, qualcuno scende le scale di corsa. 
Nel pomeriggio, mentre esco per andare alle prove, incontro sul portone un mio dirimpettaio. Mi fermo un minuto a parlare, e quello mi fa: - Lo sai che la signora Thaddeus ha licenziato il suo domestico perche' rubava? Prendi questo e prendi quell'altro, le aveva svuotato mezza casa! Lui si e' difeso, ha detto che e' piu' forte di lui, non puo' farne a meno. Un cleptomane, insomma. 
Avviando la Buick, penso tra me e me: speriamo che quello nuovo faccia meno casino. 
 
GREEN MAN  Mia moglie l'ho accoppata quando ha gettato dalla finestra i
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