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quella frequenza. Una tipa diceva che voleva avere un figlio dal Figlio di Whiteman, un altro che sospettava del benzinaio sotto casa sua, altri che a muovere i fili era quello sbirro, Rizzi. Con certa gente Vinola, o Viniola, cercava pure di ragionarci, invece Dave li prendeva tutti per il culo, anzi, ai piu' matti gli caricava la molla, con domande che li facevano sbroccare sempre di piu'. Si divertiva un mondo. In effetti si rideva, ma per non pensarci troppo, senno' c'era da metter mano al rasoio.
A un certo punto arriva una telefonata che mi fa tendere le orecchie: una voce familiare, non riesco a ricordare dove l'ho sentita. Accento strano, ma a Brooklyn ne senti tutti i giorni. Sono concentrato sulla voce e per una decina di secondi mi perdo quello che dice, poi Dave lo interrompe e gli chiede chi e' e da dove chiama. Il tale risponde che chiama da Crown Heights. Alzo il volume. Riprende a parlare ma Dave lo ferma, irritato: - Frena, amico, intanto dicci come ti chiami. 
Quello sta zitto un secondo poi risponde: - Augustus Rodney Dowland, - che e' il mio cazzo di nome, per la puttana! Faccio un salto sulla sedia e sbotto: - Motherfucker!  
Sto per chiamare e smentire, ma Dave mi precede, gli risponde tipo: - Amico, non dire scemenze, credi che siamo appena scesi dalla nave? Quello e' il nome di un musicista, Rowdy-Dow, e la tua non e' la voce di Rowdy-Dow. Qui siamo tolleranti, ma non puoi, ripeto, non puoi spacciarti per qualcun altro, e nemmeno scaricare su altri la responsabilita' delle fregnacce che dici. 
Finisce che il tipo riaggancia, e io resto li' a domandarmi chi cazzo puo' essere, perche' mi ha tirato in ballo e cos'ha detto mentre non ascoltavo. 
Mentre va un pezzo di Miles telefono anch'io e mi passano Dave. Gli domando: - Ehi, mah man, che cazzo ha detto quello che si spacciava per me? Mi pareva di conoscerla, la voce, - e Dave: - Ha detto che uno dei miei ospiti sta per morire di morte violenta, e sara' anche colpa mia. 'Sto menagramo di merda! Ma perche' ha usato il tuo nome?



18. L'uomo dei fantasmi


Non nel tempo che mi resta ma in quello che davo al mondo suonavo e suonavo e suonavo, e nelle pause suonavo ancora, suonavo il flauto in un angolo della stanza. 
(Il flauto di Eric. Il dono di sua madre.)
Poi andammo in Giappone. Alice, Jimmy, Pharoah, Rashied e io. 
Poco dopo l'alba suonavo il violino. 
Hiroshima. Nagasaki. 
Mi portarono al memoriale della bomba. Dove tutto comincio' a essere spazzato via. L'orlo del momento in cui il mondo brucio'. Bagliore bianco, l'ultima cosa vista. Pelle che si stacca e prende il volo, corpo che si disfa, smette di essere te, se mai lo e' stato.
Chiusi gli occhi e giunsi le mani in preghiera. Mi fotografarono.
Sul giornale, scrissero che chiedevo perdono per i crimini del mio Paese.
(Perdono, per Naima e i due bimbi morti prima di nascere? Perdono, per chi si e' sentito tradito? Perdono, per quello che si e' perso? Per la fretta... o per l'esitazione? One day married, next day free / Broken hearts for you and me / It's a sin for you to get / a Mexican divorce... Perdono... per quello che mi scivola tra le dita?)

(Questo cos'e'? 
Un uomo che muore 
o un flashback di acido?)

Ci trovammo in Giappone.
All'aeroporto srotolarono il tappeto rosso. Rashied non credeva ai propri occhi. 
In America nessuno di noi era mai stato accolto cosi', trattato da uomo, rispettato. 
Dico Giappone, ma "Giappone" e' ovunque si e' felici. 
Elvin non era piu' nella band, ma in Giappone ha conosciuto sua moglie.
Art Blakey sorvola il Pacifico piu' volte all'anno.
Monty Burckhardt e' stato in Giappone due-tre anni, ed e' tornato cintura nera. Qui a New York andava nello stesso dojo di Plotinus Franklin, lo conosci?

Scusami, amica mia. Non so piu' tener ferme le mani e il pensiero.

"Stavolta e' anche piu' pericoloso, perche' lui e' pericoloso." 
Qualcuno che gira armato? Un forzuto?
"Se non colpisco prima, lui colpisce me e mi fa male, forse mi uccide." 
Un critico armato? Un
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